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giovedì 23 novembre 2017

farsi venire la voglia di correre, la mia ex, un sogno dei miei

cominciamo con la parte runneristica, come dovrebbe sempre essere. stasera non avevo voglia di correre. oggi mi sentivo un pò ciancicato ed indolenzito. pur avendo dormito, ho passato la mattina con uno sonno pazzesco, che solo a pranzo sono riuscito a debellare. però siamo a giovedi sera. se va bene, e non è neanche detto, se ne parla domenica per correre nuovamente. e quindi via di forza di volontà. mentre rientravo a casa in auto ho visto che la temperatura era di 12°. ho fatto un rapido calcolo, e ho pensato che sulla martesana ci sarebbero stati 8, 9°. e mi son detto che stasera avrei corso in pantaloncini. ma non quelli al ginocchio. no, quelli da atletica, quelli proprio sotto la chiappa. e poco prima delle sette ero pronto per partire, facendo il giro largo per imboccare la martesana da melchiorre gioia con già più di un km alle spalle. diciamolo, questa cosa di correre a fine novembre abbastanza "leggero" mi piace un casino. mi sembra una prova nella prova. le gambe nonostante l'uscita di ieri mattina le sentivo bene. anzi, l'impressione era che andassi forte. sensazione però non confermata dal garmin, devo dire. ma l'attendibilità del mio gps ormai è quel che è. al ritorno, verso casa mia ad un certo punto ho visto che non scorreva più la distanza. all'ultimo km ho pure accelerato, ma mi è uscito fuori un 5'39" onestamente un pò improbabile. vabbè, alla fine ho fatto poco più di 10 km in 57'47", o così sembra. di massima soddisfazione. a cena ho mangiato scamone al pepe verde, di ulteriore soddisfazione, e due dico due mele. ed ora sto ascoltando il disco di morrissey.
ieri sera, siccome non avevo voglia di farmi da mangiare, ho proposto al mio amico A. di andare a mangiare la pizza, e naturalmente lui non si è fatto pregare. altrettanto naturalmente al solito posto, sia mai che le tradizioni vengano a cadere. arrivo al centro commerciale, ma essendo in anticipo decido di andare a fare bancomat ai piani di sotto. scendendo le scale mobili la vedo in basso nel senso opposto, la mia ex di tanti anni fa. quasi sette anni insieme, quasi sei di convivenza. ci incrociamo, la guardo ma non le dico nulla. anzi, mi giro dall'altra parte, per far finta di non vederla. che magari anche lei ha fatto la stessa cosa. pensieri? uno solo: mi sembrava una vecchietta. suonerà scorretto, forse ingiusto, che quando ci siamo messi assieme aveva 32 anni ed era giovane. ma quello ho pensato. ah no, ho pensato anche ai link della sua pagina facebook che mi mandano i cosiddetti "amici comuni" che tanto comuni non sono visto che sono rimasti amici miei. quelli in cui professa il suo amore per i cani in genere, per il suo cane in particolare, lei che dieci anni fa degli animali avrebbe fatto un immenso falò. 
questa notte ho fatto un sogno dei miei; ero in una stazione ferroviaria del nord europa, tipo svezia o norvegia. non sono solo, sono con un amico. devo comprare due biglietti del treno, per me e per lui. vado alla biglietteria, l'addetto è il classico scandinavo, biondo e occhi chiari. gli parlo in italiano, lui capisce benissimo ed anzi mi risponde in italiano. esce dal suo gabbiotto e ci racconta perchè conosca l'italiano. ci dice anche altro, ma io non ricordo.
dicevo, sto ascoltando il disco di morrissey. non all'altezza dei due singoli di cui vi ho parlato. in copertina un ragazzo con la scritta "axe the monarchy". il quasi mancuniano non si smentisce. buona notte amiche ed amici, al prossimo post.

mercoledì 22 novembre 2017

la ragione

ieri ne ho azzeccate un paio sul lavoro. mai dare per scontate le cose, figuriamoci farlo in ambito lavorativo. che poi la seconda delle cose che ho azzeccato, oltre che farmi uscire tardi dal lavoro, è stata una cosa ridicola, cioè è ridicolo che io me ne sia occupato. ma il mio pensiero è noto: se l'azienda paga lo stipendio ed è contenta del fatto che abbia conseguito un risultato "importante", perchè non dovrebbe andare bene anche a me? chi sono io per avere mandato per risolvere i problemi dell'umanità o della mia azienda? ecco, questa cosa mi fa pensare ad altre cose. leggo di continuo, su blog amici e meno amici, sui social o su altre piattaforme, alla tv o sui giornali, ragionamenti, talvolta articolati, che ruotano sul concetto di "bene e male". tutti lì a pontificare, sulla politica, sull'economia, sul lavoro, sui rapporti tra generi. un profluvio di parole dove tendenzialmente si antepone il proprio punto di vista (giusto, ecchecazzo, come fa a non esserlo?) a quello altrui. ed ancora critiche senza aver uno straccio di proposta, oppure proposte irrealistiche, per finire ai più beceri insulti. che poi, io lo so ma lo dico a bassa voce, sono ragionevolmente certo che costoro hanno una sfilza enorme di peccati alle loro spalle. magari tanti fanno schifo, non pagano le tasse, lasciano i rifiuti per strada, cazzeggiano al pc in orario lavorativo (come sto facendo io, ad esempio), al lavoro prolungano la malattia a dismisura, ce l'hanno con gli stranieri ma 30 euro alla nigeriana per un pompino li hanno dati o hanno la badante moldava della madre assolutamente in nero. avere la mia età ha un enorme vantaggio: la disillusione. chi ha 20 anni meno di me è giusto che faccia qualche pensiero sulle dicotomie della vita. che poi, ed io me lo ricordo bene, non è che a 30 anni si sia prodighi di altruismo. so bene che tante cose che si fanno a quell'età servono soprattutto a fortificare la propria posizione e non a restituire qualcosa. scrivo ciò pensando al lavoro: quanto tempo dedicavo (e mi veniva concesso, sia chiaro) per imparare? tantissimo, lo so bene. ma in quegli anni tutto era più facile. anche essere una persona di rottura era più semplice. tanto intorno tutto scorreva calmo e placido. oggi non è così. e allora miei cari, fatemi una cortesia. state zitti, fate una figura decisamente migliore.
ieri sera se non fossi uscito tardi sarei andato a correre, per il terzo giorno consecutivo. ma sono uscito tardi e francamente non ne avevo voglia. e sono anche andato a letto presto. morale, alle cinque questa mattina, ma forse anche prima, ero sveglio. e non ho più ripreso sonno. ho fatto colazione con calma, ad un certo punto, e sono uscito, al buio, sulla martesana. bene, ho di nuovo corso sul mio naviglio questa mattina. volendo fare qualcosa di diverso, soft e hard nel contempo. quindi mi sono sparato 4 km diciamo di "riscaldamento" (anche se con buona andatura). poi ho fatto una serie di ripetute, un 5x350 metri, fatte bene anche se avrei dovuto ridurre il recupero di una decina di secondi tra l'una e l'altra; tuttavia andare a 4'30" non è da buttare. poi vista l'ora e la necessità di rientrare ho fatto poco più di un km di defaticamento verso casa, passando in mezzo agli ambulanti che predisponevano i banchi del mercato. non è andata male insomma. domenica mi piacerebbe correre in gara, e chissà che non ne capiti l'occasione.

lunedì 20 novembre 2017

around running

su garmin connect (ed invero su facebook) sono connesso con un runner della madonna. di certo tra i più veloci sulla martesana, di sicuro il più elegante (oddio, a me sembra anche un bell'uomo, ma mi dicono dalla regia che così non è). però diciamolo, da giovane era un mezzofondista, è chiaro che per quanto superati i 40, ed anche da qualche anno, tutto gli venga facile. va fortissimo sulle distanze tra i 10 km e la mezza. da qualche mese stava preparando la maratona, che doveva essere ieri, ma ha saltato, non sentendosi "pronto". e ha optato per fare la mezza distanza. chiusa in 1 ora e 22 minuti, abbondantemente sotto i 4' al km. che dire, massimo rispetto. la maratona l'avrebbe chiusa anche con una gamba, ma lui se non spacca non è contento.
tornando alla gara di ieri, non ho potuto fare a meno di notare le runnerine. non tanto per la loro bellezza, assente per la maggior parte di loro, ma per il fatto che tante erano truccatissime. questo è un vezzo di tante runner (mercoledi è tornato sulle reti mediaset "oltre il limite", programma dedicato alle sfide del running, e so che in una puntata ci sarà la presunta fotomodella LadyRun, una che alle corse non passa certo inosservata e nell'ambiente è conosciuta da tutti), ricordo benissimo di averlo notato in tanti posti, a treviglio come all'arena civica, a piacenza piuttosto che a carrara. ieri però ho visto una ragazza giovane, arrivata al traguardo una trentina di secondi prima di me. ad un certo abbiamo preso un the caldo stando vicini. lei stava parlando con un suo amico, ed ho iniziato a fissarla. spero che non abbia pensato male. bella era bella, avrà avuto una trentina d'anni. ma io le guardavo gli occhi, grandi, espressivi e con, appunto, un contorno occhi (si dice così) che vedi per l'appunto nelle ragazze di quell'età. ecco, sembrava quasi una cerbiatta. quasi, sia chiaro. 
ieri è morto un altro runner alla mezza di palmanova, uno sloveno, si è accasciato al 18° o 19° km, e non si è più ripreso. e non va bene, no cazzo non va bene. qui il link
oggi non è stata una gran giornata. ma un bel chi se ne frega non vogliamo dirlo? allora stasera me ne sono andato a correre nuovamente, anche se le gambe erano un pò imballate. zitti zitti, che forse un pò la voglia mi sta venendo nuovamente. e, non solo, il gps è tornato a funzionare bene (che sia un segno questo?). facendo un giro largo mi sono fatto 8 km sulla martesana in 46 minuti. ed ecco che la giornata storta si è raddrizzata. riconciliato col corpo, riconciliato con la mente. e poi il lunedi sera fai anche bella figura. i veri runner non scendono in pista, affaticati come sono dalla prova domenicale. quindi anche un pippa runner come me rischia di fare bella figura, e superare più che essere superato. che poi la gara di eri abbia fatto bene lo mostra il defaticamento verso casa fatto dopo, che ho trasformato in un allungo di qualche centinaio di metri. mah, quasi quasi torno a pensare..... no, non pensiamoci che è meglio. 
stasera sono di progressive italiano anni '70. prima ascoltavo le orme, adesso il banco. mi sono sempre un pò stupito del fatto che, ad un certo punto, negli anni '70 l'italia abbia sfornato una serie di gruppi che avrebbero fatto concerti in tutto il mondo. i più (e comunque meno giovani) ricorderanno la pfm, gli area, il banco, ma la scena era molto più vasta, dagli stormy six ai delirium, ai new trolls alla locanda delle fate e ai perigeo. persino alan sorrenti, quelli di "si tu sei l'unica donna per me" e "figli delle stelle" iniziò col prog. ma faceva cagare, credetemi. ed infatti chiudo con le orme, "sguardo verso il cielo". grazie a mia figlia ho scoperto coez. non mi dispiace.

domenica 19 novembre 2017

StraRivoli 2017, a volte ritornano

l'avevo fatta due anni fa, un weekend che ero dai miei. una domenica mattina fredda e nebbiosa. pur avendo vissuto a rivoli per undici anni, non mi ricordavo che cosa fossero le salite della collina morenica rivolese. ma fu una bella esperienza, che oggi ho rifatto. ho mandato mio papà ad iscrivermi venerdi mattina ed eccomi pronto per il bis. quest'anno gli iscritti erano pochi. ho chiesto il perchè ad un runner, mi ha detto che la concomitanza con una gara al valentino non ha aiutato. secondo me eravamo non più di 300. ed in più, cosa per me strana, benchè fosse una gara fidal non c'era il chip in dotazione. è una gara di 10,6 km, ma con i primi sei km di salita, continua ed inesorabile salita. il più ripido è il quarto km. due anni fa lo avevo fatto marciando, oggi l'ho fatto in 7'15", 68 metri di dislivello. non solo, oggi la salita l'ho fatta meglio di due anni fa, forse perchè mi sono gestito meglio o forse perchè ne conservavo il ricordo. dal sesto si attraversa il bosco dietro il castello di rivoli. è discesa, ma è meglio non scendere forte perchè inciampare è un attimo. e tra l'altro un paio di strappi in salita ci sono lo stesso. poi si fa la scalinata che porta al castello, altra parte critica, e finalmente stavolta si scende su asfalto. questa volta, a differenza di due anni fa, non ho voluto forzare la discesa. in realtà era per quei 6 km in salita che ho voluto rifare questa corsa oggi. solo nell'ultimo km e mezzo ho alzato il ritmo, ovvero quando le gambe si sono disimballate. alla fine ho chiuso in 1h06'46", circa 30 secondi in più di due anni fa. ma sono molto più soddisfatto di due anni fa. me lo avrete letto più volte: se i runner torinesi sono più tosti di quelli milanesi è per la possibilità di allenarsi su continui strappi. che da collegno in poi sono salite vere e proprie. da noi a milano sarebbe impossibile trovare, come oggi, 163 metri di dislivello in poco più di 10 km. peccato per la dimensione organizzativa: 10,6 km senza ristori intermedi, con al traguardo a mala pena del the caldo, un pacco gara fatto da mezzo chilo di pasta e mezzo chilo di caffè è veramente poca roba (ah no, c'era anche una bottiglietta d'acqua). ma posso consolarmi con la bellezza della corsa. magari proverò ad allenarmi lì una prossima volta. sperando di non perdermi. detto ciò, buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

sabato 18 novembre 2017

back to the past

vi ricordate di quando giocavo a calcetto al mercoledi sera? capitava che dopo si andasse a cenare fuori. io ero della scuola di pensiero che la cena del dopo calcetto doveva essere urfida ed economica. scoprimmo nella periferia che più periferia non si può un ristorante dove: a) non funzionava mai la linea del pos. b) si mangiava in quantità industriali. c) il prezzo lo facevamo noi. sul blog era soprannominato "il ristorante improbabile", e poteva succedere che dopo aver cenato lì prima delle tre non prendessi sonno, tanto erano sbarrati gli occhi a guardare il soffitto. oggi ho accompagnato un collega, tra l'altro di quelli del calcetto, a ritirare l'auto dal meccanico lì in zona. e gli faccio "ma se andiamo a mangiare al ristorante improbabile?". detto fatto, ed ecco servito il ritorno al passato. risotto zafferano e salsiccia, petto di pollo con verdure grigliate, due quartini di vino, una bottiglietta d'acqua e caffè, al modico prezzo di euro 10. ci siamo anche fatti una foto per immortalare il momento. l'ho messo come mio stato di whatsapp e l'ho mandata a tutti quelli del calcetto. 
questa sera mi sono visto le due ultime puntate della IV° stagione di "the last ship", che in italia non sono ancora arrivate. trattasi di sci-fi catastrofista, nel nostro pianeta sono morte per una pandemia circa 5 miliardi di persone, e anche quelle sopravvissute non se la passano tanto bene. ma ci pensa il cacciatorpediniere "nathan james" della marina degli stati uniti ogni volta a salvare l'umanità. sono tutti molto belli e assolutamente muscolosi, sia gli uomini che le donne. di base preferisco le donne, chissà perchè. queste serie danno dipendenza. è prevista certamente una quinta stagione, in predicato la sesta. non mancherò all'appuntamento.
chi dice che la bellezza è soggettiva sbaglia. già, è assolutamente oggettiva, seppur non associabile a canoni estetici definiti. ho avuto donne, nella mia vita, maggiorate piuttosto che piallate. eppure qualcosa in comune lo avevano. anzi, anche più di qualcosa. ieri sera il mio amico A. mi ha detto che ha scaricato la tipa conosciuta un paio di settimane fa. da come mi ha detto, direi che ha fatto bene. l'ho sempre detto, chi trova un partner con cui sta bene, anche solo in parte, se lo tenga. che quello successivo 90 su 100 sarà peggio, 10 su 100 ben peggio.
non ho comprato il gps nuovo. perchè sento di non meritarmelo, visto come cazzo sto correndo per adesso. stasera sono uscito intorno alle sette meno un quarto. per carità, il pranzo si è fatto sentire, così come la settimana che si chiudeva. però si poteva fare di meglio. mezz'ora di corsa per fare 5,4 km (5'39" al km), 1,2 km di defaticamento, poi una ben riuscita serie di ripetute, una 6x250 metri con neanche tantissimo recupero (4'37" al km), poi un altro km di defaticamento. 9 km tondi tondi. se mio papà mi ha iscritto oggi alla gara domenica si fa una bella 10 km con 3 km di salita mica da ridere. per intanto direi che possiamo andarcene a dormire. buona notte e buon fine settimana a tutte e tutti. vi lascio con alcune delle protagoniste femminili della sci-fi di cui sopra. possono piacere o non piacere, fate voi.



giovedì 16 novembre 2017

esperienze straordinarie, il garmin impazzito, domenica si corre magari

ieri sera sono uscito, per una riunione didattica. che è finita verso le 10.30, un pò in ritardo, che ad un certo punto qualcuno ha detto che stava bruciando una roulotte e tutti hanno iniziato a pensare alle loro auto nel parcheggio. siamo usciti fuori e c'era un rogo mica da ridere, con gli occupanti (tossici marci a dire il vero) incazzati come pochi. vabbè, ma non è di questo che voglio parlare. finita la riunione mi sono ricordato di avere il frigo vuoto. ma completamente vuoto. e ho ricordato che il supermercato accanto a casa mia è di quelli che come minimo chiude fino a tardi. controllo sullo smartphone e così è. ed eccomi alle 22.50 provare una esperienza straordinaria ed entrare in un luogo che credevo deserto ed invece così non era. dentro una decina di clienti, un paio di addetti ai bancali, il guardiano, una cassiera, un tipo del servizio clienti. molto tranquilli devo dire. non mi sono parsi piegati o schiavizzati da questo maledetto turbocapitalismo. anche perchè il turno è leggero, hai meno rotture di coglioni e alla fine, ho pensato, un ritmo di vita che è diverso ma non è detto sia peggiore. se lavori di sera al mattino puoi andare a correre, al pomeriggio al cinema che spendi anche meno e non c'è nessuno. ah si, qualcuno dirà che si perde l'unione familiare. ma ragazzi (lo sto dicendo alla crozza/bersani), voi avete presente che cosa succede nelle famiglie di sera, nella maggior parte di esse? non succede niente, ognuno si fa i cazzi suoi in attesa di andare a dormire. zero dialogo, zero tutto. quindi mi sa che lavorare fino a mezzanotte quasi quasi è anche un bene.
stasera sono andato a correre. neanche tanto tardi, visto che oggi pomeriggio ero in giro per milano. non sapevo esattamente che fare, devo dire. poi ero vestito leggero, e mi piace questa cosa di vestirmi ben più leggero degli altri runner. di correre con le gambe scoperte e con i calzini corti, nonostante i sette gradi. parto verso via padova, andatura normale, ma mi accorgo che c'è qualcosa che non quadra. sto andando velocissimo, ed è impossibile che io stia andando velocissimo. insomma, il garmin stava impazzendo. dal parco della martesana iniziava a regalarmi metri. ma tanti metri. ad un certo punto dove so di essere a 3 km e mezzo di corsa segnava 3,8 km. più avanti un altro sbalzo. io della martesana so tutto. faccio un rapido calcolo (la ciclabile della martesana è segnata, lavoro certosino di runner benemeriti, talvolta persino ogni 100 metri), secondo me sono sovrastimato di 700 metri. ma a quel punto, visto che ho perso riferimenti metrici certi, decido che devo correre un'ora secca. e mi viene persino più voglia di correre. e accelero. o mi sembra di accelerare. perchè non vado poi così veloce. e qui mi sa che il garmin questa volta i metri me li ha tolti. insomma alla fine chiudo con un'ora e 30 secondi di corsa. il gps dice che ho fatto 11,4 km e che ho battuto il record del km, del miglio e dei 5 km. record che ovviamente ho cancellato. realisticamente avrò fatto tra i 10,7 e 10,8 km. probabilmente devo andare al decathlon a comprare un gps nuovo.
domenica dovrei essere dai miei. e c'è una gara che ho fatto due anni fa. è corta, poco più di 10 km. ma è tostissima, e quindi va fatta, per zatopek!

martedì 14 novembre 2017

cagliari, il sogno di questa notte, la minchia, un'ora di corsa stasera

sabato sono stato a cagliari per un appuntamento didattico. ma subito voglio dire una cosa. cagliari è bella ma non ci vivrei. essere costretto a girarla con i mezzi pubblici ti fa capire cosa sia una città. il centro è centro per modo di dire, la periferia, dove mi trovavo, è veramente orrenda. non c'è clima mite o mare che tenga. detto questo, l'appuntamento didattico è andato bene. al cospetto della preside, ho fatto la mia figura, facendole cambiare una valutazione, persuadendola con le giuste argomentazioni. e alla fine è stata contenta, pare molto. più tardi ero al telefono con un altro docente a cui raccontavo la giornata e lui mi fa: "e ma francesco, tu hai questa capacità, anche quando dici una cazzata sei convincente". diciamolo, ritengo questo un complimento, pur nella forzatura del concetto. si può arrivare al limite della bugia bianca in certi contesti, su tutti quello lavorativo o similari. l'importante è essere sinceri (e diretti) nelle relazioni che contano.
questa notte, o meglio questo mattino (ma ci tornerò dopo), ho fatto un sogno dei miei. sono un presentatore tv, abbastanza famoso. una specie di fabio fazio, ma di poche parole. presento un programma in prima serata, sulla rai. introduco adriano celentano, che fa una esibizione della madonna. e di ciò io mi prendo una parte del merito, avendo preteso che aprisse il mio programma. alla fine della canzone io e celentano ci abbracciamo. cambia la scena, ed entro in un camerino, dove c'è carlo verdone che si sta sollazzando con due ragazze molto giovani. appena entrato nel camerino verdone, che è circondato da brutti ceffi che gli fanno da guardie del corpo, manda via le ragazze. io sono un pò imbarazzato, lui anche. la risolvo dicendo: "ma hai visto quanto è stato bravo celentano?". lui annuisce in modo sostenuto, i ceffi anche, dopodichè mi sveglio.
qualche ora fa nel corso di una telefonata una persona mi ha detto che l'uomo per tenere in pugno una donna deve usare la minchia. che lì per lì mi trovavo d'accordo con questa frase. ma se penso che nelle mie due ultime relazioni importanti (rispettivamente 46 e 27 mesi) la minchia funzionava bene (o per lo meno così mi veniva detto, poi non so) ed anche fino alla fine, beh allora forse questa teoria non è così vera.
ma perchè ho parlato di sogno fatto questa mattina? beh, perchè la sveglia era stata puntata alle 6.20, ma quando ha suonato l'ho semplicemente spenta e spostata in avanti. e mi sono riaddormentato. anche questa mattina non ce l'ho fatta ad andare a correre. io e l'asfalto non andiamo molto d'accordo per adesso. però stasera mi sono rifatto. o meglio, mi sono imposto di rifarmi. e pazienza che erano le sette inoltrate. rigorosamente in pantaloncini corti nonostante i sette gradi (ma sopra coperto il giusto), mi sono mosso da casa mia in direzione lambro per poi tornare indietro. poca roba e andatura modesta. un'ora di corsa tonda tonda, per fare poco meno di 10 km e mezzo. 5'46" al km. alla fine ero esausto, anzi persino di più. ma comunque soddisfatto. dai francesco, cerca di tornare ad allungare il kilometraggio, che magari tra qualche settimana si torna a gareggiare..... buona notte amiche ed amici, o buon giorno per domani.

venerdì 10 novembre 2017

venerdi mattina

mi è stato chiesto in separata sede perchè non abbia scritto un post ieri sera. beh, non sono tornato a casa prestissimo (per inciso, casa mia è uno schifo, e non so quando potrò trovare il tempo di sistemarla) e di base non avevo voglia di scrivere. ero anche un pò nervosetto, per cose che riguardano mia figlia. mi sono morsicato la lingua l'altro ieri, e credo che lo farò ancora. se si ha una persona nel cuore, e mia figlia è ovviamente nel cuore, si deve guardare oltre, a costo anche di fare la figura dello stupido. basta dirlo, così si mettono le cose in chiaro da subito. ma andiamo avanti. l'altra notte ho dormito a padova. con una cena che non è stata ahimè piacevole. mi è stato detto che un collega di vecchia data, seppure io non vi sia mai stato molto legato (e tra l'altro fa in parte, anche se con reponsabilità diverse, il lavoro di una blogger di cui ero mentore, prima che spiccasse il volo), ha una brutta malattia. talmente brutta che, a sensazione razionale (lo sapete no che io sono razionale) porterà inevitabilmente lì dove potete immaginare. però mi spiace. banalmente ho/abbiamo pensato "non se lo merita". nel senso che non farei fatica a individuare 100, 1000, 10000 persone più stronze, più disoneste, più metteteci l'aggettivo che volete voi, di lui. quando mi dico ateo, è soprattutto per queste cose che lo dico. un dio che seleziona sbagliando non è un dio. per quello basta e avanza l'uomo. vabbè, ho dormito un pò agitato, però questa volta di svegliarmi mi sono svegliato per andare a correre. già, perchè non sapete che 24 ore prima ho per l'ennesima volta NON corso stante che alle 3 di notte ho portato la sveglia in avanti, sapendo che NON avrei avuto voglia di andare a correre. ieri mattina invece sono uscito, ce l'ho fatta. e ho messo, per la seconda volta, la calzamaglia da corsa. che in verità in queste due volte non l'ho indossata per il freddo ma per la pioggia o la strada bagnata. che poi fa specie uscire da un albergo a 4 stelle, molto bello peraltro, vestito da runner. secondo me ti guardano tutti un pò come uno scemo.  avevo già corso verso febbraio o marzo a padova. più o meno ho fatto un giro analogo. un parchetto vicino all'albergo, un viale pedonale (che lì chiamano lungo argine) che costeggia una specie di naviglio (credo si chiami piovego), la zona universitaria. non è il massimo ma ho corso in posti peggiori. 9 km, qualche decina di metri in più a dire il vero. poco meno di 54 minuti, 5'55" al km. direi allineato col periodo se si guarda all'uscita in sè, un pò meglio per come mi ha fatto stare. nel senso che ho corso con soddisfazione. la giornata lavorativa è andata bene, soprattutto nel pomeriggio. con gli scongiuri del caso un appuntamento porterà ad un bel risultato, persino insperato. insomma, l'impegno lo sto mettendo. stasera pare aperitivo, domani - come avevo scritto - volo didattico. domenica non so. insomma, mai fermo. ma essere dinamici fa restare giovani. e capaci di avere sempre una soluzione. che poi potrebbe non essere giusta. ma quello è un altro paio di maniche.

lunedì 6 novembre 2017

lunedi

non so se lo avete notato. scrivo quando corro, o per lo meno quasi sempre è così. poi ci metto qualcosa di altro. mi verrebbe da dire che forse è meglio che per un pò smetta di scrivere, visto il periodo. oggi pomeriggio avevo due appuntamenti. sul primo sorvolo. il secondo era vicino a casa mia. alle cinque è finito, e me ne sono andato a casa. salgo che piove, mi cambio e scendo sulla martesana. per accorgermi che ha smesso di piovere. correre con la pioggia non è brutto, correre quando ha appena smesso di piovere è bello. poi era un orario insolito, le cinque e mezza del pomeriggio. vabbè, come sta succedendo quasi sempre dal 22 ottobre in avanti (che maledetta sia quella domenica di merda) ho corso da pippa runner al cubo. da casa mia a via adriano e ritorno fino alla cassina de pomm. il percorso da 7 km. quello sono riuscito a fare. in poco più di 41 minuti. poi un km di defaticamento fino a casa. ho garmin connect aperto in questo momento. da quel 22 ottobre conto diverse uscite. ma solamente 4 mi hanno soddisfatto. domenica prossima avrei fatto volentieri una mezza. ma per fortuna il destino ha deciso per me, che avrei fatto una figura di merda. sabato dovrò prendere un aereo per motivi didattici. e sarà una sfacchinata. e se rientro tardi sabato sera, come posso essere performante il giorno dopo che si devono fare 21 km? in questi giorni mi sono scoperto più razionale del solito. però, un pò a sorpresa, lo sono più sugli altri che non su me stesso. vivere razionalmente non significa necessariamente pensarla razionalmente. non sono a rischio dissociazione, sia chiaro. ma non c'è niente di male a pensarla diversa. la vita, il futuro, anche solo un fine settimana. ma su tutto, su tutto c'è la libertà. ma sia chiaro, anche fare come si vuole è una scelta. il 17 novembre esce il nuovo disco di morrissey, che ha proprio l'aria di essere un gran disco. in questo mio periodo di vita morrissey sembra starci assolutamente bene. questa di più. "i wish you lonely", bella bella. non sapendo quando correrò la prossima volta, per adesso vi saluto. così.

domenica 5 novembre 2017

venerdi e sabato

inizio dalla parte podistica, se vogliamo chiamarla così. domani pare che nel nord italia arrivi una gran pioggia, e direi finalmente visto che quanto meno nel nordovest non piove da più di un mese. allora sono andato a correre stasera. una fatica bestiale. male ovunque, dalla schiena al ginocchio sinistro per finire al polpaccio destro. il periodo è questo, dura da qualche settimana, le cause sono abbastanza note. ritengo doveroso però non fermarmi. questi acciacchi passano spesso all'improvviso. quando succederà questi km messi in saccoccia saranno non utili ma utilissimi. per intanto stasera 10 km in 1 ora altrettanto tonda. penosi ovvio, ma come ho scritto avevo male ovunque. la testa ha fatto meglio delle gambe, questo è poco ma sicuro. e d'altro canto dormire sul divano non fa bene. questo perchè ho lasciato il letto a mia figlia, che ho preso ieri pomeriggio e portato a milano. ieri sera siamo andati a mangiare il sushi in viale monza, assieme ad una coppia di mezzi amici habituè di quel posto. si mangia bene, si beve benino (e mia figlia non si tira indietro, devo dire, non so essere preoccupato o che altro), si spende da sushi milanese cioè abbastanza. oggi siamo andati in giro per concessionarie, perchè come promesso all'epoca dei suoi 18 anni c'era da comprarle l'auto ora che ha preso la patente. usata, perchè è giusto che sia così, ma bella, comoda e sicura. ci si può permetterselo, sia chiaro, ma io non perdo occasione per ricordarle che non è affatto scontato che sia così. che se la dovrà mantenere lei, gestendosi una parte dei soldi che tutti i mesi le arrivano. poi quando dice che sua mamma ha tante spese mi fa i girare i coglioni, visto che la bastarda faceva e ancora un pò fa la cresta sui soldi, ma se si nasce opportunisti è difficile smettere di esserlo col passare degli anni. per il resto sembra che tutti gli amici siano ufficialmente (seppur poco probabilmente, che il mio amico A. vede una da domenica e già vuole farla vedere in gruppo, ma si può?) fidanzati, solo io continuo imperterrito nel mio status di chi vive alla giornata. buona notte amiche ed amici, alla prossima.

giovedì 2 novembre 2017

slave, anzi no russe

questa mattina avevo un appuntamento di lavoro alle 10. questo significa dormire mezz'ora in più. oppure dedicare quella mezz'ora per corricchiare, benchè fossi già uscito ieri mattina. ma lo sapete, lo slot quando si apre si apre. tipo green card lottery o poco ci manca. solo che mica sapevo che fare questa mattina. e allora mi sono messo a fare un pò di riscaldamento sostenuto e successivamente delle sotto specie di ripetute. insomma, poco più di 5 km. diciamolo, delle ripetute fatte bene avevano poco o niente. al mio ritorno a casa scopro che l'appuntamento è saltato. e dirò di più, il corso della giornata lavorativa è proseguita all'insegna del "mai una gioia". diciamolo, non so come finirà quest'anno, ma non si può dire che abbia fatto bene, per lo meno nella mia nuova avventura. solo con due colpi ben assestati potrò dire di aver raggiunto la sufficienza. la mia sufficienza quanto meno. ma andiamo oltre. oggi pomeriggio ho "vittoriosamente perso", per dirla come qualche post fa. non sono riuscito a portare uno dalla nostra parte. uno perfetto, per i nostri tipi. e forse proprio per questo non ci sono riuscito. ma con costui sono entrato in empatia. me lo sono fatto amico. siamo diversi, ma anche un pò uguali. e non è amicizia da lavoro, mi è proprio simpatico. è più giovane di me, ha fatto il grano. auto sportiva, vestiti cari (ma non eleganti, oggi era inguardabile), viaggi. ad un certo punto parlando dello stipendio di un operaio si è stupito che uno possa vivere con così pochi soldi. non è il primo a cui sento parlare come un briatore di provincia (che poi briatore è di provincia). e sono persone uguali: bassa scolarità, tipo un diploma preso col minimo dei voti, hanno iniziato a lavorare a 20 anni, si sono affermati sulle ali dell'entusiasmo dell'italia degli anni 80 e 90. si fidano degli altri, ma solo se conviene. ma siccome vi ho detto che sono entrato in sintonia gli ho detto "guarda che non hai idea di quanta gente viva con 1200 euro al mese. a milano, nerviano o carugate. noi siamo una bella minoranza". ha svicolato, e abbiamo iniziato a parlare di donne. perchè sì che è più giovane di me, ma i 40 li ha superati già da qualche anno. mai stato sposato, zero voglia di procreare. negli ultimi 12 mesi ha avuto 4 donne. nel senso di 4 relazioni, mica 4 scopate. tutte vogliono entrare a casa sua, tutte vogliono sistemarsi, lui le fa star bene, poi quando capisce che l'aria si fa "minacciosa" cerca di prendere il largo. e allora oggi me le ha fatte vedere, nel senso che ha preso lo smartphone ed esibito il campionario. di puttanoni. di qualunque etnia, purchè dell'est. nel mentre mi racconta che il suo compagno di merende, che avevo salutato 20 minuti prima nel loro ufficio, è specializzato in sudamericane. "ho capito, a te piacciono le slave" dico mentre guardo le loro foto di una vacanza recente nel mar rosso, alcune anche un pò intime. e lui serissimo ed anche un pò offeso "no francesco, mi piacciono russe, non slave". e vabbè amico mio, se fai vedere a queste la cabrio da 70.000 euro cosa vuoi che succeda.... buona notte amiche ed amici.

mercoledì 1 novembre 2017

tra ieri ed oggi

genova è una bella città. ma non ci vivrei (di solito si dice di napoli, ed in effetti si tratta di due città molto simili). 3 appuntamenti sul mare ed uno nel pavese prima di arrivare nella città di cristoforo colombo. il ritorno che sa di beffa, nel senso che speravo di rientrare presto a casa, ma milano (come anche immagino le vostre città) era bloccata perchè tutti si trovavano in giro per quello stracazzo di halloween. che è una festa inutile, stupida e che per giunta coincide con il compleanno della mia ex moglie. insomma, succede che ieri sera ceno guardando la partita di champions della roma, iniziata da un pezzo. e credetemi, mi faccio da mangiare che più di merda non si può. ci bevo anche un paio di bicchieri di vino, e a mezzanotte me ne vado a letto. beh, ho dormito poco e male. sveglio alle tre, sveglio alle quattro, sveglio alle sei e da lì basta. che poi avevo la sveglia puntata per andare a correre. ho chiuso la suoneria, cazzeggiato, fatto la colazione e alle 8 ero già sulla martesana pronto per correre. stamattina ancora più fantastica del solito, se non fosse per quelle merde che buttano di tutto nel naviglio biciclette del comune comprese. certo, ero un pò rimbambito, ma stamattina ho incontrato tutti ma proprio tutti: la mia amica triatleta, l'altra mia amica giappa, barbetta che andava piano che accompagnava un suo amico. ed insomma, alla fine anche per il contesto ho corso per poco più di 10 km e mezzo e per poco più di un'ora. e direi che va bene così, assolutamente bene così. adesso mi sparo 200 km di auto, che saranno altrettanti se non di più stasera, che la didattica mi aspetta. ma che due coglioni però.....