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giovedì 12 maggio 2016

calcetto e non solo ristorante improbabile, la gemella di pippa, un ricordo di 20 anni fa

per il calcetto di stasera avevamo le adesioni già da lunedi. ma ero terrorizzato dal "parterre de roi" (si dice così?) che sarebbe uscito fuori. altre due new entry, che ormai la continuità è un optional per quanto riguarda il calcetto. solo che questa volta si trattava di un 19enne e di un 60enne. tendenzialmente scarsi se non dannosi. chi se li è messi in squadra? ma certo, il vostro preferito! il punteggio è stato quello che immaginate, abbiamo tenuto per una mezzoretta, mi pare anzi che ad un certo punto eravamo pure in vantaggio di un gol, poi siamo crollati e mi sa che abbiamo perso di cinque. sono stato io, qualche minuto prima della scadenza dell'ora, a dire "basta avete vinto, mi sono rotto il cazzo". ho anche fatto un gol e sfiorati altri due, ma stasera sembrava di essere tornati al 2010 quando giocavamo al gallaratese. poi, addirittura in otto (ma con due imbucati) siamo tornati al ristorante improbabile. dove ho mangiato una delle pizze più piccanti della storia, accompagnata da birra media e amaro braulio ovviamente senza ghiaccio. in questo momento è mezzanotte e mezza e chissà perché non ho sonno......
questa mattina sono andato ad un convegno di chi mi fa il mio lavoro in zona palestro. e incredibile ma vero, è stato utile, perché quasi tutto incentrato sulle testimonianze (e sulle domande) di chi fa il mio lavoro. ogni tanto si organizza qualcosa di buono. la location non era male ma peccato per le solite sedie, alquanto scomode. siccome non avevo voglia di fare il ticket dell'area C, ho lasciato l'auto in Viale Monza e ho preso la rossa in Rovereto. a salire con me una ragazza molto giovane, tra i 25 e i 30 anni, ma più 25 che 30. carinissima, vestita bene, scarpe molto belle, che assomigliava tantissimo a pippa. cioè, nel senso che sapendo il lavoro che fa pippa, secondo me questa qua faceva lo stesso lavoro. insomma, una ragazza in carriera e armata di belle speranze. una volta scesa, nel proseguire mi è venuto in mente un episodio di 20 anni fa. dove ero io quello armato di belle speranze ed ero l'interfaccia interno di una società a cui avevamo dato l'incarico per fare una survey sulla nostra clientela. tra i consulenti il capo progetto era uno con qualche anno più di me che l'amara legge di linkedin oggi mi mostra fare il consulente in proprio con una sua srl (quindi uno sfigato mezzo disoccupato) e una foto dove sembra mio padre. ma c'era pure una biondina che aveva grosso modo la mia età e sul lavoro era abbastanza professional e quindi molto contenuta. dicevo che era 20 anni fa, io non ero ancora sposato e siccome il mio amico ed allora collega A. era una faccia da tolla insieme al nostro collega bolognese organizzò una uscita infrasettimanale tra noi e loro. Milano negli anni '90 era ancora più magica di adesso. perché era tutto ed era niente. era ancora la Milano degli yuppies ma anche quella della post tangentopoli, di Berlusconi appena entrato in politica ma subito battuto da Prodi. che aspettava l'Europa ma era forte di suo. in quegli anni solo un coglione non si sarebbe ritagliato un suo spazio a Milano. vabbè, sto divagando. facciamo questa uscita, e fu una uscita folle. prima una pizza in Vincenzo Monti, poi un locale che non mi ricordo assolutamente dove fosse e dove ad un certo punto 'sta biondina inizia a ballare sui tavoli e a mettere la lingua n bocca ad uno del suo gruppo, tutto belloccio e con i capelli lunghi. avremo fatto abbastanza tardi di sicuro, ma per quanto mi riguarda comportandomi a modino, che quello era un periodo in cui arrivavo in ufficio prima di tutti e uscivo dopo l'impresa di pulizie (sennò come potevo essere armato di belle speranze). da lì a qualche giorno presentammo la survey, e uscì un gran bel lavoro. un tomo che sicuramente ho conservato in ufficio. i consulenti nel presentarlo davanti al top management mi citarono ringraziandomi per la collaborazione. sono le soddisfazioni degli sherpa. ma soprattutto ricordo che subito prima o subito dopo la presentazione nel corridoio che portava all'aula la biondina mi era davanti vestita con gonna stretta al ginocchio, calze nere e tacco d'ordinanza. insomma, i miei occhi si sono attaccati al suo culo. ad un certo punto questa si gira e mi dice "Francesco, a proposito...." e tace perché i miei occhi non fecero in tempo a staccarsi dal culo e quasi sicuramente arrossii peggio di un'aragosta dell'atlantico. anche lei rimase senza parole, ed insomma la situazione parossistica durò qualche secondo me. poi tornammo nella parte, ma la figura di merda fu totale. che fine abbia fatto quella biondina non è dato sapere. buona notte, o buon giorno per domani.

7 commenti:

  1. La bilocazione di pippa :))))

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  2. Non ci posso credere che l'hai scritto sul serio!
    E sono anche stata resa partecipe nel momento in cui ti é arrivata l'ispirazione.

    Viva le belle speranze ;)

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  3. ahahah, sempre simpatico sentire raccontare le varie peripezie in diversi campi del nostro France. Abbiamo il calcio, andato un po' a tarallucci e vino..e poi la pizza piccante, il non sonno, condito con ricordi passati e l'immancabile amaro e dolce del " culo " della biondina che fa arrossire il nostro eroe..
    Ma cosa vogliamo di più dalla vita!
    Buon pranzo adorabile...a presto!

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  4. Io ho sempre ambito ad essere mantenuta dai contribuenti.

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  5. Quanto mi piacerebbe camminare in quella Milano che racconti.

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