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mercoledì 22 marzo 2017

incontri blogger-runneristci

in ormai oltre 10 anni da blogger ho incontrato tantissimi altri blogger. certo, principalmente donne ma anche tanti uomini. nel mio blogroll vi sono tanti siti e blog di running, e tra questi quello di FranzIsRunning, che a sua volta segue con una certa frequenza pure il mio. siamo anche collegati tramite garminconnect e facebook. insomma, siamo due testimonial perfetti dell'epoca dei social! ieri mi ha proposto di correre assieme, rendendosi disponibile a venire sulla Martesana. ieri sera non potevo per i motivi che sapete, ma stasera sì e ho accettato di buon grado. pertanto stasera, dopo una giornata in cui ho fatto andare la carta di credito in modo importante per una giusta causa (il mio guardaroba) e ho fatto una breve ma intensissima litigata con un cliente testa di cazzo leggermente disturbato, ci siamo incrociati dove si interra la Martesana in Melchiorre Gioia e ci siamo fatti assieme 10,3 km, da lì fino al Lambro e ritorno. e meno male che eravamo assieme, perchè da solo non so mica se li avrei fatti quei km. siamo andati abbastanza bene, visto che ci abbiamo impiegato 57'34", a 5'36" al km. oddio, sono andato bene io, Franz poverino si è dovuto sorbire la mia andatura da pippa runner, lui che viaggia tranquillamente a 5' al km sulla mezza. perdonami, ma di più stasera non potevo fare. giuro che andrò meglio la prossima volta. anche perchè sono obbligato ad andare meglio, tra l'altro, se voglio fare la Sarnico-Lovere. però ammettilo Franz, ti sei potuto gustare però dei pezzi di Martesana mica da ridere stasera, andando "piano" hai potuto guardare queste non dico bellezze ma particolarità. per me sono scontate, conosco ogni metro del mio naviglio, ma per te sono autentiche novità. tornando a stasera, sommando il riscaldamento e il defaticamento ho fatto 11,37 km. ora di correre credo non se ne parli fino a domenica. ma mai dire mai, solo gli sciocchi non cambiano idea.

travolta

mi sono operato due volte. entrambe le volte a febbraio, la prima volta nel 2007 e la seconda nel 2012. due interventi tutto sommati non complessi, anche se la prima volta in anestesia totale e con qualche giorno di degenza postoperatoria. non sono mai stato un coraggioso, ma neanche un fifone. di base, mi sono sempre fidato dei medici, dato che so riconoscere la professionalità altrui. e questa mia convinzione è aumentata proprio con le due operazioni. ricordo la prima volta che sono entrato in sala operatoria, già bello che anestetizzato. quella sensazione di essere in mani sicure. ricordo quando uscii, ricordo le prime parole stupide che pronunciai. insomma, è senza toccarmi i coglioni che nel tardissimo pomeriggio sono entrato in quell'istituto voluto dal noto oncologo milanese morto qualche mese fa. nuovo di pacca, che sembrava essere in una clinica svizzera, ammesso che possa immaginarmi come sia una clinica svizzera che in realtà mi viene in mente Alberto Sordi nei panni del prof. Tersilli. eppure sappiamo che in quella clinica ci sono i peggiori dolori che possano capitare ad un uomo. le malattie più gravi, quelle più terribili da guarire. quelle che ancora oggi portano più facilmente alla morte che restituiscano alla vita. non ci mettiamo molto a trovare la stanza in cui si trova A. dentro ci sono altri due suoi amici, colleghi di band per l'esattezza. la trovo bene. forse meno peggio del previsto, se vogliamo dire. quando si alza per mangiare mi fa specie vederla "bassa", lei che mette i tacchi alti anche per andare al parco. e insomma, stare in ospedale rende intera la fragilità della persona. salutiamo e andiamo via. sotto loro parlano dei cazzi propri, io prima cerco un bagno, poi ricevo una telefonata poi telefono a mia figlia (a proposito, domenica ha trovato in un cassetto dai miei un paio di occhiali da vista che utilizzavo tra i 15 e i 17 anni, li ha trovati magnificamente vintage e se ne è appropriata. adesso li utilizza per le foto che diventano profilo nei social. di nuovo a proposito, mia figlia diventa più bella ogni giorno che passa). torno, continuano a parlare dei cazzi propri. a questo punto dico: "ma se andiamo in porta romana a farci un aperitivo". e propongo quel locale antico, di diverse epoche fa. di quando si usciva da un bar, si attraversava la strada e si faceva, per l'appunto, l'aperitivo lì. come sempre, trovare parcheggio è un'impresa. ancor di più se si ha un mezzo importante come il mio. "ma come mai hai la macchina più importante del mio capo che pure è un AD?". e gioia mia, che minchia ne so, così è. vabbè, il secondo sbagliato era bello carico. lo sbagliato carico ha sempre un suo perchè. ricordiamolo: spumante+campari+vermouth. stasera mi sono sentito come John Travolta in quel film, però il calzino a casa l'ho controllato. è senza buchi. buona notte amiche ed amici.

lunedì 20 marzo 2017

due motivi buoni per correre

correrò lunedi sera o martedi mattina, avevo scritto nell'ultimo post. ho optato per stasera. per due motivi. primo, in una riunione oggi c'è stata una furiosa litigata con due colleghi (anzi un collega ed una collega) per una mera ragione di demarcazione degli spazi. avevo ovviamente ragione io, e loro hanno abbondantemente pisciato fuori dal vaso. infatti sono stati richiamati all'ordine dal comune capo (io sono più alto in grado a loro, ma laterale). però un pò li capisco. si trovano ad essere messi in discussione e la presenza di uno di maggiore spessore come me può rappresentare un problema, se non si sanno cogliere le opportunità. e se si è un pò coglioni come loro, fatemi aggiungere. secondo, oggi si è operata la mia amica A. non era un intervento delicato, nel senso che non si rischiava di lasciarci le penne ma di essere minati a livello estetico si. mi ha mandato una foto post operazione ed è mica tanto bella la cosa, soprattutto per una donna. sembra tutto ok comunque, ma domani conto di andarla a trovare. quindi ho corso stasera anche per una sorta di dedica ideale nei suoi riguardi. cercando di averne la forza visto che sono uscito non presto dall'ufficio. il garmin dice che ho iniziato a correre sulla Martesana alle 19.35. avrei voluto fare 10 km/1 ora, alla fine ho fatti solo 7 km. di più proprio non ne avevo la forza. ho corso indossando la maglietta datami alla mezza di Treviglio, una bella diadora rossa. peccato che sia una M che sa troppo di S, anche se elasticizzata. deciderò se tenerla o darla a mia figlia. dicevo, 7 km fatti in 38'43", a 5'32" al km. alla fine ero morto. prima ero sul divano, ora torno sul divano 😀 buona notte a tutte e tutti.

10+1km e l'uomo che non ama litigare

oggi è la festa del papà e il compleanno di mia mamma. per cui eravamo tutti riuniti per i festeggiamenti multipli, papà, mamma, figlia, sorella, cognato (che oggi mia sorella mi è parsa incinta, ma nulla è stato detto.....). sono persino andato a comprare una composizione floreale per mamma, che non è da me comprare fiori. ma detto ciò, questa mattina sono andato a correre dalle parti dei miei. un caldo della madonna, devo dire, e io ho fatto malissimo a mettere un giacchino seppur leggero sopra la maglietta. ho come l'impressione di assistere ad una mutazione del mio corpo, o meglio della mia muscolatura. non facendo ripetute, ma solo fondo, è probabile che ci sia più potenziamento che elasticità. che forse va bene a livello estetico, meno a livello di corsa. vabbè, dicevo gran caldo ed io sono uscito poco prima delle dieci. si sa, qualche concessione all'altimetria quando si corre dalle parti in cui sono cresciuto. per andare a Collegno ho girato da Bruere e Basse Dora, più discesa che salita. a Collegno sono entrato nel parco Dalla Chiesa, che se rifanno l'asfalto non sarebbe male. poi al settimo km me ne sono tornato verso casa. volevo chiudere a 10 km o a 1 ora. mi sono fermato a 10 km, con ultimi 3 km in salita. fatti in 56'30", a 5'39" al km. poi ci ho aggiunto un km di defaticamento. ora se riesco correrò domani sera o al massimo martedi mattina.
venerdi sono andato con un collega nel cuneese. si parlava del suo matrimonio, nel senso che si sposa tra un mese a quasi 46 anni, dopo essere stato bigamo per una vita (vabbè, ve lo spiego un'altra volta.... comunque una occasione per vedere vecchi amici e comprarsi un abito). io lo prendevo per il culo per il loro matrimonio "tardo" (insomma, in chiesa entrambi 46enni suona un pò ridicolo....). ed insomma non lo invidiavo esattamente. lui però mi dice ad un certo punto "comunque se tu invece sei così te lo sei voluto, non è che ti siano mancate le occasioni nella vita". in quel momento suona il telefono ed era la mia amica L., rispondo e le dico che sono in vivavoce e con un collega, quindi di evitare di dire cazzate come suo solito. vabbè, voleva dirmi che ha visto la mia ex/ex/ex e non l'ha cagata per niente. amen, le dico, da zero a dieci interessa zero. e allora mi viene da pensare alla mia amica L. che sta col mio amico R. da 16 anni (di cui 4 o 5 da amanti e cornificatori dei rispettivi coniugi) e che hanno passato l'esistenza a litigare e farsi dispetti reciprocamente. in certi momenti, un giorno sì e l'altro anche. ma mica litigate blande. no no, robe pesanti, insulti, urlate e anche schiaffi (reciproci, sia chiaro). ma comunque sempre lì inossidabilmente assieme, anzi persino più felici e contenti. insomma, felici e contenti per i loro tipi. una delle ultime volte che sono stato a cena da loro mi capita di andare in bagno. mi lavo le mani, ma noto qualcosa di strano. ci ragiono, mancano le centinaia di campioncini di albergo di cui R. fa collezione da anni. esco, e gli chiedo dove siano finiti. e lui "me la buttati L. una volta che abbiamo litigato". minchia, io ci penso, per me sarebbe roba da andare dall'avvocato subito ad iniziare le pratiche di divorzio. e visto che mi dice di aver incontrato la mia ex, mi viene in mente di una volta in cui alzò la voce perchè le giravano le palle che andassi da mia figlia (motivo per cui sarebbe finita un paio di anni dopo) e subito dopo buttò un piatto per terra. ecco, io credo di aver fatto la faccia più feroce e composta che si potesse fare. le dissi solo "tu puoi farmi qualunque cosa, ma sai che io non sopporto scenate del genere". per 24 ore non le parlai. me ne andai a letto, il giorno dopo ci salutammo di sfuggita, andammo al lavoro, anche a cena ci dicemmo poco e niente. si, poi facemmo l'amore. ma l'amore col cazzo che è bello se è litigarello. quindi caro A., si forse me la sono voluta io, ma io non sono nato per soffrire. soffrite voi, se vi piace. buon inizio settimana a tutte e tutti.

giovedì 16 marzo 2017

due gambe, quattro ruote e le solite donne scarse

questa mattina sono andato a correre. e dove sta la novità? sta che per una serie di ragioni che scoprirete dopo mi sono potuto permettere di non andare prestissimo. ed era una mattinata bellissima per correre, sulla mia Martesana. mi sono scoperto avere discrete gambe, e questo senza forzare più di tanto devo dire. oddio, non è vero. che nella mia testa c'erano da farsi 10 km, magari a ritmo contenuto, ma 10 km. alla fine ne ho fatti poco più di 9 in circa 49 minuti e mezzo, a 5'29" al km. dopo aver bevuto alla fontana del parchetto ho fatto 700 metri di defaticamento, che mi sembravano lentissimi, ed invece erano a 5'50" al km. soddisfatto, non c'è che dire.
ho potuto correre più tardi perché sono andato a lasciare l'auto aziendale per prenderne una nuova e migliore di quella precedente, perché la tecnologia teutonica in questi anni ha fatto ovvii passi in avanti. per identica intendo quello che pensate: stessa marca, stesso modello, stesso colore. le consuetudini rendono migliore l'uomo. le auto sono cose: valgono quello che valgono. ma le cose rappresentano la vita di ognuno di noi. con quest'auto ho fatto 191.551 km. alla sua guida ho avuto due fidanzate ufficiali e ovviamente ufficialmente importanti. altre donne altrettanto importanti, anche recentemente, hanno preso posto in essa. con lei sono stato fino a oltre Brindisi, nel Cilento, in Sardegna, Trento, Udine, Carrara, Salsomaggiore, Biella, Treviso, Livorno, Parma. e poi a me guidare piace. di stufare ancora non mi sono stufato. e mi sembra anche un sinonimo di libertà. cioè, chi è senza auto, chi non guida, chi dipende da altri mi pare meno libero di me. io la vedo così, e questo dico.
ieri pomeriggio (o sera, boh, forse era sera) una donna pressoché sconosciuta mi ha detto una cosa che ha fatto male. ma non a me: a se stessa. si parla di uomini, ovviamente. più o meno suonava così: "sono fragile, per colpa di un coglione che si prende gioco di me che sono debole e stupida". ora, il perché mi abbia detto questa cosa, molto intima e personale, non è dato sapere. qualcun'altra, questa volta affatto sconosciuta, ha replicato "noi donne siamo messe così". e la prima a sua volta a dirmi ancora "tu sei uomo, non soffri, per una donna è più difficile". calma, calma, cazzo! dove sta scritto che una donna dovrebbe mangiare merda? dove sta scritto che una donna dovrebbe avere la sindrome della crocerossina, innamorarsi dell'uomo palesemente sbagliato, di quello che ti fa soffrire? a 50 anni ho una fortuna ed una sfortuna. la prima, capire e comprendere le persone al volo, donne comprese. o forse soprattutto le donne. la seconda: essere comunque attratto dalle donne, salvo dileguarmi quando sento puzza di bruciato. su tutto, mi domando che vita sia quando ti perdi le cose belle. su tutto, questa cosa me la chiedevo proprio questa mattina. buona serata amiche ed amici.

mercoledì 15 marzo 2017

variedeventuali (di running e non solo)

alla fine le quattro foto che sono riuscito ad individuare in rete (ce ne sarebbero pure altre, ma sono a pagamento e quindi ciccia) della scarpadoro sono venute veramente bene. ormai è un copione. più o meno so quando e dove quelli di www.podisti.net si piazzano e taaac ecco la foto figa che sembro quasi un vero runner, come potranno confermare i lettori che conoscono la mia vita anche tramite social. ieri ho deciso tre cose runneristicamente parlando. la prima è che non correrò tra due domeniche la mezza di Seregno. ci sono tante ragioni, non ultima che la gara parte alle 9, che sarebbero le 8 visto che cambierà l'ora. che significherebbe alzarsi troppo ma troppo presto, e non ne ho voglia. ma tra le ragioni c'è anche la seconda decisione presa ieri. mi sono iscritto alla Sarnico-Lovere, che come dice il nome parte da Sarnico e arriva a Lovere, ovvero è mezzo giro del lago d'Iseo, la sponda bergamasca per essere esatti. tra 40 giorni circa mi aspetta questa nuova e decisamente impegnativa distanza. stiamo parlando di una distanza che va dai 25,2 ai 26 km (ohi, è il loro sito che non riesce a dare una indicazione precisa). e non pianeggianti, se posso aggiungere, ma un continuo di salite, discese e gallerie che gli appassionati di running conoscono per i problemi che in passato hanno determinato ai podisti. voi direte, ma sono 4 km in più di quelli che abitualmente fai, cosa sposta alla fine della fiera?. e col cazzo, aggiungo. oltre 21 km il podismo richiede un altro tipo di impegno. e quindi dovrò fare solo e soltanto una cosa: allenarmi. ma ora che ci penso anche un'altra cosa: ancora allenarmi è anche per questo che non ha senso fare una ulteriore mezza a distanza di due settimane, quello che potrò fare da qui al 23 aprile è fare un paio di tapasciate, preparare un lungo (due la vedo difficile) domenicale, dosare i kilometraggi. la terza cosa decisa ieri è che avrei messo la sveglia per andare a vedere questa mattina se le gambe erano vive. perchè ieri non mi sembravano tali. niente di che, giusto capire lo stato dell'arte. mi sono svegliato prima della sveglia e alle sette ero giù sul naviglio, che aveva colori bellissimi e ciò anche grazie alla luce del mattino. come son partito ho sentito le gambe legnosissime, poi via via si sono sciolte. alla fine la mia mezzoretta l'ho fatta. per la precisione 30 minuti e 11 secondi, che mi hanno permesso di fare 5,36 km, a 5'38" al km, con leggera progressione finale. pensavo peggio, devo dire. ma di base sono ancora un pò inchiodato. insomma, ho le giunture un pò rigide. non posso permettermi di fare una settimana di pieno carico. uscirò di sicuro ancora un paio di volte, ma di certo questa settimana i 30 km non li supero. 
cambiando argomento, oggi ho fatto un corso di public speaking. a 50 anni mi è toccato di nuovo fare anche questa. il corso sarebbe oggi e domani, ma domani sono a Torino (per lavoro, of course) e quindi esentato. che impegnare la forza vendita per due giorni mi pare troppo, se posso permettermi. i corsi di public speaking sono un pò imbarazzanti. su tutto, il fatto di essere ripreso da una telecamera. per essere poi visti. io ho recitato tre "sketch". il primo facile, tre minuti, è andato così così. il secondo, meno facile e di quattro minuti è venuto bene, e aveva l'obiettivo di far decollare lo speech e attirare l'attenzione. l'ultimo, di sette minuti, era difficile anche perchè ero il primo a recitarlo. e cazzo, mi è venuto bene. cioè, intendo attorialmente parlando. voi direte, grazie al cazzo, è una vita che parli in pubblico. e ma 'sto bastardo l'ultimo esercizio di recitazione lo ha fatto veramente difficile, dovevo "vincere" su tutta la platea, ovvero su una ventina di persone. e poi lo sapete che sono arrugginito no? comunque domani replico, nel senso che a Torino devo (anche) partecipare ad un "talk show". sperando che ci siano una ventina di persone, che sono abituato ormai al deserto dei tartari in questo tipo di iniziativa. buona notte, o buon giorno per domani.

domenica 12 marzo 2017

scarpadoro 2017, una parziale delusione

ho guardato le previsioni del tempo per tutta la settimana. e non per sperare in un bel weekend di sole, ma per il suo esatto contrario. eh si, perchè noi runner siamo controtendenti, e quando siamo in gara la domenica speriamo in un brusco calo delle temperature, nell'assenza di sole e magari anche in un pò di vento a favore. ciò a maggior ragione se il runner è un pippa runner quale il sottoscritto. che io il primo caldo l'ho sempre patito. quando ero un atleta (e lo ero sul serio, che credete, ma erano gli anni 80 e 90) il primo caldo di marzo o aprile era una autentica via crucis. poi mi adatto. ma poi. vabbè, tutto sto preambolo per dire che oggi avevo la scarpadoro a Vigevano, una mezza bellissima, che due anni fu la mia seconda mezza in vita e l'anno scorso rappresentò il mio PB. non ho avuto una settimana riposante, anzi il suo esatto contrario. in più ho mangiato male, soprattutto ieri per zatopek, come non si deve mangiare il giorno prima di una gara. del caldo ho già detto, fatto stà che oggi sono partito abbastanza bene, ma al decimo km ho capito che non sarebbe stata una gran giornata. ai 10 ho girato in 56'34", più che decoroso. poi all'undicesimo ho visto il ristoro. io non mi fermo mai e poi mai a quel ristoro. ed invece mi sono fermato. e mi sarò fermato almeno 40 secondi. cioè, non ho preso un bicchiere d'acqua o di sali per berlo in corsa (che poi non ci riesco): no, mi sono proprio fermato. e quando sono ripartito ho capito che dovevo solo portarla a casa. corsa tra i 6'10" e i 6'20" al km. al ristoro tra il 15° e 16° altri 40 secondi buoni fermo. al 19° e 20° ho camminato un paio di volte. poi lo stadio si è avvicinato, ho raccolto le forze e il mezzo giro di pista l'ho fatto anche bello sostenuto, questa cosa naturalmente fatta a favore dei tanti fotografi che come sempre a Vigevano sono elemento caratteristico. alla fine anche sta volta mi è uscita fuori una traiettoria pazzesca: 21,24 km (di nuovo corsa più lunga della mia "carriera") fatti in 2 ore, 9 minuti e 38 secondi. male, ma non malissimo. tempo addietro una mezza così l'avrei fatta in cinque o sei minuti in più. però ho un pò di amaro in bocca. Vigevano è la mezza che amo di più. a pranzo ho mangiato spinaci, che hanno un loro perchè si sa (chissà se una mia lettrice ricorda) e due olive in croce. devo mangiare meno, se voglio fare meglio. ho chiamato mamma, per chiederle se quelli avanzati li dovevo buttare o se potevo mangiarli stasera. sarà stata contenta per il coinvolgimento! ora mi riposerei. cioè, mi riposerei un par di palle, ho il frigo vuoto! un abbraccio globale a tutte e tutti.

ps: comunque ho intenzione di raddoppiare. i km. oggi ci penso......

venerdì 10 marzo 2017

Venerdì sera

Sono dai miei, abbiamo finito cena e adesso sono seduto sulla poltrona della cucina all'angolo del termosifone. Guardo mio papà e mia mamma. Li vedo veramente tanto invecchiati.

barbara d'urso

oggi 9 marzo 2017 (cioè, adesso è il 10, ma è successo il 9 per intenderci), ho firmato il mio primo contratto di questa mia nuova "golden age" lavorativa. a 39 giorni dalla nomina ufficiale nel ruolo. in verità lavoravo al progetto dal 17 dicembre 2016. comunque si è trattato di un closing abbastanza veloce. e, va detto, una operazione che solo io potevo fare. i miei ascari qui al nord non ci sarebbero mai arrivati. sono contento. non è una grandissima operazione dal punto di vista economico, si poteva fare meglio, ma si poteva anche fare una beata minchia. piutost che nient l'è mei piutost, si dice da noi a Milano.
sono reduce dalla cena/festa dei vecchi scemi. ed è andata esattamente come pensavo che andasse. io ero il maschio più giovane di sicuro, probabilmente la mia amica A. la più giovane tra le fanciulle. uomini da buttare al macero, milf disperate ed anche un po' andate. ne ho salvate un paio. non quella più aggressiva della serata. perché ha ragione la mia amica A. "quella in bocca non lo prende, le fa schifo". che è esattamente quello che ho pensato quando ho capito chi fosse (l'avevo accompagnata a casa in auto una roba tipo quattro o cinque anni fa). delle due che ho salvato una mi sembrava in gamba per il lavoro che fa, l'altra perché era un mix tra la svendita primaverile di abiti invernali e la dichiarazione di guerra di Macao alla Cina. che fosse brutta come il peccato era particolare irrilevante. poi è arrivato il coglione. un commercialista che ha otto volte la mia memoria. si ricordava che eravamo stati a cena un tot anni prima alla cappelletta. non solo, si ricordava di cosa avevamo parlato. giuro, volevo infilare la testa nel forno insieme alle lasagne. ma su tutti c'era lui. colui a cui ho dato un soprannome involontariamente 18 anni fa e da allora questo soprannome riecheggia tra lombardia e liguria. lui che ha fatto tutte le trasgressioni possibili ed immaginabili nella sua vita: cocaina, sesso di gruppo, scambismo, ed oggi lui e la moglie guai a sgarrare la messa ogni domenica. poi certo, entrambi stasera si sono presentati vestiti come se avessero vent'anni in meno. ma sono dettagli questi. io quando sono con lui, e bevo qualche bicchiere di vino, formo un tandem d'attacco. per fortuna capita raramente.
e barbara d'urso che c'entra? e cazzo, eccome se c'entra, porca pupazzola.... buona notte. o buon giorno, è il caso da dire.....

mercoledì 8 marzo 2017

dello scarico, di alcuni pensieri, di Milano

lo scarico andava fatto probabilmente domattina o domani sera. ma domattina vado via per lavoro e domani sera sono ad una cena di vecchi scemi (brutta cosa invecchiare male, capisco sempre di più perchè me ne sto per i cazzi miei), per cui stasera poco prima delle sette ero sulla Martesana. per correre in pantaloncini, ma quelli da runner, che coprono a mala pena le chiappe. e ve l'avevo detto che avevo voglia di mettere via il collant da corsa. stasera avevo voglia di correre. dovevo scaricare e non tanto in vista della mezza di domenica, ma per cassare alcuni pensieri. quindi ho fatto sette km tondi in 38 minuti altrettanto tondi, a 5'26" al km. non esattamente piano e con gli ultimi due in progressione, a 5'13" e 5'12". poi quando sono arrivato sotto casa volevo aspettare la fantastica triatleta ed ultramaratoneta della Martesana, che avevo incrociato e salutato all'altezza del parco vittime di nassirya. solo che lei è andata fino a via idro, e quindi anche se ho fatto ancora 1 km di scarico, questa volta veramente vero e proprio, non ho potuto aspettarla che iniziavo a sentire freddo con la maglietta sudata addosso. adesso dicevo, non si corre fino a domenica: domani per i motivi che ho detto sopra, negli altri giorni perchè domenica c'è Vigevano. e la scarpa d'oro di Vigevano devo affrontarla come l'ho affrontata nel 2015 e nel 2016.
mi sta salendo l'ormone. da giorni. voi direte, grazie al cazzo è la primavera. può essere. ma secondo me è perchè a gennaio e febbraio ho applicato al meglio i concetti di furia e gentilezza, che per essere tali devono essere un mix di qualità e quantità. in altri termini, ho scopato da dio. si sa, l'appetito vien mangiando. e quando ho voglia di scopare posso fare o gran cose o gran cose dannose. per fortuna che sono cintura nera di razionalità bagaj. questa mattina ho fatto un appuntamento all'isola. chi conosce Milano saprà che l'isola fino a 15/20 anni fa era un quartiere di merda. oggi è uno dei più quotati quartieri di Milano. la Milano di un tempo accanto alla skyline di porta nuova. movida, locali, uffici, modelle. una figata pazzesca. io all'isola ho lavorato per sei anni. tra l'altro a cinque minuti di auto da casa mia. vabbè, questo appuntamento nasce dal contributo di un amico/cliente. un pò forzato, perchè il tipo al telefono mi ha detto che aveva un pò di problemi. ma poi me lo ha concesso. i problemi li ho capiti durante il colloquio: è uscito da casa il 6 dicembre, separazione giudiziale in corso, due figlie di 6 e 9 anni. coraggio, sei solo all'inizio, a me è durata 4 anni. se non è colpa tua, pensa alle tue figlie, il tempo ti restituirà con gli interessi ciò che ti ha sottratto. all'improvviso gli suona il telefono, sbianca, mi dice "scusa devo uscire". avvocato o moglie, gli chiedo? la seconda. tranquillo, sai quante litigate, quante carte bollate, quanti insulti. tutto poi va in prescrizione. dicevo, l'isola è dall'altra parte della ferrovia, per quello che si chiama così. passo accanto al bosco verticale. lo so che non è bello. però è unico e diverso. perchè Milano è così: unica e diversa. ci siete voi e poi ci siamo noi. non siamo meglio, siamo un'altra cosa. siamo più avanti di voi. su un blog che leggo l'autore si domandava dove potesse vivere in alternativa alla sua città. io ho scritto che se dovessi lasciare Milano mi sentirei un coglione. autorizzerei chiunque a considerarmi un mentecatto. e vabbè, stasera ho ascoltato Samuel, Biffy Clyro e Baustelle. buona notte amiche ed amici.