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venerdì 30 settembre 2016

thanks god it's friday

vengo da un mercoledi/giovedi decisamente impegnativo. parlo di lavoro. e per impegnativo intendo un ritorno al passato. di quando il lavoro era adrenalina e mondanità. per dirla ancora meglio, in questi due giorni in giro per il nord Italia le ho azzeccate tutte. in gran parte era raccolta (e ho raccolto), ma c'era anche semina (e ho seminato). poi ieri sera c'era l'inaugurazione di una nostra nuova filiale, a cui ero invitato. ed è stato come tornare a 3, 4 anni fa, quando ero mezzo potente. diciamolo, mi piaceva un casino all'epoca. e non mi è dispiaciuto neanche ieri. poi quella era zona che controllo da sempre. strette di mano, abbracci, scusa ti posso parlare un attimo.... e come da tradizione tante donne, decisamente belle (con le loro fantastiche scarpe scopami subito) perchè da quelle parti si è decisamente belle senza tirarsela più di tanto come avviene qui a Milano. l'unica nota negativa sempre la stessa. a questi eventi si beve tanto (e non particolarmente bene) e si mangia a cazzo (ma veramente a cazzo). morale della favola, tornato a casa a Milano mi sono rilassato un pò sul divano, poi sono andato a dormire più o meno alla mezza. solo che alle 4 mi sono svegliato di soprassalto, e sarò rimasto sveglio un'ora e mezza, a girarmi di continuo.
solo che avevo messo la sveglia, che non correvo da 60 ore. alle sei e mezza ha suonato, implacabile. ma il vostro preferito non si è scomposto. solita sciacquata di faccia, solito caffè, e alle sette meno un quarto ho iniziato ad asfaltare la Martesana. le gambe, nonostante tutto, c'erano. soprattutto man mano che correvo. alcuni passaggi chilometrici interessanti, nel mentre decidere quanto fare. pensavo tra gli otto e i dieci km, salomonicamente ho optato per un nove km, che se diventavano dieci poteva significare stare sotto i 54 minuti, quindi andare molto bene. dicevo, nove km fatti in 48 minuti e 35 secondi, cioè a 5' e 24" al km. bene lo stesso insomma. anche se ora mi aspetto di crollare, stasera, tra le dieci e le dieci e mezza.
domani inizia anche il mio anno da istruttore. speriamo di non romperci troppo i coglioni. buon fine settimana a tutte e tutti.

mercoledì 28 settembre 2016

per me un giorno senza allenamento è come un giorno senza mangiare (cit.) + il sogno della notte scorsa

quella frase non è mia, già nel titolo l'ho detto. è di Haile Gebrselassie, uno che ha corso tanto e vinto qualcosa, come potete leggere nella pagina Wikipedia a lui dedicata. naturalmente lungi da me paragonarmi al campione etiope, che è un grande uomo prima di essere stato un grande atleta. questa mattina ero ad un corso di formazione (a cui per la cronaca ho dato 1 nella scheda di valutazione finale). e siccome a breve questi organizzano un corso di management proprio partendo dal running, campeggiava la frase del titolo. nel frattempo mi arrivano mail inquietanti. uno, due, tre assenti per il calcetto serale. porca pupazzola! nel pomeriggio provo a salvarla, ma niente. mò che faccio? organizzarmi per altro non si può, e allora mi viene in mente la frase di Gebrselassie. ho corso domenica, ho corso lunedi, correrò anche stasera. mettiamoci di un pathos, no? stasera la Martesana era bella, come sempre, ma forse un po' più bella del solito. sento che ho voglia di correre, sento che farò bene. vado verso Via Padova, ma se si vuole assaporarlo il naviglio devi andare oltre. devi sopportare quei 500 metri di Via Padova che assomigliano ad una camera a gas e andare verso Via Idro. lì corrono in pochi, poi al buio figuriamoci. arrivo al Lambro e torno indietro. i 5 km li giro in poco più di 27 minuti, andatura giusta per chi vuole fare quello che ho intenzione di fare. al ritorno accelero. purtroppo perdo qualche secondo al semaforo di Via Adriano. per forza ero rosso e quindi ho dovuto girare a destra passando attorno alle macchine in coda. il ritorno sulla Martesana è potentissimo. nono a 5' e 20", decimo a 5' e 17". vuol dire che ho un passaggio ai dieci decisamente sotto i 55 minuti. adesso si deve andare all'ora e se mi riesce a fare più di 11 km. non ci riesco. sforo di 14/15 secondi. sono quelli che ho perso in Via Adriano e nel trovare una linea giusta superati i 10. sono comunque andato a 5' e 28" al km. per un paio di giorni mi fermerò comunque. anche perché non ci sono, quindi.....
torno a raccontarvi di un sogno, che è un po' che non capita. tenete conto che mi sono svegliato nel cuore della notte e siccome ce l'avevo ben nitido mi sono alzato per scriverlo su un pezzo di carta. devo pagare una cambiale, la prima cambiale firmata in vita mia. l'ho appoggiata al monte dei paschi, ma non mi ricordo in quale filiale. trovo la fotocopia, e non conosco l'indirizzo. salgo in macchina e accendo il navigatore, che mi fa fare corso di porta romana. alla fine arrivo in via larga, ed ovviamente non c'è parcheggio. la filiale è lì, la numero 5 del monte dei paschi. è enorme. una infinità di sportelli. io devo fare in fretta. ho lasciato l'audi parcheggiata a cazzo dove c'è un cantiere della A2A. trovo la cassa cambiali e mi presento con il contante per pagare la cambiale dato che non sono correntista del MPS. un biglietto da 50 euro e una moneta da un euro. ho firmato una cambiale per 51 euro. lo sportellista ci mette un po' a trovarla ma eccola spuntare. pago, ma vedo che alle mie spalle c'è Claudio Ranieri. proprio lui, l'allenatore del Leicester. boh, anche lui deve pagare una cambiale? quando esco dalla banca un vigile mi ha appena fatto una multa. non faccio neanche il tentativo di farmela togliere, ho così torto. non posso che pensare di aver fatto a 'sto giro la giornata !
ps: questo sogno per me è ovviamente chiarissimo. vedete che la vita è una scienza esatta, e che di casuale non c'è nulla? buona notte amiche ed amici.

lunedì 26 settembre 2016

la Martesana restituisce, Hulk e la sua canottiera, i social network non mentono

non dovevo, ma non ho saputo resistere al richiamo. sono tornato a casa abbastanza presto, e alle sette ho voluto lavare l'onta della mezza débâcle del mattino precedente. magari non era esattamente indicato, ma io lo so che la Martesana mi viene in soccorso, mi restituisce quanto perso in altri asfalti. dicevo, partenza alle sette. le gambe le sento dure, ma nel contempo sento anche che la muscolatura più massiccia può compensare l'affaticamento. il passo è buono, 5' e 30", anche meno. arrivo in Via Padova, torno indietro, mi piacerebbe arrivare a dieci km. ma ai sette e mezzo inizia a pulsarmi la milza, ed è che il segnale che ai dieci posso arrivarci solo rallentando. allora mi fermo agli 8 km, fatti in 44' e 06", 5' e 31" al km. non è un tempone, non è una grande distanza, ma sono contento lo stesso. dopo ho defaticato per 1,25 km, prima e dopo un po' di stretching. al momento mi sento benissimo.
essendo lunedi, ci sono più jogger che runner. vuol dire che ne superavo nove e mi superava uno. fate partire la musichetta del "ti piace vincere facile", che mi gaso un po'. però attenzione, quando ho girato al paletto di Melchiorre Gioia, da lontano ho visto lui. canottiera. detto anche hulk. colui che ho poi saputo essere un ortichino. ma andiamo con ordine. era il 28 dicembre 2014, giorno più giorno meno. una domenica mi pare. correvo seriamente da circa 8 mesi. venivo da prove dicembrine alterne. mia figlia era a casa da me, ma ovviamente dormiva. vado a correre, abbastanza presto. è vero che c'era il sole ma faceva un freddo della madonna, solo qualche giorno prima aveva nevicato. non avete idea del freddo che c'era. sicuramente al massimo due gradi. vado forte, se non altro per scaldarmi. quando arrivo al Lambro la strada è ghiacciata e più volte rischio di cadere. fu una bella uscita, 13 km a 5' e 36" o a 5' e 38" mi pare. tanta roba per i tempi. ma ricordo che mentre ero di ritorno lo vedo venirmi incontro. un ragazzotto sui 30/35 anni, muscolosissimo, che corre in pantaloncini e canottiera. solo ed esclusivamente in pantaloncini e canottiera. con una falcata decisa e potente. ecco, da allora con qualunque tempo, inverno ed estate, io l'ho visto correre sempre e solo in pantaloncino e canotta. che poi ho scoperto essere la divisa dell'Ortica, gruppo runneristico di cui conosco tanta gente e con cui ho passato l'ultimo capodanno. e pensate, di quel gruppo Hulk non è neanche il più veloce, che ci sono tre o quattro che vanno ancora più forte di lui. anzi, se faccio mente locale anche qualcuno in più. e stasera l'ho visto in lontananza. correva, e me lo vedevo sempre più piccolo, col suo passo che va sotto i 4' al km sui diecimila. io ammazzerei per fare un dieci sotto i 5' al km, e lui va sotto i 4' al km. Hulk, lui e la sua canotta.
non che avessi dubbi, perché le persone (ahimè) le inquadro con poco. ma sapete qual è il miglior modo per stanare un bugiardo? dirgli, sorridendo e facendo finta di scherzare, che mente. ecco, lo vedrete inalberarsi in modo eccessivo, come se avesse non una ma cinque code di paglia. poi, l'idiota, se fa ampio uso dei social network, facebook ed instagram in primis, di whatsapp e per giunta è donna, viene svangato subitissimo. d'altro canto l'uso smodato di internet non può essere paragonato ad una droga? buona notte amiche ed amici, globalmente

le nuvole non hanno mai paura

prima o poi arriva la battuta d'arresto. e come sempre quando meno te l'aspetti. nel precedente post vi parlavo di lungo bastardo da fare nel weekend, questa mattina che ero dai miei ho fatto un flop ignominioso. ho passato tutto il sabato a pensare a che cosa avrei potuto fare, quale percorso, quale ritmo medio ecc... ma quando questa mattina sono sceso da casa dei miei c'era un vento terso che non mi piaceva affatto. di quelli che ti tagliano la faccia. parto da Rivoli mi dirigo ad Alpignano per poi andare verso Collegno. a Collegno sento che le gambe non girano. non entro nel parco Dalla Chiesa. punto verso casa insomma. fatto l'ennesimo cavalcavia o sottopasso, superati i 10 km, mi fermo di botto. non andavo neanche tanto male, giravo a 5' e 45" al km. ma ero a disagio. fisicamente e mentalmente a disagio. e pensare che oggi volevo fare almeno 17 km. a quel punto al piccolo trotto torno a Rivoli dai miei. prima di salire a casa tento un paio di allunghi, giusto per superare i 12 km di corsa. sensazione bruttissima credetemi.
la giornata l'ho recuperata un po' stasera. certo, devo capire un po' di cose. su tutte, una questione di scarpe, che per chi mi conosce è particolare non secondario. mamma, mi sembra di essere tornati al 1994. e la discesa in campo di Berlusconi non c'entra nulla.
e pensare che le nuvole non hanno mai paura. Garbo, "generazione". buona notte amiche ed amici, buon inizio settimana.

venerdì 23 settembre 2016

scienza esatta

wikipedia così definisce il concetto di scienza esatta. ma ci torneremo, perchè in questo post partiamo, come giusto che sia, dalla parte sportiva. ieri sera c'è stato il calcetto. iniziato con qualche minuto di ritardo causa solito ritardatario del cazzo. squadre forse più equilibrate della prima partita. io parto in porta. da lì vedo tutto, già sono capitano normalmente, figuriamoci in questo modo. giochiamo bene, ma facciamo fatica a metterla dentro. io paro tutto, rischiando mani, dita, naso. io che portiere non sono. però capisco che c'è equilibrio così nella nostra squadra. e senza dire nulla, decido di non chiedere il cambio. prendiamo un pò il largo, ad un certo punto siamo sopra di quattro. partita che si anima: falli, spinte, ormai siamo al livello che quando giochiamo a calcetto gli altri ci guardano da fuori talmente ci mettiamo l'anima. poi succede che abbiamo un calo, complice il solito pirla (quello che ha la fidanzata strafiga, do you remember?) che fa talmente il solito gioco che ormai l'ha pure capita la cugina di Jennifer Aniston che vive a Miami. alla fine pareggiano. ripassiamo in vantaggio, ma pareggiano di nuovo. entrano quelli che hanno il turno dopo di noi. ultima azione, abbiamo noi la palla e la mettiamo dentro. vittoria di uno, stra meritata, che se la perdevo questa volta mi incazzavo. per me la conta dei danni è l'anulare della mano sinistra che mi fa male. vabbè, passerà. spero.
dopo io e un altro, su sua proposta, andiamo a mangiare il sushi in Viale Monza, praticamente in Loreto. esce fuori un posto fighissimo, sia come locale che come qualità del cibo. il tutto accompagnato da una bottiglia di bianco e due passiti finali. conto abbastanza salato per essere un giapponese, ma a queste cose io non do molta importanza lo sapete.
ieri sera mentre mangiavo il sushi un pò con le bacchette un pò con la forchetta (insomma, con alcuni pezzi riesco, con altri no) mi dico "ma tanto ho giocato in porta stasera. si, mi sono mosso, un pò ho sudato, sto mangiando e bevendo da fare schifo, ma uno scarico non ce lo facciamo domattina?". sveglia alle 6.45,  caffè e Martesana. scarico significa pochi km e a velocità contenuta. i 5 km sono diventati quasi 6, e comunque sono andato a 5' e 32" al km, con il quarto a 5' e 19". terza uscita settimanale più il calcetto. domenica vorrei fare un lungo un pò bastardo, ho qualche idea in testa ma vi aggiornerò.
prima pensavo, a ruota di una telefonata, di una conversazione whatsapp, di un pranzo con colleghe, che non solo la medicina bensì tutta la vita sia una scienza esatta. non c'è nulla, ma proprio nulla, figlio del caso. che le cose, certe cose, tutte le cose, succedono in conseguenza di accadimenti precedenti. che ci deve essere una predisposizione per farsi capitare le cose belle e meno belle. attenzione, queste considerazioni nulla c'entrano con quanto scritto qualche post fa. dico solo che se stasera farò una cosa e non un'altra, fidatevi che ciò si sapeva prima. anzi, io lo sapevo prima. detto ciò, non mi resta che augurarvi un buon fine settimana. divertitevi e non peccate. anzi no, peccate a dismisura, tranne chi dico io.

mercoledì 21 settembre 2016

running in the rain

se esci che è ancora buio e non guardi dal balcone o dalla finestra non sai che tempo c'è fuori. sveglia alle 6.45, uscita da casa poco dopo le sette. minaccia pioggia, accendo il garmin e parto subito, che è già tardi. sotto il primo ponte della Martesana di nuovo i migranti a dormire. posso dire che questa cosa non l'accetto più? qui non è razzismo, qui non è buonismo. qui è buon senso. se c'è una cosa che non ha senso è vedere queste ormai diverse centinaia di persone che da mesi stazionano nel mio quartiere, a  ridosso di casa mia. bene ha fatto il sindaco Sala a scrivere al governo attraverso Repubblica. ma torniamo all'uscita runneristica. preventivati 8 km, non certo meno ma neanche di più. essendo in ritardo, vado un pò più spinto. le gambe sembrano girare bene, incrocio e saluto grandi runner, ci sono alcuni passaggi chilometrici interessati. arrivo in Via Padova e torno indietro, le nuvole aumentano e capisco che da lì a poco dal cielo cadrà giù di tutto. ed infatti così avviene dopo aver superato Viale Monza. sotto casa mia anche di più. solo che sono a sei km e mezzo, e devo proseguire, gioco forza. passo da Via Zuretti e oltre alla pioggia ci si mette il vento contro. alla fine arrivo faticosamente a fare sette km e mezzo, e lì  mi fermo, che dire che sono zuppo è anche poco. sette km e mezzo fatti comunque in 39' e 52", a 5' e 19" al km, e penalizzato da un ultimo km che poteva essere fatto meglio. comunque, una bella uscita.speriamo di tenere ancora questo stato di forma il più a lungo possibile.

martedì 20 settembre 2016

la corsa, la dipendenza che ne deriva, l'amore (ragazze, prendete i pop corn)

succede che questa mattina arrivo in ufficio abbastanza pimpante e messo giù bene. il week end non è andato male, anzi. poi si è chiuso con la sorprendente (e convincente) vittoria della beneamata contro il male assoluto, e questo da solo vale il prezzo del biglietto. vabbè, faccio la mia solita riunione del lunedi con le ragazze (per me son sempre "le ragazze"), poi salgo in auto direzione Emilia, per lavoro ovviamente. tra una telefonata, una mail e un whatsapp (lo so, non si fa, sono colpevole e pirla), penso che ho voglia di correre. nel senso che ho voglio di correre una volta tornato la sera a casa. per essere ancora più chiari, che non avrei potuto fare altro che andare a correre alla fine della giornata. quando poi ho realizzato che domani sera non sarò a casa, il dado si è tratto: stasera si corre!!!!! ed il bello che sono stato tutto il giorno a pensare a che cosa "avrei fatto" la sera, inteso come uscita. e alla fine mi son detto che avrei puntato ai 10 km, non troppi e non pochi dopo i 14 di ieri mattina. i 10, la distanza che va sempre bene, quella in cui alla fine scarichi tutto quello che c'è da scaricare. dove puoi dosare le energie e un attimo dopo liberarle. che stasera ho fatto un percorso assurdo, fatto sì del mio naviglio ma anche di correre con accanto lo scarico degli autobus, lo zigzag nel suk di Milano, senza fermarmi, libero al 101%. la prestazione? normale, 55' e 39", 5' e 34" al km, più che soddisfacente a livello tecnico. assolutamente soddisfacente a livello fisico. il problema è che ormai è ufficiale: io sono dipendente dalla corsa. mi possono togliere tutto, ma non la corsa. questo è un enorme problema. seppur piacevole.
oggi pomeriggio tornavo dall'Emilia. diciamola tutta. tornavo dalla città di un amore. di un mio amore. mi è venuta in mente una runner conosciuta pochi mesi fa attraverso un gruppo di facebook dedicato al running. ho avuto poi la possibilità di conoscerla in una gara. solo che lei in quella gara, che partiva in un orario assurdo, era lì per "accompagnare un amico". solo che quando l'amico è arrivato al traguardo, l'ha abbracciato come Lois Lane abbraccia Superman, alla faccia dell'amico. diventiamo amici su facebook, mi scrive che è separata e non da poco, che è incazzata per aver buttato gli anni migliori della sua vita e tutta una serie di recriminazioni di natura sentimentale. da lì a poco capisco che quel suo amico è diventato il suo ragazzo. nel senso che di questa nuova vita non esita a mettere nella piazza del social preferito sul pianeta ogni aspetto: le corse, le uscite con gli amici, le cene romantiche, quelle fatte apposta per lui, per chiudere con l'apoteosi delle ultime settimane, con foto che li ritraggono in una "uscita importante" (credo un matrimonio altrui), con i commenti entusiasti delle sue amiche, a cui lei risponde con "ho finalmente trovato l'uomo giusto", "finalmente la persona perfetta per me", per finire con un "ha due occhi blu da perdercisi" (posso confermare che è così). posso dire che ho trovato bellissimo questo mettere in piazza un amore non facilmente conquistato? che non è così scontato sentirsi bene dopo averne prese tante di mazzate sentimentali? l'amore è una cosa bellissima. se si ha la fortuna di incontrarlo, bisogna perdercisi, un po' come in quegli occhi blu. sabato sera sono stato un po' stupito da un discorso che mi ha fatto il (decisamente) meno amico dei due che erano con me. mi è stato detto che me lo ha fatto perché ha molta stima di me, e quindi vabbè non posso che accettarlo ed anzi considerarlo. ha fatto dei ragionamenti forti, mi ha invitato a fare qualcosa di folle e coraggioso nel contempo. ma l'ha anche argomentata questa cosa, sulla scorta di cose che gli raccontavo. ma il punto non è se queste cose le farò piuttosto che il contrario. il punto è quello che pensavo oggi mentre tornavo a Milano: come non sopporto più i livoriosi, non sopporto più gli sprecanti. coloro che sprecano e si sprecano per paura di farsi male, di sbagliare, per calcolo, per eccessivo carico di menate (di cui le donne milanesi sono portatrici insane). e, devo dire, proprio le donne sono ahimè leader indiscusse in questo campo. non bisogna pensare troppo. la razionalità, la logica è importante. io stesso sono cintura nera di razionalità. ma non indosso maschere, mute o scafandri. l'ultima donna che ha dormito nel mio bilocale ha detto, tra le tante cose positive e spero/credo sincere, che si è trovata a suo agio e non solo sul piano fisico, che si è fidata ed è stata bene per la naturalezza e spontaneità dei miei comportamenti. perché io sono questo. sono come mi si vede. e mi stupisco tanto che gli altri non siano così, ma deve essere effettivamente così. gli altri non si rendono conto che stare bene è meglio di stare male. che quella di non stare bene è una preferenza assurda ed illogica. bene, o male, il vostro preferito è un alieno, un diverso. sono nettamente minoranza. e allora chiudiamo questo lunghissimo post con l'alieno per eccellenza, David Bowie, "life on mars?". buona notte a tutte e tutti.

domenica 18 settembre 2016

paella e tapasciata

non so come sia uscita questa cosa. ovvero, qualche giorno fa la mia amica L. esce con la frase "andiamo a mangiare la paella in quel posto sul naviglio, ti ricordi Fra?". minchia, ma ci andavamo nella preistoria in quel posto lì, ma c'è ancora? si, pare che ci sia, quindi figurati, ha prenotato in un nanosecondo che lei come vede un posto figo si entusiasma a mille. io poi sono accondiscendente, organizzate che faccio pure il taxista. vabbè, alle nove meno un quarto ed eravamo nel ristorante spagnolo, anzi basco, nel senso che sono proprio baschi questi qui. ed era esattamente come nella preistoria, stessi tavoli, stesse foto di Dalì o dello stadio dell'Atletico Bilbao alle pareti, stesso tutto insomma. non mi ricordavo però qualità e prezzo. beh, si è mangiato molto bene e si è speso il giusto. effettivamente una gran paella, sangria per tutti tranne che per me che preferisco la cerveza e mi pare di averne bevuta non poca. noi eravamo in sei, tre e tre, ed eravamo belli. anzi, le donne erano più belle degli uomini, ma c'era chi tirava su la media, ma quello è un altro discorso che richiederebbe altre considerazioni. poi saremo vecchi ma siamo social ed è partito il valzer delle foto su facebook e però sono state belle dai. sembravano un po' quelle della pubblicità del campari, con la differenza - mica poca - che quelli sono giovani e noi no. comunque gran bella serata, che si è chiusa abbondantemente dopo la mezzanotte e mezza, e a letto prima delle due meno un quarto non sono andato.
e qui si lascia la mondanità per andare alla parte runneristica. eh si, perché avevo promesso a quelli del mio gruppo di andare alla tapasciata domenicale. certo, però è a Inzago. e l'appuntamento è alle 7.45. quindi sveglia alle 6.15, faccia sciacquata alla meglio e caffè molto forte, pronto a muovermi fuori da Milano. a Lambrate inizia a piovere. e ho iniziato a maledire la mia integrità morale. piove a Pioltello, piove a Melzo. a Inzago però di piovere non piove, anzi esce pure fuori il sole. sono le 7.30, arrivo persino prima all'appuntamento. ci sono altri del mio gruppo, partono loro, parto pure io. non al loro passo che quelli vanno come schegge. l'obiettivo è fare il percorso dei 14 km. al terzo, quando inizia lo sterrato, mi affianca uno, che capisco essere meno esperto di me, perché inizia a parlare. io però sono un ragazzo educato e gli do corda. mi chiede che distanza faccio di solito, se sono in un gruppo, che gli piacerebbe correre in compagnia. vabbè, succede che alla fine me lo trascino. il percorso non è mica facile, lo sterrato è prevalente, le campagne sono piene di buche e bisogna stare un po' attenti. evito i ristori, lui mi sta dietro, e d'altro canto anche io con 4 ore di sonno non è che devo fare la prestazione della vita. alla fine vediamo spuntare all'orizzonte il centro sportivo, accelero, naturalmente scopro che come sempre capita nelle tapasciate la misurazione è a cazzo, non sono 14 km bensì 13,42 che faccio in un'ora, 16 minuti e 23 secondi, senza interruzione alcuna, a 5' e 42" al km. il tipo mi ringrazia, mi dice "senza di te non ce l'avrei mai fatta". ora, che uno mi ringrazi in ambito runneristico mi pare una roba incredibile, ma tant'è. il pacco gara è la solita bottiglia di vino, un pacco di pasta ed uno di zucchero. direi più che dignitoso. saluto quelli del mio gruppo che arrivano alla spicciolata e me ne torno a Milano. convinto di aver fatto 13 km  e mezzo, sotto casa faccio altri 500 metri per arrivare a 14 km. ma alla fine i 14 km non li ho superati.... ok, a questo punto direi di far proseguire la domenica, anche se dopo pranzo mi sa che me ne andrò a dormire.

sabato 17 settembre 2016

OT: questa pessima Italia del livore

ne ho già scritto ma ne scrivo nuovamente. ieri è morto, a quasi 96 anni, Carlo Azeglio Ciampi. personalmente ritengo sia stato uno degli uomini migliori prodotti in 70 anni di repubblica, e ritenevo che questa fosse opinione condivisa.  invece la solita Italia del livore attraverso il suo canale preferito, quello dei social network, ne ha dette peste e corna. talvolta in modo magari se vogliamo legittimo, dissentendo dalla sua posizione nei confronti dell'euro e dell'Europa (e anche qui da convinto europeista e sostenitore della moneta unica dissento da questi barzellettieri), il più spesso in modo ignobile, esultando alla notizia della sua morte stante i soldi risparmiati su vitalizi e pensioni vari (poveri ignoranti, esiste la reversibilità, e la moglie Franca è ancora viva, quindi per esultare fino in fondo dovete andare a Livorno ad accopparla). purtroppo su facebook ho letto amici insospettabili aderire a questa Italia qualunquista, populista ma soprattutto pessima ed insopportabile. ecco, io non li reggo più, non vi reggo più. appartengo ad una generazione che, al di là delle posizioni condivisibili o meno, è stata abituata a pensare che in linea di massima chi sta "sopra" è quasi sempre non dovuto a casualità. così come ritengo che non tutti possano diventare presidente della repubblica, parimenti ritengo che non tutti possano diventare anche solo capo ufficio. voi sapete che in azienda ho una posizione di media responsabilità. non sono una figura apicale, ma ho gente sotto di me e qualcuno sopra di me. è tutta la vita che ho qualcuno sopra di me. e non ho mai pensato che chi sta sopra di me è tale solo per raccomandazione, nepotismo, paraculaggine o altro ancora. ho sempre pensato che avesse delle capacità che io non ho, non fosse altro tautologicamente quella di saper arrivare in alto e quindi sopra di me. questa Italia invece oggi addossa agli altri ogni colpa del suo insuccesso o del suo semplice stare male. guadagno poco, non faccio carriera, perdo il lavoro, la famiglia si sfascia, non ho i soldi per le ferie e per la cocaina solo e soltanto per responsabilità altrui. sempre colpa degli altri: la ka$ta, i politici, l'arbitro che non assegna il rigore, le scie chimiche, il bilderberg, i poteri forti, il vicino di casa, il cugino.  no cari signori, mettetevelo bene in testa. se vi sentite nella merda, la colpa è in gran parte vostra, esclusivamente vostra.

venerdì 16 settembre 2016

19 gradi non sono 30

ho fatto sport da domenica a mercoledi. i primi tre giorni ho corso, mercoledi calcetto come sapete. ieri per un movimento un pò strano fatto sotto la scrivania (tranquilli, nessuna stagista alla Lewinsky, ahimè aggiungo) ad un certo punto mi è venuto male al ginocchio. ma male sul serio, credetemi. ieri sera ero a casa a vedere una delle cose più tristi della mia vita, ovvero l'ignominiosa sconfitta subita dall'Inter contro una squadra israeliana il cui monte ingaggi è probabilmente inferiore a quello di Mauro Icardi. nel mentre ho messo uno spray sul ginocchio, che l'intenzione era quella di svegliarmi presto il giorno dopo e andare a correre.
questa mattina la sveglia ha suonato intorno alle 6.35, ma prima di scendere sulla Martesana ci ho messo un pò, dovevo capire dove mi trovavo e prendere un caffè almeno. di colazione ovviamente neanche a parlarne. sono partito alle sette in punto. molto in surplace devo dire. per intenderci, il primo km l'ho fatto in 5' e 54". poi però arrivato in Via Padova, nel tornare indietro, ho accelerato. sesto km fatto in 5' e 01" (!!!!), settimo in 5' e 18", ottavo (ed ultimo, che sennò come facevo ad andare al lavoro) addirittura in 4' e 59". è vero che sono in forma, è vero che sono allenato, ma questa mattina ho fatto 8,02 km in 43' e 19", a 5' e 24" al km. non male per uno che aveva male al ginocchio ieri. però va pure detto che la temperatura era perfetta, 19 gradi, che non è come correre col caldazzo. sono fiducioso, se non mi faccio male posso solo migliorare a breve. 
per quanto riguarda il resto, quasi certamente qualcosa succederà qui dentro. sulla carta, io avrei solo da guadagnarci. nella realtà dei fatti, io non ho voglia. come dice l'innominata "come fai a stare con una donna con tutte le cose che fai?". e vabbè, ci sto quando posso starci, pazienza. io ho tante cose da fare, e queste mi piacciono, quindi? stasera esco solo se mi chiamano per uscire, sennò me ne sto a casa. un abbraccio globale a tutte e tutti.

giovedì 15 settembre 2016

quando meno te lo aspetti, torna (il primo amore non si scorda mai)

sembrava ieri, ma se ci penso era il 20 luglio, quasi due mesi fa. faceva molto caldo, come stasera. fu bello, perché è sempre bello. il calcetto ha sempre il suo fascino fanciullesco. stasera lui è tornato, naturalmente con il vostro preferito nelle vesti di organizzatore. per una serie di ragioni tutte abbastanza mie, al di là di stasera, dovremmo giocare al giovedì quest'anno. le due squadre erano un po' atipiche. in tutta onestà pensavo di vincerla. invece abbiamo perso abbastanza malamente, di quattro o di cinque. io ho fatto un gol, me ne sono mangiato uno clamoroso, ma di base ho giocato veramente male, diciamo di merda, come sempre capita quando gioco con colui che ha la fidanzata figa. poco male, buona la prima comunque, basta che si vinca alla seconda. dopo io e un altro siamo andati, anzi siamo ritornati, al ristorante improbabile, che ci ha accolto come si accoglie il figlio che si redime. naturalmente con la linea del bancomat e della carta di credito che non funzionava, ma almeno questa volta il cartello era scritto al computer. ho pagato io, l'altro di favori me ne ha fatti diversi, e nella vita bisogna sapersi sdebitare. 
vent'anni fa in Italia usciva un disco eccezionale. probabilmente uno dei migliori dischi di sempre della musica rock nostrana. l'autore (ebbene sì) era Gianluca Grignani, che dopo la leggerezza di "destinazione paradiso" (che comunque aveva un suo perché), uscì con "la fabbrica di plastica", un sunto di psichedelia e brit pop. ricordo che avevo ancora importanti contatti con la scena musicale torinese, e il giudizio fu unanime: disco bellissimo. certo, i puristi snob come sempre storcevano il naso. amen. Clorì, che ne pensi? buona notte a tutte e tutti.

mercoledì 14 settembre 2016

class is not water

insomma, alla fine questo corso di formazione motivazionale è andato bene. siamo stati quasi due giorni in un posto veramente bello, ma in cui non si può stare più di due giorni. tre sei hai una bella figa da scannare o da sequestrare (una non è mia, l'altra comunicata a chi so io, a voi indovinare). strana la genesi di questa due giorni. il vostro preferito all'inizio doveva esserci, poi anche no, contrordine si che ci deve essere. se io faccio una cosa, la faccio bene. e quindi mi sono approcciato a questa due giorni nel modo giusto. opportunisticamente e aziendalmente nel contempo. per dire, ieri sera sono andato a correre in collina (anche) con l'AD della capogruppo. ma non è stata una leccata di culo, né nella forma né nella sostanza. che poi è stato molto bravo. è andato meglio di me. ma io i collinari li patisco. in discesa vai col freno a mano tirato, le salite sono terribili (quasi 100 mt di dislivello su 5 km). a cena ieri sera ho mangiato e bevuto da fare schifo. però era roba genuina, che questa notte ho dormito relativamente bene. il corso è proseguito oggi. e, per quanto mi riguarda, è andato ancor meglio del giorno prima. che per me andare meglio significa essere allineato e qualcos'altro che potete facilmente immaginare. mi hanno persino ringraziato per "l'aiuto". niente da fare, class is not water, che vi devo dire, io sono bravo, senza se e senza ma. sono tornato a Milano dopo le otto. ed anche se era buio, l'esigenza era smaltire il chilo e mezzo preso in due pranzi e una cena (non mi sono pesato, ma ne sono certo). e allora sono andato a farmi un 5k veloce, o relativamente veloce, in 26 minuti e 12 secondi, a 5' e 14" al km, con 250 metri di defaticamento subito dopo. domani sera inizia il calcetto, ma questa è un'altra storia.

domenica 11 settembre 2016

si torna a saliscendere

probabilmente sto invecchiando, ma non sopporto più il caldo. quest'anno non è stato come l'anno scorso, ma farei volentieri a meno di questi giorni di settembre con temperature pomeridiane che superano i trentadue gradi e serali anche di ventotto gradi quanto meno in città. se non altro perché sennò non riesco a ingranare runneristicamente parlando. questo weekend ero dai miei (per inciso, mi sono tagliato i capelli, che iniziavo ad averli semplicemente assurdi), ragion per cui sono tornato a correre in quei paraggi, che mi sa era più di due mesi che non succedeva e cimentandomi con i saliscendi e l'asfalto non esattamente bello. ho provato a partire il più presto possibile, ma alla fine ho lasciato casa dei miei alle nove. subito vado verso Bruere (prima salitella e relativo cavalcavia), poi piego verso Collegno (un cavalcavia e la salita verso Borgo Dora). a Collegno faccio un paio di km dentro il parco Dalla Chiesa, che per carità è pure bello ma ha quei lastroni di pavè che ti inchiodano al suolo (7° km a 5' e 59", per intenderci). poi si ritorna verso Rivoli, e lì sono tre km tutti in salita. a Rivoli avrei dovuto fare un paio di km in più ma onestamente non avevo più benzina. alla fine sono stati 11,54 km fatti in meno di un'ora e otto minuti, a 5' e 52" al km. va bene lo stesso, in una settimana post mezza ho fatto comunque più di 33 km.
domattina la sveglia suonerà decisamente presto, che mi aspettano due giorni in centro Italia in una specie di eremo per un corso di formazione. è vero che non si finisce mai di imparare, ma queste cose andrebbero forse lasciate a chi ha qualche anno meno di me. le robe motivazionali servono, a me non so. buon inizio settimana a tutte e tutti.

venerdì 9 settembre 2016

ripetute con record, un anniversario, le persone sgradevoli

questa sera ho fatto le ripetute. farle è un supplizio, farle con 28 gradi è una via crucis. sono state un 5 x1000 intermezzate con un 500x2. sei km dove metti a dura prova muscoli e capacità aerobica. solo che alla seconda ripetuta mi è uscito (ma lo cercavo, lo ammetto) il mio PB sui 1000. 1,01 km fatti in 4 minuti e 20 secondi, quindi 4' e 19" al km. non è volare, ma è un correre dove vieni superato solamente da altri ripetutari (e stasera qualcuno c'era). un altro 1000 mi è uscito a 5' e 03". i due 500 mi sono usciti a 4' e 26" e a 4' e 21". non si tratta di chissà che cosa, se rapportato a quelli bravi, ma questa serietà nell'allenarmi potrà forse servirmi quando scenderanno le temperature. alla peggio, mi rende un uomo con un bel fisico. quelle poche donne che nel 2016 hanno avuto modo di conoscermi un po' più approfonditamente oggi mi troverebbero meglio.
questa mattina mi è venuto in mente che questo mese ricorre un anniversario: otto anni fa venivo nominato dirigente. insomma, otto anni non è poco, tenendo conto che sono stati anni di crisi. se li sommiamo agli anni in cui sono stato quadro, fa circa 15 anni. un lungo periodo in cui ho gestito soldi e persone. si sta in piedi così tanto non solo perché si è bravi, ma anche perché si ha equilibrio e si sa stare al mondo. perché si hanno i fondamentali e perché si sanno certe cose. poi come ho detto 100 volte, tutto potrebbe finire domani. ma intanto qualche anno è passato.
si regge anche perché ti sbologni i rapporti con persone così sgradevoli che nessuno vorrebbe averci a che fare. come la persona con cui ho interloquito oggi. nessuna persona minimamente sana potrebbe stare per più di dieci secondi con lui. io però l'ho fatto. con stile e asetticità.
detto questo, buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente come al solito.

buon 80esimo compleanno

insomma, da una telefonata fatta in giacca e cravatta alle sette di sera per parlare dell'innominata (per chi non lo sapesse, io quando telefono col cellulare cammino, non riesco a stare fermo) è uscito fuori un invito a cena per l'80esimo compleanno della mamma del mio amico. naturalmente nel ristorante italo-cino-italiano, dove praticamente siamo azionisti di minoranza. corri a casa a cambiarti, corsa contro il tempo per comprarle almeno una pianta, ed eccoci arrivati prima dell'appuntamento per fare il famoso effetto da festa a sorpresa. era un po' che non vedevo i figli del mio amico e li ho visti belli ed anche intelligenti: lui 22enne bocconiano, che ha sostenuto la discussione a tavola parlando di politica con diversi adulti, lei 20enne che sta entrando nel mondo della moda (e vederla col tacco scopami subito io che l'ho vista bambina mi ha fatto specie). diverse generazioni a cena. ma soprattutto, come capita di consueto quando siamo lì, si è mangiato e bevuto una cifra. anche due cifre. come dicevo oggi ad una di voi, quando una donna è bella, e sa portare i suoi (pochi) difetti bene, diventa bellissima. buona notte amiche ed amici.

mercoledì 7 settembre 2016

la due giorni dell'istruttore in culonia e la corsa fatta (anche) per non andare ad una cena

ebbene si, il vostro preferito si è fatto due giorni in culonia, ovvero in uno sperduto luogo dell'appennino tosco-emiliano (o tosco-romagnolo? o romagnolo e basta? non lo so, non è dato sapere. so solo che era da anni che non vedevo un posto così di merda) per il suo kick-off da istruttore. non da solo ovviamente, ma insieme ad un altro centinaio di rappresentanti della creme de la creme (si scriverà così? boh?) della categoria degli italici istruttori. non so se sia la creme de la creme (l'ho già detto che non sono sicuro di come si scriva?), ma di certo sono veramente brutti, questa è una considerazione che facevo questa mattina in aula. si è trattata di una rottura di coglioni inenarrabile, ma contestualizzandola neanche così inutile. ovvio che la parte clou era quella valutativa, e lo studio estivo devo dire che è servito. non sono stato una eccellenza, ma di errori ne ho fatti pochissimi e pure evitabili. insomma, direi più che sufficiente. quando tutto è finito, oggi a pranzo, sono stato preso da una irrefrenabile voglia di correre. un po' è che correre è diventata una droga, un po' è che stare in uno posto senza uscire per più di 24 ore mi stava facendo sclerare. solo che nel frattempo mi è uscito fuori un invito a cena a Milano. ci sarei arrivato (come infatti poi è avvenuto) in tempo a Milano per quella cena. solo che io gioia mia non me la sento di vederti. non me la sento di essere in dovere di provarci con te perché sei una bella figa. lo so, il 50% degli uomini ti scoperebbe, l'altro 50% pure. ma io mi conosco: se sono convinto, agisco. se non sono convinto, non agisco. e allora poco prima delle sette e mezza me ne sono andato a correre sulla Martesana, e mi sono sparato - cosa non facile vista la due giorni appenninica e la mezza di domenica non ancora recuperata - dieci km in 55' e 38", cioè a 5' e 34" al km con 27 gradi di temperatura, che direi non è male tenendo conto che all'ultimo km ero scoppiato e mi faceva persino male la milza. poi 250 metri di defaticamento. ora sto a pezzi, ma se avevo voglia di correre avevo voglia di correre, che devo fare!!!!

lunedì 5 settembre 2016

scarico post mezza e sexual prudery

non c'è nesso tra i due argomenti. come suggeritomi, stasera ho fatto lo scarico post mezza maratona di ieri. di mezze mi pare di averne 12 alle spalle, a memoria non ricordo di avere fatto uno scarico a 24 ore di distanza per giunta trattandosi di corsa impegnativa. eppure lo scarico è importante. serve per sciogliere i muscoli, per sentire le gambe, la schiena, le articolazioni. non deve essere qualcosa di impegnativo, deve essere qualcosa di estremamente soft. anche stasera gran caldo (30 gradi alle sette passate dice il connect) e la consapevolezza che correre a quell'ora sulla Martesana equivale a fare uno slalom a Kitzbuhel. parto piano, le gambe sono dure, ma man mano che si va avanti tendono a sciogliersi. il ritmo è blando, ma al quinto km addirittura spingo un po'. alla fine corro poco più di mezz'ora, 30 minuti e 55 secondi per fare 5,24 km, a 5' e 54" al km. nota di colore, stasera tantissimi runner ma soprattutto tantissime runner (o jogger), che devo dire si guardavano molto bene.
prima di cambiare argomento, come si prevedeva sia andocorri (lo trovate nel blogroll qui a fianco) del grande Antonio Capasso sia www.podisti.net hanno fatto un bel reportage fotografico sulla mezza di Buccinasco e qualche foto me la sono guadagnata anche io. devo dire quasi tutte belle. non tante, sia chiaro, fino ad ora ne ho viste otto proprio rivolte a me (poi io quando vedo i fotografi mi metto in posa). certo, mai come le foto di wonder runner, che essendo una top runner avrà avuto il triplo delle mie foto. e mi pare anche giusto.
ma il weekend non è stato solo la mezza descritta nel precedente post. come succede ogni estate, passate le ferie ci si trova con gli amici, e così è stato per me venerdì e sabato sera. venerdì, una coppia. serata piacevole, si parla delle solite minchiate, poi verso la fine esce fuori una roba che già sapevo in parte sulla mia ex-ex-ex. avevo capito che lei aveva raccontato loro cose non esattamente belle, tra queste pure sulla sfera sessuale. non avevo mai capito esattamente come era uscita fuori questa cosa, ma giusto per mettere i puntini sulle "i" con questi due scemi (i miei amici), mi era bastato raccontare 3 o 4 aneddoti miei (non parlo di quando le cose andavano bene, troppo semplice, parlo della parte finale, per chiudere col fatto che a distanza di due anni la ex-ex-ex venne a riproporsi dicendo che "noi siamo per fatti stare assieme") a rappresentare che forse così male, anche sotto quel punto di vista lì, lei non ci stava. la reazione dei miei amici (scemi) fu "e lo so, bisogna sentire tutte le campane". certo, le campane sentile, ma usa anche il cervello. vabbè, venerdì sera esce fuori che quella discussione nacque perché i miei amici (scemi) riportarono l'aggettivo con cui la mia ex (se vi viene il mal di testa siete autorizzati a prendere un moment) era solita (a mio giudizio impropriamente) chiamarmi. beh, quella cogliona della mia ex-ex-ex iniziò a smentire questo aggettivo (e fin qui ci può stare) di fronte a cani e porci (e io so chi sono quei cani e quei porci, e posso dire che i cani e i porci sono meglio). cattivo gusto e menzogne, senza se e senza ma. proprio vero che quando una donna chiude (chiude perché ha trovato la porta chiusa) una relazione diventa spesso un essere spregevole.
sabato sera esco con gli altri due, che io già non volevo. lui che non riesce a stare da solo da un mesetto sta con una. sulla carta non è male. a me non dispiace, rispetto ai troioni con cui è stato negli ultimi 15 anni (con tutto il rispetto dei troioni). siccome lui non sa trattenere una beata cippa, io ne approfitto e gli chiedo come va a letto. "no, tutto bene, tranne che c'è stato un episodio che mi ha inquietato", e ce lo racconta. io sgrano gli occhi e dico "ma che schifo, non è possibile". "eh si, ci sono rimasto male, e poi è successo anche un'altra volta". scusa caro, ma a me non sembra normale questa cosa, ma le hai chiesto di questa cosa? lui lo vedo un po' indeciso sul rispondere, e quell'altra che dice "ma si dai, che sarà mai...". che sarà mai? ma vi siete strafatti di crack? si tratta di una roba che se rappresentato a livello pornografico è una delle cose più schifose che ci possa essere! minchia, non ci volevo credere a ciò che stavo sentendo. boh, sarò strano io si vede.
detto questo, adesso due giorni via per una cosa che è tempo perso. fate i bravi nel frattempo. un abbraccio globale a tutte e tutti.

domenica 4 settembre 2016

back to the competition (mezza di Buccinasco, 4 settembre 2016)

iscriversi ad una gara ai primi di settembre è una incognita. il rischio è che sia ancora estate. ma io la mezza di Buccinasco volevo troppo farla. è dove ho affrontato (nella distanza dei 15 km) il mio primo impegno runneristico serio, due anni fa esatti. e poi chi organizza questa gara è gente veramente seria, delle persone che stimo tantissimo da un punto di vista sia tecnico che umano. organizzano questa gara senza guadagnarci (direttamente quanto meno) e con un costo irrisorio e io ho deciso che mi sono rotto le palle di fare gare "di grido" che hanno un costo esorbitante (per intenderci, la mezza di Monza di domenica prossima, che gli venga qualcosa a quelli lì). il problema è che ieri sera alle otto c'erano più di 30 gradi. e questa mattina quando siamo partiti da Milano ce n'erano 26. alle sette e venti. siamo arrivati a Buccinasco e tutto era già pronto. il clima era bellissimo. c'erano i runner giusti, non quelli appunto da evento mondano. quelli che sudano, si allenano, si impegnano ma non se la tirano. una gara a misura d'uomo insomma (o di runner normale). pensate che ho parcheggiato praticamente a pochi metri dal gonfiabile della partenza. bellissima la sensazione di indossare di nuovo il pettorale, di portare la borsa al deposito, di fare stretching, di avvicinarsi alla partenza e pensare "dio, ce la farò?". alle ore 8.45, dopo la banda che non manca mai a Buccinasco, la partenza. io capisco che con il caldazzo questo deve essere un allenamento. non devo esagerare in alcun modo. anche perché dopo tre km sono già sudato marcio. però so che questa estate mi sono allenato, non è come l'inizio attività dell'anno scorso. e a costo di avere un ritmo da jogger, voglio evitare di fermarmi ai ristori. ai 5 passo in 28' e 47", ai 10 in 58' e 26". non è un granchè, ma chi se ne frega. iniziano poi 4 km terribili, tra l'11esimo ed il 15esimo. un rettilineo infinito sotto il sole. ma non mi devo fermare, non devo camminare. arrivo al ristoro dei 15 km e qui mi fermo. bevo lungamente, riparto camminando per qualche centinaia di metri con la bottiglietta in mano per bagnarmi i capelli. perdo almeno tre minuti, e riparto per fare gli ultimi sei km. e mi impongo che devo fare correndo, non camminando. piano, ma correndo. e ci riesco, facendoli intorno ai 6'30"/6'45" al km. al 20° capisco che è fatta, ma non accenno ad accelerare. lo faccio solo negli ultimi 300 metri. arrivo al traguardo alzando le braccia. ho fatto la mezza di Buccinasco in 2 ore e 14 minuti compresa la pausa ristoro (vabbè, 28 minuti dopo wonder runner ma lei è stratosferica). non è neanche la peggiore delle mie mezze maratone. sono soddisfatto. anzi, sono contentissimo di come sia andata. alla mia età è stata una piccola impresa. chi mi ha amico su facebook ha già visto qualche foto e probabilmente ne vedrà altre, perché i blogger di running qualche foto me l'hanno fatta, vediamo se le pubblicheranno o meno. io vi lascio col mio pettorale e con la medaglia, un pezzo di metallo che ho baciato come se avessi vinto alle olimpiadi.

giovedì 1 settembre 2016

penombra

agosto si è chiuso con 143,55 km percorsi, 491 metri di aumento quota e 10,4 km/h di velocità media. settembre si apre con uno scarico di 6 km in 32' e 47", a 5' e 28" al km, ma con ultimo km a 4' e 56". agosto si è chiuso bene, settembre si è aperto benissimo. domani vediamo, domenica vediamo, a settembre vediamo, il resto dell'anno vediamo.