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lunedì 30 maggio 2016

di questo fine settimana

questo mattina sono tornato a correre. ero dai miei e pioveva, non fortissimo ma pioveva. in compenso non si poteva dire che facesse caldo. il test è stato abbastanza positivo. non ho forzato né sul tempo né sulla distanza. il ginocchio fa male ma meno di quanto immaginassi. anzi, più correvo e meno faceva male. e dire che come sempre capita quando corro a Rivoli non sono mancate salite e discese, che possono creare qualche difficoltà. alla fine ho fatto solo 7,36 km in 43' e 03", 5' e 51" al km, fatto di km in salita poco sopra i 6' al km e di km in discesa ai 5' e 45". soprattutto di positivo c'è che in questo momento non li sento, ed è veramente una cosa buona.
l'uscita di venerdì sera, che è andata "in diretta" nel precedente post, è stata una bella uscita. Milano era molto bella, i navigli pieni di tifosi del Real e dell'Atletico della sera successiva (anche se sono tifoso del cholo Simeone da sempre ho simpatie per il Real, e quindi sono contento della vittoria dei blancos) e soprattutto il mix ristorante/compagnia è stato all'altezza. ristorante decisamente di buon livello (sia come location che come livello gastronomico) e alla fine della fiera neanche carissimo (in compenso il parcheggio quello sì è stato un salasso), compagnia di livello parimenti alto. diciamo che era un tavolo di gente in qualche modo "arrivata", nel senso che qualche soddisfazione nel lavoro se la sono tolta e in alcuni casi se la tolgono ancora. nella tavolata non ero il più scarso ma probabilmente erano più quelli di standing maggiore.
nel weekend ho visto il primo tatuaggio di mia figlia. che è veramente brutto. il fatto che sia brutto può essere un fatto positivo (non se ne farà più) come un fatto negativo (se ne farà a pacchi). io non ho nulla contro i tatuati e i tatuaggi. ma sono contentissimo di non avere tatuaggi, perché il solo pensiero di avere un qualcosa di incancellabile sulla pelle mi darebbe fastidio.
non resta che augurare un buon inizio settimana a tutte e tutti, domani sera ho una cena fuori provincia assolutamente stupida e inutile. tempo veramente perso.

venerdì 27 maggio 2016

oggi è venerdi, ed è......

oggi è venerdì, ed è cinque giorni che non faccio attività sportiva. per quanto riguarda il gomito, la doppia razione antinfiammatori/antibiotico ha trasformato il rigonfiamento da grande come una noce a grande come una nocciolina, ma se lo appoggio sulla scrivania il fastidio lo sento lo stesso. l'antinfiammatorio credo stia aiutando anche il problema alle gambe e al resto del mio corpo, o in questo caso forse è semplicemente il riposo che sta dando il suo contributo. a me piacerebbe domenica provare a correre, anche se c'è lo "spauracchio antibiotici" in agguato. nel senso che circola questa leggenda che prendere gli antibiotici sia controindicato con il fare sport. in realtà i pareri scientifici dicono il contrario, e siccome mi sa che io l'antibiotico lo prendo ancora domattina, vorrei assecondare il parere del Dr. Albanesi. anche perchè pare che domenica piova o giù di lì, quindi correre potrebbe, e dico potrebbe, essere anche roba non semplice per certi versi (e semplice per altri). se sarà, sperando di essere meno scentrati di domenica scorsa
anche questo venerdi è un bel venerdi metereologicamente parlando, anche se il cielo è meno azzurro di sette giorni fa. la settimana lavorativa è stata strana. ho lavorato, pure con discreto profitto, ma senza spaccarmi la schiena. l'ho già detto. chi ha 15, 20 anni meno di noi non riuscirà a fotterci tanto facilmente. da un lato sono pochi quelli che si fanno veramente il culo, dall'altro resta un abisso tra il loro bagaglio di conoscenze e le nostre. chi ha 30 anni sicuramente è più bravo di me sul piano tecnologico e linguistico, ma non può in alcun modo competere con la mia padronanza dei fondamentali ma soprattutto con la mia capacità analitica. quando un trentenne sta lì ancora a pensare come iniziare un qualcosa io sono già ai titoli di coda. poi è chiaro, io magari ho zero voglia di mettere in pratica perchè magari interessato ad altre dinamiche, ma questo è lo stato delle cose.
detto questo, stasera dovrei andare a cena con A. e altre persone che di solito non frequento se non addirittura che non conosco. insomma, è una cena al buio, o forse non così buio per chi vuole capire. ho visto dove andiamo. pieno navigli, parcheggio zero anche a centinaia di metri, ristorante carissimo vicino ad uno dei punti più caratteristici e conosciuti di Milano. si prevede serata flop, così a sensazione.
la modella americana di origine giordano-palestinese postata la settimana scorsa si chiama Bella Hadid ed è sorella di Gigi Hadid che pare essere più famosa nonchè considerata più bella. a voi valutare se così sia. detto questo, buon fine settimana amiche ed amici, globalmente.


mercoledì 25 maggio 2016

aggiornamento e digressione da vecchio blog

vabbè, il vostro preferito ha diversi difetti ma pure qualche pregio. stasera non avrei dovuto giocare a calcetto, sono il primo a saperlo. ma a me non basta dire "stasera non gioco a calcetto". figuriamoci all'ultimo. no, per non giocare a calcetto il calcetto devo farlo saltare. per cui è bastato questa mattina sentire il manzo, mentre eravamo in appuntamento da un cliente, dire "cazzo, ho corso in collina con salite e discese domenica scorsa, solo che l'ho fatto con scarpe non adatte - capace che ha corso con le sneakers, che sono mica io l'unico cinquantenne fulminato - e ho un mal di schiena fottuto" per farmi uscire con un "eh no manzo mica puoi giocare stasera, quando si corre in discesa con scarpe sbagliate le conseguenze possono essere terribili". "hai ragione Francesco, è meglio che non gioco stasera, senti Michele se trova un sostituto al posto mio". Michele è il pusher dei calciatori dell'ultima ora. solo che io a Michele la telefonata glielo fatta tutta indirizzata verso l'invasione delle cavallette, e alla fine mi ha detto "Francesco, forse è meglio che saltiamo". ok, allora mando la mail di disdetta ai ragazzi e telefono al vecchio del campo. a parte uno, nessuno si è strappato i capelli devo dire. così ho potuto telefonare al medico e fissare un appuntamento per stasera e fargli vedere il gomito. ha detto che può essere una borsite ma anche una puntura di insetto visto il gonfiore, il rossore e un punto evidente in particolare al centro. insomma, per non sbagliare e dimostrare quanto sul cazzo gli stia l'omeopatia, mi ha prescritto antibiotico e antinfiammatorio per sei giorni. io amo il mio dottore, è meraviglioso il mio dottore. andando e tornando dal dottore, che sono qualche centinaio di metri da casa, sono passato sopra la Martesana, che era bellissima con i suoi runner ad asfaltarla. in particolare una runnerina che non sono riuscito ad immortalare ma avrebbe meritato (e che mi ha fatto venire in mente una di quelle poche volte in cui non ho corso da solo sul naviglio, ma quella era un'altra storia) mentre sono riuscito ad immortalare quel tipo a sinistra della foto che era una autentica scheggia anche se correva a cazzo (e qualcuno poi mi parla di postura, ma vaff....).
ora parliamo di pornografia. insomma, più o meno parliamo di pornografia. internet ha tanti meriti ma pure qualche demerito. ha fatto sparire dei business ad esempio. tra questi il porno, che oggi esiste con finalità secondarie. e gioco forza attori e soprattutto attrici hanno breve vita. scene al ribasso per via dei costi, nessuna trama, rappresentazioni sempre più acrobatiche che alla quarta scena una pornostar non sa più che cosa debba infilarsi nei suoi orifizi. conseguentemente, queste performer sono ben lontane dal cliché del "personaggio". la napoletana Valentina Nappi si sta ammazzando di scene a basso costo oltre oceano per star lontano dall'escortaggio di massa, e riesce, sempre meno, a far parlare di sé facendo l'intellettuale. il resto, tipo le due diciottenni di Pordenone appena uscite, ha breve respiro. quando il porno era cassette vhs, fiere, scene da 58 secondi scaricate in 40 minuti dai modem, i protagonisti del porno erano "personaggi". le prime linee sono note a tutti, da Moana Pozzi a Eva Henger, da Milly D'Abbraccio a Jessica Rizzo. ma anche le seconde e terze linee avevano un loro perché. oggi mi sono venute in mente Letizia Bruni da Novi Ligure, che faceva la cassiera in un supermercato e aveva un gran bel viso, che si è distinta tra il 2003 e il 2007 in opere a contenuto politico quali "Forza Italia" e "violenza operaia", dove le scene avevano esattamente la trama che vi immaginate, ma soprattutto la lecchese Federica Zarri, che da segretaria (mi pare da un commercialista) si butta a fare un porno più incentrato sul contesto familiare con film quali "minchia papà" e "amore fraterno", e mi sa che pure qui la trama la immaginate. e d'altro canto se trama c'era, le due attrici citate in questo tipo di scene ci stavano benissimo proprio per "come erano fatte". la Zarri quella cosa della ex segretaria ad esempio l'ha sfruttata anche come immagine, visto che sembrava la collega porca che vorremmo tutti avere. i miei conoscenti che di porno non solo sapevano ma facevano erano iper critici nei confronti della Zarri. cioè, gli stava proprio sul cazzo perché pare se la tirasse, e dicevano che era brutta. ora, la pornostar mica deve essere strafiga, deve attizzare. e secondo me la Zarri attizzava. anche lei ha girato all'inizio del XXI° secolo. le schede dicono tra il 2002 e il 2006. poi è stata folgorata da Silvio, e dalle sue parti in Brianza ha fondato un circolo della casa delle libertà e per un paio di anni è stata nel giro della Brambilla, quella che fu ministro del turismo nell'ultimo governo Berlusconi e oggi fa la iper animalista. d'altro canto sono entrambe di Lecco, anzi credo di Casatenovo. quindi pare sia stata avvistata in Veneto. poi l'oblio, di lei si sa che è scomparsa. ingoiata a neanche 40 anni dall'oblio. ricordiamola sia quando calcava le scene sia quando cercò miglior sorte con una delle pasdaran del verbo berlusconiano.
scrivendo questo post ho tenuto il tubo in sottofondo, ascoltando di tutto ma anche il contrario di tutto, come è mio costume. ma non posto gli ODP che sto ascoltando, ma quel Joe Jackson ascoltato mezz'ora fa. "Steppin Out". buona notte amiche ed amici.

piove sul bagnato (when it rains, it pours)

ammetto, ho cercato su Google, e ci sono discordanze su come si traduca l'antico proverbio. ora, non solo sono mezzo fermo se non del tutto dalla corsa (stasera sarebbe stato bellissimo andare a correre), non solo non conosco esattamente le cause di questa cosa, non solo so che domani sera il calcetto non salta e quindi qualcosa dovrò fare e/o inventarmi, ma succede che qualche minuto fa mi guardo allo specchio per notare che quel gomito (sempre la parte sinistra del corpo, che cosa vorrà dire....) che mi prudeva da qualche giorno è semplicemente un gomito che si è vistosamente gonfiato. cioè, è come avere un'arachide tra osso e pelle. una roba bruttissima da vedersi. ho messo dapprima una specie di crema protettiva, di quelle per le mani, giusto per lenire, poi nella mia mini scatola delle medicine ho visto che possiedo una crema per ustioni e irritazioni cutanee e ho messo quella. di sicuro non servirà ad una cippa, ma alle 23.30 che posso fare? andare al pronto soccorso? chiamare la mamma? buttarmi dal ponte di Cavaria? ma posso dirla una cosa? ma vaffanculo va..... altro che sei e mezzo, che periodo del cazzo è questo!
ieri sera avevo un invito ad una prima di quelli che mi aggiudico grazie all'uci card. non sapevo minimamente di che film si trattasse. quando sono arrivato alla cassa però mi hanno detto che forse il film non l'avrebbero trasmesso per problemi alla pellicola e, scusandosi, mi hanno detto che in caso di guasto definitivo avrebbero proiettato "X Men - Apocalisse". bene, non l'ho ancora visto, speriamo che non riescano nell'intento. e così è stato. i film degli X Men li ho visti tutti, ma questo è di gran lunga il migliore. con questo film mi sono nuovamente riconciliato con la trasposizione cinematografica dei fumetti della Marvel. andate a vederlo che merita.
stasera avevo un invito ad un aperitivo elettorale di Beppe Sala, candidato del centro sinistra qui a Milano per la poltrona di sindaco. non sono andato, perché a quell'ora lì in quella zona non avrei trovato parcheggio neanche sotto tortura, perché chi mi ha invitato alla fine non l'avrei vista impegnata com'era a fare pr, e perché tanto non so neanche se vado a votare e chi votare tra due settimane. su Rai Movie però ho visto Rendition - detenzione illegale, film devo dire molto bello, sia come storia che come interpretazione.
vabbè, andiamo a letto, e chissà come lo trovo il gomito domattina...... buona notte amiche ed amici.

domenica 22 maggio 2016

Marcia delle Cascine a Opera. dove tutto è cominciato e speriamo non finisca! (per un pò ci si ferma)

c'erano due atti dovuti questa mattina, per dirla in punta di codice e anche se le condizioni non lo avrebbero permesso. o fare la Corsa dei due Parchi, che dalla mia Martesana va al Parco Lambro con relativo ritorno, o andare ad Opera a fare la Marcia delle Cascine. ho scelto la seconda corsa amatoriale, a dispetto dell'amore che provo per il mio naviglio. eh sì, perché tutto è nato lì, poco meno di due anni fa. infatti il 1° giugno 2014, invitato da un amico che di questa popolare tapasciata ultraventennale è uno dei principali sponsor, feci lì la mia prima 5 km. ho già raccontato che all'epoca mi sembrò impresa titanica, e dopo un mese che corricchiavo sulla Martesana fu quella corsa a convincermi di fare ancor meglio. questa mattina sono arrivato a Opera prestissimo, e ho deciso di fare il percorso della 12 km, anziché quello della 16 coma avevo pensato quando stavo meglio. beh miei cari, per il vostro preferito è stato un autentico calvario. polpaccio e ginocchio sinistro dolorante fin dall'inizio, già dal settimo km sono andato oltre i 6' al km. e mi sono fermato a ogni ristoro (ben tre in 12 km!), che di solito non lo faccio mai in distanze del genere pur in presenza di un gran caldo come oggi. nei tratti di campagna ho marciato anziché correre. solo all'ultimo km, quando era prossimo l'avvicinarsi del traguardo ho provato a stringere i denti e a dare un po' di gas, se non altro per farmi fare qualche foto decente (a proposito, mi sa che a farmi le foto c'era anche una delle "due mogli" del mio amico A.). alla fine questi 12 km li ho fatti a 6' e 10" al km, una roba decisamente mediocre se non ignobile. non so quale siano le cause. ho anche pensato, visto il coinvolgimento del ginocchio, che possano essere le scarpe che si sono scaricate perdendo ammortizzazione. ma sono scarpe abbastanza recenti, hanno fatto circa 650 km, meno degli 800 km canonici che vengono considerati lo spartiacque per la rottamazione, mi sembra tutto sommato improbabile. dopo pranzo ho preso un antidolorifico, perché sono messo peggio di un parà a cui il paracadute si apre a soli 200 metri dal terreno. ma non sono pentito di averla fatta questa Marcia delle Cascine, ci sono tanti ricordi belli che vanno al di là della gara in sé, e non farla mi sarebbe dispiaciuto. dicevo, da lì tutto è cominciato, e la speranza è che possa andare avanti, nonostante tutti questi acciacchi. per un po' però ci si ferma. vediamo domani come sarà la conta dei danni, e puntiamo a recuperare. per intanto, nonostante fuori ci sia una giornata bellissima, me ne vado a letto a leggere.

venerdì 20 maggio 2016

il riposo del guerriero che non sono

oggi non ho fatto e non farò una cosa. non andrò a correre. dopo i 9 km sofferti di martedi, dopo il calcetto altrettanto sofferto di mercoledi, ho capito di essere in piena "overtraining syndrome" (piena rapportata alla mia età e al mio fisico) dal momento che ho fastidio ovunque. il fastidio non è il male da infortunio, che generalmente è localizzato. il fastidio si muove. questa mattina mi sono svegliato con un dolore al polpaccio sinistro, ma in questo momento a stare seduto ho fastidio alla schiena. magari nel pomeriggio avrò male al ginocchio destro. ho oltrepassato la soglia della capacità di recupero. abbastanza semplice direi. domenica come vi avevo detto in programma ci sono due amatoriali a cui sono legato e che per sventura capitano lo stesso giorno. non posso mancare in ogni caso ad almeno una delle due. la prima è una 12/16 km, la seconda è una 10 km. probabilmente opterò per la prima, primo perchè è sulla Martesana quindi sotto casa, secondo perchè è più corta. ma di certo, che sia una o l'altra, verrà fatta in modo molto ma molto contenuto.  poi si vedrà il da farsi. maggio avrà sicuramente un kilometraggio che non supererà i 100 km. 
per il resto, per rispondere a Gioia, vi dico che oggi a Milano c'è un cielo bellissimo. che in ufficio sembra di essere in una spiaggia di Rimini al 26 novembre tanto è il silenzio che c'è. e che sono reduce da una settimana in cui sono uscito quasi tutte le sere ma facendo di base niente di trascendentale. insomma, continua il periodo da "sei e mezzo". forse dovrei stare peggio, che almeno poi ho un motivo per risollevarmi. stare così invece non serve ad una beneamata cippa. questa mattina mi sono svegliato con voglia di mare e di spiaggia, anzi con la voglia di farmi un bagno a mare e poi stare ad asciugarmi al sole. per intanto però uscirò pure stasera, si prevede pizza al rossopomodoro. ma se dovesse saltare non mi strapperei certo i capelli, così mi vedo le ultime due puntate della seconda stagione di "last ship", dove tra l'altro è morta la mia israeliana che avevo postato qualche giorno fa. a proposito di gnocca, cercate in rete la ventenne modella americano-plaestinese che ieri ha sfilato mezza nuda a Cannes. no anzi, facciamo che ve la mostro io, insieme al cielo di Milano. buon fine settimana. 


giovedì 19 maggio 2016

blood diamond

non essere andati a mangiare dopo il calcetto mi ha permesso di vedere 2/3 di questo bel film con Leonardo Di Caprio uscito una decina di anni fa. per quanto riguarda il calcetto, non è che abbia giocato bene. diciamo che vista la mia condizione non eccezionale ho giocato al risparmio. è stata una partita pazzesca, perché in vantaggio di quattro siamo stati rimontati e alla fine abbiamo perso di due o tre. nel calcetto gli aspetti tattici e tecnici spesso prevalgono su quelli atletici. tra l'altro gli avversari avevano più fame di noi. e anche se la mia squadra aveva età media più bassa dell'altra, alla fine siamo stati sconfitti. adesso un po' di pausa, che è meglio. buona notte, anzi direi buon giorno per domani (che si prevede brutto tempo al nord, per dovere di cronaca).

martedì 17 maggio 2016

how exhausting!

oppure barcollo ma non mollo. stasera alle sette e un quarto passate sono andato a correre. tanto né il riposo né i massaggi sembrano aiutare, allora tanto vale alzare la soglia del dolore ovvero correre sapendo che potrebbe fare male. come dicono alcuni runners scafati, "se fa male fa bene".  dicevo, passate le sette e un quarto, sono andato a correre sulla mia Martesana. mi sarebbe piaciuto fare una dieci km e magari qualcosa di più, ma più di sette non sono riuscito a farne. sentivo di non coordinare bene il mio corpo e stavo iniziando a correre con una postura palesemente sbagliata. tendenzialmente con i soliti problemi alla gamba sx che poi ovviamente si ripercuotono sul resto del corpo. i 7 km li ho fatti in poco più di 39 minuti, a 5' e 36" al km. dopo aver rifiatato ne ho fatti altri due di scarico a ritmo blando, provando addirittura a fare un cento metri di allungo finale. ho preso mezzo integratore al magnesio e potassio dopo la doccia e mentre scrivo questo post ho preso l'altro mezzo. i problemi della gamba potrebbero essere legati a una carenza di questi elementi. a proposito di doccia, guardavo, anzi "sentivo", il mio corpo. insomma, io non sono un assolutista della pratica sportiva. anzi, non sono neanche dell'avviso che faccia bene senza se e senza ma. vero è che probabilmente soltanto tra i 20 e i 30 anni ho avuto un corpo come ce l'ho adesso. e forse neanche allora, che ero magro  e nervoso ma senza la consistenza che ho adesso. lasciatemi essere soddisfatto almeno di questa cosa.
ho avuto a che fare nell'ultima settimana con diverse belle donne. la mia componente misogina talvolta ha rischiato di trasformarsi in velato maschilismo, io che maschilista penso di non esserlo. so bene a chi/cosa mi riferisco, e ammetto di aver sbagliato analisi. mai detto di avere la verità in tasca, di certo sbaglio tante volte. dicevo, ho visto diverse belle donne e anche intelligenti. il mix di bellezza e intelligenza esalta la femminilità. al netto della componente di furbizia, che pure ci sarà, la donna bella, elegante e femminile è il tipo di donna che sovrasta qualunque altro tipo di donna: il mignottone, l'oca giuliva, la sportivona, l'artista. talvolta poi questo tipo di donne, proprio perché impegnate a confrontarsi quotidianamente con l'altro sesso, mostrano elementi di fragilità che le rendono ancora più affascinanti. solo che di donne così, credetemi, non ce ne sono mica tante. vabbè, prima di andare a nanna mi guardo un altro episodio della seconda stagione di "last ship". volevo raccontarvi del giapponese di ieri sera, ma sarà per un'altra volta.

lunedì 16 maggio 2016

di questi ultimi tre giorni

partiamo dalla parte più sofferente. sono due settimane che non giro e questa mattina ho avuto la prova che non erano fisime da gara. mi trovavo dai miei, e per prima cosa ho fatto molta fatica a trovare la voglia per uscire. sentivo di essere imballato e avendo un kilometraggio molto scarno ultimamente l'intenzione era quella di fare un pò di km a ritmo blando, anche per mettermi alla prova. il percorso studiato era di quelli discretamente impegnativi a livello altimetrico e con diverse salite e cavalcavia. partito da Rivoli sono andato verso Bruere (salita), per puntare verso Collegno (discesa e poi salita) in direzione parco della certosa. e ho constatato gli stessi dolori di domenica a Piacenza. dapprima male al polpaccio sinistro (sensazione di crampo imminente) con successivo male al ginocchio. ho allungato di proposito per essere costretto a "fare strada", ma quando al settimo km ho visto 6' e 26" ho capito che non c'era benzina. nel tratto di ritorno verso Rivoli, in salita, non sono uscito mai ad andare sotto i 6' al km. alla fine smadonnando ho fatto 11 km e mezzo a 5' e 58" al km. che sicuramente è un inno alla volontà ma un disastro da un punto di vista della condizione fisico-atletica. e con un ginocchio che mi dà un fastidio non indifferente.
venerdì in ufficio avevo poco da fare e nel perdere tempo sono andato sui siti di running e ho visto una mezza che si corre il 29 maggio. ho stampato la scheda di iscrizione, stavo quasi per compilarla. poi ci ho ripensato, ho appallottolato il foglio di carta e ho fatto un bel canestro da tre nel cestino a lato della scrivania. mai scelta è stata così giusta. in questo momento non ce n'è, è inutile forzare. aver fatto 26 km questa settimana è già un mezzo miracolo, e chissà come mi sveglierò domattina che mi sento rotto ovunque.
venerdì sera ho fatto le due, che non so da quanti anni non succedeva di tornare a casa così tardi. niente di particolare, compagnia vecchia e nuova. verso quella nuova ho fatto la mia porca figura. ma sento che lo smalto, quello smalto, manca. o forse manca la voglia. o forse.
sabato pomeriggio io e mia figlia siamo andati a vedere "Captain America - Civil War". ho meno attrazione di un tempo verso i film tratti dai fumetti della Marvel. mi sembra che manchino di qualcosa. soprattutto quelli degli Avengers e di Spider Man. che poi io di Civil War ho letto il fumetto, che è bello ma soprattutto diverso (e non di poco) dal film. la settimana prossima esce l'ultimo degli X Men, che loro almeno non hanno deluso finora o quanto meno hanno retto meglio delle altre saghe. speriamo che vada un po' oltre il sei e mezzo che assegno a Civil War.
sabato sera mia figlia è andata all'ennesima festa di 18° compleanno di questo 2016. solito abitino nero che se si abbassava si vedevano le chiappe, solite calze e solite scarpe orribili che si usano tra le adolescenti di adesso. solo che queste scarpe avevano almeno 12 centimetri di tacco e ho pensato al povero ragazzo che non è tanto alto e sarà sembrato un nano a confronto. quando dico "solito" è perché poi oggi ho visto le foto della festa. e le ragazze, che alcune ho viste crescere con mia figlia, erano tutte uguali. lo stesso rossetto, le stesse acconciature, dell'abbigliamento ho già detto. boh, ai miei tempi ricordo che si cercava un po' più di originalità. all'una sono andato a prenderli, e la festa si svolgeva non lontano da casa dei miei. in un tennis club che ai miei tempi era decisamente esclusivo, ma ora pare che sia un po' decaduto e quindi sta in piedi proprio con queste feste di compleanno per 18enni che scimmiottano i party di mtv (la fonte dell'informazione è mia sorella).
vabbè, andiamo a dormire che domani è lunedi. Pulp, "Common People".

venerdì 13 maggio 2016

allenarsi e non correre

stasera si doveva uscire ma fortunatamente così non è stato, tutto rimandato a domani sera, e direi meglio così. e allora approfittando di uno slot di assenza di quella pioggia che ormai qui a Milano è costante da tre giorni, sono sceso sulla Martesana. ma non a correre bensì, seguendo le raccomandazioni di Filippo, ad allenarmi. che poi oggi ero anche ben stanco visto che ieri sera c'è stato il calcetto, e sono quindi riuscito a fare un 2000 di riscaldamento o comunque a corsa blanda (5' e 46" al km), poi due 1000 veloci, e qui posso dire che il primo mille è stato veramente veloce (per i miei tipi dai, che mentre andavo ho visto passare uno che era impressionante) avendolo fatto in 4' 31" e 8 decimi, miglior km di quest'anno e a pochi secondi dal mio PB. poi tre 500 veloci, tutti intorno ai 2' e 15", e alla fine due km di scarico, intorno ai 5' e 50" al km. le ripetute sono pesanti, ma servono. forse.
poi posso dire che guardando la seconda stagione di "Last Ship" mi sono innamorato di questa creatura meravigliosa, che essendo israeliana per me rasenta conseguentemente la perfezione?
detto questo, auguro un buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente come sempre.

giovedì 12 maggio 2016

calcetto e non solo ristorante improbabile, la gemella di pippa, un ricordo di 20 anni fa

per il calcetto di stasera avevamo le adesioni già da lunedi. ma ero terrorizzato dal "parterre de roi" (si dice così?) che sarebbe uscito fuori. altre due new entry, che ormai la continuità è un optional per quanto riguarda il calcetto. solo che questa volta si trattava di un 19enne e di un 60enne. tendenzialmente scarsi se non dannosi. chi se li è messi in squadra? ma certo, il vostro preferito! il punteggio è stato quello che immaginate, abbiamo tenuto per una mezzoretta, mi pare anzi che ad un certo punto eravamo pure in vantaggio di un gol, poi siamo crollati e mi sa che abbiamo perso di cinque. sono stato io, qualche minuto prima della scadenza dell'ora, a dire "basta avete vinto, mi sono rotto il cazzo". ho anche fatto un gol e sfiorati altri due, ma stasera sembrava di essere tornati al 2010 quando giocavamo al gallaratese. poi, addirittura in otto (ma con due imbucati) siamo tornati al ristorante improbabile. dove ho mangiato una delle pizze più piccanti della storia, accompagnata da birra media e amaro braulio ovviamente senza ghiaccio. in questo momento è mezzanotte e mezza e chissà perché non ho sonno......
questa mattina sono andato ad un convegno di chi mi fa il mio lavoro in zona palestro. e incredibile ma vero, è stato utile, perché quasi tutto incentrato sulle testimonianze (e sulle domande) di chi fa il mio lavoro. ogni tanto si organizza qualcosa di buono. la location non era male ma peccato per le solite sedie, alquanto scomode. siccome non avevo voglia di fare il ticket dell'area C, ho lasciato l'auto in Viale Monza e ho preso la rossa in Rovereto. a salire con me una ragazza molto giovane, tra i 25 e i 30 anni, ma più 25 che 30. carinissima, vestita bene, scarpe molto belle, che assomigliava tantissimo a pippa. cioè, nel senso che sapendo il lavoro che fa pippa, secondo me questa qua faceva lo stesso lavoro. insomma, una ragazza in carriera e armata di belle speranze. una volta scesa, nel proseguire mi è venuto in mente un episodio di 20 anni fa. dove ero io quello armato di belle speranze ed ero l'interfaccia interno di una società a cui avevamo dato l'incarico per fare una survey sulla nostra clientela. tra i consulenti il capo progetto era uno con qualche anno più di me che l'amara legge di linkedin oggi mi mostra fare il consulente in proprio con una sua srl (quindi uno sfigato mezzo disoccupato) e una foto dove sembra mio padre. ma c'era pure una biondina che aveva grosso modo la mia età e sul lavoro era abbastanza professional e quindi molto contenuta. dicevo che era 20 anni fa, io non ero ancora sposato e siccome il mio amico ed allora collega A. era una faccia da tolla insieme al nostro collega bolognese organizzò una uscita infrasettimanale tra noi e loro. Milano negli anni '90 era ancora più magica di adesso. perché era tutto ed era niente. era ancora la Milano degli yuppies ma anche quella della post tangentopoli, di Berlusconi appena entrato in politica ma subito battuto da Prodi. che aspettava l'Europa ma era forte di suo. in quegli anni solo un coglione non si sarebbe ritagliato un suo spazio a Milano. vabbè, sto divagando. facciamo questa uscita, e fu una uscita folle. prima una pizza in Vincenzo Monti, poi un locale che non mi ricordo assolutamente dove fosse e dove ad un certo punto 'sta biondina inizia a ballare sui tavoli e a mettere la lingua n bocca ad uno del suo gruppo, tutto belloccio e con i capelli lunghi. avremo fatto abbastanza tardi di sicuro, ma per quanto mi riguarda comportandomi a modino, che quello era un periodo in cui arrivavo in ufficio prima di tutti e uscivo dopo l'impresa di pulizie (sennò come potevo essere armato di belle speranze). da lì a qualche giorno presentammo la survey, e uscì un gran bel lavoro. un tomo che sicuramente ho conservato in ufficio. i consulenti nel presentarlo davanti al top management mi citarono ringraziandomi per la collaborazione. sono le soddisfazioni degli sherpa. ma soprattutto ricordo che subito prima o subito dopo la presentazione nel corridoio che portava all'aula la biondina mi era davanti vestita con gonna stretta al ginocchio, calze nere e tacco d'ordinanza. insomma, i miei occhi si sono attaccati al suo culo. ad un certo punto questa si gira e mi dice "Francesco, a proposito...." e tace perché i miei occhi non fecero in tempo a staccarsi dal culo e quasi sicuramente arrossii peggio di un'aragosta dell'atlantico. anche lei rimase senza parole, ed insomma la situazione parossistica durò qualche secondo me. poi tornammo nella parte, ma la figura di merda fu totale. che fine abbia fatto quella biondina non è dato sapere. buona notte, o buon giorno per domani.

lunedì 9 maggio 2016

l'illuminazione del runner

c'è una cosa buona del disastro di Piacenza così come l'ho raccontato nel precedente post. solo che non so se sia una cosa così buona. ma prima di addentrarmi nell'argomento dico che stasera ho fatto una cosa illogica: sono andato a correre. sono andato a testare polpaccio, ginocchio, schiena, tutto. ho cercato il conforto del mio naviglio. e avevo tanta, tantissima voglia di correre. che serviva a testare anche altro. l'ho percorso tutto il tratto fino a Via Padova, per poi andare a ritroso. sono 3,5 km ad andare e 3,5 a tornare che ormai ho battuto tantissime volte. com'è andata.... è andata che avevo male. ma sapendo di fare solo sette km, e non 21 come ieri, la testa mi ha aiutato. mi ha fatto sopportare il male al ginocchio (più forte rispetto al polpaccio a differenza di ieri) e alla schiena (ma in un punto diverso rispetto al solito punto di contrattura). alla fine i 7 km li ho fatti in 5' e 31" al km. come ho sentito questa mattina alla radio, mi sono poi dedicato - benché piovesse - con più attenzione al defaticamento, allo stretching, allo squat post uscita. e adesso che scrivo questo post direi di sentirmi bene. altra conferma, mi viene da dire. ho scoperto però che due tapasciate/amatoriali a cui sono legato oserei dire affettivamente si svolgeranno lo stesso giorno, domenica 22 maggio. sono dispiaciutissimo per questa cosa. sono manifestazioni che rappresentano molto per me. tra le due penso di sapere a quale parteciperò ma ripeto, è un vero peccato.
vendiamo al titolo del post, all'illuminazione del runner, cioè all'acquisizione piena del perché io mi senta così affranto per la débâcle di ieri. voglio solo dirvi che la notte scorsa mi sono addormentato alle tre. per carità, avrà anche influito l'aver bevuto due bicchieri di un pessimo rosso siciliano acquistato in offerta all'esselunga. altrettanto avrà influito il pomeriggio grottesco con compagnia grottesca e con situazione grottesca passato in giro per una fantastica Milano che mai come adesso sto amando alla follia. ma io ho capito che correre per me non è un surrogato dell'analista a minor costo (che poi minor costo, se penso a quanto mi è costata la mezza di Piacenza ieri, tra iscrizione, gasolio e pedaggi autostradali....), ma è persin peggio. correre per me è un anestetico. la mia vita mi piace poco. ho una serie di zone di comfort, ma sono totalmente privo di passioni e di emozionalità. la dimensione affettiva è un enorme buco nero, fatta di ricordi e di rimorsi. solo la pratica sportiva sa dare sapore alla mia vita. e quando ho passione faccio le cose per bene, mi impegno, mi dedico dando il massimo. se ci pensate, anche questo blog è un tributo alla mia passione. e allora una débâcle ti fa vedere le cose per quello che sono e che forse non vorresti vedere. che avere questa unica passione può essere controproducente. che avere conosciuto tante persone in questi due anni di running ti ha portato meno di quello che pensavi in termini umani, e forse è anche normale visto che si tratta di uno sport individuale. che avere scelto un gruppo a 25 km da casa che altro il cerchio magico renziano non è stata esattamente una mossa azzeccata. che giocare a calcetto al mercoledì è sì divertente ma magari è una delle cause per cui hai avuto male alle congiunture e ai muscoli. insomma, io sto correndo per stare bene mentre scrivo post come questo. che è tantissimo. che è pochissimo. forse, la zona di comfort per antonomasia. la risultante? non lo so. non è vero, la so benissimo qual è. è in mezzo alle parole di questo post. adesso vado a vedermi qualche puntata di "last ship", seconda stagione. la prima me la sono sparata nel weekend. buona notte.

domenica 8 maggio 2016

ritirarsi non è una vergogna ma fa girare pesantemente i coglioni - Placentia Half Marathon

questa settimana ho corso appena sette km. e con pessime sensazioni, le stesse che avevo avuto peraltro anche nello scorso fine settimana. ho provato la tattica del non fare neanche un test di rifinitura, nulla se non andare a farmi fare un massaggio giovedì. e così questa mattina mi sono presentato a Piacenza. si dice che non devi rifare le gare in posti che non ti hanno dato soddisfazione. e l'anno scorso Piacenza mi aveva riservato quel calo, anzi quel crollo a partire dal 15° km che ancora ricordo (e pensare che ero in forma) ma chissà perché quest'anno ho deciso di rifarla. che non ha neanche quelle caratteristiche che mi aggradano: è lontana da Milano, e ti devi alzare presto, è cara e c'è un sacco di gente (1.800 iscritti). quando questa mattina ho attraversato il Po e sono entrato in Emilia sapevo che sarebbe stata una via crucis. arrivato al centro gara sono andato in bagno, mi sono cambiato, ho fatto stretching; la schiena sembrava a posto, ma avevo fastidio al polpaccio e un po' al ginocchio sx. partenza puntuale alle 9.30, corro, passano i metri, sperando che la sensazione di fastidio al polpaccio passi. ed invece non passa. essendo in mezzo ad altri runner più o meno cerco di avere un'andatura da gara. a poco meno del 5° km si passa di nuovo dalla zona del traguardo, e bisogna decidere se andare avanti o meno; io provo a tirare avanti. si esce dal centro di Piacenza, la fitta al polpaccio non è esagerata ma inizio anche ad avere male sul serio al ginocchio. arrivo quasi al settimo, e decido che questa volta, col caldo che fa oggi, di stringere i denti col rischio di farmi male non ho alcuna voglia. mi sposto di lato, mi tolgo il pettorale e inizio mestamente a tornare indietro, sfilando di fianco ai tantissimi runner che erano dietro di me (eh si, perché a Piacenza di pipparunner come me e forse peggio di me ce ne é a pacchi). non so se ho fatto bene. avrei potuto andare a 7 minuti al km e arrivare in Piazza Cavalli e chiuderla questa Placentia Half Marathon. ne ho chiuse di peggiori in fondo. ma di avere intorno al collo una medaglia in una gara fatta così, beh, anche no grazie. e mi sa che pure la maglietta la regalerò a mia figlia, che non mi va neanche di metterla in allenamento. giornata da dimenticare insomma. pesante giramento di coglioni e aggiungerei anche che di mezze maratone non se ne fanno più almeno fino a settembre (che già stanno cambiando i regolamenti e da giugno gli atleti iscritti agli enti di promozione sportiva come me nelle gare fidal non li vogliono più se non dietro pagamento di una tangente). ho in programma delle tapasciate, delle 10 km, ma di mezze competitive per ora basta. ci vuole tanta testa, e soprattutto io devo essere in condizioni ideali, e se mi iscrivo molto prima per pagare meno non sono nelle condizioni di saperlo. vabbè, oggi pomeriggio me ne andrò al parco sempione, è comunque una bella giornata di sole.

venerdì 6 maggio 2016

dell'assemblea e della gentilezza

voi di me sapete quasi tutto o comunque molto. ciò che racconto nel mio diario corrisponde alla mia vita, e chi mi conosce da anni, pur non avendomi magari mai visto, ormai si è fatto una idea di me credo precisa. c'è stata e c'è una esperienza della mia vita di cui non ho mai parlato, se non in quei post dove si parla di una fantomatica attività di "istruttore", e che solo chi di voi mi conosce bene e al di là di questo blog ne sa qualcosa in più. beh, si tratta di una esperienza che va avanti "solo" da 31 anni. ma che mai nella mia vita è stata "primaria". è sempre stata dopo qualche altra cosa, anzi dopo più cose. dopo lo studio, dopo la politica quando la facevo da giovane, dopo l'affettività, dopo il lavoro, dopo il running. ma è stata ad ogni modo (ed è, seppur meno che in passato) una importante palestra di vita, di quelle che ti temprano e ti insegnano a comportarti nei momenti di difficoltà. vabbè, tutto questo pippotto per dire che è un'attività che ho sempre fatto in modo serio e da cui non mi sono mai allontanato pur avendo avuto tante volte l'intenzione di farlo. ieri sera c'era l'assemblea associativa. l'associazione non la frequento praticamente mai, e già tanto che riesca a svolgere l'attività. ieri sera si eleggeva il presidente, il consiglio direttivo, i delegati al congresso nazionale, i probiviri, i revisori dei conti ecc ecc.... pensavo di non essere conosciuto se non da pochi intimi, ed invece ho scoperto che sono - anche in quel campo - più quelli che conoscono me che non il contrario. quindi sono stato coinvolto nella "campagna elettorale". nel senso che hanno chiesto il mio voto. io ho votato l'unico amico che c'era in lizza. ma ieri sera è stato particolare ascoltare gli interventi in assemblea. perchè erano uomini e donne che comunque nell'associazione credono, che magari passano lì dentro 3, 4, anche 5 sere alla settimana anzichè stare in famiglia o andare al cinema. per dire, io non vedevo l'ora di essere nella cabina elettorale per votare ed andarmene a casa. invece alla fine sono rimasto lì fino a mezzanotte se non oltre. perchè è pur quella una mia comunità. perchè dovevo e volevo informarmi per capire le norme di comportamento pratiche per l'anno prossimo. perchè il presidente vuole che partecipo alla cena di fine anno. perchè alla fine io so adattarmi sempre alle situazioni e alle cose. come diceva Cristina in treno ai tempi del liceo "quello che mi piace di Francesco è che con lui si può parlare di qualunque cosa" (per chi se lo ricorda nel vecchio blog di splinder, Cristina era la punk tettona. oggi tramite facebook so che è più punk di allora, anzi è decisamente antagonista, e ha la mia venerenda età.....)-
cambio argomento. io sono sempre stato tendenzialmente gentile. un tempo forse meno, ma diciamo che oggi ho deciso che ciò è una mia prassi di vita, soprattutto in ambito personale. so che c'è chi si stupisce di questa cosa. e a volte mi domando con chi queste persone abbiano a che fare nella loro giornata. a me viene abbastanza naturale essere gentile, educato, garbato, rispettoso. mi sembra oltre che bello anche utile. in ambito lavorativo cerco di conservare questa caratteristica. non è sempre facile, e forse non è neanche sempre utile. allora diciamo che preferisco utlizzare una sorta di "gentilezza oppportunistica". tradotto, mi è capitato di fare questa settimana due favori, due cortesie. decisamente sminuenti, se la guardo in termini di mero organigramma. ma non ho avuto alcuna esitazione a farlo, perchè non mi hanno - in termini concreti - sottratto alcunchè. non mi hanno tolto soldi, status effettivo, tempo. sì, forse qualcuno potrebbe riderci su, fare la battutina. ma ragazzi (per dirla alla Crozza/Bersani), è lavoro, e nel lavoro la prima cosa che conta (tutto il resto viene dietro) è lo stipendio a fine mese. sì, qualche tempo fa la pensavo diversamente. ma solo gli sciocchi non cambiano idea. un abbraccio ed un saluto a tutte e tutti, globalmente.

giovedì 5 maggio 2016

il piano, un piano

nel senso che avere un piano non significa che poi lo stesso piano si riveli azzeccato. ieri sera sono andato a correre. nelle intenzioni, sempre un dieci km di quelli che spaccano. vuol dire partire forte, e continuare forte. ma ce l'ho fatta solo per sei km e mezzo. certo, 5' e 13" al km. certo, potevo rallentare. ma non era quello lo scopo dell'allenamento. non mi interessava correre "a sensazione". alla fine ho aggiunto qualche centinaia di metri di scarico per tornare a casa, il tutto per superare i 7 km. le cause? diverse. ero stanco, poco in forma, la schiena è sempre un quiz, e poi questo e poi quell'altro. poi oggi ci ho pensato. ieri sera ho corso come ho potuto. ma stasera c'è il calcetto. e allora cerchiamo di utilizzarlo al meglio. sempre che si faccia il calcetto, che per giocare abbiamo dovuto convocare quattro ragazzotti brianzoli, di cui due veramente forti nel senso che giocano o hanno giocato ad altissimi livelli. a questi quattro ci aggiungiamo il manzo (che è il papà di uno dei quattro ragazzotti) e dall'altra parte ci siamo "noi". che per dirla alla Mourinho, non è che sia un capitano pirla, anche io me lo sono cercato un 21enne. ma per me lo scopo è, come mi ha detto Jessica sul connect oggi, fare movimento. alternarmi tra porta e campo per fare delle mini ripetute, dei mini scatti che possono solo farmi bene. poi succede però che la partita esce fuori bene. il manzo ha detto che ad un certo punto stava scoppiando. ritmi altissimi per il nostro livello. e tenendo il campo per almeno tre quarti d'ora. siamo stati in vantaggio addirittura, 6 a 5. poi "son sciopaà", per dirla alla Jannacci, e abbiamo perso 9 a 6. ma io quando mi sono messo in difesa ho fermato più volte i ragazzotti brianzoli. alla fine abbracci, stima e rispetto per tutti e dieci, anche se il livello agonistico è stato così alto che ho temuto per un paio di interventi veramente al limite. poi in 9 siamo andati a mangiare. con i brianzoli niente ristrorante improbabile, cena di pesce e vino bianco a volontà. costo milanesissimo. dietro di me coppia però improbabile, lui insignificante, lei moldava o rumena, col cazzo negli occhi e non solo negli occhi. il piano si chiuderà col fisioterapista all'ora di pranzo. e poi riposo assoluto fino alla gara di domenica. ma dopo il fisioterapista viaggio breve di lavoro in una città in cui un giorno sentii la storia di una nave di vichinghi che arrivò sul mar ligure infrattando e ingravidando tutte le fanciulle locali. all'epoca forse mi chiesi se quella storia era vera, ma forse no, erano ben altre le sensazioni. sono passati anni. tanti. ma sembra ieri. ma prima del post dedicato alla gara vi racconterò di una assemblea, che si svolgerà domani sera. buona notte. o buon giorno per domani.

lunedì 2 maggio 2016

della non voglia di correre e del mio 2° compleanno

ieri sera avevo puntato la sveglia alle sette di questa mattina per poter andare a correre, anche solo mezz'oretta. mi era permesso perché questa mattina non sarei andato in ufficio ma altrove per lavoro. alle cinque mi sono svegliato per andare in bagno e ho fatto che spostare la sveglia in avanti di 40 minuti decretando che non me la sentivo di andare a correre. stasera sono tornato a casa dal lavoro dopo le sette. mi son detto, adesso vado a correre. ma una volta a casa mi sono ricordato che avevo un invito per un'anteprima cinematografica all'UCI Bicocca e ho deciso di sfruttarlo. direi che oggi non avevo alcuna voglia di correre, questo mi pare assodato.
oggi però ricorre il mio 2° compleanno. il 2 maggio 2014 diventavo ufficialmente un runner. non che non avessi mai corso in vita mia. anzi, in passato - anche perché più giovane - correvo di più e meglio, praticando altro sport. ma nel pomeriggio di due anni fa uscii di casa vestito un po' improbabile (non che adesso sia un runner impeccabile), soprattutto a livello di scarpe, per correre più o meno tre km e mezzo (in due serie, sia chiaro), ma con l'intendimento che da lì in avanti avrei fatto sempre meglio e avrei corso con regolarità. e così è stato per i 730 giorni successivi. ad maiora! buona notte a tutte e tutti, globalmente.

domenica 1 maggio 2016

del faticoso allenamento in un sabato freddo e della cena dei ragazzi della V° D

sono stato dai miei fin da venerdì sera, al termine di una settimana un po' stancante. prova ne è che venerdì notte ho dormito nove ore e mezza che per i miei tipi è alquanto insolito. svegliatomi, ho fatto una colazione veloce e verso le dieci e mezza sono andato a correre. l'obiettivo era fare un po' di cavalcavia, in previsione della mezza di domenica prossima che so averne un paio spaccagambe verso il 14° km. dai miei hai voglia di salitelle e falsipiani. quando sono uscito da casa c'era un pallido sole, un freddo della madonna ed un vento fastidiosissimo. ho puntato Bruere, primo km in salita con cavalcavia autostradale, due in discesa ma intermezzato da un altro cavalcavia autostradale. poi sono andato al parco della certosa di Collegno, e lì è stato carino che non c'era nessuno. per tornare a Rivoli la ferrovia anziché superarla nel sottopasso l'ho fatto facendo il mio terzo cavalcavia. i km di ritorno verso Rivoli, in salita, li ho fatti con vento contro. insomma, ho forzato anche se mi sembrava di essere piantato. superato di qualche decina di metri i 10 km mi sono fermato che ero distrutto. 5' e 32" al km. poi cinquecento metri di corsetta di scarico verso casa dei miei. ma questi dieci km e mezzo mi sono sembrati faticosi quanto una mezza. la settimana l'ho chiusa con 30,6 km percorsi, non tantissimi, ma il mese di aprile si chiude con quasi 158 km, altro mese in cui ho superato il record di km percorsi.
ho corso di sabato perché sapevo che oggi sarebbe stata una domenica piovosa ma anche perché sabato sera era programmata la reunion della V° D dell'anno scolastico 1984-95. non tutti, ovviamente, ma quelli che continuarono ad essere tanto amici almeno fino alla nascita dei figli. a questo gruppo è successo di tutto, cose belle e cose anche terribili, compresa la scomparsa prematura della madrina di battesimo di mia figlia investita da un'auto. negli ultimi anni la possibilità di incontrarsi si è diradata, per me di sicuro che sono finito a Milano, ma anche loro non è che si vedano chissà quanto. galeotto fu l'incontro con Nico a correre quattro settimane fa. da lì ho creato il gruppo di whatsapp, ho proposto la data, loro hanno trovato il ristorante. c'eravamo tutti alla fine, e sono state quattro ore passate velocemente, a ridere, a raccontarcela, a spettegolare dello sconvoltone ultrà del toro e di quella che già in prima liceo veniva a scuola con i tacchi a spillo. quattro ore devo dire molto belle e che sono volate. ho visto tutti discretamente bene, sia chi ne ha azzeccate di più, sia chi ne ha azzeccate di meno, sia chi è messo meglio fisicamente, sia chi è più ciancicato. ho avuto la sensazione che non passerà molto tempo prima che ci si riveda, ma che sarà una cosa molto a breve. buona notte e buon inizio settimana a tutte e tutti.