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mercoledì 8 giugno 2016

pensieri di running

ieri non sono arrivato a casa presto, ma neanche tardi (per dire, stasera sono arrivato alle 20.15, e non so da quanti secoli non avvenisse). per cui sono andato a correre, mettendo in pratica un pensiero che avevo da uun paio di giorni. e se fossero le scarpe che non vanno? dai primi di dicembre corro con nike, con cui ho fatto grosso modo 650 km, che non sono tanti né pochi. un paio di scarpe dovrebbero essere usate per 800 km, un po' più un po' meno a seconda di postura o modalità di corsa. se poi sono poco "pantofolate", anche meno. esiste scuole di pensiero contrastanti sulle nike. c'è chi dice che siano le peggiori scarpe per la corsa, chi dice che siano le migliori, quelle che assieme alle Adidas  garantiscono diversi secondi risparmiati al km. io venivo dalle Brooks, scarpe indistruttibili ma che ho sentito meno performanti perché "pesanti". ai primi di dicembre consigliato da chi sa molto di running e non solo teoricamente, ho comprato le nike structure zoom. e le ho trovate fantastiche. leggerissime e protettive nel contempo. con queste ho fatto un trimestre febbraio - aprile fantastico. ma dalla fine di aprile è iniziato lentamente l'appannamento, i fastidi, il dolore, il disastro di Piacenza e via discorrendo.
ieri sera mi son detto "e se rispolvero le Brooks?". detto fatto, ho rimesso le "pantofole", e ho fatto qualche km. pochi devo dire, circa sei e mezzo. cercando di prestare attenzione alla postura, alla linea, ai movimenti di curva, con un percorso un po' diverso, passando dalla Martesana a Gorla, passare accanto al monumento ai martiri di gorla per poi tornare verso casa. ecco, la sensazione alla fine è stata di "stare meglio". meno dolore un pò dappertutto. magari è un caso, magari è perché ho fatto poca strada, magari è perchè andavo piano. comunque alla fine ero contento e questo è ciò che conta.
dicevo della nuova convenzione tra enti di promozione sportiva e fidal. io sono iscritto ad un EPS. perché sono scarso, perché non voglio spendere tanti soldi non avendo ambizioni agonistiche, perché non gareggio ogni domenica, perché non mi interessa il completino sociale e la pista di atletica a disposizione. che già correre costa. non è come giocare a tennis o golf, sia chiaro. ma un paio di scarpe le paghi più di 100 euro di sicuro e avete visto quanto durino. le gare, quelle a cui partecipo e in cui arrivo puntualmente tra gli ultimi cinquanta o cento, quando va bene costano almeno 20 euro, e se ti iscrivi quattro mesi prima, che se ti iscrivi a ridosso delle stesse le paghi anche 35 euro. vabbè, i capi tecnici te li "regalano" alle gare, di magliette ormai ne ho a bizzeffe. adesso se vuoi gareggiare, fare certe gare, non basterà più l'iscrizione ad un EPS. ci vuole quanto meno una runcard fidal, che altro non è una tangente di 15 euro (per adesso, vediamo l'anno prossimo) che si paga alla federazione. quella stessa federazione che da anni non è in grado di far crescere un atleta dico uno in grado di fare bella figura a mondiali o olimpiadi (oddio, forse con Tamberi nell'alto forse si riesce) e le sue prime linee sono italiani per modo dire, essendo tutti dalla pelle non esattamente chiara. e non è razzismo, i keniani e gli etiopi c'erano anche 20, 25 anni fa quando noi vincevamo con i Panetta, gli Antibo, i Bordin, i Mei, i Mori. quella stessa federazione che ha all'interno giudici e dirigenti dal dubbio profilo morale come scrivevo qualche post fa.
poco male, per adesso - e non so solo se è per gli acciacchi fisici - di gareggiare ho poca voglia. questa storia della convenzione è solo la classica goccia che fa traboccare il vaso. stessa roba per le tapasciate: le cerco, scarico la locandina, penso di andarci, ma poi la voglia viene meno la sera o la mattina  in cui si svolgono. giovedì sera ce n'è una molto di grido nel running milanese. ad ora, la bilancia tende verso il non andarci.
si è fatto tardi, andiamo a letto? un abbraccio globale a tutte e tutti.

4 commenti:

  1. Nottata in bianco -.-

    Concordo, se non hai voglia di gareggiare non forzarti.

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  2. Io di scarpe da corsa non me ne intendo ma credo che l'idea di cambiare e provare qualcos'altro possa essere quella giusta.

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  3. Si infatti, far correre ragazzi nati altrove nelle societa'italiane, mi sembra un sotterfugio per non affrontare i problemi.

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