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giovedì 29 dicembre 2016

un anno da runner e un anno da 6 (dicasi sei) scarso

se l'uscita di stasera, un'ora esatta di corsa in cui ho fatto 10,26 km, andando a 5' e 51" al km, è l'ultima uscita dell'anno, nel 2016 ho asfaltato 1.432 km, che è come andare da Milano a Lodz, in Polonia, facendo il percorso più lungo dall'Austria. in altezza, ho superato un dislivello di 3.284 metri, che è come essere quasi arrivato in cima all'Etna. pur non essendomi preso grandi soddisfazioni quest'anno (ho fatto il pb nel km, nel miglio, nella distanza più lunga, ma sono stato lontano dai risultati del 2015 sulle distanze che contano, i 5.000, i 10.000 e la mezza), ho pur sempre fatto 101 km più dell'anno scorso e 800 metri di aumento di quota in più. certo, mi sono costati fatica, tantissima fatica. tanti, troppi infortuni, e tra l'altro non sempre causati dall'attività diretta di runner (ma poi, io sono un runner?). tanti sacrifici, levatacce, corse sotto la pioggia, sotto il sole, che quando la voglia non sempre c'era me la facevo venire. non credo sia servito. credo sia stato fondamentale. la pace, l'appagamento, lo scarico che mi ha dato la corsa ha compensato ogni fatica. senza la corsa non avrai retto questo anno. la corsa di stasera, questa ora fatta tra Martesana, la periferia est, Via Padova, tra nutrie e gas di scarico mi ha permesso di farmi vedere con luce diversa le sensazioni di merda che ho avuto tutto il giorno e di cui parlerò dopo. e poi stasera ho visto la Silvia, grandissima ultrarunner e triatleta, una donna che negli arti al posto dei muscoli ha il titanio!
questo è l'ultimo post del 2016. un anno, diciamolo tutto, molto deludente. a cui do un 6 solo e soltanto perché all'atto pratico c'è chi sta peggio di me, e nella vita le comparazioni sono basilari. e se devo dirla ancora meglio, gli ultimi 4 mesi del 2016 sono anche andati peggio. qualche fastidio fisico e alimentare, l'infortunio di ottobre, un diffuso livello di apatia. dovuto ad una quasi totale mancanza di spinta emozionale. dovuto ad una relazione con l'altro genere parziale e nervosa, e comunque lontano da quello che voglio (e come tanto questo anno mi ha ricordato un altro anno, da questo punto di vista, porca pupazzola). dovuto perché, diciamola tutta, non sono soddisfatto, e anche le cose belle, le tante cose belle della mia vita (mia figlia, in primo luogo, con cui penso di avere una bellissima relazione, che mai ho avuto in questo modo nel passato, e che mi premia - anche lì - dei tanti sacrifici e dalle tante rinunce - pure affettive - di questi anni) non riesco ad assaporarle. le vedo, la mia razionalità le vede, ma non basta, perché non siamo automi, siamo carne e merda, sangue e piscio, siamo epidermide che invecchia e che avrebbe anche voglia di svernare in lidi più sereni. e poi c'è il lavoro. ormai è troppi anni che si trascina questa situazione. ci si (mal) sopporta a vicenda. un patto di non belligeranza non scritto che prescinde da risultati, storie, successi, competenze, senso del dovere e spirito aziendale. oggi ho captato la possibilità che nel 2017 possa andare a fare altro, facendo non uno ma tre passi indietro. e c'è un limite a tutto, anche a questo. sia chiaro, comunque vada a finire, non me ne lamenterò. ho tanti difetti, ma sono una delle persone più coerenti al mondo. è il mercato, bellezza. è un mondo che è fatto così. e come diceva un mio vecchio capo, che lo ha provato sulla sua pelle, le aziende sono libere di sbagliare. non ci può essere etica su queste cose. sarebbe bello, certo, come sarebbe bella l'utopia socialista e quella cristiana. ma oggi mia mamma mi ha raccontato che è morto un uomo della mia età che abita di fronte a casa loro, stroncato da un infarto mentre era a tavola con la famiglia, il giorno di natale. e allora di che cazzo parliamo, porca troia? e quindi, via il 2016, anno non esattamente positivo, e vediamo che succederà nel 2017, l'importante è che non ci sprechiamo. o almeno, sprechiamoci il meno possibile. saremo sempre insieme, io a scrivere, voi a leggermi. sono un po' commosso mentre digito sulla tastiera, ma io sono fatto così. che il fine anno e soprattutto il nuovo inizio vi sia lieve. Mao, "romantico".
update delle ore 17 del 30.12.16: avendo avuto certezza delle mie fosche previsioni, per smaltire il nervoso sono andato a correre una mezz'oretta oggi pomeriggio, per fare 5,51 km, a 5'27" al km. vuol dire alla fine che ho superati i 1.437 km. un po' oltre Lodz insomma.

martedì 27 dicembre 2016

anche questo natale ce lo semo levati dalle palle (e ho pure corso questa mattina)

ok lo so che è scontato prendere a prestito la famosa frase del grande Riccardo Garrone, però natale è passato. natale che passerà alla storia per due motivi, per quanto mi riguarda: primo, faccio parte dei non più di 20 italiani che sono dimagriti anziché ingrassare, visto che ho mangiato poco e decisamente senza appetito (cara grazia che ho mangiato, verrebbe da dire). il 24 poco, il 25 un po' di più, oggi poco poco. e vabbè, sono state le conseguenze del problema di qualche giorno fa. ma poco male, non si è magri mai abbastanza. secondo: per la prima volta nei primi 50 anni di vita ho ricevuto da tutti lo stesso regalo. il mobiletto del mio bagno è pieno di profumi, che possono bastarmi fino al 2020. ma cosa vorrà dire, che puzzo? che non sanno che cosa regalarmi? cioè, è anche un po' imbarazzante, se ci pensate. questa mattina sono anche andato a correre, e devo dire che è andato meglio del previsto. poco più di sette km con due o tre salite in quel di Rivoli, che hanno sempre un loro perché. stando sotto i 6' al km, ovvero correndo a 5' e 55" al km. e senza forzare più di tanto, che venivo da giorni in cui mi sentivo decisamente imballato. tra l'altro ho visto che siamo a oltre 750 km di percorrenza con le mie attuali scarpe, quindi so già quale sarà il primo acquisto con i saldi. la sera del 24 come tutti gli anni mi sono visto su Italia1 "una poltrona per due" (le tradizioni si rispettano) e come tutti gli anni ho cambiato la foto del mio profilo facebook mettendo la faccia di Dan Aykroyd in una scena di quel film. solo che l'anno scorso il "like" mi fu messo anche da Alessandro, che quest'anno non c'è più. e mi ha fatto una specie enorme constatare ciò. oggi con mia figlia sono andato a vedere l'ultimo film di Tim Burton. io non lo sopporto, i suoi film mi fanno cagare, e questo "Miss Peregrine" è forse anche peggio degli altri. tra ieri ed oggi ho dovuto fare opera di persuasione con mia figlia circa la sua bellezza. stasera è stata a casa perché si vedeva brutta (è sotto ciclo). viso, occhi, fianchi, altezza (altezza !!!!!!), un sacco di cose non le vanno bene. le passerà. in compenso sono riuscito a farle sentire una serie di canzoni mie", e ha trovato bella "Rabbia" di Samuel dei Subsonica. che devo dire, la prima volta che l'ho sentita ho detto "che canzone del cazzo", invece adesso è un tormentone che devo ascoltare tre volte al giorno. domani si torna al lavoro, anzi, si va in Veneto. ci si legge per il post di fine anno. buona notte o buon giorno per domani.

venerdì 23 dicembre 2016

Buon natale (diciamo.....)

Sto scrivendo questo post con lo smartphone. Lo sistemero' graficamente poi, quando mi sento. Perchè sono sotto le coperte piegato in due, tre, forse quattro. Ora capisco perchè era giorni che avevo nausea. Ieri sera durante la festa aziendale ho vomitato due volte.  Alle dieci me ne sono andato a casa, dove ho continuato a vomitare fino alle cinque e mezza di questa mattina. Solo adesso, dopo aver dormito ancora un'oretta, inizio a vedere la luce. Sono stato così male, l'ultima volta, penso sette o otto anni fa. Direi un bel virus intestinale con qualche linea di febbre. Porca pupazzola, non ci voleva. Appena riesco a stare un po' in piedi, che per ora è impossibile, provo a salire in auto per andare dai miei. Insomma, questo ultimo scorcio di 2016 sta andando ad minchiam. E pensare che dalla penombra della finestra della mia camera da letto vedo una giornata bellissima. Buon natale amiche ed amici, un abbraccio globale, enorme a sto giro.

mercoledì 21 dicembre 2016

cinque cose

  1. si torna come al vecchio blog. cinque punti per me e per voi (ma solo questa volta). si comincia con una cosa che già immaginavo. vi ricordate che qualche settimane fa ho fatto un check-up, peraltro rinviato già una volta perché mi sentivo "non pronto"? ebbene, oggi pomeriggio ho ritirato gli esami del sangue. senza girarci intorno, glucosio (e valori legati) ben alto, colesterolo altino. ma me lo sentivo. a novembre ho corso poco causa infortunio, ed è due mesi che mangio male. e bevo un po' troppo, tenendo conto che lo reggo fin troppo bene. e a dicembre non sarà andato certamente meglio. è 24 ore (compreso ora che scrivo) che ho una nausea pazzesca. devo digiunare, stare leggero. ma il periodo non mi sembra quello migliore. domani sera si chiudono le feste pre-natalizie. ma se mi dessi malato, anche se la ragione lo sconsiglierebbe ?
  2. però stasera sono andato a correre. ho fatto dieci km da pippa runner. ci ho impiegato un'ora e una manciata di secondi. troppi vero? troppissimi, se penso che ho dato l'adesione ad una mezza che correrà in massa il mio gruppo tra un mese esatto. ma questi due mesi di condizione precaria li sto pagando, non c'è niente da fare. non demordo, sia chiaro. ma la fatica è esagerata. poi stasera sulla Martesana (eh già, ma è mercoledì, è giornata di gran tempi) c'erano dei campioni a correre. avrò visto 20 schegge, alcuni anche del gentil sesso. e io che arrancavo letteralmente. tristezza infinita. non c'erano neanche le nutrie.
  3. continua la saga dei 45-55enni tristi. mi mettono malinconia. e anche non poca. è proprio vero che bisogna circondarsi di persone positive nella vita. che non significa essere inutilmente allegri e ottimisti. non è neanche nelle mie corde. ma arrendersi mi infastidisce. sennò andiamo direttamente dal cassamortaro e ci facciamo prendere in anticipo le misure. come diceva il mio ex capo, non si può scontare la pena di vivere vivendo.
  4. la ragione sconsiglia di declinare il party aziendale di domani sera, come dicevo. ma ne ho zero voglia. ieri sera e questa mattina raccontavo dell'unica ragione che mi fa sopportare tutto ciò. non fatemi dire altro, che è meglio.
  5. ma c'è del positivo in questo post. capita che conosci una persona, che per tanti motivi è tanto distante da te. diversa, non credo. da buona cintura nera di razionalità, non avresti sufficienti motivi per confidarti. ma tutti abbiamo l'istinto come linea guida. ed io di questa persona mi fido. è una bella persona anche se in fondo pensa di non esserlo. e a me ieri sera è piaciuto aprirmi e raccontargli un po' della mia vita. oddio un po'.... direi abbastanza. per gli auguri di natale (minuscolo) ci leggeremo più avanti. mi sa che andrò presto a letto, sono veramente a pezzi. buona notte a tutte e tutti.

lunedì 19 dicembre 2016

oggi

questa mattina avrei avuto uno slot per andare a correre. ma ieri sera dopo aver scritto il post ho guardato fuori dal balcone e ho deciso che non ce l'avrei mai fatta a puntare la sveglia prima. c'è un limite oltre il quale non si può andare. è che in Lombardia per adesso c'è veramente un tempo di merda. poi questa settimana ci sono un sacco di cose da fare. stasera ad esempio serata da regali tra un po' di amici, in uno dei locali "nostri". serata piacevole, come sempre. un po' meno piacevole la giornata. togliete whatsapp ai cinquantenni depressi. oggi mi sono dovuto leggere questo messaggio: "non son depresso per..."omissis". son depresso a vedere il decadimento e la tristezza di tanti della mia generazione". non credevo di vedere così tanti miei coetanei insoddisfatti. anzi, invecchiare male. vedono il tempo fuggire, vedono il tempo dei bilanci, ma non sanno che della loro condizione tanta responsabilità è loro. io non sono contento al 100% della mia vita. anzi. ma in linea di massima non mi lamento. non solo perché non ne ho il diritto, ma perché se qualcuno o qualcosa mi manca la colpa è esclusivamente mia. devo iniziare a frequentare persone che abbiano 10/20 anni meno di me o 10 più di me. buona notte amiche ed amici, un abbraccio globale.

da venerdi sera a qualche minuto prima della mezzanotte

qualcuno si è stupito che si possano dare voti alle cose. nella fattispecie si trattava dell'anno che sta chiudendo. ma io do i voti a tutto. chi mi conosce bene sa che ho un file in word che credo contenga tutti i film visti e libri letti degli ultimi 18 anni: con relativi voti. e prima del computer c'era una agendina, di solito quella della banca dei miei genitori, quando le banche ancora le regalavano le agende. solo che a questo weekend non so che voto dare. oggi in fondo è stata una domenica runneristica. non tanto per gli 8 km scarsi fatti questa mattina, quanto per il pranzo con il mio gruppo podistico. eravamo tanti, si è mangiato bene e si è speso il giusto. beh, in provincia è così. mi sono anche divertito, alzandomi dal tavolo alle quattro e mezza, manco fosse un matrimonio. non è che li conosca molto. sono bravi ragazzi (oddio, proprio tuti ragazzi no.....), sicuramente onesti lavoratori, pochi grilli per la testa. o così sembra, che le persone non le conosci mai abbastanza. e anzi loro li conosci proprio poco poco. poi ho fatto anche altro. ieri un light lunch da un cliente amico, nel pomeriggio ho fatto l'istruttore. stasera si doveva andare al cinema ma è saltato per l'inaffidabilità della componente femminile dell'uscita. a dire il vero in questo weekend ho riscontrato altra inaffidabilità femminile. una serie di pacchi anche clamorosi, che a me rimbalzano abbastanza, ma che hanno fatto incazzare qualcun altro. certo che si è trattata di inaffidabilità oggettiva. che non mi capacito dei motivi dell'inaffidabilità delle donne. cioè, so bene che esiste. ma non riesco a trovarne il senso. è autolesionistico, ma forse è insito nella natura femminile. è come lo scorpione che muore con la rana, perché è nella sua natura pungere. sarà, ma mi pare una grandissima stronzata. si diceva dei voti.... che voto diamo a questo fine settimana? sei e mezzo. al massimo sette meno meno. e domani è lunedi.... buon inizio settimana a tutte e tutti.

venerdì 16 dicembre 2016

da mercoledi sera a qualche minuto fa

siete avvertiti. se per caso leggerete in futuro che vado in montagna bloccatemi in tempo, se per caso leggerete che ci sono andato sparatemi in testa. mi passa la borsite, mi viene mal di schiena. non tanto a stare fermo, quanto a correre. oggi sono stato via per lavoro. ci tornerò dopo. dicevo, via per lavoro, alle cinque e mezza ero a casa. sono andato a correre. dopo un km ho iniziato ad avere male sopra l'osso sacro. la corsa ha iniziato ad essere sciancata, il male si è diffuso un po' ovunque. nome e cognome di questo ennesimo dolore: discesa dalla montagna. associato ad altri fattori, per carità. detto questo, non sono riuscito a fare più di 5 km e mezzo. non va bene, ma so già che farò. insistere a correre.
dicevo, via per lavoro oggi. sono stato a Ivrea, poi un paio di appuntamenti a Milano. ho rivisto una persona che non vedevo da anni. mamma mia, lui peggio di me. nel senso che anche per lui gli anni non sembrano passati. 51 anni, ne dimostra dieci di meno. speriamo che sia un appuntamento che abbia un seguito, ne sarei contento. per il resto una settimana piena di rotture di coglioni. certo, siamo a fine anno, è normale che sia così. non sono normali le esibizioni muscolari di chi gioca ad avere il cazzo più lungo del mio. mi fanno venire un nervoso che non potete immaginare. lo so che tra chi mi legge ci sono uomini e donne senza lavoro. ma io mi sono veramente rotto i coglioni di questi atteggiamenti meschini e inutili che rendono una merda anche un bel lavoro come il mio. ieri sera ad una cena ho sentito la storia di un mio coetaneo (48 anni) che era crollato ed è risorto. e non esagero con gli aggettivi. un po' di speranza c'è dai.
detto questo, ora me ne esco, che stasera canta la mia amica A. speriamo in una serata piacevole, che renda migliore questo weekend prenatalizio. un abbraccio globale a tutte e tutti. e mi raccomando, non ridete troppo per quello che sta succedendo con la Raggi a Roma! ma questo video l'avete visto????? bellissimissimo!!!!!!! voglio che i cittadini devono votare!

mercoledì 14 dicembre 2016

da sabato poco prima di pranzo a stasera

non aggiorno da un po' il blog. è che sono stati giorni impegnativi. ma ci tornerò dopo, per adesso cominciamo con il running. sì, chiamarlo running è scandalo. non correvo da sabato mattina. ma soprattutto ero consapevole, in questi giorni, che quella cazzo di camminata di merda in montagna di venerdì mi aveva solo fatto un gran male. ed infatti, dopo quasi cinque giorni, questa sera (che si ero stanchissimo) avevo gambe durissime e schiena a pezzi. per fare sette km e mezzo mi sono devastato. e, si badi bene, li ho fatti peggio di una lumaca. ma che dico peggio.... no, mi pare che sia difficile trovare termine peggiore di peggio.... poi se vogliamo trovare delle attenuanti nei giri assurdi che ho fatto in questi cinque giorni troviamoli pure. dalla Brianza a Torino, da Milano a Rovigo, da Trezzo d'Adda a Opera. vabbè, cerchiamo di rifarci dopodomani. e magari cerchiamo di dormire anche un po' bene stanotte, che con tutte 'ste cene che ho adesso è veramente difficile. eh si, dicembre si sa è mese di feste e cene: lavoro, associazioni, amici. lunedi sera cena/festa di lavoro, ieri sera cena tra istruttori, stasera per fortuna riposo, domani sera amici, venerdì sera spero di no, poi sabato a pranzo una specie di light lunch, domenica tremo all'idea di quello che sarà il pranzo del mio gruppo podistico. la settimana prossima dovrebbe essere un po' meno impegnativa, ma qualcosa è comunque previsto. manco a dirlo, l'atmosfera natalizia la sento pressoché zero. vabbè, sono un ateo spaventato (dalla morte, anzi dall'idea che dopo la morte non vi sia nulla). aspetto solo di stare con i miei affetti, punto. a proposito di affetti, venerdì in montagna ho chiesto a chi era con me di dare un voto al 2016. mi sono sembrati un po' troppo di manica larga. in realtà mi sembra che intorno a me vi siano tante, troppe persone che scontano un deficit di affetto, dove affetto lo intendo nell'accezione più larga. oggi pomeriggio ad una mia cara amica (seppure non sia una frequentazione importante le voglio tanto bene) che mi scriveva di esser scazzatissima le ho risposto su wazzap che "le manca l'affetto". dopo qualche ora mi ha scritto di aver pensato tanto a ciò che le ho scritto e che avevo ragione. so benissimo di aver ragione. io apprezzo tanto mia figlia, che a 18 anni ha le idee molto chiare in termini di affetto. le sue sono idee chiare, a cui si aggiunge un mix tra egoismo ed opportunismo. perché non vi è nulla di male a strumentalizzare l'affetto altrui per vivere al meglio. anche perché per contro lei non è che in cambio di questo affetto prende un manganello e spacca i crani di chi le vuole bene. ma occorre amare, volere bene, vivere, condividere, godere gli altri e degli altri perché altrimenti la vita è solo un mestissimo imbruttimento. poi ognuno è libero di dare il voto che vuole a questa vita. certo, sentire dare sette o otto, ecco mi sa tanto di prof sessantottino incapace di usare la matita rossa. nella migliore delle ipotesi, senza affetto è un sei. ma ti devi andare di lusso, tanto di lusso, sulle altre cose, sia chiaro. buona notte amiche ed amici, un abbraccio globale.

sabato 10 dicembre 2016

venerdi, sabato e giovedi

ieri sono stato in montagna. nel senso che, dopo non so quanto tempo, mi hanno (un po' trascinato) portato a camminare in montagna. dire che mi sia dispiaciuto ecco, quello non si può dire. ma neanche ho fatto salti di gioia. io e la montagna non siamo mai andati particolarmente d'accordo. e anche quando sono su, tutta 'sta bellezza io non riesco a vederla. ma il punto è che mi hanno (un po' trascinato) portato a fare un percorso neanche particolarmente dolce. che ha pagato in prima battuta colei che ha organizzato la gita. i giovani hanno pagato poco, i vecchi un po' di più, i vecchi poco allenati parecchio. ah vabbè, ma guarda che vista che c'è da qui, si vede persino Milano a più di 100 km di distanza.... fatto stà che ieri sera e questa mattina mi sono trovato con le gambe di legno. e questa mattina che mi ero ripromesso di fare un bel lungo, mi sono trovato a fare a mala pena poco più di 7 km e mezzo, per giunta a ritmi blandissimi. quindi recapitolando, sono stato in montagna, ho fatto credo quasi 10 km tra salita e discesa, mi è piaciuto così così, oggi che volevo fare 15 km ho fatto praticamente la metà. uno potrebbe dire che la sommatoria è la stessa. io rispondo che la sommatoria non è la stessa.
dopo la Boldrini, gli insulti del popolo webete del rancore grillino sono toccati, non per la prima volta, ad Agnese Renzi. la colpa? quella di avere (forse) indossato un pullover da 700 euro. ora, soprassediamo sul fatto che potrebbe non essere un pullover da 700 euro (magari era un cineseria, che dite?). ora, soprassediamo sul fatto che anche ad Agnese Renzi potrebbe succedere di mettere da parte (oddio, addirittura??????) 70 euro al mese (70 euro, avete capito, 70 euro!) e comprarsi dopo 10 mesi quel pullover. ora, soprassediamo sul fatto che il marito è pur sempre il presidente del consiglio uscente e quindi uno stipendio buono ce l'ha (ma attenzione webeti del rancore grillino, avrete sicuramente letto che lo stipendio di Virginia Raggi è - UDITE UDITE - superiore a quello di Renzi, e per giunta per non fare un cazzo dalla mattina alla sera come sanno ormai bene - cazzi loro che l'hanno votata - i cittadini romani). detto questo, ma ce l'avete un po' di decenza, al di là di pregiudizi e luoghi comuni? ma ficcateveli nel culo i vostri insulti di merda.
giovedì sera sono stato invitato a cena in un bel ristorante di carne. si è mangiato bene. Milano era mezza deserta. ma mi dicono che lo è Torino, Roma, Napoli, Bari. su facebook ho letto di miei amici/contatti ufficialmente disoccupati che sono andati via approfittando di questo ponte. io che potrei anche andarmene alle Maldive sono qui. mah, a me sta storia del "paese che ha fame" non mi convince un cazzo......
con colpevole ritardo ho finito di leggere questa mattina l'ultimo libro del grande Gianni Biondillo, "l'incanto delle sirene". un bel libro devo dire, ci sta il sette e mezzo a mio giudizio. adesso vado a chiudere altrove il fine settimana, un abbraccio globale a tutte e tutti.

giovedì 8 dicembre 2016

terza uscita in tre giorni

niente di trascendentale. solo mezzoretta per sgranchirmi le gambe. ma un freddo della madonna, pare che questa mattina fossimo sotto zero. dicevo, appena mezz'ora per fare 5,27 km. 5' e 43" al km. senza nessuna forzatura. ieri sera ultima puntata di "Rocco Schiavone", che è finito che non è finito. senza neanche il "cliffhanger" (gli esperti di fiction sanno di cosa parlo) che pure ti saresti aspettato. mah, non l'ho capita francamente. ieri sera ho sentito Renzi alla direzione del PD. se non cambierà idea, come mi auguro, ne vedremo. non so se belle o brutte, ma ne vedremo!

mercoledì 7 dicembre 2016

sant'ambroeus sa laura no

questa mattina, anche se forse sarebbe stato meglio di no, sono andato nuovamente a correre. non però all'alba, visto che oggi è Sant'Ambrogio patrono di Milano e figura incredibile che pochi conoscono e sulla quale vi invito a documentarvi. il giorno festivo mi ha permesso di andare a correre dopo le nove. sì, c'era il sole, ma c'era anche un freddo della madonna. mi sarebbe piaciuto fare tanti km, ma oggettivamente due uscite consecutive sono impegnative e ho capito subito che sarebbe stato pressoché impossibile. alla fine sono partito da casa mia, ho fatto la Martesana fino al Lambro (quasi 5 km) e me ne sono tornato indietro per chiudere i miei poco più di 10 km in Melchiorre Gioia in 57' e 38", cioè a 5' e 44" al km. di buono c'è stato un accenno di allungo negli ultimi 500 metri, che mi ha permesso di chiudere l'ultimo km come il miglior km della sessione, ma migliore si fa per dire visto che è stato fatto a 5' e 34". poi volevo fare una serie di ripetute, ma dopo un 200 metri "veloce" ho capito che per questa mattina andava bene così. meglio tornarsene a casa, farsi una bella doccia e magari pulirla, la casa (come poi ho fatto), visto che era conciata da schifo.
questa mattina ho visto "meglio", cioè alla luce del sole, il bivacco dei migranti sotto i ponti della Martesana. cioè, alle nove passate questi sono ancora lì sotto la montagna di coperte in cui giacciono. al ritorno ho visto uno alzarsi, controllare il telefonino, guardarsi intorno, forse sistemare le sue cose. si può dire che a questo punto fanno parte delle caratteristiche del mio quartiere, quello che un tempo era il locale delle milfone assatanate che erano pronte a farsi scannare da chiunque è diventato il punto di raccolta di centinaia di disperati provenienti da ogni dove. fastidio non ne danno, credo che un po' tutti si siano abituati a questa presenza. ora io faccio questa considerazione. ma come si fa a lasciare il tuo paese, dove forse non stavi neanche così male visto che forse i soldi per la traversata in mare li avevi, e ritenere meglio dormire al freddo di dicembre sotto un ponte di Milano, tra topi e malsanità varia? non ci sono solo eritrei o afghani fra loro, non fuggono tutti da guerre e carestie. ma non hanno capito ancora che quello che possono avere qui sono tre pasti e un posto letto a turno? ciondolare dalla mattina alla sera è quello che desideravano quando hanno rischiato la vita nel mediterraneo? non c'è nessuna forma di razzismo nelle mie parole, ma è chiaro che a lungo andare le più carine (e tra eritree e somale ce n'è a iosa) si prostituiranno e i maschi entreranno nella filiera della micro-criminalità, al livello più basso perché gli manca il phisique du role di slavi, nigeriani e maghrebini. non riesco a trovare nessun senso in questa cosa, nessuno. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 6 dicembre 2016

runner in the fog

questa notte ho dormito male. ero sudatissimo, ben oltre quanto ci sia da aspettarsi in una casa calda come la mia, e ho fatto tanti sogni del cazzo; tra tutti quello di essere in una casa con persone più o meno sconosciute e nel dire che domenica scorsa al referendum ho votato SI esce fuori una specie di donna/diavolo con denti aguzzi che cerca di azzannarmi al collo (il mio inconscio deve essere proprio schifato da come hanno votato gli italiani mi sa.....). detto questo, avevo programmato di andare a correre, ma la sveglia non l'ho sentita semplicemente perchè mi sono alzato prima che suonasse. che devo dirvi, va così per adesso. caffè senza particolare fretta, e alle 7.10 ero pronto per correre al buio e nella nebbia nel mio naviglio. faceva freddo ovvio, siamo a dicembre. sono partito contenendomi, poi un pò per scaldarmi, un pò perchè ne avevo ho iniziato ad accellerare. sono arrivato abbastanza bene in Via Padova, poi ho ancora ulteriormente aumentato il passo al ritorno. non avevo nè il tempo nè la voglia di fare tanti km.... l'obiettivo era fare gli 8 km sotto i 45 minuti, ma la condizione c'era e alla fine li ho chiusi in 43' e 31", a 5' e 26" al km. per adesso sono elettrico/adrenalinico, vediamo nel resto della giornata. da domani fino a domenica sarà vacanza, domani è Sant'Ambrogio, venerdi c'è il ponte. di questo non sono contento, bensì contentissimo. buona giornata a tutte e tutti.

domenica 4 dicembre 2016

Gipigiata 15K - I'm back

se tornate indietro di un anno in questo blog leggerete della mia partecipazione ad una tapasciata definita grosso modo "la tapasciata per eccellenza". eh si, perché come tutti i primi di dicembre ecco arrivare la Gipigiata a Gorgonzola, che è uno di quegli appuntamenti che un vero runner non può perdere. neanche a farlo apposta, quest'anno come lo scorso anno mi sono presentato non al meglio delle mie condizioni. aggiungici che ieri mi sono sparato 400 km in auto per andare a fare l'istruttore in Piemonte e che ieri sera ho fatto tardi causa pizzata con gli amici ed ecco delinearsi uno scenario non favorevolissimo. questa mattina sveglia alle 6.15 perché, si sa, alle tapasciate si parte presto. ma io sono arrivato particolarmente presto. normalmente da casa mia a Gorgonzola ci vogliono 45 minuti almeno, io questa mattina ci ho impiegato 20 minuti causa traffico inesistente. morale della favola, sono arrivato almeno mezz'ora prima di quelli del mio gruppo e con buio totale. vabbè, quando un barlume di luce è spuntato sono uscito dall'auto per recarmi al centro sportivo. il tempo di incrociare wonder runner che mi ha preso per il culo per il penultimo post che ho scritto e subito dopo sono arrivati quelli del mio gruppo. foto di rito (bella, l'ho messa come copertina di facebook) e via con la partenza alla spicciolata (nelle tapasciate ognuno parte quando vuole non essendo una gara). l'obiettivo era fare 15 km, che mi mancano da almeno due mesi cioè da prima dell'infortunio. però il bello della gipigiata è il clima tra i runner ma soprattutto il percorso. all'inizio costeggia la Martesana, che lì è ancor più bella che dalle mie parti. è sempre bello vedere la casa/ponte di legno che sovrasta il naviglio, i numerosi cigni, gli anatroccoli. Gorgonzola è veramente una bella cittadina, e ha la particolarità di avere un tratto di naviglio che fa delle vere e proprie curve. poi si entra in campagna, si corre in mezzo agli alberi, sulla terra, sullo sterrato, sulla ghiaia, sul fango. di andare veloce non se ne parla. un po' perché non si può, che non è esattamente un percorso veloce come potete immaginare, un po' perché non voglio forzare. vado poco sotto i 6' al km. ai dieci passo in 59' e 28". da lì in poi è tutto un punto interrogativo. bene l'undicesimo, gli altri 4 km li faccio un po' per forza di inerzia. ma alla fine i miei 15 km li faccio stando sotto l'ora e mezza. di appena 23 secondi, lo ammetto. ma per me è una grossa soddisfazione. tornare a fare 15 km, tornare a farli in condizioni ambientali non facili, avendo dormito poco e con niente nello stomaco (of course, solo un the verde), correre a 5' e 58" al km va comunque benissimo. insomma, forse possiamo dire che sono ritornato. e quasi quasi ragiono sul fatto di fare quelle due mezze maratone a gennaio che nel 2016 non sono riuscito a fare. ma questa è un'altra storia. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 1 dicembre 2016

Martesana morning runner

sono contentissimo. questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.36. un incubo, chiaro. ma dovevo andare a correre. e fregandomene del fatto che faceva freddo, che era buio, che ci sono i migranti che dormono sotto i ponti, ho corso sulla mia Martesana. dove, tra l'altro, c'è ancora l'acqua. e i suoi riflessi al buio erano meravigliosi. sono partito piano. poi ho realizzato una cosa bellissima: non avevo male. e dal quinto km ho anche accelerato, spinto anche dall'incrociare tanti runner importanti (ovvero veloci). ai 5 km il passaggio è stato modesto, 28' e 55", poi ho messo dentro qualche km buono, il settimo a 5'24", il decimo e ultimo addirittura in progressione, a 5' e 22". alla fine dieci km di bellezza, con un mattino limpidissimo a salutarmi, 10 km fatti in 56' e 28", ovvero a 5' e 38" al km. ma, ripeto, soprattutto senza male alcuno. ovviamente sono bello adrenalinico, correre al mattino dà una carica che vale per tutta la giornata. e oggi sarà lunga, che nel pomeriggio ho gli awards del settore e successiva apericena (modalità milanese imbruttito).
nota estetica (e non solo) a margine: ma di una donna che esce ad un appuntamento semi galante con scarpe anche ben peggiori di quelle che adesso posterò (su Google non ho trovato l'equivalente, ma è per rendere l'idea) che pensate? e che reazione può avere un uomo diciamo normalmente esteta?

mercoledì 30 novembre 2016

back to the tapis roulant (the second coming)

spero di non prenderci gusto. non so, era da ieri sera, mentre bevevo un bicchiere di dolcetto in un bel locale da aperitivi, che mi frullava per la testa che stasera sarei andato a correre. ma non per strada, ma in palestra. e così questa mattina ho fatto il borsone, come se stasera fosse di calcetto. e al termine di una giornata noiosa (cit., trattasi di un libro del grande Massimo Carlotto, di cui oggi in pausa pranzo ho comprato il suo ultimo libro) me ne sono andato in palestra. e da alienato ho corso in modo alienante per un'ora consecutiva. la radio della palestra sintonizzata su VirginRadio, io sul tapis roulant a guardare il traffico dalla finestra. un caldo della madonna, ma un po' meno della settimana scorsa. un'ora per fare 10 km e 260 metri. ohi, ma secondo me il tapis roulant frega metri, l'ho già detto vero? vabbè, lo ribadisco. poi ho fatto un po' di pesi. e stasera sto bene. ma non si è mai visto nessuno stare male dopo una corsa. poi ho guardato su raiplay l'episodio di "Rocco Schiavone" che mi ero perso la settimana scorsa causa trasferta di lavoro. continuo a pensare allo spreco di bellezza che attraversa il genere umano. mi manda in bestia, non lo sopporto credetemi. questa mattina sul mio profilo facebook ho fatto l'endorsement per il SI al referendum di domenica prossima e lo faccio pure qui. è un SI convinto nel merito. è giusto superare il bicameralismo paritario, è giusto sottrarre alcuni poteri di veto ai localismi, è giusto definire il fronte del NO una accozzaglia, capeggiati in primis da quel male assoluto che sono i cinquestelle (loro, non i loro elettori, che si accorgeranno sempre troppo tardi della loro creduloneria). stasera sono da Baustelle, "la morte non esiste". buona notte amiche ed amici.

domenica 27 novembre 2016

23.39

venerdì notte ho fatto le 4, che non so da quanto tempo non capitava. è stata una bella serata, mi sono divertito ma se guardo alle foto e ai video della stessa mi è sembrata difettosa. la notte scorsa dai miei ho dormito male, anche se ho ripreso possesso del letto della mia adolescenza. eh sì, perché non solo mia sorella si è fidanzata, ma ha bruciato le tappe di una vita andando pure a convivere. a proposito di adolescenza, mi ha fatto specie (leggasi rosicamento) accompagnare sabato sera mia figlia e il suo ragazzo nei luoghi che frequentavo 30 anni fa (certo, 30 anni fa non mi accompagnava nessuno e mai mi sarei fatto accompagnare). ho dormito male e ho fatto sogni assurdi. tanti, ma ne ricordo solo uno. siamo in tre in un bilocale abbastanza piccolo e a un piano alto. dovremmo essere un nucleo familiare. in questo piccolo appartamento c'è una invasione di vermi alieni, che si riproducono con una velocità incredibile. noi tre, armati di vanga, riusciamo ad ucciderli tutti. alcuni li buttiamo giù dal balcone, e sento nitidamente le voci schifate di chi se li è visti cadere in testa. ci diciamo che non è il caso di raccontare in giro questa vicenda, che ancora vengono a mettere i sigilli all'appartamento. poi ci facciamo prendere dagli scrupoli di coscienza e andiamo a denunciare l'accaduto alla ASL.
ah sì, ci sarebbe anche la corsa. se così possiamo chiamarla. è che questa mattina, come detto, mi sono svegliato male. poi ero infastidito dai miei che parlavano, che mi chiedevano. io ormai sono abituato a svegliarmi nel silenzio. e se mi girano le palle il silenzio è la migliore situazione. non avevo tanta voglia di correre, ma me la sono fatta venire. ho puntato verso Collegno, ho girato un po' intorno al parco Dalla Chiesa. l'infiammazione mi impediva di correre come si deve, e peraltro le gambe erano durissime, che più dure non si può. all'ottavo me ne sono tornato indietro. si sprecavano i km fatti in più di 6 minuti. paradossalmente, non quelli in salita. alla fine ho fatto meno di 11 km a 6' e 05. poi due sessioni di defaticamento da qualche centinaio di metri. meno di 12 km fatti da autentica pippa runner. deludentissimo, anche perché non so quando ne uscirò da questo stato di forma non soddisfacente. l'unica cosa buona è che comunque una certa costanza la metto. questa settimana bene o male 30 km li ho fatti, e nel mese dovrei superare i 120 sicuramente. che tutto sommato non è male. detto questo, vi abbraccio globalmente, auspicando che la settimana sia ottimale per tutti. Hercules & Love Affair, "blind" (piano con gli sperticamenti verso Nomi Ruiz, è un trans).

venerdì 25 novembre 2016

I'm tired

ve l'avevo detto che per il momento l'acqua dalla Martesana non l'hanno tolta? no, non ve lo avevo detto, e ve lo dico ora. perchè solo ora? perchè questa mattina, nonostante mi sia sparato 1000 km di auto in due giorni, tra Friuli e Veneto, dovevo troppo andare a correre e correre all'aria aperta. certo, stavo a pezzi. benchè abbia un'auto comoda, il disagio alla postura si fa sentire a posteriori. e poi non parliamo del tempo. sarà da dieci giorni che Milano non vede il sole (io l'ho visto per 20 minuti mercoledi mattina in Friuli) e francamente mi sarei un pò rotto il cazzo. approfittando del fatto che oggi avevo due incombeneze personali in mattinata, sono uscito poco prima delle otto, in una tregua dalla pioggia che è durata giusto il tempo di fare una sgambata di 7 km, perchè più di quello non sono riuscito a fare continuativamente. sette km in 40' e 26", cioè a 5' e 46" al km. poi un km di defaticamento per tornare a casa e farmi una meritata doccia a cui è seguita l'assunzione di una barretta energetica che non avevo il tempo per fare colazione. andrà meglio domenica mattina. tornando sulla Martesana, con le piogge di questi giorni di acqua ce n'è anche tanta..... insomma, sembra un naviglio serio se vogliamo dirla.
per il resto che dire.... sono preoccupato per un mio amico. secondo me gli sta venendo l'alzheimer. si dimentica le cose. all'inizio la mettevamo sul ridere, adesso c'è poco da ridere. non trattiene veramente nulla. stavo pensando di prenotargli una visita da un neurologo, a sua insaputa. è veramente imbarazzante, ma secondo me va fatto. stasera ho una serata che è tutto un enorme punto di domanda. però mi sono piaciuto se penso alla velocità con cui l'ho organizzata. si è trattato di ispirazione. e a proposito di ispirazione, questa è la foto che in questo momento campeggia sui miei profili facebook e whatsapp. e credo che ci starà per molto tempo. buon fine settimana a tutte e tutti.

martedì 22 novembre 2016

back to the tapis roulant

l'avevo scritto ieri sera e stasera l'ho fatto. sì, visto che ormai sembra essere dentro "blade runner", il bellissimo film di Ridley Scott in cui pioveva sempre, questa mattina mi sono fatto il borsone e stasera sono tornato nella palestrina aziendale. l'ho trovata meglio di tre anni fa, quando la frequentavo per fare quelle mezz'ore che all'epoca mi parevano epiche ma che alla fine se facevo 4 km e 300 metri era un miracolo (cioè, che cazzo facevo, camminavo?). ma soprattutto l'ho trovata deserta. questo è veramente un paese di merda. due aziende mettono a disposizione dei loro dipendenti, gratuitamente, una palestrina con una decina di attrezzi, una sauna, due spogliatoi, sei docce, e non ci va nessuno. dipendenti che magari poi si lamentano del fatto che l'azienda è in periferia, che la metro più vicina è a sei fermate di autobus ecc ecc.... ma andate a fare in culo va! l'unico vero difetto è che faceva un caldo della madonna. ci saranno stati 28 gradi. una roba esagerata, davvero. poi il tapis roulant ti frega "tempo". sono sicuro di questa cosa, credetemi. viaggi a velocità sostenute, ma di strada ne macini meno di quanto si creda. ho fatto una serie da 40 minuti, che per quanto chiusa a 10,5 km/h, è risultata farmi fare 6,77 km. poi ho fatto un po' di pesi, ho bevuto litri d'acqua, poi una seconda serie da 20 minuti, e anche qui l'ho chiusa in progressione importante (11,9 km/h), ma alla fine è uscito che ho fatto 3,45 km. insomma, 1 ora di corsa e poco più di 10 km! mah, a me pare strano. ma poco importa. l'ora di corsa l'ho fatta.
domattina mi sveglio prestissimo che ho una due giorni impressionante nel nordest. mi porterò le scarpe e i pantaloncini/maglietta, magari un tapis roulant c'è anche in albergo. stanotte spero di dormire, sono di nuovo in un periodo in cui mi sveglio di soprassalto con la paura di morire nel sonno. è colpa di quegli stronzi dei miei amici, che anche ieri sera mi hanno messo ansia con lui che ha insultato la ex che poi che ex era lo sa solo lui via messaggio per togliersi un peso e lei che è andata a letto con chi non doveva andarci ed infatti con una scusa se ne è andata via subito. glielo ho detto: chiudo il gruppo di whatsapp se continuano così. stasera infatti vedo che non cicaleggiano. buona notte amiche ed amici, globalmente.

lunedì 21 novembre 2016

altro che pioggia debole

tra ieri sera e questa mattina mi sono alzato con un pensiero: devo recuperare condizione. cioè, aggiungere km ad ogni uscita. conosco un solo modo per far ciò, ed è uscire ed andare a correre. questa mattina Milano era grigia come ormai capita da un po' di giorni, ma non pioveva. il meteo prevedeva al massimo pioggia debole. quindi mi son detto, stasera si va a correre. solo che nel pomeriggio altro che pioggia debole! come sapranno gli amici milanesi, è dall'ora di pranzo che c'è una pioggia incessante. poi mettici una riunione col mio capo che si è allungata come previsto ed il traffico paralizzato di quando piove, e a casa sono arrivato dopo le 19.30. insomma, il combinato disposto di tutto ciò è che in questo momento sono a scrivere questo post. però ho sbagliato io. sì, perché chi mi conosce da anni sa che prima che venissi preso dal sacro ardore per la corsa su strada (e ormai sono due anni e mezzo) avevo l'abitudine di andare nella palestrina aziendale dove, per massimo mezz'ora, mi cimentavo sul tapis roulant. che io sappia, la palestrina esiste ancora. anzi, pare abbiano cambiato pure le docce. sarebbe bastato portarsi il borsone dietro, e stasera si correva al chiuso. non è il massimo, ma era sempre meglio che un calcio in culo. domattina devo fare in modo di non dimenticarmene, perché qui si dà pioggia fino a venerdì (oddio, anche se mercoledì e giovedì sono via per lavoro).
la saga del disagio dei miei amici continua. oddio, veramente continua la saga del disagio collettivo. ma di questo non ho nessuna voglia di parlare.
il sogno di questa notte però me lo ricordo! non è vero, quando mi sono alzato l'ho scritto su un foglio di carta per potervelo raccontare 😀 ero un poliziotto, ed il mio compito è convincere un vecchio 'ndranghetista invalido, che non può essere arrestato perché più di là che di qua, a collaborare con la giustizia. lui, disteso sul letto, mi chiede che vantaggio possa avere, sapendo che la sua famiglia è nettamente contraria a ciò. io mi trasformo un po' in un prete, e gli parlo di salvezza dell'anima, della necessità di assicurare alla giustizia persone non certo timorate di dio. solo che suona la sveglia, e mai saprò se sono riuscito nel mio intento.
Clorì, ma ti ho chiesto se a te piace (anche se sei molto giovane) il genere shoegaze? per quello che mi riguarda, è uno dei generi musicali che meglio mi rappresenta. Catherine Wheel, "texture". buon proseguimento di serata a tutte e tutti.

domenica 20 novembre 2016

Alpin Cup, pacco e disagio

l'avevo scritto martedì. tornato a fare 10 km, al pomeriggio mi sono iscritto ad una gara. e la gara era questa mattina. la meravigliosa Alpin Cup (perché l'organizzano gli alpini, non perché sia in montagna) all'interno del parco nord tra Sesto, Cinisello e Bresso. ovviamente non ho fatto la mezza (magari....) ma la 10 km. che avevo già fatto, nella versione non competitiva, due anni fa, quando sicuramente ero più in forma di oggi ma fare e superare 10 km era una specie di muro invalicabile. sono arrivato presto ma non prestissimo. ritirato il pacco gara (la solita maglietta, ne avrò non so quante ormai....), ho aspettato un po' dentro la palestra e alle nove meno dieci mi sono recato alla partenza, nella parte centrale del parco. quelli che puntavano al tempone si vedevano perché facevano gli allunghi, io a malapena facevo un po' di stretching. partenza prevista per le 9.15. il profumo del pettorale, l'ebrezza dello start si sono un po' fatti sentire. è dai primi di settembre che non faccio una gara, e dopo quella solo una tapasciata poi l'infortunio di ottobre. sono partito fortino, ma non forte. correre in un parco non è semplice, e io il parco nord lo conosco. sono giorni che pioviggina, lo sterrato era una pozzanghera unica, la ghiaia ti frena un po', ci sono i ponticelli da scavallare. insomma, ai 5 km ho girato in poco meno di 28 minuti. è probabile che due anni fa avessi fatto persin meglio ai 5. le gambe girano abbastanza bene, il gluteo infiammato faccio in modo di non sentirlo. faccio un bell'ottavo km, un nono pessimo, poi al decimo vado a tutta birra (si fa per dire, 5' e 25") al traguardo. dove mi accorgo di non spegnere subito il garmin. poco male, dice che ho fatto 10,13 km in 56' e 57", 5' e 37" al km (verificherò il real time su mysdam). direi non benissimo, ma un po' bene sì. al traguardo ho visto facce amiche, si corre da soli ma alla fine qualcuno si incontra sempre.
per fare l'alpin cup ho tirato un pacco a quelli del mio gruppo, visto che oggi c'era la nostra tapasciata. però onestamente di andare in culonia a fare quello che con la bandierina al freddo indica il percorso, quando io devo fare di tutto per rimettermi in forma, ecco....diciamo anche no. tanto ce l'avranno fatta lo stesso, sono sicuro.
ieri sera i miei amici mi hanno sfrantumato la uallera su whatsapp nel raccontarmi le loro sfighe amorose e quanto gli altri siano scorretti, egoisti e insensibili. io dicevo loro che non è che noi siamo proprio dei santi noi, poi non parliamo di A., che non si contano le corna sue e i mariti cornuti che ha fatto. alla fine sto disagio non lo sopportavo più, ho augurato la buona notte e me ne sono andato a letto. questa notte so di aver fatto dei sogni assurdi, ma non me li ricordo. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti e un enorme, infinito abbraccio a chi in questo momento è in treno per affrontare una prova importante.

venerdì 18 novembre 2016

venerdi ore 17.08

sono le 17, e si può dire che la settimana lavorativa volge al termine. in generale, non è stata una grandissima settimana. se mi limito al lavorativo, ieri è stata la peggiore giornata del 2016. se penso alla riunione da cui sono uscito un'ora e mezza fa, mi tengo dentro i pensieri perchè sono al limite della becera scurrilità. detto questo, ieri mattina ho corso (a cazzo, dopo 5 km e mezzo mi sono fermato che mi veniva da vomitare), questa mattina ho corso (decisamente meglio, tenendo che era solo una rifinitura in vista di domenica). stasera me ne starò a casa, sono uscito quasi tutte le sere questa settimana, sono un pò cotto e ne approfitto per vedere Rocco Schiavone, che già ho perso l'episodio di mercoledi sera. questa mattina ero in centro a Milano, quando la città si sveglia. e non dirò la solita cosa su quanto sia bella Milano che vi ho già stracciato i coglioni. dirò che non credo che le donne di Milano siano le più belle d'Italia. anzi, secondo me non lo sono, rischiando per contro di essere tra le più antipatiche per quanto se la tirano. ma di sicuro sono le donne meglio vestite d'Italia. ho incontrato la mia consulente bancaria mega gnocca, che ho scoperto avere solo 29 anni. essendo venerdi e probabilmente in dress down day, non aveva il solito tacco a spillo assassino, ma stivali bassi. beh, scoprire che è più bassa di me mi ha reso migliore la giornata! detto questo, buon fine settimana a tutte e tutti, comportatevi bene che male non fa.

martedì 15 novembre 2016

ingannevole è l'inverno

come anticipato nel precedente post ebbene sì, questa mattina sono andato a correre. sveglia prestissimo, caffè e giù alle prime luci dell'alba sulla mia Martesana. questa volta la Martesana ho deciso di farla, pazienza se al primo ponte vicino casa mia c'era la solita distesa di migranti a dormire al freddo. questa mattina mi sentivo bene. anzi, non erano le gambe a farmi (particolarmente) male, ma il....collo! e questo perché a dormire sul divano dai miei può succedere che ti svegli distrutto, e così è stato. Ho incrociato grandi runner questa mattina, e la cosa mi ha spronato. sono arrivato in Via Adriano, quindi sono tornato indietro fino a Melchiorre Gioia con ritmo accettabile. ero a sette km, ma questa mattina volevo fare di più. e allora ho deciso di puntare ai dieci, ho proseguito fino alla circonvallazione, sono ritornato indietro nuovamente da Melchiorre Gioia, De Marchi, ho girato verso casa mia e mi sono inventato un percorso sufficiente per arrivare ai 10 km, anzi a superarli. alla fine 10,06 km in 55 minuti e 53 secondi, a 5' e 34" al km. direi che è ottimo, se penso solo a come ho corso domenica mattina. ottimo soprattutto perché non ho (particolarmente) male. ottimo perché mi sono permesso di iscrivermi nuovamente ad una gara, per domenica mattina. non una mezza, sia chiaro, ma una 10 km che però so essere non semplice visto che è all'interno di un parco e c'è tanto sterrato. non un percorso da tempone, soprattutto se piove. che è poi una gara che ho fatto già due anni fa, ai miei albori runneristici, e che tanto mi era piaciuta.
oggi non sono stato in ufficio. nel senso che ho lavorato in giro. questa mattina sono andato, debitamente autorizzato, ad un bel convegno. di quelli in cui senti cose che condividi e cose che non condividi affatto. ma che ti permette di ragionare. e dio (minuscolo) solo sa quanto in questo nostro paese pochi ragionino. poi oggi pomeriggio ho lavorato sul serio, in giro per la provincia di Milano. e con tanto successo. ognuno lavora con le sue motivazioni. io ho le mie: riferite al mio lavoro e alla mia azienda. tra queste, lo sottolineo ogni volta, c'è che è solo positivo essere miopi in un mondo di orbi. buona serata amiche ed amici.

lunedì 14 novembre 2016

beh....

diciamo che non ha senso mangiare una insalata a pranzo e poi andare la sera da rossopomodoro e cenare con pizza bastarda, birra media e mirto..... d'altro canto se il gruppo chiama io rispondo sempre all'appello. domattina, magari, vediamo di andare a correre....

ultime 48 ore

in questo fine settimana sono riuscito a perdermi col navigatore e per ben due volte, ho fatto l'istruttore in modo un pò bislacco, ho conosciuto il fidanzato di mia sorella (bravo ragazzo di sicuro, ma altro direi di no), ho corso 7,21 km in quel di Rivoli senza lode e con diversa infamia (ok, sono saliscendi, ho la borsite, ma 6'06" al km no cazzo.....), ho scoperto un pò a sorpresa che abbiamo in comune un sano egoismo io e mia figlia, ho discusso animatamente di politica con i miei genitori. ma soprattutto con vivo raccapriccio ho scoperto di essere ingrassato di tre chili, porca pupazzola.

venerdì 11 novembre 2016

Lebanon

come ha detto la mia amica A. nella nostra abituale conversazione di fine sera sul nostro gruppo whatsappiano (io, A. & A., il nome coniato), "ho passato una settimana di merda ma sono felice perché è finita". che poi è stata di merda per motivi diversi, i miei e i suoi. non vi ho detto che qualche sera fa sono andato a mangiare la pizza in 4, una specie di uscita a doppia coppia, ma proprio una specie specie. la persona che era davanti a me, avrei saputo 24 ore dopo, ha tentato qualche anno fa il suicidio. quest'anno il suicidio mi è stato vicino troppe volte. vabbè, stasera sono andato a correre. la voglia fino ad un certo punto, ma la tenacia tanta, lo sapete. corro con fatica, e senza che me accorga rallento. ho fatto poco più di 8 km e mezzo a 6' 05" al km. ma dal quinto rallentando in modo vergognoso e un po' scomposto. questo weekend che sono dai miei mi sarebbe piaciuto fare la StraRivoli, una 11 km con 5 km e mezzo di salite (un paio con una pendenza mica da ridere) e altrettanta discesa. già provata l'anno scorso. come nel post scritto un anno fa, una specie di mini trail. ma le gambe non mi permettono di fare la salita ma soprattutto la discesa, molto più pericolosa della prima. mio papà mi ha preso il dépliant, ma dubito che andrò a farla. dovrò accontentarmi di qualcosa di meno impegnativo. anche stasera ho visto "Rocco Schiavone". e niente, è veramente una bella serie. ma voi le ricordate la bionda e la bruna degli "Human League"? secondo me, qualche erezione me l'hanno procurata. ma bastava così poco..... buon fine settimana amiche ed amici. "Lebanon".

giovedì 10 novembre 2016

pigs

oggi ho assistito ad una porcheria. poi ad una seconda porcheria. infine ecco la terza porcheria. bella grossa pure. no che grossa, enorme. anche per uno di stomaco forte come il mio. allora ho spento il cervello. che è meglio di portarlo all'ammasso. e anche se ateo, ho pensato a chi magari si sta rivoltando nella tomba. poi ad un certo punto me ne sono andato via.

mercoledì 9 novembre 2016

the dark side of the moon

stasera non avrei dovuto correre. perché ho corso ieri mattina. perché a pranzo ho mangiato come più schifosamente non si poteva. perché ancora le mie gambe non hanno la capacità di fare tanti km o di uscire due giorni di seguito. ma stamattina mi sono svegliato incazzato che metà basta. il motivo dell'incazzatura lo sanno in tre, tra cui un lettore del mio blog. ma non intendo parlare di questo. dicevo, mi sono svegliato nervoso e ho trascorso la giornata nervosamente. alle 18.03 lasciavo l'ufficio. un traffico della madonna sulla circonvallazione. ma alle sette ero sulla Martesana. sì, per correre. ho fatto una uscita a cazzo. dopo 33 minuti ero scoppiato, e stavo andando a 6' al km. mi sono dovuto fermare. poi ripartire. di nuovo fermarmi, ripartire. alla fine sei km e mezzo. ma che sono serviti a calmarmi. anche correre a cazzo serve. oggi ho letto su facebook che non si è mai visto nessuno stare male dopo una corsa. ed è vero. sono riuscito a resistere alle sirene del calcetto. stasera hanno giocato, ma io ho ribadito che non c'ero, come sanno da tempo. avranno pensato che dovevo uscire con una, lasciamoglielo credere, anche se così non è stato. ho visto la tele invece, che non mi capita quasi mai. ho visto "Rocco Schiavone", con uno dei miei attori italiani preferiti, Marco Giallini. un bel noir, scorre bene, ed è ambientato in Valle d'Aosta, e quei luoghi persino io che detesto la montagna li conosco. ci sarebbe da dire qualcosa su Trump, sui grillini ed altro, ma non ho voglia. tanto sapete come la penso. e poi non serve ad un cazzo. dico solo questo: oggi ho mangiato schifosamente una pizza al trancio in un centro commerciale. lì dentro c'era un OVS. facevano i saldi di novembre. mi spiegate come ci si può riprendere dalla crisi, come si può pagare la gente, non assumerla con voucher e contratti a termine, se si fanno i saldi di novembre? sto ascoltando "the dark side of the moon". resta uno dei più bei dischi del rock, è assolutamente vero. buona notte amiche ed amici.

downtown runner

questa mattina, dopo non so quanto, ho messo la sveglia presto. quella sveglia che è come una lamata, ma che quando realizzi che è suonata per andare a correre ti fa scattare come una molla. caffè veloce, collant da runner, k-way giallo fluo che è ancora buio e via sulla mia Martesana. solo che, non so come stiano le cose, ma il sentore che a 300 metri sotto il primo ponte ci siano decine di migranti a dormire mi fa desistere dal fare il solito percorso. allora che si fa? si fa che stiamo in città. ma io non so neanche come sto, sono ancora ciancicato. ma di partire si parte, dalla Martesana si va in Melchiorre Gioia e nel mentre si fa il lungo rettilineo mi viene una idea. si va in centro, si va in duomo. allora prima di arrivare in V.le della Liberazione punto verso Piazza della Repubblica, tra pavè, marciapiedi scoscesi, macchine e semafori. poi tutta Via Turati fino in Cairoli e nel mentre la città si sveglia, e c'è pure da sorpassare i compattatori dell'AMSA. e vedi quel ristorante dov'è eri stato nel 2009, quella casa in cui eri stato ad una festa nel 2002. e ti accorgi per l'ennesima volta di quanto sia bella Milano. in Lanza sfiori il Castello Sforzesco. Viale Francesco Crispi, Piazza XXV aprile, Porta Garibaldi e di nuovo Melchiorre Gioia. non senti dolore, senti che correre è bellissimo, che non sei quello di un mese fa, ma neanche quel ravatto delle ultime settimane. alla fine, stupendoti alquanto, ecco che si sono fatti 9 km in 51' e 46", a 5' e 45" al km. sei parzialmente tornato Francesco. non sei come i runner del tuo gruppo con cui stasera andrai a berti una birretta. non sei wonder runner che ha asfaltato NYC. sei quello che ha bisogno di endorfine e pure tante, e basta.
è da sabato sera che esco tutte le sere. abbastanza per caso, sia detto. sono stati giorni, per me e non solo per me, oserei dire "riflessivi". la mia amica come volevasi dimostrare col "mezzo fidanzamento" non è andata avanti. era ovvio che finisse così, è troppo intelligente per non capire che era una minchiata cosmica. riflessivi, ma io di riflettere non avrei neanche voglia. io sono dell'idea che bisogna vivere con leggerezza. e, non so alle vostre latitudini, ma io vedo tanto di quel peso che metà basta. oggi mi hanno raccontato una balla. una provocazione/balla. cioè, io ho capito che mi ha raccontato una balla. l'ho detto ad un mio amico e lui ha risposto serafico "per forza, è nel suo dna". ma che due coglioni, io odio le balle. e ho dovuto, mio malgrado, raccontarla io una balla. ma che cazzo di senso ha tutto ciò? nessuno, dico. buona notte amiche ed amici.

domenica 6 novembre 2016

Kilometri

tra giovedì ed ieri, per motivi lavorativi e "didattici", mi sono sparato 1500 km in auto. guidare non mi pesa ma un po' stancante lo è, anche se si ha una macchina comoda. in lungo e in largo per il nordest, regioni che devo dire guardo con occhi diversi e più concilianti rispetto ad un tempo (anche se il pranzo di giovedì a Udine in ristorante dove l'educazione non era proprio di casa andrebbe segnalato a tripadvisor, giusto per smentire tutti quei cazzo di adesivi che aveva appiccicati all'entrata). vabbè, fatto sta che venerdì sera mi è venuto lo schiribizzo di andare a correre. minchiata galattica. non ho fatto schifo, ho fatto peggio. questa mattina, armato delle migliori intenzioni, ho provato ad emendare la roba pietosa di 36 ore prima. mi sono spalmato di massigen sport dove ho l'infiammazione o borsite o quel che cazzo è (ormai ne so quanto un fisioterapista) e sono sceso sulla Martesana, dove tra l'altro l'acqua non è stata ancora tolta (vuoi vedere che quest'anno la lasciano?). per la prima volta da casa mia sono riuscito ad arrivare all'incrocio con Via Padova, poi sono tornato indietro verso Melchiorre Gioia. ero un po' scentrato a correre, i muscoli non erano esattamente sciolti, ma a sette km consecutivi ci sono arrivato, in poco meno di 42 minuti. sono rimasto di un secondo o due sotto i 6' al km. una roba da pippa runner. che però mi sembra tanta roba per come sto. in una domenica in cui quelli del mio gruppo hanno asfaltato la mezza di Lecco, Wonder Runner è in griglia di partenza per la maratona di New York (un mega abbraccio, orgoglio delle runnerine milanesi), io posso fare questo per adesso, a poco più di tre settimane dall'infortunio a calcetto. verranno tempi migliori, ne sono certo.
divaghiamo un attimo. io i miei amici che non riescono a stare da soli non li reggo più. venerdì sera è uscita 'sta cosa: "sono mezza fidanzata. e tu lo conosci". e lì dico, boh? come lo conosco? vabbè, mi dice il nome. a parte il fatto che non lo conosco o se l'ho conosciuto e non me lo ricordo mi sa che c'è un motivo, ma non era quello che ti veniva dietro da anni, ma tu lo hai sempre rimbalzato in quanto poco virile, con una voce del cazzo che quando chiamava sua figlia al telefono ti dava pure fastidio, lo vedevi vecchio e chi più ne ha ne metta? "si, è lui, ma mi ha baciato, così di punto in bianco e non mi è dispiaciuto". che ti devo dire, se all'improvviso ti sei accorta che sei vecchia, le tette ti arrivano a terra ed altro ancora, e quindi è meglio accasarsi anche con uno normale non faccia di merda come i tuoi ex va bene, cerca solo di essere coerente con questa cosa e non cambiare idea tra una settimana. però io non riuscirei a mettermi con una che conosco da dieci e rotti anni, e che nulla mia ha detto finora. niente, io non sopporto più nessuno, che devo fare.....

giovedì 3 novembre 2016

due episodi

il primo episodio: oggi mi sono fatto un regalo per il mio compleanno. no tranquilli, non si è spostato in avanti di quattro mesi. è che per i miei 50 anni avevo deciso di farmi un bel regalo, un nuovo orologio. chiaramente non uno swatch, non un citizen, neanche un bulova. non che ne avessi bisogno, il cronografo che ho al polso vale qualche millino di euro, ha appena cinque anni e va benissimo. ma l'orologio è l'unico gioiello dell'uomo, ed avendo tempo a disposizione e desiderando passare allo svizzero per eccellenza, mi sono messo alla ricerca del maggiore sconto possibile. insomma, non sono riuscito a prenderlo questa estate. poi ho ordinato quello col quadrante blu, a tiratura contenuta, ed insomma l'assegno l'ho staccato solo questa mattina. ne sono contentissimo e credo che siano soldi spesi benissimo.
il secondo episodio: esco da casa per andare al lavoro, attraverso la strada per recuperare l'auto. e li vedo, loro tre, ciascuno con i loro trolley. nonno, nonna, nipotina di circa 5, 6 anni che vanno a prendere l'autobus che li porta in centrale. ho realizzato subito. un maledetto dejavu. bambina con genitori separati. lei che va via da casa sa cazzo dove, Lamezia terme, Pordenone, Montecatini. I nonni, per amore del figlio, per permettergli di stare 12, 24 ore in più con la figlia, prendono la nipotina, stanno tutti assieme nei periodi di vacanza, la riportano indietro. mi sono rivisto indietro di qualche lustro. quella era mia figlia tornata improvvisamente bambina. il tempo può passare, le ferite si possono rimarginare, si possono accumulare altri guai. ma io non potrò mai perdonare quello che mi ha fatto quella schifosa bastarda. mi ripeto: schifosa bastarda.

mercoledì 2 novembre 2016

normalità

questa seconda parte di "long bridge" (cioè il lungo ponte) si è chiusa all'insegna della normalità. che è quello che dovrebbe riservarci poi la vita, un insieme di situazioni normali. la cosa più bella è stata l'uscita di questa mattina sulla Martesana. ebbene si, ho corso anche questa mattina. e penso di aver fatto benissimo. un pò di fifa, ma adesso mi sento bene (o almeno credo e spero). certo, correre è un'altra cosa, non quello che ho fatto io questa mattina. però ho fatto i miei sei km e mezzo, grosso modo andando a 6' al km. tartarunner e pipparunner allo stato puro. ma va bene così. poi ieri sera sono andato a mangiare la pizza con un bel gruppo di amici dagli amici della pizza. non è un gioco di parole, e tra i miei lettori c'è chi capisce ciò che ho scritto. come sovente capita il locale l'abbiamo chiuso noi. abbiamo parlato di sport, abbiamo cazzeggiato, ma abbiamo pure affrontato questioni serie. insomma, gran bella serata. oggi pomeriggio poi ho fatto l'istruttore. pare che lo stia facendo bene. forse addirittura molto bene. lo dimostra il fatto che sono molto impegnato. ma io sono così: quando faccio una cosa che un pò mi interessa, la faccio bene. ho letto un commento di una blogger in uno dei vostri blog che non mi è piaciuto. ma proprio per niente. buona notte amiche ed amici. dai, che sono solo tre i giorni di lavoro. però a me toccherà una trasferta lunga, ma proprio lunga......

lunedì 31 ottobre 2016

bufale, anzi no: oltre le bufale!

il web pullula di stronzate, dette più elegantemente bufale. i social sono un moltiplicatore dell'ignoranza. ciò che prima veniva confinato al bar del paese (mi ha detto mio cuggino....) oggi viene amplificato dai social. ma adesso siamo oltre la bufala. ormai le bufale vengono pubblicate per far abboccare i creduloni. mai però avrei creduto si potesse arrivare a quanto ho letto questa mattina. un sito viene creato appositamente per far dire a "Umberto Eco che chi voterà no è un imbecille e i grillini sono una legione di imbecilli". E giù una serie di castronerie messe in bocca allo scrittore morto. ma più che le castronerie, destano interesse i commenti all'articolo. non solo, quel post viene riportato in altre "pagine ufficiali" grilline e giù altri attacchi a Eco, che viene invitato a "sparire dalla faccia della terra". ora, ci potrebbe essere pure da ridere. ma io rido poco. essi sono in mezzo a noi. il loro voto è uguale al mio. e non viviamo tempi in cui si possa accettare questo livello così diffuso di ignoranza. qualche speranza però c'è. in Islanda sembrava che l'equivalente del nostro movimento cinque stelle, il partito dei pirati, che sostiene democrazia diretta e primato del web, potesse trionfare alle elezioni. invece ha preso molti meno voti di quanto pronosticato nei sondaggi. speriamo che anche da noi questo baccanale sia più minoritario di quanto si creda.

domenica 30 ottobre 2016

nella vita c'è il dolce e l'amaro

un venerdì ed un sabato strani. tante cose, alcune positive, altre che non ho capito. e con una serie di rinunce: mie, altrui. quelle mie hanno una spiegazione, quelle altrui solo una supposizione. sono una persona di buon senso. non tendo a prendere decisioni sbagliate, inopportune, rischiose. eppure questa mattina, forse perché c'è stato il cambio d'ora, forse perché c'era un bel sole, forse perché nei programmi oggi ci doveva essere la mezza a Lodi, forse perché mi andava così, sono andato a correre. oddio, correre è una parola grossa. ho fatto cinque km, prima 4 km consecutivi da casa mia fino al parco della Martesana e ritorno fino a fermarmi in Melchiorre Gioia, poi poco meno di un km di defaticamento (come se quella prima fosse stato correre....). mi ha fatto specie tornare ad indossare gli abiti da runner. avrei corso volentieri in pantaloncini corti, ma ho preferito - per contenere la fascia muscolare - mettere il collant da corsa. fatto un po' di stretching, mi sono mosso, in una Martesana meravigliosa con i suoi colori autunnali. verso Viale Monza c'era una tartaruga in acqua, evidentemente lasciata da chi non aveva più tempo e/o voglia di accudirla in casa. sono gli ultimi giorni con l'acqua, dopo i morti verranno bloccate le chiuse seguendo quella vecchia tradizione che vuole la messa in asciutta dei navigli. dicevo, corsa per modo di dire. mai sotto i 6' al km e con tanto timore. ma man mano che andavo avanti mi sentivo bene. benino dai. anche se le gambe dopo tre settimane non erano più abituate a correre. anche se il corpo dopo tre settimane era nettamente in disequlibiro, proprio per il diverso stato di muscoli e tendini (adesso, per dire, la schiena sta patendo la corsa disarmonica, anche se ho cercato di curare la linea il più possibile).
ieri ho visto una atleta. cioè, dovevo valutare la prestazione di una atleta, che si è mostrata decisamente dotata. una mia fonte mi ha detto che era brutta come la fame. ecco, bella non era. ma aveva qualcosa di bello lo stesso. o quanto meno di particolare.
la vita è questa. è quella che ci siamo scelti. e nella vita c'è il dolce e l'amaro.

giovedì 27 ottobre 2016

è 30 anni.....

secondo post della giornata. non è per parlare del pranzo assurdo di oggi. non è neanche per dirvi della birretta che andrò a bermi più tardi al bar ritrovo del mio gruppo podistico. no, per dirvi della telefonata di qualche attimo fa con un mio amico di Torino. coetaneo, quindi cinquantenne, compagno di università. ne scrissi tempo fa. per i casi strani della vita dopo la laurea si occupò di marketing e pubblicità. che figata, negli anni '90. che scoppola, in tempi di crisi. era un po' che non lo sentivo. se la cava meglio di quanto credessi. cioè, tra un po' perde per l'ennesima volta il lavoro, però lo stipendio lo prende regolarmente. anche più di quanto credessi. ma la frase chicca è la seguente: "Francè, e poi mi sono rotto il cazzo, è 30 anni che faccio il ventenne.....". c'è un mondo dietro questa frase. e mi è vento in mente quel film. e quella chiacchierata. buona serata.

tecar, nuvole ed eccellenza

questa mattina, uscendo da casa che era ancora buio, sono andato a fare la prima tecar. che ho iniziato pure in ritardo perchè il traffico è stato pazzesco. servire serve, ma mi ha innervosito per due motivi. il primo me lo tengo per me, il secondo è che la tipa mi ha detto che non devo prendere sotto gamba questa infiammazione e che fino alla fine del ciclo non devo fare niente. se vi dico quando è prevista la fine del ciclo, capirete il motivo del mio (mega) nervoso. ma lei serafica (giustamente) mi ha detto "ci vuole tanto per andare forte, basta un niente per fermarsi". il problema è che il mio niente ha un nome e cognome che dovevo e potevo sfanculare.
ieri sera non so come mi ha preso di andare a ripercorrere i miei trascorsi sportivi professionistico-dilettantistici. non è un neologismo. si trattava di fare dello sport senza prospettive di diventare riccco (mah, forse giusto i primi dieci in Italia, e non certo allora) ma dove ti veniva richiesto (e oggi molto di più) un impegno da professionista. parliamo di anni '80 e '90 (sic!), vabbè più anni '90. arrivai a fare bene, anzi molto bene, "tardi". dopo qualche anno di impasse (avete presente il concetto di "il ragazzo è intelligente ma non si applica, che ti permetteva di essere promossi senza eccellere?), ebbi tre anni eccezionali. perchè mi applicai. ma quando arrivai a competere a livello nazionale, grazie a quei tre anni eccezionali, era troppo tardi. il salto di qualità fatto da non più giovincello e gli impegni di lavoro iniziarono a cozzare con il concetto di eccellenza. anonimato e mediocrità, gli stessi errori ricorrenti, addio articoli sui giornali che parlavano bene delle mie vicende. il ritorno nei comuni mortali insomma. che forse era quello il mio posto. poi mi dicono di passare all'indoor, io dico che non ne ho voglia, ma loro insistono. altri quattro anni di ribalta nazionale. ma con poca voglia, con pochi stimoli, gare sufficienti, buone, ma mai ottime (a parte il primo anno). senza voglia di confrontarmi, di chiedere, di parlare con gli istruttori che avrebbero saputo ben indirizzarmi. poi avevo altri cazzi, il matrimonio che non andava bene, una figlia piccola. fui io a chiudere quella esperienza. da lì a qualche anno avrei smesso di farla anche a livello amatoriale (che poi furono gli anni migliori, fare sport senza essere in graduatoria è la cosa migliore). tutto questo pippotto per dire che forse potevo fare meglio, che qualche soddisfazione in più me la potevo prendere e che mi sono messo in gioco meno di quanto mi ricordassi. per eccellere bisogna sbattersi, c'è un cazzo da fare. che alla base della piramide ci sono tanti granelli di sabbia, al suo vertice pochissimi.

mercoledì 26 ottobre 2016

determinazione ed (in)affidabilità

se c'è una cosa che mi distingue, positivamente credo e spero, è la determinazione. non soddisfatto dell'ecografia e del consulto medico, ho pensato di contattare il fisioterapista. ma questo lo sapevate già. quello che non sapevate è che l'ho fatto subito ieri mattina, e nel giro di pochissimo tempo ho non solo concordato, ma addirittura programmato, un ciclo di tecarterapia. che inizierò domattina sul presto. insomma, ho semplicemente fatto pianificazione a effetto immediato. che è quello che invece vedo essere un gran difetto del genere femminile. o per lo meno delle appartenenti al genere femminile di mia conoscenza. stasera ci doveva essere una uscita. io e tre donne. che culo Francesco, direte. mah, rispondo. la mia amica storica A., la solita mezza ex rimasta mezza amica di qualche era geologica fa, l'amica col cognome famoso (e non solo il cognome). ohi, sia chiaro, serata NON organizzata da me. programma ideato da loro. e per carità, mi aggrego volentieri. sono mezzo orso infatti. non organizzo ma se mi invitano ci sono. oggi, tutt'e tre distintamente ma quasi contemporanemente si sono sfilate. cioè, non si sono messe d'accordo. semplicemente tra l'una e le due hanno detto "mi è uscita fuori una emergenza e declino". sulle emergenze ci sarebbe da discutere. ma ci sarebbe da discutere soprattutto sulla inaffidabilità delle amiche. e ad A. quando iniziava a paventare un "vi raggiungo dopo" ho risposto "non dire cazzate che ti conosco bene, ci tirerai di sicuro il pacco". ed infatti quando le ho comunicato le defezioni altrui si è sentita sollevata. poi chissà perchè non trovano fidanzato, per la miseria. o quando lo trovano succedono tragedie greche. ah come preferisco le donne dirette e sanno quello che vogliono. che sono pochissime però..... vabbè, farò altro. cioè, starò a casa a fare una emerita cippa. besos.

martedì 25 ottobre 2016

sentirsela addosso (Lili Marleen)

fatta l'ecografia. niente strappo, e si sapeva. che cosa abbia di preciso, non si sa. l'ecografo dice che è una infiammazione, una "lodica distensione da borsite". e mi rimanda al mio medico di base. il quale dice che se non passa mi manda dal fisiatra. testine, ma io non corro da 15 giorni, io non ho il tempo per il riposo. mangio per il nervoso, ingrasso, mi sale la pressione, sclero. poi penso alla mia capacità di problem solving, e uscito dal reparto ecografia vado in fisioterapia, recupero la mail di Filippo, il fisioterapista che mi ha fatto un paio di trattamenti in passato. e stasera gli ho scritto. ne capisce più lui, di sicuro, di questi due medici imbecilli. mamma che nervoso. così come il nervoso mi è venuto, ma solo per cinque minuti, al sentire la telefonata di un mio collega, dirigente come me, questa mattina. tre minuti di autentica ottusità. ma che dico ottusità, imbecillità autentica. quando sarebbe bastato attivare il cervello per cinque secondi, portarlo un attimo fuori rotaia, risolvere il problema in modo semplice ed immediato. con la soluzione che gli ho prospettato non appena sono uscito dalla zona di stupore. lo dicono i testi management. dai una azienda in mano ad un contabile, e la farà fallire. il problema è che c'è un insopportabile livello di mediocrità in questo cazzo di paese. sono riuscito a cedere il pettorale della mezza di domenica, che ovviamente non potrò fare. vedremo di fare qualche altra cosa. il problema è sentirsela addosso. quell'altra cosa. i Baustelle hanno fatto uscire una canzone. è bellissima, sono tornati quelli degli inizi. Sapete che Bianconi l'abbiamo visto, io e mia figlia, questa estate in autogrill, in compagnia di moglie e creatura? "Lili Marleen". buona notte amiche ed amici.

venerdì 21 ottobre 2016

scarse

oggi pomeriggio mi frullava un pensiero in testa. "e se andassi a fare una semi-corsa questa sera? due km, massimo due e mezzo, a camminata veloce, giusto per capire come sto?". per fortuna due conversazioni whatsapp nel tardo pomeriggio, con una mia cara amica e un mio caro amico che non potrebbero essere così diversi tra loro, mi hanno ricondotto alla ragione. anzi, verso le sette meno un quarto, in auto, mentre tornavo a casa ho raddoppiato. lunedi sera andrò a farmi una ecografia. prenotata nel giro di dieci minuti. ma lo ammetto, sono un po' privilegiato da questo punto di vista. qualche settimana fa, ad una cena, dicevo che se mi fossi infortunato sarebbe stato un guaio. avrei avuto una sorta di astinenza da endorfine. ecco, potevo starmene zitto. sono senza corsa da 12 giorni. e sa dio quanto mi manchi. l'attività da istruttore è un pacco ma nel contempo mi piace. è un pacco perché mi hanno raccontato che l'impegno sarebbe stato minore, ma devo ammettere che mi piace quello che vedo e (come lo) dico. sarò impegnato domani, e so anche alla fine della prossima settimana. oggi, pur avendo lavorato non poco, soprattutto al mattino, è stato un effluvio di parole. in entrata e uscita. anche di immagini se vogliamo. ma le parole sono più importanti. anche stasera, sentire un mio amico, contento ma anche no, boh mi è sembrato un mezzo spreco. il punto è che non esiste la perfezione, non esiste la felicità. però la rinuncia è la peggiore delle scelte. oggi un po' di rabbia mi è montata. un po' però, il giusto. i dischi non si vendono, ma mi domando che senso potrebbe avere comprare un disco di questi cantanti italiani emergenti che mi sembrano degli autentici imbecilli: Calcutta, Dente, Zibba. inascoltabili. Clorì, che ne pensi? per intanto, nel girovagare sul tubo, mi fermo alle pietre miliari. io questa canzone potrei ascoltarla dieci volte di seguito. ho anche la vhs del concerto. se mi funzionasse ancora il videoregistratore. Ride, "leave them behind". buon fine settimana a tutte e tutti.

observer

da quanto tempo non vado in un locale dove c'è un duo che fa jazz? e da quanto tempo non sento una cantante accompagnata da un pianoforte? forse l'ultima volta che l'ho sentita quella cantante era la mia fidanzata. e l'euro non era da tanto tempo la moneta unica. mentre attendo, vedo ad un tavolo due ragazze. avranno 25 anni, per lo meno quella che vedo io. e anche meno forse. lei ha un bicchiere di vino rosso, la dirimpettaia una birra media. ad un certo punto quella del vino rosso si alza e abbraccia l'amica, la bacia sulla guancia, le asciuga le lacrime. dopo un po' le lacrime passano. io sorrido alla scena, non è un sorriso di scherno, sia chiaro. mi è piaciuto quell'affetto. da quanto tempo non piango per amore? tanto tempo mi sa. poi penso alla serata che mi aspetta. ad una frase che ho detto ieri sera. e che occorre restaurare la furia e la gentilezza. non è sbagliato. è già qualcosa.