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lunedì 31 ottobre 2016

bufale, anzi no: oltre le bufale!

il web pullula di stronzate, dette più elegantemente bufale. i social sono un moltiplicatore dell'ignoranza. ciò che prima veniva confinato al bar del paese (mi ha detto mio cuggino....) oggi viene amplificato dai social. ma adesso siamo oltre la bufala. ormai le bufale vengono pubblicate per far abboccare i creduloni. mai però avrei creduto si potesse arrivare a quanto ho letto questa mattina. un sito viene creato appositamente per far dire a "Umberto Eco che chi voterà no è un imbecille e i grillini sono una legione di imbecilli". E giù una serie di castronerie messe in bocca allo scrittore morto. ma più che le castronerie, destano interesse i commenti all'articolo. non solo, quel post viene riportato in altre "pagine ufficiali" grilline e giù altri attacchi a Eco, che viene invitato a "sparire dalla faccia della terra". ora, ci potrebbe essere pure da ridere. ma io rido poco. essi sono in mezzo a noi. il loro voto è uguale al mio. e non viviamo tempi in cui si possa accettare questo livello così diffuso di ignoranza. qualche speranza però c'è. in Islanda sembrava che l'equivalente del nostro movimento cinque stelle, il partito dei pirati, che sostiene democrazia diretta e primato del web, potesse trionfare alle elezioni. invece ha preso molti meno voti di quanto pronosticato nei sondaggi. speriamo che anche da noi questo baccanale sia più minoritario di quanto si creda.

domenica 30 ottobre 2016

nella vita c'è il dolce e l'amaro

un venerdì ed un sabato strani. tante cose, alcune positive, altre che non ho capito. e con una serie di rinunce: mie, altrui. quelle mie hanno una spiegazione, quelle altrui solo una supposizione. sono una persona di buon senso. non tendo a prendere decisioni sbagliate, inopportune, rischiose. eppure questa mattina, forse perché c'è stato il cambio d'ora, forse perché c'era un bel sole, forse perché nei programmi oggi ci doveva essere la mezza a Lodi, forse perché mi andava così, sono andato a correre. oddio, correre è una parola grossa. ho fatto cinque km, prima 4 km consecutivi da casa mia fino al parco della Martesana e ritorno fino a fermarmi in Melchiorre Gioia, poi poco meno di un km di defaticamento (come se quella prima fosse stato correre....). mi ha fatto specie tornare ad indossare gli abiti da runner. avrei corso volentieri in pantaloncini corti, ma ho preferito - per contenere la fascia muscolare - mettere il collant da corsa. fatto un po' di stretching, mi sono mosso, in una Martesana meravigliosa con i suoi colori autunnali. verso Viale Monza c'era una tartaruga in acqua, evidentemente lasciata da chi non aveva più tempo e/o voglia di accudirla in casa. sono gli ultimi giorni con l'acqua, dopo i morti verranno bloccate le chiuse seguendo quella vecchia tradizione che vuole la messa in asciutta dei navigli. dicevo, corsa per modo di dire. mai sotto i 6' al km e con tanto timore. ma man mano che andavo avanti mi sentivo bene. benino dai. anche se le gambe dopo tre settimane non erano più abituate a correre. anche se il corpo dopo tre settimane era nettamente in disequlibiro, proprio per il diverso stato di muscoli e tendini (adesso, per dire, la schiena sta patendo la corsa disarmonica, anche se ho cercato di curare la linea il più possibile).
ieri ho visto una atleta. cioè, dovevo valutare la prestazione di una atleta, che si è mostrata decisamente dotata. una mia fonte mi ha detto che era brutta come la fame. ecco, bella non era. ma aveva qualcosa di bello lo stesso. o quanto meno di particolare.
la vita è questa. è quella che ci siamo scelti. e nella vita c'è il dolce e l'amaro.

giovedì 27 ottobre 2016

è 30 anni.....

secondo post della giornata. non è per parlare del pranzo assurdo di oggi. non è neanche per dirvi della birretta che andrò a bermi più tardi al bar ritrovo del mio gruppo podistico. no, per dirvi della telefonata di qualche attimo fa con un mio amico di Torino. coetaneo, quindi cinquantenne, compagno di università. ne scrissi tempo fa. per i casi strani della vita dopo la laurea si occupò di marketing e pubblicità. che figata, negli anni '90. che scoppola, in tempi di crisi. era un po' che non lo sentivo. se la cava meglio di quanto credessi. cioè, tra un po' perde per l'ennesima volta il lavoro, però lo stipendio lo prende regolarmente. anche più di quanto credessi. ma la frase chicca è la seguente: "Francè, e poi mi sono rotto il cazzo, è 30 anni che faccio il ventenne.....". c'è un mondo dietro questa frase. e mi è vento in mente quel film. e quella chiacchierata. buona serata.

tecar, nuvole ed eccellenza

questa mattina, uscendo da casa che era ancora buio, sono andato a fare la prima tecar. che ho iniziato pure in ritardo perchè il traffico è stato pazzesco. servire serve, ma mi ha innervosito per due motivi. il primo me lo tengo per me, il secondo è che la tipa mi ha detto che non devo prendere sotto gamba questa infiammazione e che fino alla fine del ciclo non devo fare niente. se vi dico quando è prevista la fine del ciclo, capirete il motivo del mio (mega) nervoso. ma lei serafica (giustamente) mi ha detto "ci vuole tanto per andare forte, basta un niente per fermarsi". il problema è che il mio niente ha un nome e cognome che dovevo e potevo sfanculare.
ieri sera non so come mi ha preso di andare a ripercorrere i miei trascorsi sportivi professionistico-dilettantistici. non è un neologismo. si trattava di fare dello sport senza prospettive di diventare riccco (mah, forse giusto i primi dieci in Italia, e non certo allora) ma dove ti veniva richiesto (e oggi molto di più) un impegno da professionista. parliamo di anni '80 e '90 (sic!), vabbè più anni '90. arrivai a fare bene, anzi molto bene, "tardi". dopo qualche anno di impasse (avete presente il concetto di "il ragazzo è intelligente ma non si applica, che ti permetteva di essere promossi senza eccellere?), ebbi tre anni eccezionali. perchè mi applicai. ma quando arrivai a competere a livello nazionale, grazie a quei tre anni eccezionali, era troppo tardi. il salto di qualità fatto da non più giovincello e gli impegni di lavoro iniziarono a cozzare con il concetto di eccellenza. anonimato e mediocrità, gli stessi errori ricorrenti, addio articoli sui giornali che parlavano bene delle mie vicende. il ritorno nei comuni mortali insomma. che forse era quello il mio posto. poi mi dicono di passare all'indoor, io dico che non ne ho voglia, ma loro insistono. altri quattro anni di ribalta nazionale. ma con poca voglia, con pochi stimoli, gare sufficienti, buone, ma mai ottime (a parte il primo anno). senza voglia di confrontarmi, di chiedere, di parlare con gli istruttori che avrebbero saputo ben indirizzarmi. poi avevo altri cazzi, il matrimonio che non andava bene, una figlia piccola. fui io a chiudere quella esperienza. da lì a qualche anno avrei smesso di farla anche a livello amatoriale (che poi furono gli anni migliori, fare sport senza essere in graduatoria è la cosa migliore). tutto questo pippotto per dire che forse potevo fare meglio, che qualche soddisfazione in più me la potevo prendere e che mi sono messo in gioco meno di quanto mi ricordassi. per eccellere bisogna sbattersi, c'è un cazzo da fare. che alla base della piramide ci sono tanti granelli di sabbia, al suo vertice pochissimi.

mercoledì 26 ottobre 2016

determinazione ed (in)affidabilità

se c'è una cosa che mi distingue, positivamente credo e spero, è la determinazione. non soddisfatto dell'ecografia e del consulto medico, ho pensato di contattare il fisioterapista. ma questo lo sapevate già. quello che non sapevate è che l'ho fatto subito ieri mattina, e nel giro di pochissimo tempo ho non solo concordato, ma addirittura programmato, un ciclo di tecarterapia. che inizierò domattina sul presto. insomma, ho semplicemente fatto pianificazione a effetto immediato. che è quello che invece vedo essere un gran difetto del genere femminile. o per lo meno delle appartenenti al genere femminile di mia conoscenza. stasera ci doveva essere una uscita. io e tre donne. che culo Francesco, direte. mah, rispondo. la mia amica storica A., la solita mezza ex rimasta mezza amica di qualche era geologica fa, l'amica col cognome famoso (e non solo il cognome). ohi, sia chiaro, serata NON organizzata da me. programma ideato da loro. e per carità, mi aggrego volentieri. sono mezzo orso infatti. non organizzo ma se mi invitano ci sono. oggi, tutt'e tre distintamente ma quasi contemporanemente si sono sfilate. cioè, non si sono messe d'accordo. semplicemente tra l'una e le due hanno detto "mi è uscita fuori una emergenza e declino". sulle emergenze ci sarebbe da discutere. ma ci sarebbe da discutere soprattutto sulla inaffidabilità delle amiche. e ad A. quando iniziava a paventare un "vi raggiungo dopo" ho risposto "non dire cazzate che ti conosco bene, ci tirerai di sicuro il pacco". ed infatti quando le ho comunicato le defezioni altrui si è sentita sollevata. poi chissà perchè non trovano fidanzato, per la miseria. o quando lo trovano succedono tragedie greche. ah come preferisco le donne dirette e sanno quello che vogliono. che sono pochissime però..... vabbè, farò altro. cioè, starò a casa a fare una emerita cippa. besos.

martedì 25 ottobre 2016

sentirsela addosso (Lili Marleen)

fatta l'ecografia. niente strappo, e si sapeva. che cosa abbia di preciso, non si sa. l'ecografo dice che è una infiammazione, una "lodica distensione da borsite". e mi rimanda al mio medico di base. il quale dice che se non passa mi manda dal fisiatra. testine, ma io non corro da 15 giorni, io non ho il tempo per il riposo. mangio per il nervoso, ingrasso, mi sale la pressione, sclero. poi penso alla mia capacità di problem solving, e uscito dal reparto ecografia vado in fisioterapia, recupero la mail di Filippo, il fisioterapista che mi ha fatto un paio di trattamenti in passato. e stasera gli ho scritto. ne capisce più lui, di sicuro, di questi due medici imbecilli. mamma che nervoso. così come il nervoso mi è venuto, ma solo per cinque minuti, al sentire la telefonata di un mio collega, dirigente come me, questa mattina. tre minuti di autentica ottusità. ma che dico ottusità, imbecillità autentica. quando sarebbe bastato attivare il cervello per cinque secondi, portarlo un attimo fuori rotaia, risolvere il problema in modo semplice ed immediato. con la soluzione che gli ho prospettato non appena sono uscito dalla zona di stupore. lo dicono i testi management. dai una azienda in mano ad un contabile, e la farà fallire. il problema è che c'è un insopportabile livello di mediocrità in questo cazzo di paese. sono riuscito a cedere il pettorale della mezza di domenica, che ovviamente non potrò fare. vedremo di fare qualche altra cosa. il problema è sentirsela addosso. quell'altra cosa. i Baustelle hanno fatto uscire una canzone. è bellissima, sono tornati quelli degli inizi. Sapete che Bianconi l'abbiamo visto, io e mia figlia, questa estate in autogrill, in compagnia di moglie e creatura? "Lili Marleen". buona notte amiche ed amici.

venerdì 21 ottobre 2016

scarse

oggi pomeriggio mi frullava un pensiero in testa. "e se andassi a fare una semi-corsa questa sera? due km, massimo due e mezzo, a camminata veloce, giusto per capire come sto?". per fortuna due conversazioni whatsapp nel tardo pomeriggio, con una mia cara amica e un mio caro amico che non potrebbero essere così diversi tra loro, mi hanno ricondotto alla ragione. anzi, verso le sette meno un quarto, in auto, mentre tornavo a casa ho raddoppiato. lunedi sera andrò a farmi una ecografia. prenotata nel giro di dieci minuti. ma lo ammetto, sono un po' privilegiato da questo punto di vista. qualche settimana fa, ad una cena, dicevo che se mi fossi infortunato sarebbe stato un guaio. avrei avuto una sorta di astinenza da endorfine. ecco, potevo starmene zitto. sono senza corsa da 12 giorni. e sa dio quanto mi manchi. l'attività da istruttore è un pacco ma nel contempo mi piace. è un pacco perché mi hanno raccontato che l'impegno sarebbe stato minore, ma devo ammettere che mi piace quello che vedo e (come lo) dico. sarò impegnato domani, e so anche alla fine della prossima settimana. oggi, pur avendo lavorato non poco, soprattutto al mattino, è stato un effluvio di parole. in entrata e uscita. anche di immagini se vogliamo. ma le parole sono più importanti. anche stasera, sentire un mio amico, contento ma anche no, boh mi è sembrato un mezzo spreco. il punto è che non esiste la perfezione, non esiste la felicità. però la rinuncia è la peggiore delle scelte. oggi un po' di rabbia mi è montata. un po' però, il giusto. i dischi non si vendono, ma mi domando che senso potrebbe avere comprare un disco di questi cantanti italiani emergenti che mi sembrano degli autentici imbecilli: Calcutta, Dente, Zibba. inascoltabili. Clorì, che ne pensi? per intanto, nel girovagare sul tubo, mi fermo alle pietre miliari. io questa canzone potrei ascoltarla dieci volte di seguito. ho anche la vhs del concerto. se mi funzionasse ancora il videoregistratore. Ride, "leave them behind". buon fine settimana a tutte e tutti.

observer

da quanto tempo non vado in un locale dove c'è un duo che fa jazz? e da quanto tempo non sento una cantante accompagnata da un pianoforte? forse l'ultima volta che l'ho sentita quella cantante era la mia fidanzata. e l'euro non era da tanto tempo la moneta unica. mentre attendo, vedo ad un tavolo due ragazze. avranno 25 anni, per lo meno quella che vedo io. e anche meno forse. lei ha un bicchiere di vino rosso, la dirimpettaia una birra media. ad un certo punto quella del vino rosso si alza e abbraccia l'amica, la bacia sulla guancia, le asciuga le lacrime. dopo un po' le lacrime passano. io sorrido alla scena, non è un sorriso di scherno, sia chiaro. mi è piaciuto quell'affetto. da quanto tempo non piango per amore? tanto tempo mi sa. poi penso alla serata che mi aspetta. ad una frase che ho detto ieri sera. e che occorre restaurare la furia e la gentilezza. non è sbagliato. è già qualcosa.

giovedì 20 ottobre 2016

aperitivi

ho fatto tre aperitivi in due giorni. non chiedetemi come sia possibile, ma così è avvenuto. quello di stasera aveva un che di suggestivo, se non altro per il locale, forse più particolare che bello. o forse per altro, diciamocelo. ma devo dire che sono preoccupato per quello di domani sera. le cose non sbagliate sono diverse da quelle giuste. ma voi sapete che le Bangles suonano ancora? e che la cantante è ancora Susanna Hoffs che va per i 58 anni? "Something That You Said". buona notte. o buon giorno per domani.
 

martedì 18 ottobre 2016

pausa pranzo

in pausa pranzo mi toccava andare in posta (ebbene si, ogni tanto succede), e visto dove mi trovavo sono andato a mangiare, solo soletto, in un centro commerciale neanche tanto bello sulla circonvallazione. oggi a Milano ci sono 19 gradi. l'autunno però è inoltrato e veniamo da giorni freddi. quindi mi è capitato di vedere il gentil sesso così disposto:
  • tante donne con gonne e calze nere a 13.146 denari (vabbè, mi avete capito, collant spessisssimi).
  • qualche rarissima donna con calze bianche.
  • nessuna donna con calze a rete, bianche o nere che siano.
  • diverse donne con gonna e senza calze (le mie preferite). in particolare segnalo una in minigonna inguinale.
  • qualche donna con pantalone e/o jeans ma senza calze, preferibilmente col tacco (che mi piacciono lo stesso).
  • qualche donna con pantaloni e calze nere (le peggiori in assoluto).
vedete le conseguenze dell'infortunio? non si parla di running ma delle cose di un tempo......

lunedì 17 ottobre 2016

updates (ore 21.25)

oggi va un po' meglio. zoppico poco, solo alcuni movimenti mi danno fastidio. sono andato dal medico stasera, che mi ha confortato. però devo recuperare. e devo tornare a correre, che è una settimana che non lo faccio. troppo, per i miei tipi. per dare un senso a questo post vi dirò degli ultimi due sogni che ricordo. il primo: sono a casa dei miei, ed è domenica sera. sul divano dove dormo di solito c'è wonder runner che è triste, anzi credo stia piangendo. allora, benche sia tardi, le propongo di andare a farci un lunedi alle terme. questa notizia l'allieta, quasi la rende se non felice, tranquilla. il secondo: sono in una casa di villeggiatura dei miei genitori (che non esiste), al lago. solo che sono in una stanza che assomiglia al bar che c'è al primo anello arancio di san siro. io dico che devo andare a correre. e uscendo, scopro che c'è una discesa ripidissima. inizio a correre, e ovviamente vado velocissimo, solo che mi viene da pensare "ma cazzo, solo che per tornare a casa sarà salita ripidissima". la corsa è sempre più veloce, e le mie gambe sembrano quelle di beep beep (avete presente Willy il coyote?). arrivo finalmente a fondovalle, e costeggio il lago, che è uno specchio d'acqua azzurrissimo e molto bello. mi ritrovo di nuovo in quella stanza che assomiglia al bar di san siro. ci sono quattro macchinine affiancate, di quelle che si danno ai bambini di pochi anni per giocare. tre sono vuote, in una c'è una persona. mia mamma mi dice "guarda che in quella macchina c'è il presidente Napolitano". io non posso crederci e mi avvicino, ed effettivamente vedo il presidente Napolitano andare in giro per la stanza pedalando come un forsennato. dopodiché suona la sveglia, e io corro a cercare un pezzo di carta per scrivere questo sogno, sapendo che l'avrei scritto nel post serale.
ma come avevo fatto a perdere il ricordo di questa canzone degli Offlaga Disco Pax? "Enver". buon proseguimento di serata a tutte e tutti.

domenica 16 ottobre 2016

updates (23.04)

nel fine settimana ho fatto il minimo indispensabile ed inderogabile. tradotto, niente di particolare e bello. si è trattato della spesa all'esselunga e dell'attività da istruttore, quest'ultima che mi ha lasciato abbastanza perplesso. a 72 ore dall'infortunio posso dire che sono preoccupato, ed anche molto. mi si è formato un ematoma lungo sei, sette centimetri. un livido, insomma. ecco, mi domando cosa possa avere a che fare con un problema muscolare una roba del genere. poi ovviamente cammino male. con gli antinfiammatori non capisco quale sia la mia soglia del dolore. domani devo andare dal medico, per forza di cose. ma ripeto, la vedo male. credo che darò addio alle scarpe da calcetto, non ho più una età per fare due sport.
Ho pensato ancora tanto alla morte di Alessandro. considerato che è mancato due settimane fa, mi fa specie che solo l'altro ieri la notizia sia apparsa sulla sua pagina facebook. e che solo dopo siano arrivati i cordogli. nell'epoca dei social network, ho scoperto che in tanti, e non solo io, erano suoi amici virtuali. vuol dire che era un uomo solo, senza affetti, senza amici. è un aspetto ancor più triste di una vicenda triste. da ateo, mi sembra la prova dell'inesistenza di dio. perché è impossibile pensare che esista un dio così iniquo ed ingiusto, che dà bellezza, successo e salute a tizio e nulla di bello a caio.
vicino a casa c'è un aumai. avete presente no? sono i supermercati cinesi a basso costo ma che hanno tutto. che poi ho scoperto che esistono supermercati cinesi a costo ancora più basso. ho sempre avuto diffidenza verso le cineserie, ma ultimamente mi è capitato di andarci in quell'aumai. più per la pigrizia di andare in un centro commerciale, visto che ogni volta è stato per comprare un singolo articolo. allora che tipo di qualità ho riscontrato in rapporto al prezzo? questa la risultante:
  • bermuda da città: buono
  • fantasmini alti: buono
  • pile: basso (si esauriscono subito)
  • scolapiatti di plastica: buono
  • caffettiera (ricordate l'incidente di 15 giorni fa): assolutamente mediocre
Insomma, ci vuole un po' di culo. conviene comprare cineserie? forse si, ma con moderazione. buona notte a tutte e tutti, e buona settimana.

venerdì 14 ottobre 2016

Alessandro

si può piangere per una persona che non hai mai conosciuto di persona e di cui non conosci neppure il volto? si, è quello che ho fatto per mezz'ora, quando su facebook ho letto che Alessandro, un "ragazzo" di 40 anni che da quando sono blogger - da splinder in poi - è stato mio lettore, non è più tra noi. aveva diradato ultimamente i suoi commenti. li faceva solo se imbeccato, richiesto. credo che l'ultimo sia in questo post. in comune avevamo l'Inter, la musica (di cui era cultore e conoscitore infinito), le morettine (come le chiama Rudi nel suo blog) e una certa cultura politica laico-liberale, forse un po' più di sinistra io rispetto a lui, che essendo modenese era un tantino più disincantato a causa del "modello emiliano".
Alessandro non è morto per cause naturali. e neanche per un incidente. Alessandro si è tolto la vita, gettandosi sotto un treno diversi giorni fa. quando l'ho saputo, le lacrime mi si sono un po' asciugate. sapevo di una parte importante dei suoi problemi, ne ignoravo altri, conosciuti solo ora. la sommatoria di questi problemi lo ha portato a tale gesto estremo. tra i vari articoli che ho recuperato in rete mi ha colpito quella testimonianza che dice che per tutta la mattina andava avanti e indietro lungo la massicciata della ferrovia, per trovare il necessario coraggio. chissà che pensieri lo hanno attraversato in quei momenti. ma le lacrime mi si sono un po' asciugate. se il male di vivere era così forte, quel gesto ha un suo significato. vorrei ricordarlo con una canzone, ma sarebbe troppo riduttivo, quasi irriguardoso. Ciao Alessandro, spero che tu abbia trovato adesso un po' di quella serenità che non ti è mai appartenuta.

Updates (ore 13.33)

è troppo presto per dire se va bene o se va male. cioè scusate, se va male o particolarmente male. questa notte dormire è stato non semplice. ma alle sei ho preso una decisione: non solo non avrei fatto 700 km in auto per lavoro in questa giornata che chiamarla uggiosa è anche poco, ma non sarei neanche andato in ufficio. ci può stare, è 21 mesi che non prendo un giorno di malattia. e in un attimo di follia, alle sette mi sono presentato al pronto soccorso di niguarda, che ovviamente mi ha messo in codice bianco. che significa pagare 25 euro di ticket (che è il meno) e passare (inutilmente) la giornata lì dentro. ma veramente inutilmente, che in questi infortuni occorre almeno 48 ore per capire come stai. dopo mezz'ora ho preso e sono andato via. in farmacia ho fatto scorta di infiammatori veri (non quelli assunti ieri sera e questa mattina), ibuprofene come se piovesse, per via orale e cutanea, nel primo caso dopo pranzo (ho mangiato alle 12.30 come un magutt bergamasco), nel secondo già questa mattina. in autodiagnosi dico che è contrattura o stiramento (meglio la prima che la seconda), escludo strappo (che piangerei) e spero che nulla rilevi al nervo sciatico (che in quel caso piangerei per i prossimi sei mesi). il dolore è molto localizzato, ma sono scombussolato ovunque, perché questi infortuni fanno venire meno l'equilibrio corporeo. direi riposo per i prossimi giorni e lunedi il punto della situazione, seppur domani pomeriggio non possa fare a meno di andare via. cercherò di riguardarmi. altro che mezza maratona questa domenica, vero? ieri è morto Dario Fo, Bob Dylan ha vinto (mah...) il Nobel per la letteratura, io posto un disco che sta tra i primi 100 dischi della musica rock. Lou Reed, "rock n roll animal".

giovedì 13 ottobre 2016

very very bad news

quando una settimana inizia male, inizia male, punto. e può solo proseguire peggio. questo giovedì sera era di calcetto. il raffreddore per fortuna stava iniziando a passarmi. prima di andare al campo sono passato a comprare un cardigan. entrando in macchina ho sentito come un muscolo tirare, all'altezza del gluteo sinistro. vabbè, non ci ho fatto caso. tutti in ritardo come al solito. entriamo in campo, fa freddo, riscaldamento pre-gara praticamente zero, come sempre avviene quando si comincia in fretta e furia. dopo pochi minuti mi arriva una palla da tirare in porta. carico il destro, mi parte un missile, peccato che senta subito dopo un dolore atroce proprio all'altezza del gluteo sinistro. forse proprio quel muscolo che ho sentito tirare entrando in auto. provo ad andare in porta, magari passa, ma dopo pochi minuti mollo. non riesco neanche a stare in piedi. doccia, e subito a casa. ho messo del ghiaccio, già preso un antinfiammatorio, e adesso sono qui a pregare che sia solo uno stiramento e non una infiammazione al nervo sciatico. in più teoricamente domattina dovrei farmi 700 km in auto. il dolore è al gluteo sinistro, avendo il cambio automatico potrei anche non aver problemi. ma sto cercando di fare il punto della situazione, ci sono troppe persone coinvolte in questo tour. altro che fare la mezza a fine settimana, porca pupazzola.....

mercoledì 12 ottobre 2016

elogio della normalità

questa mattina ho formalizzato un closing discretamente rilevante. sto parlando di lavoro e se uso questo termine anglofilo è perché non mi va di entrare particolarmente nel merito. perché quell'avverbio? beh, perché nella mia vita (lavorativa) ho fatto cose decisamente più rilevanti, e non parlo solo di ricavi, margini, utili. parlo di cose che, nel mio ambito, hanno persino fatto un po' storia. parlo di quando, sette, otto anni fa? preistoria insomma. allora di che minchia ti elogi Francesco? a parte il fatto che io non mi elogio di nulla, dico che quello che ho fatto non era "di mia competenza". quante volte nella vita avete sentito questa frase? quante volte avete sentito alibi, scuse, giustificazioni di ogni sorta? e, ne sono certo, mica solo negli uffici pubblici.  quindi, anche se non mi competeva, a luglio ho pensato a come cogliere due piccioni con una fava. la fava sarei io, uno dei due piccioni era "di mia competenza", affrontato e definito a settembre, ma lì era gioco facile. il secondo piccione non era affatto facile da cogliere. in primo luogo, perché il problema era solo nostro. in secondo luogo, perché nessuno avrebbe avuto interesse a risolvercelo quel problema. allora capirete che dire in azienda "avrei fatto questa pensata" era una mossa suicida. ma le cose si fanno perché vanno fatte. perché se ognuno pensa così a cazzo (e la maggior parte delle persone pensa a cazzo) non si va da nessuna parte. e mi è venuta in mente una frase di Steve Jobs, "la gente non sa quello che vuole finchè non glielo si mostra". e allora sono andato dall'unica persona che poteva fare quello che volevo. gli ho parlato "normalmente". perché alle persone bisogna parlare normalmente. perché nella vita bisogna essere normali. gli ho detto "io ho un problema, lo facciamo diventare una opportunità?". che detto così sembra facile e banale, ma col cazzo lo è. la prima volta che gli ho parlato questo mi guardava come si guarda un marziano. "ma cazzo Francesco, mi sto riprendendo adesso e tu mi vuoi coinvolgere in questa cosa?". e a ogni obiezione spiegare i vantaggi. con la sicurezza di chi non deve fregare nessuno, semplicemente perché crede a quello che dice. "va bene Francesco, devo parlarne pure con gli altri, e comunque se ne parla a settembre". e a settembre sono tornato subito alla carica. ho capito le resistenze, le perplessità, ho pensato a come giungere ad un accordo di "reciproca" soddisfazione. ho proposto, ho vincolato il tutto a una data. oggi, il 12 ottobre 2016. perché se si è normali il tempo non è una variabile indipendente. e quando questa mattina, un po' assonnato devo dire, mi sono presentato da loro, anche se tutto sembrava definito così non è stato. prima di mettere le firme su tutte le pagine è passata un'ora e mezza a leggere, a spiegare, a modificare qualche virgola. e dopo la firma, pure la foto di rito. che ho scattato io, avendo lasciato al mio "junior" la soddisfazione di andare sulla newsletter aziendale (anche perché se ci vado io è un po' ridicolo). tanto tutti sanno che ci sono dietro. a pranzo al mio junior ho detto "guai a te se quando sorge una difficoltà come questa mattina te ne vai a casa senza firmare. tu il problema lo devi risolvere lì, sul momento". perché è normale che noi risolviamo problemi. se non ci fossero problemi noi non avremmo senso di esistere.
alcuni di voi sapranno che non apprezzavo particolarmente Matteo Renzi. anzi, mi stava abbondantemente sui coglioni. ora, non è che mi sia diventato particolarmente simpatico, ma gli riconosco di "aver fatto" e d'altro canto uno dei miei motti è "solo gli sciocchi non cambiano idea". ma in ogni caso dico che l'Italia di Renzi è comunque una "Italia normale". eh si, perché ad esempio c'è un partito - quello che sì ho sempre odiato e considerato il male assoluto - chiamato Movimento 5 Stelle che ha ai suoi vertici parlamentari che sostengono l'esistenza delle sirene. che ritengono la moneta sia unità di misura e possa essere creata in qualsiasi momento (che dite, domani tutti all'esselunga a fare la spesa con moneta non esattamente convenzionale?). che dicono che l'uomo non abbia mai messo piede sulla luna. ecco, esiste una "Italia non esattamente normale". io voglio appartenere all'Italia normale. a quell'altra "Italia anormale" io non intendo appartenere, e magari ricordiamocelo quando ci sarà il referendum il 4 dicembre. la mia impressione è che tante cose in questo nostro bel paese non funzionano (in qualunque ambito) perché da troppo tempo si assiste ad un arruolamento di massa nell'esercito degli anormali.
New Order, "true faith". buona notte amiche ed amici.

martedì 11 ottobre 2016

Milano è la mia città (in fondo un pò ci amiamo)

lo sapevo che non dovevo cantar vittoria troppo presto. il freddo improvviso insieme al fatto che l'amministratore del mio stabile è assolutamente ligio alle leggi per cui col cazzo accende prima il riscaldamento, ed ecco che sono pieno di dolori e decisamente raffreddato tendente al ciancicato. ieri sera volevo fare un po' di scarico ma dopo mezz'ora di corsa sulla Martesana, anche abbastanza ignominiosa, me ne sono andato a casa. male, anzi malissimo, perché nei prossimi giorni sono parecchio in giro, e perché domenica prossima vorrei fare una mezza che difficilmente farò stante la situazione. e per fortuna non mi ero iscritto. stasera sono reduce da un aperitivo dedicato ad una collega che insospettabilmente entra nella sua seconda maternità, lei che fino a soli due anni fa era la regina delle feste e degli aperitivi milanesi. siamo andati in un bel locale in porta romana. che è bella di suo, in assoluto una delle più belle zone di Milano. se porto una donna a fare l'aperitivo in porta romana faccio la mia porca figura. chi mi legge può confermarlo volendo. è stata una serata molto bella, e devo dire molto alcolica. dalle sette alle nove e mezza non so quanti sbagliati siano passati sul tavolo. ed il bello è che non li sento particolarmente. vuol dire che erano annacquati alquanto oppure che ormai non mi fanno né caldo né freddo. poi andando verso casa ho fatto Monte Nero, Piave, Buenos Aires, Brianza. alle dieci di sera, in mezzo alla settimana, Milano è bellissima. non è più orario lavorativo ma non è notte. l'ho già scritto una volta, in auto è il momento in cui l'apprezzi di più. oggi sul corriere c'era un articolo che illustrava il differenziale che c'è tra Milano ed il resto d'Italia. Milano è nettamente più avanti del resto d'Italia. lavora, produce, si diverte, attrae più turisti di Roma. sono contentissimo, orgoglioso della mia Milano, che considero la mia città anche se in fondo sono qui da meno di 20 anni. in fondo, noi un po' ci amiamo. e sull'amore, aggiungo, ci sarebbero tante cose da dire. un po' di parole vengono, altre no, ma chissà se sono sufficienti. e adesso anche se non è tardi, preso un tachinonsochecosa, me ne andrei a letto, che domani devo andare a fare un closing a poco più di 100 km da casa, che ancora mi ricordo come si lavora e si fanno risultati. buona notte a tutte e tutti.

lunedì 10 ottobre 2016

meglio un papà runner che ballerino di latinoamericano

nel mio weekend torinese capita che ieri sera io, mia figlia ed M. il mio amico storico si vada a mangiare la pizza tutti assieme. nel chiacchierare il mio amico M. dice a mia figlia ciò che già so, cioè che frequenta locali di latinoamericano da qualche anno (per la cronaca e per inciso: da quattro anni e trattasi di uomo più vecchio di me) e da lì a raccontarsi i locali di tendenza di Torino e provincia. 50 e rotti anni vs. 18 anni. mentre M. va in bagno dico a mia figlia "se un giorno ti racconto che vado a ballare latinoamericano o tango sei autorizzata a spararmi in testa. e se vedi che sono sopravvissuto al primo colpo dammi pure il colpo di grazia". tranquillo papà, farò così, lo so che per M. il latinoamericano è l'ultima spiaggia (vabbè, ha detto così un po' imboccata da me, quella dell'ultima spiaggia è battuta mia). "quindi è meglio avere un papà cinquantenne runner anziché ballerino di latinoamericano?". ma ovvio papà, ma non c'è neanche da discutere. io credo che noi adulti prima di fare qualcosa dobbiamo pensare a come ci guardano gli altri. in particolare i figli. c'è un tempo per ogni cosa. dopo la pizza ci siamo divisi, io e M. siamo andati in un pub vicino a casa dei miei, pieno di ragazzini. mi sono sentito le solite paturnie esistenziali, a cui sono abituato da circa 37 anni. questa volta un po' più marcate del solito. alle 12.30, un po' devastato, sono riuscito a guadagnare il letto di casa, dopo pochi minuti è arrivata mia figlia. chissà se tornando a casa M. è andato nella più famosa discoteca di latinoamericano della provincia di Torino.
questa mattina sono andato ovviamente a correre, sperando che le birrozze del sabato sera non si facessero sentire più di tanto. ed effettivamente, forse perché faceva freddino, l'uscita Rivoli-Collegno-Rivoli non è andata malaccio. certo, l'ho fatta in maniera non troppo dispendiosa, evitando deliberatamente un paio di salitelle anche a costo di correre in mezzo alle auto (e a qualche incrocio l'ho pagata). alla fine è uscito un poco più di 13 km a 5' e 46" al km, a cui è seguito un defaticamento di circa 650 metri. in questi primi 9 giorni di ottobre ho già fatto più di 53 km, se domani riesco ad evitare una rottura di marroni posso aggiungerci altri 10 km, e poi quasi quasi domenica me ne vado in gara.
oggi due del mio gruppo hanno fatto la maratona di Chicago, una delle sei major, e loro sono già alla quarta. e l'hanno fatta con due tempi eccezionali, soprattutto quello di S., arrivato nei primi 1.000 tra circa 40.000 finisher, ma soprattutto tra i primi cinque italiani. ho visto foto e video nella chat del gruppo, avevo i brividi io, non oso pensare che sensazioni avrei potuto provare al loro posto. ma queste sono cose che solo uno che corre può provare. buona notte e buon inizio settimana a tutte e tutti.

venerdì 7 ottobre 2016

all over the world

è il terzo venerdì sera che me ne sto a casa. ci sono due motivi per cui ciò è avvenuto, il primo lo conosce pippa, il secondo è dovuto è al fatto che - incredibile a dirsi - sto lavorando abbastanza e arrivo a fine settimana sfatto. non come quando ero in gran spolvero e carico di motivazioni per carità, ma comunque oltre il cosiddetto minimo sindacale, e peraltro è anche giusto che sia così. mercoledì e giovedì mi sono sparato circa 800 km in lungo e largo per il nordest, e lì sarebbe anche andata bene, ma alcune notizie che arrivavano da altre parti dello stivale mi hanno fatto incazzare quel minimo per farmi girare le palle. ma poi passa, anche perché vuoi mettere andare a cena in un ristorante pieno di crucchi che approfittano degli alberghi del lago che fuori stagione fanno pagare le camere 40 euro a notte? e poi rientro a Milano, che alla sera c'è il calcetto. nel mentre sostituisci uno che dice di avere la febbre, ma peccato che lo stesso sostituto alle 19.20 ti pacchi ignominiosamente. bestemmie ed imprecazioni si sprecano. entriamo in campo in ritardo (anche perché altri due sono in ritardo) ma Nico ha l'intuizione di chiedere ad uno che è in campo nella partita precedente di fare il decimo gratis nostro ospite. e questo accetta, tra l'altro è un portiere. ohi, non esce fuori una partita della madonna dove pur avendo iniziato in vantaggio alla fine l'abbiamo persa di due? ma cazzo, quel portiere parava tutto! alla fine gli ho chiesto il cellulare e la mail, e l'ho inserito nella mailing list. insomma, ho fatto scouting! poi io e Nico siamo andati di nuovo a mangiare il sushi in Loreto dove ti ammazzano quando c'è da pagare ma la qualità è notevole. ci siamo seduti accanto a tre milfone. una brutta, una caruccia che mi guardava, una che aveva due tette della madonna ma era l'immagine del peccato ma soprattutto del pericolo. ma mai come quella vista a pranzo ieri con un mio cliente storico. anche lì mi sono trovato seduto accanto a un tavolino dove c'era una tipa sui 35/40 anni, non solo gnocca ma affascinante e con la faccia che sapeva di guai. il mio cliente la conosceva e a voce alta fa "no no, vicino a lei non mi siedo che parla troppo". e vabbè, mi siedo io, solo che dopo un minuto arrivano i suoi colleghi, e capisco che lavorano in banca. lì c'è il direttore della filiale, completamente imbambolato da questa. anzi, più che imbambolato. io stesso facevo fatica a non guardarla. poi si alzano e vanno via, e io faccio il body scanning. mini gonna, zero calze, e scarpe rosse col tacco. rosse!!!! cazzo, rosse di giovedì in banca. molto più che una dichiarazione di guerra!!! oggi ho lavorato pure abbastanza, ma stasera c'era da tornare a correre che non uscivo da martedì. solo che la settimana lavorativa si è fatta sentire, parimenti il calcetto estremo di ieri sera. avrei voluto fare un dieci sostenuto, ma ho subito capito che non ce l'avrei fatta. allora il 10 sostenuto l'ho trasformato in un 5 fintamente sostenuto (a 5' e 21" al km), poi un km di defaticamento, poi 4 ripetute da 250 metri (fatte bene, con velocità notevole, in una ho pure incrociato hulk che mi ha pure guardato per capire chi cazzo fossi....), poi un altro km e mezzo di defaticamento ma a 5' e 45". insomma poco meno di 8 km e mezzo, ma sfiancanti. eh ma ho notato che al venerdì sera non è mica facile correre. già un mese fa mi era successa la stessa cosa, volevo fare certe cose, ma la benzina non c'era. molto meglio uscire al mattino mi sa. qualche sera fa mi è capitato di andare sul tubo e di ascoltare i primi quattro dischi dei Pixies. ohi ragazzi, ma non ce n'era una ma dico una brutta, da surfer rosa a trompe le monde Black Francis, Kim Deal (io la amo) e Joey Santiago hanno scritto delle autentiche pietre miliari del rock. scegliere tra le tante non è facile, ma alla fine posto "all over the world". buon fine settimana a tutte e tutti.

martedì 4 ottobre 2016

lo scarico e lo zerbino

non era in programma questo post ma oggi è successo un fatto increscioso e ne scrivo. ma prima vi dico che, dato che il mitico nordest mi aspetta nei prossimi due giorni, stasera un po' in sbattimento da senso di colpa runneristico sono andato a fare uno scarico mezzo sostenuto. solo ed esclusivamente perché se va bene tornerò a correre venerdì. scarico perché dopo aver asfaltato 27 km in due giorni più di tanto non si poteva fare. ciumbia, ma che runner c'erano stasera sulla Martesana!!!! io non andavo pianissimo, sorpassavo tanti, ma altrettanti sorpassavano me o li incrociavo riscontrando una bellissima linea. vabbè, il tutto di sprone per fare meglio. comunque poco più di 5 km a 5' e 26" al km, senza andare mai al di sopra dei 5' e 30".
veniamo al fatto increscioso. mando un messaggio nella chat di whatsapp degli amici per la pelle. non so come, ma avevo capito che stasera si andava a mangiare la pizza. all'una mi risponde A. che mi dice che non può e che la tipa l'ha sfanculato (tradotto, l'ha mollato). eh???? cosa???? ma se sembravate la coppia dell'anno? oddio, che poi non è neanche due mesi che stanno assieme. a me all'inizio non era dispiaciuta, poi la storia delle (non completamente dimostrate) attitudini schifo-sessuali e alcune confidenze del mio amico sembravano non mostrare un idillio completamente soddisfacente. siccome io sono crudo e diretto, in chat avevo chiaramente comunicato le mie perplessità. ecchecazzo, se non si parla così tra amici! vabbè, subito lo chiamo. e mi dice che l'ha sfanculato via telefono con motivazioni contraddittorie in cui ci stava di tutto, dalla frequentazione dei figli agli impegni di lavoro, dal fatto che ci si vede poco al reclamare i propri spazi (!!!!). ora, parlando poi al telefono con il resto della truppa escono poi altri problemi legati all'aver bruciato troppo le tappe. che poi, mi domando quanto possa essere un problema (se si vuole bene ad una persona) scoprire che questa russa. mi sono però girati i coglioni scoprire che 'sti cazzo di miei amici i loro problemi sentimentali me li raccontano a frittata fatta (recidivissimi). il punto è che lui è ossessionato. a 50 anni superati da un bel tocco da solo non riesce a stare. già è stata una roba incredibile essere stato 4 mesi senza donna, e io so quanto si sia dovuto violentare per non rimettersi con l'arpia opportunista con cui stava prima. io so che non faccio testo: ho talmente tanta considerazione di me stesso che penso che debbano essere le donne a fare carte false per stare con me. lui invece si è inventato una roba smielosa da costringerti a razioni doppie di insulina. ripeto, a 50 e rotti anni. un corteggiamento dove ha messo le sue caratteristiche migliori, poi caduto sul fatto di russare la notte (non oso pensare che succedeva in caso di scorreggie abituali). ma mentre io e la restante truppa commentavano telefonicamente l'accaduto, ecco una mail: "crisi temporaneamente rientrata, dice che non può perdermi. boh?". gli dico di stare in campana, lui mi dice che vive alla giornata, ma si capisce che è mogio mogio. ripeto, per la terza volta: a 50 anni suonati da un bel pezzo. no no, così zerbino no porca troia. anche lui capisce che non si andrà da nessuna parte, se dopo due mesi va così. un'altra matta insomma. io posso fare fatica a capire quello che voglio. ma so con certezza quello che non voglio. e situazioni di merda non mi possederanno mai. è un anno ormai che ho chiuso l'ultima relazione importante della mia vita. ed era ed è una donna straordinaria. altro che la ex del mio amico. mai meriterebbe di essere sostituita da una che non vale un cazzo o che è peggio di una bandiera al vento. ma andate a fare in culo squinternate.
da Nella ho letto un bel post su Nick Cave. e allora chiudo con lui. "the mercy seat".
 

sabato, domenica e lunedi

doveva essere un weekend e un inizio settimana a scartamento ridotto, e non è stato così ma per niente; la parte runneristica mi ha dato qualche soddisfazione. ieri mattina, nonostante birre e salamelle a profusione, ho fatto 16 km sulla Martesana, da casa mia fino a Vimodrone quasi confine con Cernusco e ritorno. li ho fatti a 5' e 50" al km, niente di eccezionale lo so. ma già sono uscito col kway (e a Vimodrone ho incrociato wonder runner che mi ha pesantemente cazziato..... però porca pupazzola al ritorno ha piovuto sul serio!) e ho sudato abbondantemente che comunque faceva ancora caldo, poi per l'appunto ci metti una alimentazione non esattamente corretta per affrontare un "lungo" e alla fine esce fuori una roba di un paio di km in meno delle aspettative o in alternativa a 10/15 secondi/km in più del previsto. poco male, 16 km son sempre 16 km, è comunque un'ora e 33 minuti di corsa ininterrotta. poi questa sera mi è parso giusto replicare, che avevo voglia del mio lunedi "veloce" sulla Martesana. e c'è un cazzo da fare, io la sera riesco meglio a livello runneristico. buona l'uscita di stasera, da casa mia all'incrocio col Lambro e ritorno, dieci km esatti se allunghi fino a Melchiorre Gioia. ma fatti in poco più di 54 minuti, a 5' e 25" al km. velocità mai fatti ai primi di ottobre, che per andare così forte sui 10k devo aspettare l'inverno. comunque stasera c'era di tutto sulla Martesana, nel senso che di missili ce ne erano a profusione. sono quelli che si preparano per le maratone. e vi dirò.... io un pensiero inizio a farlo. ma vediamo se tra due settimane avrò la domenica libera per poter fare una mezza, anche se non esattamente vicino casa. step by step.
dicevo weekend intenso. sabato pomeriggio il mio debutto da istruttore, che direi è andato bene. la sera sono andato a sentire la mia amica A. cantare col suo gruppo hard rock (ebbene si, avete capito bene, hard rock). se la sono cavata bene, peccato per l'altro cantante che è un coglione marcio con cui ho avuto da discuterci perché pensava che io ci stessi provando con la sua tipa. ieri a pranzo ho dimenticato per l'ennesima volta la caffettiera sul fuoco e immaginate cosa sia successo dopo. infine ieri sera al cinema per vedere "indipendence day", che per dirla alla Fantozzi, è una cagata pazzesca. e oggi al lavoro pure abbastanza roba da fare, su tutto cazziare due delle mie che andrebbero scaravantate dal balcone tanto sono imbecilli. e alla faccia del diritto sindacale, le ho apostrofate esattamente per quello che sono: due imbecilli. buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.