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venerdì 17 giugno 2016

una lunga giornata tra scarpe nuove, taxisti di merda e una cantata in auto

nonostante il calcetto e la pizza di ieri sera, nonostante questa mattina mi sia alzato prima delle sei perché avevo una riunione in Veneto, nonostante abbia mangiato come un porco a pranzo (e non è colpa mia, ma del mio compagno di merende), nonostante il cielo milanese stasera fosse ben più che grigio e cupo, io quasi al buio sono andato a correre che dovevo provare le scarpe nuove. eh si, perché alla fine martedì sono andato sì a comprare le nuove gomme da strada, ed effettivamente la mia disamina ha coinciso con quella del proprietario del negozio specializzato. certo non sarà la scarpa ideale (che non esiste) ma forse è giunto il momento di provarla questa scarpa che è una via intermedia tra le Brooks glycerine 12 e le Nike structure zoom. ho preso le Brooks Ghost 8, che tra l'altro erano pure in offerta che a luglio esce il modello nuovo ma con interlinea pressoché uguale. sono andate bene, anche se continuo ad avere male a polpaccio e ginocchia (a proposito, il negoziante quando ha visto le Nike ha fatto una faccia.... erano completamente storte e inadatte al mio piede, da lì i problemi articolari). e poi si tratta di scarpe nuove, vanno (un po') bene per forza. ho fatto 6 km circa in meno di 34 minuti, a 5' e 38" al km. sono soddisfatto dai.
voglio raccontarvi questa storia, che per me è in realtà l'epilogo di un odio che provo da anni verso la categoria dei taxisti. chiamo il taxi per andare in centrale, sono prima delle 6.30. da casa mia in centrale sono poco più di 1 km. quando salgo in taxi, al dirgli che devo andare in stazione, il taxista mugugna. in centrale non mi lascia davanti alla stazione ma alla rotonda che mi tocca pure scavalcare i binari del tram lì belli alti. la corsa costa 8,30 euro. per poco più di 1 km. gli lascio una banconota da 50 euro, non ha 10 euro? no. non ha 20 euro? no. a quel punto dice sarcastico "sono proprio fortunato questa mattina". io ridacchio ma lo saluto e scendo. lui esce dalla macchina, si toglie il giubbotto, rimonta in auto e senza salutarmi se ne va. la corporazione dei taxisti è una delle più potenti e impunite d'Italia. a Milano e Roma in particolare. io il taxi cerco di prenderlo il meno possibile. quando sono tornato stasera a Milano anche se pioveva sapete che ho fatto? anche se l'azienda me lo avrebbe rimborsato anziché prendere il taxi ho preso l'autobus. costo 1,50 euro, che almeno guadagna il mio comune anziché questa gente di merda. e una volta a casa ho scritto una bella mail alla rubrica dei lettori dell'edizione milanese di Repubblica. e poi l'ho girata anche al radio taxi. bastardi marci, speriamo che venga pubblicata.
anche se la giornata è stata lunga, stasera siamo andati a cena a Sesto io, A e A. ormai siamo caricaturali. sembriamo le amiche di sex and the city peccato che siamo due uomini e una donna. in auto, mezzora fa usciti dal ristorante, A. ha messo il cd col suo repertorio 60/70/80. e siccome all'andata io stavo cantando "I was made for lovin you" dei Kiss (non sto mentendo, con tanto di falsetto), al ritorno ho cantato a squarciagola, sopra la fantastica voce di Adamo, questa bellissima canzone degli anni '60, "la notte". andiamo a letto che è meglio.....

8 commenti:

  1. Anche io sono spesso l'unica donna accompagnata da amici uomini. Abitudine presa ai tempi dell'università. E ci divertiamo parecchio. Non mi erano mai piaciuti le tue Nike. Queste sono molto meglio.

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  2. Io avevo le 4 e le ho amate tantissimo (Anche se le usavo per la montagna, non asfalto).
    Spero risolvano i tuoi acciacchi ;)

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  3. Quasi 9 € per meno di un km è un bel salasso.

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    1. poco più di un km

      ma il paradossosta nella incazzatura del taxista che a quell'ora forse si aspettava una corsa fino a Linate, che gli avrebbe fruttato 25 euro.

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  4. Ma bello lui che canta!!!! :)

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  5. Le uscite in 3 amigos, massimo 4, sono sempre le migliori.

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  6. > anche se l'azienda me lo avrebbe rimborsato anziché prendere il taxi ho preso l'autobus

    Mai capito perché ci sono così tante persone che se l'azienda paga fanno cose che personalmente non farebbero mai.
    Tanto se paga qualcun'altro...
    Invece bisogna tenere una propria linea.
    Forse scrissi, in passato, della coglionaggine di certi riccastri rispetto al tartufo...

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