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mercoledì 30 dicembre 2015

un anno di corsa, e non solo di corsa

fine anno, è tempo di bilanci. chi mi conosce da tempo sa che una volta il post di fine anno era la hit parade musicale dell'anno. quell'abitudine è sparita da qualche anno, in questo nuova esperienza bloggeristica credo sia giusto soffermarsi sull'anno di running. so per certo che da qui a fine anno non correrò più. ai problemi di schiena (su cui tornerò dopo) si è aggiunto un mezzo raffreddore (e per forza, in ufficio siamo per il secondo anno consecutivo al freddo). l'anno runneristico  si può dividere in tre fasi, e il resoconto del garmin ne è testimone. i primi quattro mesi dell'anno sono stati di crescita: la mia prima mezza a febbraio, i pb abbattuti più volte sui 5 e 10mila metri, velocità medie mensili di tutto rispetto (11,3 km/h ad aprile, mi domando come possa aver fatto un mese così se non con tante ripetute!!!!). da maggio è iniziato il periodo dell'appannamento: un pò il caldo, un pò tante altre cose, è stato un fare bene ed un fare meno bene. non sono mancati km, per carità. anzi ad agosto ho fatto il più lungo kilometraggio, oltre 135 km. ma con velocità medie mensili decisamente più basse (intorno ai 10,5 km/h). negli ultimi mesi è iniziata la fase dei problemi alla schiena, che mi stanno letteralmente perseguitando e che purtroppo iniziano a farmi seriamente pensare a se e come proseguire l'attività (il 6 gennaio sono iscritto ad una mezza, ma in queste condizioni è impossibile pensare di farla). a dicembre ho fatto appena 63 km. insomma, inizia a sfiorarmi il pensiero che le scarpette da running non potrò più metterle. questa mattina uscendo da casa ho visto sulla Martesana un jogger/runner. l'ho invidiato. però poi ha preso posto il pensiero che farsi del male non ha senso. anche se poi devo capire il senso di questo problema. oggi ho male dove ieri stavo bene, domani potrei avere male in un altro punto. tanti punti interrogativi insomma.
ad ogni modo, chiudo il 2015 con 1331 km percorsi, che è come aver fatto a piedi da Sondrio a Reggio Calabria. ho scalato una montagna di 2.400 metri, che è come aver fatto la cima del redentore partendo dal mare. non è tantissimo, non è neanche poco.
e il resto? beh, anche il resto è assomigliato parecchio all'andamento runneristico. con la differenza che in questo caso ciò che succede è meno figlio del caso, dell'incidente, e più della volontà. però se la corsa è una metafora della vita, l'importante è andare avanti. puoi essere in apnea, puoi soffrire, puoi imprecare, ma di base non bisogna fermarsi. al limite vai più piano, al limite non fai percorsi in salita, al limite cambi l'itinerario. ma mollare mai. siamo più artefici del nostro destino più di quanto non si immagini. 
detto questo, mando un caro saluto a tutti voi che avete avuto la bontà e la pazienza di leggermi. e chissà di cosa parlerà il prossimo post..... buona fine, ottimo inizio.

10 commenti:

  1. Anche a te super Franz. Buon inizio d'anno :)

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  2. La corsa é decisamente impattante per il corpo.
    Io smisi nel 2005, se ricordo bene, per la coxartrite all'anca. Fu durissima.
    Sarà un'impresa quella di decorsarsi, Francesco, se così dovrà essere.
    Nel culone della balenona!

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  3. Allora io sono ansiosa di leggerlo...il prossimo :)

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  4. Beh, direi che mi hai condizionato con tutto questo correre, almeno per quel che riguarda il titolo del mio ultimo post!
    Che se ne vadano un po' tutti a quel paese eh...
    Buon anno amico mio.

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  5. Io ti auguro di continuare a correre, con o senza scarpette, sempre verso nuove soddisfazioni :-) sei forte, Fra, e sono felice che l'anno prossimo ti ritroverò sempre qui :-)
    Un abbraccio!

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  6. L'idea di non mollare è la base filosofica su cui costruire la vita da runner. O meglio, la vita e basta. Ciao da Mariano! Buon 2016!

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