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domenica 27 settembre 2020

ho visto tantissima gente felice - la "nostra" salomon running

innanzi tutto, un enorme plauso a chi ha avuto il coraggio ed anche un pò di incoscienza nell'organizzare la salomon running, l'urban trail più famoso d'Italia. già, perchè si dice (ed è vero) che milano è una città pianeggiante. ma milano ha una sua "montagna", il monte stella, per tutti abbreviato in "la montagnetta". è "alto" 50 metri, ma soprattutto non è una montagna, ma un rilievo artificiale sorto nel dopo guerra per raccogliere le macerie dei bombardamenti. per chi volesse approfondire questo è il link che ne racconta la storia. è zona di allenamento, ed anche molto tosto, per tanti runner e ciclisti milanesi. io però non ho mai corso lì, semplicemente perchè si trova dall'altra parte della città, e questo anche quando abitavo a milano. così come non avevo mai corso la salomon running, preferendo sempre altre corse che si svolgono nel periodo. ma quest'anno era tutto diverso. la gran parte delle gare è stata annullata. ad agosto ho fatto la sgamelaà, nel rispetto delle normative covid. due settimane fa c'è stata la mezza a monza, che però ho saltato perchè impegnato nella 12x1. questa salomon running era attesa da tanti di noi anche per il suo valore simbolico. seppure in forma ridotta (18 km contro gli oltre 20 nelle edizioni precedenti) si correva a milano, città che ancora adesso sta pagando un tributo enorme al coronavirus e non parlo solo di contagio, dato che la metà dei bar, dei ristoranti e dei negozi del centro sono chiusi. ieri quando sono andato a prendere il pettorale vedevo questi tre bellissimi grattacieli, simbolo della milano autentica città multiglobale, che so essere in settimana semivuoti, visto che la maggior parte delle persone sono in smart working, questa orrenda cosa che rende i lavativi ancor più lavativi e frena i consumi che sono il motore della nostra economia. ci siamo fermati anche a pranzo, perchè mi piaceva l'idea di spendere, proprio per le ragioni di prima. termoscaner un pò ovunque, anche per ritirare il pacco gara ed il pettorale (a proposito clorinda, per essere una gara milanese il pacco gara era persin troppo ricco!). un clima non bello, diciamolo. c'è aria di lockdown in giro, per molti un timore per alcuni (coglioni) speranza. questa mattina mi sono presentato non prestissimo a citylife, cosa che è un pò strana in effetti. come sempre ho visto tante facce amiche e qualcuna è stata in passato anche un pò più di amica. code ovunque ovviamente: coda per il deposito borse, coda per accedere ai wave, coda per la misurazione della febbre. nel frattempo, un gran freddo giunto ieri all'improvviso. ma non ho rinunciato alle maniche corte, integrate solo da un paio di manicotti che scaldano che è un piacere. ero nella ultima wave, ognuno sopra il suo bollo per terra per garantire la distanza con gli altri. partenza con obbligo di mascherina per i primi 500 metri. dopo qualche km l'elica del portello, che faccio direi bene, sia in salita che in discesa. poi un pezzo di milano che non capisco, a dimostrazione di quanto poco conosca quella zona, poi dal settimo/ottavo km costeggiamo il campo xxv aprile, centro sportivo per eccellenza dell'atletica milanese ed entriamo nel monte stella. e qui iniziamo un 4, anzi direi forse 5 km veramente incredibili. solo sterrato, salite e discese continue e addirittura un punto in cui per passare si è dovuto utilizzare una corda. ma il bello è che quando credevo fosse finito si ricominciava con le asperità. ma come mi ha fatto notare qualcuna, percorso molto sì impegnativo ma mai noioso. dal tredicesmo km ci si è indirizzati nuovamente verso citylife, percorso più facile ma ogni tanto qualche rampa, qualche passerella usciva fuori. molto bello, nella parte finale, l'ingresso ed il giro nel velodromo vigorelli, un'altra pietra miliare dello sport milanese. le gambe erano affaticate, ma la testa mi diceva di non mollare. d'altro canto, non mi sono mai fermato in questa salomon. solamente in alcuni punti e a volte causa atleti davanti ho camminato. un giro nelle scale dello shopping center ed ecco il traguardo. fermo il gps per constatare di aver fatto 17,89 km in 1h50'01", a 6'09" al km. credevo di metterci un pò meno, è vero, ma credevo anche fosse meno difficile questo trail! all'arrivo aspetto chi arriva dopo di me, poi saluto e prendo la metro per rientrare a casa o meglio all'auto lasciata a lambrate. in metro ho postato le solite foto del prima e del dopo gara. il commento più bello però lo lascia una mia amica. "ho visto tantissima gente felice". ed è così, oggi i runner milanesi (e non solo loro) si sono ripresi la loro città, alcuni luoghi simbolici ed hanno lanciato un messaggio anche di speranza: si può tornare a correre usando accortezze e precauzioni. che i rischi non scompaiono, sia chiaro. ma non possiamo stare a casa, non possiamo non vivere la nostra vita. un pò di attenzione in più, qualche norma in più, un pò di pazienza in più, anche quando tutto sudato e col vento ti tocca aspettare mezz'ora per ritirare la borsa al deposito. oggi abbiamo vinto tutti. perchè a noi piace correre, perchè correndo si va avanti.

venerdì 25 settembre 2020

may the force be with you

è un periodo in cui mi sento forte, tanto forte. e questo nonostante ci sia da affrontare, per la mia famiglia, una prova non semplice legata a mio padre. dopo un più che giustificato panico iniziale abbiamo preso le misure, nella migliore tradizione familiare che ci ha visto compatti nel momento del bisogno. essere forti però non significa essere di plastica. ieri pomeriggio una mia amica (vabbè, amica, sapete cosa penso dell'amicizia tra uomo e donna....) al telefono mi ha detto che non mi aveva mai sentito così. certo, perchè non si può essere impassibili di fronte al rischio di perdere una persona cara. mi sta piacendo vedere anche mia figlia vicina in questo momento, cosa che non è nè scontata nè banale. altra cosa che mi piace è che non emetto giudizi. ieri sera avevo letto qualche titubanza in una persona nel raccontarmi una storia, forse per timore del mio giudizio. che non c'è stato, nel senso che ho espresso il mio parere e le possibile conseguenze naturalmente evitando però - in modo sincero, credetemi - di emettere alcun verdetto. lo stesso mi sta capitando nei confronti di persone che si sono avvicinate o nei confronti di persone che, al contrario, si sono allontanate. certo, non è che io non abbia un pensiero a riguardo. può anche essere che dentro di me non ci sia condivisione. ma non deve mancare mai la tenerezza. "sai francesco, ti vedo tanto cambiato". si, lo so. si può invecchiare male e si può invecchiare bene. io molto probabilmente vivo la seconda cosa, fortunatamente. non voglio convincere nessuno, non voglio giudicare nessuno, non voglio farmi vincere dalla paura. cosa che ad esempio in questo periodo di coronavirus sta emergendo. a volte mi sembra di vedere una sorta di costruzione teorica attorno a questa figura di uomo impaurito, asociale, refrattario al contatto con la vita. si, qualcuno sembra lavori per modellare questo tipo di umanità. una roba da brividi, oggettivamente. mercoledi sera ho cenato in liguria, dove mi trovavo per lavoro. accanto a me un tavolo con tre amici che hanno iniziato fin da subito a litigare, peraltro per una cazzata da niente. ad un certo punto uno dei tre, che l'avevo inquadrato subito come svalvolato, ha iniziato ad inveire contro chi gli era di fronte, si è alzato, ha rovesciato la roba sul tavolo e con due imprecazioni se ne è andato. cinque minuti dopo una bionda da urlo, vestita come l'immagine del peccato tanto che credevo fosse una escort si muoveva attorno al tavolo. immaginavo un contatto, visto che quello è un ristorante dove mangiano uomini soli in giro per lavoro. ragazza stupenda ma avrei declinato. ed invece dopo un pò l'ho vista piangere a dirotto e dire qualcosa ad un cameriere. dopodichè sono spariti e non sono più ritornati. mi è rimasta l'immagine di questo pianto associato ad una minigonna inguinale con sottostante stivale al ginocchio con tacco (minimo) 12 cm. la settimana lavorativa è stata decisamente impegnativa, ma se parlo anche di questo non mi passa e non vi passa più. un saluto globale a tutte e tutti.

domenica 20 settembre 2020

sabato, domenica e i giorni precedenti

ho fatto doppietta tra sabato e domenica. niente che abbia a che fare col sesso, bensì di semplice uscite di running. ieri sono stato coinvolto da una mia amica nel partecipare ad un allenamento collinare di gruppo, iniziativa nata dalla volontà degli organizzatori della salomon running che ci sarà domenica prossima sotto l'egida di sport specialist. ci siamo trovati a sirtori, nel parcheggio del negozio, e già solo il riscaldamento per arrivare al punto di partenza mi ha fatto capire che ci sarebbe stato da impegnarsi. ci hanno divisi in gruppi a seconda del ritmo a cui si corre normalmente. ognuno decideva quanti "anelli" fare, dove per anello si intende un giro collinare di 4 km fatto da una salita ripidissima ed una discesa altrettanto impegnativa. io ne ho fatti due, il primo abbastanza bene, il secondo meno positivo per quanto riguarda la salita, ma accettabile per la discesa dove ormai corro senza paura. pur non essendo una tapasciata alla fine sport specialist e gli organizzatori ci hanno omaggiato di uno zainetto con dentro robe tipo bottiglietta d'acqua, cerotti per i dolori, caramelle e tarallucci. beh insomma, neanche male. dopo l'allenamento siamo andati a berci qualcosa e ho avuto modo di conoscere una amica della mia amica, che è stata semplicemente campionessa del mondo di 100 km una vita fa e che ancora oggi corre, a 50 anni, come una scheggia. mi ha invitato a correre con loro questa mattina sull'adda. ma ho declinato, per due motivi: il primo è che le sarei stato dietro per 100 metri e non di più, il secondo è che anche la mia squadra questa mattina ha (finalmente) organizzato una tapasciata autorganizzata sia per runners che walkers, 12 km per i primi, 8 per i secondi. dico finalmente perchè secondo me siamo troppo cauti per adesso, e occorreva muovere un pò le acque. alla fine eravamo poco meno di 30, neanche tanti lo so, però da qualche parte bisogna iniziare. io mi sono messo nel gruppo più letto, anche perchè dopo ieri di correre forte non c'erano le possibilità. ogni tanto acceleravo, ma poi mi fermavo ad aspettare gli altri. soprattutto, dopo due km sono finito disteso per terra che ho inciampato nel marciapiede della ciclabile. cioè, non cado in montagna e mi deve succedere nel perfetto piano! vabbè, qualche escoriazione ma poco male. dopo la corsa, il solito nostro terzo tempo, dove si beve e si mangia. noi siamo questo, la cifra sportiva viene dopo il resto. accettateci per quello che siamo. 

per il resto...beh, lunedi c'è stato il rogito della mia casa di milano (anzi, non più casa di milano). che è una notizia positiva, perchè dopo avere speso e basta in questi mesi si è pure incassato ed il conto corrente ringrazia. un paio di giorni prima ero andato a prendere veramente le ultimissime/ultimissimissime cose in casa. non mi ha fatto alcun effetto, prese, chiuso la porta e via. vuol veramente dire che non mi apparteneva più da tempo. per dire ieri mattina, per andare a prendere e poi lasciare la mia amica, sono passato lì davanti. anzi al mattino ho visto il portinaio che scopava per terra. zero, veramente zero effetto. ecco, mi piacerebbe correre sulla martesana magari o anche semplicemente passeggiare sul naviglio. ma non ha importanza alcuna, veramente. nella nuova casa prosegue l'attività di "riempimento". non so se l'ho già scritto, ma ho preso il divano (anche se arriverà da metà ottobre in poi), venerdi sera ho fatto finalmente un appuntamento come si deve in uno showroom di sanitari dove ho trovato vera consulenza (magari perchè lì lavora un mio compagno di squadra?). certo, la roba costa più che da leroy merlin e neanche poco, ma non me ne frega niente. appena mi arriva il preventivo a meno che non sia esageratissimo lo controfirmo per accettazione. ieri pomeriggio ho preso un mega specchio all'ikea, che finito questo post andrò a montare. l'ultima cosa che ho preso all'ikea gliel'ho riportata indietro. ma speriamo che oggi non sia così !!!!!

domenica 13 settembre 2020

notte in pista, PB sui 10 km

dopo essere stato via per lavoro due giorni e mezzo ed essere rientrato alla base sabato all'ora di pranzo, ieri sera c'è stato praticamente il debutto in pista nella mia vita, sicuramente se pensiamo al concetto di "gara". ma gara non era, ma semplicemente l'idea di un gruppo amico della nostra zona che con il solito ottimo dispiego di forze organizzative ha messo in piedi una 12 ore notturna nello stadio comunale dotato di pista di atletica. ogni squadra invitata doveva portare atleti in grado di gareggiare almeno un'ora. naturalmente c'era l'aspetto ludico, con tanto di griglia per fare la carne e bottiglie a tutto andare. io ho corso relativamente presto, ovvero alle ore 23. correre in pista sicuramente è più facile rispetto alla strada, se poi la pista è ottima come quella di ieri sera risulta ancora più facile. questo avrebbe potuto significare andare bene, nonostante il caldo un pò oltre righe per essere in una serata di metà settembre. le gambe me le sentivo bene, così come lo stato di forma complessivo. a parte il primo km dove come al solito vado un pò a razzo, tengo un andamento costante. di grande aiuto l'incitamento dei compagni. alcuni di loro si mettono a correre un giro di pista accanto a me. il gps mi vede andare poco oltre i 5' al km. quando supero l'ottavo km sento che è possibile superare il mio PB sulla distanza dei 10 km, che resiste dal 2015 ed è il più antico dei miei "record". siamo lì, ma veramente lì. faccio il nono km a 5'03" e a questo punto sento che è fatta. quando arrivo al decimo km non posso bloccare il gps perchè devo arrivare all'ora di corsa, ma so di avere raggiunto il risultato. a quel punto mollo un pò, perchè sono stanco. chiudo la mia ora di corsa, che poi sono 59'41", avendo percorso 11,55 km, a 5'10". solo quando arrivo a casa però posso capire se è stato record sui 10 km. e così è, avendoli fatti in 51'21", a 5'08" al km, praticamente una trentina di secondi in meno della mia migliore precedente prestazione. certo, la pista aiuta. secondo me "regala" 10" al km, non meno. ma le gambe bisogna comunque metterle, senza se e senza ma. dopo la corsa sono stato con gli altri fin oltre le due, poi sono dovuto andare via che oggi avrei da fare una roba per il lavoro, di cui non ho nessuna voglia. ma trattasi di dura realtà, e bisogna fare di conto. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

mercoledì 9 settembre 2020

come il vecchio blog

chi mi conosce e mi legge, chi mi conosce e mi ha appena letto, sa che stasera è una serata un pò così. non è una serata triste. anzi, non è per niente una serata triste. mi trovo a casa, a guardare le cose con una prospettiva diversa, ma diversa in tutti i sensi. oggi pomeriggio ho avuto conferma che avevo ragione alla grande, su una cosa tutto sommato importante. e ma francesco, devi capire di più le situazioni dai. ed invece adesso, a distanza di tempo, si scopre che la ragione era totalmente dalla mia parte. avere ragione non serve a nulla nella vita però. me ne ha date tante ma sapessi quanti gliene ho detto, diceva totò grosso modo qualche anno fa. dicevo, è una serata un pò così. penso al passato. penso che il passato mi ha riservato tante cose. alcune brutte certo, ma altre belle, talune persino bellissime. non capirò mai, voi lo sapete, chi decide di stare male. faccio fatica a capire come deliberatamente si possano fare scelte ad minchiam nella vita. io ogni volta che scopro di fare una cazzata mi arrabbio all'inverosimile con me stesso. e mi riprometto di non farla più. con ottime probabilità di riuscita. tutto è imperniato sull'amore. anche stare lontani dall'amore è una scelta d'amore. anche amare male è una forma di amore. stasera ho detto a mia mamma che sbaglia a rapportarsi con me nel suo modo. ma è difficile non pensare che mia mamma non provi per me amore. è tutta la sera che ascolto musica rigorosamente italiana. e da quanto tempo che non passo una sera ad ascoltare musica? come può essere che stasera riesca ad apprezzare in contemporanea calcutta, coez ed achille lauro? anche se, chi mi conosce e mi ha appena letto sa che tutto è partito da una canzone dei marlene kuntz. e non posso non scrivere nuovamente nella blogosfera che io e godano giravamo negli stessi posti negli anni '90 e che guardava le generose tette della mia ragazza. che un brivido è sempre un brivido, a qualunque età. e che non si può deliberatamente sbagliare, ma questo l'ho già scritto. domattina mi devo alzare presto e tornerò dopo due giorni e mezzo. poi farò una cosa che alla mia età non ha senso. parlo di sport, che credete. ma in questo momento sono in forma, come raramente lo sono stato. me lo ha anche detto il medico stasera. tutto questo aiuta a non essere tristi. bello questo post che sembra un post del vecchio blog no?

venerdì 4 settembre 2020

to the new/4

quando cambi casa si sa che cambiano punti di riferimento. alcuni sono semplici, altri meno. per cui che fai se devi tagliarti i capelli, se non andare dal tuo solito parrucchiere di quartiere, che peraltro ha il tuo stesso cognome? e se ti si accende la spia dell'olio, vuoi non recarti dal meccanico da cui porti l'auto da oltre 10 anni? oggi un altro pezzo della casa vecchia se ne è andata, ma soprattutto ahimè è sorto l'ennesimo problema domestico (anzi, ne sono sorti due: uno grosso, l'altro piccolo ma fastidioso). non sono scaramantico, non credo al karma, ma la vecchia casa mi sta impegnando fino all'ultimo e veramente oltre misura. vabbè, si risolveranno anche queste cose dai. ho corso solo due volte questa settimana, lunedi sera (con profitto) e ieri mattina (con minore profitto). ho voglia di iscrivermi a gare. a settembre ce ne sono due, nel rispetto delle normative covid. non potrò fare la mezza di monza, ma conterei di fare la salomon city trail a fine mese (ormai sono un trailers a tutti gli effetti!) che è una roba che non ho mai fatto ma ha un suo fascino visto che attraversa le "vette" di milano, dal monte stella all'allianz tower, anche se non so se quest'anno sia effettivamente così. nella casa nuova sono ancora abbastanza in alto mare, ed alcuni acquisti da fare - assolutamente essenziali - sono meno semplici del previsto. dicevo all'inizio, la vecchia casa. questi sono i segni lasciati dalla mia presenza di questi anni. in fondo anche la polvere definisce le cose. buon fine settimana a tutte e tutti.


sabato 29 agosto 2020

to the new/3

posso dire che il trasloco è ufficialmente finito circa tre ore fa, quando ho preso le ultimissime cose rimaste, che voglio elencarvi tutte: 3 cuscini, un lenzuolo, tre bacinelle, diversi vasi vuoti, un peso di 6 kg. in contemporanea una ragazzotta aiutata da un paio (spero, che se ha dovuto pagarli faccio fatica a capire il senso) di amici mi ha comprato il mobile/libreria del soggiorno. cosa che mi ha sollevato per due motivi: il primo è che mi ha fatto mettere in tasca qualche euro, il secondo è che mi ha evitato una bella rottura di coglioni. la settimana prossima verranno a prendersi la camera da letto, affidata ad un mercatino dell'usato in conto vendita, e qui dovrò pagarmi lo smontaggio/ritiro. la cucina, l'arredo bagno e gli armadi dell'ingresso fanno parte del prezzo di acquisto del mio bilocale. vedere la casa così vuota non mi ha fatto particolarmente effetto. ma sicuramente mi ha reso totalmente certo della bontà della mia scelta. 12 anni fa quando feci l'ingresso quella casa rappresentava quello che ero. innanzi tutto un uomo più giovane, che aveva maggiore necessità di essere vicino alla vita e di caratterizzarsi in un certo modo. lo chiamavo il bilocale almodovariano, in onore dei tanti gay e personaggi che lo abitavano. oggi mi risulta un appartamento in uno stabile di 60 anni i cui condomini non hanno alcuna intenzione di mettere mano al portafogli per efficientarlo. le diverse donne (qualcuna, mica una caterva) che hanno dormito da me in questo periodo non gli trovavano difetti. solo l'ultima, forse perchè un pò addetta ai lavori, li ha notati e a ragione. è stato il motivo per cui ho deciso questa volta senza incertezze di cambiare casa, che era un 3 anni che ci pensavo. in questi 12 anni fa non ho fatto alcun tipo di lavoro e questo significa che la casa è oggettivamente peggiorata, ma questo lo sapevo da almeno 3 anni, proprio gli anni in cui mi guardavo intorno. sarebbe stato necessaria ristrutturarla e alla fine è andata bene così. così come è andata bene per quanto riguarda il prezzo di vendita. sì, in zona cercano di spuntare qualche migliaia di euro in più per soluzioni analoghe, ma secondo me invano e la mia impressione è che in zone come la mia da settembre ci possa essere una dinamica in discesa dei prezzi. certo, mi spiace lasciare la zona ma devo dire che mi sono subito ambientato nella nuova casa, in cui abito da 6 giorni. questa settimana l'ho interamente dedicata al trasloco, che ho fatto da solo con l'unica eccezione di un valentissimo aiuto datomi da un amico e dal suo fiorino scassato mercoledi, una roba che sembravamo due latinoamericani tanto è il culo che ci siamo fatti. mi sono venuti i muscoli, ma ho anche qualche livido e graffio qua e là, giusto per farvi capire l'antifona. adesso devo aspettare solo il rogito della casa di milano, che per adesso sto solo sui costi.

ho anche corso tre volte, cercando di capire come orientarmi. per carità, di andare è andata, ma nulla di paragonabile con la martesana. martedi sono andato all'idroscalo, ma seppur con un percorso protetto è meno vicino di quanto sembri. e comunque l'idroscalo devo ancora capirlo. ho fatto due uscite urbane e qui forse è meglio del previsto. qua infatti sono molto avanti con le piste ciclabili (d'altronde questo è un comune ricco) e questa mattina ho fatto quasi 10 km senza incrociare praticamente mai auto e semafori. quando tornerò più in forma proverò però l'ebrezza di partire da casa e raggiungere la martesana a vimodrone (che saranno almeno 8 km da qui), ma per ora non è il momento.

detto questo vi auguro un buon fine settimana. attorno a me solo scatole e roba sparsa qua e là. prima o poi sistemerò tutto. prima o poi.

lunedì 24 agosto 2020

Sgamelaa + la prima (vera) sera nella mia nuova casa

come avevo precedentemente scritto anche quest'anno - non appena ne sono venuto a conoscenza dal tam tam dei runner - non ho voluto mancare alla sgamelaa, tradizionale corsa in montagna che si svolge in val vigezzo, nell'alto vco (dove vco sta per verbano cusio ossola). certo, quest'anno non erano previsti i quasi 26 km dell'anno scorso, che affrontai stoicamente visto che ero semi infortunato e con pochissimi km percorsi ad agosto. l'emergenza covid ha modificato il format e bisogna fare il plauso agli organizzatori, che sono stati bravissimi. ma andiamo ordine: la prima novità è che si è trattato di una gara cronometrata ma con partenze scaglionate. tre file interminabili a disposizione dei quasi 550 iscritti, e le partenze in ordine di pettorale di iscrizione. il primo è partito alle 10, il sottoscritto alle 10.14. percorso più breve, anzichè partire da santa maria maggiore il gonfiabile di inizio gara è stato messo a toceno. questo ha significato tagliare la terribile salita collocata dopo pochissimi km, un autentico troncagambe. ma da toceno in poi il percorso mi è sembrato grosso modo lo stesso. quest'anno ero decisamente più forma. bene o male sto correndo dai, nonostante il caldo e le incombenze del trasloco. sono partito il giorno prima, grazie all'ospitalità di un amico che ha la casa a poche centinaia di metri dal punto di ritrovo. cena con tre runner di una società di cui conosco tanti iscritti, alle 23.30 a nanna e con un bel sonno ristoratore. al mattino il punto di ritrovo era confermato a santa maria maggiore: ritiro del pettorale e del pacco gara con sufficiente distanziamento e classiche foto di rito. quindi con mascherina d'ordinanza abbiamo preso la navetta per toceno. mascherine che bene o male abbiamo cercato di tenere anche nell'attesa dello start. quando sono partito le gambe le ho sentite abbastanza bene. il tratto iniziale è in discesa e voi direte "grazie al cazzo" che le sentivi bene. eh no amici miei, perchè al terzo e quarto km la discesa è una serie infinita di scalini in ciotolato decisamente ripidi e scoscesi, dove cadere è un attimo. e visto che io non sono uno di quei pazzi che lottano per la vittoria ho dovuto per forza effettuare una corsa frenata. il quinto e sesto è una salita ripidissima in mezzo ai boschi, dove si può al massimo camminare in maniera sostenuta. poi quattro km di asfalto e sterrato, per lo più in discesa e poi altri sei km misti, più in salita che in discesa. la sgamelaa era annunciata per 16 km, ma io sapevo che sarebbe stato ben più lungo il tracciato. il 16esimo è arrivato sul gps che ancora non ero entrato nella zona dei campeggi e della piscina. a quel punto ero bello che cotto ma ho tirato fuori l'energia residua per arrivare al traguardo. alla fine della fiera sono stati 16,94 km (17 praticamente) fatti in 2h02'20", a 7'13" al km. che per me è tantissima roba, visto che alle spalle ne ho lasciati ben 150, cosa che non capita neanche nelle gare su strada. dopo di che tutti a pranzo in un ristorante del posto, con menu a base di prodotti tipici. 

dicevo, tanta fatica per adesso col trasloco e le varie incombenze delle due case. solo oggi avrò fatto sei scatole e tre valigie. però da stasera dormo in maniera "seria" nella nuova casa. ho già fatto qualche notte qui, ma questa sera è diverso. perchè anche se mancano tantissime cose (a titolo di esempio: qualunque tipo di arredo del bagno, il tavolo, la televisione, delle sedie decenti, un divano e l'elenco potrebbe prolungarsi a dismisura) stasera ho fatto la spesa, ho cenato (neanche peggio di come avrei fatto nella precedente casa) ma soprattutto ho preso confidenza con le distanze, con i rumori, con gli spazi. e devo dire che stasera la sento veramente "casa mia". sia chiaro, domani tornerò nella vecchia, e ci tornerò pure mercoledi e sabato, e forse anche giovedi. sempre per motivi diversi. sono stupito di quante cose contenesse il mio bilocale: non avete idea di quante ho buttato e di quanto ancora butterò. insomma, la fatica ancora è tanta ma sono confidente, tutto prenderà forma. buon proseguimento d'estate a tutte e tutti.