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sabato 24 ottobre 2015

Sabrina

ogni tanto mi succede di guidare e pensare a lei. diciamo che capita ogni sei mesi. perché si tratta di un pensiero cupo. Sabrina  fu una delle mie prime assistenti, o collaboratrice principale, ovvero ero arrivato ad avere un minimo di responsabilità e avevo bisogno di persone che mi aiutassero nel lavoro. parliamo del 2002, e prendemmo con un contratto a tempo determinato questa ragazza, credo di 4 o 5 anni meno di me. abruzzese, mi pare di Pescara, laureata a Urbino e a Milano per seguire il fidanzato. era brava, era solare, era disponibile, era bella. queste quattro cose non erano in ordine di importanza. c'erano e basta. lavorare con lei era solo piacevole. l'anno successivo mi venne tolta, essendo brava, solare, disponibile e bella mi fu scippata per essere assegnata a qualcuno più importante di me, nella migliore tradizione aziendale. sia chiaro, quando parlo di disponibilità ne parlo in chiave lavorativa, che era di una serietà inappuntabile tanto era innamorata del fidanzato. di quel periodo con lei ho tanti ricordi, ma ce n'è uno che mi è qui davanti agli occhi. andammo a vedere tutti noi del nostro settore un musical al teatro nuovo in san babila che sponsorizzavamo come azienda. una domenica pomeriggio, gentile omaggio del nostro AD, per noi e i nostri familiari. gran bel pomeriggio, devo dire, uno degli ultimi ricordi positivi di un anno, il 2003, che dal punto di vista lavorativo fu il peggiore che io possa ricordare. dopo lo spettacolo io e la mia compagna scendemmo a prendere la metro e nella banchina a qualche metro c'era Sabrina abbracciata in modo tenero al suo fidanzato. lei quel giorno era vestita veramente bene e nonostante io fossi innamorato della donna che era accanto a me in quel momento, ricordo che pensai "è bellissima, l'uomo che è accanto a lei è un uomo fortunato".
dopo qualche anno le nostre strade aziendali si divisero. lei andò a seguire il direttore generale ma soprattutto rimase incinta. e qui una cosa brutta. nasce una bambina down, nonostante avesse fatto tutte le analisi preventive. capita, si dirà. questa cosa non impedisce a Sabrina e al suo uomo di amare questa figlia, ma decidono di mettere in cantiere un altro figlio, che per fortuna nasce bello e sano. diventa una mamma, una moglie ma non rinuncia al lavoro. certo, non con l'abnegazione di prima, ma sempre con un impegno superiore alla media. sono anni di crescita esponenziale per la nostra azienda. di fatturato e di dipendenti. se va bene ci si incrocia in ascensore.
ma a un certo punto non la vedo più. mi viene da pensare che abbia preso qualche congedo per seguire la figlia down. in realtà è in malattia. ma è lei ad essere malata. ed è una bruttissima malattia. congedo, operazione, convalescenza, viene a trovarci in sede. a dispetto del suo calvario sembra sempre quella di sempre. tornerò con voi, ve lo prometto. invece in azienda non tornerà più. innanzi tutto perché dà le dimissioni. ma soprattutto perché muore da lì a breve, a neanche 40 anni, lasciando soli due figli e il loro papà.
dicevo, a me capita ogni tanto di pensare a lei. eravamo amici su facebook. avuta la notizia della morte, eliminai "l'amicizia". non avrei retto gli aggiornamenti sulla home page. il suo profilo è ancora lì, l'ho controllato prima. con tre o quattro foto belle ma che non rendono la sua bellezza. ecco, se io voglio avere una prova a supporto del mio ateismo, Sabrina è la principale. nessun dio può essere così ingiusto da fare quello che ha fatto a lei e non ad un altro.
avevo già reso omaggio a Sabrina molto probabilmente in qualche mio blog precedente, ma mai ne avevo parlato in modo così approfondito. mi andava di farlo, l'ho fatto. buona notte a tutte e tutti.

10 commenti:

  1. Esistono tanti Dio che poi è un Dio soltanto in ogni caso incarna l.amore che permette l.evoluzione -lo so é un concetto complesso-. Ciò che si può evolvere è l.anima il corpo no.
    il corpo é l.oggetto dell.anima che usa per fare esperienza della vita x poi lasciarlo quando ha ottenuto ciò di cui aveva bisogno in questa vita x il suo cammino alla perfezione. Quindi
    Dio non è cattivo nel senso che l.uomo crede. E l.uomo che usa il concetto di Dio x giustificare il bene che non sceglie di realizzare.
    In merito a Sabrina è stata credo amata e ha amato permettendo ad ulteriori anime di incarnarsi attraverso di lei ecco i suoi figli
    Sabrina è stata fortunata e tanto solo x questo l.amore é la cosa più importante prima e dopo la morte.. Ci sono anime che arrivano e se vanno senza eessersi mai unite all.amore. questa ultima cosa è terribile.
    Pensiero speciale a questa.anima

    Serena notte.

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  2. C'è una cosi tanta marea di ingiustizie che a volte me lo chiedo anche io, che non sono ateo, dove si andato in vacanza il mio dio. Poi penso che ad ogni dolore corrisponde un sorriso, e senza quel dolore il sorriso non avrebbe senso. Penso al papà che tiene per mano suo figlio down con una forza che io non so neanche dove sta di casa, e gli sorride di un sorriso che io non ho neanche idea da dove spunti.
    Penso a Sabrina. Penso che dovrei cercarlo anche io quel sorriso. In ogni caso.

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  3. Sabrina ha vissuto, ha amato, ha avuto amici. Una famiglia e un calore che tanti altri esseri umani non avranno mai. Quando leggo storie come la sua, non penso a trovare un colpevole o un caprio espiatorio. Penso solo a quanto amore una persona così ha saputo donare. E riesco a ritrovare il sorriso. Punti di vista.

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  4. Francesco, grazie per aver condiviso questa tua storia, con grandissima umanità.

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  5. Storie come questa fanno capire quanto sia distorto il nostro elenco di priorità quotidiane (le mie in particolar modo).

    Ti abbraccio

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  6. Una storia drammatica che tuttavia hai saputo condividere nel migliore dei modi.

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  7. Mi ha fatto piangere la storia di Sabrina. Sono felice che tu abbia voluto ricordarla qui.

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  8. Una storia in cui la morte dimostra la nostra impotenza, la nullità rispetto a qualcosa che ci sfugge e atterrisce.
    Quando la Signora ci viene vicino, porta via persone alle quali vogliamo bene, allora, il dolore è grande e la costernazione pure.

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  9. Non capirò mai il perché e forse nessuno può...
    Ma è bello e forse consola che ci siano persone attente come te che la ricordino.
    Un abbraccio grande.

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