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martedì 26 marzo 2019

io e il giapponese (cronaca di una corsa che ha dato soddisfazione)

non aggiorno il blog da una decina di giorni. il motivo è semplice: non sto un attimo fermo. non solo giro in lungo ed in largo dal lunedi al venerdi, ma anche il fine settimana non scherza. quest'ultimo poi non ha scherzato per nulla, ma non ha senso lamentarsi quando non vi è obbligo ma solo l'appartenenza ad una realtà associativa di cui faccio parte dal lontano 1985 (quanti anni sono? saranno 34 alla data del 31 marzo, tanto per dire.....). Secondo me ho fatto dei gran miracoli a correre in questi giorni. ecco, a dire il vero ho fatto anche una gran fatica. ma nel mix correre/fatica qualcosa di decoroso forse l'ho fatto pure. non tanto la settimana scorsa, con sì 4 uscite ma per fare poco più di 37 km, con una uscita di 13 km sabato mattina in zona dai miei un pò ridicola, visto che aveva sì qualche dislivello ma niente di impegnativo. domenica e lunedi ho saltato e quindi sono uscito questa mattina, tornando a gustarmi la mia martesana. devo dire che non avevo particolarmente voglia, ma come ho detto tante volte un runner amatoriale la voglia deve farsela venire. sono uscito leggerissimo, forse fin troppo leggero, facendo un pò di fatica al primo km. e sentendo quella fitta al tendine/caviglia che ormai ho da quando ho ripreso a correre dopo l'influenza (o forse ce lo avevo prima....boh, non ricordo, però è un pò che ce l'ho). oggi ho un rapporto diverso con il dolore nella corsa. agli inizi ero preoccupato, oggi me ne fotto, al massimo rallento o utilizzo la testa per supplire al problema. alla fine le cose sono abbastanza chiare: correndo la parte dolorante si scalda, puoi peggiorare la situazione se forzi. detto ciò ad un certo punto però le gambe hanno iniziato a macinare, che per me significa andare sotto i 5'30" al km. quando arrivo in piazza costantino vedo arrivare un giapponese vestito come se corresse al 31 dicembre: leggins, guanti, cappello, antivento (e non oso pensare cosa ci fosse sotto). un contrasto pazzesco se si pensa che io ero in pantaloncini e maglietta da running manica lunga (ma non termica). lui è in vantaggio rispetto a me di circa 20, 25 metri al massimo. accelero il passo perchè voglio prenderlo e più o meno al quinto km della mia uscita ci riesco. a quel punto il giapponese (almeno 20 anni e 10 kg meno di me) allunga il passo. io provo a riprenderlo ma mi accorgo che mi si è slacciata una scarpa, cosa che mi obbliga a fermarmi. riparto, a quel punto avrà un vantaggio di 50 metri. ma ripartendo vedo che mi sembra di avvicinarlo. faccio il settimo km a 5'11. praticamente all'altezza del primo tunnel ferroviario lo raggiungo di nuovo e che fa lui? torna ad accelerare e a distaccarmi! arrivato all'altezza di casa mia riesco di nuovo quasi a riagguantarlo ma in melchiorre gioia le nostre strade si dividono. lui va oltre, io devo fare i 2 km per chiudere l'allenamento. alla fine faccio i miei 10,01 km in 54'21", a 5'26" al km, ma con gli ultimi 5 km fatti sotto i 27'. insomma, una uscita più che soddisfacente. certo, adesso sento l'infiammazione tendinea assolutamente evidente. e pazienza, per intanto è andata così, poi si vedrà.....

domenica 17 marzo 2019

una bella mezza di gruppo a savona

avevo 10 km alle spalle nell'ultima settimana, poco più di 15 km in due settimane. ma questa mattina la sveglia ha comunque suonato (e dio solo sa quanto abbia suonato) alle 4.30 perchè oggi era il giorno della "mezza sociale", ovvero la mezza maratona che come gruppo corriamo lontano da casa, al fine di passare tutta la giornata assieme. l'anno scorso fu piacenza a maggio (un caldo della madonna), quest'anno la scelta è ricaduta su savona, anche perchè c'era una 10 km non competitiva che ci ha permesso di aggregare tapascioni e walkers. ero iscritto ovviamente da tanto tempo e pazienza se le condizioni eran quelle che erano. caffè e due fette biscottate appena alzato, colazione seria in autogrill; arrivati abbastanza in tempo a savona, accolti da un cielo veramente plumbeo con un pò di vento. non faceva però freddo e alla fine ho optato per le maniche corte, scelta che si è rivelata azzeccata. avevo buone sensazioni, se devo dirla tutta, ma la scaramanzia era doppiamente d'obbligo. per come sono stato nei giorni passati e perchè conosco la liguria e so che anche un lungomare non è piano. foto di rito e partenza praticamente assieme ai top runner. spingo abbastanza fin da subito, anche negli strappi iniziali, dove avevo corso circa un mese e mezzo fa in trasferta lavorativa. so che il percorso è sostanzialmente un passaggio sull'aurelia fatto due volte. non il massimo della vita ma in liguria ci sono solo due strade, l'autostrada e l'aurelia, per cui non esistono alternative. l'organizzazione non è male, come non sarà male il pacco gara consegnatoci al ritiro pettorali. ma torniamo alla gara; dopo un paio di km mi si affianca un ragazzo del gruppo, uno che ha almeno una decina di anni meno di me. l'anno scorso andava bene, poi si è un pò fermato. gli dico che se vuole andare avanti faccia pure, ma lui dice che vuole correrla con me che sa che sono in forma. sì, forse fino a due settimane fa, gli rispondo. ma lui mi si piazza accanto correndo a sensazione. come sapete a me non piace correre con altri, ma questa volta sembra che abbiamo un passo tale da supportarci l'un l'altro. gli faccio presente che dobbiamo rallentare un tantino, soprattutto nei tratti in leggero aumento di quota. ai 5 giriamo in 27'20", ai dieci, praticamente al punto della partenza, in 54'53". è un passo simile a quello di treviglio di tre settimane fa, ma non so fino a che punto si possa reggerlo. salto ogni ristoro, soltanto al 15esimo prendo un paio di bicchieri d'acqua, che cerco di bere in corsa. fino ai 15 conserviamo un bel passo, ma dal 16esimo iniziamo a perdere qualcosa. vedo un vecchietto di un gruppo genovese avanti a me, pensiamo di prenderlo ma questo è un metronomo. ma so che sono gli ultimi tre km quelli difficili. ormai però siamo arrivati, bisogna stringere i denti e resistere alle folate di vento che per fortuna sono di traverso. di fare la progressione non riesco, anzi ci raggiunge un compagno di squadra che rientrava in gara a distanza di un intervento chirurgico avuto un anno fa. l'ultimo km è in leggerissima salita e sul pavè, ma in fondo c'è la curva che porta al traguardo. e quindi gli ultimi 300 metri li faccio questi sì in progressione, seppure tardiva. io ed il mio compagno di corsa tagliamo il traguardo assieme unendo le mani, qualche secondo indietro l'altro compagno di squadra. il tempo del mio gps dice 1h'58'04", quello della graduatoria ufficiale 1h58'01". linea più lunga di 90 metri, ovvero 21,19 km. 5'34" al km. terza mia migliore mezza di sempre, quarta mezza fatta quest'anno andando sotto le due ore. tantissima roba visti i fattori critici in essere. unica pecca organizzativa le docce a un km dal traguardo, con addirittura pagamento di 20 centesimi per potervi accedere. dopodichè tutti a pranzo, che onestamente non è stato niente di eccezionale visto anche il prezzo. giornata strapositiva insomma. aggiungiamoci che stasera l'inter ha vinto il derby ed il cerchio si chiude. buon inizio settimana a tutte e tutti.

venerdì 15 marzo 2019

ripresa

questa mattina sono tornato a correre sulla mia martesana, dopo ben 11 giorni di lontananza dalle scarpe da corsa e 13 giorni dalle scarpe da corsa che aderiscono all'asfalto. che è tantissimo, credetemi. non che mi senta guarito del tutto, perchè la tosse non mi ha ancora abbandonato completamente, ma è un paio di giorni che mi sento un pò fuori dal tunnel. ad ogni modo non ce la facevo più a non correre e soprattutto c'è il pensiero che dopodomani ho comunque una mezza maratona in trasferta col gruppo ed era obbligatorio capire lo stato di forma generale (si, voi direte che senso abbia fare 21 km in queste condizioni, a me basterà arrivare al traguardo e non credo ci siano particolari difficoltà in questo senso). sono andato a letto presto ieri ma questa mattina ho fatto un sogno assurdo, che poi racconterò, e da lì in poi non mi sono più addormentato. alle sette meno dieci ero già pronto a correre sul naviglio. faceva freschino ma la luce e i colori erano i soliti, ovvero belli come sempre. non sentivo particolari difficoltà come respirazione, lo stesso però non si poteva dire per le articolazioni. ma mi sono messo di buzzo buono e ho fatto quello che dovevo fare. pensavo di fare una uscita da 8/9 km, ma alla fine ne ho fatti 10 in 57' spaccati, a 5'42" al km. decisamente meglio del previsto. adesso mi sento solo un pò rotto, ma anche qui pensavo peggio. bene così insomma.
una brutta notizia. un mio caro amico ha un tumore. si era operato a gennaio ma francamente si pensava ad una forma benigna. ed invece pare non sia così dal referto istologico. sta iniziando la chemio e a maggio si dovrà di nuovo operare. non è niente di bello, perchè un vicino di casa dei miei ha avuto la stessa cosa ed è mancato nel giro di un anno. non sono neanche potuto andarlo a trovare perchè essendo influenzato avrei potuto compromettere le sue difese immunitarie e fargli rischiare una polmonite. ieri al telefono piangeva. queste sono le cose che contano, tutto il resto passa in subordine.
veniamo al sogno di stanotte. sono sul binario di una stazione ferroviaria e c'è un esagitato che dà fastidio a tutti. le persone si allontanano, perchè è forte la sensazione che questo sia uno squilibrato capace di essere violento. io mi sposto e chiamo il 113 o il 112. cambia la scena, sento urla nel sottopassaggio del binario. io scendo e sotto è l'ingresso della metropolitana, della gialla per l'esattezza. ci sono 4 feriti sotto e un lago di sangue. sono carabinieri, poliziotti, ferrovieri accoltellati da questo squilibrato. arrivano altri carabinieri o poliziotti che danno la caccia al tipo. dopodichè mi sveglio. beh, sapete cosa è successo in nuova zelanda più o meno nello stesso momento..... buon fine settimana a tutte e tutti.....

martedì 12 marzo 2019

mi chiamo francesco e non corro da 8 giorni

due domeniche fa mi sveglio con una punta di mal di gola ed infiacchimento generale. decido lo stesso di alzarmi e di andare a correre. una fatica bestiale, non ricordo quanto abbia fatto, probabilmente un 14 km. resto tutto il giorno a casa rintronato, prendo un antinfiammatorio che sento arrivare l'influenza. al mattino dopo mi alzo che ho da andare in trasferta. anzi ho tre giorni in trasferta. il lunedi faticosissimo ma almeno per la prima volta alla sera trovo un ristorante decoroso. il giorno dopo, constatato che ho dimenticato il gps a casa (e comunque per dove mi trovavo correre equivaleva ad un suicidio), vado nella palestra dell'albergo. 15 minuti di cyclette, 31 minuti di tapis roulant. prosegue il mio tour e sento sempre più montare l'influenza. al mercoledi inizia ad andarmi via la voce, tanto che alla sera praticamente scompare. decido di non andare in ufficio il giorno dopo, più che altro per non parlare. questo perchè venerdi e sabato ho una convention aziendale. in realtà anticipo il rientro, perchè venerdi reggo ma tutto il sabato non riesco a stare lì, fare il simaptico, parlare con tutti ec ecc..... sabato vado in farmacia e prendo l'antibiotico che il medico mi aveva prescritto, passando l'intero fine settimana a casa. ieri ed oggi ovviamente in giro. questo perchè tutto 'sto KO è arrivato senza avere febbre. sarà stato "merito" dei farmaci presi, sarà stato perchè così doveva succedere, fatto sta che erano 4 anni che non mi ammalavo. e tecnicamente non saprei dire se sono ammalato. vado a letto e mi addormento ma dopo un paio di ore mi sveglio e inizio a tossire per un'ora almeno, perdendo completamente sonno. una roba devastante. sono al quarto giorno di antibiotici, domani finisco la scatola ma tutto mi sento fuorchè guarito. come detto nel titolo, non faccio attività fisica da martedi scorso, se di attività fisica si può parlare nel caso. ho spesso fame e mi sembra di essere ingrassato di 10 kg. ho dolori articolari ovunque. domenica scorsa ho perso una gara a cui ero iscritto, ma almeno una amica mi ha recuperato il pacco gara. ma la prossima domenica ho una mezza al mare a cui partecipiamo come gruppo. e non posso perdermela. avrei preferito avere la febbre. stavo a casa 3 o 4 giorni ed in una settimana me la cavavo. adesso sono passati 10, 11 giorni e mi sembra di stare come all'inizio. odio non stare bene. lo odio. fanculo và.....

sabato 2 marzo 2019

Sabato mattina

Sto scrivendo questo post su una panchina della mia Martesana. Per una volta i runner li guardo correre, e sono bellissimi credetemi. Devo andare a fare la spesa ma l'esselunga può aspettare. Non avete idea di quanto sia bello il mio naviglio oggi, e di quanto sia bello il mio quartiere, che nonostante sia a ridosso della circonvallazione sembra un borgo calmo e placido. Ieri sera abbiamo festeggiato il compleanno di una mia amica. È stata una bella serata, anche se tanto forse troppo si è discusso di felicità e zone limitrofe. Però non potevo non pensare a tre o forse quattro messaggi di WhatsApp ascoltati poche ore prima, di una amica lontana eppure vicina. Messaggi che dicevano che forse la felicità non esiste ma che di sicuro le occasioni, quando capitano, vanno colte senza se e senza ma. Si può vivere benissimo in modo ordinario: amici, lavoro, salute, sport, famiglia. Ma l'emozione di un bacio, di un determinato bacio, di uno specchio, di un determinato specchio, non ha eguali. E io da questa panchina non so quando avrò voglia di alzarmi.

mercoledì 27 febbraio 2019

da lunedi ad adesso

a 500 metri da casa mia ha aperto da un paio d'anni una pizzeria, là dove fino ad un 6/7 anni fa c'era un locale da aperitivi e serate musicali tra i più caratteristici di milano (e vabbè, voi lo sapete che milano è la più bella città del mondo e che io abito nel quartiere più figo di milano....). ma andiamo con ordine. lunedi mattina sveglia presto per andare via per lavoro, destinazione mare. giornata faticosa, tanti km macinati sarebbe il meno. è che ho l'albergo prenotato in una località che in estate è affollata, ma d'inverno è un autentico mortorio, soprattutto di sera, soprattutto di lunedi. i ristoranti sono però tutti aperti, ma non so per quale ragione io riesco a mangiare in un posto veramente di merda, tanto che più volte mi sveglio durante la notte fino a che alle 5 mi sveglio e di prendere sonno non se ne parla proprio. era previsto che andassi a fare scarico post-treviglio al mattino. alle 7.15 parto in direzione lungomare. sento però le gambe durissime e in aggiunta mi si ripropone la cena della sera prima. faccio 9 km penosi, in 53'04", a 5'54" al km. poco male, l'importante è muovere le gambe. oggi sono in giro ma per una serie di circostanze fortuite sono a casa abbastanza presto. la giornata è bellissima e ci sono 19°. allora mi dico che si replica, e si replica nel senso che non solo si va a correre ma si va a correre in pantaloncini e maniche corte, a febbraio che mi sembra fantastico. parto un pò ingessato, ma dopo un pò le gambe si sciolgono e soprattutto mi viene voglia di correre. arrivo al lambro ma decido di andare oltre perchè voglio fare una certa distanza. agli 8 giro in 44'40" e lì mi viene una illuminazione. e se chiudessi in progressione? il clima è eccellente, la martesana è stupenda, proviamoci no? allora inizio ad alzare il ritmo. nono km in 5'21", decimo in 5'19", undicesimo in 5'17", dodicesimo a 5'16". ai 12 km, passato il tunnel della ferrovia, sono di poco sotto 1h06'. le gambe sono un pò provate ma 4 km di progressione non sono male. chiudo il gps sotto casa. 12.25 km in 1h07'19", a 5'30" spaccati. doccia fatta in fretta perchè c'era da andare nella pizzeria di cui parlavo a inizio post. qualche giorno fa io e franzrunning, il cui blog è qui a fianco, avevamo deciso di farci una pizza assieme e gli avevo proposto questa pizzeria aperta da un pò di tempo ma che è sempre straordinariamente vuota. anche stasera più di una decina di persone non c'erano. però me ne avevano parlato bene e devo dire con ragione. la pizza era buona anche se io l'ho scelta decisamente bastarda. prenderò sonno stanotte? boh, ve lo dirò a suo tempo. buona notte (o buon giorno) a tutte e tutti.

domenica 24 febbraio 2019

mezza maratona di treviglio, il primo amore non si scorda mai e poi dà tante soddisfazioni

a treviglio, primo comune della provincia di bergamo una volta varcato l'adda, 4 anni fa ho corso la mia prima mezza. se non ricordo male ci ero arrivato avendo fatto al massimo 16 km. e ricordo che scrissi, nel precedente blog, che una volta superati i 16 mi sembrò di entrare in un altro universo. non andò neanche male devo dire, se penso che impiegai un anno per andare sotto quel 2h04' circa fatto in quell'occasione. da allora di acqua sotto i ponti e di asfalto calpestato ne è passato, ma soprattutto so di essere in un periodo di forma come mai credo, nel mio piccolo, di avere avuto. non venivo da una settimana fatta come si deve, a livello di preparazione. venerdi pomeriggio poi ho fatto una mezza cazzata, ovvero siccome a milano era primavera ho voluto provare l'ebrezza di correre in pantaloncini e maglietta con le maniche corte. poco più di mezz'ora, sia chiaro, ma poco sensato nel momento in cui si hai una gara a meno di 48 ore. cosa fatta capo ha, questa mattina sono arrivato in quel di treviglio col solito anticipo esagerato, ma a 'sto giro è stato così anche per quelli del mio gruppo visto che loro stanno ad un tiro di schioppo. come promesso, ho corso in pantaloncini, anche se non faceva caldo. ed infatti di sopra ero abbastanza bardato, forse anche un pò troppo. qualche manciata di metri di riscaldamento e poi tutti dietro il gonfiabile, con la sensazione (poi confermata dalla classifica) che quest'anno c'era qualche iscritto in meno rispetto al passato (ma oggi la concorrenza era forte, tra salsomaggiore e trecate). come parto sento bene la respirazione, un pò meno le gambe. ma decido di fare una cosa sconsiderata, ovvero di partire a bombazza. questo perchè oggi mi piaceva provare a batterlo il mio pb, per quanto modesto sia. i passaggi intermedi sono pazzeschi. ai 5 km giro in 26'26", ai 10 in 53'27". salto regolarmente ogni ristoro, punto solo ad andare quasi avessi il pilota automatico, dato che è la quarta volta che faccio questo percorso. è però un ritmo che non posso reggere. so che ci sono una serie di strappi, un pò antipatici, da lì a breve. perdo qualche secondo al km, anche se recupero bene al 16°. la fatica però inizio a sentirla, faccio un 17° penoso ma poi stringo i denti e cerco di affrontare al meglio l'ultimo tratto. guardo il gps, per constatare che difficilmente andrò a fare il tempo sperato. supero abbastanza bene il famoso sottopasso del 20°, quello che trasforma in tapascioni tanti runner, e mi avvio a fare l'ultimo km. non ne ho per accelerare in tutta onestà, se non nei due rettilinei finali, quello che attraversa il gonfiabile della partenza e quello che porta al gonfiabile d'arrivo. e chiudo questa mezza avendo fatto una linea anche quest'anno più lunga della distanza canonica (non solo io, tutti), ovvero escono fuori 21,16 km in 1h56'21", a 5'30" al km. ora, se paragono questa mezza a quella di novara sono lontano dal mio pb. ma siccome novara aveva una linea corta in realtà questa mezza di oggi rappresenta il mio pb ufficiale in gara fidal. in ogni caso sono abbondantemente soddisfatto e ho deciso che nel mio essere runner dichiarerò di avere due pb, avendo però l'obiettivo di batterli entrambi, quando non lo so ma intendo provarci. quando ho iniziato a correre avrei visto come un miraggio andare sotto le due ore in una mezza maratona, quest'anno mi è già riuscito tre volte. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.