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venerdì 30 ottobre 2015

shadows and fog

"madonna dell'incoroneta". non è Lino Banfi in "la dottoressa ci sta col colonnello" ad aver detto questa frase ma il sottoscritto quando si è alzato alle sei e dieci e ha guardato fuori dalla finestra della cucina (che non è una finestra ma una porta, visto che ho un balconcino) in direzione Martesana e si è accorto che c'era una nebbia della madonna. vabbè, ormai mi sono alzato e devo andare a correre, anche se la voglia è quella che è, cioè poca. un caffè, una sciaccquata al viso (o il contrario, non ricordo) e giù per le scale. non faceva freddo, e di sopra mi sa che mi sono vestito un pò troppo pesante. inizio a correre, ma sento che le energie son quelle che sono. è stata una settimana faticosa, ma noi runner pippe dobbiamo approfittare delle finestre di tempo definite per infilarci gli allenamenti. vado a muzzo, non so che cosa voglio fare, per cui mi invento un 5 k (cioè, diciamolo, mi sono fermato a 5 k perchè ero entrato nell'iperuranio, ma non quello platonico bensì quello di Chris Nolan) fatti in poco più di 28 minuti ovvero a 5' e 39", poi una serie da 2,5 k a 5' e 48" e poi ancora 500 metri intorno a casa ma giusto per dire che questa mattina ho fatto 8 km. ma credetemi è stato faticosissimo. anche se in qualche modo generante e rigenerante. questa mattina al lavoro ho avuto un sacco di roba da fare, ma l'ho fatta in modo "leggero" e senza pensare a nulla. effetti tonici e benefici della corsa. un abbraccio globale a tutte e tutti.

giovedì 29 ottobre 2015

all day long

giornata lunga, 500 km macinati in auto in gran parte sotto la pioggia, e ogni volta che vedo Bologna mi convinco che sia la città più di merda in Italia (uomo, non volermene), ma nonostante questo sono arrivato in tempo per il calcetto. bella partita stasera, la mia squadra era nettamente più giovane (nel senso che avevo due venticinquenni con me, uno veramente bravino), ma come avevo pronosticato non è stata vittoria facile. abbiamo vinto di due, ma è stata in equilibrio fino a pochi minuti dalla fine. io ho giocato direi benino e con molta abnegazione come mio solito. devo aver fatto un movimento brusco che ho una fitta alla parte destra della schiena, ma non credo che sia nulla di grave. poi siamo andati in tre al ristorante improbabile e, diciamola tutta, abbiamo mangiato veramente di merda. ma di merda al cubo credetemi. sono terrorizzato all'idea di andare a letto. anche perché non ho neanche sonno ed è già la mezza..... un saluto globale, come al solito.

martedì 27 ottobre 2015

la nutria non timida

oggi doveva essere un'altra giornata (parlo di lavoro) ma nel corso della stessa è cambiata più volte. l'ultimo cambiamento è stato una chicca che se questo blog fosse l'altro blog uscirebbe fuori un post epocale. ma succede che arrivo a casa poco dopo le sette, cambio veloce e si scende sulla Martesana. lo ammetto: stasera pensavo di fare bene. in realtà ho fatto benino, ma di questo parlerò dopo. parto, circumnavigo la Martesana da Zuretti/Gioia, rientro e vado in direzione Via Adriano. ora, i milanesi sapranno che la Martesana è piena di nutrie. per chi non sapesse cos'è una nutria, suggerisco di andare su Google immagini. a me le nutrie non fanno certo schifo. stanno in acqua o nelle tane che scavano a pelo d'acqua. ebbene, all'altezza del parco vittime di Nassirya ce n'è una che da qualche giorno praticamente è sulla pista. un topone/castorone/procione che incurante di runner, ciclisti, mamme col passeggino, uomini e cani sta lì, mangia l'erba (la nutria non è carnivora) e se ne impippa di chiunque passi. la settimana scorsa abbiamo corso qualche metro affiancati. anche stasera era lì, bella pacifica e quieta. secondo me prima o poi la vedremo direttamente sulla pista, sono pronto a scommetterci. 
dicevo, pensavo di fare una bella uscita, diciamo fare i 10.000 sotto i 55'. non è che ci sia andato tanto lontano, 10,03 km per 55' e 52", 5' e 34" al km. credevo di sentire meno la stanchezza post Lodi. non ho completamene recuperato, poi ho fatto due km incredibilmente lenti. tra l'altro in uno di questi sono recidivo, perché è un km fatto di curve e di attenzione alla strada o meglio alle macchine che possono uscire dalle vie laterali. devo ricordarmi di cambiare percorso. infine era un po' che cercavo un pantaloncino che non esiste. ebbene, ho trovato in fondo ai cassetti un pantaloncino che è il contrario dell'estetica del runner. cioè, che secondo me mi sputano addosso se ci fanno caso i runner griffati dalla testa ai piedi. ma un bel chi se ne frega non vogliamo dirlo? nella foto in alto al blog ci sono io, ovviamente. anche se quella non fu una bella giornata, le foto che sono uscite sui siti di running sono una più bella dell'altra. buona notte a tutte e tutti.

domenica 25 ottobre 2015

Laus Half Marathon

ci sono gare che se anche il responso cronometrico non è certo eccezionale ti riempiono lo stesso di positività. questa mattina sono andato a Lodi - cittadina che non ricordavo così bella ma quando visiti qualcosa per lavoro la bellezza non sempre riesci ad individuarla - alla Laus Half Marathon. gara a cui mi ero iscritto a giugno. vi avevo detto che mi sentivo un po' meglio ultimamente, anche i tempi sembravano dimostrarlo. ma qui c'era la distanza a fare da spauracchio, quella cosa che se non la sai padroneggiare rischi di fallire. e 21 km sono 21 km. c'è da dire che questa notte ho dormito tanto e bene. e il riposo serve ed aiuta. la mattinata era bellissima, la temperatura giusta per correre. si parte, e coscienziosamente non si spinge. anche perché non me lo posso permettere forse. decido di tenere un passo blando, intorno ai sei al km, anche un po' di più. e decido di fermarmi ad ogni ristoro, 4 per l'esattezza, cosa che di solito non faccio (di solito mi fermo al secondo o al terzo nelle mezze, nelle dieci/dodici non mi fermo mai). e naturalmente senza spegnere il garmin, perché è una gara, per Zatopek. al quindicesimo ho esagerato nel fermarmi (ho un passaggio a 7' e 48"!) perché mi sono messo a parlare con la signora del ristoro e tre ragazze dell'ortica. in qualche salita pesante ho camminicchiato, ma non mi sono mai fermato nel senso tecnico del termine. l'ultimo km l'ho fatto entrando "a tutta birra" nel centro di Lodi, incoraggiato dagli altri runner bravi e non pippe come me e da qualche locale. alla fine ho chiuso in 2 ore, 13' e 24", 6' e 20" al km, ben lontano dai miei migliori tempi (che rimangono tempi da pippa), ma è meglio di Monza dove ho fatto pietà, di Pavia dove mi sono ritirato, di Rivanazzano, di Orzinuovi e di appena un minuto sopra Piacenza, dove mi presentai convinto di fare bene visto che venivo da un mese con tempi costantemente sotto i 5' e 30" anche su lunghe distanze e invece fu un disastro totale (ed è da lì che ho perso parecchio smalto, lo so....). quando ho tagliato il traguardo mi sembra di aver alzato il braccio sinistro come se avessi fatto la rete della vittoria all'ultimo minuto del calcetto. ero contentissimo. speriamo che sia una inversione di tendenza. in questo momento credo che non mi faccia male nulla, gambe, schiena, fianchi, ma magari è solo l'euforia del momento. e poi sono contento di aver parlato con alcuni podisti da marte - società gemellata con la nostra - il cui presidente è morto qualche giorno fa in modo improvviso. sono contento di aver incrociato le tre running-girl-star di Milano, che ovviamente essendo running-girl-star hanno fatto tempi siderali che io neanche nei miei sogni posso fare. sono contento che i ragazzi del mio gruppo, al gran completo a Venezia, abbiano fatto bene, in modo particolare Mirko che alla sua prima maratona l'ha fatta in 4 h e 43' e so quanto si è spaccato per arrivare a questo appuntamento. unica nota negativa della giornata, ho perso un calzino oxyburn, che con quello che costano.... ma alla fine va bene lo stesso. a me piace correre perché correndo si va avanti.

sabato 24 ottobre 2015

Sabrina

ogni tanto mi succede di guidare e pensare a lei. diciamo che capita ogni sei mesi. perché si tratta di un pensiero cupo. Sabrina  fu una delle mie prime assistenti, o collaboratrice principale, ovvero ero arrivato ad avere un minimo di responsabilità e avevo bisogno di persone che mi aiutassero nel lavoro. parliamo del 2002, e prendemmo con un contratto a tempo determinato questa ragazza, credo di 4 o 5 anni meno di me. abruzzese, mi pare di Pescara, laureata a Urbino e a Milano per seguire il fidanzato. era brava, era solare, era disponibile, era bella. queste quattro cose non erano in ordine di importanza. c'erano e basta. lavorare con lei era solo piacevole. l'anno successivo mi venne tolta, essendo brava, solare, disponibile e bella mi fu scippata per essere assegnata a qualcuno più importante di me, nella migliore tradizione aziendale. sia chiaro, quando parlo di disponibilità ne parlo in chiave lavorativa, che era di una serietà inappuntabile tanto era innamorata del fidanzato. di quel periodo con lei ho tanti ricordi, ma ce n'è uno che mi è qui davanti agli occhi. andammo a vedere tutti noi del nostro settore un musical al teatro nuovo in san babila che sponsorizzavamo come azienda. una domenica pomeriggio, gentile omaggio del nostro AD, per noi e i nostri familiari. gran bel pomeriggio, devo dire, uno degli ultimi ricordi positivi di un anno, il 2003, che dal punto di vista lavorativo fu il peggiore che io possa ricordare. dopo lo spettacolo io e la mia compagna scendemmo a prendere la metro e nella banchina a qualche metro c'era Sabrina abbracciata in modo tenero al suo fidanzato. lei quel giorno era vestita veramente bene e nonostante io fossi innamorato della donna che era accanto a me in quel momento, ricordo che pensai "è bellissima, l'uomo che è accanto a lei è un uomo fortunato".
dopo qualche anno le nostre strade aziendali si divisero. lei andò a seguire il direttore generale ma soprattutto rimase incinta. e qui una cosa brutta. nasce una bambina down, nonostante avesse fatto tutte le analisi preventive. capita, si dirà. questa cosa non impedisce a Sabrina e al suo uomo di amare questa figlia, ma decidono di mettere in cantiere un altro figlio, che per fortuna nasce bello e sano. diventa una mamma, una moglie ma non rinuncia al lavoro. certo, non con l'abnegazione di prima, ma sempre con un impegno superiore alla media. sono anni di crescita esponenziale per la nostra azienda. di fatturato e di dipendenti. se va bene ci si incrocia in ascensore.
ma a un certo punto non la vedo più. mi viene da pensare che abbia preso qualche congedo per seguire la figlia down. in realtà è in malattia. ma è lei ad essere malata. ed è una bruttissima malattia. congedo, operazione, convalescenza, viene a trovarci in sede. a dispetto del suo calvario sembra sempre quella di sempre. tornerò con voi, ve lo prometto. invece in azienda non tornerà più. innanzi tutto perché dà le dimissioni. ma soprattutto perché muore da lì a breve, a neanche 40 anni, lasciando soli due figli e il loro papà.
dicevo, a me capita ogni tanto di pensare a lei. eravamo amici su facebook. avuta la notizia della morte, eliminai "l'amicizia". non avrei retto gli aggiornamenti sulla home page. il suo profilo è ancora lì, l'ho controllato prima. con tre o quattro foto belle ma che non rendono la sua bellezza. ecco, se io voglio avere una prova a supporto del mio ateismo, Sabrina è la principale. nessun dio può essere così ingiusto da fare quello che ha fatto a lei e non ad un altro.
avevo già reso omaggio a Sabrina molto probabilmente in qualche mio blog precedente, ma mai ne avevo parlato in modo così approfondito. mi andava di farlo, l'ho fatto. buona notte a tutte e tutti.

venerdì 23 ottobre 2015

di un sogno e di una sgambata

altro sogno strano la notte scorsa. io insieme ad un altro che non so chi sia siamo una specie di volontari che aiutano barboni e disadattati, tipo quelli che stazionano alla centrale. siamo armati delle migliori intenzioni, sembriamo dei city angels. peccato che ci rendiamo conto che questi barboni sono di una malvagità incredibile, sono "cattivi dentro". ed allora decidiamo che tutta la roba che abbiamo portato a loro ce la riprendiamo tutta, in particolare abiti e cappelli per l'inverno, ed anzi iniziamo anche ad azzuffarci con loro, prima verbalmente poi quasi fisicamente. la scena finale avviene su un ponte che ha tutta l'aria di essere un ponte di Feltre o di Belluno visto tanti anni fa.
stasera ultima sgambata veloce prima della gara di domenica. veloce nel senso che stasera c'era il solito appuntamento del giovedì sera a cena con gli amici (questa volta pizza da rossopomodoro che ha sempre un suo perché) e quindi anche volendo non avevo tempo per una uscita da un'ora. ho fatto 6,88 km (da casa mia a Via Adriano e ritorno con un lieve allungo per avvicinarmi ai sette.....). 37' e 57", ovvero 5 e 31" al km. domenica non so cosa riuscirò a fare. si, sono leggermente più in forma, ma sono comunque non in forma per una distanza così lunga. i dolori sono sempre lì, soprattutto tra schiena e fianchi. ma voglio comunque giocarmela. male che vada arrivo ultimo, ma voglio farcela. buona notte a tutte e tutti.

mercoledì 21 ottobre 2015

tutto è sempre più semplice di quanto sembri

questa mattina mi guardavo allo specchio mentre mi facevo la doccia (trattavasi del bagno dell'albergo) e mi vedevo bello. cioè, fisicamente bello. sto invecchiando, ma sto invecchiando bene. per quanto possa durare non si sa, ma così è. ieri sera abbiamo cenato in un bel ristorante, e dove ci trovavamo non è facile mangiare così bene. ad un certo punto arriva uno più o meno della nostra età ma con una faccia veramente da pirla. accompagnato da una trentenne bella ma soprattutto affascinante. l'impressione è che fosse una escort, anche se di modi non così marcatamente escortistici. questo pirla non lo era solo di faccia ma anche per quello che diceva. ad un certo punto sia io che il collega ci accorgiamo che questa ci guarda, ripetutamente. ok, per quanto sfatti dai 300 km macinati in auto (dal sottoscritto, aggiungo), stavamo ancora più o meno in tiro, ma secondo me lei ci guardava perché era in imbarazzo per il fatto di essere con il pirla. ad ogni modo uscendo dal ristorante abbiamo fatto il conto di quanto sarebbe costata quella serata al pirla se di escort si trattava. cena in quel ristorante + albergo + prestazione = 5/600 euro, non meno. pirla al cubo.
vabbè, per quanto riguarda la parte sportiva, al calcetto stasera non ho rinunciato e non sono neanche arrivato al pelo. bella partita, che abbiamo vinto di cinque, con qualche fallo di troppo in campo, anche miei. non cattivi, ma di mestiere. ma stasera avevo voglia di vincere e ho vinto. abbiamo trovato un bravo portiere, ligure-apuano, terra di grandi sportivi. ho deciso che sarà il mio portiere. ho rinunciato al ristorante improbabile, che non mi sembrava il caso dopo 40 ore fuori da casa. naturalmente se non vado io non va nessuno. anche questa è leadership. buona notte a tutte e tutti.

martedì 20 ottobre 2015

del dubbio sul letto in cui stavo dormendo, di un sogno lurido e di una bella corsetta sulla Martesana

c'è stata un'epoca in cui mi svegliavo la notte e mi chiedevo in quale letto mi trovavo. parlo di un'epoca in cui in un mese "provavo" non meno di otto letti. non mi dispiace affatto che quell'epoca sia finita, ma questa notte mi è capitato di svegliarmi con la medesima sensazione. peccato che mi trovassi nel mio letto, niente altro che nel mio letto. mi riaddormento, e faccio un sogno veramente lurido. qualunque cosa ci sia per terra, io la raccolgo. capelli, polvere, monete, cartaccia, lattine. mi trovo ad avere in mano non so quanta rumenta. entro in un bagno tipo quelli dell'autogrill e mi dirigo verso il lavandino, solo che ho le mani talmente piene di schifezza che non riesco neanche ad aprire l'acqua. si avvicina un collega, gli chiedo la cortesia di aprirmi il rubinetto, lui lo fa solo che in modo dispettoso mi schizza tutta l'acqua addosso e se ne va. io faccio per lavarmi le mani, ma mi accorgo che il lavandino è persino più lurido delle mie mani: c'è un pettine, ancora tanti capelli, tutto è incrostato. a quel punto mi sveglio, guardo la sveglia, vedo che sono le sette e decido di alzarmi.
questa sera sono andato a correre abbastanza tardi, sette e mezza passate. era obbligatorio uscire stasera, domenica sono in gara, nei prossimi giorni sarò via per lavoro nella Padania che non mi piace e non avrò tempo (ma che strano....) per una uscita decorosa. solo una corsetta, nulla di più, ma abbastanza soddisfacente. l'arrivo della stagione più fredda mi aiuta a fare (leggermente) meglio. anche perché di più non riesco a fare. ho fatto poco più di dieci km (10,15 km) scendendo sotto i 56", o meglio ho fatto un passaggio ai 10 in 55' e 21" (che probabilmente non mi riusciva da maggio), chiudendo con 10,15 km in 56' e 15". 5' e 33" al km. leggerissimo miglioramento, come detto. speriamo che sia un buon viatico per domenica prossima. che i dolori mi diano tregua, per Zatopek ! su Rai4 stanno passando Kick-ass, e io adoro Hit Girl.

sabato 17 ottobre 2015

venerdì e sabato

Sia ieri che oggi mi sono allenato. Solo che ieri è stato un allenamento sui generis, essendo andato all'Expo. Ho visto quello che potevo vedere, avrete letto di code molto consistenti ai padiglioni più importanti e così é.  Ma il mio giudizio sull'evento è assolutamente positivo,  al di sopra di quanto preventivato. Ma questo è un blog sportivo,  e allora diciamo che se accendevo il garmin probabilmente scoprivo di aver fatto sette, otto km.
Oggi ho corso in un orario insolito,  poco prima delle quattro,  dopo un pranzo anche non esattamente leggero. Essendo dai miei,  il percorso era un pò più impegnativo di quelli milanesi. Alla fine mi sono usciti fuori 12 km e mezzo in meno di un'ora e dodici,  10,4 all'ora. Non è il tempo di uno che è in forma ma poteva andare peggio. Dopo essermi riposato qualche minuto ho fatto un km in 5' e 34". Alla fine direi che sono abbastanza soddisfatto. Buona domenica a tutti. 

mercoledì 14 ottobre 2015

tapis roulant

stasera c'era la possibilità che non uscissi tanto presto dal lavoro. e siccome è difficile che nei prossimi giorni possa allenarmi, e in più pioveva, ho fatto una cosa che non facevo da undici mesi: sono andato nella palestrina aziendale. ora, è doveroso un flash back. chi mi conosce da tempo sa che non molto tempo dopo che entrammo nella nuova sede con palestra iniziai a frequentarla. boh, direi a partire dal 2011, massimo 2012 (sono andato a vedere l'altro blog e a metà 2012 già la frequentavo). e da lì iniziai a correre sul tapis roulant. poca roba che mi sembrava immensa. quando raggiunsi il top (poco meno di 4,5 km in mezzora) mi sembrò di aver fatto chissà che cosa. facevo anche un po' di attrezzi, ma il tutto era fatto per scaricare il più possibile. erano anni in cui lavoravo tantissimo, avevo tante responsabilità, giravo come una trottola. avevamo il calcetto come appuntamento quasi fisso, ma non certo come gli ultimi anni e ogni tanto (ma mai più di una volta alla settimana) c'era la palestra. quando ho iniziato a correre seriamente mollai la palestra. giusto una puntata una sera di novembre dell'anno scorso, giornata piovosissima, e ricordo di aver corso un'ora esatta o 10 km. mi avevano detto che la palestra è sempre messa peggio. così è. quando sono arrivato non c'era nessuno. nello spogliatoio maschile la luce principale non funzionava, un attrezzo era guasto. ci sta, cara grazia che esiste questo spazio. faccio un po' di esercizi con un attrezzo, dopo di che vado al tapis roulant e qui mi sono ricordato di una cosa: il tapis roulant è apparentemente meno faticoso della corsa su strada. e per chi cerca il "tempo" non è semplice. tu schiacci l'avvio. prima che arrivi alla velocità di partenza è passato qualche secondo. poi dovrebbe essere indicato per i progressivi. quindi uno dice, parto più piano e aumento dopo. ho fatto una prima serie di mezzora. guardo il display e mi dico "ma con la velocità a cui sto andando dovrei aver fatto più "strada"...." insomma chiudo a 11 km/h, e scopro di aver fatto appena 5,11 km! vado a bere un bicchiere d'acqua al boccione e quindi inizio una seconda serie. questa volta non mi freghi!!! vado quasi subito a 10,3 km/h, sto parecchio a 10,5 km/h e poi vado in progressione, chiudendo a 11,1 km/h (che è 5' e 25", per essere chiari). guardo il display. 5,24 km!!!! vabbè, non importa, di certo per un'ora ho corso, poi se ho fatto 100 metri in più o in meno, cinque secondi in più o in meno al km, credo che abbia poca importanza. di base il tapis roulant non mi piace. credo che sia impensabile correre per più di un'ora. ti rompi troppo i coglioni! e poi se fai il progressivo è vietato diminuire la velocità, quindi la fatica la senti. mentre correvo sono arrivate due altre persone, una collega ed uno sconosciuto che sembrava uno della famiglia addams. ecco, siamo qualche centinaio nel palazzo, secondo me se in questa palestra ci vanno dieci persone al giorno è tanto. bah, poi sempre tutti a lamentarsi al lavoro.....
sono uscito alle 20.15. tu dici, a quell'ora arrivi subito a casa. ci ho messo 50 minuti! sarà stata la pioggia, o un incidente, ma c'era la circonvallazione bloccata. e dire che volevo passare dall'esselunga a comprare qualcosa che ho il frigo vuoto, ma chi aveva voglia a quel punto?
detto questo, buona notte o buon giorno a tutte e tutti.

lunedì 12 ottobre 2015

six o'clock in the morning

ore 6.00. dopo una notte praticamente insonne (due ore di sonno scarse ed è già successo tra giovedì e venerdì), aver preso un caffè è bevuto un bicchiere d'acqua con integratore, sono andato a correre. è andata pure bene, ed avrei fatto anche di più se non mi fosse venuto mal di stomaco. una cosa è probabile, anzi due. questa notte magari dormo e per la legge del contrappasso la prossima uscita runneristica sarà ad minchiam.

sabato 10 ottobre 2015

come non detto...

ieri sera il medico mi ha cambiato la pillola, ma la storia sembra che non sia cambiata. questa mattina mi sono svegliato incredibilmente tardi (le 9 e mezza per me è tardissimo !) e dopo avere fatto colazione e preso la nuova pillola sono uscito per quella che doveva essere una uscita lunghetta. è vero che avevo corso solo 36 ore fa, ma dopo pochi km ho iniziato a sentir dolore prima al fianco destro, poi a quello sinistro, poi alla schiena e da lì è un attimo arrivare a gambe e polmoni. dopo circa sette km mi sono fermato, ho rifiatato, ho ripreso, ma agli otto mi sono fermato per camminare fino alla fontanella di Via Padova, poi altri due km e di nuovo fermo, poi un altro km e finalmente a casa. disastro totale insomma. ora mi sento apparentemente bene ma col morale un po' giù. pazienza, passerà. ora vado a Torino. buon fine settimana.

giovedì 8 ottobre 2015

di un sogno runneristico e di una corsa accanto alla mia amante

la notte scorsa ho fatto un sogno strano. sono in una specie di carugio ligure pieno di locali e localini. in uno di questi entrando si va al punto di partenza o di ritiro del pettorale per la deejayten di domenica prossima. mi stupisco che non ci sia nessuno, sapendo che ci sono migliaia e migliaia di iscritti. si affaccia il padrone di questo locale, un tizio pelato, e mi dice di non fare il furbo e di fare la coda. svolto l'angolo e inizia un serpentone kilometrico che si snoda intorno al carugio. al che decido che quella coda io non ho alcuna intenzione di farla e mi ritrovo in uno spazio aperto che mi sembra parco sempione (dove effettivamente l'anno scorso si ritiravano i pettorali). anche qui la coda è notevole, anzi ci sono diverse code (e quest'anno alla deejayten ci sono quattro griglie per smaltire i 40.000 iscritti). io mi metto in coda ma ad un certo punto penso "ma a me della maglietta della deejayen non me ne frega nulla, io domattina la corro lo stesso senza pettorale". poi guardo meglio queste code e mi accorgo che sono tutti ragazzi e ragazze molto giovani, tipo età di mia figlia. dopo di che mi sveglio.
solo per dovere di informazione vi dico che domenica prossima non farò la deejayten.
stasera sono tornato a correre. teoricamente dovrei sentirmi molto soddisfatto. i dolori non sono affatto scomparsi, anzi. in questo momento mentre sto scrivendo ho una fitta alla schiena lato destro mica da ridere. non ho il fiatone, non più di quanto non ne abbia avuto ieri sera giocando a calcetto, ma ho sudato da fare schifo, ben più di quanto preventivabile con i 20 gradi di stasera e l'abbigliamento pressoché estivo. ma uscite come quelle di stasera non sono un test. io di sera rendo di più che al mattino. e correre accanto alla Martesana è come correre accanto ad una amante. io mi carico, in quel continuo incrociare, superare ed essere superati da altri runner. sono arrivato fino al Lambro, praticamente dove buio più buio non poteva esserci, per poi tornare indietro. ho fatto 10 km tondi tondi, sputando sangue sul finale, in 56' e 06". 5' e 36" al km. non sarebbe male, ripeto, in linea teorica. ma non può e non deve in alcun modo fare test. di certo ho corso per il piacere di correre. e di sentirmi vivo. domani sera andrò dal medico, vediamo che mi dice. buona notte amiche ed amici, un abbraccio globale.

mercoledi di calcetto

al termine di una giornata lavorativa discretamente impegnativa e con qualche mezza frase che non ho capito (e io di solito capisco le cose abbastanza al volo), c'è stato il calcetto. ragazzi (per dirlo alla Bersani), organizzarlo è stato faticoso come lucidare il fiume! alla fine obbligando un mezzo tisico e facendo rinunciare ad un altro la puntata a Lugano, siamo riusciti ad essere in dieci. partita molto equilibrata all'inizio, con lo 0 a 0 tenuto a lungo. poi una serie di episodi fortuiti hanno portato l'altra squadra in doppio vantaggio. noi però non stavamo giocando male, ma ad un certo punto si è stirato uno dei nostri e a quel punto in cinque contro quattro non c'è stata più storia. abbiamo perso mi pare di quattro o di cinque. non ho segnato ma ho preso un palo. da segnalare la solita presenza gradevole a bordo campo. chi all'inizio non era d'accordo con me stasera ha ufficialmente cambiato idea. siamo andati poi in tre al ristorante improbabile. tema della serata: le difficoltà di concepimento nelle coppie di oggi. protagonisti: gli altri due. buona notte a tutte e tutti.

martedì 6 ottobre 2015

dunque

fino a questa mattina stavo un po' giù. ancora dolori, ancora fiatone, ancora scazzo insomma. ho chiamato il medico, gli ho spiegato come stanno le cose, gli ho riferito i miei dubbi sulle controindicazioni del farmaco, lui dice strano ma vieni venerdì. nel pomeriggio però mi sono sentito meglio. forse perché è stata una giornata lavorativa intensa e proficua. perché non c'è niente da fare, io sono bravo. lo so, suona come immodesto, ma come posso negare questa cosa? se dessero a me le chiavi della macchina li riempirei di soldi. ma forse a loro i soldi non interessano. sono appena tornato dal kick off stagionale del mio gruppo runneristico. dai Francesco non mollare. ok non mollo. hanno spiegato i programmi 2015/2016. sono programmi ambiziosi. sono un gruppo di provincia, sono capitato lì per caso e sono contento di essere lì perché hanno la dimensione giusta per uno come me. che poi non pensate ad un gruppo di scarsi. tanto per dire c'è uno che è stato primo di categoria alla 10 k di Monza, diversi i maratoneti (il migliore da 3 h 20') e  mezzomaratoneti (mi pare che il migliore sia da 1 h 30'), e poi una donna che alla sua prima maratona è andata sotto le 4 ore. ho notato che però c'è frattura tra chi lo dirige e qualcuno della base, che probabilmente scalpita per avere maggiore visibilità. conosco bene le dinamiche dell'associazionismo sportivo, negli anni '80 e '90 ne fui protagonista anche io. dicevo, no non mollo. domani sera ci sarà a dio piacendo il calcetto, poi avrei un certo programma in testa che vorrei quanto meno provare a rispettare, a partire da giovedì. no, non mollo.

domenica 4 ottobre 2015

updates... (al plurale)

mi sento come se da un momento all'altro potesse salirmi la febbre. al momento non è così, ma dalla testa ai piedi sono indolenzito, e non possono certo essere stati quei pochi km fatti la causa, quindi vuol dire che questo malessere era in qualche modo già presente. speriamo in un sonno ristoratore. dopo cena avrei visto un film, ma ho l'impressione che rischio di addormentarmi prima.
a proposito di film, a Mariella dico che alla fine ho visto "Sicario", che è un gran bel film, col solito strepitoso Benicio Del Toro. e con una stupenda Emily Blunt, che è una attrice di cui sono innamorato e non intendo per come recita (chi mi conosce sarà un po' stupito in rapporto alle foto che postavo nel vecchio diario, chi mi conosce bene sarà meno stupito).
e poi, scusate l'ignoranza che non lo sapevo anche scrittore, ho letto un bel giallo di Enrico Ruggeri. si legge velocemente, non è un trionfo narrativo, ma sarà che è ambientato in Porta Romana che è una delle zone che sento più mia a Milano, ma fatto sta che alla fine della fiera l'ho trovato gradevole. "la brutta estate", voto 7.
ps: mai ricevuti così tanti auguri per l'onomastico ! 

disastro e sconcerto. ma senza esagerare

in assoluta fase regressiva oggi ho corso a Pavia. ecco, correre è un verbo due volte inappropriato. primo perché ho corso per modo dire, secondo perché oggi ero iscritto ad una mezza ma ho fatto (sempre si fa per dire) il circuito della dieci, con quasi metà di questi camminando più che correndo. sì, perchè sono pure andato in debito di ossigeno, anche pesantemente. avevo dolori ovunque: gambe, schiena, ginocchia, piedi. le scarpe mi facevano male, ma dare la colpa alle scarpe è ridicolo. posso aggiungere come scusante il farmaco che sto prendendo da 48 ore, ma non mi risulta avere controindicazioni sull'attività fisica, anzi. lasciando Pavia ero depressissimo. adesso meno, visto che il pacco gara era fatto da prodotti della Scotti, mi andrò a fare un risotto. poi me ne andrò, da solo, al cinema. volevo vedere "The Martian", ma mi sembra più appropriato vedere "Sicario".
adesso ci sono due strade: o correre di meno, o correre di più. ci penserò mentre guardo i trailers che a me piacciono un casino i trailers. smettere di correre quello no, ecchecazzo.

venerdì 2 ottobre 2015

senza di te il calcetto non ha futuro

essendo stato via due giorni per lavoro, non ho potuto giocare a calcetto. si dà il caso che anche gli altri non abbiano giocato a calcetto. da buon organizzatore capo, avevo raccolto le adesioni e fatto le squadre in loro vece. addirittura erano 11. poi, si può dire a cominciare da quando sono sceso dall'aereo martedì mattina, sono arrivate le defezioni. prima uno, poi l'altro, per poi finire ad essere in sette. ragazzi, guardate che io non ci sono, non contate su di me per la ricerca dei sostituti. ed ovviamente loro non ci sono riusciti. ieri intorno alle ore 13, ironia della sorte costeggiando lo stadio san paolo di Napoli, telefonavo al gestore del campo scusandomi in modo ruffiano. "e lo sai che io sono via per lavoro....". e lui "ed io te l'avevo detto che quei coglioni senza di te non giocavano". ed io "pensa che anche la settimana prossima non dovrei esserci". e lui "a posto siamo!".
qualche ora dopo mi arriva un sms di G. "senza di te il calcetto non ha futuro!". e D. "no, ma se non c'è Francesco io non mi diverto". e oggi M. "è mancata la tua autorità (!), qui hanno mandato tutto in vacca!".
oggi è stata una giornata pesante, un po' per la stanchezza un po' perché quando manchi trovi tanti cazzi al tuo ritorno. stasera però dovevo fare l'allenamento di rifinitura che domenica ho una gara nella bellissima Pavia. che poi avrei dovuto farlo in modo soft, ma poi io seguo il corpo. il corpo mi diceva di fare un 5 k "veloce", che poi è diventata una mezzora veloce per poi chiudersi in un quasi 6 k fatti in 31' e 20", ovvero a 5' e 18". ho sbagliato lo so. pazienza.
fatemi chiudere con una segnalazione tipica dell'altro blog. leggete questa notizia. ennesima conferma che l'imprenditoria privata italiana - compresi i suoi giovani rampolli che almeno potevano evitarci di scrivere un libro con le loro quattro verità che possono ficcarsi beatamente in culo - è una cosa immonda e schifosa. buona notte amiche ed amici.