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mercoledì 30 dicembre 2015

un anno di corsa, e non solo di corsa

fine anno, è tempo di bilanci. chi mi conosce da tempo sa che una volta il post di fine anno era la hit parade musicale dell'anno. quell'abitudine è sparita da qualche anno, in questo nuova esperienza bloggeristica credo sia giusto soffermarsi sull'anno di running. so per certo che da qui a fine anno non correrò più. ai problemi di schiena (su cui tornerò dopo) si è aggiunto un mezzo raffreddore (e per forza, in ufficio siamo per il secondo anno consecutivo al freddo). l'anno runneristico  si può dividere in tre fasi, e il resoconto del garmin ne è testimone. i primi quattro mesi dell'anno sono stati di crescita: la mia prima mezza a febbraio, i pb abbattuti più volte sui 5 e 10mila metri, velocità medie mensili di tutto rispetto (11,3 km/h ad aprile, mi domando come possa aver fatto un mese così se non con tante ripetute!!!!). da maggio è iniziato il periodo dell'appannamento: un pò il caldo, un pò tante altre cose, è stato un fare bene ed un fare meno bene. non sono mancati km, per carità. anzi ad agosto ho fatto il più lungo kilometraggio, oltre 135 km. ma con velocità medie mensili decisamente più basse (intorno ai 10,5 km/h). negli ultimi mesi è iniziata la fase dei problemi alla schiena, che mi stanno letteralmente perseguitando e che purtroppo iniziano a farmi seriamente pensare a se e come proseguire l'attività (il 6 gennaio sono iscritto ad una mezza, ma in queste condizioni è impossibile pensare di farla). a dicembre ho fatto appena 63 km. insomma, inizia a sfiorarmi il pensiero che le scarpette da running non potrò più metterle. questa mattina uscendo da casa ho visto sulla Martesana un jogger/runner. l'ho invidiato. però poi ha preso posto il pensiero che farsi del male non ha senso. anche se poi devo capire il senso di questo problema. oggi ho male dove ieri stavo bene, domani potrei avere male in un altro punto. tanti punti interrogativi insomma.
ad ogni modo, chiudo il 2015 con 1331 km percorsi, che è come aver fatto a piedi da Sondrio a Reggio Calabria. ho scalato una montagna di 2.400 metri, che è come aver fatto la cima del redentore partendo dal mare. non è tantissimo, non è neanche poco.
e il resto? beh, anche il resto è assomigliato parecchio all'andamento runneristico. con la differenza che in questo caso ciò che succede è meno figlio del caso, dell'incidente, e più della volontà. però se la corsa è una metafora della vita, l'importante è andare avanti. puoi essere in apnea, puoi soffrire, puoi imprecare, ma di base non bisogna fermarsi. al limite vai più piano, al limite non fai percorsi in salita, al limite cambi l'itinerario. ma mollare mai. siamo più artefici del nostro destino più di quanto non si immagini. 
detto questo, mando un caro saluto a tutti voi che avete avuto la bontà e la pazienza di leggermi. e chissà di cosa parlerà il prossimo post..... buona fine, ottimo inizio.

domenica 27 dicembre 2015

christmas is over

sono stato decisamente bene in questi quattro giorni torinesi dai miei, che mi dispiace non poco tornare domattina al lavoro. unici due nei il divano letto dove mi tocca dormire che se un ortopedico lo vede probabilmente scatta la denuncia al tribunale dei diritti dell'uomo dell'Aja ed il regalo che mi hanno fatto i miei, "utile" e per niente gradito, che dovrei arrabbiarmi con loro ma tanto so che sarebbe inutile. ho mangiato tanto ma non sono ingrassato, oggi pomeriggio mi sono pesato ed ero sempre a 71 kg. certo, sono andato a correre un paio di volte per mezzora, il 25 dicembre alle cinque del pomeriggio (anzi, avrei fatto anche un allungo in seconda battuta ma l'ho cancellato per sbaglio dal garmin) e questa mattina (che si poteva fare di più, lo so, ma sono stato fermato causa forza maggiore).
oggi pomeriggio ho visto un mio amico, con cui ci siamo scambiati parole di uomini della nostra età. ma da questo incontro stasera mentre rientravo a Milano mi è venuto in mente, complice la fitta nebbia, quella vicenda raccontata nell'altro blog, quando un Godano non famoso come oggi guardò con insistenza le tette della mia ragazza al bancone di un bar. eh si, c'era sempre nebbia quando andavamo e tornavamo da quella discoteca più di 20 anni fa. in quell'epoca mi piacevano i Manic Street Preachers. "design for life". buona notte amiche ed amici.

mercoledì 23 dicembre 2015

corse, pensieri, parole, natale

ieri sera in un post in cui sono stato taggato su facebook ho scritto che ultimamente in qualunque foto compaia a pochi centimetri da me c'è un bicchiere di vino o di alcool. e siccome questa cosa non va tanto bene e mi fa dormire poco la notte, questa mattina alle sei e mezza sono uscito da casa per andare a correre. non sul naviglio, perchè ho utilizzato la tecnica "allontaniamoci da casa e facciamo un pò di strada in più così sono obbligato a tornare". e ho corso al buio per Milano, intendo per la città: circonvallazione, Via Arbe, Viale Sarca, Via De Marchi. poche auto in giro, la gente che ti guarda strano. e alla fine ho fatto, a stomaco vuoto, poco più di 7 km e mezzo a 5' e 37" al km. che non è male. e una volta a casa doccia caldissima con fiotto sparato sulla schiena per parecchio tempo come suggerito dal fisioterapista. e adesso mi sento tonico e rilassato. speriamo anche dopo.
questo è un periodo in cui penso, rifletto e filosofeggio tanto e forse troppo. solo che se lo racconto mi sa che non vengo esattamente compreso. ci sta, certo che ci sta. la filosofia è cosa tipicamente individuale. e penso a tante cose. a cose meno belle e a cose belle. alla vita che mi ha insegnato ad avere le spalle grosse, più di quanto non le abbia ereditate dai miei genitori. e a quello che poteva, può e potrebbe essere.
e tra i tanti pensieri c'è uno spazio alle parole. non alle mie ma a quelle altrui. ad esempio a quelle di un collega che ieri mi ha detto "Francesco, l'abbiamo segnalato più volte. se non cambia nulla vuol dire che va bene così". una dichiarazione di sconfitta del buon senso, del merito, della ragione. una conferma che il lavoro è una brutta bestia.
ma anche alle parole di voi miei lettori. parole dei vostri blog, parole dei commenti che mi lasciate, parole che ci siamo dette de visu oppure a distanza. io penso comunque belle parole.
vi auguro quindi buon natale. Mariella sa che lo scrivo in minuscolo e peraltro il maiuscolo lo uso quasi mai. ho un enorme voglia di andare dai miei, di stare vicino a mia mamma e sapete il perchè. e di non perdere "una poltrona per due".

martedì 22 dicembre 2015

il tempo è un bene prezioso ed anche scarso

alla festa aziendale milanese sono brillantemente sopravvissuto. e non potrei neanche raccontare particolari aneddoti, sì forse un paio c'erano ma non avevo né voglia né testa di osservarli con un po' di curiosità morbosa. ai soliti motivi si è aggiunto il fatto che la mia mammina oggi pomeriggio ha pensato bene di incappare in una rovinosa caduta, che le ha procurato più danni di quelli che mi ha raccontato quando finalmente sono riuscito a mettermi in contatto con lei, dopo ore e ore di telefonate e messaggi senza riscontro. un motivo in più per aggiungere voglia a quella che già avevo di passare con i miei i tre giorni di natale.
siccome questo è anche un blog di running, oggi quinta seduta col fisioterapista, per il seguito se ne parlerà dopo capodanno.
Mariella, certo che l'ho letto un libro di De Silva, ed è da stamattina che ci penso. si tratta di quel libro lì, un libro sottile ma evocativo. e se lo dico io che non sono un cultore di certa letteratura. oh si che ci penso, cazzo.
il tempo è un bene prezioso ed anche scarso. Opal, "fell from the sun".

lunedì 21 dicembre 2015

sgambata così così, anzi meno di così così

questa mattina sarebbe stato bello fare una tapasciata fuori Milano, ma per i noti motivi ho evitato. e a posteriori ho fatto decisamente bene vista la sorprendente altimetria del percorso che mi è stata riferita. questa mattina però (vabbè, alle dieci per l'esattezza) sono sceso lo stesso sulla Martesana. per testare la schiena, ma anche perché di correre avevo voglia. i primi 3 km sono andati abbastanza bene, poi mi è venuta quella sensazione di "non coordinamento corporeo" che mi impedisce di correre come vorrei. al quinto mi sono fermato, e anche se ognuno dei 5 km li ho fatti sotto i 6' la fatica l'ho sentita e, per la prima volta, l'ho assurdamente (per la distanza minima) sentita pure. sulle gambe. rifiatato, ho fatto il km e mezzo che mi separava da casa, abbastanza blandamente. di buono segnalo che hanno aperto sul naviglio un altro piccolo giardinetto che collega direttamente alla mia via. è poca roba, ma lì prima c'era un muro che rendeva chiusa la Via Sammartini. di brutto segnalo l'inciviltà della gente che rende il progetto di riapertura dei navigli semplicemente una follia. il fatto che la Martesana sia senza acqua permette di vedere cose incredibili. all'altezza del parco della Martesana ho visto al suo interno uno di quei mega sacchetti blu dell'ikea pieni di abiti e tanti altri abiti sparsi intorno. un autentico schifo. per tornare al running, sono ovviamente deluso, però devo tornare a correre che il 2016 con i suoi impegni è alle porte. anzi, alle portissime! infine.... meno male che non sono andato a san siro stasera! per non perdere le abitudine sonore dell'altro blog, Offlaga Disco Pax, "Robespierre". buona notte e buona settimana, siamo quasi a natale.....

venerdì 18 dicembre 2015

ten years ago

non sapendo che cosa mi riservi il futuro runneristico stante la contrattura alla schiena (oggi il fisoterapista all'ora di pranzo mi ha detto di stare fermo e non fare alcunchè, non ho avuto il coraggio di dirgli che il peggioramento di ieri era dovuto al calcetto di mercoledi sera), questo blog rischia di stare fermo. ma oggi ho pensato a come le cose cambino, ma soprattutto al fatto che sono le aspettative che fanno cambiare il modo di vedere le cose. in questo dicembre da noi al lavoro c'è una corsa a farsi vedere. si è creato un cerchio magico su cui si sprecano pettegolezzi e considerazioni di ogni sorta; cerchio magico che poi si allarga e si stringe a seconda dei luoghi e delle situazioni. ma dei pettegolezzi e delle considerazioni non me ne fotte una mazza. oggi sono altre le priorità della mia vita. ma fino a non moltissimo tempo fa anche io ho fatto parte di cerchi magici persino più ristretti di quelli citati. ho avuto anche io tanta ambizione, tanta voglia di crescere ed emergere. e mi è venuto in mente un episodio di dieci anni fa esatti. cambiò il manico in azienda. arrivò un nuovo AD. la mia prima uscita, indiretta, non fu delle migliori. ero relativamente "giovane" e certo più impulsivo di adesso. so che una cazzata (e di cazzata si trattò) fu notata dall'AD e il giudizio fu conseguente ma silente. ma arrivò un invito. quello che all'epoca era se non il primo, il secondo nostro cliente in Italia festeggiò i dieci anni di attività. e per l'occasione organizzò una mini convention, con tutto il personale di vendita, le autorità locali, alcuni personaggi televisivi (ricordo che a cena fui poi messo nello stesso tavolo con Don Mazzi), tutto il vertice aziendale e gli uomini dell'azienda "amici" o a loro molto "vicini". che, tradotto, stava a significare gli operativi come me con cui si erano confrontati commercialmente negli anni, nel bene e nel male. con un piccolo particolare: io, che non ero un cazzo o quasi, avrei dovuto parlare a questa convention. prima dell'AD e dopo tanti e più personaggi ben più importanti di me. "scusate, ma voi siete pazzi..... ma avete idea di come mi esponete in azienda?". la risposta "Francesco, tu non sei un nostro amico? tu non ci hai dato una mano in tante occasioni? si, la convention è nostra e quindi devi parlare".
ok, preparo una traccia per l'intervento e mi preparo a questo evento, organizzato in un bellissimo albergo sul lago di Garda dove avremmo dormito a spese loro anche la notte. arriviamo con il ritardo che si addice ai vip (gli altri, non io). noi siamo una decina. in ordine gerarchico ero credo il sesto o settimo. posto in prima fila, un paio di sedie accanto a me una dell'azienda famosa per essere una figa spaziale e solo molto dopo anche brava, che per l'occasione era più figa spaziale del solito. si succedono gli interventi e quasi alla fine tocca a me. mi porto il foglietto dietro ma una volta salito sul palco, davanti a 200 persone, come spesso mi capita inizio a parlare a ruota libera. racconto episodi recenti e meno recenti, poi quasi alla fine mi esce una specie di slogan che manco un pubblicitario esperto avrebbe potuto coniugare meglio, associando azienda, cliente e territorio. mi becco il mio applauso, la mia amica A. mi dice che sono andato bene, sono già contento così. poi tocca all'AD, che non ha (giustamente) solo i dieci minuti che avevano chi l'aveva preceduto. e cosa fa? prende il microfono, fa il suo intervento in mezzo alla gente e per prima cosa mi cita per quello slogan inventato al momento facendolo suo per parlare dell'importanza del concetto di fidelizzazione. 
ora amiche ed amici, mi credete se vi dico che probabilmente mi è venuto il cazzo duro? ecco, per me la serata poteva finire lì, ok mamma butta la pasta che arrivo. tutto quello che è successo dopo, la cena, le strette di mano (se fai un bell'intervento alla fine ti salutano tutti. tenete conto che quando vado in giro a eventi aziendali si avvicinano clienti che mi salutano e io non so chi siano.....), il biliardo e il rum a notte inoltrata nell'albergo vuoto con il neo cerchio magico.... sarò rientrato in stanza alle tre ma non mi riusciva di prendere sonno.
il giorno dopo torniamo in sede, ricordo che faceva un freddo della madonna, l'A4 ghiacciata ma con un sole splendido. arriviamo a Milano credo a metà mattinata. le mie sapevano già tutto, in particolare colei che sapeva le cose prima ancora che avvenissero. "Francesco, so già tutto, sei andato benissimo". ancora oggi le chiavi di casa mia sono legate al portachiavi in argento che mi fu regalato per l'occasione. quell'AD durò poco. quella convention servì solo a farmi stare saldo nel gruppo. a farmi fare (visto a posteriori) belle esperienze lavorative ma con riconoscimenti economici e di carriera tutto sommato modesti. ma se a distanza di dieci anni esatti ho ancora questo ricordo nitido, vuol dire che fu una tappa importante della mia vita. quello che non ricordo è: ma visto che eravamo giunti al venerdi, poi, sarà rimasta importante la mia erezione anche una volta tornato a casa? buon fine settimana amiche ed amici. Franz Ferdinand, "walk away", pezzo del 2005.

giovedì 17 dicembre 2015

di un calcetto e post calcetto fantastico, di Milano che è la città più bella al mondo e della mia ex-ex che è una stronza

stasera dopo due settimane di fermo abbiamo fatto l'ultima di calcetto del 2015. ora, non crediate che sia stato facile organizzarla. ma il vostro preferito è riuscito a portarla a casa grazie al fatto che si andava a cena dopo in un ristorante di pesce come dio (minuscolo) comanda. ma andiamo con ordine: si è iniziato con il solito ritardo, si sono sprecate le imprecazioni verso i soliti pisquani, ma alla fine ragazzi il calcetto è calcetto. nella fattispecie, le squadre erano nettamente sbilanciate a nostro favore, ed infatti alla fine abbiamo vinto 10 a 5. bella partita, ma ci è piaciuto vincere facile. ci hanno anche ciulato un pallone (coglioni noi) e poi ci siamo fiondati al ristorante di pesce. eravamo in nove, dicasi nove. è venuto pure uno in stampelle. ragazzi, è uscito fuori un seratone che non avete idea. si è mangiato bene, ci siamo fatti cinque bottiglie dico cinque di argiolas (gradazione: 14 gradi) più bottiglie di limoncello che sono finite con una velocità quasi prossima a quella della luce. sono certo di averci smenato dei soldi nel complesso, ma un bel chi se ne frega non vogliamo dirlo? certo che lo diciamo..... fatto stà che è l'una passata e sono nettamente ed autenticamente brillo e non so come mi sveglierò domani, intendo a livello di mal di testa....e ovviamente, sia chiaro, ho mal di schiena, che quello che di buono ha fatto oggi il fisioterapista il calcetto di stasera se l'è bello che fumato.....
come tutti i fine anno sto lavorando. oggi ero a pranzo (di lavoro) in una delle zone più belle di Milano. una zona ricca, con bella gente ma che non è centralissima. ero in anticipo, e mentre aspettavo gli altri commensali mi sono guardato intorno. e mi sono quasi commesso. vedevo la bellezza di quelle case, di quei portoni, di quei negozi, e oltre che avere la conferma che Milano è bellissima, no anzi che Milano è la città più bella al mondo, pensavo a tutte coloro che mi hanno contestato questa cosa. come si può non pensare che vivere, lavorare, esistere a Milano sia un privilegio, un dono che la vita ti ha riservato? ho pensato a quando nel 1997 (1997 !) che non ero ancora in pianta stabile a Milano (per lavoro) uscendo dal metrò di San Babila pensai tra me e me "io da Milano non me ne andrò mai via". per la cronaca, tra ieri che sono stato in un'altra regione padana ed oggi che sono stato in giro ma a Milano, ho avuto la conferma (ennesima) che il vostro preferito sul lavoro è proprio bravo bravo. ma non bravo, bravo bravo. cioè, ha capacità enormi. essere bravi bravi serve. è una condizione necessaria, ma non sufficiente. nell'arco di una vita (lavorativa) ti permette di far parte di un cerchio magico oppure di garantirti uno (più che discreto) stipendio. che poi la vita lavorativa è fatta di alti, bassi e medi. e bisogna farsene una ragione.
io credo che un o una ex quando siano tali vadano uccisi. dimenticati. messi in cantina. allontanati. poi succede che non sempre sia così. che siano ingombranti. che ti scrivano una mail. che chiedano informazioni. puoi dare corda. puoi non darla. a me è successo di intrecciare uno scambio mail-epistolare con la mia ex-ex, che già dire ex-ex sta a significare che non si parla di roba esattamente recente. benché per principio non sia d'accordo, così è avvenuto. amiche ed amici, non pensate ad una roba da 28 mail al giorno, trattasi di roba molto più sporadica di quanto si creda. così è stato nel caso della mia ex-ex. che mi chiede qualcosa sul mio status sentimentale. io rispondo. dico tra l'altro la verità. e non mi riferisco allo stato dell'arte, che è molto semplice ma allo stato emotivo e psicologico conseguente. mi permetto allora di chiedere quale sia il suo status sentimentale. me lo dice, e mi sento in dovere (come contraltare alla mia apertura) di dare un "consiglio". se vogliamo, anche in conseguenza del fatto che conosco direi bene le ragioni alla base della fine della nostra relazione. insomma, dopo qualche mail vengo accusato di "estremo narcisismo" ed "arroganza", a cui sono seguiti alcune recriminazioni puntuali su fatti specifici della nostra relazione. ma scusa, ma ti ho cercato io? ti ho chiesto qualcosa? mia cara, guarda che è finita da tempo, io ti auguro di stare assieme al tuo nuovo amore o quel che è fino al 2097, io ho una vagonata di cazzi miei grandi come uno shuttle, se vuoi il mio parere lo prendi, se non lo vuoi non lo prendi amen. io sono questo, sono una splendida persona, generosa, comprensiva, oserei dire persino speciale su tanti aspetti intimi e meno intimi. certo, non mi hanno dato il mandato per risolvere i problemi dell'umanità e tanto meno di un partner/compagno/fidanzata ecc ecc.... fai una cosa, concentrati altrove e va bene così. anzi, sai che c'è di nuovo? c'è che sei una stronza! chissà, potresti anche leggermi. quindi anche se ho chiuso lo scambio mail-epistolare da signore, adesso il signore non ho voglia di farlo. quindi lo ridico: sei una stronza! Diaframma, "Siberia". un abbraccio globale.


lunedì 14 dicembre 2015

ufficialità

non che non lo sapessi, ma oggi il fisioterapista me lo ha ufficializzato. sulla parte destra della schiena ho una contrattura grande come il pisello di Lex Steele moltiplicato 1,5 (sono certo che le mie adorate lettrici non incapperanno nel cattivo gusto di andare su Google images per verificare chi sia esattamente questo Lex Steele....). il bello è che questa contrattura che già c'era (e che, guarda un po' quanto è fortunata, non è neanche sola nella mia schiena) è peggiorata perché ieri sera (anzi, a mezzanotte) una vocina mi ha detto "Francesco, ricordati del potenziamento....". io siccome la seguo quella vocina, nel fare plank ho sentito la schiena fare un rumore sinistro e dio che dolore per dirlo alla Massimo Boldi. ok, non è colpa della vocina sia chiaro, la colpa è che sono un  ravatto come dicono dalle parti di Genova. fatto stà che il fisoterapista mi ha consigliato un periodo di riposo. quanto non è dato sapere, nel senso che ogni volta che proponevo una data scuoteva la testa. ora, io ho ancora due sedute (mercoledì e venerdì) ma ho anche un calcetto mercoledì (che questa volta pare si giochi). a calcetto potrei fare il portiere, mettiamola così, o comunque potrei farlo per più tempo possibile. comunque faremo il punto della situazione venerdì. sarebbe un peccato, perché ci stava bene l'ultima tapasciata del 2015. ma correre sopra qualcosa che non va non è esattamente indicato. tra l'altro mi ha dato un paio di esercizi, uno noto l'altro no. quello non noto sembra interessante e performante. vi aggiornerò, ammesso che vi interessi.
domani ultima lunga trasferta lavorativa del 2015 (credo). ma meglio così che oggi avrei strozzato un paio delle mie. ora, va bene tutto, sono stanche anche loro, aspettano le vacanze, hanno qualche problema fisico, ma è un periodo (ne ho già scritto) che sono estremamente paturniose. se continuano così dovrò prendere qualche provvedimento, che fino ad ora mi sembra di essere stato comprensivo ed aperto al dialogo. a volte loro sì mi sembra che siano fuori dalla realtà. che so, quelle realtà tipo lavorare in un bar, in una fabbrica, in un centro commerciale dove si lavora al sabato e alla domenica. spero che non ce ne sia bisogno, ma mi stanno facendo veramente girare i coglioni.
l'Inter è ancora prima in classifica, ma il male assoluto avanza. vediamo che succederà. iniziamo a essere campioni d'inverno, il resto si vedrà. guardate che pezzo tiro fuori... Neon, "my blues is you". buona notte amiche ed amici, globalmente.

domenica 13 dicembre 2015

del fine settimana appena trascorso

dicevo che avrei corso volentieri nel fine settimana e di correre avrei pure corso. questo fine settimana ero dai miei, e stamattina mi sentivo abbastanza bene. l'idea era di fare un percorso un po' diverso dal solito. scendo da casa (dopo le dieci, me la sono presa comoda), il garmin ci impiega un po' a prendere il segnale, fa freddo ma non freddissimo, ok si parte. la schiena regge ma.... sento che o per colpa del movimento mattutino o per colpa del freddo dovrò andare a breve in bagno. dopo 4 km l'intestino ha il sopravvento e visto che nel frattempo ero provvidenzialmente rientrato sotto casa dei miei, l'uscita runneristica si è bella che conclusa. capita. certamente dopo non sono più sceso. vuol dire che se riesco andrò a recuperare domani sera.
sabato pomeriggio sono tornato al cinema con mia figlia, e su sua richiesta. siamo andati a vedere l'ultimo film della serie di "hunger games", scelto da lei ma che a me non è dispiaciuta come cosa vista la mia passione per Jennifer Lawrence. e udite udite, il 28 gennaio 2016 uscirà "Joy", col solito cast stellare de "Il lato positivo", cioè Jennifer Lawrence, Robert De Niro e Bradley Cooper. io sarò lì a vederlo già allo spettacolo delle 14.30, statene certi, che pornoromantico sarei altrimenti.
su un blog amico dove sono spesso in dissenso sono stato "accusato" di vivere fuori dalla realtà. beh, se vedevate le foto del weekend a Cortina di un mio amico (conoscente dai...) per il ponte dell'immacolata, beh, lì altro che fuori dalla realtà.... che poi pure quella sarebbe realtà no? buona notte e buona settimana a tutti. Smashing Pumpkins, "Tonight".

venerdì 11 dicembre 2015

aggiornamento

beh, questa mattina mi sono svegliato meglio del previsto. per come stavo ieri sera, oggi la schiena va persino bene. ho il sospetto che correre la sera per adesso mi faccia un po' meno bene visto che passo la giornata o seduto sulla poltrona in ufficio o in auto o ancor peggio entrambe le cose. è una impressione, sia chiaro. altre cose  di salute vanno meglio, accontentiamoci del bicchiere mezzo pieno. vediamo se correre domenica. di base la voglia c'è. e anche la necessità. questa è la settimana dove salta tutto. stasera si doveva uscire (anzi, in origine c'erano due possibilità), non si è fatto nulla. allora senza essere a master chef (si scrive attaccato o staccato ?), stasera ho "cucinato". non vi dico cosa, che mi perculate, ma di base ho fatto cose che di solito non faccio. e soprattutto ho aperto una bottiglia di Montepulciano d'abruzzo e mi sono bevuto due bicchieri di rosso, che male non fa. vabbè, torno ad augurarvi buon fine settimana. babyshambles, "nothing comes to nothing".

dell'aver cantato vittoria troppo presto e dell'apatia

ieri sera tanto per cambiare il calcetto è saltato. allora stasera sono andato a correre. vista la buona performance di martedì ero armato delle migliori intenzioni. tipo fare 10 km a 5' e 30". nebbia fittissima, molta umidità, ma mi sentivo bene. o meglio, credevo di stare bene. dopo qualche km ho iniziato ad aver male poco sopra l'osso sacro. e man mano che correvo il dolore ovviamente si spostava altrove. ho corso mezzora consecutiva a 5' e 38", poi inframezzati da alcune pause ho fatto altri due km e mezzi. ieri ho iniziato un corso di massofisioterapia, ma non credo che possa aver inciso sull'uscita di stasera, nel bene come nel male. domani mattina vedremo la conta dei danni, per intanto ho preso un antidolorifico. in realtà il vero problema di questi dolori non sono i dolori in sé, ma l'incidenza che hanno sulla postura prima che sulla velocità. per quanto riguarda la fisioterapia, se ne parlerà solo lunedi per la prossima seduta.
apro una parentesi extrasportiva. in questo periodo sono abbastanza apatico. è più di 15 giorni che Milano è immersa nebbia. sono entrato in una fase di idiosincrasia verso le persone. solo che come sempre me la gestisco. esco se mi sollecitano ad uscire. è difficile che prenda il telefono per proporre qualcosa a qualcuno/a. o meglio, succede più di rado che in altri periodi. come sempre trovo accoglienza positiva nel tepore (termine più che appropriato, visto il caldo che fa casa mia) domestico. ma mi rendo conto che tutto ciò non va per niente bene. ieri sera A. mi ha detto al telefono un "tutt'altro". ecco, si tratta di un "tutt'altro" che dovrebbe esaltare la mia autostima. per carità, un po' questa cosa c'è. poi so che andrebbe fatto e detto altro subito dopo. e mi accorgo di avere poca voglia. per fortuna tra un po' è natale, che mi interessa per mettere la parola fine all'anno lavorativo, che anche qui però sto affrontando (qui devo dire ancor di più) da perfetto gestore. insomma, gestore, gestione, sono le parole che abbondano di più in questo post. e forse pure nella mia vita. sempre razionale insomma. cintura nera di razionalità. solo che il mondo va avanti. la vita avanti. e so benissimo che ci vorrebbe anche altro. buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente. The Dream Syndicate "too little, too late"
 

martedì 8 dicembre 2015

StraCanonica - Bernate Ticino

mi sono iscritto a questa gara un mese fa quando la condizione fisica era migliore rispetto ad ora. si tratta della StraCanonica di Bernate Ticino. è una zona che conosco bene ma non per motivi podistici, essendo dall'altra parte della provincia di Milano e a pochi km dal Piemonte. nelle mie intenzioni, all'atto dell'iscrizione, quello di fare il mio "PB" sui dieci km. poi sapete come è andata, per cui questa mattina siamo partiti da Milano senza troppe pretese. arrivati a Bernate Ticino l'impressione era che si trattasse di una bella gara, ben organizzata e soprattutto con runner agguerritissimi. un'altra impressione però è stata che anche se in forma il mio PB non l'avrei mai battuto. alla partenza la solita ressa, soprattutto alla curva che imbocca il naviglio grande (che era bellissimo anche se seminascosto dalla nebbia), poi un paio di km a costeggiare lo stesso e quindi l'inizio di un percorso tra boschi e campagna (a livello paesaggistico una dei migliori percorsi di questo 2015). e soprattutto qualche salitella, che sono diventate più impegnative (ok, relativamente impegnative) man mano che i km passavano. e mentre correvo pensavo al coach Pino che sabato mi ha detto di evitare salite e discese per il momento visti i problemi alla schiena. me ne sono fottuto, scusate l'inglesismo. a un certo punto ho incrociato quelli che andavano verso il traguardo, cioè quelli che viaggiavano sotto i 4' al km, belli come il sole e veloci come non ero neanche a 20 anni. beh, un po' mi hanno spronato devo dire. al nono è iniziata la discesa, ma non ho voluto forzare. scoperto che la gara era in realtà più lunga dei 10 km, alla fine ho fatto i 10,38 km in 58' e 15", cioè a 5' e 37" al km (real time del mio garmin, non so cosa abbia rilevato mysdam). che non è male devo dire, per lo meno in questo stato di forma. corro sempre con il freno a mano un po' tirato, ma credo che in questo momento non sia così importante limare pochi secondi al km ma correre senza troppi patemi d'animo. certo, poi c'è chi questa gara l'ha fatta in meno di 50 minuti ma ha avuto modo di lamentarsi.... buon proseguimento di giornata amiche ed amici.
ps: non credo sia l'ultima gara del 2015....

domenica 6 dicembre 2015

Gipigiata 10K

anche se il mal di schiena persiste, questa mattina non potevo mancare alla classica invernale per eccellenza, la "Gipigiata", che da 27 anni si svolge intorno all'immacolata in quel di Gorgonzola. si tratta di una tapasciata che attira runner da tante province lombarde, che si snoda su 4 percorsi: 6, 10, 15 e 21 km. io poi avevo un motivo in più per correre, ovvero testare le scarpe fotoniche acquistate ieri pomeriggio. questa mattina quindi sveglia alle 6.45 e alle 8 ero già a Gorgonzola. del mio gruppo nessuna traccia, amen sono partito lo stesso (nelle tapasciate solitamente la partenza è libera entro un determinato arco temporale). l'obiettivo era fare i dieci km senza forzare, un po' per le scarpe nuove ma soprattutto per la schiena. che mi ha fatto male, devo dire. essendo una contrattura si tratta di un dolore "mobile", per dire oggi mi ha fatto male prima a destra e poi a sinistra, e neanche poco. ma della Gipigiata il bello è il percorso, che si è snodato prima per il "centro" di Gorgonzola e poi si è infilato nella Martesana, che in quel tratto non solo è ancora pieno d'acqua a differenza del tratto milanese ma è anche abbastanza profondo. e se non ho avuto le traveggole, mi è parso addirittura di aver visto alcuni cigni in acqua. è iniziato quindi il percorso nelle campagne, anche quello abbastanza suggestivo. dopo 8 km ed essermi pure perso (eh beh, nelle tapasciate non è così impossibile) siamo rientrati in città. forse potevo accelerare un po', ma a che sarebbe servito? alla fine la mia dieci (anzi, il garmin dice 9,95 km) l'ho fatta in 1 ora e 59 secondi, a 6' e 08" al km. ma l'importante è averla fatta tutta, senza mai fermarsi. paradossalmente mentre la schiena è quel che è, i muscoli delle gambe li sento abbastanza bene, ma è anche vero che andando così piano nulla può essere detto. riconoscimento della tapasciata? essendo a Gorgonzola ovviamente.... una confezione di gorgonzola dop! dopodomani altra uscita, questa volta un po' più competitiva. per me la competizione è stare il meglio possibile e andare avanti. per voi amiche ed amici, le mie gomme nuove.

giovedì 3 dicembre 2015

della nebbia, delle paturnie femminili, della condomina che mi dà del lei e solo alla fine della contrattura alla schiena porca pupazzola

"eh si, a Milano non c'è più la nebbia di un tempo....". mai questa frase è stata così smentita come in questi giorni. saranno 48 ore che la padania è avvolta da una nebbia fittissima, e siccome martedì e mercoledì ho fatto centinaia di km in macchina, sera/notte compresa, penso di parlare a ragion veduta. martedì sono tornato a casa alle tre meno un quarto. di notte. quando sono arrivato in Corvetto avevo gli occhi come un pesce palla. 225 km con visibilità 40 metri. il giorno dopo sveglia ugualmente presto. ieri sera uno straccio. mai ho dormito bene come la notte scorsa. questa mattina senza sveglia avrei dormito un paio di ore in più, ma dopo 48 ore di assenza l'ufficio mi aspettava. e lì ho dovuto con le paturnie delle mie girls che girls non sono. al mattino ho dovuto "confrontarmi" con una che è una settimana che smattezzava perché in una mail ho parlato delle "negligenze" del gruppo, ma lei non ci stava ad essere assimilate alle altre in quanto (a suo giudizio) lei di sbagliare non sbaglia. alla fine le ho fatto notare alcuni principi base di managerialità (i complimenti ai singoli in pubblico, le ramanzine individuali in privato, gli sbagli del gruppo a carico del gruppo), una volta che mi sono reso conto che aveva capito e che mi aveva ringraziato per il confronto, le ho fatto notare alcuni suoi sbagli e le evidenti aree di miglioramento. e alla prima mezza cazzata del pomeriggio gliel'ho fatto subito notare. poi nel pomeriggio mentre ero al cellulare (cosa che non capita mai, vero....) ho sentito una delle mie urlare come una matta (ma io non ho un grande udito, penso che l'abbiano sentita fino a Peschiera Borromeo). tanto che pensavo fosse successo qualcosa di grave. invece, lei che di solito è tranquilla e compassata, si era attaccata al telefono con una di un altro settore che "per l'ennesima volta le aveva mancato di rispetto". ora, quella lì io lo so ha un carattere di merda. però con persone bisogna saperci fare, io lo so benissimo. quando ho preso la mia, le ho detto che queste figure da mercato io non le voglio, e che non le avrei accettate ulteriormente, che se anche aveva ragione in automatico passava dalla parte del difetto. non contenta, ha ritenuto opportuno parlare con la responsabile del personale (che ovviamente prima di riceverla mi ha chiamato per sapere che era successo) e che per forza ha dovuto riceverla. che si siano detti, non lo so. e non me ne frega un cazzo a dire il vero. stasera vado a buttare la munnezza e rientrando in ascensore incrocio una che abita da poco nel mio condominio almodovariano. l'ho vista un paio di volte e pur carina è una che ce l'ha solo lei non so se avete capito. ora, io ero vestito da uno che va a buttare la munnezza, sfatto dall'uscita runneristica di cui parlerò dopo, non è che mi sembrava esattamente una pischella, e questa pur facendo la simpatica mi dà del lei. ma come, fai la simpatica e mi dai del lei? vabbè, abita all'ultimo piano, questo l'ho capito, che non vede il duomo ma le montagne sì ed che la vista è comunque buona. tutto questo confronto in due piani di ascensore.
veniamo alle pessime notizie. è ufficiale. ho la schiena contratta. stasera sono uscito a correre nella nebbia della Martesana, ma dopo 3 km ho capito che le gambe erano bloccate dalla schiena. un dolore che non avendo un punto preciso è tipico appunto di uno stato di contrattura. c'era un motivo se questa parte di anno, che sulla carta dovrebbe essere la migliore per un runner, mi riempiva di assai poche soddisfazioni. anche adesso mentre scrivo, dopo aver preso un antidolorifico, toccandomi la schiena sento nitidamente i punti di contrattura e i punti di dolore indotto. il punto è che nel weekend ho in programma un paio di uscite, in particolare una gara. vabbè, adesso non pensiamoci oltre modo. ma sarebbe raccomandabile un periodo, anche abbastanza lungo, di riposo. per la cronaca alla fine ho fatto circa 6,5 km stasera, con tante imprecazioni anche in diverse lingue.
vi sarete accorti che questo è un post da vecchio blog. capita, solo gli sciocchi non cambiano idea. e chissà, potrei anche tornare un po' agli albori bloggeristici, chissà.... quindi chiudiamo con la gnocca o con un video? con la seconda dai, per diverse ragioni. ho sempre pensato che - e Alex sa a che mi riferisco - ci sono gruppi nati per fare singoli eccezionali, che ascolteresti quotidianamente in heavy rotation. Nada Surf, "popular". buona serata, ed un abbraccione globale a tutte e tutti.