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giovedì 30 giugno 2016

questo è pure un blog di calcetto

non so come sia uscita questa serata di calcetto. cioè, siamo praticamente a luglio, fa un caldo della madonna, ma stasera non solo si è giocato, ma c'è stato pure il ritorno di M. dopo più di sette mesi, ovvero da quando ha avuto un incidente in moto. chiaramente ha giocato in porta, ma è stato bravissimo, e ha fatto delle parate e degli interventi fuori area veramente di pregio. siccome c'erano un pò di ragazzotti giovani e capaci, che abbiamo smistato tra le due squadre ovviamente, è uscita fuori una gran partita. che abbiamo vinto di due, con il vostro preferito, che stasera aveva gran voglia di giocare, che ha fatto una delle sue migliori partite della storia del calcetto del mercoledi. ho fatto un gran gol, ho proteto la difesa, ho preso due pallonate micidiali, di cui una in faccia mi fa male a distanza di ore. è stata una partita bellissima però, ci siamo divertiti (e stancati) veramente tanto.
dopo siamo andati in sei al ristorante di pesce giusto, dove c'era un trio che non ho capito. due babbi di minchia e uno dei due babbi di minchia accompagnato con una figa aggressiva con tette e zigomi rifatti, forse anche le labbra. che uno pensa faccia quel mestiere lì, ma secondo me fa quell'altro mestiere. che quasi quasi mi veniva di alzarmi e chiederle "ma tu fai quell'altro mestiere?".
alla fine mi sono fatto convincere anche se la voglia è quella che è, quindi farò una specie di festa per il mio compleanno. non che si sia in tanti, ma siccome bisogna fare girare l'economia il locale scelto è uno dei migliori di Milano e va dal via i ciap.
dai, metà settimana è passato, un abbraccio globale a tutte e tutti.
 

mercoledì 29 giugno 2016

if

se questo fosse l'altro blog scriverei un post su quanto questa società non possa più sopportare l'ignoranza collettiva, a partire ad esempio da quanto è successo con la brexit. se questo fosse l'altro blog potrei nuovamente raccontare di che cosa sia la provincia in Italia, di quanto imbrigli le persone migliori con il suo essere bigotta ed ipocrita, opportunista e furbetta. se questo fosse l'altro blog vorrei esprimere tutto il mio fastidio per l'immondità del linguaggio che troppo spesso si trova su questa cosa fintamente magica che è la rete. e se questo fosse l'altro blog vorrei parlare di quanto io trovi uniche, speciali, preziose le donne ma di quanto io sia sempre più incapace a rapportarmi con loro, pur sapendo che talune istantanee solo loro siano in grado di fornirle. certo, se questo fosse l'altro blog mi piacerebbe raccontare che puoi girarla finchè vuoi, ma avere molte esperienze non sempre è una cosa positiva e che probabilmente contingentarle sarebbe stato meglio. se questo fosse l'altro blog potrei sfogarmi, che ho la sensazione che questa estate sia uguale a quella di qualche anno fa, e arrivai a settembre incazzato se non di più. nell'altro blog avrei raccontato di due amici che hanno decretato davanti ad una pizza napoletana che la vita assomiglia fin troppo al gioco dell'oca, sei quasi all'ultima casella ma poi torni indietro anche se con i dadi hai fatto una cifra alta. infine, se questo fosse l'altro blog avrei detto che non ce la posso fare, che non ce la possiamo fare: che gli altri sono troppo più forti di noi e che non ci resta che difenderci, pararci il culo ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
ma questo non è l'altro blog, questo è un blog di running.

lunedì 27 giugno 2016

burning after the fire

che avrei passato un fine settimana di merda me lo sentivo fin da prima che iniziasse. mettici una bella donna che boh, un sonno della madonna, mia figlia che mi ha fatto girare le palle, mia mamma che è mia mamma, la lettura di un libro che è stato un pugno allo stomaco, ed eccolo servito su un vassoio di rame arrugginito. e anche correre, domenica mattina è stato abbastanza disastroso, complice un caldazzo insopportabile.
poi però c'è sempre un però. ieri sera decido che anche oggi avrei corso, e metto la sveglia presto. che poi mi sveglio ben prima della sveglia. prendo un caffè e prima delle sette sono sulla Martesana. e mi esce un po' a sorpresa un 10 km continuativo in realtà cercato, in poco più di 57 minuti, a 5' e 43" al km. che sarebbe un tempo di merda, in realtà di questi tempi un tempone. ora vado in mezzo alle risaie, per lavoro. buon inizio settimana a tutte e tutti.
 

sabato 25 giugno 2016

ecco

fa caldo, e correre è impossibile (ieri mattina ho fatto 4 km a Padova alle sette del mattino, di più non riuscivo, ma potrebbe essere stata una difficoltà dovuta alla abbondante cena della sera prima). fa caldo, e io questo caldo lo sopporto non come una volta, ma sono tante le cose che non sopporto come una volta. fa caldo, e però può succedere che le donne vadano in giro mezze nude e questa è una cosa che sopporto benissimo. fa caldo, e certi sandali assassini rischiano pure di svegliare il mio livello ormonale ma poi ci penso un attimo. fa caldo, e mentre ti trovi a lavorare col vestito appiccicato al culo e alle gambe pensi a quanto il tuo destino sia legato alla coglionaggine dell'umanità: ieri, la brexit, che dio li strafulmini questi coglioni marci di inglesi. poi diranno "e lo so, ci siamo sbagliati". ma andate a fare in culo. buon fine settimana a tutte e tutti.

giovedì 23 giugno 2016

ad minchiam

sarà che la notte scorsa ho dormito male complice il fatto che sono andato a letto tardi non perché avessi da fare ma perché mi giravano le palle, sarà che oggi ho lavorato abbastanza ed in modo disorganico come al solito, sarà che sempre oggi ho bevuto poco (un litro e mezzo dalle 9 alle 18), sarà soprattutto che stasera alle sette e un quarto c'erano trenta gradi, primo gran caldo stagionale, fatto stà che stasera ho corso veramente "ad minchiam" come diceva la buonanima di Franco Scoglio. pur armato di discrete intenzioni, ho fatto 5,5 km interrompendomi non so quante volte. la gola non era secca. era di più. partito per fare 10 km, a 3 mi sono fermato pur avendo una discreta andatura. ho provato a fare ripetute, ma anche lì è stato un disastro. quand'è così la cosa migliore da farsi è solo una: tornarsene a casa, senza essere troppo incazzato. ora, siccome andrò via un paio di giorni per lavoro, quasi quasi mi porto le scarpette dietro e vediamo di andare a fare qualche km venerdì mattina, che magari fa anche più fresco.
l'Italia pentastellata, lo sapete, mi piace poco. anzi, per niente. anzi, scrivo garbatamente, ma la penso ben peggio. non parlo mica degli eletti, che poi saranno più "pragmatici" di quanto non si immagini. no no, parlo degli elettori. leggetevi una delle decine di pagine facebook scatenate contro la Ka$ta, la mafia, i vaccini obbligatori, la Boldrini troia e chi più ne ha ne metta. leggetevi questa pagina. ma i commenti, mica i contenuti! cambia il vento, cambia il vento, speriamo che non sia già troppo tardi..... buona notte amiche ed amici.

lunedì 20 giugno 2016

continua l'attività di running coach

il giorno prima (sabato) e il giorno dopo (oggi) la tapasciata di Ripalta Cremasca è proseguita la mia attività di running coach per e con la mia amica L. sabato mattina lei, questa volta accompagnata dal marito, è venuta sulla Martesana. abbiamo aggiunto 200 metri in più rispetto alla volta precedente, aumentando pure la velocità media. temevo però di perdere il marito, nel senso che temevo potesse succedergli di tutto, da un infarto a un trauma muscolare e/o articolare. poi aveva scarpe improbabili, alla fine gli ho regalato le mie nike structure zoom usate, che sarebbero andate nel bidone della caritas ma che per fare qualche km tra corsetta e camminata vanno più che bene oltre che avere un loro perché estetico.
stasera abbiamo replicato di nuovo tutti e tre, questa volta al parco Forlanini. siamo arrivati a 4 km, anche se leggermente più piano. io dopo ho fatto 2 km e mezzo a velocità sostenuta, giusto per finalizzare un po' di più l'uscita. alla fine della fiera restano comunque degli allenamenti utili. e devo dire che il Forlanini non è male, anzi è un bel posto per correre.
chiudo dicendo che il suffragio universale ha pregi ma anche i suoi limiti. come l'ultimo singolo degli Afterhours. "non voglio ritrovare il tuo nome". buona notte amiche ed amici.

domenica 19 giugno 2016

della tapasciata a Ripalta Cremasca, del sogno di questa notte, del fatto che vado a votare Beppe Sala

è da mercoledi sera che ceno sempre fuori casa. per giunta senza lesinare a livello quantitativo, e così è stato ovviamente pure ieri sera. ma questa mattina avevo voglia di riprendere "l'ebrezza" di puntare la sveglia presto (6.30, per l'esattezza) e di andare a correre, cioè a gareggiare o a fare qualcosa del genere. la scelta è ricaduta su una tapasciata a Ripalta Cremasca, che non si può dire sia vicino a casa, ma siccome nel pacco gara non davano marmellate o formaggi che non me ne faccio una mazza, ma una calza tecnica della new balance mi sono allungato molto volentieri. poi adesso la paullese è scorrevolissima, a quell'ora poi non ne parliamo. alle otto ero già lì, avevo una mezza idea di fare la 14 km ma mi è passata subito. e devo dire che ho fatto bene, perchè il percorso si è articolato parecchio nei boschi che affiancavano il Serio e si faceva fatica a correre visto che addirittura non c'era lo spazio per entrambi i piedi sulla battuta. alla fine ho fatto 9 km riuscendo a stare sotto i 6' al km. vabbè, 5' e 58" al km, però veramente alcuni tratti erano sì belli ma difficoltosi. bevuti due bicchieri di the freddo, addentato mezzo croissant che dopo che corro non riesco a mangiare, tappa in bagno e via verso casa. alle 10 ero già a casa. sono relativamente contento, lento è il cammino verso il pieno recupero.
questa notte ho fatto un sogno pazzesco. sembra che ci sia un evento che richiede abito adeguato. tra gli invitati c'è il mio collega A., quello che per molti anni ha avuto due mogli. lui non è noto per vestirsi bene. beh, si presenta con un abito che è per metà medievale (tipo Trosi in "non ci resta che piangere") e per metà da torero con relativo cappello. in più ha un rossetto rossissimo sulle labbra. una roba da incubo insomma. io gli dico "A., ma come sei messo, sei matto?". e lui "eh ma sempre lì a dirmi che mi vesto a cazzo, per una volta che indosso un abito da sera". io cerco di replicare, ma spunta mia figlia che mi dice "papà, ma perchè devi offendere A., ma poverino". e se ne vanno tutti e due a questa festa o che diavolo è. io li seguo, ho un abito Armani molto stretchato, con camicia bianca e cravatta nera, e li seguo. ovviamente quando A. entra nel salone tutti stanno a guardarlo, ed è veramente ridicolo, anche perchè cammina in modo pure molto goffo. e io mi vergogno una cifra per quella situazione.
finito il post andrò a votare. è più di tre anni che non capita. mi turo il naso, ma voterò per Beppe Sala sindaco di Milano. non che Parisi sia una cattiva persona, anzi. ma in questo momento l'alternativa è quella merda qualunquista dei cinquestelle, che iddio li strafulmini lasciandoli alle loro scie chimiche, e lo sciacallo ruspatore Salvini, e loro come programma politico hanno quello di impoverirmi, e io non voglio impoverirmi.
ragazzi, ma che cos'erano Le Orme nel panorama progressive italiano degli anni '70!!!!!! "Collage", vi invito ad ascoltarlo tutto, dalla prima all'ultima traccia! buon proseguimento di domenica.

venerdì 17 giugno 2016

una lunga giornata tra scarpe nuove, taxisti di merda e una cantata in auto

nonostante il calcetto e la pizza di ieri sera, nonostante questa mattina mi sia alzato prima delle sei perché avevo una riunione in Veneto, nonostante abbia mangiato come un porco a pranzo (e non è colpa mia, ma del mio compagno di merende), nonostante il cielo milanese stasera fosse ben più che grigio e cupo, io quasi al buio sono andato a correre che dovevo provare le scarpe nuove. eh si, perché alla fine martedì sono andato sì a comprare le nuove gomme da strada, ed effettivamente la mia disamina ha coinciso con quella del proprietario del negozio specializzato. certo non sarà la scarpa ideale (che non esiste) ma forse è giunto il momento di provarla questa scarpa che è una via intermedia tra le Brooks glycerine 12 e le Nike structure zoom. ho preso le Brooks Ghost 8, che tra l'altro erano pure in offerta che a luglio esce il modello nuovo ma con interlinea pressoché uguale. sono andate bene, anche se continuo ad avere male a polpaccio e ginocchia (a proposito, il negoziante quando ha visto le Nike ha fatto una faccia.... erano completamente storte e inadatte al mio piede, da lì i problemi articolari). e poi si tratta di scarpe nuove, vanno (un po') bene per forza. ho fatto 6 km circa in meno di 34 minuti, a 5' e 38" al km. sono soddisfatto dai.
voglio raccontarvi questa storia, che per me è in realtà l'epilogo di un odio che provo da anni verso la categoria dei taxisti. chiamo il taxi per andare in centrale, sono prima delle 6.30. da casa mia in centrale sono poco più di 1 km. quando salgo in taxi, al dirgli che devo andare in stazione, il taxista mugugna. in centrale non mi lascia davanti alla stazione ma alla rotonda che mi tocca pure scavalcare i binari del tram lì belli alti. la corsa costa 8,30 euro. per poco più di 1 km. gli lascio una banconota da 50 euro, non ha 10 euro? no. non ha 20 euro? no. a quel punto dice sarcastico "sono proprio fortunato questa mattina". io ridacchio ma lo saluto e scendo. lui esce dalla macchina, si toglie il giubbotto, rimonta in auto e senza salutarmi se ne va. la corporazione dei taxisti è una delle più potenti e impunite d'Italia. a Milano e Roma in particolare. io il taxi cerco di prenderlo il meno possibile. quando sono tornato stasera a Milano anche se pioveva sapete che ho fatto? anche se l'azienda me lo avrebbe rimborsato anziché prendere il taxi ho preso l'autobus. costo 1,50 euro, che almeno guadagna il mio comune anziché questa gente di merda. e una volta a casa ho scritto una bella mail alla rubrica dei lettori dell'edizione milanese di Repubblica. e poi l'ho girata anche al radio taxi. bastardi marci, speriamo che venga pubblicata.
anche se la giornata è stata lunga, stasera siamo andati a cena a Sesto io, A e A. ormai siamo caricaturali. sembriamo le amiche di sex and the city peccato che siamo due uomini e una donna. in auto, mezzora fa usciti dal ristorante, A. ha messo il cd col suo repertorio 60/70/80. e siccome all'andata io stavo cantando "I was made for lovin you" dei Kiss (non sto mentendo, con tanto di falsetto), al ritorno ho cantato a squarciagola, sopra la fantastica voce di Adamo, questa bellissima canzone degli anni '60, "la notte". andiamo a letto che è meglio.....

giovedì 16 giugno 2016

il ritorno a sorpresa del calcetto, dei sogni strani e la sorpresa della vicina bionda

molto ma molto a sorpresa stasera abbiamo giocato a calcetto. era diverse settimane che saltava, io ai ragazzi l'avevo detto chiaro e tondo che mi disimpegnavo, che la faccia non la potevo mettere più col gestore del campo, che quello ci riserva il migliore dei suoi campi e alle ore 20, non certo un orario a cazzo. lunedi a pranzo, a quel pranzo dove ho visto Mengoni (a proposito, mi dicono che abita lì in zona, insomma in una bella zona di merda), il manzo dice "dai, cerchiamo di giocare". insomma, senza crederci troppo mi metto all'opera e i dieci li trovo. confermo il campo, faccio il recall con i più inaffidabili e alla fine succede che si gioca. dopo 4 settimane di fermo si è giocato come si è giocato. anzi, diciamo che si è pure perso giocando abbastanza male ma va bene lo stesso tutto sommato. dopo in tre siamo andati a mangiare la pizza al ristorante improbabile, una roba veloce senza lode e senza infamia.
nelle prime ore del mattino, direi a ridosso della sveglia ho fatto due sogni che ricordo benissimo: il primo: sono a Dubai, credo con i miei genitori, e sto comprando (non so se per me o per loro) un appartamento ad un prezzo stracciato, tipo 40.000 euro. sono io che conduco le trattative, con un arabo che in inglese mi spiega le regole per intestarsi un appartamento da quelle parti. io capisco che occorre fare in fretta a rogitare, in modo da poter passare lì il mese di agosto lì in vacanza. solo che quando esco dall'ufficio vendite, mi rendo conto di non essere a Dubai, ma a Sirte, in Libia, in piena battaglia contro le forze dell'isis che controllano la città. il secondo sogno: mi arriva un sms che mi dice che la mia ex-ex-ex è seriamente malata e si trova in ospedale. decido di andarla a trovare, glielo preannuncio con un sms dicendogli che andrò il mattino successivo. il giorno dopo mi ritrovo in questo ospedale che è abbastanza brutto, una roba tipo ospedale degli anni '50. in stanza non c'è, e una infermiera mi dice che è a fare colazione (una roba tipo stanzone degli alberghi riminesi a due stelle). vado in quella stanza ma la mia ex-ex-ex mi dice, in modo scocciato (faccia perfettamente aderente a com'era) che forse è il caso che ci si veda dopo. ok, mi allontano, ma nel mentre realizzo che non mi sono pettinato e ho tutti i capelli scompigliati e allora cerco un bagno per potermi passare del gel sugli stessi.
stasera rientro a casa dopo il calcetto e la pizzeria, e sul portone vedo una bionda che fuma. è la pseudo gnocca (nel senso che è gnocca ma ce l'ha solo lei e poi stronza mi dà pure del lei) che abita qualche piano sopra di me. ma con chi è? con un babbo di minchia vecchio come me ma inguardabile. cioè, fai tanto la strafiga della zona 2, poi ti accompagni con questo qua? ma da via i ciap!
ho una idea insana, maschilista e milanese per il mese di agosto, ci penserò.
tra cinque ore e mezza sveglia per andare in Veneto. buon giovedì. Lou Reed, "perfect day".

martedì 14 giugno 2016

runner e coach, Mengoni e la giocoliera gnocca

le donne quando arrivano ad una certa età iniziano un po' a sbarellare. la mia amica L. dice che sta diventando grassa. dice che sta diventando grassa perché la menopausa si avvicina. allora se ne va da un nutrizionista, che le dà una dieta. non so quanto abbia pagato il nutrizionista, ma quella dieta la potevo prescrivere pure io. ora lei mangia un po' a cazzo, diciamo che nel loro nucleo familiare manca un po' di cultura alimentare. che fa la mia amica L,? questa dieta la rispetta, e nel giro di qualche settimana qualche chilo lo perde. sì, ma mica dieci chili, anche perché non eravamo a quei livelli. diciamo che ne perde 3, forse 4. non di più. poi ad un certo punto mi dice "Fra, andiamo a correre, che non mi basta la dieta?". ora, questa non avrà mai fatto alcuna attività fisica in vita sua, mi dite come può correre?". per un po' riesco a declinare, poi ho dovuto cedere e questa sera siamo andati al parco forlanini a fare un po' di movimento più che correre. mi sono portato il garmin dietro, e abbiamo alternato qualche centinaio di metri a camminare e altrettanti a correre. al rush finale le ho fatto fare settecento metri consecutivi. era morta. in totale poco più di tre km e mezzo. quando sono tornato, anche se ero in prossimità della partita, ho fatto un miglio intorno a casa, per giustificare un po' l'uscita.
oggi ero a pranzo con i colleghi, e all'improvviso sento un po' di trambusto. eravamo cinque uomini e una donna. io non capisco, gli altri pure, la collega dice "c'è Mengoni nel tavolo dietro di noi". io, e non solo io, dico "e dove cazzo è (non volevo dire chi cazzo è perché so chi è)?". vedo 'sto ragazzotto assieme ad un altro ragazzotto abbastanza gay come lui e ad una ragazzotta che sembrava tanto essere una specie di manager o qualcosa del genere. lui abbastanza insignificante. anzi diciamo assolutamente anonimo. faccino pulito, ma vestito come si vestirebbe il ragazzo di mia figlia o giù di lì. eravamo in decine e decine a mangiare in quel posto. e tutto sommato alla fine della fiera si saranno avvicinati a lui, per foto o autografi, una decina di persone. parlando a tavola con gli altri, ho detto che mai ho chiesto un autografo in vita mia. un po' perché mi sentirei un pirla, un po' perché di gente "famosa", cioè personaggi che passano abitualmente in tv giusto per dare un metro di paragone, ne ho conosciuto tanti e si tratta di persone assolutamente normali. altro che chiedere loro un autografo.
all'incrocio tra corso plebisciti e via piceno c'è una giocoliera. sapete di che si tratta? semplice, ci sono giocolieri ai semafori a di Milano e Torino, altrove non so. si tratta di ragazzotti dei centri sociali che imparano quattro numeri da giocolieri o da circensi per l'appunto e si mettono a chiedere l'elemosina. vabbè, non si tratta di zingari o racket di storpi rumeni, ma sempre di elemosina si tratta. questi pseudo circensi sono esattamente come vi immaginiate i ragazzotti dei centri sociali. passano gli anni ma sono sempre uguali. lo stesso dicasi per le ragazzotte. per quel poco che ricordo, l'avvenenza non era caratteristica delle frequentatrici. vabbè, in corso plebisciti angolo via piceno 'sta giocoliera è una bella ragazza, che avrà 25 anni, con sinuosità e corpicino giusto affiancato da un bellissimo sorriso. se le togli gli abiti da squinternata e la tiri giù da gara secondo me fa girare mezza Milano. ma soprattutto, quale sia il numero al semaforo non lo ricordo, ma di soldi ne fa una caterva. insomma, anche a quei livelli la bellezza fa la differenza.
buona notte amiche ed amici, alla prossima.

domenica 12 giugno 2016

doppietta

non mi riferisco alla migliore prestazione che un uomo possa fare con una donna, ma al fatto che ho "corso" (virgolettato assai d'obbligo) sia sabato che domenica. sabato mattina ho fatto molta fatica mentale più che fisica per uscire da casa dei miei. ho fatto mezzora da Rivoli a Collegno, poco più di 5 km e 200 metri, poi 3 km in leggera salita a 6' al km. ho sentito con evidenza le scarpe prive di ammortizzazione, ma su questo tornerò dopo. poco soddisfatto direi che è il minimo. poi siccome oggi sono tornato a Milano nel pomeriggio, verso le 18.30 sono andato a correre sulla Martesana, dove c'era un mondo tra famigliole a piedi o in bici a passeggio, cani compresi. i podisti, in questo frangente decisamente in minoranza, facevano una fatica bestiale a districarsi in quel groviglio, compreso il sottoscritto ovviamente. il mio secondo km, tra Viale Monza e il parco della Martesana è stato un continuo frenare, percorso a 5' e 57". per questo che dico che quei poco più di 5 km fatti oggi, giusto per muovere le gambe, con una media di 5' e 39" al km sono abbastanza positivi. anzi, addirittura al quinto sono andato sotto i 5' e 30", che speriamo sia di buon auspicio. in ogni caso questa settimana ho fatto quasi 27 km, un po' smadonnando, ma li ho fatti. non sono i 40 km di qualche settimana fa, è da tempo che non faccio uscite sopra i 10 km, ma va bene lo stesso. tempi migliori verranno.
ho parlato con uno che ne sa di running e di scarpe soprattutto. mi ha spiegato alcuni accorgimenti per capire in modo empirico lo stato di ammortizzazione di una scarpa, e mi ha confermato quello che già immaginavo, ovvero il tipo di scarpa più adatta a me. è un modello ben preciso, che non ricordo se ho mai provato. per comprarla, dovrò tornare nel negozio dove ho preso il penultimo paio. credo se ne parli martedì, quando è aperto in pausa pranzo.
sono stato in un paio di posti della mia adolescenza. ho provato zero emozionalità, o poco più. eppure si tratta di luoghi importanti per la mia formazione. se mi hanno detto poco o è perché è passato tanto tempo o perché così fondamentali non sono stati forse.
sabato pomeriggio ho visto che un posto che un tempo era dimora di satanisti e coppie che trombavano in auto a proprio rischio e pericolo è diventato un bellissimo parco. anche lì come cambiano le cose.....
Marlene Kuntz, "niente di nuovo", buona notte e buon inizio settimana

venerdì 10 giugno 2016

passato e presente

oggi approfittando del fatto che sono per lavoro in Piemonte anticiperò lo stare con i miei affetti familiari. in particolare nel pomeriggio sarò là dove lustri e lustri fa Cristiano Godano lasciò le pupille nella scollatura e nelle tette dell'allora mia ragazza. lo so, l'ho detto mille volte, questa è la milleunesima. la notte scorsa ho fatto un sogno erotico, ero io, lei e suo marito poco distante che non si accorgeva di nulla. la lei non so identificarla, sicuramente come persona e forse neanche come aspetto fisico (forse mora, ma forse.....). però non mi sembra neanche un sogno così anomalo.... detto ciò, buon fine settimana a tutte e tutti.

giovedì 9 giugno 2016

nella migliore tradizione italiana

giusto per tranquillizzarvi, dopo il precedente post. e, tra l'altro, stasera vado a fare un aperitivo in porta romana, locale anche abbastanza di tendenza. fanculo va.....

mercoledì 8 giugno 2016

correre per non...

stasera non si doveva correre. primo, perchè al mercoledi c'è il calcetto ma ormai sarà quasi un mese che salta. secondo, perchè dalle 17 circa su Milano piove o se non piove sembra che debba venire giù di tutto dal cielo. solo che vengo da due giorni di merda. da colloqui, incombenze, attività molto più che assurde. io dico sempre che ho una buona, forse ottima capacità di sopportazione. spalle larghissime, fisicamente grazie a mio papà, comportamentalmente e caratterialmente grazie alla mia famiglia. una famiglia di persone perbene. per una serie di ragioni, forse anche casuali, il più esposto a certi condizionamenti sono io. ma nel dare avere "etico" penso di non uscirne tanto male. usando tatto, acume, diplomazia, competenza. ma talvolta si supera la sottile linea rossa. e sbrocchi. no, forse sbocchi. di più. ti viene il vomito. ti vengono profondi e fastidiosi conati di vomito, perchè c'è un limite anche al teatrino della presa per il culo. e allora si torna a casa, e non importa se minaccia tempesta, se hai corso appena 48 ore fa. e corri. non importa neanche quanto hai corso, a che velocità, come stanno le gambe, la schiena, le ginocchia. correre diventa vitale perchè se torni a casa e ti prepari da mangiare l'incazzatura monterà a manetta. come sto adesso? semplicemente molto meglio di come sarei stato non correndo.
anche se, diciamolo, sono un pò giù. sono diverse sere che non esco. perchè non ho l'umore giusto. perchè mi girano vorticosamente i coglioni, addirittura a elica, per l'imminente compleanno. che non sarà come tutti gli altri, lo sapete. sono triste, diciamolo. triste ed incazzato. una mia amica è settimane che sta cercando di convincermi a fare una mega festa. e io ho una mega non voglia di farla quella festa. fanculo tutto. e intanto questo countdown va avanti, che alla fine della fiera non vedo l'ora di superarlo quel lutt...pardon, quel giorno. l'unico proposito che ho è spegnere il cellulare, non accedere ai social, non fare una beata minchia.
detto questo, vado a vedere se la lavatrice ha smesso di lavorare. buona notte bagaj!

pensieri di running

ieri non sono arrivato a casa presto, ma neanche tardi (per dire, stasera sono arrivato alle 20.15, e non so da quanti secoli non avvenisse). per cui sono andato a correre, mettendo in pratica un pensiero che avevo da uun paio di giorni. e se fossero le scarpe che non vanno? dai primi di dicembre corro con nike, con cui ho fatto grosso modo 650 km, che non sono tanti né pochi. un paio di scarpe dovrebbero essere usate per 800 km, un po' più un po' meno a seconda di postura o modalità di corsa. se poi sono poco "pantofolate", anche meno. esiste scuole di pensiero contrastanti sulle nike. c'è chi dice che siano le peggiori scarpe per la corsa, chi dice che siano le migliori, quelle che assieme alle Adidas  garantiscono diversi secondi risparmiati al km. io venivo dalle Brooks, scarpe indistruttibili ma che ho sentito meno performanti perché "pesanti". ai primi di dicembre consigliato da chi sa molto di running e non solo teoricamente, ho comprato le nike structure zoom. e le ho trovate fantastiche. leggerissime e protettive nel contempo. con queste ho fatto un trimestre febbraio - aprile fantastico. ma dalla fine di aprile è iniziato lentamente l'appannamento, i fastidi, il dolore, il disastro di Piacenza e via discorrendo.
ieri sera mi son detto "e se rispolvero le Brooks?". detto fatto, ho rimesso le "pantofole", e ho fatto qualche km. pochi devo dire, circa sei e mezzo. cercando di prestare attenzione alla postura, alla linea, ai movimenti di curva, con un percorso un po' diverso, passando dalla Martesana a Gorla, passare accanto al monumento ai martiri di gorla per poi tornare verso casa. ecco, la sensazione alla fine è stata di "stare meglio". meno dolore un pò dappertutto. magari è un caso, magari è perché ho fatto poca strada, magari è perchè andavo piano. comunque alla fine ero contento e questo è ciò che conta.
dicevo della nuova convenzione tra enti di promozione sportiva e fidal. io sono iscritto ad un EPS. perché sono scarso, perché non voglio spendere tanti soldi non avendo ambizioni agonistiche, perché non gareggio ogni domenica, perché non mi interessa il completino sociale e la pista di atletica a disposizione. che già correre costa. non è come giocare a tennis o golf, sia chiaro. ma un paio di scarpe le paghi più di 100 euro di sicuro e avete visto quanto durino. le gare, quelle a cui partecipo e in cui arrivo puntualmente tra gli ultimi cinquanta o cento, quando va bene costano almeno 20 euro, e se ti iscrivi quattro mesi prima, che se ti iscrivi a ridosso delle stesse le paghi anche 35 euro. vabbè, i capi tecnici te li "regalano" alle gare, di magliette ormai ne ho a bizzeffe. adesso se vuoi gareggiare, fare certe gare, non basterà più l'iscrizione ad un EPS. ci vuole quanto meno una runcard fidal, che altro non è una tangente di 15 euro (per adesso, vediamo l'anno prossimo) che si paga alla federazione. quella stessa federazione che da anni non è in grado di far crescere un atleta dico uno in grado di fare bella figura a mondiali o olimpiadi (oddio, forse con Tamberi nell'alto forse si riesce) e le sue prime linee sono italiani per modo dire, essendo tutti dalla pelle non esattamente chiara. e non è razzismo, i keniani e gli etiopi c'erano anche 20, 25 anni fa quando noi vincevamo con i Panetta, gli Antibo, i Bordin, i Mei, i Mori. quella stessa federazione che ha all'interno giudici e dirigenti dal dubbio profilo morale come scrivevo qualche post fa.
poco male, per adesso - e non so solo se è per gli acciacchi fisici - di gareggiare ho poca voglia. questa storia della convenzione è solo la classica goccia che fa traboccare il vaso. stessa roba per le tapasciate: le cerco, scarico la locandina, penso di andarci, ma poi la voglia viene meno la sera o la mattina  in cui si svolgono. giovedì sera ce n'è una molto di grido nel running milanese. ad ora, la bilancia tende verso il non andarci.
si è fatto tardi, andiamo a letto? un abbraccio globale a tutte e tutti.

domenica 5 giugno 2016

Brera

se questo fosse un blog di running serio scritto da un runner serio, potrei scrivere di questa assurda convenzione tra gli enti di promozione sportiva e la fidal che altro non fa che aumentare i balzelli a carico di chi ha la passione della corsa con puro spirito amatoriale. ma tanto per adesso non sono un runner serio e quindi ci saranno altre occasioni per parlarne.
potrei scrivere del perchè oggi non sono andato a votare per le elezioni comunali a Milano, ed ormai è più di tre anni che la mia tessera elettorale non conosce un nuovo timbro da parte del presidente di seggio. ma sarebbe una roba tutto sommato noiosa.
altresì potrei scrivere dei tentativi da parte di alcuni tra i miei migliori amici per cercare di uscire dalla spirale da single alla "sex and the city", o comunque raccontare le avventure sentimentali altrui, e qui devo dire che ne ho sentite alcune in questi giorni che potrebbero essere oggetto di un post veramente divertente. ma perchè parlare dei cazzi degli altri omettendo i propri....
e allora diciamo che oggi approfittando della gratuità della prima domenica del mese, sono tornato a visitare la Pinacoteca di Brera. probabilmente eran 10 anni che non ci andavo, e non me la ricordavo così bella. e questo nonostante alcuni dipinti assenti (tra tutti il Caravaggio in prestito a Tokyo) e alcune sale chiuse.
le ore sono volate, ma davanti ad alcuni quadri mi sono soffermato non poco. in ordine non di importanza cito "il bacio" di Francesco Hayez e "triste presentimento" di Gerolamo Induno, capolavori della pittura romantica e risorgimentale dell'800 milanese.
bellissimo il confronto tra i due "sposalizi della vergine", tra quello di Raffaello Sanzio e quello del Perugino, proveniente in prestito dal Museo di Caen. tra l'altro in una delle prime sale oggetto del radicale riallestimento voluto dal nuovo direttore del museo. 
e poi quel ritratto del conte Porcia, ad opera di Tiziano Vecellio, uno dei miei pittori preferiti.
poi non c'è museo in cui non mi metto a cercare quadri che raffigurino la serenissima del '700, da Tiepolo a Guardi, ma soprattutto il Canaletto, per me il migliore di quel periodo. 
e poi concedetemi una pruderia, ma che dire dell'opera di Paris Bordone chiamata "gli amanti veneziani", in cui si raffigura sì una coppia pudicamente abbracciata, ma con una terza figura alle spalle. della serie "lei, lui, l'altro?"
tra le opere dell'800 la "Fiumana" di Pelizza da Volpedo, antesignana del più famoso "quarto stato", che peraltro si trova anch'esso a Milano.
per quantio riguarda il '900 e la sua collezione Jesi, evidenzio la "camera incantata" di Carlo Carrà.
poi siccome volevo andare a vedere delle opere di design all'accademia, succede che vengo incuriosito da una freccia che indica l'orto botanico di Brera, di cui ignoravo l'esistenza. per carità, non è forse paragonabile a quello di Roma, ma si scopre essere ben curato e gradevole.
nella mostra di design in accademia, poco significativa, cerco di capire il senso della bici ecologica in legno per bambini tra i 2 e i 5 anni priva di pedali.
e uscendo, siccome mi piace il marmo, fotografo la "muraglia cangrande" dello scultore mazarese Pietro Consagra, tutta in marmo rosso, esposta nell'atrio dei gesuiti. 
ora lo so che vi siete abbondantemente rotti gli zebedei, allora vi auguro buona notte ricordandovi che domani si torna al lavoro dopo quattro giorni di far niente!

è meglio non lo so che cosa

post alla rinfusa questo. in onore del titolo del blog, partiamo dalla parte runneristica. che è una merda. fino a questa mattina ero tentato di andare a fare una tapasciata domenicale. poi mi sono detto che con la condizione di questo periodo non ha senso. la distanza minima è di tredici km. e nelle gambe non li ho. figuriamoci se poi c'è da svegliarsi alle sette. ma neanche pensavo di essere così fiacco oggi pomeriggio. niente, questo è un periodo che va così, cioè a cazzo. dovrei fermarmi, andare ai box e starci un paio di settimane almeno. anche perchè così non mi diverto, soffro e basta. poi dopo un giorno e mezzo di pioggia è bastato un pò di sole per riempire la Martesana all'inverosimile. una gimkana unica. sono stato talmente penoso che non vi dico nè quanto ho fatto nè a che velocità. ma credetemi, penoso assai. ben oltre la pipparunneraggine. segnalo che le piogge hanno reso la Martesana un naviglio serio, anatre, anatroccoli e nutrie in quantità industriale, il livello dell'acqua che supera il metro, abbondantemente nel tratto verso Via Padova.
ieri ho passato il venerdi a casa rincoglionito, con un cerchio alla testa epico. questo perchè la cena di giovedi sera è stata all'insegna dell'esuberanza alcolica. da solo ho bevuto una bottiglia di traminer, e poi al momento dell'amaro la bottiglia che vedete nella foto a seguire è stata mia compagna per almeno un'ora, anche perchè era perfetta per rendermi particolarmente brillante nella parte finale della serata.
al di là di ciò, serata molto piacevole. a un certo punto guardo l'ora e dico "cazzo, ma sono le due e un quarto!". e tutti gli altri a ripeterlo in coro con me. insomma, tra una balla e l'altra sono arrivato a casa alle due e mezza, ora capirete perchè ieri non ho messo piedi fuori da casa.  da una serata come questa dovrei capitalizzare meglio. al "gatta ci cova" del giorno dopo via wazzapp dovrei dare un seguito. ma trovo sempre una giustificazione. cambierà. oppure no. ieri stravaccato sul divano sistemavo i canali del digitale terrestre (io ho una tv vecchia di otto anni, senza decoder incorporato), e nello zappingare trovo questo canale del cazzo con questo programma del cazzo.
la mia prima reazione è stata "va che tocco di figa". poi oltre al profilo l'hanno inquadrata frontale. ed eravamo anni luce non dico dietro Diletta Leotta o Jessica De Rienzo, ma anche dietro una Monica Vanali (di adesso). ammetto che ho pensato anche "ho scopato di meglio, e direi anche spesso". insomma, con un tacco "scopami subito" c'è posto per tutte.
domani quasi quasi vado in un posto che piace tantissimo a una lettrice del mio blog. al mattino? al pomeriggio? vedremo... buona notte, globalmente of course.

giovedì 2 giugno 2016

w la repubblica

certo, perché antifascismo, resistenza e repubblica non si discutono mai. e anche se ho fatto l'obiettore di coscienza in anni in cui erano in pochi a farlo, a me la parata del 2 giugno non dispiace.
ma detto questo, io il 2 giugno l'ho festeggiato correndo. oddio, corricchiando più che correndo. l'uscita di appena 36 ore fa si è sentita. anzi, si sentiva ancor prima di correre, ma non mi ha impedito di uscire a metà mattinata sulla Martesana. solito male al polpaccio e al ginocchio, anzi direi a entrambe le ginocchia, ma corsetta fatta all'insegna del totale relax (tradotto: più pippa runner del solito). i primi sei km li ho fatti ancora abbastanza bene, ma gli ultimi tre li ho fatti tutti con la testa che le gambe imploravano lo stop. ma alla fine 9,3 km li ho portati a casa, sebbene a 5' e 54" al km. non avete idea di quanti runner mi abbiano superato. pazienza. quando sono rientrato alla mia rotonda, ho fatto stretching abbastanza prolungato, e mi sono fermato a guardare i tanti runner che passavano. questa mattina, poi con la giornata ideale e a quell'ora, veramente una infinità.
stasera andrò dopo tantissimo tempo a cena da un cinese che sembra un italiano e soprattutto cucina come un italiano. e devo dire che mi fa piacere andare lì. per intanto, quasi quasi vado a fare un po' di divaning. buon proseguimento di giornata.

mercoledì 1 giugno 2016

orbene

stasera sono contento di aver corso. è stato faticoso. ho cercato di lavorare sulla postura. ho cercato di capire perché faccia male il polpaccio. ho gestito l'inevitabile tensione sul resto del corpo. ho ragionato sulla frequenza dei passi e su come migliorare l'atterraggio. ho abbondato nello stretching, prima e dopo la seduta di corsa. le sensazioni fisiche sembrano discrete ma è domani che si vedrà lo stato delle cose. le sensazioni mentali invece sono ottime. sono stati 9 faticosissimi km, fatti in meno di 51 minuti, ovvero a 5' e 40" al km. ma mi hanno riconciliato col mondo. se non fosse stato per il fatto che ero sudato marcio, sarei stato nella rotonda vicino casa mia finchè non arrivava il buio. stare lontano dalle gare, persino dalle tapasciate, penso possa farmi solo bene. per dire, il 2 giugno ho puntato una tapasciata là dove abitavo prima di venire qui a Milano otto anni fa. ma parte alle 9, come minimo bisogna svegliarsi alle 6.30. qualcosa mi dice che avrò una voglia pari a zero.
ieri sera ho superato la cena stupida, fatta da ristorante stupido, cibo pessimo, prezzo alto perché c'era della "beneficenza" da fare. dire che la compagnia fosse stupida quello no. perché alla fine dietro una realtà associativa si celano uomini e donne arrivati lì per caso ma non è detto che abbiano una storia banale alle spalle. vediamo di iniziare questa avventura al meglio, anche se potrà forse sottrarre altro. come dico sempre a mia mamma, io non mi annoio mai, qualcosa da fare lo trovo sempre.
tornando al running, domenica si è corsa la 100 km del passatore, una ultra maratona che va da Firenze a Faenza (quindi attraversando l'appennino) vinta dal solito king Giorgio Calcaterra, alla sua undicesima vittoria col solito tempo inferiore alle sette ore. due del mio gruppo l'hanno fatta. ci hanno impiegato 18 ore e mezza mi pare. 10 minuti al km. diciamo una camminata veloce. certamente una impresa epica, perché voglio vedere lo stato di chiunque dopo aver fatto 100 km a piedi. io non potrei mai farlo. perché non è più sport. è altro. è la versione sportiva del cammino di Santiago. troppa mistica insomma. come ogni anno, è noto, c'è chi di quei 100 km se ne fa 30 è tanto. gli altri li fa in macchina, camper o altro. per cosa lo fa non è dato sapere. per dire di aver fatto il passatore, con medaglia e maglietta da esibire? uno (ma sono decine ogni anno, ripeto) l'hanno beccato in flagrante. un 69enne napoletano (ma non stupitevi, al traguardo è arrivato anche un 92enne, ed in modo serio). è stato fotografato, denunciato alla fidal, alla sua società ecc... ecco, peccato che fosse un giudice fidal. ora questi stronzi rompono i coglioni a noi amatori degli enti di promozione sportiva, tassandoci all'inverosimile, e magari per mantenere strutture che pagano rimborsi spese a delinquenti di questa specie. S., come si scrive "omm e mierda" in napoletano? è corretto come l'ho scritto?
buona notte amiche ed amici, per molti di noi domani si lavora ancora, ma poi niente per quattro giorni, oh yeah!