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lunedì 9 maggio 2016

l'illuminazione del runner

c'è una cosa buona del disastro di Piacenza così come l'ho raccontato nel precedente post. solo che non so se sia una cosa così buona. ma prima di addentrarmi nell'argomento dico che stasera ho fatto una cosa illogica: sono andato a correre. sono andato a testare polpaccio, ginocchio, schiena, tutto. ho cercato il conforto del mio naviglio. e avevo tanta, tantissima voglia di correre. che serviva a testare anche altro. l'ho percorso tutto il tratto fino a Via Padova, per poi andare a ritroso. sono 3,5 km ad andare e 3,5 a tornare che ormai ho battuto tantissime volte. com'è andata.... è andata che avevo male. ma sapendo di fare solo sette km, e non 21 come ieri, la testa mi ha aiutato. mi ha fatto sopportare il male al ginocchio (più forte rispetto al polpaccio a differenza di ieri) e alla schiena (ma in un punto diverso rispetto al solito punto di contrattura). alla fine i 7 km li ho fatti in 5' e 31" al km. come ho sentito questa mattina alla radio, mi sono poi dedicato - benché piovesse - con più attenzione al defaticamento, allo stretching, allo squat post uscita. e adesso che scrivo questo post direi di sentirmi bene. altra conferma, mi viene da dire. ho scoperto però che due tapasciate/amatoriali a cui sono legato oserei dire affettivamente si svolgeranno lo stesso giorno, domenica 22 maggio. sono dispiaciutissimo per questa cosa. sono manifestazioni che rappresentano molto per me. tra le due penso di sapere a quale parteciperò ma ripeto, è un vero peccato.
vendiamo al titolo del post, all'illuminazione del runner, cioè all'acquisizione piena del perché io mi senta così affranto per la débâcle di ieri. voglio solo dirvi che la notte scorsa mi sono addormentato alle tre. per carità, avrà anche influito l'aver bevuto due bicchieri di un pessimo rosso siciliano acquistato in offerta all'esselunga. altrettanto avrà influito il pomeriggio grottesco con compagnia grottesca e con situazione grottesca passato in giro per una fantastica Milano che mai come adesso sto amando alla follia. ma io ho capito che correre per me non è un surrogato dell'analista a minor costo (che poi minor costo, se penso a quanto mi è costata la mezza di Piacenza ieri, tra iscrizione, gasolio e pedaggi autostradali....), ma è persin peggio. correre per me è un anestetico. la mia vita mi piace poco. ho una serie di zone di comfort, ma sono totalmente privo di passioni e di emozionalità. la dimensione affettiva è un enorme buco nero, fatta di ricordi e di rimorsi. solo la pratica sportiva sa dare sapore alla mia vita. e quando ho passione faccio le cose per bene, mi impegno, mi dedico dando il massimo. se ci pensate, anche questo blog è un tributo alla mia passione. e allora una débâcle ti fa vedere le cose per quello che sono e che forse non vorresti vedere. che avere questa unica passione può essere controproducente. che avere conosciuto tante persone in questi due anni di running ti ha portato meno di quello che pensavi in termini umani, e forse è anche normale visto che si tratta di uno sport individuale. che avere scelto un gruppo a 25 km da casa che altro il cerchio magico renziano non è stata esattamente una mossa azzeccata. che giocare a calcetto al mercoledì è sì divertente ma magari è una delle cause per cui hai avuto male alle congiunture e ai muscoli. insomma, io sto correndo per stare bene mentre scrivo post come questo. che è tantissimo. che è pochissimo. forse, la zona di comfort per antonomasia. la risultante? non lo so. non è vero, la so benissimo qual è. è in mezzo alle parole di questo post. adesso vado a vedermi qualche puntata di "last ship", seconda stagione. la prima me la sono sparata nel weekend. buona notte.

8 commenti:

  1. Penso che bisognerebbe avere più passioni, aiuta ad ampliare gli orizzonti a qualunque età.
    E se tra questo c'è un sport olé !!!

    Poi secondo me via il calcetto specialmente se sei vicino alle gare. Mio punto di vista ovviamente.

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  2. grazie di tutto Francesco :)
    tutti abbiamo bisogno delle nostre zone confort, che aiutano...ma anche di un pizzico d' amore, di qualcuno che ti chieda " come stai" ma davvero...che ti abbia a cuore.La corsa aiuta a sgomberare dai brutti pensieri, ma poi devi costruirtene dei belli.

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  3. Correre sarà anche un anestetico, però tu nel frattempo prenditi un antinfiammatorio. :)

    Clorinda

    (Guarda certe volte mi pesa proprio il culo di fare l'accesso a google eh)

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    1. Clorì, lo sai che ci sono antinfiammatori insospettabili?

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  4. Ma no, tranquillo. Basta solo un po'di riposo e poi torni a correre anche più forte di prima.

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  5. Caro Francesco, volendo essere nudi e crudi, meglio una passione che nessuna! Tuttavia, penso che la sensibilità che dimostri in questo blog ti renda capace di ben altro...

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  6. La notte in bianco sarà stata causata da una coincidenza di più fattori. O dal fatto che con l'età (fattene una ragione) si dorme di meno.
    Ahahah

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