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giovedì 31 marzo 2016

correre e fare sport fa bene, mangiare il più sano possibile anche

chi mi conosce bene, e tra voi c'è chi mi conosce bene, sa che io cerco di essere attento alla mia salute ma soprattutto alla minima avvisaglia di cosa che non mi convince vado subito a controllarmi. controlli che poi reitero nel tempo e che diventano poi consuetudine. certo, bisogna avere tempo, voglia e disponibilità, dove per disponibilità intendo il vile denaro, che le attenzioni alla propria salute non sono gratuite. il mio approccio scientifico al running, che ormai ha quasi due anni, fu figlio di un esame del sangue sballatissimo, dove c'erano più asterischi che capelli nella mia testa, e qualche capello ancora ce l'ho. ma di questo parlerò quando farò il "compleanno" tra qualche settimana. in questo mese di marzo ho fatto una serie di esami e visite di controllo, alcune di routine, altre diciamo nuove. beh, questa mattina in particolare ho fatto una ecografia all'addome che non facevo da due anni. non che prima ci fosse chissà che cosa, ma avevo il fegato un pò grasso. colpa dell'alimentazione, di qualche chilo in più, di uno stile di vita un pò incasinato (oddio, quello non è cambiato mica....). questa mattina l'ecografo mi ha detto che il mio fegato non è più grasso ed è assolutamente rientrato nella norma. poi ho fatto tutti gli esami possibili ed immaginabili di laboratorio. e solo due valori sono (uno di un nonnulla peraltro) fuori range. ma diciamo che lo sapevo. perchè sono valori associati alla golosità e all'attrazione verso i grassi. probabilmente mi basterebbe togliere un pò di dolci e qualche formaggio e tutto rienterebbe nella normalità. 
quindi diciamocelo. correre e fare sport fa solo bene, così come è un dovere (sottolineo, dovere) cercare di mangiare il più sano possibile, ma soprattutto il meno possibile, che se mangi sano ma tanto direi che non va bene lo stesso. ultimamente mi capita di avere fame. a mezzogiorno, alle cinque del pomeriggio, a mezzanotte. beh, va considerato come un segno positivo. chiaro, senza correre il rischio di svenire per strada o in ufficio. tornando alla pratica sportiva, qualche post fa discutevamo delle conseguenze pratiche dell'attività fisica. io credo siano di gran lunga positive, senza se e senza ma. insomma, alla fine della fiera volevo solo rendervi partecipi di questa cosa. al prossimo aggiornamento!

martedì 29 marzo 2016

della pasqua di corsa, con conseguente stanchezza, e della delusione

quattro giorni lontano dal lavoro e nessun programma eclatante in queste vacanze di pasqua. d'altro canto per andare in giro ci deve essere motivo e compagnia, non essendoci starsene in famiglia o a casa è la cosa che preferisco. ho corso tre giorni su quattro, e devo dire che adesso mi sento un po' provato. la mattina di pasqua ho fatto un allenamento "interruptus" tra Rivoli e Collegno, cioè dai miei. la dinamica dell'allenamento "interruptus" è un po' diversa da quella del coitus, e ha a che vedere con un impedimento fisico, a voi indovinare di che si tratti. sono state due serie abbastanza distanti tra di loro di circa 4 km ciascuna. seppur a ritmo relativamente sostenuto, diciamo che si è trattato di un allenamento sprecato e pure stancante. a pasquetta qualcosa da fare l'avrei avuto, ma causa tempo e malattia altrui, mi sono trovato nulla facente. e allora ieri mattina sono uscito sotto la pioggia. non avevo obiettivi particolari, alla fine ho fatto 8 km in 43' e 57", 5' e 29" al km. ecco, devo dire che è stata una corsa che mi è piaciuta, col naviglio così vuoto. nel pomeriggio la pioggia è cessata, e allora sono andato a farmi una passeggiata. e sebbene conosca bene il mio quartiere, ho visto alcune cose che mi hanno confermato per l'ennesima volta, se mai ce ne fosse bisogno, che la scelta fortuita di venire a vivere qui è stata a suo tempo più che azzeccata. oggi ero in ferie. e questo pomeriggio sono andato a correre. di fare lunghi non se ne parlava. non ne avevo la forza e anche la testa (dico solo che nel pomeriggio mi sono addormentato sul divano mentre leggevo un albo a fumetti di Capitan America). quindi ho puntato sulla velocità (sempre relativa, sia chiaro). a Milano oggi fa un gran caldo, 20 gradi per l'esattezza. non un gran segnale in chiave estiva, che non ho nessuna voglia di ribeccarmi un'estate torrida come quella del 2015. nell'uscita pomeridiana ho fatto un 4500 in 23' e 51", 5' e 17" al km, anche se nel tratto finale verso Via Padova mi son dovuto fermare perché un ciclista testa di cazzo ancora un po' mi investiva e mi ha costretto a schiacciarmi sulla ringhiera che dà sulla Martesana. poi ho fatto 4 serie da 500 metri, la migliore a 4' e 43" e due da 750 metri, la migliore a 4' e 47". alla fine, quando sono arrivato qui ero sfatto, così come lo sono adesso peraltro. ho probabilmente esagerato nell'uscire tre giorni di seguito, soprattutto in rapporto al lungo fatto venerdì. il caldo di oggi è stato ulteriore elemento di affaticamento. con l'uscita di oggi chiudo il mese runneristico di marzo, che è stato quello in cui ho macinato più km da quando sono garminizzato. ho fatto 152,55 km, a 10, 8 km/h. adesso prima di venerdì non se ne parla di andare a correre.
poi che altro dire.... beh, in questi giorni pensavo che tante persone mi hanno deluso nella vita. ieri sera mia mamma al telefono, parlando di una certa situazione mi chiedeva se fossi arrabbiato. non avevo voglia di discutere della cosa, e ho tagliato corto dicendo la verità in fin dei conti. ho spalle grosse e quindi mi faccio scivolare le cose. però oggi pensavo.... ma mica è giusta questa cosa! per quale motivo nel rapporto dare/avere io devo essere costantemente in credito? a che è servito essere corretti, gentili ed educati, in qualunque sfera della mia vita? e non mi si dica del tempo galantuomo, che ormai mezzo secolo di vita è passato, a quando il cosiddetto risarcimento?
vabbè, buona cena, buona serata, buon tutto.....

venerdì 25 marzo 2016

la corsa del venerdì santo

si dà il caso che questa mattina mi sia svegliato storto. anzi, si dà il caso che ieri sera sia andato a letto storto. poi si dà il caso che ieri abbia mangiato tantissimo, sia a pranzo che a cena. che poi, abbiamo accontentato A. già due volte andando nel "suo" ristorante, adesso ha rotto il cazzo. che poi A. ha questo pseudo fidanzato grezzo e fascista. e io non finirò mai di stupirmi del perché a una donna possa piacere un uomo così. che poi, diciamolo, io so benissimo perché stavo storto. conosco nomi, cognomi, aggettivi e sostantivi. saperlo, non serve. infine, un paio di rotture di cazzo lavorative oggi non potevano mancare.
giornata di merda, direte. vero. ma come avevo scritto qualche post fa, ho chiesto qualche ora di permesso al mio capo. che anche qui, diciamolo, avrei potuto farne a meno, al mio livello. ma ho voluto essere onesto e trasparente. le ore di permesso mi servivano per fare una commissione ma soprattutto per andare a correre. eh sì, perché nelle mie intenzioni oggi c'era da fare un 20 km (almeno) a 5' e 45"/50" al km senza mai fermarmi. un lungo lento ma non troppo lento. sono sceso sulla Martesana un po' prima delle cinque. non è che mi sentissi molto in forma ma sono partito. e ho iniziato a macinare km, cercando di monitorare i passaggi kmetrici. ecco, non mi è riuscito benissimo. e poi avevo le gambe dure. sarà stato l'allenamento di martedì + il calcetto di mercoledì, l'esagerazione alimentare della sera prima, fatto stà che ero abbastanza impiantato. però non mi sono scoraggiato e ho proseguito. ho superato il Lambro, la tangenziale, sono arrivato a Vimodrone (dove il naviglio non ha smesso di avere l'acqua). a quel punto avrei dovuto puntare a Cernusco. invece ho giracchiato in un quartiere di Vimodrone e sono tornato indietro. più o meno sempre intorno ai 6' al km, un po' sotto, un po' sopra. dal dodicesimo km ho provato a togliere qualche secondo, al 14° ho fatto un 5' e 47" finalmente. nel frattempo sono passato sotto casa, ho proseguito fino in fondo alla Martesana e ho continuato a correre. alla fine ho superato i 16 km e sono entrato nel parchetto che è alla destra della foto che vedete in alto, pieno di mamme e figliolanza. e mi sono fermato che ero abbastanza provato. sì, magari potevo spingere ancora un po', ma secondo me non aveva senso. sono usciti fuori alla fine 16,38 km fatti in un'ora, 37 minuti e cinque secondi. 5' e 56" al km il ritmo della corsa. quindi sono mancati all'appello un po' di km e qualche secondo in meno al km. pazienza lo stesso. mi sono dissetato alla fontanella e sono ripartito per cercare di fare un km un po' sostenuto, che alla fine è stato un 950 metri a 5' e 38". totale uscita, 17 km e 330 metri. uscita alla fine della fiera sufficiente. e sufficiente anche per farmi passare lo scazzo delle 24 ore precedenti. quindi va bene, perché è stata una uscita che ha assolto il suo compito principale, ovvero farmi stare se non bene quanto meno meglio.
detto questo, auguro a tutti voi una buona pasqua. non mangiate troppo, che non fa neanche bene tra l'altro. Garbo con Luca Urbani, "la fretta", con video girato al centro direzionale di Napoli, che è uno dei posti più fighi d'Italia. un abbraccio globale a tutte e tutti.

giovedì 24 marzo 2016

Run for Children 2016 - Cesate 12 giugno 2016

volentieri pubblico (e ripubblicherò in seguito) il volantino di questa corsa di beneficenza che si svolgerà a Cesate il 12 giugno 2016. ci sono sempre buoni motivi per andare a correre, anche senza guardare troppo al cronometro.

un calcetto a sorpresa in una Milano che non finirà mai di sorprendermi

sapete che il calcetto mancava da qualche settimana. e come cantava Marco Ferradini, tratta male le persone e le persone verranno a cercarti (cioè, diciamo che è un libero adattamento del testo della canzone più famosa del già citato). quindi la mia mail qualche giorno fa diceva "ormai il calcetto è andato, ma che ne dite se ci facciamo una bella cena prepasquale al ristorante figo di pesce?". "nooo Francesco, non molliamo, giochiamo dai. io ho trovato Tizio, che conosce Caio e forse viene anche Sempronio". insomma, senza troppo sbatti (termine preso a prestito dal milanese imbruttito, per chi non sa cosa sia vada su facebook), mi sono trovato i dieci già lunedi sera. e chiaramente io, dopo aver trovato i dieci, ho scritto "ok ho confermato la nostra presenza al vecchio, guai a voi se fate scherzi". quindi si è giocato. e, per inciso, dopo la partita, in uno spogliatoio che puzzava un po' troppo di presenza maschile ferormonica, ho detto "beh, ovviamente mercoledì prossimo non giochiamo, con le vacanze pasquali di mezzo". "nooooo, io ci sono, e tu Tizio? Caio, mica vai via tu no?". ok ragazzi, venerdì vi mando la mail e poi vediamo ok? per la cronaca, stasera abbiamo perso di brutto, che in squadra mi sono ritrovato un postbocconianomasterizzato ventiseienne che era più scarso di mio papà che va per gli 84 anni per la miseria porca. nel suo turno in porta ha preso dei gol pazzeschi e quando era in campo peggio mi sentivo. e in più mi sono fatto un culo a bestia. vabbè, non è che la cosa faccia male, sia chiaro. credo sia la seconda sconfitta del 2016, ci sta. dopo di che io e altri due siamo andati al ristorante figo di pesce, che a me mica dispiace far girare l'economia milanese. sono tornato a casa un po' brillo, devo dire, ma all'orario migliore per apprezzare Milano, che ho attraversato da sud a nord. sì, perché quando si è in auto tra le 23.30 e mezzanotte non vai né troppo veloce né troppo lento. quindi riesci a vedere bene quanto sia bella, quanto sia sorprendente, perché Milano è la mia città. buona notte amiche ed amici.

martedì 22 marzo 2016

7000 + 3500

questa mattina ero in un posto bellissimo, seppure per lavoro. finito il mio appuntamento mi sono preso dieci minuti per guardare il combinato tra acqua, monti e cielo. e se avessi avuto tempo sarebbe stato bello togliersi l'abito da lavoro per indossare jeans e pulloverino e leggere un libro al sole mangiando un po' di farinata. ma c'era da tornarsene a Milano. e vabbè, stasera dopo 72 ore di astinenza sono tornato a correre. sono sceso sulla Martesana deciso a fare un allenamento veloce. l'obiettivo è fare prima o poi un bel diecimila, tipo quelli che ho fatto giusto un anno fa tra marzo ed aprile. per arrivare a ciò devo velocizzare le distanze intermedie. giovedì scorso ho provato un 5000 veloce, stasera mi sono migliorato. ho fatto un 7000 in 36' e 31", ovvero a 5' e 13" al km. dopo il recupero, a differenza della settimana scorsa, non ho fatto un lento, ma ho fatto un 3500 veloce, o meglio discretamente veloce. ovvero li ho percorsi in 18' e 57", quindi a 5' e 23". sono arrivato in Melchiorre Gioia, nel punto della foto sulla testatina del mio blog, a pezzi ma contento. e come evidenziavo nel precedente post, spingendo ma non andando al massimo. in definitiva soddisfatto del mio allenamento. è qualche giorno che sto facendo una pensata per il prossimo allenamento. dico solo che ho chiesto un paio d'ore di permesso al mio capo. anche a livello fisico questa attività si sta vedendo. peso 69 kg e di grasso ce n'è ben poco ormai. insomma, quasi "un ragazzino" come dicono un po' di mie conoscenze.
Mao, "chinese take away". buona notte a tutte e tutti.

lunedì 21 marzo 2016

una domenica drammatica per il running

proprio nel post scritto ieri sera evidenziavo l'arrivo del primo caldo. e ieri, forse casualmente ma secondo me no, purtroppo si sono registrati due gravissimi e drammatici episodi che (purtroppo) mi pare stiano passando un pò sotto traccia nella comunità del running. alla Stramilano competitiva, ovvero alla mezza maratona, un ragazzo di neanche 30 anni si è accasciato a pochi metri dal traguardo ed è morto nel trasporto all'ospedale fatebenefratelli. questo è il resoconto del corriere della sera di oggi. certificato medico recente pare, immagino tesseramento per una società per cui abitudine a stare in gruppo con altri runners. a Ferrara altro dramma, una ragazza di 20 anni viene anche lei colpita da un infarto durante la family run, ovvero la prova amatoriale. le sue condizioni paiono gravi, in rete non ho visto aggiornamenti di segno negativo e speriamo che non ve ne siano. qui un altro articolo, con un resoconto ahimè ancor più brutto..
non sono episodi nuovi. capita in gara, capita in allenamento. di sicuro le statistiche diranno che l'incidenza degli infarti rispetto all'enorme comunità dei runners (e degli sportivi in genere) è infinitesimale. infatti un'autorevole fonte evidenzia questi numeri, oltre che fare un'analisi scientifica sicuramente interessante. resta il fatto che è fondamentale ascoltare i segnali del corpo. chi si avvicina al podismo deve farlo con gradualità, deve partire dal monitoraggio dell'attività fisica fatta in precedenza, deve fare un minimo di accertamenti prima di cimentarsi (elettrocardiogramma di sicuro) ma, cosa estremamente importante, non deve andare al massimo ma fermarsi un attimo prima di averlo raggiunto o sentito questo massimo. anzi, direi che tutti dobbiamo evitarlo il raggiungimento del picco di sforzo. io fino ad adesso non ho mai perso la lucidità, non sono mai stato in affanno eccessivo. poi, ripeto, la fatalità è dietro l'angolo. questi due infarti sono capitati a persone molto giovani. una cosa è certa. io spero di non fare mai una gara e trovarmi a correre accanto ad una situazione del genere.
UPDATE: purtroppo neanche Sara ce l'ha fatta

domenica 20 marzo 2016

allenamento con il primo caldo e di un libro che non so se ho fatto bene o no a comprare

dopo tre gare domenicali consecutive questo weekend ho saltato. le gare, non la corsa sia chiaro. in questo fine settimana è arrivato il caldo, che runneristicamente parlando mette gioco forza in difficoltà. e la difficoltà è maggiore proprio per chi è in gara, e ne ho avuto evidenza nel leggere resoconti qua e là, dalla Stramilano alla Ferrara Half Marathon. oggi ho letto di runner perdere 15, 20 anche 25 minuti rispetto al loro PB sulla mezza. quando addirittura ritirarsi, e parliamo di campioni. quindi meno male che questo weekend non abbia gareggiato. mi sono allenato ieri pomeriggio, poco oltre le quattro. orario insolito di questi tempi, una volta uno dei miei orari preferiti. i diciassette di gradi in quel di Rivoli (ero dai miei) hanno fatto sì che indossassi pantaloncini e maglietta per la prima volta quest'anno (nella fattispecie, la Mizuno della mezza di Piacenza, una delle mie preferite). che è una sensazione piacevole. e poi nonostante il caldo c'era un venticello che proveniva dalla Val di Susa il cui unico inconveniente era il frenarti nei tratti in leggera salita. non era mia intenzione né forzare né fare tanti km. l'ideale sarebbe stato farne 14, ne ho fatti 12,10 in 1 ora, sette minuti e 51 secondi, a 5' e 36" al km. percorso da Rivoli a Collegno e ritorno (con parco della certosa in cui era impossibile correre tanto era pieno di gente). poi 650 metri di scarico a 5' e 29". chiudo la settimana con neanche 33 km, ben sotto i 40 km della settimana precedente. ma a marzo ho già superato, seppur di poco, i 100 km. ora di correre se ne parla non prima di martedì, che domani sera ho un aperitivo di lavoro.
giorni fa ero per lavoro in una città emiliana in cui ho vissuto bei momenti in passato. finisco il mio appuntamento in anticipo. è presto sia per tornare a Milano che per andare a pranzo. c'è una libreria nei paraggi. entro, e agli scaffali esamino le ultime uscite. c'è l'ultimo libro di Chiara Gamberale, scrittrice che conosco di fama pur non avendo mai letto nulla delle sue opere. intuisco che è un libro che parla d'amore. è difficile che io acquisti un libro che parli solo di amore. ma mi trovo lì dove mi trovo. forse non è un caso. e io quel libro decido di comprarlo. inizio a leggerlo. e mi viene il nervoso. lo leggo male. controvoglia, velocemente, senza soffermarmi sulle parole. di base, perché ha il difetto di tanti libri che parlano di amore. lo complessificano. peggio, lo condizionano, lo subordinano a ciò che siamo e a ciò che abbiamo vissuto e subito. e io non ci sto con questa teoria. ieri finisco il libro e, nonostante nelle ultime 50 pagine abbia avuto un moto di ripresa, ritengo la lettura di questo libro inutile e la trama insufficiente. poi succede che, come avevo scritto nel precedente post, ieri sera esco col mio amico M., il quale come volevasi dimostrare mi obbliga a discutere per buona parte della serata (e meno male che quando siamo andati a fare struscio per Rivoli gli ho raccontato della mia vita di runner, almeno si è divagato un po') di casini sentimentali, i suoi in particolare. e si è cominciato con "il problema era lei" per finire a "il problema ero io". anzi caro M., sarebbe caso di dire "il problema sono io", perché è assolutamente così. e allora ho pensato che la Gamberale proprio torto non ha. che in quel racconto c'è tanto o qualcosa di quello che siamo noi. e poi su una cosa la pensiamo allo stesso modo. su cosa? beh, leggete il libro no? Chiara Gamberale "adesso". voto..... non so.... buona notte e buon inizio settimana.

venerdì 18 marzo 2016

il difficile allenamento di stasera, i sogni dell'altra notte e le telefonate con i vecchi amici

era da ieri che avevo voglia di correre. ma ieri sono riuscito a bloccarla e per farlo.... sono andato a iscrivermi alla prossima mezza maratona! sì, perché sarebbe stata una uscita con più contro che pro. anche oggi avevo voglia di correre. peccato che le condizioni non erano proprio ottimali. nel pomeriggio mi sentivo abbastanza fiacco. nella mia testa mi sarebbe piaciuto fare un bel diecimila sostenuto, e quando alle sette sono sceso sulla Martesana questa intenzione c'era tutta. solo che tra il dire e il fare c'è lo stato fisico. sono partito veloce, ma anche se giravo bene ho capito subito che a 10 k veloci non ci sarei mai arrivato. mentre correvo ho pensato che l'allenamento di stasera poteva essere un 5k veloce seguito da un 5k di scarico. il 5k veloce l'ho fatto in 26' e 10", con passaggi kmetrici a 5' e 15", 5' e 08 - 2 volte -, 5' e 14" e 5' e 24". 5' e 14" al km la media complessiva. abbastanza veloce ma abbastanza scoppiato alla fine. dopodiché ho fatto 5 km e 700 metri a 6' al km, di scarico e comunque fermandomi due volte per via dei semafori ma senza fermare il garmin. 10,7 km in tutto con sensazioni non buonissime. spero che non sia quello che temo, ma lo capirò meglio domani. allenamento molto difficile ad ogni modo, tirato a fatica.
è un po' che non vi racconto i miei sogni, e questa notte ne ho fatti tanti, li ricordo abbastanza bene, e due meritano di essere raccontati. il primo: sono a fare una gara non competitiva a Brescia, sembra una tapasciata di beneficenza. si corre sulla doppia distanza dei 5 e dei 10 km. si scopre che madrina d'eccezione è Belen Rodríguez, che si presenta vestita da runner. succede però che tutti i runner, maschietti e femminucce, iniziano a contestarla inveendo pesantemente contro di lei. e pure io mi unisco a questo "buuu" generale. solo che mentre lo faccio penso a quanto io sia incoerente, visto che sono uno dei tanti che la seguono sulla sua pagina facebook sbavando sulle sue foto. il secondo, facendo una premessa però. questo sogno è la conseguenza dell'ennesimo racconto assurdo del mio amico A., detto "l'uomo che ha due mogli", perché la scena del sogno è simile al racconto fattomi ieri. sono in un bagno, molto bello, tipo quelli delle sale convegni degli alberghi a quattro stelle, entro in uno di questi bagni e mi trovo seduta sulla tazza una mia collaboratrice. lei senza il minimo imbarazzo mi dice che si trovava nel bagno degli uomini perché quello delle donne era pieno, e mi invita a stare lì in attesa. io chiudo la porta a chiave, la guardo e ad un certo punto mi inginocchio e inizio a baciarla. solo che mentre la bacio inizio a pensare: "ma adesso devo trombarmela in bagno?".
chiudo dicendo che wazzap serve per riprendere contatti se non perduti certo messi in un angolo. questa sera sono stato al telefono con due miei amici torinesi dell'età puberale (e puberale non è un eufemismo). A. mi ha raccontato la sua vita di trasfertista per l'azienda che ha fatto la fortuna e la sfortuna della Sabaudia. con lui ed il vecchio gruppo del liceo dovremmo vederci il weekend dopo pasqua. poi ho sentito M., che mi ha ragguagliato sulle sue vicende sentimentali che le mie in confronto sono passeggiate di salute. per noi due l'appuntamento è per una pizza sabato sera. abbiamo solo in comune 40 anni di amicizia. no, meno, 37.
questo video e questa canzone di Levante spacca, guardatela (che è anche gnocca) e ascoltatela. "ciao per sempre". buona notte amiche ed amici.

mercoledì 16 marzo 2016

la corsa di questa mattina, il mio gruppo podistico e la fidanzata imbarazzante

gli argomenti di questo post, fin dal titolo, sono fra loro intrecciati. iniziamo dalla corsa, ovviamente. dopo la mezza di domenica, questa mattina sveglia alle 6.30 per provare le gambe. il perché abbia corso questa mattina anziché stasera lo capirete dopo. questa notte è stata una di quelle notti in cui ho dormito, ho fatto i miei sogni (ma non me li ricordo) e quindi alle 6.30 la sveglia è suonata più o meno come un assolo di chitarra elettrica di Edward Van Halen. però il vostro preferito si è alzato (più o meno) subito, si è preso il suo caffè, ed è sceso sulla Martesana pronto per il suo lipidico a digiuno. quando sono partito mi sentivo le gambe durissime. mi son detto "più di sei km non faccio". poi lentamente i muscoli si sono sciolti. non però la sensazione di andare piano. sensazione non confrontata col garmin, perché ero talmente assonnato che mi perdevo regolarmente i passaggi al km. vabbè, arrivo in Via Adriano, faccio il giro dalla farmacia e ritorno indietro. se arrivo fino in fondo a Melchiorre Gioia sono a 8 km. ci arrivo, ma proseguo e torno verso casa facendo un giro un po' strano. alla fine faccio 9,36 km in 52' e 30", 5' e 36" al km. che non è neanche male. ma soprattutto, avendo avuto la sensazione di andare piano, il che significa che sono in forma. ora se ne parlerà giovedì a questo punto, immagino.
non sono uscito stasera perché stasera sono andato dal mio gruppo podistico, che è ben fuori Milano. un giorno magari spiegherò il perché il mio gruppo sia in culo ai lupi. sono bravi ragazzi, anzi sono amici che si sono messi assieme partendo dall'amore della corsa. qualche gara con loro l'ho fatta, ma a parte l'amicizia di facebook con qualcuno di loro, ecco non si può dire che io sia proprio integrato. sono andato nel bar dove si trovano al martedì sera perché dovevo ritirare alcuni capi tecnici. però stasera è stata una serata carina. mi sono preso una birra con loro e con qualcuno ho avuto modo di parlare, e non solo di running. alla fine il tempo è volato e la mia oretta e mezza con loro me la sono fatta.
tornando alla uscita delle sette meno cinque di questa mattina, non solo è positiva per la performance e  perché è stata fatta a 48 ore dalla mezza, ma anche perché ieri sera sono andato da rossopomodoro e ho mangiato l'inverosimile. doveva essere una uscita con tanta gente, alla fine eravamo quattro gatti. tra cui uno dei quattro miei amici quattro. e la sua fidanzata. che è imbarazzante e fastidiosa. ecco, ieri sera ha raggiunto uno dei suoi picchi di idiozia esposta pubblicamente. e io non ce l'ho fatta. l'ho presa per il culo. ho dovuto prenderla il culo. certo in modo elegante ed ironico, ma l'ho fatto, perché nessuna persona normale può non replicare a cotanto campionario di stronzate. il mio amico se ne è accorto. ed è stato al gioco, almeno in parte. lui, che è una persona di una intelligenza notevolissima. ecco, io non riuscirei a stare con una donna così. può fare tutte le acrobazie di materasso che vuole, può essere una mega gnocca (che non è, peraltro), ma io mi vergogno di farmi vedere in giro con una così, che come apre bocca spara cazzate a raffica. e più parla, più la raffica è mortale. com'è il detto? meglio soli che male accompagnati? assolutamente sì, senza se e senza ma. buona notte amiche ed amici, globalmente si intende.

domenica 13 marzo 2016

scarpadoro half marathon, finalmente è personal best!

"sono in forma questa è la mia gara, sono in forma questa questa è la mia gara". questo il mantra che accompagnava la mia corsa questa mattina. in particolare intorno al decimo km. me lo ripetevo in continuazione, era il mio unico pensiero. oggi ho fatto la mia decima mezza maratona, sicuramente la più bella delle mezze maratone che ho incrociato nella mia onesta carriera di runner scarso. ero a Vigevano, a fare la "scarpadoro", che l'anno scorso fu la mia seconda mezza dopo quella di debutto a Treviglio. è una gara bellissima, i primi 5 km si corrono dentro il centro di Vigevano, si passa per la Piazza Ducale (una delle più belle piazze d'Italia), si attraversa il castello sforzesco, e poi si va nelle campagne, si costeggia il Ticino, un canale di cui ignoro il nome (due km fantastici), un po' è sterrato, un po' è asfalto consumato. non è una gara difficile, ma è certamente meno facile di quella disastrosa mezza di 15 giorni fa a Salsomaggiore. solo che io questa mattina ero in forma. sapevo di essere in forma. dovevo solo tenere a bada la mia testa, che è una cosa fondamentale per un runner. ho deciso di essere costante, ovvero di tenere un passo più o meno costante. e così facendo non mi sono mai fermato, né per la stanchezza né per rifocillarmi ai ristori, anche se questa ultima cosa sarebbe stata necessaria probabilmente. ed è stata una tattica che ha pagato. nessun km folle (il più veloce è stato il quarto a 5' e 13" ma era leggermente in discesa) ma nessuno fatto in stato di crisi anzi non sono mai andato oltre i 6 al km (il più lento è stato il 19° a 5' e 55" ma era leggermente in salita).
alla fine l'ho fatta in poco più di due ore, esattamente 2 h, 1' e 1", 5' e 42" al km. verrebbe da dire "peccato per quel minuto" ma questa è una cosa che non va detta. solo quindici giorni fa una mezza "in discesa" come quella di Salsomaggiore l'ho fatta in due e sedici, un quarto d'ora in più. e leggere su garmin connect i miei 21 km fatti bene, sempre sotto i sei minuti è una enorme soddisfazione. io in questo momento sono felice, senza se e senza ma. 
devo dirvi una cosa. ho tagliato il traguardo esultando, poi una volta che la ragazzina mi ha messo la medaglia al collo mi sono appoggiato ad una balaustra per rifiatare. e ho iniziato a piangere. non mi vergogno a dirlo. perché è la ricompensa per la fatica, per i sacrifici, per le sconfitte. resto un runner scarso, ma che oggi ha fatto il suo personal best. alla prossima scenderò sotto le due ore. a me piace correre.... no, io amo correre perché correndo si va avanti.

sabato 12 marzo 2016

dello scarico pre-gara e delle riflessioni sulla singolitudine post-aperitivo

questa mattina ho fatto il migliore degli allenamenti di scarico pre-gara. oddio, non so se sia il migliore, ma di certo era necessario. ho pulito casa, che era una cosa che non si poteva vedere. non esattamente le pulizie di primavera, ma un qualcosa in più di quello che faccio di solito diciamo. e siccome giovedì mattina dalle parti del duomo ho visto Eugenio Finardi (non è così difficile incontrarlo, abita in centro e si muove sempre in bici), le ho fatte ascoltando (e ancora sto ascoltando) i suoi dischi degli anni '70 (sugo, diesel e blitz, rispettivamente 1976, 1977 e 1978), che restano ancora bellissimi ed attuali musicalmente parlando (in questo momento il mio stereo sta passando "scimmia", che ha un giro di basso pazzesco).
domani potrebbe fare caldo alla gara, le previsioni danno 12, 13 gradi. con la mia lentezza potrebbe essere un problema. cercherò di vestirmi leggero, qualche idea sull'abbigliamento di domani ce l'ho.
ieri sera ho fatto un veloce aperitivo con amici. anche perché non avevo voglia di cucinare. ad un certo punto è uscito un discorso sulla  mitica A.P., detta "mi piace" per la sua caratteristica di "likare" qualunque post appaia su facebook. capita che il marito se ne sia andato da casa, e come quasi sempre avviene sul fronte maschile, se ne è andato perché ha un'altra. magari la cornificava da sempre, magari la moglie è una scassa marroni, ma sta di fatto che è andata via perché sta con un'altra. siccome i miei amici sanno tutto grazie alla grande comunità di facebook e siccome A.P. racconta loro tutti i particolari della separazione, mi è stato detto e fatto vedere per chi è successo il grande passo. beh, il mio commento è stato "ma questo è scemo!!!!". e i miei amici, che si sa ne hanno combinata una più di bertoldo (anzi il mio amico) mi dice beatamente "e che doveva fare, stare con una per cui non provava più niente? ora capisco perché sei single ogni tre per due!". ho provato a spiegare che non c'era "logica", non c'era "buon senso" in quello che aveva fatto il marito di A.P., che quella nuova situazione non poteva reggere di fronte alle difficoltà che man mano cresceranno sempre di più (tra qualche settimana, non tra qualche mese). vabbè, dialogo tra sordi. così, salutatici dopo l'aperitivo, mentre raggiungo la macchina, trovo una pasticceria aperta. e vengo preso da una irrefrenabile voglia di cannolo siciliano. e mi viene da pensare, mentre lo mangio, che potrebbero avere ragione loro, e non io. cioè, sarebbe difficile darmi torto. ma non è che la risultante dei miei ragionamenti, della mia lucidità, della mia razionalità abbia pagato allo stato dei fatti.
Eugenio Finardi, "scimmia". buon proseguimento di sabato.

mercoledì 9 marzo 2016

delle ripetute di questa sera e di un licenziamento in tronco (non il mio, almeno per il momento)

questa sera niente calcetto, fortunatamente. nel senso che per quanto mi riguarda è una esperienza chiusa, che mi sarei ben rotto i coglioni di pregare la gente. addirittura il campo l'ho disdetto ieri pomeriggio e, giuro, non farò nulla ma proprio nulla per giocare nelle settimane a venire. il fortunatamente è legato al fatto che stasera sono andato a correre. o meglio, ho fatto una cosa che non facevo da mesi e che devo dire non so se serve. di certo, ti fai un culo a pista. eh si, stasera ho fatto una serie di ripetute con una tabella preparata da un preparatore atletico abbastanza improvvisato, cioè il sottoscritto. parto con un 1250 fatti a 4' e 43" al km. poi passo ad un 1750 fatti a 4' e 44" stabilendo così il mio PB sul miglio (primo PB dell'anno), poi torno sui 1250 facendone tre consecutivi, rispettivamente fatti a 5' e 14", 5' e 12" e 5' e 09" al km. buoni ma non eccezionali. infine un 1750 lento di scarico fatti a 5' e 47". nel complesso 8,54 km fatti a 11,7 km/h. insomma, tutto sommato bene. e non sento neanche particolari conseguenze, se devo dire (poi magari domattina mi sveglio piegato). di certo, di correre se ne parla domenica con la gara, quello che doveva essere fatto è stato fatto.
adesso ve ne racconto una extrasportiva. ieri mattina, dopo aver ripreso un progetto (bello, devo dire, e non perché l'ho fatto io) concertato con il mio principale fornitore esterno un anno fa e pensato a favore di una società del mio gruppo (non la mia) a cui avevo fatto da "consulente interno", il tutto perché è cambiato il manico in quel dipartimento, chiamo il mio interfaccia di questo fornitore. "ehi M,, siete ancora interessati a riprendere quel progetto di un anno fa? che qui è cambiato il capo dipartimento, gli ho spiegato cosa stavamo facendo e sembra interessato...". "certo Francesco, vediamoci". la telefonata è avvenuta alle 11.29 e  fissiamo un appuntamento per la settimana prossima. succede poi che ieri sera vado al cinema con un mio amico (naturalmente all'UCI Bicocca) e ovviamente silenzio il cellulare. finito il film, guardo la posta privata e leggo tramite linkedin una sua mail, in cui mi dice di essere stato licenziato in tronco nel pomeriggio. ovviamente vi risparmio i coloriti commenti a corredo. mi ha ringraziato per avermi conosciuto e spera di poter rimanere in contatto. questa persona era brava, non lo era? boh, era una persona che lavorava, che il suo lo faceva. solo che in momenti di crisi a volte ci si aspetta miracoli, ma i miracoli li ha fatti solo una persona ammesso che li abbia fatti sul serio. di base, pararsi il culo e annusare il clima intorno. una merda insomma, ma altro non si può fare.
Boston, "don't look back". buona notte amiche ed amici.

lunedì 7 marzo 2016

la corsa che preferisco, le foto di domenica e i profughi siriani

il weekend appena passato è stato molto intenso (vabbè, per i miei standard attuali, dai), e non c'è stato solo il Trofeo Sempione raccontato nel precedente post. fatto stà che ieri sera come ho messo la testa sul cuscino mi sono addormentato e ho dormito secco per sette ore e mezza di seguito. già da questa mattina sapevo che questa sera sarei andato a correre, come da ipotesi di programmazione della settimana che, ricordiamolo, mi vedrà in gara anche domenica prossima. prima di tornare a casa sono passato da Lambrate a consegnare una busta, la tangenziale era incredibilmente scorrevole (vuol dire che la crisi è ben lungi dall'essere finita), e solo alle sette e dieci sono potuto essere sulla Martesana. stasera l'obiettivo era muovere le gambe dopo la gara di ieri. è vero che si è trattata di una 10 km, ma su un terreno che il giorno dopo ti fa sentire le gambe dure. detto questo, ero certo che avrei lasciato qualche secondo al km, non ero certo di quanto avrei fatto come distanza. essendo partito un po' più piano del solito (ma neanche tanto, a dire il vero), mentre correvo ho iniziato a pensare e più correvo e più assaporavo il piacere  della corsa. il tratto Melchiorre Gioia / Via Adriano (che misura 7 km a/r) benche l'avessi "circumnavigato" in partenza non è stato sufficiente per contenere l'uscita di stasera, per cui tornando indietro sono finito sulla circonvallazione, ho risalito Via Zuretti e ho fatto una volta e mezza il pezzo di naviglio intorno a casa mia, perchè nel mentre avevo deciso di raggiungere l'ora di corsa. alla fine ho fatto esattamente un'ora e 18 secondi, per una distanza di 10,65 km, ovvero 5' e 40" al km. e mi è piaciuto tantissimo. correre per il piacere di correre.
tornando alla gara di domenica, sui siti di running ho beccato delle foto che mi hanno immortalato. direi due volte culo, perchè non è facile essere individuati e perchè non è facile per una pippa runner come me che arriva molto dopo gli altri. una è a dir poco fantastica, la potete trovare nel blog del grande Antonio Capasso (www.andocorri.blogspot.it) che trovate a fianco nel mio blog roll.
questa mattina sentivo su radio 24 dei profughi siriani ammassati tra Macedonia, Serbia e sa dio dove. intervistavano un ragazzino di 17 anni che in perfetto inglese diceva "col cazzo che io torno in Siria dove c'è la guerra, io voglio andare in Germania". ecco, questa cosa mi ha fatto venire una roba dell'agosto 2004. quell'anno ho fatto una vacanza da ricchi. ma proprio da ricchi ricchi, credetemi (per inciso, la vacanza più bella della mia vita, questo dedicato a chi sostiene che i soldi non danno la felicità). conoscemmo una coppia di Torino e ricordo che in spiaggia uscì una discussione sulla guerra e sul senso di appartenenza alla nazione. insomma, alla fine la ragazza della coppia, alla domanda "che cosa faresti se l'Italia venisse invasa?" rispose più o meno così: "prenderei tutti i soldi in banca, mia mamma e mio papà e insieme a mio marito ce ne andremmo il più lontano possibile". beh, che cosa pensate che stia avvenendo da anni in Siria, Iraq o Eritrea? buona notte amiche ed amici, che il sonno vi sia lieve.

domenica 6 marzo 2016

Trofeo Sempione

continua il mio momento no con le gare, anche se questa volta la causa non è né la testa né le gambe. questa mattina sono andato a fare il Trofeo Sempione, prima e bellissima gara del circuito "CorriMilano". si tratta di una dieci km che parte e arriva all'arena civica e si snoda attraverso due giri dentro il Parco Sempione. non è velocissima, con le continue salitelle, lo sterrato, le pozzanghere della pioggia di ieri e le continue curve. ma certo se non si trattava di fare il PB, di fare bene c'era tutta la possibilità. ero abbastanza carico devo dire. solo che succede che al secondo km mi si slaccia una scarpa. riesco a perdere pochissimo. ma al quarto succede il disastro. mi si slaccia l'altra e perdo il chip di rilevamento cronometrico. ci avrò messo più di un minuto a trovarlo. non me lo sono neanche riannodato alla scarpa. mi sono allacciato la scarpa alla meno peggio e ho continuato a correre col chip in mano. dico questo perché alla fine nella classifica di mysdam non risulto neanche essere arrivato al traguardo, visto che il passaggio del chip è stato troppo alto per il rilevatore. detto questo alla fine sono sì ripartito ma certamente non con un grandissimo spirito. alla fine i dieci km li ho fatti in 55' e 21", non certo un tempone. non si può neanche ragionare in sottrazione, ovvero togliere il tempo in cui sono stato fermo. il problema del fermarsi in gara è il perdere la linea, la scia di uno che ha il passo simile al tuo e via discorrendo. a sensazione oggi potevo farla intorno ai 53 minuti e mezzo. non cambiava molto, ma cambiava. mi consolo con i calzini molto belli e con i sali che ci sono dentro il pacco gara. oggi pomeriggio me ne andrò a vedere "lo chiamavano jeeg robot" all'UCI Bicocca, buon proseguimento di domenica a tutti.

venerdì 4 marzo 2016

4 marzo 2016

sembra primavera vero? e pensare che ieri a quest'ora ero in Romagna e c'erano 4 gradi ed una pioggia che faceva veramente paura. vabbè, ieri sera ero cotto ma ho messo la sveglia per andare a correre questa mattina. solo che ci ho impiegato un pò per capire che non era esattamente l'ora canonica in cui mi sveglio per andare al lavoro e, morale della favola, prima delle sette meno dieci non sono riuscito a scendere sulla Martesana. poi figuriamoci, se volevo correre con un minimo di concentrazione potevo correre dappertutto ma non sulla Martesana in linea retta. quindi percorso urbano in mezzo ai gas di scarico di macchine ed autobus, che questa mattina si sentivano ed anche tanto. alla fine ho fatto 7,11 km in 38 minuti e 20 secondi, 5' e 24" al km se devo dire anche un pò inaspettato perchè mi sembrava di essere più lento. di più non potevo correre perchè poi dovevo prepararmi per il lavoro. domani danno pioggia, domenica parzialmente nuvoloso. vedremo se domattina fare comunque qualche km in surplace, giusto per muovere le gambe.

giovedì 3 marzo 2016

calcetto a sorpresa

stasera non si doveva giocare tante erano le defezioni. avevo già disdetto il campo quando mi arriva una mail. i ragazzotti di una società del gruppo, venuti a conoscenza delle nostre gesta calcettistiche, ci lanciano la sfida. riprendo il campo in extremis, mi metto di impegno e organizzo la squadra, e non crediate sia stata facile. alla fine mi sembra di avere fatto uno squadrone, si tratta solo di capire chi siano gli altri. quando fisicamente li vedo penso "stasera si vince facile". invece il loro all'inizio lo fanno, alcuni di loro giochicchiano discretamente, ma noi teniamo troppo bene il campo e ad un certo punto prendiamo il largo e andiamo sul 6 a 1. solo che nel turno in porta del nostro "fantasista del tavoliere" gli facciamo recuperare tre gol e si va sul 6 a 4. il tempo di sbatterlo fuori dai pali e riprendiamo il largo. alla fine mi pare che abbiamo vinto una roba tipo 14 o 15 a 5.
niente cena stasera, ho visto il secondo tempo della semifinale di Coppa Italia e ancora un po' facevamo lo sgambetto al male assoluto. solo che quel coglione in panchina ha deciso per il turnover del portiere, che magari uno di quei cinque rigori Handanovic riusciva a pararlo rimediando all'errore di Palacio. Mancini vattene.
vabbè, domattina sveglia presto che si attraversa l'Italia. sapete che dopo 20 anni esistono ancora gli Suede e che Brett Anderson riesce sempre a convincermi? "Like Kids". buona notte amiche ed amici.

mercoledì 2 marzo 2016

del mugugno e dell'irriconoscenza, delle foto alle gare e della 10 k di stasera

alla faccia dell'ordine nel titolo del post, inizio dalla parte finale, cioè quella runneristica. stasera prova gambe dopo l'infausta mezza di domenica. prova gambe fatta però con la voglia di correre. sono sceso dopo le sette, clima ottimale per correre tanto che sono uscito in pantaloncini. non sapevo quanto fare e tanto meno mi sono posto il problema. non ho mai forzato, e alla fine è uscito un dieci km fatto in buona parte sulla Martesana in poco più di 55' e 30", a 5' e 33" al km. direi che mi ha fatto bene. ho deciso di raddoppiare: non solo farò una mezza tra due domeniche, ma domenica prossima farò una prestigiosissima 10 km qui a Milano. sa mai che qualche soddisfazione non arrivi a togliermela.
nelle gare podistiche capita che ci siano dei fotografi. alcuni per fare scatti che cercano di vendere poi ai partecipanti, ma molti semplicemente per riversare le loro foto sui siti di podismo. stasera mi sono smarcato circa 2000 foto (ma forse di più) per individuare le cinque foto cinque che mi hanno immortalato. sono foto bruttissime. le ho salvate ma ho dovuto violentarmi per farlo. c'è più sofferenza che soddisfazione. e non va un cazzo bene.
tra l'altro a febbraio ho fatto oltre 142 km, che è il mio record di corsa in un mese. i veri runner ne fanno di più, certo, ma mica sono pochi. è come andare da Milano a Genova, tanto per intenderci.
ieri nella mia trasferta lavorativa ho sentito mugugni e assenza di riconoscenza. io avrò tanti difetti, ma so dire grazie. so essere riconoscente. io oggi ad esempio, in azienda ho ringraziato una collega (che conta) per quello che ha fatto. perché non è mica detto che sia dovuto, ma proprio per niente. uno dei tanti problemi del nostro paese è proprio quello di pretendere prima di dare. non voglio utilizzare il famoso adagio kennedyano che credo la maggior parte di voi conoscano, ma se ognuno di noi pensasse prima ai suoi compiti e poi al riconoscimento conseguente, beh forse tanti problemi da noi non ci sarebbero.
buona notte amiche ed amici che avete la pazienza di leggeremi. Gary Numan, "are friends electric ?"