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mercoledì 30 dicembre 2015

un anno di corsa, e non solo di corsa

fine anno, è tempo di bilanci. chi mi conosce da tempo sa che una volta il post di fine anno era la hit parade musicale dell'anno. quell'abitudine è sparita da qualche anno, in questo nuova esperienza bloggeristica credo sia giusto soffermarsi sull'anno di running. so per certo che da qui a fine anno non correrò più. ai problemi di schiena (su cui tornerò dopo) si è aggiunto un mezzo raffreddore (e per forza, in ufficio siamo per il secondo anno consecutivo al freddo). l'anno runneristico  si può dividere in tre fasi, e il resoconto del garmin ne è testimone. i primi quattro mesi dell'anno sono stati di crescita: la mia prima mezza a febbraio, i pb abbattuti più volte sui 5 e 10mila metri, velocità medie mensili di tutto rispetto (11,3 km/h ad aprile, mi domando come possa aver fatto un mese così se non con tante ripetute!!!!). da maggio è iniziato il periodo dell'appannamento: un pò il caldo, un pò tante altre cose, è stato un fare bene ed un fare meno bene. non sono mancati km, per carità. anzi ad agosto ho fatto il più lungo kilometraggio, oltre 135 km. ma con velocità medie mensili decisamente più basse (intorno ai 10,5 km/h). negli ultimi mesi è iniziata la fase dei problemi alla schiena, che mi stanno letteralmente perseguitando e che purtroppo iniziano a farmi seriamente pensare a se e come proseguire l'attività (il 6 gennaio sono iscritto ad una mezza, ma in queste condizioni è impossibile pensare di farla). a dicembre ho fatto appena 63 km. insomma, inizia a sfiorarmi il pensiero che le scarpette da running non potrò più metterle. questa mattina uscendo da casa ho visto sulla Martesana un jogger/runner. l'ho invidiato. però poi ha preso posto il pensiero che farsi del male non ha senso. anche se poi devo capire il senso di questo problema. oggi ho male dove ieri stavo bene, domani potrei avere male in un altro punto. tanti punti interrogativi insomma.
ad ogni modo, chiudo il 2015 con 1331 km percorsi, che è come aver fatto a piedi da Sondrio a Reggio Calabria. ho scalato una montagna di 2.400 metri, che è come aver fatto la cima del redentore partendo dal mare. non è tantissimo, non è neanche poco.
e il resto? beh, anche il resto è assomigliato parecchio all'andamento runneristico. con la differenza che in questo caso ciò che succede è meno figlio del caso, dell'incidente, e più della volontà. però se la corsa è una metafora della vita, l'importante è andare avanti. puoi essere in apnea, puoi soffrire, puoi imprecare, ma di base non bisogna fermarsi. al limite vai più piano, al limite non fai percorsi in salita, al limite cambi l'itinerario. ma mollare mai. siamo più artefici del nostro destino più di quanto non si immagini. 
detto questo, mando un caro saluto a tutti voi che avete avuto la bontà e la pazienza di leggermi. e chissà di cosa parlerà il prossimo post..... buona fine, ottimo inizio.

domenica 27 dicembre 2015

christmas is over

sono stato decisamente bene in questi quattro giorni torinesi dai miei, che mi dispiace non poco tornare domattina al lavoro. unici due nei il divano letto dove mi tocca dormire che se un ortopedico lo vede probabilmente scatta la denuncia al tribunale dei diritti dell'uomo dell'Aja ed il regalo che mi hanno fatto i miei, "utile" e per niente gradito, che dovrei arrabbiarmi con loro ma tanto so che sarebbe inutile. ho mangiato tanto ma non sono ingrassato, oggi pomeriggio mi sono pesato ed ero sempre a 71 kg. certo, sono andato a correre un paio di volte per mezzora, il 25 dicembre alle cinque del pomeriggio (anzi, avrei fatto anche un allungo in seconda battuta ma l'ho cancellato per sbaglio dal garmin) e questa mattina (che si poteva fare di più, lo so, ma sono stato fermato causa forza maggiore).
oggi pomeriggio ho visto un mio amico, con cui ci siamo scambiati parole di uomini della nostra età. ma da questo incontro stasera mentre rientravo a Milano mi è venuto in mente, complice la fitta nebbia, quella vicenda raccontata nell'altro blog, quando un Godano non famoso come oggi guardò con insistenza le tette della mia ragazza al bancone di un bar. eh si, c'era sempre nebbia quando andavamo e tornavamo da quella discoteca più di 20 anni fa. in quell'epoca mi piacevano i Manic Street Preachers. "design for life". buona notte amiche ed amici.

mercoledì 23 dicembre 2015

corse, pensieri, parole, natale

ieri sera in un post in cui sono stato taggato su facebook ho scritto che ultimamente in qualunque foto compaia a pochi centimetri da me c'è un bicchiere di vino o di alcool. e siccome questa cosa non va tanto bene e mi fa dormire poco la notte, questa mattina alle sei e mezza sono uscito da casa per andare a correre. non sul naviglio, perchè ho utilizzato la tecnica "allontaniamoci da casa e facciamo un pò di strada in più così sono obbligato a tornare". e ho corso al buio per Milano, intendo per la città: circonvallazione, Via Arbe, Viale Sarca, Via De Marchi. poche auto in giro, la gente che ti guarda strano. e alla fine ho fatto, a stomaco vuoto, poco più di 7 km e mezzo a 5' e 37" al km. che non è male. e una volta a casa doccia caldissima con fiotto sparato sulla schiena per parecchio tempo come suggerito dal fisioterapista. e adesso mi sento tonico e rilassato. speriamo anche dopo.
questo è un periodo in cui penso, rifletto e filosofeggio tanto e forse troppo. solo che se lo racconto mi sa che non vengo esattamente compreso. ci sta, certo che ci sta. la filosofia è cosa tipicamente individuale. e penso a tante cose. a cose meno belle e a cose belle. alla vita che mi ha insegnato ad avere le spalle grosse, più di quanto non le abbia ereditate dai miei genitori. e a quello che poteva, può e potrebbe essere.
e tra i tanti pensieri c'è uno spazio alle parole. non alle mie ma a quelle altrui. ad esempio a quelle di un collega che ieri mi ha detto "Francesco, l'abbiamo segnalato più volte. se non cambia nulla vuol dire che va bene così". una dichiarazione di sconfitta del buon senso, del merito, della ragione. una conferma che il lavoro è una brutta bestia.
ma anche alle parole di voi miei lettori. parole dei vostri blog, parole dei commenti che mi lasciate, parole che ci siamo dette de visu oppure a distanza. io penso comunque belle parole.
vi auguro quindi buon natale. Mariella sa che lo scrivo in minuscolo e peraltro il maiuscolo lo uso quasi mai. ho un enorme voglia di andare dai miei, di stare vicino a mia mamma e sapete il perchè. e di non perdere "una poltrona per due".

martedì 22 dicembre 2015

il tempo è un bene prezioso ed anche scarso

alla festa aziendale milanese sono brillantemente sopravvissuto. e non potrei neanche raccontare particolari aneddoti, sì forse un paio c'erano ma non avevo né voglia né testa di osservarli con un po' di curiosità morbosa. ai soliti motivi si è aggiunto il fatto che la mia mammina oggi pomeriggio ha pensato bene di incappare in una rovinosa caduta, che le ha procurato più danni di quelli che mi ha raccontato quando finalmente sono riuscito a mettermi in contatto con lei, dopo ore e ore di telefonate e messaggi senza riscontro. un motivo in più per aggiungere voglia a quella che già avevo di passare con i miei i tre giorni di natale.
siccome questo è anche un blog di running, oggi quinta seduta col fisioterapista, per il seguito se ne parlerà dopo capodanno.
Mariella, certo che l'ho letto un libro di De Silva, ed è da stamattina che ci penso. si tratta di quel libro lì, un libro sottile ma evocativo. e se lo dico io che non sono un cultore di certa letteratura. oh si che ci penso, cazzo.
il tempo è un bene prezioso ed anche scarso. Opal, "fell from the sun".

lunedì 21 dicembre 2015

sgambata così così, anzi meno di così così

questa mattina sarebbe stato bello fare una tapasciata fuori Milano, ma per i noti motivi ho evitato. e a posteriori ho fatto decisamente bene vista la sorprendente altimetria del percorso che mi è stata riferita. questa mattina però (vabbè, alle dieci per l'esattezza) sono sceso lo stesso sulla Martesana. per testare la schiena, ma anche perché di correre avevo voglia. i primi 3 km sono andati abbastanza bene, poi mi è venuta quella sensazione di "non coordinamento corporeo" che mi impedisce di correre come vorrei. al quinto mi sono fermato, e anche se ognuno dei 5 km li ho fatti sotto i 6' la fatica l'ho sentita e, per la prima volta, l'ho assurdamente (per la distanza minima) sentita pure. sulle gambe. rifiatato, ho fatto il km e mezzo che mi separava da casa, abbastanza blandamente. di buono segnalo che hanno aperto sul naviglio un altro piccolo giardinetto che collega direttamente alla mia via. è poca roba, ma lì prima c'era un muro che rendeva chiusa la Via Sammartini. di brutto segnalo l'inciviltà della gente che rende il progetto di riapertura dei navigli semplicemente una follia. il fatto che la Martesana sia senza acqua permette di vedere cose incredibili. all'altezza del parco della Martesana ho visto al suo interno uno di quei mega sacchetti blu dell'ikea pieni di abiti e tanti altri abiti sparsi intorno. un autentico schifo. per tornare al running, sono ovviamente deluso, però devo tornare a correre che il 2016 con i suoi impegni è alle porte. anzi, alle portissime! infine.... meno male che non sono andato a san siro stasera! per non perdere le abitudine sonore dell'altro blog, Offlaga Disco Pax, "Robespierre". buona notte e buona settimana, siamo quasi a natale.....

venerdì 18 dicembre 2015

ten years ago

non sapendo che cosa mi riservi il futuro runneristico stante la contrattura alla schiena (oggi il fisoterapista all'ora di pranzo mi ha detto di stare fermo e non fare alcunchè, non ho avuto il coraggio di dirgli che il peggioramento di ieri era dovuto al calcetto di mercoledi sera), questo blog rischia di stare fermo. ma oggi ho pensato a come le cose cambino, ma soprattutto al fatto che sono le aspettative che fanno cambiare il modo di vedere le cose. in questo dicembre da noi al lavoro c'è una corsa a farsi vedere. si è creato un cerchio magico su cui si sprecano pettegolezzi e considerazioni di ogni sorta; cerchio magico che poi si allarga e si stringe a seconda dei luoghi e delle situazioni. ma dei pettegolezzi e delle considerazioni non me ne fotte una mazza. oggi sono altre le priorità della mia vita. ma fino a non moltissimo tempo fa anche io ho fatto parte di cerchi magici persino più ristretti di quelli citati. ho avuto anche io tanta ambizione, tanta voglia di crescere ed emergere. e mi è venuto in mente un episodio di dieci anni fa esatti. cambiò il manico in azienda. arrivò un nuovo AD. la mia prima uscita, indiretta, non fu delle migliori. ero relativamente "giovane" e certo più impulsivo di adesso. so che una cazzata (e di cazzata si trattò) fu notata dall'AD e il giudizio fu conseguente ma silente. ma arrivò un invito. quello che all'epoca era se non il primo, il secondo nostro cliente in Italia festeggiò i dieci anni di attività. e per l'occasione organizzò una mini convention, con tutto il personale di vendita, le autorità locali, alcuni personaggi televisivi (ricordo che a cena fui poi messo nello stesso tavolo con Don Mazzi), tutto il vertice aziendale e gli uomini dell'azienda "amici" o a loro molto "vicini". che, tradotto, stava a significare gli operativi come me con cui si erano confrontati commercialmente negli anni, nel bene e nel male. con un piccolo particolare: io, che non ero un cazzo o quasi, avrei dovuto parlare a questa convention. prima dell'AD e dopo tanti e più personaggi ben più importanti di me. "scusate, ma voi siete pazzi..... ma avete idea di come mi esponete in azienda?". la risposta "Francesco, tu non sei un nostro amico? tu non ci hai dato una mano in tante occasioni? si, la convention è nostra e quindi devi parlare".
ok, preparo una traccia per l'intervento e mi preparo a questo evento, organizzato in un bellissimo albergo sul lago di Garda dove avremmo dormito a spese loro anche la notte. arriviamo con il ritardo che si addice ai vip (gli altri, non io). noi siamo una decina. in ordine gerarchico ero credo il sesto o settimo. posto in prima fila, un paio di sedie accanto a me una dell'azienda famosa per essere una figa spaziale e solo molto dopo anche brava, che per l'occasione era più figa spaziale del solito. si succedono gli interventi e quasi alla fine tocca a me. mi porto il foglietto dietro ma una volta salito sul palco, davanti a 200 persone, come spesso mi capita inizio a parlare a ruota libera. racconto episodi recenti e meno recenti, poi quasi alla fine mi esce una specie di slogan che manco un pubblicitario esperto avrebbe potuto coniugare meglio, associando azienda, cliente e territorio. mi becco il mio applauso, la mia amica A. mi dice che sono andato bene, sono già contento così. poi tocca all'AD, che non ha (giustamente) solo i dieci minuti che avevano chi l'aveva preceduto. e cosa fa? prende il microfono, fa il suo intervento in mezzo alla gente e per prima cosa mi cita per quello slogan inventato al momento facendolo suo per parlare dell'importanza del concetto di fidelizzazione. 
ora amiche ed amici, mi credete se vi dico che probabilmente mi è venuto il cazzo duro? ecco, per me la serata poteva finire lì, ok mamma butta la pasta che arrivo. tutto quello che è successo dopo, la cena, le strette di mano (se fai un bell'intervento alla fine ti salutano tutti. tenete conto che quando vado in giro a eventi aziendali si avvicinano clienti che mi salutano e io non so chi siano.....), il biliardo e il rum a notte inoltrata nell'albergo vuoto con il neo cerchio magico.... sarò rientrato in stanza alle tre ma non mi riusciva di prendere sonno.
il giorno dopo torniamo in sede, ricordo che faceva un freddo della madonna, l'A4 ghiacciata ma con un sole splendido. arriviamo a Milano credo a metà mattinata. le mie sapevano già tutto, in particolare colei che sapeva le cose prima ancora che avvenissero. "Francesco, so già tutto, sei andato benissimo". ancora oggi le chiavi di casa mia sono legate al portachiavi in argento che mi fu regalato per l'occasione. quell'AD durò poco. quella convention servì solo a farmi stare saldo nel gruppo. a farmi fare (visto a posteriori) belle esperienze lavorative ma con riconoscimenti economici e di carriera tutto sommato modesti. ma se a distanza di dieci anni esatti ho ancora questo ricordo nitido, vuol dire che fu una tappa importante della mia vita. quello che non ricordo è: ma visto che eravamo giunti al venerdi, poi, sarà rimasta importante la mia erezione anche una volta tornato a casa? buon fine settimana amiche ed amici. Franz Ferdinand, "walk away", pezzo del 2005.

giovedì 17 dicembre 2015

di un calcetto e post calcetto fantastico, di Milano che è la città più bella al mondo e della mia ex-ex che è una stronza

stasera dopo due settimane di fermo abbiamo fatto l'ultima di calcetto del 2015. ora, non crediate che sia stato facile organizzarla. ma il vostro preferito è riuscito a portarla a casa grazie al fatto che si andava a cena dopo in un ristorante di pesce come dio (minuscolo) comanda. ma andiamo con ordine: si è iniziato con il solito ritardo, si sono sprecate le imprecazioni verso i soliti pisquani, ma alla fine ragazzi il calcetto è calcetto. nella fattispecie, le squadre erano nettamente sbilanciate a nostro favore, ed infatti alla fine abbiamo vinto 10 a 5. bella partita, ma ci è piaciuto vincere facile. ci hanno anche ciulato un pallone (coglioni noi) e poi ci siamo fiondati al ristorante di pesce. eravamo in nove, dicasi nove. è venuto pure uno in stampelle. ragazzi, è uscito fuori un seratone che non avete idea. si è mangiato bene, ci siamo fatti cinque bottiglie dico cinque di argiolas (gradazione: 14 gradi) più bottiglie di limoncello che sono finite con una velocità quasi prossima a quella della luce. sono certo di averci smenato dei soldi nel complesso, ma un bel chi se ne frega non vogliamo dirlo? certo che lo diciamo..... fatto stà che è l'una passata e sono nettamente ed autenticamente brillo e non so come mi sveglierò domani, intendo a livello di mal di testa....e ovviamente, sia chiaro, ho mal di schiena, che quello che di buono ha fatto oggi il fisioterapista il calcetto di stasera se l'è bello che fumato.....
come tutti i fine anno sto lavorando. oggi ero a pranzo (di lavoro) in una delle zone più belle di Milano. una zona ricca, con bella gente ma che non è centralissima. ero in anticipo, e mentre aspettavo gli altri commensali mi sono guardato intorno. e mi sono quasi commesso. vedevo la bellezza di quelle case, di quei portoni, di quei negozi, e oltre che avere la conferma che Milano è bellissima, no anzi che Milano è la città più bella al mondo, pensavo a tutte coloro che mi hanno contestato questa cosa. come si può non pensare che vivere, lavorare, esistere a Milano sia un privilegio, un dono che la vita ti ha riservato? ho pensato a quando nel 1997 (1997 !) che non ero ancora in pianta stabile a Milano (per lavoro) uscendo dal metrò di San Babila pensai tra me e me "io da Milano non me ne andrò mai via". per la cronaca, tra ieri che sono stato in un'altra regione padana ed oggi che sono stato in giro ma a Milano, ho avuto la conferma (ennesima) che il vostro preferito sul lavoro è proprio bravo bravo. ma non bravo, bravo bravo. cioè, ha capacità enormi. essere bravi bravi serve. è una condizione necessaria, ma non sufficiente. nell'arco di una vita (lavorativa) ti permette di far parte di un cerchio magico oppure di garantirti uno (più che discreto) stipendio. che poi la vita lavorativa è fatta di alti, bassi e medi. e bisogna farsene una ragione.
io credo che un o una ex quando siano tali vadano uccisi. dimenticati. messi in cantina. allontanati. poi succede che non sempre sia così. che siano ingombranti. che ti scrivano una mail. che chiedano informazioni. puoi dare corda. puoi non darla. a me è successo di intrecciare uno scambio mail-epistolare con la mia ex-ex, che già dire ex-ex sta a significare che non si parla di roba esattamente recente. benché per principio non sia d'accordo, così è avvenuto. amiche ed amici, non pensate ad una roba da 28 mail al giorno, trattasi di roba molto più sporadica di quanto si creda. così è stato nel caso della mia ex-ex. che mi chiede qualcosa sul mio status sentimentale. io rispondo. dico tra l'altro la verità. e non mi riferisco allo stato dell'arte, che è molto semplice ma allo stato emotivo e psicologico conseguente. mi permetto allora di chiedere quale sia il suo status sentimentale. me lo dice, e mi sento in dovere (come contraltare alla mia apertura) di dare un "consiglio". se vogliamo, anche in conseguenza del fatto che conosco direi bene le ragioni alla base della fine della nostra relazione. insomma, dopo qualche mail vengo accusato di "estremo narcisismo" ed "arroganza", a cui sono seguiti alcune recriminazioni puntuali su fatti specifici della nostra relazione. ma scusa, ma ti ho cercato io? ti ho chiesto qualcosa? mia cara, guarda che è finita da tempo, io ti auguro di stare assieme al tuo nuovo amore o quel che è fino al 2097, io ho una vagonata di cazzi miei grandi come uno shuttle, se vuoi il mio parere lo prendi, se non lo vuoi non lo prendi amen. io sono questo, sono una splendida persona, generosa, comprensiva, oserei dire persino speciale su tanti aspetti intimi e meno intimi. certo, non mi hanno dato il mandato per risolvere i problemi dell'umanità e tanto meno di un partner/compagno/fidanzata ecc ecc.... fai una cosa, concentrati altrove e va bene così. anzi, sai che c'è di nuovo? c'è che sei una stronza! chissà, potresti anche leggermi. quindi anche se ho chiuso lo scambio mail-epistolare da signore, adesso il signore non ho voglia di farlo. quindi lo ridico: sei una stronza! Diaframma, "Siberia". un abbraccio globale.


lunedì 14 dicembre 2015

ufficialità

non che non lo sapessi, ma oggi il fisioterapista me lo ha ufficializzato. sulla parte destra della schiena ho una contrattura grande come il pisello di Lex Steele moltiplicato 1,5 (sono certo che le mie adorate lettrici non incapperanno nel cattivo gusto di andare su Google images per verificare chi sia esattamente questo Lex Steele....). il bello è che questa contrattura che già c'era (e che, guarda un po' quanto è fortunata, non è neanche sola nella mia schiena) è peggiorata perché ieri sera (anzi, a mezzanotte) una vocina mi ha detto "Francesco, ricordati del potenziamento....". io siccome la seguo quella vocina, nel fare plank ho sentito la schiena fare un rumore sinistro e dio che dolore per dirlo alla Massimo Boldi. ok, non è colpa della vocina sia chiaro, la colpa è che sono un  ravatto come dicono dalle parti di Genova. fatto stà che il fisoterapista mi ha consigliato un periodo di riposo. quanto non è dato sapere, nel senso che ogni volta che proponevo una data scuoteva la testa. ora, io ho ancora due sedute (mercoledì e venerdì) ma ho anche un calcetto mercoledì (che questa volta pare si giochi). a calcetto potrei fare il portiere, mettiamola così, o comunque potrei farlo per più tempo possibile. comunque faremo il punto della situazione venerdì. sarebbe un peccato, perché ci stava bene l'ultima tapasciata del 2015. ma correre sopra qualcosa che non va non è esattamente indicato. tra l'altro mi ha dato un paio di esercizi, uno noto l'altro no. quello non noto sembra interessante e performante. vi aggiornerò, ammesso che vi interessi.
domani ultima lunga trasferta lavorativa del 2015 (credo). ma meglio così che oggi avrei strozzato un paio delle mie. ora, va bene tutto, sono stanche anche loro, aspettano le vacanze, hanno qualche problema fisico, ma è un periodo (ne ho già scritto) che sono estremamente paturniose. se continuano così dovrò prendere qualche provvedimento, che fino ad ora mi sembra di essere stato comprensivo ed aperto al dialogo. a volte loro sì mi sembra che siano fuori dalla realtà. che so, quelle realtà tipo lavorare in un bar, in una fabbrica, in un centro commerciale dove si lavora al sabato e alla domenica. spero che non ce ne sia bisogno, ma mi stanno facendo veramente girare i coglioni.
l'Inter è ancora prima in classifica, ma il male assoluto avanza. vediamo che succederà. iniziamo a essere campioni d'inverno, il resto si vedrà. guardate che pezzo tiro fuori... Neon, "my blues is you". buona notte amiche ed amici, globalmente.

domenica 13 dicembre 2015

del fine settimana appena trascorso

dicevo che avrei corso volentieri nel fine settimana e di correre avrei pure corso. questo fine settimana ero dai miei, e stamattina mi sentivo abbastanza bene. l'idea era di fare un percorso un po' diverso dal solito. scendo da casa (dopo le dieci, me la sono presa comoda), il garmin ci impiega un po' a prendere il segnale, fa freddo ma non freddissimo, ok si parte. la schiena regge ma.... sento che o per colpa del movimento mattutino o per colpa del freddo dovrò andare a breve in bagno. dopo 4 km l'intestino ha il sopravvento e visto che nel frattempo ero provvidenzialmente rientrato sotto casa dei miei, l'uscita runneristica si è bella che conclusa. capita. certamente dopo non sono più sceso. vuol dire che se riesco andrò a recuperare domani sera.
sabato pomeriggio sono tornato al cinema con mia figlia, e su sua richiesta. siamo andati a vedere l'ultimo film della serie di "hunger games", scelto da lei ma che a me non è dispiaciuta come cosa vista la mia passione per Jennifer Lawrence. e udite udite, il 28 gennaio 2016 uscirà "Joy", col solito cast stellare de "Il lato positivo", cioè Jennifer Lawrence, Robert De Niro e Bradley Cooper. io sarò lì a vederlo già allo spettacolo delle 14.30, statene certi, che pornoromantico sarei altrimenti.
su un blog amico dove sono spesso in dissenso sono stato "accusato" di vivere fuori dalla realtà. beh, se vedevate le foto del weekend a Cortina di un mio amico (conoscente dai...) per il ponte dell'immacolata, beh, lì altro che fuori dalla realtà.... che poi pure quella sarebbe realtà no? buona notte e buona settimana a tutti. Smashing Pumpkins, "Tonight".

venerdì 11 dicembre 2015

aggiornamento

beh, questa mattina mi sono svegliato meglio del previsto. per come stavo ieri sera, oggi la schiena va persino bene. ho il sospetto che correre la sera per adesso mi faccia un po' meno bene visto che passo la giornata o seduto sulla poltrona in ufficio o in auto o ancor peggio entrambe le cose. è una impressione, sia chiaro. altre cose  di salute vanno meglio, accontentiamoci del bicchiere mezzo pieno. vediamo se correre domenica. di base la voglia c'è. e anche la necessità. questa è la settimana dove salta tutto. stasera si doveva uscire (anzi, in origine c'erano due possibilità), non si è fatto nulla. allora senza essere a master chef (si scrive attaccato o staccato ?), stasera ho "cucinato". non vi dico cosa, che mi perculate, ma di base ho fatto cose che di solito non faccio. e soprattutto ho aperto una bottiglia di Montepulciano d'abruzzo e mi sono bevuto due bicchieri di rosso, che male non fa. vabbè, torno ad augurarvi buon fine settimana. babyshambles, "nothing comes to nothing".

dell'aver cantato vittoria troppo presto e dell'apatia

ieri sera tanto per cambiare il calcetto è saltato. allora stasera sono andato a correre. vista la buona performance di martedì ero armato delle migliori intenzioni. tipo fare 10 km a 5' e 30". nebbia fittissima, molta umidità, ma mi sentivo bene. o meglio, credevo di stare bene. dopo qualche km ho iniziato ad aver male poco sopra l'osso sacro. e man mano che correvo il dolore ovviamente si spostava altrove. ho corso mezzora consecutiva a 5' e 38", poi inframezzati da alcune pause ho fatto altri due km e mezzi. ieri ho iniziato un corso di massofisioterapia, ma non credo che possa aver inciso sull'uscita di stasera, nel bene come nel male. domani mattina vedremo la conta dei danni, per intanto ho preso un antidolorifico. in realtà il vero problema di questi dolori non sono i dolori in sé, ma l'incidenza che hanno sulla postura prima che sulla velocità. per quanto riguarda la fisioterapia, se ne parlerà solo lunedi per la prossima seduta.
apro una parentesi extrasportiva. in questo periodo sono abbastanza apatico. è più di 15 giorni che Milano è immersa nebbia. sono entrato in una fase di idiosincrasia verso le persone. solo che come sempre me la gestisco. esco se mi sollecitano ad uscire. è difficile che prenda il telefono per proporre qualcosa a qualcuno/a. o meglio, succede più di rado che in altri periodi. come sempre trovo accoglienza positiva nel tepore (termine più che appropriato, visto il caldo che fa casa mia) domestico. ma mi rendo conto che tutto ciò non va per niente bene. ieri sera A. mi ha detto al telefono un "tutt'altro". ecco, si tratta di un "tutt'altro" che dovrebbe esaltare la mia autostima. per carità, un po' questa cosa c'è. poi so che andrebbe fatto e detto altro subito dopo. e mi accorgo di avere poca voglia. per fortuna tra un po' è natale, che mi interessa per mettere la parola fine all'anno lavorativo, che anche qui però sto affrontando (qui devo dire ancor di più) da perfetto gestore. insomma, gestore, gestione, sono le parole che abbondano di più in questo post. e forse pure nella mia vita. sempre razionale insomma. cintura nera di razionalità. solo che il mondo va avanti. la vita avanti. e so benissimo che ci vorrebbe anche altro. buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente. The Dream Syndicate "too little, too late"
 

martedì 8 dicembre 2015

StraCanonica - Bernate Ticino

mi sono iscritto a questa gara un mese fa quando la condizione fisica era migliore rispetto ad ora. si tratta della StraCanonica di Bernate Ticino. è una zona che conosco bene ma non per motivi podistici, essendo dall'altra parte della provincia di Milano e a pochi km dal Piemonte. nelle mie intenzioni, all'atto dell'iscrizione, quello di fare il mio "PB" sui dieci km. poi sapete come è andata, per cui questa mattina siamo partiti da Milano senza troppe pretese. arrivati a Bernate Ticino l'impressione era che si trattasse di una bella gara, ben organizzata e soprattutto con runner agguerritissimi. un'altra impressione però è stata che anche se in forma il mio PB non l'avrei mai battuto. alla partenza la solita ressa, soprattutto alla curva che imbocca il naviglio grande (che era bellissimo anche se seminascosto dalla nebbia), poi un paio di km a costeggiare lo stesso e quindi l'inizio di un percorso tra boschi e campagna (a livello paesaggistico una dei migliori percorsi di questo 2015). e soprattutto qualche salitella, che sono diventate più impegnative (ok, relativamente impegnative) man mano che i km passavano. e mentre correvo pensavo al coach Pino che sabato mi ha detto di evitare salite e discese per il momento visti i problemi alla schiena. me ne sono fottuto, scusate l'inglesismo. a un certo punto ho incrociato quelli che andavano verso il traguardo, cioè quelli che viaggiavano sotto i 4' al km, belli come il sole e veloci come non ero neanche a 20 anni. beh, un po' mi hanno spronato devo dire. al nono è iniziata la discesa, ma non ho voluto forzare. scoperto che la gara era in realtà più lunga dei 10 km, alla fine ho fatto i 10,38 km in 58' e 15", cioè a 5' e 37" al km (real time del mio garmin, non so cosa abbia rilevato mysdam). che non è male devo dire, per lo meno in questo stato di forma. corro sempre con il freno a mano un po' tirato, ma credo che in questo momento non sia così importante limare pochi secondi al km ma correre senza troppi patemi d'animo. certo, poi c'è chi questa gara l'ha fatta in meno di 50 minuti ma ha avuto modo di lamentarsi.... buon proseguimento di giornata amiche ed amici.
ps: non credo sia l'ultima gara del 2015....

domenica 6 dicembre 2015

Gipigiata 10K

anche se il mal di schiena persiste, questa mattina non potevo mancare alla classica invernale per eccellenza, la "Gipigiata", che da 27 anni si svolge intorno all'immacolata in quel di Gorgonzola. si tratta di una tapasciata che attira runner da tante province lombarde, che si snoda su 4 percorsi: 6, 10, 15 e 21 km. io poi avevo un motivo in più per correre, ovvero testare le scarpe fotoniche acquistate ieri pomeriggio. questa mattina quindi sveglia alle 6.45 e alle 8 ero già a Gorgonzola. del mio gruppo nessuna traccia, amen sono partito lo stesso (nelle tapasciate solitamente la partenza è libera entro un determinato arco temporale). l'obiettivo era fare i dieci km senza forzare, un po' per le scarpe nuove ma soprattutto per la schiena. che mi ha fatto male, devo dire. essendo una contrattura si tratta di un dolore "mobile", per dire oggi mi ha fatto male prima a destra e poi a sinistra, e neanche poco. ma della Gipigiata il bello è il percorso, che si è snodato prima per il "centro" di Gorgonzola e poi si è infilato nella Martesana, che in quel tratto non solo è ancora pieno d'acqua a differenza del tratto milanese ma è anche abbastanza profondo. e se non ho avuto le traveggole, mi è parso addirittura di aver visto alcuni cigni in acqua. è iniziato quindi il percorso nelle campagne, anche quello abbastanza suggestivo. dopo 8 km ed essermi pure perso (eh beh, nelle tapasciate non è così impossibile) siamo rientrati in città. forse potevo accelerare un po', ma a che sarebbe servito? alla fine la mia dieci (anzi, il garmin dice 9,95 km) l'ho fatta in 1 ora e 59 secondi, a 6' e 08" al km. ma l'importante è averla fatta tutta, senza mai fermarsi. paradossalmente mentre la schiena è quel che è, i muscoli delle gambe li sento abbastanza bene, ma è anche vero che andando così piano nulla può essere detto. riconoscimento della tapasciata? essendo a Gorgonzola ovviamente.... una confezione di gorgonzola dop! dopodomani altra uscita, questa volta un po' più competitiva. per me la competizione è stare il meglio possibile e andare avanti. per voi amiche ed amici, le mie gomme nuove.

giovedì 3 dicembre 2015

della nebbia, delle paturnie femminili, della condomina che mi dà del lei e solo alla fine della contrattura alla schiena porca pupazzola

"eh si, a Milano non c'è più la nebbia di un tempo....". mai questa frase è stata così smentita come in questi giorni. saranno 48 ore che la padania è avvolta da una nebbia fittissima, e siccome martedì e mercoledì ho fatto centinaia di km in macchina, sera/notte compresa, penso di parlare a ragion veduta. martedì sono tornato a casa alle tre meno un quarto. di notte. quando sono arrivato in Corvetto avevo gli occhi come un pesce palla. 225 km con visibilità 40 metri. il giorno dopo sveglia ugualmente presto. ieri sera uno straccio. mai ho dormito bene come la notte scorsa. questa mattina senza sveglia avrei dormito un paio di ore in più, ma dopo 48 ore di assenza l'ufficio mi aspettava. e lì ho dovuto con le paturnie delle mie girls che girls non sono. al mattino ho dovuto "confrontarmi" con una che è una settimana che smattezzava perché in una mail ho parlato delle "negligenze" del gruppo, ma lei non ci stava ad essere assimilate alle altre in quanto (a suo giudizio) lei di sbagliare non sbaglia. alla fine le ho fatto notare alcuni principi base di managerialità (i complimenti ai singoli in pubblico, le ramanzine individuali in privato, gli sbagli del gruppo a carico del gruppo), una volta che mi sono reso conto che aveva capito e che mi aveva ringraziato per il confronto, le ho fatto notare alcuni suoi sbagli e le evidenti aree di miglioramento. e alla prima mezza cazzata del pomeriggio gliel'ho fatto subito notare. poi nel pomeriggio mentre ero al cellulare (cosa che non capita mai, vero....) ho sentito una delle mie urlare come una matta (ma io non ho un grande udito, penso che l'abbiano sentita fino a Peschiera Borromeo). tanto che pensavo fosse successo qualcosa di grave. invece, lei che di solito è tranquilla e compassata, si era attaccata al telefono con una di un altro settore che "per l'ennesima volta le aveva mancato di rispetto". ora, quella lì io lo so ha un carattere di merda. però con persone bisogna saperci fare, io lo so benissimo. quando ho preso la mia, le ho detto che queste figure da mercato io non le voglio, e che non le avrei accettate ulteriormente, che se anche aveva ragione in automatico passava dalla parte del difetto. non contenta, ha ritenuto opportuno parlare con la responsabile del personale (che ovviamente prima di riceverla mi ha chiamato per sapere che era successo) e che per forza ha dovuto riceverla. che si siano detti, non lo so. e non me ne frega un cazzo a dire il vero. stasera vado a buttare la munnezza e rientrando in ascensore incrocio una che abita da poco nel mio condominio almodovariano. l'ho vista un paio di volte e pur carina è una che ce l'ha solo lei non so se avete capito. ora, io ero vestito da uno che va a buttare la munnezza, sfatto dall'uscita runneristica di cui parlerò dopo, non è che mi sembrava esattamente una pischella, e questa pur facendo la simpatica mi dà del lei. ma come, fai la simpatica e mi dai del lei? vabbè, abita all'ultimo piano, questo l'ho capito, che non vede il duomo ma le montagne sì ed che la vista è comunque buona. tutto questo confronto in due piani di ascensore.
veniamo alle pessime notizie. è ufficiale. ho la schiena contratta. stasera sono uscito a correre nella nebbia della Martesana, ma dopo 3 km ho capito che le gambe erano bloccate dalla schiena. un dolore che non avendo un punto preciso è tipico appunto di uno stato di contrattura. c'era un motivo se questa parte di anno, che sulla carta dovrebbe essere la migliore per un runner, mi riempiva di assai poche soddisfazioni. anche adesso mentre scrivo, dopo aver preso un antidolorifico, toccandomi la schiena sento nitidamente i punti di contrattura e i punti di dolore indotto. il punto è che nel weekend ho in programma un paio di uscite, in particolare una gara. vabbè, adesso non pensiamoci oltre modo. ma sarebbe raccomandabile un periodo, anche abbastanza lungo, di riposo. per la cronaca alla fine ho fatto circa 6,5 km stasera, con tante imprecazioni anche in diverse lingue.
vi sarete accorti che questo è un post da vecchio blog. capita, solo gli sciocchi non cambiano idea. e chissà, potrei anche tornare un po' agli albori bloggeristici, chissà.... quindi chiudiamo con la gnocca o con un video? con la seconda dai, per diverse ragioni. ho sempre pensato che - e Alex sa a che mi riferisco - ci sono gruppi nati per fare singoli eccezionali, che ascolteresti quotidianamente in heavy rotation. Nada Surf, "popular". buona serata, ed un abbraccione globale a tutte e tutti.

lunedì 30 novembre 2015

varie

questa sera anche se non dovevo sono andato a correre. credevo di uscire più tardi del previsto dall'ufficio, ma alle sette alla fine sono potuto scendere sulla Martesana. ho fatto un 3000  più un 1000 più un 4 x500. continuo ad avere problemi alla schiena e non solo, e d'altro canto non recupero per niente e quindi non potrebbe essere altrimenti. sono andato a correre anche perché sarò via due giorni per lavoro e mercoledì so già che non ci sarà il calcetto (non perché sono via, perché sono un branco di coticchioni assenteisti). se ne parlerà giovedì prossimo, 72 ore di riposo, ci sta. a novembre ho fatto 124 km. un anno fa come oggi mi "garminizzavo". ecco, è già passato un anno da allora, e di cose ne sono successe tante. forse pure troppe. sempre a proposito di tempo che passa, pensavo ieri dai miei che mi piacerebbe andare in pensione. ho versato contributi per quasi 23 anni, che sono pochi. ma spero in Boeri, mi ci vedo bene fuori dalle palle a 55 anni. Inter sconfitta a Napoli ma per come ho potuto vederla in streaming (cioè male) non è stata una figura pessima. paradossalmente ha giocato meglio con l'uomo in meno. il gioco è quello che è, difficile pretendere di più. ora andrei a letto, domattina la sveglia suona presto. che post inutile!

sabato e domenica

tre sono gli eventi significativi del fine settimana:
  1. mi sono tagliato i capelli, che iniziavo a sembrare adriano pappalardo
  2. ho conosciuto il ragazzo di mia figlia, avendo fatto il taxi driver sia ieri sera (accompagnali ad una festa, torna a casa, esci nuovamente da casa a mezzanotte e un quarto per riprenderli. morale, sono andato a letto all'una e mezza passata) che questa sera. mi sanno così tanto di bimbetti, poi magari non è così ma a questo punto è meglio non pensarci oltre modo.
  3. questa mattina con un grado di temperatura anche se non sembrava  ho fatto nuovamente una corsetta a Rivoli. nessuna voglia di forzare, ma semplicemente di fare nuovamente salite e discese che inizio anche a prenderci gusto. il garmin prende in evidenza solo gli aumenti di quota significativi, ma in realtà si tratta di strade dove lo strappo è la regola. l'aumento di altitudine rilevato è stato di 48 metri e ho fatto 8,64 km in 50' e 39", 5' e 52" al km, seguiti da un giro dell'isolato di circa 800 metri. dicevo, mi è piaciuto, le strade son quelle che sono, bisogna fare attenzione alle auto, curve frequenti, ma a me questa uscita è piaciuta. gambe abbastanza a posto, schiena un po' meno, ma pazienza, l'importante è andare avanti.
buona notte e buon inizio settimana a tutte e tutti.

sabato 28 novembre 2015

venerdi

ieri sera avevo messo la sveglia per questa mattina alle 6.30. per andare a correre tre quarti d'ora. la sveglia ha suonato, l'ho spenta, l'ho spostata avanti di un'ora, mi sono riaddormentato. dopo quattro sere quattro passate fuori di casa la voglia era inesistente. non che oggi la giornata sia stata un granchè, in più a pranzo ho mangiato troppo e per giunta ho bevuto pure un calice di vino. che non c'è niente di male, sia chiaro. se non che questa sera grazie ad un appuntamento di lavoro alle sei meno un quarto in centro succede che sono abbastanza presto a casa. e decido di andare a correre. tanti mi dicono, per ultimo un mio collega maratoneta - nel senso che ha corso Milano quest'anno e da allora ha praticamente smesso di correre -, che devo correre meglio, con allenamenti mirati, con variazioni, allunghi. devo metterci qualità. ma alle sette di sera di venerdì che qualità devo mettere? vabbè, scendo sulla Martesana e penso di correre 10 km/1 ora. poi in realtà succede che ne faccio 5 a 5' e 30", 5 ripetute da 500 metri, un paio anche buone, 1 km finale sempre a 5' e 30". serve questa roba? non serve? io so che gambe e schiena non è che abbiano reagito proprio bene. quell'ultimo km mi sembrava di essere sbilenco.
ciò premesso, il venerdì l'ho chiuso andando per la seconda volta di seguito al karaoke animato dalla mia amica F. a differenza della settimana scorsa non c'era quasi nessuno, però siccome non c'era neanche la fidanzata cagacazzo del mio amico A. siamo stati fino a mezzanotte e mezza cioè fino alla chiusura del locale. hamburger con patatine, una birra media, due birre piccole. ecco, posso dire tranquillamente che il weekend è iniziato benissimo. un abbraccio globale e buon fine settimana a tutte e tutti.

giovedì 26 novembre 2015

ot - edizione straordinaria

questo post non c'entra nulla col running e non c'entra nulla neppure col calcetto. oggi è stata una giornata di quelle in cui sei obbligato a confrontarti con ciò che non ti piace. e soprattutto sei obbligato ad abbozzare. devi fare buon viso a cattiva sorte di fronte a ciò che addirittura non sei. per dire, tu non sei un ipocrita. eppure oggi hai visto tanta ipocrisia. tu non sei intellettualmente disonesto, anzi fai della strutturazione delle cose la tua ragion d'essere. eppure oggi hai visto persone deliberatamente raccontare frottole immani e per giunta essere creduti. e ancora ti sei trovato a pensare che le cose quasi sempre sono semplici. sono anzi banali, sono sconcertatamente banali. che oggi ci sei, e domani chissà. eppure tanti, anzi troppi, hanno l'insana abitudine di complicarsi la vita. di farsi 1000 e più problemi. dimenticandosi che il primo dovere di ognuno è curare il proprio benessere senza danneggiare gli altri, ma nel contempo ricordandosi che sono tanti, anzi troppi che hanno in un modo o nell'altro l'obiettivo di danneggiarti. tu pensi alle conseguenze delle cose, delle scelte, dei pensieri, delle azioni. eppure c'è chi non pensa mai alle conseguenze delle loro scelta nella e sulla tua vita. 
io dico sempre che non ho ricevuto il mandato per risolvere i problemi dell'umanità. questa cosa può, forse e al limite, tutelare la tua vita. è una difesa, una protezione affinché a fine giornata la sufficienza sia sempre il voto da attribuire alla stessa.
ma ognuno di noi a scuola era bravo in una materia rispetto alle altre. per dire, io andavo molto bene in storia. prendevo sempre il massimo dei voti. beh, quanto grande era la soddisfazione in quel caso? ecco, ma perché io, voi, noi tutti alla fine ci accontentiamo del 6+?

il mercoledi di calcetto che non ti aspetti

che non ti aspetti perché fino a poche ore prima sembrava saltare. tra ospedalizzati, influenzati, strappati, colpiti da virus intestinale, in trasferta di lavoro, abbiamo dovuto ripiegare su esterni al gruppo. tutti molto giovani peraltro. del gruppo storico eravamo in sei, quindi le squadre le abbiamo mischiate un po' a casaccio. io mi sono trovato a giocare sulla fascia sinistra. quindi con un piede non mio e obbligato ad andare avanti e indietro. da questo punto di vista si è trattato di un ottimo allenamento. diciotto mesi fa non avrei mai potuto giocare un'ora in quel ruolo. abbiamo vinto 12 a 9, ed è stata una bella partita devo dire, agonisticamente meno intensa perché questi giocavamo molto per divertirsi e con meno attenzione al risultato. insomma, non ci siamo presi a scarpate come ogni tanto succede con le formazioni tipo.
poi io e un altro siamo andati al ristorante improbabile, dove io ho preso una pizza leggera. talmente leggera che sono a casa da venti minuti e ho già bevuto un litro d'acqua. tra l'altro questa è la terza sera consecutiva che non mangio in casa, e dovrebbe essere così anche da qui a domenica prossima. probabilmente un record. buona notte amiche ed amici miei.

martedì 24 novembre 2015

correre d'inverno e al mattino presto

oggi non dovevo essere a Milano, era prevista una trasferta di lavoro che è saltata. ieri sera ero a cena da amici, che non so cosa mi abbiano dato da mangiare (cosa si sia bevuto invece lo so, visto che il vino l'ho portato io), fatto stà che questa notte mi sarò addormentato alle due passate. e anche se probabilmente non era consigliabile vista la mezza di domenica, questa mattina la sveglia ha suonato alle 6 e 25, e alle 6.45 ero pronto a sfidare gli 0 gradi ed il buio per andare a correre.
ora, correre d'inverno è una figata, soprattutto se in allenamento. sentire la temperatura del tuo corpo modificarsi a poco a poco è una sensazione fantastica. questa mattina poi ho fatto un circuito un pò diverso. un pò per il buio un pò perchè avevo voglia di variare, ho fatto un percorso urbano lontano dal naviglio (che ho solo sfiorato). magari un pò da criceto. alla fine ho fatto 7,3 km in poco più di 41 minuti, a 5' e 38" al km. ovviamente fatti completamente a digiuno con un pò di caffè giusto per svegliarsi. discrete le sensazioni, a dispetto del kilometraggio contenuto. questa mattina in ufficio sono elettrico, ho persino dato una carezza alla nostra responsabile marketing che ha l'ufficio accanto al mio. che ovviamente si è stranita di fronte a questa manifestazione di affetto. stasera avrò un aperitivo di lavoro, alle 20.30, che è un pò tardino. cercherò di arrivarci in qualche modo......

domenica 22 novembre 2015

Maratonina di Crema

e con la mezza di Crema, l'ottava che chiudo, si conclude il 2015 per quanto riguarda la distanza dei 21 km. sicuramente ci saranno altre gare, ad una sono già iscritto, ma su un paio di tapasciate ho già messo gli occhi. di questo 2015 per quanto riguarda le mezze posso dire che è iniziato bene ma è finito male. il mio miglior risultato l'ho fatto a Treviglio, cioè alla prima mezza a cui ho partecipato. le altre hanno dato poche soddisfazioni. a Lodi credevo di aver invertito la tendenza, ma oggi a Crema ci sono state due sole cose positive: la prima è che hanno tracciato male il percorso, e la gara è stata per tutti i garmin che ho visto più lunga. nel mio caso di ottanta metri, ma ho letto anche 120 metri. per quanto mi riguarda, è stata la distanza più lunga mai percorsa. la seconda è che stringendo i denti sono arrivato al traguardo. venivo da una settimana difficile, abbastanza impegnativa sul lavoro e con allenamenti poco convincenti. all'undicesimo km mi è venuto mal di stomaco, che sono riuscito in qualche modo a gestire. giornata freddina ma soleggiata, vento, qualche cavalcavia di troppo all'inizio. percorso abbastanza brutto nel complesso. dicevo, mal di stomaco all'undicesimo, da lì ho capito che arrivare era il massimo che si potesse ottenere, per cui passo da jogger più che da runner, il che significa andare a 7' al km. alla fine poco più di due ore e 17 minuti, e comunque con gli ultimi metri a fare lo sprinter in favore dei tanti fotografi presenti (vediamo però se essendo un pippa runner verranno messe nei siti di podismo). ho comunque gioito all'arrivo. da questa estate non riesco a correre come vorrei, e sono lontano anni luce dai primi sei mesi dell'anno in cui ero riuscito a ottenere risultati sempre più crescenti. ma credetemi, l'impegno io ce l'ho metto tutto. stringo i denti e vado avanti. so di non avere la mezza nelle gambe (e nella testa) ma ai primi di gennaio ne farò un'altra. dall'inizio dell'anno ho fatto 1.237 km. non sono tanti ma neanche pochi. e mi piace anche l'ambiente. questa mattina siamo andati in tre a Crema (runner boy star e runner girl star sono andati decisamente meglio di me, ma decisamente assai), poi lì ho scambiato quattro chiacchiere con alcuni del mio gruppo. per carità, la corsa è uno sport individuale, sono pochissimi quelli che corrono assieme una gara. ma la contaminazione runneristica è una gran bella cosa. ora me ne andrei un po' a letto, non prima di aver postato pettorale e medaglia di oggi e l'aggiornamento del mio medal wall, che è la parte finale dei miei sacrifici ma anche di qualche soddisfazione. un abbraccio globale.

giovedì 19 novembre 2015

quando anche correre non fa passare lo scazzo

dopo una notte passata in modo semi-insonne, una giornata (lavorativa e non) che mi ha reso un po' scazzato, il calcetto del mercoledì che è saltato all'ultimo (e indovinate chi ci ha messo la faccia per dirlo al gestore del campo), il pensiero a domani che devo spararmi 600 km in auto e ho zero voglia, arrivato a casa stasera ho pensato di andarmene a correre anche se non previsto.
ma non sono in forma. argomento trito e ritrito lo so. ma è il mio blog, almeno qui potrò dire quello che voglio. volevo fare sei ripetute ed un po' di scarico. ne ho fatte quattro, da 1000 metri, la migliore in 4' e 50", la peggiore in 5' e 22". di più non sono riuscito a farne. poi 1500 metri di scarico dove mi sono fermato due volte, col fiato mozzato e dolori ovunque. mi farebbero bene plank ed esercizi di core stability. mi farebbe bene starmene fermo per qualche settimana. ma domenica ho una mezza, l'ultima di questo autunno runneristico assai deludente. comunque, anche perché non ne ho tempo, me ne starò buono fino alla gara. tra l'altro nel weekend è previsto un brusco calo delle temperature.
e naturalmente una uscita a cazzo non fa passare lo scazzo. poi stasera sul divano ho visto un film che mi ha reso ulteriormente scazzato. vabbè, una bella giornata di merda. o forse no. una bella giornata non utile. ecco, noi dovremmo fare in modo che le giornate non utili non ci fossero mai. uhm, lo so. è una frase dell'altro blog. buona notte amiche ed amici.

martedì 17 novembre 2015

stasera strappo alla regola: della vergogna per come la pensavo, di un sogno che dice qualcosa, dell'acido lattico

stasera farò uno strappo alla regola. la parte atletica sarà molto marginale in questo post. le recenti drammatiche vicende parigine, le prese di posizioni lette qua e là francamente sconcertanti nonché il ban subito in modo illiberale ancorché legittimo in un altrui blog mi hanno fatto pensare. credo che invecchiare porti degli svantaggi ma anche qualche vantaggio. credo ad esempio che si possa guardare alle cose con maggiore oggettività. anzi, si possa guardare alle cose con tanta oggettività. vedere i colori per quello che sono, i fatti per quello che sono, le idee per quello che sono. dal momento che non si ha il mandato per risolvere i problemi dell'umanità, all'umanità occorre guardare con tutte le sue imperfezioni. quindi i fatti sono fatti. se a Parigi muoiono 130 persone, colpevoli di essere andati ad un concerto rock, a cena in un ristorante, allo stadio, direi che è a quello a cui bisogna guardare. ma se il tuo primo pensiero è di stampo benaltrista, andare ai bombardamenti in Siria, in Iraq, è equiparare la democrazia con tutti i suoi errori (tantissimi, è giusto precisarlo) alla barbarie islamista, beh tutto ciò mi fa venire in mente quel terribile slogan "né con lo stato né con le BR" che faceva il gioco dei terroristi. ci vollero anni, centinaia di morti e tra questi anche di sinceri democratici per fare aprire gli occhi e capire che bestia immonda fosse il terrorismo.
l'ho detto e lo ridico. chi sostiene questo pensiero è oggettivamente un criminale. lo è ancora di più se a pronunciare queste parole è un uomo anziano che ha creato l'unica ONG che non è così ONG visto che riceve milioni di euro da istituzioni pubbliche straniere non meglio identificate e costruisce i suoi ospedali (Libia, Afghanistan) venendo a patti con tagliagole della peggior specie. infine, aggiungo, chi appoggia questa organizzazione qualche dubbio se lo deve quanto meno far venire, soprattutto chi è abituato a fare le pulci a tutto. chi si lamenta (giustamente) della democrazia in un partito di proprietà di una sola persona (Beppe Grillo) perché non si pone dubbi sul fatto che Cecilia Strada sia presidente dell'associazione in continuità con il papà e con la mamma (e chissà con quale retribuzione annua lorda)?

ma vengo a me. solo gli sciocchi non cambiano idea. sono tante le cose dove ho cambiato idea. e credo non sia sbagliato cambiare idea. ma c'è una idea, una causa, un'adesione ideale del passato di cui mi vergogno profondamente. non del fatto di avere cambiato idea, ma del fatto di averla avuta quella idea. in gioventù (diciamo i tempi del liceo e dell'università) sostenevo la causa palestinese. da qualche parte a casa dei miei c'è sicuramente un kefiah, una bandiera palestinese, una spilletta di Al Fatah (braccio armato dell'OLP). io ero uno di quelli che ai cortei gridava slogan terribili contro Israele, i suoi politici e alla fine verso gli ebrei. mi commuovevo vedendo i film sui campi di concentramento nazisti, ma nessuna parola di solidarietà usciva dalla mia bocca se un anziano su una sedia a rotelle veniva ucciso sulla Achille Lauro solo perché ebreo. non parliamo della strage di Fiumicino e di tutte le stragi degli anni '80. ma ai palestinesi hanno rubato la terra, ed ecco scattare il benaltrismo versione infantile dell'estremismo. alla fine però succede che, nel clima di distensione seguito al crollo del muro di Berlino, ai palestinesi la terra gliela danno. certo, gliela potrebbero dare meglio, ma si avvia un processo di pace. e in ogni caso Israele rimane l'unica democrazia del Medio Oriente, circondata da dittature, stati confessionali, satrapie, tutte votate ad un unico scopo: la distruzione di Israele, la morte di tutti gli ebrei. e allora io ho iniziato ad aprire gli occhi. ho iniziato a capire che vivere ad Haifa o a Tel Aviv non è come vivere nelle città circostanti. che esistono due modi di vivere: il primo tutto votato a difendersi, il secondo tutto votato a sopprimere. Saddam invade il Kuwait e i palestinesi festeggiano. cadono le torre gemelle e i palestinesi festeggiano. venerdì muoiono 130 persone, giovani, donne, persino musulmani, e i palestinesi festeggiano. a Gaza domina Hamas, e centinaia, migliaia di razzi piovono Israele. certo, c'è la reazione. certo, non è esattamente proporzionale. certo, muoiono bambini. ma è altrettanto certo che non ci sarebbero morti se quei razzi non venissero lanciati su Israele. potrei andare avanti nel ragionamento. ma il punto è un altro. io mi vergogno di quello che ho pensato fino a 25 anni fa. io mi vergogno di essere stato antioccidentale, antidemocratico, di avere sostenuto uomini che sicuramente mi sgozzerebbero se mi presentassi a casa loro. ed infatti quanti sono stati i volontari che hanno fatto una brutta fine (ma non certo, chissà perché, quelli di Emergency.....) a Gaza, in Afghanistan, in Pakistan. perché una cosa deve essere chiara, soprattutto quando gli anta sono passati da qualche lustro e occorre guardare all'oggettività delle cose. noi, a loro, stiamo sul cazzo di base. a loro non piace la libertà in genere, la nostra in particolare. e io, come detto, di aver messo in discussione quei principi mi vergogno. tanto che oggi, quasi per reazione, dico che Israele ha sempre ragione. anche quando sbaglia. io sono sempre e comunque dalla parte degli ebrei. l'anno prossimo si voterà per il sindaco a Milano e tendenzialmente non andrò a votare. ma se per caso il candidato sindaco fosse, per il PD, Emanuele Fiano, che è ebreo, io lo voterei senza se e senza ma.

sto sognando tantissimo per adesso. i sogni me li ricordo quasi tutti. qualche giorno fa ne ho fatto uno in cui mi trovavo con delle colleghe ad un aperitivo che ricordo benissimo. ma ancora più ricordo quello di questa notte, ed è un sogno che so dire qualcosa. sono in una specie di bar, ma di quelli che si trovano negli oratori o nei circoli ARCI. sono io con una mia fidanzata (per chi non lo sapesse, non lo sono) che però non so identificare. è più  o meno vestita con dei jeans ed un maglioncino. ebbene, dobbiamo, o forse è il caso dire che vogliamo, giocare a calcio balilla. solo che questo bar è piccolo ed è piano di calcio balilla. ce ne saranno almeno sei e solo uno è libero. noi ci avviciniamo al biliardino, ma stretti come siamo giocare è impossibile. allora inizio a spostarlo finchè non riesco a metterlo in posizione idonea al gioco. ma mi accorgo di non avere moneta. vado al bar e chiedo di cambiare una banconota da 20 euro. al bar c'è una specie di vichingo bergamasco, vichingo perché assomiglia a Thor e bergamasco perché parla bergamasco. costui parla con un altro cliente e nel parlare, diciamo involontariamente con un bel punto di domanda, mi dà monete per dieci euro anzichè per venti. gli faccio presente che mi ha dato dieci euro in meno, ma inizia a questionare, a dire che lo sto offendendo, considerando un ladro. io a mia volta gli faccio presente che tra una decina di giorni verrò a vivere vicino a quel bar, che è tra l'altro (lo penso ma non glielo dico) l'unico bar di quel piccolo ed insignificante paese, e non mi metto a fare giochetti del genere. a quel punto il vichingo bergamasco prende una banconota da 10 euro e me la tira con sprezzo in faccia. io, incazzato a mille, prendo quella banconota e me ne esco, giustamente incazzato. ma fuori dal bar, la cui uscita a quel punto è diventata una scalinata tipo altare della patria, la mia fidanzata diventa un'altra persona. una ragazza molto giovane, bellissima, vestita come Fergie in "beautiful dangerous" di Slash solo che è mora anziché bionda (insomma è una tipa metà stripper metà pornostar). ma soprattutto si rileva innamoratissima di me (cioè, nel sogno io so che lei è molto innamorata) e mi abbraccia come mi piacerebbe essere abbracciato da una donna. e tutti mi guardano, invidiandomi e domandandosi come una così possa stare con uno come me.

chiudo con la corsa, nel senso che stasera verso le sette e mezza sono andato a correre. pensavo di aver recuperato, ed invece non avevo per niente recuperato la corsa di domenica. da subito ho sentito le gambe dure, il respiro faticoso, e per fare 5 km a 5' e 38" ho dovuto sputare sangue. anche lo scarico verso casa è stata una sofferenza. alla fine avevo un crampo da acido lattico al polpaccio sinistro terrificante. anche adesso mentre scrivo mi sento molto provato ed affaticato. insomma, non certo un gran viatico per domenica prossima. purtroppo continua una stagione runneristica decisamente avara di soddisfazioni. ma pazienza, a me piace correre perché correndo si va avanti.

ps: Mariella cara, io del castello di Rivoli posso dirti che lo conosco bene, che da fuori è bellissimo, che dal suo piazzale quando è bello c'è una vista di Torino fino a Superga collina opposta che ti fa venire la pelle d'oca ma che dentro non è un granchè nel senso che è spoglio dal momento che come ho scritto è una galleria d'arte moderna. noi rivolesi non pagavano un sabato a mese, e questo mi ha permesso di vedere un sacco di mostre, sia le temporanee che la permanente, anche perché la fidanzata prima della mia ex moglie era appassionata di arte moderna e per lei andare per musei era il non plus ultra.

pps: se siete arrivati fino in fondo a questo post siete più folli di Gino Strada. ovviamente, adesso c'è il video di Slash con Fergie. buona notte amiche ed amici.




domenica 15 novembre 2015

Stra Rivoli, il mini trail che non ti aspetti

a Rivoli, dove tuttora risiede la mia famiglia, ho vissuto dai miei 20 ai 31 anni, per poi trasferirmi a Milano. benché molto bella non l'ho mai vissuta in modo particolare, sbilanciato com'ero su Torino o tutt'al più su Collegno. quando una decina di giorni fa sui siti di podismo ho letto che la Stra Rivoli capitava in un weekend in cui andavo dai miei e da mia figlia, ho preso qualche informazione e ho mandato mio papà ad iscrivermi. ora, dovete sapere che sostengo da sempre che il runner torinese è molto più cazzuto di quello milanese, sicuramente meno griffato ma ben più strutturato. molto è dovuto alle strade. è difficile avere "pianura" nel vero senso della parola. anche se corri alla pellerina o al valentino le tue salite e le tue discese te le becchi sempre. e lo stesso vale per me quando lì mi alleno. inoltre, nell'unica gara fatta a Torino 11 mesi fa presi una sonora scoppola, nel senso che andai sparato per poi scoppiare dopo 11 km e una volta scaricati i dati del garmin capii il perché, ovvero sempre i soliti aumenti di quota che sembrano impercettibili ma che invece ci sono.
quando ho letto il percorso della Stra Rivoli ho capito che non si trattava di qualche salita e di qualche discesa, ma ci sarebbe stato da fare il giro della collina morenica rivolese in mezzo alla quale sorge il famoso castello sede di uno dei più importanti musei d'arte moderna d'Italia. insomma, ci sarebbe stato da farsi il culo.
alla partenza circa 350 runner, con i primi che come al solito partono a razzo. io parto ma non certo a razzo. i primi 3 km sopportabili, anche se il terzo ha un aumento di quota di 32 metri. il quarto è un muro, ben 63 metri, che ho fatto in 8 minuti praticamente marciando. poi iniziano un paio di km in mezzo ai boschi, salite ripide e discese a precipizio ma dove non puoi andare a razzo perché rischi di scapicollarti. torni ad incrociare l'asfalto, ma sono stradine piene di foglie cadute degli alberi dove scivolare è un attimo. intorno al castello affrontiamo pure una scalinata! poi inizia il tratto in discesa, anche ripido ma pieno di curve e curvette, sembra di fare rally anziché running. siccome voglio considerare questa uscita come un allenamento, decido di non forzare; benché cominci l'asfalto asciutto e sempre in discesa, gli ultimi 2,5 km li faccio a 5' e 30". alla fine faccio i 10,6 km della gara (anche se il garmin me ne ha rilevati 10,5) in 1 ora 6 minuti e 13 secondi.
posso dire che inconsapevolmente ho fatto il mio primo mini trail, visto che alla fine si conta un aumento di quota di 160 metri. consideriamolo, ripeto, un buon allenamento per la mezza di domenica prossima. e infatti mi sento comunque soddisfatto ! buona notte a tutte e tutti.

venerdì 13 novembre 2015

runner senza riferimento

questa mattina ho puntato la sveglia presto (mi pare alle 6 e 20) per andare a correre. sì perchè stasera non posso andare (devo andare al karaoke, e non ridete) e perchè domenica mattina ho una gara e quindi essere temprati sul presto non è male. alzatomi, ho preso un caffè, mi sono lavato la faccia, mi sono vestito con calma e poco prima delle sette ero sul naviglio. faccio un pò di stretching e nel frattempo avvio il garmin. solo che al garmin di beccare il satellite non gli passava per l'anticamera dei circuiti. passano i minuti, nel frattempo inizia il giorno ma niente, il gps non va. dopo un quarto d'ora che cincischio come uno scemo decido di partire col timer, sennò corro il rischio di non partire più. correre senza riferimenti di percorrenza e tempo è un qualcosa di anomalo, mi ricorda i primi passi da runner. non voglio fare il fanatico, ma andare a 5' e 40" al km non è come andare a 5' e 50" al km. dieci secondi possono sembrare un cazzo, ma in realtà è la differenza tra un passo già deciso ed un passo quasi lento. questa mattina l'obiettivo era fare poco, sette, otto km al massimo. ho corso per poco più di 33 minuti. sulla fiducia credo di avere fatto intorno ai 6 km (chiaramente lo dico perchè correvo sulla Martesana di cui ormai conosco a menadito ogni riferimento, compresi i lastrici di pavè sotto il ponticello vicino casa mia). un discreto passo, sui 5' e 30" al km. ho incrociato due volte una coppia di runner-fidanzati o di runner-amici (ma se erano tali erano amici molto intimi, si capiva da come si guardavano) che erano strani, nel senso che lui era una specie di iron-man (inteso come triatleta) e lei era magrissima al limite dell'anoressia, molto carina per carità, ma erano così poco assortiti.... tornando all'uscita di questa mattina, l'ho postata sul mio garmin connect ma forse perchè immessa semi-manualmente non me la riporta completamente. garmin connect, fidati di me, non ho barato, il kilometraggio che ho messo è esatto, anzi è più facile che mi sia tolto qualche metro!!!! detto questo vi auguro buon fine settimana. mi aspettano come detto karaoke e gara. in ogni caso due eventi non semplici insomma.....

giovedì 12 novembre 2015

il terzo tempo

decine e decine di telefonate questo mercoledì. ma non per lavoro, bensì per cercare il decimo del calcetto di stasera. da Desio a Pavia, da Corvetto a Bovisa a cercare, ma che dico cercare, a pregare qualcuno affinché si aggregasse con noi. e più le ore passavano, più ardua era l'impresa. finchè alle cinque non mi viene una illuminazione e chiamo R., uno dei miei migliori amici. "verresti a giocare con noi?". temevo il vaffanculo e invece no, nonostante l'ultima volta che avesse toccato la biglia la moneta in corso fosse la lira, mi dice che viene. non conoscendo il campo, appuntamento alle sette e mezza davanti alla chiesa, tanto so che è facile arrivi cinque minuti prima che non dopo. lo faccio giocare con me. con lui siamo i più deboli, inutile negarlo. invece teniamo anche abbastanza bene. a lungo risultato in bilico, poi facciamo qualche cappella di troppo e alla fine perdiamo di due, direi sconfitta con onore. non è mancato il terzo tempo, ovviamente. in quattro siamo andati al ristorante improbabile, questa sera improbabilissimo. 14 euro a testa, e mi sento come se avessi mangiato per tre giorni di seguito. abbiamo riso parecchio tra l'altro, e io stasera avevo veramente bisogno di ridere. buona notte amiche ed amici miei.

martedì 10 novembre 2015

dei benefici di una corsa

il bello di correre è che si tratta di una esperienza assolutamente relativa. come ogni cosa della vita peraltro. voglio dire, tu sei un atleta che gareggia per i 10.000 alle olimpiadi ma fai 29' e 11". di sicuro arrivi tra gli ultimi nelle batterie di qualificazione. un comune mortale neanche in dieci anni potrebbe avvicinarsi a meno di dieci minuti da una prestazione del genere. ma quell'atleta tornerà a casa sentendosi una merda totale. avete letto che ho fatto un paio di uscite poco soddisfacenti. e che ieri sera mi ero ripromesso di recuperare il giorno dopo ciò che non si era fatto. ora, alla mia età esistono i tempi di recupero. esistono i mille dolori che ahimè mi sono tornati. uscire a correre neanche 24 ore dopo non è esattamente consigliabile. me ne sono fregato. sono uscito dall'ufficio come se fossi un impiegato che va in pensione tra 20 giorni. sono arrivato a casa, mi sono cambiato e alle sei e mezza ero a correre sul mio naviglio. sono andato piano, perché non era possibile andare forte. e neanche fare tanta strada. e nonostante ciò la fatica si è sentita, eccome. ma ho tenuto duro e alla fine ho fatto 6,5 km a 5' e 55", a cui sono seguiti 700 metri di scarico verso casa a 6' al km. da un punto di vista cronometrico una roba ridicola anche per un runner pippa come me. ma dopo la doccia, dopo aver fatto cena, adesso mentre scrivo mi sento riconciliato con la vita e con i mille cazzi che la attraversano. mi sento veramente bene, e mi sembra di non avere alcun tipo di dolore (non è vero, ma facciamo finta che sia così). detto questo, posso tornarmene sul divano a vedere la tv. buon proseguimento di serata a tutte e tutti.

lunedì 9 novembre 2015

bad monday

sto sognando tantissimo. sono consapevoli che siano sogni bruttissimi. per fortuna non me li ricordo. non è vero, in realtà nel sonno so che sto sognando. quindi gestisco l'ansia del sogno. oggi a pranzo la mia amica A. mi parlava del cinismo della vita come istinto di sopravvivenza. già. la notte scorsa ho fatto invece tre sogni runneristici. sognavo, mi svegliavo, mi riaddormentavo. so che si trattava di sogni in cui ero in difficoltà. ero in gara, ma facevo fatica. dei tre sogni ricordo solo l'ultimo, sono ad una mezza dalle parti di Voghera, corro, ma in realtà sono piantato sul posto, come se corressi su un tapis roulant. e più mi sforzo, più ho male alle gambe. la fatica si fa sentire sempre di più, e a quel punto mi sveglio.
è raro che io fallisca due allenamenti di seguito. come avrete capito, questo è un periodo di stress. ci aggiungi questa maledetta pastiglia che credo smetterò di prendere (domani o mercoledì devo affrontare di petto il mio medico, che pure è bravo ma su questa cosa non ci sente) e anche stasera ho fatto schifo al belino. uscito verso le sette per fare 10/12 km, dopo 5 non ne avevo più. sono arrivato a poco più di 7 a 5' e 37". poi basta. mi sono fermato per sputare un polmone e mezzo. dopo, ma molto dopo, ho fatto i 500 metri per arrivare a casa. dolori dappertutto, dalla schiena ai polpacci. almeno quelli sono diventati di ferro. in apparenza, un bell'uomo. chissà la conta dei danni domattina. ora vado a letto, non mollo, nelle mie intenzioni domani si recupera ciò che non si è fatto.

sabato 7 novembre 2015

mah....

Sono al terzo tipo di pillola a partire da oggi. E  già posso dire che avrò probabilmente  i problemi della prima. Sono dai miei. Dopo pranzo ho dormito. Dopo un' oretta e mezza mi sono svegliato e sono andato a correre. Ho fatto pena. Anche oggi avevo poca voglia. Solo che non posso sprecare l'allenamento del week end ed è  la seconda volta consecutiva che capita.  Avevo anche  dei pensieri oggi. Non è che la corsa sia come il sesso che non richiede pensieri. Oggi però secondo me si. Buon proseguimento di fine settimana. 

venerdì 6 novembre 2015

5 + 2 senz'acqua

dopo un'altra giornata in giro, questa volta verso ovest, stasera sono uscito a correre. sette e mezza passate anche stasera. ho fatto un 5 km tirato (si questa volta persino io che sono una pippa posso dire di aver fatto qualcosa di tirato), per l'esattezza un 5,01 in 26' e 13", ovvero 5' e 14" al km. al quinto sono arrivato esausto. poi ho fatto un 2 km più lenti di scarico a 5' e 45".
hanno tolto l'acqua dalla Martesana, come ogni novembre. mentre correvo pensavo che ci sono delle cose che sono più grandi di noi e non possiamo farci veramente nulla. non è scaricarsi la coscienza, è un dato di fatto. probabilmente è stata la Martesana senz'acqua a farmi fare questo pensiero.

giovedì 5 novembre 2015

materiale resistente/2

ragazze, amiche mie, capisco (e tante volte mi piacerebbe tornare sui miei passi) la nostalgia verso il blog che fu, ma questa è la linea editoriale del nuovo diario. e sapete che uno dei miei pregi (o difetti) è la coerenza, e quindi non tornerò indietro sui miei passi. oggi sveglia alle sei e venti, giornata impegnativa ma molto proficua, perché gli anni passano ma il vostro preferito resta un ottimo professionista. a quelli come me le aziende dovrebbero fare monumenti, in realtà sono a mala pena tollerati proprio perché bravi.
sono tornato in tempo per il calcetto. credevo di buscarle stasera, avevamo una squadra un po' raffazzonata, ed invece non solo abbiamo vinto, ma abbiamo stravinto. credo con sei gol di margine, risultato mai in discussione. ad un certo punto ho persino giocato in attacco e ho pure fatto una rete, degna apoteosi di una gara tutto sommato piacevole.
siamo andati poi in tre, i tre dell'altra volta, al ristorante improbabile, dove personalmente ho mangiato una pizza decisamente buona (o forse vista la qualità del posto mi è sembrata tale), accompagnata da birra media ed amaro del capo. calcetto + pizza + birra media, che volere di più dalla vita?

martedì 3 novembre 2015

it's never too late

io non avrò certo una profondità leopardiana, però sentire la tua migliore amica, tra uno sbagliato ed un altro (i miei, di sbagliati), affermare che del suo ex rimpiange la spensieratezza (tradotto: era un citrolone) che la faceva stare bene, beh, questa è cosa che non fa altro che far aumentare la mia misoginia.
ma questo è un altro blog e mi fermo qui. non correvo da tre giorni. domenica non mi è mancato minimamente, ieri mattina mi sono svegliato verso le cinque per spostare la sveglia perché col cazzo che andavo a correre, dell'aperitivo di ieri sera ho detto, ma questa mattina mi sono svegliato con endorfine a mille. peccato che oggi è stata una giornata lavorativa lunga ed impegnativa. per cui prima delle sette e mezza non sono riuscito a scendere sul mio naviglio. riscaldamento pressoché nullo e via. abbastanza buone le sensazioni, circumnavigo l'inizio della Martesana, punto verso Via Padova, arrivo all'esselunga di Via Adriano e torno indietro. in Gioia sono a poco più di 9 km, l'obiettivo è l'ora di corsa. faccio un ottimo passaggio ai 10 (55' e 23"), poi decido che chiuderò con gli 11. rallento un po', inizio ad essere stanco, ultimo km a 5' e 55". finisco con 1h 01' e 22" per 11,01 km, 5' e 34" al km. buona prestazione, non ottima. poi anziché tornare a piedi verso casa faccio un mini allungo di circa 300 metri andando sotto i 5'. domani e dopodomani sarò via per lavoro, ma sia domani sera che dopodomani sera ci deve essere spazio per la pratica sportiva. buona serata, buona notte, buon tutto!

domenica 1 novembre 2015

ottobre di corsa

oggi non avevo nessuna voglia di andare a correre. questa mattina ho un po' cazzeggiato per casa e un po' sono uscito per commissioni. poi ho pranzato, anche troppo, ho ricevuto una telefonata per niente bella ma verso le tre e mezza sono sceso per correre. insomma, la voglia me la sono fatta venire, così come ho finto di non ricordare che avevo già corso poco più di 24 ore fa e che da buona pippa runner necessitavo di maggior tempo di recupero. il punto è che sia domani che lunedi non potrò mettere le scarpette ai piedi e ho dovuto fare questo "sacrificio". sono partito anche oggi non sapendo che cosa fare. dopo 4 km e mezzo nel fare un dietrofront ho messo male un piede e ho sentito un dolore sotto il ginocchio. sono arrivato alla fontanella di Via Padova giusto per rendermi conto di aver fatto 5 km. ho bloccato il garmin e ho visto che li ho fatti a 5' e 27". dopo aver bevuto sono ripartito ma arrivato a casa, dopo 3,5 km fatti a 5' e 39" ho capito che mi ero rotto le palle. si chiude l'allenamento, si chiude la settimana di corsa (con circa 26 km e mezzo percorsi) ed anche il mese di corsa. ottobre, con i suoi 132,78 km è il mio secondo mese con più km da quando sono garminizzato. troppo pochi, l'altro ieri un mio cliente maratoneta mi ha detto che quei km li fa in una settimana. pazienza. si fa quel che si può.
stasera sarei dovuto andare a san siro, ma non è stato possibile. peccato, che mi sono perso una gran prova di carattere della beneamata. buona notte e buona domenica a tutte e tutti.

venerdì 30 ottobre 2015

shadows and fog

"madonna dell'incoroneta". non è Lino Banfi in "la dottoressa ci sta col colonnello" ad aver detto questa frase ma il sottoscritto quando si è alzato alle sei e dieci e ha guardato fuori dalla finestra della cucina (che non è una finestra ma una porta, visto che ho un balconcino) in direzione Martesana e si è accorto che c'era una nebbia della madonna. vabbè, ormai mi sono alzato e devo andare a correre, anche se la voglia è quella che è, cioè poca. un caffè, una sciaccquata al viso (o il contrario, non ricordo) e giù per le scale. non faceva freddo, e di sopra mi sa che mi sono vestito un pò troppo pesante. inizio a correre, ma sento che le energie son quelle che sono. è stata una settimana faticosa, ma noi runner pippe dobbiamo approfittare delle finestre di tempo definite per infilarci gli allenamenti. vado a muzzo, non so che cosa voglio fare, per cui mi invento un 5 k (cioè, diciamolo, mi sono fermato a 5 k perchè ero entrato nell'iperuranio, ma non quello platonico bensì quello di Chris Nolan) fatti in poco più di 28 minuti ovvero a 5' e 39", poi una serie da 2,5 k a 5' e 48" e poi ancora 500 metri intorno a casa ma giusto per dire che questa mattina ho fatto 8 km. ma credetemi è stato faticosissimo. anche se in qualche modo generante e rigenerante. questa mattina al lavoro ho avuto un sacco di roba da fare, ma l'ho fatta in modo "leggero" e senza pensare a nulla. effetti tonici e benefici della corsa. un abbraccio globale a tutte e tutti.

giovedì 29 ottobre 2015

all day long

giornata lunga, 500 km macinati in auto in gran parte sotto la pioggia, e ogni volta che vedo Bologna mi convinco che sia la città più di merda in Italia (uomo, non volermene), ma nonostante questo sono arrivato in tempo per il calcetto. bella partita stasera, la mia squadra era nettamente più giovane (nel senso che avevo due venticinquenni con me, uno veramente bravino), ma come avevo pronosticato non è stata vittoria facile. abbiamo vinto di due, ma è stata in equilibrio fino a pochi minuti dalla fine. io ho giocato direi benino e con molta abnegazione come mio solito. devo aver fatto un movimento brusco che ho una fitta alla parte destra della schiena, ma non credo che sia nulla di grave. poi siamo andati in tre al ristorante improbabile e, diciamola tutta, abbiamo mangiato veramente di merda. ma di merda al cubo credetemi. sono terrorizzato all'idea di andare a letto. anche perché non ho neanche sonno ed è già la mezza..... un saluto globale, come al solito.

martedì 27 ottobre 2015

la nutria non timida

oggi doveva essere un'altra giornata (parlo di lavoro) ma nel corso della stessa è cambiata più volte. l'ultimo cambiamento è stato una chicca che se questo blog fosse l'altro blog uscirebbe fuori un post epocale. ma succede che arrivo a casa poco dopo le sette, cambio veloce e si scende sulla Martesana. lo ammetto: stasera pensavo di fare bene. in realtà ho fatto benino, ma di questo parlerò dopo. parto, circumnavigo la Martesana da Zuretti/Gioia, rientro e vado in direzione Via Adriano. ora, i milanesi sapranno che la Martesana è piena di nutrie. per chi non sapesse cos'è una nutria, suggerisco di andare su Google immagini. a me le nutrie non fanno certo schifo. stanno in acqua o nelle tane che scavano a pelo d'acqua. ebbene, all'altezza del parco vittime di Nassirya ce n'è una che da qualche giorno praticamente è sulla pista. un topone/castorone/procione che incurante di runner, ciclisti, mamme col passeggino, uomini e cani sta lì, mangia l'erba (la nutria non è carnivora) e se ne impippa di chiunque passi. la settimana scorsa abbiamo corso qualche metro affiancati. anche stasera era lì, bella pacifica e quieta. secondo me prima o poi la vedremo direttamente sulla pista, sono pronto a scommetterci. 
dicevo, pensavo di fare una bella uscita, diciamo fare i 10.000 sotto i 55'. non è che ci sia andato tanto lontano, 10,03 km per 55' e 52", 5' e 34" al km. credevo di sentire meno la stanchezza post Lodi. non ho completamene recuperato, poi ho fatto due km incredibilmente lenti. tra l'altro in uno di questi sono recidivo, perché è un km fatto di curve e di attenzione alla strada o meglio alle macchine che possono uscire dalle vie laterali. devo ricordarmi di cambiare percorso. infine era un po' che cercavo un pantaloncino che non esiste. ebbene, ho trovato in fondo ai cassetti un pantaloncino che è il contrario dell'estetica del runner. cioè, che secondo me mi sputano addosso se ci fanno caso i runner griffati dalla testa ai piedi. ma un bel chi se ne frega non vogliamo dirlo? nella foto in alto al blog ci sono io, ovviamente. anche se quella non fu una bella giornata, le foto che sono uscite sui siti di running sono una più bella dell'altra. buona notte a tutte e tutti.