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martedì 20 settembre 2016

la corsa, la dipendenza che ne deriva, l'amore (ragazze, prendete i pop corn)

succede che questa mattina arrivo in ufficio abbastanza pimpante e messo giù bene. il week end non è andato male, anzi. poi si è chiuso con la sorprendente (e convincente) vittoria della beneamata contro il male assoluto, e questo da solo vale il prezzo del biglietto. vabbè, faccio la mia solita riunione del lunedi con le ragazze (per me son sempre "le ragazze"), poi salgo in auto direzione Emilia, per lavoro ovviamente. tra una telefonata, una mail e un whatsapp (lo so, non si fa, sono colpevole e pirla), penso che ho voglia di correre. nel senso che ho voglio di correre una volta tornato la sera a casa. per essere ancora più chiari, che non avrei potuto fare altro che andare a correre alla fine della giornata. quando poi ho realizzato che domani sera non sarò a casa, il dado si è tratto: stasera si corre!!!!! ed il bello che sono stato tutto il giorno a pensare a che cosa "avrei fatto" la sera, inteso come uscita. e alla fine mi son detto che avrei puntato ai 10 km, non troppi e non pochi dopo i 14 di ieri mattina. i 10, la distanza che va sempre bene, quella in cui alla fine scarichi tutto quello che c'è da scaricare. dove puoi dosare le energie e un attimo dopo liberarle. che stasera ho fatto un percorso assurdo, fatto sì del mio naviglio ma anche di correre con accanto lo scarico degli autobus, lo zigzag nel suk di Milano, senza fermarmi, libero al 101%. la prestazione? normale, 55' e 39", 5' e 34" al km, più che soddisfacente a livello tecnico. assolutamente soddisfacente a livello fisico. il problema è che ormai è ufficiale: io sono dipendente dalla corsa. mi possono togliere tutto, ma non la corsa. questo è un enorme problema. seppur piacevole.
oggi pomeriggio tornavo dall'Emilia. diciamola tutta. tornavo dalla città di un amore. di un mio amore. mi è venuta in mente una runner conosciuta pochi mesi fa attraverso un gruppo di facebook dedicato al running. ho avuto poi la possibilità di conoscerla in una gara. solo che lei in quella gara, che partiva in un orario assurdo, era lì per "accompagnare un amico". solo che quando l'amico è arrivato al traguardo, l'ha abbracciato come Lois Lane abbraccia Superman, alla faccia dell'amico. diventiamo amici su facebook, mi scrive che è separata e non da poco, che è incazzata per aver buttato gli anni migliori della sua vita e tutta una serie di recriminazioni di natura sentimentale. da lì a poco capisco che quel suo amico è diventato il suo ragazzo. nel senso che di questa nuova vita non esita a mettere nella piazza del social preferito sul pianeta ogni aspetto: le corse, le uscite con gli amici, le cene romantiche, quelle fatte apposta per lui, per chiudere con l'apoteosi delle ultime settimane, con foto che li ritraggono in una "uscita importante" (credo un matrimonio altrui), con i commenti entusiasti delle sue amiche, a cui lei risponde con "ho finalmente trovato l'uomo giusto", "finalmente la persona perfetta per me", per finire con un "ha due occhi blu da perdercisi" (posso confermare che è così). posso dire che ho trovato bellissimo questo mettere in piazza un amore non facilmente conquistato? che non è così scontato sentirsi bene dopo averne prese tante di mazzate sentimentali? l'amore è una cosa bellissima. se si ha la fortuna di incontrarlo, bisogna perdercisi, un po' come in quegli occhi blu. sabato sera sono stato un po' stupito da un discorso che mi ha fatto il (decisamente) meno amico dei due che erano con me. mi è stato detto che me lo ha fatto perché ha molta stima di me, e quindi vabbè non posso che accettarlo ed anzi considerarlo. ha fatto dei ragionamenti forti, mi ha invitato a fare qualcosa di folle e coraggioso nel contempo. ma l'ha anche argomentata questa cosa, sulla scorta di cose che gli raccontavo. ma il punto non è se queste cose le farò piuttosto che il contrario. il punto è quello che pensavo oggi mentre tornavo a Milano: come non sopporto più i livoriosi, non sopporto più gli sprecanti. coloro che sprecano e si sprecano per paura di farsi male, di sbagliare, per calcolo, per eccessivo carico di menate (di cui le donne milanesi sono portatrici insane). e, devo dire, proprio le donne sono ahimè leader indiscusse in questo campo. non bisogna pensare troppo. la razionalità, la logica è importante. io stesso sono cintura nera di razionalità. ma non indosso maschere, mute o scafandri. l'ultima donna che ha dormito nel mio bilocale ha detto, tra le tante cose positive e spero/credo sincere, che si è trovata a suo agio e non solo sul piano fisico, che si è fidata ed è stata bene per la naturalezza e spontaneità dei miei comportamenti. perché io sono questo. sono come mi si vede. e mi stupisco tanto che gli altri non siano così, ma deve essere effettivamente così. gli altri non si rendono conto che stare bene è meglio di stare male. che quella di non stare bene è una preferenza assurda ed illogica. bene, o male, il vostro preferito è un alieno, un diverso. sono nettamente minoranza. e allora chiudiamo questo lunghissimo post con l'alieno per eccellenza, David Bowie, "life on mars?". buona notte a tutte e tutti.

9 commenti:

  1. Invece no, alle volte pare che ci sia gente che preferisce stare male.
    Uffa. Rimpiango i bei tempi in cui avevo tanto tempo per andare a correre...

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  2. Mi piace quando uno si mette in gioco, proprio come stai facendo tu (penso che tu lo faccia da sempre, leggendo il tuo blog).

    La tua via è segnata, devi solo trovarla. Io ci sto lavorando da anni e pare di aver capito qualcosa su ciò che mi rende "completo". Però non è stato facile avere questa intuizione. Prima mi sono perso in varie deviazioni che non mi hanno portato da nessuna parte. Lo facevo per sfuggire alla parete. Ora ho capito che ci devo salire. O parete o muerte.

    C'è sempre vita su Marte.
    Un abbraccio dal Major Tom

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  3. La ricerca allo stare male è spasmodica in certe persone.

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  4. Ho letto a Fred la frase dell'Inter contro il male assoluto ed ha riso anche lui :D come sai, condividete la fede calcistica.

    Per quanto riguarda la presenza/assenza di maschere in amore, non posso che essere d'accordo con te. Penso che sia giusto proporsi all'altra persona come si è, nel bene e nel male. Senza tremila stratagemmi per apparire migliori.

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  5. Una donna nel letto del runner, sarai mica andato a correre lasciandola sola O.O

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  6. Troppo lungo. Troppo complicato.

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  7. concordo la corsa da dipendenza

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  8. Bel post mi è proprio piaciuto , compresa la dipendenza alla corsa perchè ho sempre pensato che ognuno di noi qualche dipendenza per vivere meglio la debba avere..
    Applauso a scene aperta sull'idea dello sfidarsi, del buttarsi senza ipocrisie o pensamenti, anche se poi ne usciamo con le ossa rotte o quasi, ma non farlo sarebbe molto peggio. Ci porteremmo dietro il rimpianto che uccide a piccole dosi..
    L'alieno? Pezzo superfantastico di un cantante che ho adorato tanto.
    Grazie Francesco , buon Martedì e abbraccione a passo cadenzato!

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  9. Come sei romantico!
    Hai detto delle cose giustissime: spesso come gli stupidini preferiamo farci male piuttosto che scegliere semplicemente di essere noi e di essere felici. Dietro questa scelta ci possono essere tanti motivi, e più o meno tante maschere.
    Io sono dell'opinione, come te, che è meglio non averne anche se a volte vedo gente che le porta già solo per piacere e piacersi, piuttosto.
    Comunque hai scritto davvero un bel post e penso che tu possa esserne orgoglioso.

    Però dopo tutta questa gentilezza, vorrei fare un appunto sul fatto che tu, sul mio blog, invece mi hai fatto una bella tirata d'orecchie quando ho "messo in piazza" il mio, di amore xD Scusa ma io sono una tipa rancorosa u.u :-P

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