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mercoledì 8 giugno 2016

correre per non...

stasera non si doveva correre. primo, perchè al mercoledi c'è il calcetto ma ormai sarà quasi un mese che salta. secondo, perchè dalle 17 circa su Milano piove o se non piove sembra che debba venire giù di tutto dal cielo. solo che vengo da due giorni di merda. da colloqui, incombenze, attività molto più che assurde. io dico sempre che ho una buona, forse ottima capacità di sopportazione. spalle larghissime, fisicamente grazie a mio papà, comportamentalmente e caratterialmente grazie alla mia famiglia. una famiglia di persone perbene. per una serie di ragioni, forse anche casuali, il più esposto a certi condizionamenti sono io. ma nel dare avere "etico" penso di non uscirne tanto male. usando tatto, acume, diplomazia, competenza. ma talvolta si supera la sottile linea rossa. e sbrocchi. no, forse sbocchi. di più. ti viene il vomito. ti vengono profondi e fastidiosi conati di vomito, perchè c'è un limite anche al teatrino della presa per il culo. e allora si torna a casa, e non importa se minaccia tempesta, se hai corso appena 48 ore fa. e corri. non importa neanche quanto hai corso, a che velocità, come stanno le gambe, la schiena, le ginocchia. correre diventa vitale perchè se torni a casa e ti prepari da mangiare l'incazzatura monterà a manetta. come sto adesso? semplicemente molto meglio di come sarei stato non correndo.
anche se, diciamolo, sono un pò giù. sono diverse sere che non esco. perchè non ho l'umore giusto. perchè mi girano vorticosamente i coglioni, addirittura a elica, per l'imminente compleanno. che non sarà come tutti gli altri, lo sapete. sono triste, diciamolo. triste ed incazzato. una mia amica è settimane che sta cercando di convincermi a fare una mega festa. e io ho una mega non voglia di farla quella festa. fanculo tutto. e intanto questo countdown va avanti, che alla fine della fiera non vedo l'ora di superarlo quel lutt...pardon, quel giorno. l'unico proposito che ho è spegnere il cellulare, non accedere ai social, non fare una beata minchia.
detto questo, vado a vedere se la lavatrice ha smesso di lavorare. buona notte bagaj!

2 commenti:

  1. Franz, io te l'ho detto che cosa devi fare. Dai stai su.

    Abbraccio

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  2. Io non la farei quella festa.
    Devi sentirtelo di voler festeggiare, non può essere un obbligo.

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