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domenica 16 giugno 2019

la 10 km del parco nord, basta chip fino a settembre

avevo detto che la chiudevo con la 10 km di bergamo due settimane fa la stagione "agonistica", ma non sono stato di parola. mi sono fatto convincere (cioè, mi sono convinto da solo, nessuno mi ha forzato) smentendo il mio proposito e ad inizio settimana mi sono iscritto alla 10 km del parco nord in quel di cinisello. subito dopo l'iscrizione mi messaggia la mia amica ultrarunner per dirmi che ci sarebbe stata anche lei. insomma, mi sembrava di averla fatta giusta. in realtà io col parco nord ho un rapporto di amore/odio. ho fatto diverse gare ed alcune mi sono uscite veramente bene. poi è oggettivamente comodissimo, da casa mia saranno non più di 5 km di auto. però d'estate lo patisco troppo. fa un caldo sempre esagerato: e non dico solo al sole, ma persino all'ombra degli alberi. l'anno scorso ho fatto qualche seduta di allenamento in luglio ed è stata una via crucis. questa mattina poi la sveglia, sebbene alle sette, ha suonato non a lungo ma a lunghissimo. per forza, ieri sera ho fatto tardi che sono andato a sentire una mia amica cantare e prima dell'una e mezza non ero a letto, con un carico di birre rosse bevute non indifferente. quando sono arrivato al parco nord ho incontrato e chiacchierato con diversi runner di mia conoscenza, poi verso le 8.30 sono andato a fare un pò di riscaldamento. le gambe me le sentivo durissime, le sensazioni erano pessime. vabbè, però era una 10 km, non è che si fatica a portarla a casa. in realtà quando siamo partiti le gambe hanno macinato abbastanza bene. il secondo ed il terzo km interamente sotto il sole e per giunta con una salita che conosco bene, avendola fatta tante volte; pur tuttavia il primo giro non è neanche andato male, avendo chiuso i miei primi 5 km in 27'38". il problema è stato dopo, con il settimo e ottavo km di nuovo sotto il sole e con caldo in aumento. ed infatti al nono sono scoppiato, ho dovuto camminare per qualche decina di metri perchè ero completamente in apnea. sono riuscito a ripartire con l'obiettivo di chiudere questa gara. alla fine i miei 10 km, anzi i 9.93 km, li ho fatti 56'39", a 5'42" al km. insomma, non certo una grandissima prova, però se penso che il nono km, quello della camminata, l'ho fatto in 6'19" direi che va bene così tutto sommato. ho tagliato il traguardo esausto, non so quanti bicchieri d'acqua avrò bevuto. dopodichè doccia, incredibilmente non fredda (quando magari fredda oggi poteva andare bene), saluti di rito e alle 11 ero già a casa. il bello di gareggiare vicino casa. adesso però basta gare, solo corse al mattino presto e qualche tapasciata se capita. per il chip se ne parla a settembre. andrò a farmi da mangiare, che ho una fame della madonna. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

venerdì 14 giugno 2019

il festival dell'ipocrisia

è un periodo positivo per me. siccome sono un appassionato di numeri (non a caso, perchè i numeri non mentono, a differenza delle parole), mi sento anche di dare un voto a questa fase delle mia vita, attribuendogli un bel 7+, tendente al 7 e mezzo. in più sono uno di manica stretta come docente (eh si, perchè sono anche docente nella vita, che credete!!!) e quindi posso assicurarvi che si tratta di un bel voto. non è però di questo che intendo parlare, bensì di ciò che vedo attorno a me. io sono estremamente tollerante. a chi mi sta vicino - a qualunque titolo - garantisco libertà. se non assoluta, quanto meno relativa. dopodichè provo estremamente fastidio per coloro "che se la cantano e se la sonano". questo non lo sopporto, mi dà un fastidio enorme, a pelle. io lo chiamo il festival dell'ipocrisia. quelli/e che attribuiscono sempre agli altri le ragioni del proprio insuccesso o della propria infelicità. quelli/e che dicono solo oggi di vedere ciò che era chiaro da sempre. quelli/e che sfuggono dall'oggettività delle cose, perchè fa comodo affermare una prospettiva soggettiva. una massa di ipocriti a cui un tempo avrei detto questo e quello ma che oggi - come scritto in un precedente post - difficilmente mi vedranno inalberato. c'è da dire una cosa. se io sono come sono è perchè posso permettermelo. se si arriva alla mia età, per giunta con una posizione lavorativa definita da anni, con uno stipendio sicuramente sconosciuto a tante persone, beh è anche più facile sfanculare (mentalmente, come detto, che di convincere chicchesia non me ne frega un cazzo) gli ipocriti. avere il culo al caldo è sinonimo di libertà (la Santanchè, una politica che certamente non apprezzo, disse qualche mese fa che essere ricchi significa essere liberi. aveva perfettamente ragione). sia chiaro, nessuno mi ha regalato un cazzo e mi merito tutto ciò che ho. non siamo tutti uguali al mondo, senza se e senza ma.
in questi due giorni il dentista mi ha regalato una sorpresa imprevista. e mi ha fatto male. prima di andare dal dentista sono andato a correre. 8 km ieri a 5'42" al km, mezz'ora questa mattina per fare 5,37 km. tanto caldo, soprattutto oggi. però la giornata si affronta decisamente meglio e le cose si vedono chiare. altrimenti non avrei scritto questo post.

martedì 11 giugno 2019

mantenimento

dopo i 10 km di bergamo sono entrato in un loop di stanchezza. nel senso che per correre mi devo violentare. di solito mi capita dopo un tot di km percorsi, una volta all'anno, intorno a luglio. solo che quest'anno di km ne ho fatti di più. e quindi sono bastati i primi caldi per iniziare ad essere intollerante alla sveglia mattutina, refrattario all'allaccio delle scarpette, dolorante in ogni parte del mio corpo. solo che siamo neanche a metà giugno e non mi va di prendere alcuna pausa estiva. ho iniziato quello che chiamo un periodo di mantenimento. questo sta a significare che la settimana scorsa ho sì corso, addirittura 4 volte, ma per fare complessivamente 35 km e mezzo. ho corso nella mia martesana, in liguria dove mi trovavo per lavoro, due volte in piemonte nel fine settimana che mi trovavo dai miei. uscite tendenzialmente da bradipo, dove non si forza anche perchè non si riesce a forzare. oggi avrei voluto correre al mattino presto, prima di andare in ufficio. ma è un pò di notti che dormo male e nel bel mezzo della notte ho spostato la sveglia in avanti, consapevole che nel pomeriggio avrei avuto un slot utile a recuperare l'uscita persa. quello che però non avevo messo in conto è che non avrei trovato i 20° delle uscite fatte al mattino, ma i 28 delle 18.15. e così quelli che volevano/dovevano essere 10 km sono stati 8, fatti a 5'43" al km. quando ho spento il gps ero morto. ho bevuto alla solita fontanella della cassina de pomm, poi quando mi sono ristabilito ho fatto 2 km di defaticamento verso casa. dopo bergamo pensavo di chiudere con i chip per un bel pò e dedicarmi solo ad alcune tapasciate. mi sono però fatto convincere da una amica e domenica prossima farò una 10 km del circuito corrimilano. bah, sarebbe stato meglio evitare. domani sarò via per lavoro, ma nel fine settimana lavorerò a milano. vuol dire che potrò fare ancora almeno una uscita, se non due. ma rigorosamente mattutina, che oggi è stata una via crucis. buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

domenica 2 giugno 2019

10000 città di bergamo

quando mi è arrivata la mail dai runners bergamo ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto finalmente a correre a bergamo città, cosa che non ho mai fatto in vita mia. e poi un diecimila per giunta serale è sempre una bella esperienza (di sicuro l'ho già scritto, ma vorrei veramente specializzarmi sulle distanze fino ai 10 km). solo che anzichè iscrivermi in solitario l'ho proposto al gruppo, il quale ha accettato con insolito entusiasmo salvo poi scoprire che si trattava esclusivamente di gara competitiva, cosa che ha tagliato fuori poi i tapascioni privi di runcard e/o certificato medico. mi sono pentito di averla proposta, ma il presidente ha invece detto che ho fatto benissimo. da qualche giorno qui al nord fa caldo e ieri pomeriggio quando ho lasciato milano c'erano 29 gradi. a bergamo però si stava meglio. mi ha fatto molto piacere rivedere Elena, blogger amica di vecchia data (addirittura dai tempi di splinder) che non vedevo dalla staffetta della maratona di milano del 2017. mi ha raccontato le sue novità lavorative ed altre cose. e mi ha fatto ulteriormente piacere averla spronata questa mattina a rimettersi le scarpette da corsa. pochi km, ma meglio che stare sul divano. col solito ritardo poi sono arrivati quelli del mio gruppo; ritiro pettorali, consegna borse e solite foto di rito. al momento della partenza scopriamo che la stessa è ritardata di mezz'ora. ci girano un pò i cabbasisi, anche perchè abbiamo prenotato in pizzeria e abbiamo degli accompagnatori al seguito (vabbè, hanno rimediato con l'aperitivo). riescono a farla partire con qualche minuto di anticipo sul ritardo. e lì si verifica quello che tante volte ho toccato con mano nelle corse in provincia di bergamo, ovvero che sono tutti dei runner della madonna. e siccome so che si tratta di tre giri da 3.3 km metto in conto che verrò doppiato. gli organizzatori davano la corsa pianeggiante ma a bergano non c'è nulla di pianeggiante. il primo km infatti è in salita, il secondo in discesa, il terzo è misto ma con un ampio tratto di pavè. ai 5 km giro in 26'37" e subito dopo vengo doppiato da quello che sarebbe poi stato il vincitore in poco più di 31 minuti (un armadio fisicatissimo della val brembana, ed anche il secondo ed il terzo in classifica appartenevano allo stesso gruppo). faccio discretamente bene anche il sesto km, mentre pago il settimo e l'ottavo, del tutto insoddisfacenti. mi riprendo al nono km, quello in discesa, per poi affrontare il km finale. che faccio abbastanza male, devo dire. in prossimità del traguardo vengo superato da una bergamasca aggueritissima manco dovesse vincere il bronzo ai mondiali di doha. alla fine sono 10,04 km fatti in 54'24", a 5'25" al km. che per essere ai primi caldi (25 gradi dice il connect) non è affatto male. certo, speravo di farla un pò meglio. e soprattutto un tempo che mi ha fatto arrivare come sempre nelle retrovie più fonde. su 374 arrivati io mi sono piazzato al 343° posto. ma non è una novità: nelle gare bergamasche io sarò sempre tra gli ultimi, a prescindere dal ritmo gara. doccia veloce anche perchè l'acqua era letteralmente ghiacciata (sai la novità), ritiro di solo mezzo pacco gara (la solita maglietta del cazzo, che i manicotti erano finiti. organizzazione decisamente pessima, cosa un pò insolita per una società come i runners bergamo. comunque ci han detto che ce li faranno avere in qualche modo se gli scriviamo una mail come squadra), ma almeno c'era la medaglia, che si sa che la medaglia ha sempre un suo perchè. poi cena in una pizzeria che sembrava ambientata in gomorra e la tanta figa era rigorosamente partenopea. oddio, mentre correvo ogni tanto l'occhio è stato catturato dalle tante bellezze bergamasche tutte tirate a lucido per il sabato sera. sotto questo punto di vista io adoro bergamo. a cena sono stato morigerato, bevendo soltanto una birra media ed un limoncello. all'una e tre quarti ero a nanna, dormendo anche bene devo dire. detto ciò, buon proseguimento di domenica a tutte e tutti ed un abbraccio globale.

domenica 26 maggio 2019

marcia delle pecore a melzo

venerdi ho fatto tardi, la scorsa notte ho fatto tardissimo. in entrambi i casi mangiando e bevendo. dicendo tardissimo posso dire di essere andato a dormire intorno alle due. e questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.20 perchè oggi c'era da andare a tapasciare a casa di un gruppo amico. infatti oggi sono stato a melzo a correre la marcia delle pecore. dovevamo essere in tanti ed in tanti eravamo. ma potevamo essere di più. alcuni erano più che giustificati, visto che sono andati a correre la 100 km del passatore (ed altri del gruppo li accompagnavano), altri lo erano un pò meno. siamo andati a premiazione lo stesso come quarti, ma dovevamo essere secondi, senza se e senza ma. io questa mattina mi sentivo a pezzi, anche se devo dire che è tutta la settimana che mi sento a pezzi, nel senso di sentire le gambe più che imballate. questa mattina le gambe non erano imballate ma tutto il resto del corpo si. dopo le foto di rito sono partito decisamente piano perchè di sicuro non era giornata da tempo. per fortuna la temperatura era accettabile (18 gradi, quando l'anno scorso ricordo che faceva un caldo allucinante) e ho deciso di fare il percorso della 14 km. ho corso tante volte a melzo, e più o meno i percorsi li conosco tutti. anche la parte in sterrato non è particolarmente impegnativa, anche se chiaramente avendo grandinato ieri immaginavo di trovare un pò di fango. ma nulla di lontanamente paragonabile a quanto trovato la scorsa domenica. ma ripeto, oggi non c'era nessun obiettivo particolare e mi sono persino fermato ad un ristoro tra il decimo e l'undicesimo km, cosa che ultimamente come sapete non faccio. alla fine il percorso, come volevasi dimostrare, era più corto. sono usciti fuori 13,52 km in 1h18'58", a 5'50" al km. e va bene così, posso garantirvelo. ritirato il riconoscimento (uno stracchino) sono andato a farmi la doccia e alle 10.15 ero già a casa.
avrete notato che ultimamente scrivo solo e soltanto di running. non che non siano successe cose nel frattempo. alcune belle, altre meno, sempre nell'ordine della gestione della vita. un motivo c'è: sento che non ne vale la pena. nel senso che sono sempre più insofferente verso gli spaccati di vita quotidiana. non i miei, beninteso, quelli per forza di cose mi interessano, ma di quelli altrui. il mio precedente blog si chiamava "stanze di vita quotidiana". io e gli altri, mi verrebbe da dire. ma gli altri non li capisco e non mi interessa capirli. non mi interessa capire perchè votano per un partito, perchè scelgano o allontanino un partner, perchè si rapportino con il lavoro in un determinato modo. nelle due cene di venerdi e sabato sono stato con 9 persone, una più diversa dell'altra. e ho sentito cose francamente non udibili, soprattutto ieri sera. mi sono messo anche a dire la mia, ma non serve ad un cazzo. perchè di ripetere l'ovvio non ne ho francamente più voglia. quindi in questo post ho fatto una divagazione, dopo tanto tempo. per la prossima se ne parlerà non so quando. buona domenica a tutte e tutti.

domenica 19 maggio 2019

la mia sesta marcia delle cascine

vi avevo preannunciato che questo sarebbe stato il periodo delle corse del cuore ed anche oggi è stato così. dopo una settimana in cui ho corso pochissimo (settimana comunque molto bella, è giusto evidenziarlo), ieri mattina che ero dai miei mi sono sparato 8 km e mezzo di "semicollinare" sotto il diluvio (un pò di salite dai, non esageriamo), mentre questa mattina mi sono recato in quel di opera per la marcia delle cascine. gara del cuore perchè nel 2014 fu la mia prima tapasciata (oddio, ma quante volte l'avrò già scritto? che scassauallera che sono). da allora sempre presente a questa bella corsa, che di solito fa un migliaio di partecipanti. di solito ma non questa volta, dato che diluvio c'era ieri e diluvio c'era oggi. e siccome se si chiama marcia delle cascine c'è un motivo, quasi tutta quella componente non agonistica (camminatori, persone con cani ecc....) se ne è stata bellamente a casa (benchè avessero già venduto 500 pettorali, mi ha detto un organizzatore). morale della favola, se questa mattina eravamo in 200 era persin tanto. io ero bardato da pioggia, ma ovviamente di sotto non ho rinunciato alle gambe scoperte (giustamente in fondo, alla fine c'erano 13 gradi). non sapevo che distanza fare, ma appena partito stavo bene e allora ho deciso di puntare alla distanza più lunga, ovvero i 16 km. il percorso ormai lo conosco a memoria. all'inizio, diciamo i primi 4 km, è asfalto. poi comincia la parte sterrata: la stradina che costeggia la tangenziale, il golf club a noverasco, di nuovo la tangenziale. ma la parte più brutta è quella dai 9/10 km in poi, che è interamente campagna. ai 10 avevo girato anche abbastanza veloce (55'21"), da lì in poi occorreva capire quanto avesse influenzato la pioggia. beh, la verifica è stata presto fatta: una distesa di fango. e da lì si inizia ovviamente a perdere secondi. di fermarsi ai ristori non se ne parla, le indicazioni sono quelle che sono, la parte destinata ai runner della 16 km sembra un film di guerra sulla ritirata degli alpini in russia durante la seconda guerra mondiale. però in questo periodo sono in forma, certo rallento ma la stanchezza la sento fino ad un certo punto. supero l'ultima parte fangosa ed entro, poco dopo i 15 km, nell'asfalto. ci sono circa 700 metri da lì al traguardo, e torno un pò ad accelerare. vedo il solito rettilineo finale in cui tutti gli anni faccio l'allungo, anche se ad onor del vero a 'sto giro non si può dire che abbia fatto chissà che allungo. alla fine chiudo avendo fatto 15,69 km (ho fatto un paio di tagli, più o meno consapevolmente) in 1h29'03", a 5'41" al km. insomma, direi bene, visto che per almeno il 50% si è trattato di un cross. indossata la medaglia (ebbene si, anche se è una tapasciata danno una medaglia, seppur di plastica, così come consegnano un pettorale) sono andato a fare un mini ristoro. dopodichè ho fatto un pò di defaticamento verso la macchina, dove mi sono cambiato nonostante piovesse perchè ero letteralmente inzuppato, fregandomene delle persone che passavano. domenica prossima altra tapasciata, ma questa volta sarà di gruppo. un saluto globale a tutte e tutti.

domenica 12 maggio 2019

la mezza di bucci, il secondo amore non si scorda mai

questo sarò il periodo delle corse del cuore. 5 anni fa quando iniziai a correre mi prefigurai un traguardo intermedio. su segnalazione del mio amico improbabile sponsor della mia prima tapasciata, nel settembre 2014 puntai a fare la mezza di bucci (dove bucci sta per buccinasco), non nella versione 21 km ma in quella ridotta dei 15 km (o quel che era, non avevo neanche il garmin). la feci bene per i primi 10 km, poi iniziai ad avere difficoltà anche perchè più di 10 km non avevo mai corso. ricordo solo il tempo finale, 1h38' e spicci. dall'anno successivo la mezza di bucci diventò fidal, che saltai non so per quale motivo. ma dal 2016 in poi non ho perso un appuntamento. caratteristica delle passate edizioni (dal 2017 passò da settembre a maggio) fu il gran caldo, una roba pazzesca, tanto che parte in un orario da tapasciata, le 8.45. io mi sono iscritto all'ultimo, perchè volevo vedere se se mi usciva un appuntamento didattico. e l'appuntamento didattico mi è uscito, a mantova nella serata di ieri. insomma, morale della favola ieri sono andato a letto all'una e qualche cosa, questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.15. mi sono alzato che ero in coma, ho guidato in coma, sono andato a ritirare il pettorale che ero in coma. poco prima della partenza ho visto i miei amici runner che si sono innamorati conoscendosi in gara e che da qualche mese sono diventati marito e moglie (e lo so, è una bella storia d'amore, assolutamente) e con cui ho scambiato 4 chiacchiere. come spesso capita, quando è iniziata la corsa ho iniziato anche a svegliarmi. la temperatura era ideale per correre questa volta (avrete sentito dei disastri che sono successi ieri in lombardia) ed infatti connect mi ha segnato 11 gradi. sono partito abbastanza contenuto, salvo scoprire che non stavo neanche andando tanto piano. il percorso lo conoscevo bene, è assolutamente pianeggiante tranne un cavalcavia poco primo del decimo km, però è un continuo curvare ed entrare/uscire nei/dai tantissimi parchi di buccinasco, ovviamente con presenza di sterrato. ai 5 giro in 27'16, ai dieci in 55'20". dopo i dieci addirittura abbasso il ritmo, tanto che ai 15 giro in 1h23'41". salto tutti ma proprio tutti i ristori. infatti dal 17° al 19° vado in sofferenza, girando di pochissimo sotto i 6' al km (non mi sono mai fermato una volta in questa gara). ma ormai sono arrivato, devo stringere i denti ed affrontare il nuovo dedalo di vie al rientro. la linea è più lunga della distanza della mezza, quindi anche avendo voluto di fare il tempo non se ne parlava. però voglio chiudere sotto le due ore e qui succede una cosa che molto raramente mi succede nelle mezze, anche quelle dove vado bene. mi esce una "progressione", faccio il 20° in 5'53" ma soprattutto riesco a fare uno spunto notevole nell'ultimo km. infatti guardo il gps e giro in 5'41". a questo punto c'è l'ultima curva e poi il gonfiabile. blocco il gps e mi esce una corsa di 21,17 km in 1h59'58", a 5'40" al km. quinta mezza del 2019 e quinta volta sotto le due ore, anche se a questo giro di un nonnulla. ma sono contentissimo, avendo riposato poco stanotte (ed in genere tutta la settimana) questo risultato mi dà maggiore soddisfazione di altre gare in cui sono andato persino meglio. la mezza di bucci è stato il mio secondo amore, e dove sta scritto che il secondo amore vada scordato. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.