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lunedì 7 marzo 2016

la corsa che preferisco, le foto di domenica e i profughi siriani

il weekend appena passato è stato molto intenso (vabbè, per i miei standard attuali, dai), e non c'è stato solo il Trofeo Sempione raccontato nel precedente post. fatto stà che ieri sera come ho messo la testa sul cuscino mi sono addormentato e ho dormito secco per sette ore e mezza di seguito. già da questa mattina sapevo che questa sera sarei andato a correre, come da ipotesi di programmazione della settimana che, ricordiamolo, mi vedrà in gara anche domenica prossima. prima di tornare a casa sono passato da Lambrate a consegnare una busta, la tangenziale era incredibilmente scorrevole (vuol dire che la crisi è ben lungi dall'essere finita), e solo alle sette e dieci sono potuto essere sulla Martesana. stasera l'obiettivo era muovere le gambe dopo la gara di ieri. è vero che si è trattata di una 10 km, ma su un terreno che il giorno dopo ti fa sentire le gambe dure. detto questo, ero certo che avrei lasciato qualche secondo al km, non ero certo di quanto avrei fatto come distanza. essendo partito un po' più piano del solito (ma neanche tanto, a dire il vero), mentre correvo ho iniziato a pensare e più correvo e più assaporavo il piacere  della corsa. il tratto Melchiorre Gioia / Via Adriano (che misura 7 km a/r) benche l'avessi "circumnavigato" in partenza non è stato sufficiente per contenere l'uscita di stasera, per cui tornando indietro sono finito sulla circonvallazione, ho risalito Via Zuretti e ho fatto una volta e mezza il pezzo di naviglio intorno a casa mia, perchè nel mentre avevo deciso di raggiungere l'ora di corsa. alla fine ho fatto esattamente un'ora e 18 secondi, per una distanza di 10,65 km, ovvero 5' e 40" al km. e mi è piaciuto tantissimo. correre per il piacere di correre.
tornando alla gara di domenica, sui siti di running ho beccato delle foto che mi hanno immortalato. direi due volte culo, perchè non è facile essere individuati e perchè non è facile per una pippa runner come me che arriva molto dopo gli altri. una è a dir poco fantastica, la potete trovare nel blog del grande Antonio Capasso (www.andocorri.blogspot.it) che trovate a fianco nel mio blog roll.
questa mattina sentivo su radio 24 dei profughi siriani ammassati tra Macedonia, Serbia e sa dio dove. intervistavano un ragazzino di 17 anni che in perfetto inglese diceva "col cazzo che io torno in Siria dove c'è la guerra, io voglio andare in Germania". ecco, questa cosa mi ha fatto venire una roba dell'agosto 2004. quell'anno ho fatto una vacanza da ricchi. ma proprio da ricchi ricchi, credetemi (per inciso, la vacanza più bella della mia vita, questo dedicato a chi sostiene che i soldi non danno la felicità). conoscemmo una coppia di Torino e ricordo che in spiaggia uscì una discussione sulla guerra e sul senso di appartenenza alla nazione. insomma, alla fine la ragazza della coppia, alla domanda "che cosa faresti se l'Italia venisse invasa?" rispose più o meno così: "prenderei tutti i soldi in banca, mia mamma e mio papà e insieme a mio marito ce ne andremmo il più lontano possibile". beh, che cosa pensate che stia avvenendo da anni in Siria, Iraq o Eritrea? buona notte amiche ed amici, che il sonno vi sia lieve.

9 commenti:

  1. Porterei anche io via le persone a me care semmai riuscissi a sopravvive a una bomba nel culo.
    BN ntt

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  2. avevi ragione, ho visto un runner 670 niente male :)
    hai classe.
    Se avessi visto Gazebo ieri sera a Rai3, oggi ti saresti sentito un privilegiato, almeno a me questo è successo...
    buonanotte.

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  3. sono felice per i tuoi successi,si.

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  4. I profughi siriani li ho nel cuore. Sia loro, che quelli che restano a morire o quelli che hanno già perso tutto e sperano di perire anche loro.

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  5. L'Italia è già invasa e tu sei ancora qui.
    Per il momento la sottomissione è ancora episodica ma col passare del tempo e pesi numerici via via maggiori...

    Il collasso della Siria è dovuto alla sovrapolazione e al peggiorare della vita all'aumentare del degrado, della miseria dovuti, appunto, alla diminuzione di risorse e servizi pro-capite.

    Il problema è quando "il più lontano possbile" non solo non è vuoto ma una scatola di sardine.
    Se tu vuoi salire a forza su un autobus strapieno, il tuo presunto diritto diventa "dovere" e "problema" di quelli che sono a bordo.

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    1. Il collasso della Siria è una guerra che nessuno ferma e dove tutti inzuppano il pane.
      Prima della guerra se ne stavano a casa loro con la loro cultura e le loro tradizioni, qui arrivava solo quella minima parte che voleva migliorarsi. Ora vengono tutti per non morire.
      Scusami u. ma tutte le teorie mi sembrano poco dignitose davanti alla vita umana.


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    2. Prima è avvenuto il collasso poi sono arrivati gli altri.

      Preferisco la morte loro rispetto alla mia e nostra di italiani in Italia.

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  6. Bravo, Francesco! Ti ammiro per la tua costanza e determinazione.

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  7. Ti sei divertito?
    Quello che conta.

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