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martedì 17 ottobre 2017

un pò di cose....

iniziamo dallo scarico di stasera? ma si, iniziamo da quello.... credevo di arrivare prima a casa, ed invece prima delle sette e mezza non sono riuscito ad andare a correre. mi piace questa cosa di correre il giorno dopo una gara, per giunta impegnativa come può essere una 21 km. le gambe, anzi il corpo, sono indolenzite. ma nello stesso tempo i muscoli sono più potenti, proprio in ragione di quanto fatto il giorno prima. a proposito di gambe, continuano a dirmi tutti (anzi, tutte più che altro) che ho le gambe magrissime. ma a me non sembra mica, sapete..... vabbè, torniamo a noi. dicevo, questa cosa mi piace. stasera sono uscito, ovviamente, in pantaloncini corti (fa che io riesca a resistere a lungo senza collant, dio del running) e maglietta con maniche corte. il buio del naviglio e l'aria frizzantina (17 gradi) erano però piacevoli. insomma, soprattutto nel tratto di ritorno correre mi è piaciuto. e un paio di km li ho fatti anche abbastanza "tirati" (5'27" e 5'30"). ma alla fine quando sono arrivato alla cassina de pomm mi sono fermato, giustamente. poco più di 7 km in poco meno di 40', a 5'40" al km. da lì qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa, e il dovere è stato fatto. prossima uscita in veneto, che sarò via due giorni per lavoro. vediamo se mercoledi mattina intorno all'albergo ci sarà qualche posto decente dove correre. tra l'altro, siamo a metà mese e ho già fatto quasi 105 km. questo potrebbe essere un mese in cui sfioro i 200 km di asfalto. roba da non credersi. a proposito di lavoro, oggi qualcosa ho fatto ed anche portato a casa. ma la cosa più importante che mi porto a casa è una roba che nulla ha a che vedere con l'attuale mansione. dovete sapere che per anni io ho seguito un cliente romano. anzi no, un cliente romano che è diventato successivamente ex cliente con strascichi e pendenze che non potete immaginare. ma questo è il meno. negli anni della crisi tante persone sono entrate in difficoltà. gioco delle parti, forze contrapposte che si contendono l'unica michetta (per i non lombardi si vada su wikipedia) presente a tavola. a volte si vince, a volte si perde. il problema è che costui non era esattamente romano. a roma vive ma le sue origini sono più meridionali. insomma, parliamo di una persona non esattamente raccomandabile. e con cui in questi anni io e solo io ho potuto parlare. un pò per il mio ruolo, ma soprattutto per il mio modo di fare, quello che mi permette di farmi scivolare le cose, di non perdere il controllo, di attivare il cervello nel tempo utile a trovare la parola e la soluzione giusta. non è stato facile. tre anni fa non riusciva a cavare un ragno dal buco, ha usato parole forti, oserei intimidatorie, neanche con me (più di tanto) devo dire, ma verso altre persone. io credo che se non avessi trovato (cosa comunque approvata dal mio capo) un escamotage in quel frangente qualcosa di spiacevole poteva pure succedere. poi accade che le cose migliorano e che il tempo fa il suo corso. cambio la mansione, ma continuo ad occuparmi di questo ex cliente (certo, chi volete che se ne occupi.... ). questa estate mi chiede l'ennesimo favore, io capisco che è giunto il momento di chiudere la partita. guardo la sua posizione e rilancio. senti amico mio, ma che ne dici se faccio questa proposta all'azienda. lui ci pensa, capisce che può essere una occasione. un esborso veloce per fare pari e patta del pari e patta. propongo, tratto, medio, si spostano ancora i termini di qualche settimana. questa mattina, proprio mentre stavo facendo un'altra operazione delle mie, mi cerca al telefono. non posso rispondere, chiamo dopo. "francesco, volevo dirti che ho fatto il bonifico con qualche giorno di anticipo..... sono contento che sia finito tutto e volevo ringraziarti per la disponibilità che hai avuto, quando hai bisogno di qualcosa sai dove trovarmi". non so se abbia detto esattamente queste parole, ma il concetto di fondo era questo. gli dico che sono molto contento, per lui ed anche un pò per me stesso. insomma, non posso dire che mi mancherai mio caro. ma forse non sei neanche peggio di come ti  ho conosciuto. ma che cazzo dico? era una persone sgradevolissima!!!!!!!!!!!!! buona notte amiche ed amici, globalmente.

domenica 15 ottobre 2017

cremona half marathon, decisamente soddisfatto

amiche ed amici, è impresa ardua raccontarvi quanto pesante sia stata la giornata di ieri. aggiungo che per poter rientrare a casa ho dovuto mettere in scena un paio di interventi che definire machiavellici è ancora poco. in ogni caso, ho spento la luce del comodino, quello che si trova alla sinistra del mio letto, a mezzanotte e dieci. dopo 30 secondi dormivo di brutto. alle sei mi sono svegliato, perchè c'era da vestirsi, fare colazione, andare a prendere la mia mitica amica triatleta e muoverci in direzione cremona, dove eravamo iscritti per la half marathon. lo sapete, me ne ero pentito. troppo lontana da milano (100 km), la strada avvolta nella nebbia, ben 5 autovelox nel percorso (e speriamo di averla fatta franca), la difficoltà di trovare un parcheggio comodo, partendo la gara praticamente in centro. alla fine alle 8.10 eravamo a cremona, qualche minuto per trovare il parcheggio, e alle 8.30 eravamo pronti per ritirare il pettorale. con la giornata di ieri le sensazioni per la gara erano pessime. poi però succede che la nebbia va via, vedo tanta gente che conosco, quelli del mio gruppo in particolare, ma anche altri conosciuti nei gonfiabili di tante gare o anche solo conosciuti oggi. poi c'è un bell'ambiente, siamo in tanti e sembra una festa, con una organizzazione pressochè perfetta. alle 9.30, puntuale, parte lo start. noi come gruppo decidiamo di partire nelle retrovie, ma per retrovie intendo proprio la fine del lungo serpentone. insomma, un pò di voglia di correre mi viene. nel senso che non solo so che arriverò al traguardo, ma so anche che qualcosa di decoroso posso anche fare. cremona è una città falsamente piana. i 67 mt di aumento quota accumulati non rendono l'idea. ci sono strappetti continui. possono anche essere solo di 3 o 4 mt in altezza  (o in discesa), ma ti obbligano a regolare il passo. pur essendo una mezza che non avevo mai corso questa cosa l'avevo letta in rete. occorre essere conseguenti, non andare a bomba all'inizio, in quei primi km di discesa, per non pagare dazio dopo. passo ai 5 in 28'22, ai 10 (in una bellissima cornice di pubblico tra l'altro) in 57'07". ho un brutto 13°, a 5'57", ma poi recupero bene. molto fastidioso il tratto fuori cremona, con 2 km ad andare e due a ridiscendere veramente tutto fuorchè veloci. li faccio anche bene, ma li pago al 18°, fatto di nuovo a 5'57". inizia poi il rientro in centro, ho un 19° in leggera salita fatto a 6'11" ma paradossalmente il 20°, con 11 mt di aumento quota, a 5'52". ormai è fatta, anche al di sopra di ogni rosea aspettativa. supero il capitano del mio gruppo, incoraggio una che dice "non ce la faccio più" dicendole "dai che siamo arrivati!!!!". e il mio incitamento funziona, visto che arriverà al traguardo una decina di metri prima di me! gli ultimi metri sono in vera salita, ma ormai sento lo speaker e significa che è fatta. alla fine sono 21,19 km (questa è stata la mia linea, 90 mt in più della distanza) in 2h02'48", a 5'48". che, ripeto, per come ci sono arrivato è risultato che mi soddisfa non poco. è la mia terza mezza in 35 giorni, la quarta domenica consecutiva che supero i 21 km. vado al ristoro a bere, recupero (o meglio, lei recupera me) la triatleta, saluto un pò di runner e vado a ritirare pacco gara (uno dei migliori mai presi da quando corro, c'era di tutto, olio, torrone, pasta, integratore, pomata, the, cioccolato, e qualcosa dimentico, oltre che una bella maglia a maniche lunghe) e borsa. niente doccia, e quindi esibizione in un quasi strip tease che ha fatto tanto spot whatamericanboy, lasciamo cremona abbastanza presto, ma la mia amica ha deciso che deve spendere un centone in uno dei tanti salumifici della zona. uno di questi acquisti è un mega salame che al momento si trova nel mio frigo; lo porteremo stasera a casa del nostro amico A., presso cui abbiamo organizzato il terzo tempo fatto, oltre che dai salumi, dalla toma del mottarone e da tanta, tantissima birra. ad maiora!


giovedì 12 ottobre 2017

senza titolo

questo post doveva avere il titolo "ricreazione". se si prende la treccani online, tra i sinonimi c'è distrazione, svago, riposo, intervallo. ma nessuno di questi termini rende l'idea di quello che andava scritto. ma il motivo è semplice: io non concepisco alcuna attività in modo disimpegnato. io non do nulla per scontato. e non è una questione di capelli bianchi. la pensavo così anche un pò di lustri fa. mi sento responsabile. in generale di sicuro. in questi giorni ancor di più. se sono una bella persona, non credo lo sia per la mia "altezza" (chi mi conosce sa), per il taglio dei miei occhi e delle mie labbra (chi mi conosce sa), per la tonicità muscolare vieppiù migliorata in questi 3 anni e mezzo di running (chi mi conosce sa). no, lo sono perchè anche negli errori come mi si vede sono. non mento, combatto, comprendo. e questa cosa mi aiuta a stare bene. perchè stare in pace con la coscienza mi fa accettare qualunque cosa. beh, in questo i capelli bianchi fanno tanto, devo ammetterlo. essere contento oggi è importante, domai si vedrà. a proposito di domani, inizierò un tour de force pazzesco che tutto è fuorchè lavorativo. domani un funerale, un lutto familiare, se vogliamo chiamarlo così. vado per rispetto di mia figlia, solo per lei. e quante parole ipocrite in questi giorni. ed una sbagliata, mia, che mi ha fatto dormire di merda un paio di notti fa. ma è passata, passa tutto. sabato una trasferta inutile, stupida e male organizzata. per fortuna la dovrei raddrizzare nella parte finale. domenica una mezza, e qui ho proprio sbagliato, perchè verrò meno al mio mantra "basta gare in culo ai lupi". e poi è la quarta 21 km in quattro weekend. però stasera sono andato a correre. clima bellissimo, martesana bellissima, nonostante qualche ciclista coglione (e con uno ho litigato). dovevo fare 8, 9 km al massimo, ma poi sono andato fino al lambro, perchè se anche le gambe e i glutei gridavano vendetta, avevo voglia di correre. lo ammetto, mi sono fermato ad una fontanella a bere (metà ottobre con 21 gradi alle ore 18!), che mi ha permesso di fare il tratto finale in leggera progressione. ma sempre andando piano, perchè forzare non aveva alcun senso. alla fine sono arrivato in melchiorre gioia, là dove c'è il mio ponte di ferro, dopo aver fatto 10,14 km in 57'44", a 5'42" al km. poi 330 mt di defaticamento verso casa, ed insomma alla fine ho fatto 10 km e mezzo. a me piace correre, perchè correndo si va sempre avanti.

martedì 10 ottobre 2017

11.....

....11 ore e mezza, 7,11 km in 40'12", a 5'39" al km, la martesana, il mattino che ha l'oro in bocca......

domenica 8 ottobre 2017

altro lungo toppato

lo sapete, è stata una settimana pesante. e anche ieri non si è scherzato, più che altro per la cena con gli amici che ha chiuso la giornata. non che abbia mangiato poi tantissimo, ma se si va al ristorante non è che si guarda troppo alla focaccia in più o in meno, al dolce e soprattutto al bicchiere di vino o al mirto. in più a pranzo avevo mangiato tanto, per i miei tipi. però questa notte ho dormito, le mie sette ore e mezza di sonno me le sono fatte e tutto sommato questa mattina mi sentivo bene. ho fatto colazione e alle 9 spaccate ero pronto per fare il mio lungo sulla martesana. al primo km sono sicuro che il gps mi ha tolto qualche decina di metri (sempre nel solito punto, devo smettere di passare da lì), poi imboccato il naviglio ho iniziato a correre cercando di impostare il passo. in linea di massima sembravo riuscirci. la giornata era ideale per correre, 12 gradi ma con il sole. indossavo la termica a maniche lunghe e pantaloncini attillati sopra il ginocchio, e la scelta appariva azzeccata. supero il lambro, entro in vimodrone. mi sento abbastanza bene, l'unica cosa è che come capita alla domenica mattina tra ciclisti e gente a passeggio c'è il mondo. ai 10 sono sotto l'ora, a 11,300 km torno indietro. e da lì inizio ad accusare, vedo passaggi tutti sopra i 6' al km ma il bello è che non me ne accorgo. a me sembra di avere un bel passo, ma così evidentemente non è. capisco che anche questa volta non è giornata. dentro di me cerco di pensare che a questo punto pazienza il tempo ma la distanza cerchiamo di farla. rientro nel tratto milanese del naviglio, decido di fermarmi intorno al 18esimo alla fontanella di via padova all'incrocio con via adriano. bevo, riparto, ma il paradosso è che anzichè migliorare peggioro ulteriormente. dal 20esimo inverto un pò questa tendenza, faccio un calcolo mentale che mi dice che quando supererò casa mia sarò quasi a 22 km. da casa mia a melchiorre gioia oggi c'era il mercatino dell'usato, per cui più che correre si cammina. arrivo in melchiorre gioia e dico basta a questo supplizio. stoppo il garmin, e constato di aver fatto 22,09 km in 2h14'25", a 6'05" al km. poco più di una mezza insomma, al posto dei (almeno) 26 previsti, e non col tempo ipotizzato. con l'aggiunta che nel momento in cui scrivo mi sento decisamente stanco, se proprio devo dirla tutta. e niente, quando si ha una settimana impegnativa la corsa della domenica può essere decisamente insoddisfacente. pazienza, è andata così. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 5 ottobre 2017

un pò di qua, un pò di là

prima di parlare di stanchezza e di corsa, dico di oggi. succede che, per lavoro, sono ad una specie di fiera del lavoro. in realtà possiamo definirla una fiera dei disoccupati. centinaia di giovani (e meno giovani, cosa decisamente più grave) che vagano da uno stand all'altro a lasciare cv. il mio lavoro non consiste in alcun modo nell'offrire posti di lavoro. per me stare lì è stato assolutamente tempo perso. ma io sono un soldato. obbedisco agli ordini, poco importa quanto essi siano sensati, a condizione che vi sia quella contropartita chiamata stipendio. istintivamente, emotivamente, provo simpatia per quei giovani che si siedono al nostro desk. sento due ragazze dire di essere nate lo stesso anno di mia figlia (a proposito, ha preso la patente oggi). poi mi capita di leggere un pò di quei cv. che dicono più di tanti trattati di economia o sociologia. e tra questi leggo quello di una ragazza. classe 1997. maturità artistica. poi leggo un appunto aggiunto a penna. dice "disponibile preferibilmente part-time". ecco, tutta la simpatia mi passa. penso che la precarietà è anche (non solo, sia chiaro) una distorsione della domanda, non solo dell'offerta. e che spesso le aziende si devono fare il segno della croce quando assumono una persona. 
sono stanchissimo. sto girando il nord in lungo e in largo. ma non è questo il motivo della stanchezza. è che ho iniziato la settimana già stanco. e quando è così può solo peggiorare. domani si andrà in emilia, sabato per cazzi miei mi sparerò altri 370 km. ma anche se sono stanco, anzi se sto a pezzi, questa mattina sono andato ugualmente a correre. 8 km fatti violentandomi, assolutamente a digiuno. con un percorso neanche tanto semplice, tenendo conto di dove mi trovavo. già tanta roba averli fatti a 5'56" al km. domani sera è prevista una cena. ma col cazzo, scusate il francesismo, che ci vado. forse, e dico forse, un pò di vita me la concederò sabato sera. per intanto, me ne vado a dormire. The Cramps, "sunglasses after dark", buona notte a tutte e tutti.

lunedì 2 ottobre 2017

considerazioni di running

ieri dopo la mezza, in auto con mia sorella venuta a prendermi in piazza san carlo insieme al suo compagno (o dovrei chiamarlo mio cognato?), pensavo che non sarò mai pronto per fare una maratona. quest'anno sto andando meglio rispetto al 2016, è vero, e molto ha fatto l'abbandono (ormai quasi un anno fa) del calcetto. lo dimostra, ad esempio, che in poco più di 9 mesi ho percorso 1.410 km contro i 1.437 km dell'intero 2016, praticamente entro la fine della settimana avrò eguagliato i km dell'anno scorso. non ho avuto (facendo gli scongiuri del caso) infortuni importanti. ma i 42,197 km non li vedo proprio alla mia portata. non è questione solo di allenamento, ma anche di tipo di vita. tanto per dirne una, stasera sono andato a correre. nonostante la mezza di ieri. non che avessi particolare voglia, ma da domani a venerdi sarò in giro per il nord, da un estremo all'altro. e da qui a fine anno so che ci sarà da lavorare tanto (anche se, a sensazione, in maniera poco fruttuosa). mettiamoci poi anche l'attività di istruttore, ed ecco fatti i giochi, altro che allenamenti mirati. detto ciò, dicevo che sono andato a correre. ho fatto lo scarico post mezza, abbastanza soddisfacente. le gambe non le ho sentite particolarmente imballate. i miei 7 km di rito li ho fatti in poco più di 40', a 5'44" al km, con ultimi due in leggera progressione. successivamente qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa. ignoro veramente quando potrò andare a correre adesso. per intanto, domattina sveglia alle 6. e allora, buona notte a tutte e tutti.

Torino Half Marathon, forse più occasione persa che buon risultato

non amo gareggiare a torino, mia città di provenienza. nelle due occasioni precedenti (ma dall'ultima son passati quasi 2 anni) ho fatto così così. però qualche settimana fa avevo scoperto che la torino half marathon partiva da rivoli, ovvero laddove abitano i miei genitori, quindi si può dire a casa. ho aspettato fino all'ultimo a iscrivermi, perchè non ero certo di passare questo fine settimana a rivoli. una volta sicuro, ho mandato mercoledi mia figlia ad iscrivermi, visto che non era praticamente più possibile farlo col bonifico. sabato mattina ho ritirato il pacco gara e il pettorale, e ho pensato che c'erano le possibilità per fare bene. per tante ragioni: le condizioni climatiche, il fatto di essere a un paio di km dal gonfiabile di partenza, ma soprattutto la consapevolezza che dalla partenza ci sarebbe stato quasi metà percorso in leggera discesa (anzi, nei primi 4, 5 km in decisa discesa). sono arrivato abbastanza presto al luogo di partenza. organizzazione un pò raffazzonata, benchè siano gli stessi che tra quattro settimane presidieranno la maratona di torino, tanti runner dalla faccia cazzuta (sempre detto, lo sapete, che i runner torinesi sono più tosti di quelli milanesi), i soliti dieci keniani importati dalle società italiane che arrivano mezz'ora prima e che poi arriveranno al traguardo correndo a 3' al km. partenza con 10 minuti di ritardo, ma soprattutto partenza a razzo. primo km fatto in 5'03", tanto per dirla. dopo circa un paio di km cerco di capire se, come promesso, ci sono i miei a vedermi passare. ci sono, ma non mi vedranno mai, solo a fare la mezza senza gli staffettisti siamo in 1.200. alzo il braccio, li saluto, applaudono contenti. il percorso non è fantastico. i sette km di corso francia sono sì in discesa ma dall'altra parte passano auto e autobus. peggio mi sento in corso marche, ma l'apoteosi è in corso regina, una arteria a tre corsie dove semplicemente, per quasi un km, hanno isolato la corsia di destra, con le auto che sfrecciano a fianco. questo è il motivo per cui non amo le gare in città (che non significa solo torino o milano, una roba del genere l'ho provata pure a piacenza). ai 10 giro bene, 54'34". entro bene anche dentro la pellerina, pur in leggera salita. ho nelle gambe la possibilità di scendere nuovamente sotto le 2 ore. ma è in corso lecce, intorno al quindicesimo che vado malino. ma recupero, ai 17 sono sotto l'ora e 36. posso farcela. invece patisco maledettamente l'ingresso in centro, il pavè di porta palazzo e una via del cazzo dentro il quadrilatero dove ancora un pò una cogliona in bici mi viene addosso. ma soprattutto patisco via pietro micca (fatta andata e ritorno) e piazza solferino, tra buche e rotaie del tram. tutti km fatti sopra i 6'. niente propositi bellicosi, devo arrendermi. infine vedo che la mia linea è di 100 metri superiore alla distanza. all'ingresso in via roma recupero le forze ed accelero. a pochi metri dal traguardo vedo mia sorella, praticamente mi metto ad angolo retto per permetterle di farmi una foto in corsa. taglio il traguardo dopo aver fatto per il mio garmin 21,2 km in 2h02', a 5'46" al km. occasione persa, diciamolo, in quei 4 km finali ho lasciato un paio di minuti, anzi persin di più. mi consola poco essermi migliorato rispetto a monza di un minuto e mezzo. ristoro di fine gara penoso, c'erano solo acqua e arance, zero sali che sono fondamentali. amen, la cosa positiva è che continuo ad essere relativamente poco provato a fine gara anche nelle distanze lunghe, e questo è bene. detto ciò, buon inizio settimana a tutte e tutti.

sabato 30 settembre 2017

edizione straordinaria (milano è la mia città)

quando si vive si è vivi. e succede che succedano tante cose (il gioco di parole è assolutamente voluto). questa sera di cose ne sono successe, e pure tante. ancora una "discussione" con mia figlia, ma penso (e spero) che possa essere (per sua fortuna) l'ultima. poi una cena post evento col mio amico/collega (o collega/amico) che "apparecchiata" (come diciamo noi in gergo) nonchè innaffiata da tanto alcool si è rivelata forte ed esplicativa come può essere forte ed esplicativa una cascata o un fiume in piena. e a mezzanotte inoltrata, con l'alcool di cui sopra in circolo, un girovagare con la mia audi station wagon in centro a milano, per vie di cui persino ignoravo l'esistenza. e scoprire ciò che già si sa, ovvero che milano è la città più bella al mondo. infine, che averti con me di fianco sarebbe stato bellissimo.

venerdì 29 settembre 2017

fine settimana, fine mese

beh, che poi mica è finita. oggi pomeriggio sono a bergamo, proverò il metodo "o la va o la spacca", con il vivo proposito che vada anzichè il contrario. ieri ero in veneto, secondo me è andata così così, secondo il ragazzino è andata bene. ma io sono vecchio e il ragazzino è ragazzino, quindi le cose le so. ieri poi è stata brutta, o meglio dolorosa. ho visto un mio cliente che è stato anche collega tanti anni fa e per certi verso posso definire un amico. è mio coetaneo. è stato operato di tumore al cervello la scorsa primavera. ha in testa una cicatrice di 20 centimetri, è menomato nella parte sx del corpo, è ingrassato che non avete idea. ecco, di fronte a cose così c'è solo da ritenersi fortunati, punto. lui è un combattente, va detto. speriamo bene, anche se non so mica se devo dirla tutta. ieri sera sono tornato non presto ma neanche tardi. ma non avevo voglia di cucinare. a dire il vero neanche di mangiare a casa. ho chiamato un amico e siamo andati da rossopomodoro, pizza birra e liquore alla liquirizia. questa notte ho dormito da dio. e alle 6.45 ha suonato la sveglia. dovevo correre poco e piano, uno scarico in vista di domenica. ma che fatica però. alla fine 6.7 km in 39 minuti. va bene così. questo mese ho fatto 165 km, che non è poco tenendo conto che un weekend (domenica questa) va al mese successivo. stasera andrò al museo della scienza e della tecnica, per un evento che non ho ben capito cosa sia, ma fa tanto milanese imbruttito. detto ciò, buon fine settimana a tutte e tutti.

mercoledì 27 settembre 2017

in the middle of the week

ieri sera avevo sonno; sono stato al mare, non per andare in spiaggia ma per lavoro. mi ha fatto (un pò) specie rivivere luoghi di un'altra epoca. poche centinaia di metri da dove si è consumato, nel bene o nel male, un pezzo di vita. ma lo dico chiaramente, tutto era molto in sottofondo. passata la sopraelevata, passata ogni considerazione del caso. detto questo, la stanchezza si è fatta sentire. intorno alle 23 ero a letto. cosa sbagliata, perchè poco prima delle 5 mi sono svegliato e non ho più preso sonno. ci ho provato, ma non c'è stato verso. sarei dovuto andare a correre, e alla fine questo ho fatto. mi ero messo in testa di fare un pò di ripetute, anche se le condizioni non erano certo le migliori. infatti ho fatto un pò di riscaldamento, un 4x1000 (il miglior 1000 in 4'54"), un 5x200 in 4'30", qualche centinaio di metri di defaticamento. 7 km in tutto. se ne parlerà venerdi, un pò di scarico che domenica ho una mezza maratona a torino. a cui mi ha iscritto mia figlia questa mattina. stasera ho avuto una discussione telefonica con lei. non per causa sua, ma per quella stronza di sua mamma. mi è costato un pò essere risoluto, ma la determinazione unita al fatto che mia figlia non è più una bambina ha pagato. certo, questa discussione poteva essere evitata se lei metteva in riga sua mamma. mi avrebbe evitato di usare parole anche abbastanza forti seppur necessarie. alla fine le ho chiesto scusa per aver alzato i toni, lei mi ha detto di non preoccuparmi perchè mi capiva benissimo, di non preoccuparmi che ci vedremo sabato. mia mamma, che ho sentito dopo e a cui ho raccontato il fatto, mi ha detto di essere contento per il rapporto che ho con lei, nonostante tutto ciò che mi sono perso per colpa di quella schifosa. ma non è fortuna, è esempio. se questa notte, a 51 anni, dormirò solo è perchè nessuna donna è riuscita veramente a venire prima di lei. e lei questo lo sa. come nel contempo sa che, vista a posteriori, sua mamma tanto esempio non lo è e non lo è stato. poi certo, è sua mamma, e questo non può essere cancellato, e ci mancherebbe altro aggiungo.
settembre sta finendo; e partendo da uno scambio di considerazioni fatto in questi giorni con una persona a me cara, non posso non pensare che si tratta di un mese che in passato ha visto importantissime svolte nella mia vita. non ci tornerò, sarei noioso e le ho più volte raccontate, ma queste svolte non sono capitate all'improvviso. sono state frutto di attenta pianificazione. sono state conseguenza di fatica, sofferenza, lacrime. lo so, mi parlo addosso e rischio di risultare anche un pò sbruffone. che poi non è di piramide sociale che si parla (se non in parte). ma sebbene tutti paghiamo un pò dazio nella vita, non tutti lo paghiamo allo stesso modo. detto questo, non vado a letto, sebbene domattina la sveglierà suonerà alle 5.45. non per andare a correre ma per fare qualche centinaio di km per lavoro. buona notte a tutte e tutti, globalmente.

lunedì 25 settembre 2017

dalle 04.00 alle 18.30

questa mattina sono andato a correre. sai che novità direte voi. e più o meno, aggiungo. ieri pomeriggio dai miei ho fatto una pennica di un'ora, come mi riesce solo lì. il letto adolescenziale è comodo un terzo del mio, ma sarà l'ancestralità del luogo fatto sta che si ronfa alla grande. questo vuol dire che rientrato a casa non è che avessi esattamente sonno. insomma, sono andato a letto a mezzanotte e un quarto. ma una serie di sogni dei miei a partire dalle 04.00 hanno turbato il sonno. alle 5.45 non ho più preso sonno, alle 6.45 ero già pronto a correre - al buio - sulla martesana. solo che stamattina il garmin ha fatto le bizze. io sono certissimo di essere partito forte, ma il primo km me lo ha passato a 6'. lo stesso dicasi per alcuni km successivi. insomma, alla fine ho ufficialmente fatto 10 km in 56 minuti, ma io sono convintissimo di aver fatto più strada (sapete che ormai conosco il mio naviglio a memoria). e comunque, che siano stati 10 km o di più, questa mattina ho faticato. sono andato avanti con la consueta forza di volontà, che è fondamentale nella pratica sportiva nonchè nella vita.
e i sogni? terribili, credetemi. due sogni, per l'esattezza. la costante è un buio profondo, la notte, l'assenza di luci. nel primo sogno cammino al bordo di strade abbastanza strette, tipo quelle che c'erano al paesello dove abitavo prima di venire a milano. passano tante auto, e c'è il rischio di essere investiti. mi pare ci sia la mia mica A., e tanti animali selvaggi intorno a me. nel secondo sogno c'è sempre il buio, e sto accompagnando due ragazzi sui 12/14 anni in una di quelle ville al lago dove mi capita di andare. dietro questi ragazzi c'è la mamma, separata dal marito, che mi ringrazia per la cortesia. vado per uscire dalla villa e mentre schiaccio il pulsante del portone mi si attacca al corpo (non si può definire un assalto ma un appiccicamento) una scimmia. ma sento altri animali intorno a questa scimmia, sicuramente dei cani. a quel punto mi sveglio e, come detto sopra, non prendo più sonno.
questa mattina siamo stati cazziati alla nostra riunione del lunedi. e direi che è stato giusto, presentiamo numeri di merda, e l'estate ci ha fatto arretrare notevolmente. non mi piace fare brutte figure. non ho da dire più molto al lavoro, ma io per primo dovrei mettere più determinazione, più cattiveria. il punto è che la cattiveria, forse, non ce l'ho più. posso cercare alibi, scuse, giustificazioni, ma non è nel mio carattere, proprio no. aver fatto bene, tanto bene, in passato non vuol dire una minchia. e capisco chi, soprattutto se giovane, è armato dal sacro fuoco dell'adrenalina. ti fa sentire vivo, so cosa significa. vabbè, vado a vedere se la pentola bolle. buona serata amiche ed amici.