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giovedì 5 maggio 2016

il piano, un piano

nel senso che avere un piano non significa che poi lo stesso piano si riveli azzeccato. ieri sera sono andato a correre. nelle intenzioni, sempre un dieci km di quelli che spaccano. vuol dire partire forte, e continuare forte. ma ce l'ho fatta solo per sei km e mezzo. certo, 5' e 13" al km. certo, potevo rallentare. ma non era quello lo scopo dell'allenamento. non mi interessava correre "a sensazione". alla fine ho aggiunto qualche centinaia di metri di scarico per tornare a casa, il tutto per superare i 7 km. le cause? diverse. ero stanco, poco in forma, la schiena è sempre un quiz, e poi questo e poi quell'altro. poi oggi ci ho pensato. ieri sera ho corso come ho potuto. ma stasera c'è il calcetto. e allora cerchiamo di utilizzarlo al meglio. sempre che si faccia il calcetto, che per giocare abbiamo dovuto convocare quattro ragazzotti brianzoli, di cui due veramente forti nel senso che giocano o hanno giocato ad altissimi livelli. a questi quattro ci aggiungiamo il manzo (che è il papà di uno dei quattro ragazzotti) e dall'altra parte ci siamo "noi". che per dirla alla Mourinho, non è che sia un capitano pirla, anche io me lo sono cercato un 21enne. ma per me lo scopo è, come mi ha detto Jessica sul connect oggi, fare movimento. alternarmi tra porta e campo per fare delle mini ripetute, dei mini scatti che possono solo farmi bene. poi succede però che la partita esce fuori bene. il manzo ha detto che ad un certo punto stava scoppiando. ritmi altissimi per il nostro livello. e tenendo il campo per almeno tre quarti d'ora. siamo stati in vantaggio addirittura, 6 a 5. poi "son sciopaà", per dirla alla Jannacci, e abbiamo perso 9 a 6. ma io quando mi sono messo in difesa ho fermato più volte i ragazzotti brianzoli. alla fine abbracci, stima e rispetto per tutti e dieci, anche se il livello agonistico è stato così alto che ho temuto per un paio di interventi veramente al limite. poi in 9 siamo andati a mangiare. con i brianzoli niente ristrorante improbabile, cena di pesce e vino bianco a volontà. costo milanesissimo. dietro di me coppia però improbabile, lui insignificante, lei moldava o rumena, col cazzo negli occhi e non solo negli occhi. il piano si chiuderà col fisioterapista all'ora di pranzo. e poi riposo assoluto fino alla gara di domenica. ma dopo il fisioterapista viaggio breve di lavoro in una città in cui un giorno sentii la storia di una nave di vichinghi che arrivò sul mar ligure infrattando e ingravidando tutte le fanciulle locali. all'epoca forse mi chiesi se quella storia era vera, ma forse no, erano ben altre le sensazioni. sono passati anni. tanti. ma sembra ieri. ma prima del post dedicato alla gara vi racconterò di una assemblea, che si svolgerà domani sera. buona notte. o buon giorno per domani.

10 commenti:

  1. Beh, ma tu stesso ci insegni che bisogna sempre avere (anche e soprattutto) un piano B

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  2. Mi piace la tua osservazione dei commensali che ti capitano a tiro.

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  3. la città quale è? adesso sono curiosa di questa storiella :)

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    1. eh no, si tratta di luoghi diversi. in realtà vado dove mi fu raccontata questa storiella riguardante una località ligure....

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  4. Quindi in Liguria c'è radice vichinga...a però !!!

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  5. Non sempre il piano è quello azzeccato, concordo. A volte bisogna aggiustare il tiro in corso d'opera.

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  6. È bella la foto che fa da sfondo. Era un sabato qualunque un sabato italiano, vedo che tutti stavano lavando la macchina?! Di chi è?

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    1. Sì trovava sulla pagina Facebook "foto di Milano sparita". Se non ho capito male casa mia di adesso è 50 metri indietro a sinistra

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    2. È praticamente venuta fuori dall'archivio del Gruppo '66, però non ho capito a quale componente del circolo appartiene.

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  7. Io vado a braccio anche per andare in bagno :-)

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