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lunedì 29 febbraio 2016

29 febbraio 2016

in questa giornata che capita una volta ogni quattro anni mi porto a casa un vestito, due cravatte, due spillette e mi riservo un pensiero ed un abbraccio speciale a chi ha tutti i motivi per essere triste.

domenica 28 febbraio 2016

Mezza Maratona Salsomaggiore - Fontanellato

questa mattina, dopo oltre tre mesi, sono tornato a fare una mezza maratona. c'erano tutte le condizioni per fare bene. da oltre un mese correvo "bene". sui dieci, sui dodici, sui quattordici. 5'20", 5'30" al km. e la mezza in questione era una mezza "facile", 21.097 metri con i primi dieci km in discesa e gli altri dieci in piano. non lo dicevo per scaramanzia, ma contavo su una buona prestazione. contavo di migliorare il mio già ridicolo PB, contavo di correre senza affanno quanto meno. ed invece sono partito bene, ma dal nono km ho iniziato a farmela addosso. è vero, mi sono alzato prestissimo (alle 5.30, ma c'è da dire che ieri sono andato a letto presto e questa notte ho dormito abbastanza bene), i passaggi ritiro pettorale / ritiro pacco gara / consegna borsa / raggiungimento del traguardo non erano esattamente fluidi, ma di base queste sono scuse. la verità è che la testa trasmette alle gambe la paura di non farcela e queste reagiscono di conseguenza. molti dicono e hanno scritto su facebook parole di elogio sul percorso e sulla organizzazione. la mezza Salsomaggiore - Fontanellato era inserita nella Verdi Marathon, in diversi punti altoparlanti trasmettevano le musiche del compositore e così sarà stato fino a Busseto dove si è chiusa la maratona. la mezza arrivava nella rocca sanvitale. che è sì bellissima, ma onestamente dopo 21 km di corsa io non sono certo riuscito ad apprezzarla dal punto di vista artistico. come è andata? sono arrivato, impiegandoci 2 ore e 16 minuti. media accettabile nei primi 12 km, da lì in poi una fetecchia. al traguardo ho comunque esultato, perché arrivare al traguardo è sempre arrivare al traguardo. si tratta della mia nona mezza maratona in un anno di "carriera". e tra quindici giorni farò la decima. perché io non mollo. sono scarso, la mia distanza minimamente accettabile non supera i 14/15 km possibilmente ad orari non così mattinieri, ma vado avanti. a me piace correre, perché correndo si va avanti.

giovedì 25 febbraio 2016

calcetto, tempo libero, lavoro, corsa

ieri sera abbiamo giocato a calcetto, sempre con il solito ritardo di un paio dei convocati e che mi fa girare i coglioni ad elica, sempre con la mia frase "basta, d'ora in poi non gioco più", ma poi si inizia e di divertirmi mi diverto, e poi soprattutto ultimamente vinco sempre. è che il quintetto base nostro è molto più allenato dell'altro quintetto base. più gambe che piedi. ieri sera avremo vinto di cinque, ma siamo stati sopra credo anche di sette. mi sa che dobbiamo mischiare le squadre. schierati così, gli altri non vinceranno mai. poi siamo andati in tre al ristorante di pesce, perché essendoci R. col cazzo che riuscivo a portarlo al ristorante improbabile (chissà come stanno, sarà tre mesi che non vado lì). avendo mangiato e bevuto abbastanza, non è che abbia dormito esattamente bene questa notte, e si dava il caso che questa mattina c'èra la sveglia molto presto per andare a prendere un eurostar in centrale. giornata abbastanza inutile, ma che mi ha permesso di tornare a casa verso le sei del pomeriggio, sempre tramite eurostar. arrivato a casa cambio veloce per andare a fare sei km, giusto per capire lo stato delle gambe a meno di 72 ore dalla gara di domenica. li ho fatti a 5' e 32", senza forzare anche perchè, per l'appunto, martedì ho corso e ieri sera ho giocato a calcetto. adesso riposo assoluto. domenica danno pioggia, sarà una giornata da runner con i controcoglioni. buona notte amiche ed amici.

ps: sondaggio per pochi intimi, appena 14 voti, vince la salute, l'amore interessa poco, il pb nella mezza maratona non frega a nessuno

martedì 23 febbraio 2016

1 + 1 fa sempre 2, io per intanto corro e quasi sfioro il PB stagionale sui 10K

ho sempre avuto un buon rapporto con i professionisti. tra questi i medici sono probabilmente ai vertici. è anche vero che io tendo a riguardarmi. se ho qualcosa cerco di capire, di approfondire. ho poi sviluppato una discreta capacità di auto-diagnosi. se ho qualcosa diciamo che sento di averla. ieri ed oggi ho fatto due visite mediche. apparentemente, due problemi diversi. in realtà, assolutamente correlati. e avevo ragione, ahimè. rispetto a questo tipo di problemi tanta gente farebbe spallucce. io no, questa cosa mi fa girare le palle. il medico di stasera poi ha detto parole molto chiare, anticipando persino la descrizione dei sintomi. niente, devo adottare una strategia. ma mica sei un medico, mi direte.... beh, in fondo sono laureato, quindi sono un dottore no?
tornato a casa, stavo nervoso ovvio. quindi che si fa? semplice, si va a correre. logica runneristica avrebbe imposto stasera di correre un'ora/70 minuti a ritmo blando, visto che domenica ho una gara. ma io ero nervoso. e quindi ho fatto 10 km quasi sfiorando il mio "season personal best". sia chiaro, stiamo parlando di un tempo da runner scarso quale io sono. i 10 km li ho fatti in 53' e 14", a cinque secondi dai 10 fatti il 28 gennaio. e qualche secondo l'ho perso per raccogliere le chiavi di casa che mi sono cadute di mano mentre correvo (non avevo tasche idonee stasera). vuol dire aver fatto i 10 a 5' e 19". stasera c'era gente tosta a correre sulla Martesana, ne ho visti almeno cinque andare a velocità incredibile, anche nell'ipotesi fossero "ripetutari". ho visto una ragazza (molto giovane, invero) avere un bel passo, molto leggero, una di quella falcate che ti permettono di andare veloce anche se non sembra. ho visto un'altra ragazza un po' appesantita ed in difficoltà, l'ho vista tante volte correre, evidentemente ha qualche problema o è reduce da un infortunio. comunque al martedì è così, soprattutto sul tardi come stasera (ho iniziato alle 19.35). serata da grandi runner. Martesana, sono onorato di essere accolto da te e dalle tue decine di nutrie, di cui ha parlato pure il corriere della sera! :-) buona notte amiche ed amici.

lunedì 22 febbraio 2016

la corsa non ti regala niente, ma ti restituisce tutto quello che le dai

prima di raccontarvi dell'allenamento di questa mattina, vi dico che ieri mattina, cioè sabato mattina, mi sono svegliato alle dieci meno un quarto. cosa che credo non avvenisse da anni. non solo, al pomeriggio ho dormito ancora un'oretta. beato te, voi direte. no, perché quando dormo tanto non è un bel segnale, ma proprio per niente.
venendo alla corsa, questa mattina non avevo tanta voglia di correre. quando sono sceso, che mi trovavo dai miei a Rivoli, mi sono reso conto di essermi vestito fin troppo (anche se il garmin riporta sette gradi, secondo me ce ne erano di più). e pure quando ho iniziato a correre la voglia faceva fatica a venirmi. poi però mi sono ricordato che domenica prossima tornerò in gara, e ho pensato che quelli che sono più forti di me non lo sono in virtù delle soli doti di madre natura ma anche per l'abnegazione che mettono negli allenamenti. e alla fine ho superato i 14 km, 14,14 per l'esattezza, fatti in meno di un'ora e 20 minuti. 5' e 39" al km come passo medio, accettabile perché fatti in un percorso urbano antipatico come un bastone là dove avete capito, da Rivoli a Collegno e ritorno. dopo aver bevuto alla fontanella, ho fatto un giro di poco più di un km, di scarico, a 5' e 19". vuol dire che ne avevo forse ancora un po', ma va bene così. si tratta di aver fatto quasi 15 km e mezzo, non mi sembrano pochi.
ho condiviso questa frase su facebook, che trovo verissima: "la corsa non ti regala niente, ma ti restituisce tutto quello che le dai". buona notte e buon inizio settimana.

venerdì 19 febbraio 2016

4000 veloci + 2000 lenti

è venerdì sera, e sono a casa. alone, of course. non mi dispiace, se devo dire. stasera ho corso, dopo il lavoro. diciamo che ho mosso le gambe. fare tanta strada, non ne avevo voglia, anche perché ieri sera ero uscito. ho provato la velocità. l'idea era fare cinque km a 5' al km. sono riuscito a farne 4. per l'esattezza 4,01 km in 20' e 18". 5' e 04" al km. il quinto km l'avrei fatto a 5' e 15", anche 5' e 20". non aveva senso. mi sono fermato. poi ho fatto 2 km diciamo lenti, in 11' e 35", a 5' e 47" al km. niente di eccezionale insomma, ripensandoci probabilmente potevo non uscire, e fare meglio domani pomeriggio. vabbè, ormai è andata. se ne parla a questo punto domenica mattina, ultimo test significativo prima della gara di fine mese.
io non parlo con la mia ex moglie. è una scelta precisa, che posso permettermi vista l'età di mia figlia. stasera mi ha chiamato, visti i casini recenti. l'ho mandata a cagare, anzi anche di più, tanto che ha messo giù il telefono. all'inizio sono stato soddisfatto. poi mi sono reso conto che era una soddisfazione inutile.
ho sentito tante storie in questi ultimi tempi. mi hanno raccontato di ragni porta fortuna, mi hanno raccontato di ritenere impossibile l'essere amati, della cattiva opinione di se stessi e quindi di considerarsi poco interessanti. mi hanno detto di sentirsi deboli. e poi c'è chi ha prenotato le ferie, nel solito posto dove si va da anni, da soli, benché si sia ufficialmente fidanzati. che storie sono queste? non lo so. sono storie. parziali, dal mio punto di vista. faccio fatica capire me stesso, figuriamoci gli altri, anche se voglio loro bene.
il primo ascolto del disco dei Marlene Kuntz mi aveva convinto, il secondo meno. è un lavoro troppo lungo. la musica sta diventando come il cinema, ha perso la contezza del tempo. "fecondità" però è un bel pezzo. buon fine settimana amiche ed amici.

giovedì 18 febbraio 2016

un post lungo, quasi progressivo

già, come lo specifico allenamento nel running. e dal running iniziamo. non correvo da domenica, ma devo dire che la voglia di correre oggi non è che proprio facesse capolino. man mano che la giornata lavorativa andava avanti anzi tendeva a scemare. ma il runner deve correre anche quando ha poca voglia, se le necessità lo impongono. alle sei in punto ho lasciato l'ufficio e alle sette meno un quarto ero sulla Martesana. solo che stasera ho capito che non avrei dovuto correre sulla Martesana, non subito almeno, perché per fare bene avrei dovuto tenere alto il livello di attenzione. insomma, dovevo correre in città. per cui tutta Via Zuretti in senso contrario rispetto alle auto, Via Lunigiana, Villaggio dei giornalisti, Fulvio Testi, Bicocca. fin lì passaggi kilometrici non eccezionali, ma correre sui marciapiedi, prestando attenzione ai pedoni e alle auto, che ovviamente non si fermano sulle strisce pedonali (e a uno gli ho urlato "testa di cazzo"), non è semplice. dal cimitero di greco è iniziato il progressivo, andando sotto i 5' e 30" al km. e a quel punto sono finalmente arrivato sulla Martesana, nono km a 5' e 19", decimo a 5' e 10", undicesimo a 5' e 15". alla fine esce un 11 km e 370 metri fatti in un'ora, 2 minuti e 28 secondi, con i soliti 5' e 30" di media kilometrica. direi abbastanza bene, forse meglio del previsto. e sto bene, come sto bene quando corro facendo il mio dovere.
ma questo sarà un post più lungo del solito e parlerà pure di altro. se avete voglia leggete, se non avete voglia capisco. oggi pomeriggio è passato a trovarmi in ufficio un amico. no, diciamo un ottimo conoscente, che di amici io ne ho quattro dicasi quattro. comunque una persona che stimo molto. e che qualche mese fa ha rischiato. e non è andata male. è andata malissimo. un disastro totale, completo, assoluto. entrato nel mio cinquantesimo di vita ho capito che non si può e non si deve rischiare. che non bisogna avere colpi di testa. che la paura di sbagliare, no scusate mi sto esprimendo male, volevo dire che bisogna mettere in conto, quando si decide una cosa, che il domani potrebbe essere peggio di ieri.
ho ricevuto una mail. se vogliamo bella. ma siamo sempre lì. si tratta di pensare a quello che c'è da dire, a quello che c'è da fare. e poi tornare a pensarci, prima di fare. l'esistenza è come la rivoluzione. non è un pranzo di gala. se hai la fortuna di partecipare ad un bel banchetto, ringrazia chi ti ha invitato, che domani mattina potresti trovarti in uno slum di Johannesburg. in otto a cercare di mangiare un panino. uno arriva primo, forse divide con un altro, in sei rimangono a stomaco vuoto. la prossima volta correte più veloci.
mia figlia tra ieri ed oggi mi ha fatto incazzare. no, incazzare no. ha detto delle cose che non condivido. ha raccontato pure vicende personali che non era tenuta a raccontare. uno spaccato di vita che avevo comunque compreso. pure quando ti sposi dovresti pensarci 100 volte prima di farlo. e poi altre 100 volte. e mentre parlavo con mia figlia mi sono venute in mente le parole dette questa estate, in epoca non sospetta, dalla fidanzata del mio amico A. "tua figlia ormai è a posto. quello che dovevi fare lo hai fatto. pensa a te adesso". parole forse ciniche, opportuniste. beh, la donna è più opportunista dell'uomo. quanto meno speculativa. senza generalizzare, sia chiaro.
stasera ci sta Mauro Ermanno Giovanardi. un rischio calcolato. "quando suono". mi è sembrato un bel post. buona notte amiche ed amici.

ps: ma è uscito un disco dei Marlene Kuntz!


mercoledì 17 febbraio 2016

what goes on

ci sono un po' di cose da dire. iniziamo come d'obbligo dalla parte sportiva. stasera si è giocato a calcetto. causa defezione dell'ultima ora abbiamo giocato quattro contro quattro, nel senso che per non essere dispari abbiamo mandato a casa un altro mezzo febbricitante. abbiamo stravinto, perché abbiamo messo dentro un ragazzino del '95 (95!!!!!!!, 29 anni meno di me, tre anni più di mia figlia!) e gli altri erano fisicamente peggio di noi. non so quanti gol abbiamo fatto in più, vi dico solo che io ne ho fatti due e ho preso due pali. solo che quel pirla dell'impianto doveva farci lo sconto, anche perché è saltata la luce prima dell'orario. è vero che io ero in credito con lui perché qualche settimana fa ho disdetto tre ore prima, però cazzo.... ma domani sera cascasse il mondo si corre, che è da domenica che manco.
qui a fianco ho messo un sondaggio, se vi va votate, ma non mandatelo in vacca che mi piacerebbe sapere la vostra opinione.
oggi mentre andavo in auto in Piemonte mi sono toccato il viso e ho sentito un qualcosa di anomalo. magari è lì da sempre, e magari non so. sono preoccupato? questa mattina me la facevo addosso, adesso sono stra tranquillo, tanto la settimana prossima sono dal mio medico che l'ho convinto a sospendere la pillola e a tenerla in stand-by per una settimana visti i valori più che positivi.
io poi devo frequentare meno R., che sennò mi convince a mettermi in proprio, che mica sono carico di soldi come lui che se gli va male un'alternativa la trova. ohi, ma ci pensate, tra un anno è dieci anni che siamo in crisi. e io sono ancora qui a lavorare e a raccontarla! ma allora ha ragione il mio ex capo, io sono bravo!!!!
What Goes On, nella versione dei Feelies. buona notte amiche ed amici.

ps: ma lo sapete che io nella rubrica telefonica ho un contatto di lavoro che si chiama "marcione". no dico, marcione!

lunedì 15 febbraio 2016

il primo San Valentino

ho appena parlato al telefono con mia figlia. dopo che l'avevo chiamata due volte senza avere risposta, "lei che ha sempre l'I-phone attaccato al culo (cit.)". mi ha raccontato del  suo San Valentino di ieri col suo ragazzo, a 17 anni. una roba da far venire la carie ai denti, tanto era lo zucchero. fatto da fiori, anello, braccialetto, fazzoletto "che è un regalo-che-ha-un-suo-significato-papà". per chiudere, cena al ristorante. cinese, ma pur sempre ristorante. ecco, io non so che cosa dire, dirle, pensare. soprattutto l'ultima. e poi penso al fatto che se non la chiamo io lei non chiama mai. faccio il superiore. ma questa cosa mi secca tantissimo. vabbè, questo è un blog soprattutto di running. ieri anche le gare erano all'insegna del San Valentino, a cominciare dalla "Romeo e Giulietta half marathon di Verona". ora esco che ho un paio di appuntamenti fuori ufficio, buon proseguimento di giornata.

domenica 14 febbraio 2016

dare e non dare per scontato

oggi e forse anche ieri mi è stato detto che ho l'abitudine di dare per scontate le cose. in verità, qualche anno fa, neanche pochi, dissi a me stesso (anche se voi che mi conoscete bene sapete che anche quando parlo a me stesso parlo con gli altri, e anche quando parlo con gli altri, parlo a me stesso), quasi giurandolo solennemente, che mai avrei dato nulla (o più nulla) per scontato nella mia vita. ma va detto che, ed è giusto che sia così, le cose vanno soggettivizzate. a me sembra una cosa, a te che mi leggi un'altra, alla prima persona che incontrerò al lavoro domattina un'altra ancora. e quindi è giusto segnalarmi le cose, qualunque esse siano. e sempre per la serie "non diamo niente per scontato", questa mattina non era scontato tornare a correre sulla Martesana sotto un pioggia debole ma fastidiosa. non era scontato svegliarsi questa mattina e stare relativamente "bene" a livello di schiena, dopo i 16 km di ieri mattina. non era scontato fare quasi 10 km a 5' e 30" circa al km. non era scontato. mi dite che pretendo troppo dal mio corpo. forse è vero. anche perché proprio in questi minuti mi trovo a pensare che non è mica detto che tutta questa attività fisica mi faccia bene. o meglio, chissà che faccia bene ad una cosa e male ad un'altra. vedete, mai dare nulla per scontato, quindi giusto domandare, approfondire, verificare. perché una cosa la so per certa: io non getto la spugna, mai, anche quando sono un po' triste. andrò a cenare adesso. tonno, verdure bollite e un bicchiere di rosso. poi, Fiorentina - Inter. un abbraccio globale.

sabato 13 febbraio 2016

ufficiale

anche se questa mattina ho fatto 15,98 km è ufficiale. ho di nuovo mal di schiena.

giovedì 11 febbraio 2016

uffa

ieri sera ho giocato a calcetto. è stata anche una bella partita. avremmo pure vinto di tre. avrei pure giocato molto bene. avrei anche fatto un bel gol. solo che dopo avevo di nuovo mal di schiena. non forte, per carità, ma di mal di schiena si tratta. sarà stato un movimento brusco, sarà stato l'affaticamento della sera corsa della sera prima (dove ho usato le Brooks non certo nuove e quindi poco ammortizzate). fatto stà che ho preso un antidolorifico ieri sera ed un altro l'ho appena preso. di certo non ci voleva. oggi e domani riposo. sabato vediamo che cosa si riesce a fare. uffa però. poi domattina ho un incontro di lavoro. alle nove del mattino. domani è venerdì e ho un incontro alle nove del mattino. al venerdì non si fanno incontri alle nove del mattino, soprattutto nelle grandi aziende. perché non portano mai bene. mah, sensazioni un po' a cazzo insomma. uffa. buona notte a tutte e tutti.

mercoledì 10 febbraio 2016

running in a very lot of rain

innanzi tutto non so se si dice così in inglese, ma mi piace tanto il suono e così intitolo il post. è martedì, ma io ho voglia di correre da ieri sera. le previsioni del tempo danno pioggia e so che questa mattina non ce la farò a svegliarmi prima. solo che, mannaggia, questa mattina non piove, e vuoi vedere che pioverà più tardi? detto fatto, a metà pomeriggio su Milano arriva il diluvio universale. ma io devo correre, e quindi alle sei saluto rispettosamente tutti (anche qualche minuto prima delle sei invero) che il mio oggi l'ho fatto ed in abbondanza. mentre mi cambio a casa arrivano due telefonate di lavoro, le prendo, ma alle sette meno dieci sono sulla Martesana sotto una pioggia ben più che battente. man mano che i km passano diventa tutto più difficile. gli indumenti iniziano a pesare come uno scafandro, le scarpe (ho messo le Brooks in luogo delle nike, che hanno interlinea più spessa) e le calze inzuppate, tenere la linea impossibile con tutte le pozzanghere che ti obbligano a fare gli slalom alla Alberto Tomba. di runner ne avrò incrociati sette, ma come dice un grande runner della Martesana, sul nostro naviglio si incontra sempre qualcuno che corre a qualunque ora. alla fine faccio 10 km tondi e spaccati in 53' e 58". 5' e 24" al km. tempo ottimo, viste le condizioni meteo. fare il 53' e 10" del 28 gennaio era impossibile, diciamolo. adesso sento i polpacci duri, ma per come è giusto che lo siano. fantastico.
ora, giusto per non parlare solo di running, vi racconto del sogno dell'altra notte. devo uscire con una ragazza (diciamo una donna che è meglio). dovrebbe, ma non sono sicuro, essere un primo appuntamento. anche perché mi sembra di capire chi è questa donna. cioè, potrebbe essere anche una che conosco bene, forse una fidanzata. vabbè, il punto però è un altro. devo portarla a cena. il ristorante lo scelgo io, e nella mia migliore tradizione il ristorante non lo sbaglio. solo che in questo ristorante si mangia tanto, e questa donna potrebbe essere una che mangia poco. quindi penso ad un piano "A", cioè prenoto nel ristorante dove si fa bella figura e si mangia tanto, ma penso pure ad un piano "B", e prenoto anche in un ristorante decoroso dove però si mangia poco. al dunque succede che io chiedo a questa donna quanta fame abbia e lei mi dice "molto poco". allora andiamo nel ristorante del piano "B", che però si rivela essere una specie di Mac (anche se non è un Mac). e io fra me e me penso "ma non sarebbe stato più carino andare nell'altro ristorante?".
buona notte amiche ed amici, un abbraccio globale.

lunedì 8 febbraio 2016

running in the rain

correre oggi non era per tutti, diciamolo, con la pioggia che ha colpito il centro-nord Italia. per quel che mi riguarda questa mattina ho fatto una grande uscita. poco dopo le nove e mezza, trovandomi dai miei, ho corso a Rivoli. e ho fatto i primi 4 km in salita, da casa mia fino al castello di Rivoli. il quarto km, quello ripidissimo che porta proprio sulla collina morenica da cui si vede Torino e la collina di Superga, l'ho fatto in 7' e 04". visto che non sono morto, ho iniziato a scendere. al sesto km sono riuscito a perdermi, come se non si trattasse di strade in cui sono cresciuto, e ho dovuto chiedere indicazioni ad un signore. nel frattempo la pioggia continuava a scendere fastidiosa, evitare le pozzanghere cosa impossibile, ma la voglia di correre sempre tanta. alla fine ho fatto 14,13 km in un'ora, 20 minuti e 28 secondi. 10,5 km/h. non ho idea del percorso altimetrico, perché questa sera garminconnect è in manutenzione (e quando è così non è detto che scarichi il dato). sarà mia cura, se del caso, aggiornarvi, ma un 100 metri li ho fatti tutti. ma di ancor più buono c'è che di benzina probabilmente ne avevo ancora. ma è stato bene non consumarla. bisogna, soprattutto in allenamento, fermarsi un po' prima di aver raggiunto il massimo. mi basta poter dire di essere in forma, tutto il resto ha importanza relativa. questa settimana ho fatto quasi 37 km. anche questo è un dato più che positivo. dai che forse forse tornare a gareggiare, cioè a fare le gare che piacciono a me, non è un miraggio..... buona notte a tutte e tutti e buon inizio settimana.

venerdì 5 febbraio 2016

morning urban runner

siccome pare che stasera esco questa mattina ho fatto una cosa che non facevo da prima di natale. sono andato a correre prima di andare a lavorare. sveglia alle 6.30, qualche minuto per capire dove esattamente fossi, una sciacquata agli occhi, un caffè, e poi via alle sette meno un quarto per il mio lipidico a digiuno con temperatura pari a un grado. era ancora buio, e quindi un pò per questo un pò perchè ultimamente mi sta piacendo, ho fatto il runner urbano. non avevo obiettivi, tendenzialmente mi sarei accontentato anche di otto km, ma poi ho visto che le gambe andavano bene ma che soprattutto mi galvanizzava l'idea di correre sui marciapiedi, di bruciare i rossi, di passare in mezzo alle auto. lo so che è una roba da scemi, ma che vi devo dire, sarò scemo. quindi il percorso è stato Zuretti, circonvallazione, Fulvio Testi, Bicocca, De Marchi, Gioia, Cagliero/Ressi, Martesana fino in Viale Monza e ritorno verso casa. 10,14 km in 55' e 27", 5' e 28" al km, ultimo km a 5' e 15" (ma il migliore è stato il settimo a 5' e 12"). grande uscita, secondo me, considerata l'ora. e soprattutto un benessere psico-fisico assoluto assoluto in questo momento. ah, mi sono vestito veramente a cazzo oggi per venire al lavoro. pure questa è una conseguenza dell'uscita runenristica, ne sono certo! buon fine settimana amiche ed amici, un abbraccio globale.


giovedì 4 febbraio 2016

in the land of grey and pink

ieri sera ho giocato a calcetto. sono riuscito ad organizzarlo in modo abbastanza agevole. certo, qualche telefonata di contorno, di conferma, di "remind" come dicono gli inglesi, l'ho fatta. devo dire che mi diverto di meno a giocare a calcetto. sono in una fase in cui vedo questo appuntamento come una sottrazione ad altro. anzi, a più e diverse cose. nulla è fondamentale nella vita. tutto può essere importante oggi e non esserlo domani. per poi tornare al punto di partenza dopo e riacquistare l'importanza precedente. vabbè, questo è un filosofare inutile. è comunque uscita una buona partita, combattuta, equilibrata, che abbiamo vinto di un gol ma che ancora un pò rischiava di sfuggirci di mano. io sono stato più in porta che in campo, che eravamo senza portiere di ruolo. non mi è dispiaciuto, a parte il rischio di rimetterci le dita che mica sono un portiere, perchè è sulla corsa che devo puntare, sul tornare a fare gare e a farle come dio (laico) comanda. segnalo che il collega che si portava dietro la fidanzata gnocca (e se l'è portata anche ieri sera) non è più tale che ha dato le dimissioni, ma ha dato disponibilità a giocare ancora, vedremo se è vero. ci sarebbero altre cose da segnalare, ma meglio di no dai. questa mattina però qui al lavoro mi sembra di essere circondato e di avere a che fare solo con scemi. ma magari sono io che sono inverso. ho voglia di Mac, mi sa che sarà quello il mio pranzo..... Caravan, "in the land of grey and pink".

martedì 2 febbraio 2016

bellezza

sono in torto marcio quando "prendo in giro" UUIC per la sua passione per il tango (non è vero, non è la sua passione che metto in discussione ma la modalità relazionale che si crea con le donne che non mi convince, ma d'altro canto è un ballo di coppia, quindi.....). giustamente lui come altri potrebbero mettere in discussione la mia passione, recente tutto sommato visto che non siamo ancora arrivati ai due anni, per il running. eppure quando le cose mi riescono bene (che non riescono mai bene, al massimo tendono alla positività, ma tutti i runner diranno che potevano fare di più) come nelle ultime due settimane io sono così soddisfatto che tutto sommato questo mi basta. anche stasera ho corso. ed era tutto il giorno che avevo voglia di correre. già da questa mattina. la voglia montava col passare delle ore. sono uscito dall'ufficio in perfetto orario; alle sette meno venti ero già sulla Martesana. giro largo intorno alla cassina de pomm, sparato verso Via Padova. e poi Via Idro, in linea che è più facile, oppure Via Palmanova che devo stare attento alle auto? la seconda, qualche km di rettilineo non comodo, poi giro su Via Padova, affianco il trotter, arrivo in Viale Monza che sono un po' in affanno, e devo trovare il semaforo verde giusto per attraversarlo. da lì sono di nuovo sulla Martesana. potrei gestirmi, perché stasera l'obiettivo era (come domenica) qualche km in più, ma me ne frego, undicesimo km a 5' e 24", dodicesimo addirittura a 5' e 08". e poi basta che ero spompo. 12 km e 70 metri in 1 ora, 6 minuti e 23 secondi, di nuovo 5' e 30" al km come domenica scorsa. ma sensazioni migliori, per certi versi, che mi è sembrato un po' più difficile correre questa sera. poi 400 metri di scarico verso casa a 6' al km. stretching, sia per la schiena che per le gambe. ripetuto sotto la doccia. e adesso un altro sport: il divaning! Marlene Kuntz, "bellezza". buona notte amiche ed amici.