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mercoledì 13 dicembre 2017

tra martedì e mercoledi

sono stato sul divano a vedere inter vs. pordenone, che ancora un pò diventava una delle pagine più ridicole della storia della beneamata. prima ero andato a correre, qualche minuto dopo le sette, al termine di una giornata lavorativa fatta da attese e zero risposte. ho cercato di distrarmi correndo. e ne ho inventata una delle mie. arrivato in fondo a via adriano, anzichè tornare indietro, ho fatto una via del cazzo parallela al naviglio, che all'inizio si chiama via meucci poi via asiago. l'avevo già fatta qualche volta, ma alla luce del sole. stasera non c'era il sole, e in alcuni tratti neanche la luce. 2 km alla spera in dio, nel senso che tra continui passaggi tra marciapiedi sgarrupati e strada a rischio arrotamento la speranza era quella di tornare a casa sano e salvo. sono sbucato sulla martesana, nel buio pesto, all'altezza del monumento ai piccoli martiri di gorla. ho guardato il gps ed ero quasi al 7° km, naturalmente con andatura del cazzo. vabbè, un pò di strada dovevo e volevo farla ancora. ma mica tanto, giusto arrivare ai 10. poi siccome sono passato sotto casa che ero a circa 9,3 km mi son detto che per stasera poteva bastare. ci ho impiegato 55 minuti, ma almeno mi son riconciliato con i pensieri. ieri sera c'è stata l'apericena aziendale. e niente, io veramente sono un pesce fuori dall'acqua. a parte il fatto che c'è tanta gente che non conosco, ma è proprio l'area che si respira che non mi appartiene. ho scambiato qualche parola col gotha dell'azienda. sorrisi e convenevoli di circostanza, anche quando l'AD mi ha fatto una battuta del cazzo. alle 21 ho salutato tutti e me ne sono andato. ho raggiunto la periferia est dove era in svolgimento una riunione didattica. ecco, ero più a mio agio lì. almeno sono simpatico al presidente regionale, runner anche lui e di gran livello (domenica scorsa maratona di reggio emilia in 3h16'). domattina farò da claque ad un convegno dove parla il mio capo. vabbè, pranzo scroccato anche per l'occasione. ecco, di buono c'è in queste situazioni che il portafogli ringrazia. ah, ma come si fa a vivere in una campana di vetro? qualcuno me lo riesce a spiegare? 

domenica 10 dicembre 2017

domenica

ma chi glielo spiega ai catastrofisti da tastiera che è (ma giustamente, dico) almeno 10, 15 giorni che fa parecchio freddo un pò in tutta italia? quelli del riscaldamento globale, dell'effetto serra, della siccità, parlano ancora o se ne stanno beatamente, come mi auguro, zitti? ieri ero in provincia di cuneo. alle 12 e mezza e col sole c'erano zero gradi. tra qualche ora danno neve o nevischio in pianura, e comunque in questo momento fuori casa mia, nonostante riscaldamento e auto che passano, ci sono due gradi. gli ecologisti sono una brutta razza. in primo luogo, perchè sono tra le categorie più ipocrite sulla faccia della terra, visto che delle "brutture" del progresso beneficiano a piene mani. poi perchè manipolano le statistiche e i fatti a proprio piacimento. per adesso spopola quel video dell'orso polare che sta morendo di fame; ma si tratta sicuramente di un fake, perchè se così fosse bisognerebbe prendere quelli di national geographic che hanno fatto il video e rinchiuderli al gabbio, visto che hanno ripreso la (presunta) scena senza dargli il cibo. più verosimilmente si trattava di un orso molto anziano o malato che stava morendo, punto. a me l'inverno non spiace. mi sta spiacendo questo inverno dove non sto riuscendo a correre come vorrei. anche questa mattina è andata malissimo. parto, e dopo un pò inizio ad avere male un pò dappertutto. questa settimana poi è stato un disastro, ogni uscita una via crucis. sarei tentato di fermarmi per un pò, se non fosse per il fatto che vorrei chiudere il 2017 con il numero di km prefissati e manca veramente poco. è che non mi diverto a correre così imballato. questa mattina per fare meno di 8 km e mezzo ho veramente sofferto. mi vergogno persino del tempo che ho impiegato a farli. poi faccio sogni del cazzo, questa notte ho sognato che dovevo andare alla convention aziendale (che sarà a fine gennaio, tra l'altro), solo che a me dicevano di non vestirmi elegante che avrei dovuto partecipare ad una specie di giochi senza frontiere. però in verità non c'era nessuno a questa iniziativa pseudo sportiva, e allora decidevo di andare alla convention. però mi rendevo conto che ero vestito praticamente in pantaloncini e maglietta, quindi cercavo un posto dove cambiarmi e finivo in una specie di metropolitana. vabbè, adesso mi devo mettere a scrivere una relazione. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti, al freddo, con o senza neve.

update: oggi 4 del mio gruppo hanno fatto la maratona di reggio emilia, dove avrei dovuto esserci anche io. diciamolo, sono contento per loro, ma non va assolutamente bene per me.

giovedì 7 dicembre 2017

sant'ambrogio

ero andato a letto soddisfatto ieri sera. questa notte ho dormito 8 ore. praticamente appena alzato ricevo una telefonata. il veronese mi dice di lasciare in sospeso l'operazione. ha discusso con il socio. che sarebbe la figlia. mi sono incazzato. gli ho detto che queste condizioni valgono fino al 31 dicembre, vedesse lui. ci sentiremo lunedi prossimo. lo dicevo che dovevo starmene zitto. per l'incazzatura me ne sono andato a correre, anche se lo avevo fatto praticamente 12 ore fa. mezz'ora, giusto per togliermi il nervoso. e per vedere sfrecciarmi accanto il mitico m., leggiadro ed elegante come suo solito. ora posso andarmene a torino. oggi mi taglio i capelli. magari versione marine, forse forse che possa servire da qui in avanti.

mercoledì 6 dicembre 2017

nordest

trieste non è bella e non ci vivrei, mai. era tanti anni che non andavo in terra giuliana (guai a chiamarlo friuli) e ho avuto la stessa impressione di allora, un dedalo caotico, difficile da girare con la sua viabilità non facile. e speriamo di non essere entrato in qualche ztl del cazzo. sono stato anche in friuli (le ho fatte tutte le 4 province). come a trieste, anche lì tutto è molto lento. troppo lento. i miei clienti sono i primi a parlare male della loro gente. se hanno abbracciato ciò che gli abbiamo proposto, in questa terra di confine, è perchè provano ad avere una visione più dinamica, del business come della vita. peccato che si trovino a scontrarsi con una realtà diffidente e anche un pò presuntuosa. no, chiamiamola col suo nome, un pò ignorante. se posso, do loro volentieri una mano. lo hanno apprezzato, ho portato a casa il risultato che mi ero prefissato e voglio pensare a due giorni ben spesi. poi diciamolo, le friulane sono tra le donne più belle d'italia. ancora meglio è andata oggi a verona. non diciamo gatto prima di averlo messo nel sacco, ma credo che oggi sia uscito il francesco degli anni buoni, il negoziatore del win-win. insomma, mi sono sparato circa 1300/1400 km in tre giorni, tutti in auto. stasera sono andato a correre sulla martesana. dopo poche centinaia di metri mi faceva male il piede destro, quello dell'acceleratore. anche se non correvo da più di tre giorni ho fatto 5 miseri km 5, più un 4x250. e mi sento come se avessi fatto 20 km. domani è sant'ambrogio, a milano non si lavora. 4 giorni di ferie, me ne andrò dai miei, per almeno 3 di questi giorni. stasera sto ascoltando i baustelle. ed anche se questo video l'ho postato più volte, mi ripeterò. "un romantico a milano". buona notte a tutte e tutti.

domenica 3 dicembre 2017

domenica

venerdi sera avevo fatto, con fatica, 7.3 km. sabato di (relativo) riposo, che fermo non sono stato e questa mattina, nonostante il -1°, sono sceso sulla mia martesana. bardato, ma neanche tantissimo. correre col freddo è una delle grandi scoperte di questa mia esperienza runneristica. se poi al freddo si associa il sole è ancora meglio. e finalmente mi è uscita una prestazione decorosa che era qualche settimana che non succedeva, 12 km in 1h07' e qualcosa, a 5'38" al km. ma più che il tempo, che di per sè non dice mai molto come indicatore, è come ho sentito le gambe, il fiato, la postura ciò che conta. qualche ora dopo, non previsto, sono andato al pranzo del mio gruppo podistico. dove come sempre si è mangiato e bevuto abbastanza e abbastanza bene. bella giornata, lunga quasi come un matrimonio, noi runner saremo strani ma siamo persone simpatiche e gioviali. anche loro hanno corso bene oggi, sono andati alla gipigiata, che quest'anno ho paccato. cinque di loro saranno a reggio domenica prossima, dove dovevo esserci anche io, poi è andata come è andata. sto pensando di iscrivermi, entro il 15 dicembre, a milano. è lontana, sarà l'8 aprile, ma forse se inizio a prendere un impegno così in anticipo riuscirò nell'impresa. io amo correre, perchè correndo si va avanti.

giovedì 30 novembre 2017

novembre

il novembre di corsa si chiude, come volevasi dimostrare, con basso kilometraggio. appena 137,18 km, una sola gara fatta, zero tapasciate. ma a novembre del 2016 furono ancora meno (123 km circa), reduce com'ero dallo stiramento avuto tramite il calcetto. e meno anche nel 2015, circa 124 km. insomma, novembre è un mese che non mi invoglia a correre. però come sempre mi è successo nella vita, e non parlo solo di running, se è un mese in cui tendenzialmente tocco il fondo, altrettanto chiari si stagliano i segnali di ripresa. sono certo, certissimo, che sarà così anche quest'anno. fin da quel dicembre che spicca il volo tra meno di 20 minuti. buona notte amiche ed amici.

mercoledì 29 novembre 2017

mercoledi

verona è bella e ci vivrei anche, ma di questo parlerò dopo. questa notte ho dormito male. alle 4.30 mi sono svegliato e ho ripreso sonno decorosamente dopo un paio di ore. praticamente quando ha suonato la sveglia per andare a correre. a 'sto giro però ce l'ho fatta a tirarmi su. mi sono messo d'impegno, ho aperto gli occhi, fatto il caffè, mangiato due biscotti, indossato una termica sopra l'altra e sono sceso sulla martesana. un freddo della madonna (3 gradi, dice connect), imballatissimo e ancor più rintronato. però il freddo è riuscito a svegliarmi. e a farmi fare i primi 5 km decorosi. poi ho un pò rallentato. superati i 7 km di ritorno su melchiorre gioia ho girato intorno al mio isolato, anzi con un giro un pò più largo che al mercoledi c'è mercato. alla fine 8 km in poco più di 45 minuti. e domattina vorrei replicare, che ho uno slot favorevole.
dicevo di verona perchè poi sono andato a verona per lavoro. solo gli sciocchi non cambiano idea. io fino a una decina di anni fa odiavo il veneto e i veneti. oggi ritengo il veneto la regione più bella d'italia (amo milano, ma la lombardia non è milano) e i veneti persone con cui riesco ad andare in sintonia. e anche se a verona oggi diluviava, passare accanto all'arena o all'adige ha un suo bel perchè. e poi oggi mi ha fatto piacere portare a casa un risultato che prima di essere lavorativo è anche umano. forza, che ce la fai.
"francesco, ci si può innamorare anche di un assassino. di lui ero innamorato anche se era squilibrato. questo è normale. ed infatti non sono innamorata". "domani sera andiamo pure a mangiare fuori, ma alle 10 devo rientrare a casa che devo mettere le lenzuola grigie come diceva il maestro, che pare questa volta venga a casa per scopare. come faccio a saperlo? me lo ha scritto". "amore grazie della serata auguri a noi". "va che tu non sei più normale di noi". ma si, come al solito nelle situazioni bisogna starci..... niente video stasera....buona notte a tutte e tutti.....(sperando che i 4 caffè presi non si facciano sentire)

martedì 28 novembre 2017

elogio della vita imperfetta (o del sei e mezzo con dei nove presi ogni tanto)

ho avuto mal di testa per 24 ore. il vento di novembre mi provoca piccolissimi stati di sinusite sopportabili per chiunque ma non per il sottoscritto che detesta anche la benchè minima alterazione. e quindi mi sono sparato due oki tra ieri sera ed oggi a pranzo. oggi pomeriggio ho saputo cosa farò, aziendalmente parlando, nel 2018. che se ci penso, è una roba incredibile. solamente quando ero potente (mamma mia, poco più di 4 anni fa, sembrano 40) avevo un privilegio simile. cioè, non era affatto un privilegio. mi facevo il culo fino al 31 dicembre, ricominciavo a farmi il culo il 7 gennaio. ho deciso che nella vita, scusate il gioco di parole, devo sapere stare al mondo. oggi ho dovuto presenziare ad un evento in cui amabilmente conferivano il gotha della politica e della giustizia lombarda, e non solo lombarda. inizia la campagna elettorale, anche per la dirigenza della mia azienda. in quel casino un giornalista che ho visto in televisione, non so se di libero, il giornale o il foglio (ma uno dei tre di sicuro) mi ha stretto la mano pensando che fossi il portaborse di un personaggio che ha fatto la storia d'italia (questo solo perchè ero accanto a lui al guardaroba) e che in televisione sarà comparso, boh, tra le 2965 e le 3042 volte. la cosa che mi ha fatto specie è che dal vivo siano tutti più vecchi di quanto sembri in televisione. vabbè, ma non è di questo che voglio parlare. dicevo, stare al mondo. oggi mi hanno detto che cosa farò nel 2018. anzi, me lo hanno chiesto e credo fossero sinceri. lo immaginano una ulteriore "diminutio". non sanno che mi fanno un favore. sarò ancor più globetrotter, vedrò anche il mare, starò più lontano dalla sede (cosa che non ha prezzo, credetemi), correrò in posti nuovi. ma soprattutto, passerà un anno, e poi si vedrà. 
a proposito di correre, stasera sono di nuovo uscito per correre e ad usare le scarpette (quelle vecchie che, incredibile, si stanno sfasciando, io che le scarpe le ho sempre dismesse praticamente ancora nuove). sono tornato sulla martesana e devo dire che ho fatto fatica, prassi costante di questo mese di novembre. ho fatto il naviglio da casa mia e ritorno, poco più di 7 km percorsi in circa 41 minuti. mi sono fermato un attimo a rifiatare, e ho fatto altri 2 km di semidefaticamento. stanco ma un pò più soddisfatto di ieri. la martesana ha questo potere benefico. e se ci penso un attimo, questo novembre non sarà andato un granchè, ma quelli del 2015 e 2016 runneristicamente parlando andarono anche peggio. la vita è imprefetta, evviva la vita imperfetta. lloyd cole & the commotions, "rattlesnake".

domenica 26 novembre 2017

up&down

fate conto che questo post sia una pausa di piacere (scrivere è un piacere) tra quello che ho fatto finora e ciò che devo fare poi. che poi non lo avrei scritto questo post, ma in uno dei siti di running inseriti nel mio blogroll c'è una foto della maratona di firenze. e non so se sia una casualità (potrebbe non esserlo visto che so chi cura il sito), ma svetta in bella evidenza un runner della martesana; uno forte, sia chiaro. che infatti ha corso la 42km in 3h08'. guardavo il mio connect, e tra i runner connessi a me 5 oggi hanno fatto la mezza di milano e 6 la maratona di firenze. e io? io questa mattina che ero dai miei sono uscito con un ventaccio che tirava contro dalla val di susa e dopo 4 km mi è venuto (perdonatemi l'espressione) uno stimolo baricentrico non rimandabile. quindi sono rientrato (e credetemi, non è facile correre in momenti del genere) e a quel punto di riprendere non era il caso. poco più di 6 miseri km. beh, è veramente desolante paragonarsi a quei runner. non c'è competizione. a volte vengo preso veramente dallo scoramento. altro che scarpe nuove comprate venerdi col black friday. ah no, ho comprato le scarpe nuove vero! quindi niente, quindi si continua a correre.
che ho girato tantissimo in questo fine settimana. sabato pomeriggio ero a bergamo per un appuntamento didattico. mi si avvicina uno e mi fa "ma tu sei di torino?". oddio, io sono a bergamo, abito a milano, non conosco il tipo, mi vien da dire che sono di milano. ma poi ci penso e gli dico "beh si, 20 e rotti anni fa stavo a torino". e lui "francesco, io sono b.! ti ricordi di me, di quella e quell'altra volta?". beh a quel punto certo che mi sono ricordato. io non l'avrei mai riconosciuto però. da giovane aveva i capelli lunghi, era pure un bel ragazzo (e la donna che era con lui comunque non era male), ieri appariva un uomo della mia età (anzi, è pure più giovane di un anno) che però i suoi anni li dimostrava tutti ma proprio tutti. però con una memoria di ferro, si ricordava cose che avevo completamente dimenticato.
anche mia figlia ha fatto un bel girovagare. venerdi sera siamo usciti a milano in doppia coppia. io e il mio amico A., mia figlia e sua figlia. e niente, non per dire, ma erano proprio belle. cena in un centro commerciale, black friday (per loro) in un altro centro commerciale. il giorno dopo le ho ritirato l'auto, in un altro pezzo di lombardia. direi che l'acquisto mi sembra buono. e oggi è stata lei ad accompagnarmi alla stazione di torino (no, alla metro a dire il vero). non guida male secondo me, ha una brutta tendenza ad andare a destra, un pò troppo direi. e comunque non credo che da neopatentato io guidassi tanto meglio. comunque che roba, io che mi faccio accompagnare in auto da mia figlia.
mi sono ricordato che esistevano i The The. "uncertain smile". buona serata, buona notte, buon tutto.

giovedì 23 novembre 2017

farsi venire la voglia di correre, la mia ex, un sogno dei miei

cominciamo con la parte runneristica, come dovrebbe sempre essere. stasera non avevo voglia di correre. oggi mi sentivo un pò ciancicato ed indolenzito. pur avendo dormito, ho passato la mattina con uno sonno pazzesco, che solo a pranzo sono riuscito a debellare. però siamo a giovedi sera. se va bene, e non è neanche detto, se ne parla domenica per correre nuovamente. e quindi via di forza di volontà. mentre rientravo a casa in auto ho visto che la temperatura era di 12°. ho fatto un rapido calcolo, e ho pensato che sulla martesana ci sarebbero stati 8, 9°. e mi son detto che stasera avrei corso in pantaloncini. ma non quelli al ginocchio. no, quelli da atletica, quelli proprio sotto la chiappa. e poco prima delle sette ero pronto per partire, facendo il giro largo per imboccare la martesana da melchiorre gioia con già più di un km alle spalle. diciamolo, questa cosa di correre a fine novembre abbastanza "leggero" mi piace un casino. mi sembra una prova nella prova. le gambe nonostante l'uscita di ieri mattina le sentivo bene. anzi, l'impressione era che andassi forte. sensazione però non confermata dal garmin, devo dire. ma l'attendibilità del mio gps ormai è quel che è. al ritorno, verso casa mia ad un certo punto ho visto che non scorreva più la distanza. all'ultimo km ho pure accelerato, ma mi è uscito fuori un 5'39" onestamente un pò improbabile. vabbè, alla fine ho fatto poco più di 10 km in 57'47", o così sembra. di massima soddisfazione. a cena ho mangiato scamone al pepe verde, di ulteriore soddisfazione, e due dico due mele. ed ora sto ascoltando il disco di morrissey.
ieri sera, siccome non avevo voglia di farmi da mangiare, ho proposto al mio amico A. di andare a mangiare la pizza, e naturalmente lui non si è fatto pregare. altrettanto naturalmente al solito posto, sia mai che le tradizioni vengano a cadere. arrivo al centro commerciale, ma essendo in anticipo decido di andare a fare bancomat ai piani di sotto. scendendo le scale mobili la vedo in basso nel senso opposto, la mia ex di tanti anni fa. quasi sette anni insieme, quasi sei di convivenza. ci incrociamo, la guardo ma non le dico nulla. anzi, mi giro dall'altra parte, per far finta di non vederla. che magari anche lei ha fatto la stessa cosa. pensieri? uno solo: mi sembrava una vecchietta. suonerà scorretto, forse ingiusto, che quando ci siamo messi assieme aveva 32 anni ed era giovane. ma quello ho pensato. ah no, ho pensato anche ai link della sua pagina facebook che mi mandano i cosiddetti "amici comuni" che tanto comuni non sono visto che sono rimasti amici miei. quelli in cui professa il suo amore per i cani in genere, per il suo cane in particolare, lei che dieci anni fa degli animali avrebbe fatto un immenso falò. 
questa notte ho fatto un sogno dei miei; ero in una stazione ferroviaria del nord europa, tipo svezia o norvegia. non sono solo, sono con un amico. devo comprare due biglietti del treno, per me e per lui. vado alla biglietteria, l'addetto è il classico scandinavo, biondo e occhi chiari. gli parlo in italiano, lui capisce benissimo ed anzi mi risponde in italiano. esce dal suo gabbiotto e ci racconta perchè conosca l'italiano. ci dice anche altro, ma io non ricordo.
dicevo, sto ascoltando il disco di morrissey. non all'altezza dei due singoli di cui vi ho parlato. in copertina un ragazzo con la scritta "axe the monarchy". il quasi mancuniano non si smentisce. buona notte amiche ed amici, al prossimo post.

mercoledì 22 novembre 2017

la ragione

ieri ne ho azzeccate un paio sul lavoro. mai dare per scontate le cose, figuriamoci farlo in ambito lavorativo. che poi la seconda delle cose che ho azzeccato, oltre che farmi uscire tardi dal lavoro, è stata una cosa ridicola, cioè è ridicolo che io me ne sia occupato. ma il mio pensiero è noto: se l'azienda paga lo stipendio ed è contenta del fatto che abbia conseguito un risultato "importante", perchè non dovrebbe andare bene anche a me? chi sono io per avere mandato per risolvere i problemi dell'umanità o della mia azienda? ecco, questa cosa mi fa pensare ad altre cose. leggo di continuo, su blog amici e meno amici, sui social o su altre piattaforme, alla tv o sui giornali, ragionamenti, talvolta articolati, che ruotano sul concetto di "bene e male". tutti lì a pontificare, sulla politica, sull'economia, sul lavoro, sui rapporti tra generi. un profluvio di parole dove tendenzialmente si antepone il proprio punto di vista (giusto, ecchecazzo, come fa a non esserlo?) a quello altrui. ed ancora critiche senza aver uno straccio di proposta, oppure proposte irrealistiche, per finire ai più beceri insulti. che poi, io lo so ma lo dico a bassa voce, sono ragionevolmente certo che costoro hanno una sfilza enorme di peccati alle loro spalle. magari tanti fanno schifo, non pagano le tasse, lasciano i rifiuti per strada, cazzeggiano al pc in orario lavorativo (come sto facendo io, ad esempio), al lavoro prolungano la malattia a dismisura, ce l'hanno con gli stranieri ma 30 euro alla nigeriana per un pompino li hanno dati o hanno la badante moldava della madre assolutamente in nero. avere la mia età ha un enorme vantaggio: la disillusione. chi ha 20 anni meno di me è giusto che faccia qualche pensiero sulle dicotomie della vita. che poi, ed io me lo ricordo bene, non è che a 30 anni si sia prodighi di altruismo. so bene che tante cose che si fanno a quell'età servono soprattutto a fortificare la propria posizione e non a restituire qualcosa. scrivo ciò pensando al lavoro: quanto tempo dedicavo (e mi veniva concesso, sia chiaro) per imparare? tantissimo, lo so bene. ma in quegli anni tutto era più facile. anche essere una persona di rottura era più semplice. tanto intorno tutto scorreva calmo e placido. oggi non è così. e allora miei cari, fatemi una cortesia. state zitti, fate una figura decisamente migliore.
ieri sera se non fossi uscito tardi sarei andato a correre, per il terzo giorno consecutivo. ma sono uscito tardi e francamente non ne avevo voglia. e sono anche andato a letto presto. morale, alle cinque questa mattina, ma forse anche prima, ero sveglio. e non ho più ripreso sonno. ho fatto colazione con calma, ad un certo punto, e sono uscito, al buio, sulla martesana. bene, ho di nuovo corso sul mio naviglio questa mattina. volendo fare qualcosa di diverso, soft e hard nel contempo. quindi mi sono sparato 4 km diciamo di "riscaldamento" (anche se con buona andatura). poi ho fatto una serie di ripetute, un 5x350 metri, fatte bene anche se avrei dovuto ridurre il recupero di una decina di secondi tra l'una e l'altra; tuttavia andare a 4'30" non è da buttare. poi vista l'ora e la necessità di rientrare ho fatto poco più di un km di defaticamento verso casa, passando in mezzo agli ambulanti che predisponevano i banchi del mercato. non è andata male insomma. domenica mi piacerebbe correre in gara, e chissà che non ne capiti l'occasione.

lunedì 20 novembre 2017

around running

su garmin connect (ed invero su facebook) sono connesso con un runner della madonna. di certo tra i più veloci sulla martesana, di sicuro il più elegante (oddio, a me sembra anche un bell'uomo, ma mi dicono dalla regia che così non è). però diciamolo, da giovane era un mezzofondista, è chiaro che per quanto superati i 40, ed anche da qualche anno, tutto gli venga facile. va fortissimo sulle distanze tra i 10 km e la mezza. da qualche mese stava preparando la maratona, che doveva essere ieri, ma ha saltato, non sentendosi "pronto". e ha optato per fare la mezza distanza. chiusa in 1 ora e 22 minuti, abbondantemente sotto i 4' al km. che dire, massimo rispetto. la maratona l'avrebbe chiusa anche con una gamba, ma lui se non spacca non è contento.
tornando alla gara di ieri, non ho potuto fare a meno di notare le runnerine. non tanto per la loro bellezza, assente per la maggior parte di loro, ma per il fatto che tante erano truccatissime. questo è un vezzo di tante runner (mercoledi è tornato sulle reti mediaset "oltre il limite", programma dedicato alle sfide del running, e so che in una puntata ci sarà la presunta fotomodella LadyRun, una che alle corse non passa certo inosservata e nell'ambiente è conosciuta da tutti), ricordo benissimo di averlo notato in tanti posti, a treviglio come all'arena civica, a piacenza piuttosto che a carrara. ieri però ho visto una ragazza giovane, arrivata al traguardo una trentina di secondi prima di me. ad un certo abbiamo preso un the caldo stando vicini. lei stava parlando con un suo amico, ed ho iniziato a fissarla. spero che non abbia pensato male. bella era bella, avrà avuto una trentina d'anni. ma io le guardavo gli occhi, grandi, espressivi e con, appunto, un contorno occhi (si dice così) che vedi per l'appunto nelle ragazze di quell'età. ecco, sembrava quasi una cerbiatta. quasi, sia chiaro. 
ieri è morto un altro runner alla mezza di palmanova, uno sloveno, si è accasciato al 18° o 19° km, e non si è più ripreso. e non va bene, no cazzo non va bene. qui il link
oggi non è stata una gran giornata. ma un bel chi se ne frega non vogliamo dirlo? allora stasera me ne sono andato a correre nuovamente, anche se le gambe erano un pò imballate. zitti zitti, che forse un pò la voglia mi sta venendo nuovamente. e, non solo, il gps è tornato a funzionare bene (che sia un segno questo?). facendo un giro largo mi sono fatto 8 km sulla martesana in 46 minuti. ed ecco che la giornata storta si è raddrizzata. riconciliato col corpo, riconciliato con la mente. e poi il lunedi sera fai anche bella figura. i veri runner non scendono in pista, affaticati come sono dalla prova domenicale. quindi anche un pippa runner come me rischia di fare bella figura, e superare più che essere superato. che poi la gara di eri abbia fatto bene lo mostra il defaticamento verso casa fatto dopo, che ho trasformato in un allungo di qualche centinaio di metri. mah, quasi quasi torno a pensare..... no, non pensiamoci che è meglio. 
stasera sono di progressive italiano anni '70. prima ascoltavo le orme, adesso il banco. mi sono sempre un pò stupito del fatto che, ad un certo punto, negli anni '70 l'italia abbia sfornato una serie di gruppi che avrebbero fatto concerti in tutto il mondo. i più (e comunque meno giovani) ricorderanno la pfm, gli area, il banco, ma la scena era molto più vasta, dagli stormy six ai delirium, ai new trolls alla locanda delle fate e ai perigeo. persino alan sorrenti, quelli di "si tu sei l'unica donna per me" e "figli delle stelle" iniziò col prog. ma faceva cagare, credetemi. ed infatti chiudo con le orme, "sguardo verso il cielo". grazie a mia figlia ho scoperto coez. non mi dispiace.

domenica 19 novembre 2017

StraRivoli 2017, a volte ritornano

l'avevo fatta due anni fa, un weekend che ero dai miei. una domenica mattina fredda e nebbiosa. pur avendo vissuto a rivoli per undici anni, non mi ricordavo che cosa fossero le salite della collina morenica rivolese. ma fu una bella esperienza, che oggi ho rifatto. ho mandato mio papà ad iscrivermi venerdi mattina ed eccomi pronto per il bis. quest'anno gli iscritti erano pochi. ho chiesto il perchè ad un runner, mi ha detto che la concomitanza con una gara al valentino non ha aiutato. secondo me eravamo non più di 300. ed in più, cosa per me strana, benchè fosse una gara fidal non c'era il chip in dotazione. è una gara di 10,6 km, ma con i primi sei km di salita, continua ed inesorabile salita. il più ripido è il quarto km. due anni fa lo avevo fatto marciando, oggi l'ho fatto in 7'15", 68 metri di dislivello. non solo, oggi la salita l'ho fatta meglio di due anni fa, forse perchè mi sono gestito meglio o forse perchè ne conservavo il ricordo. dal sesto si attraversa il bosco dietro il castello di rivoli. è discesa, ma è meglio non scendere forte perchè inciampare è un attimo. e tra l'altro un paio di strappi in salita ci sono lo stesso. poi si fa la scalinata che porta al castello, altra parte critica, e finalmente stavolta si scende su asfalto. questa volta, a differenza di due anni fa, non ho voluto forzare la discesa. in realtà era per quei 6 km in salita che ho voluto rifare questa corsa oggi. solo nell'ultimo km e mezzo ho alzato il ritmo, ovvero quando le gambe si sono disimballate. alla fine ho chiuso in 1h06'46", circa 30 secondi in più di due anni fa. ma sono molto più soddisfatto di due anni fa. me lo avrete letto più volte: se i runner torinesi sono più tosti di quelli milanesi è per la possibilità di allenarsi su continui strappi. che da collegno in poi sono salite vere e proprie. da noi a milano sarebbe impossibile trovare, come oggi, 163 metri di dislivello in poco più di 10 km. peccato per la dimensione organizzativa: 10,6 km senza ristori intermedi, con al traguardo a mala pena del the caldo, un pacco gara fatto da mezzo chilo di pasta e mezzo chilo di caffè è veramente poca roba (ah no, c'era anche una bottiglietta d'acqua). ma posso consolarmi con la bellezza della corsa. magari proverò ad allenarmi lì una prossima volta. sperando di non perdermi. detto ciò, buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

sabato 18 novembre 2017

back to the past

vi ricordate di quando giocavo a calcetto al mercoledi sera? capitava che dopo si andasse a cenare fuori. io ero della scuola di pensiero che la cena del dopo calcetto doveva essere urfida ed economica. scoprimmo nella periferia che più periferia non si può un ristorante dove: a) non funzionava mai la linea del pos. b) si mangiava in quantità industriali. c) il prezzo lo facevamo noi. sul blog era soprannominato "il ristorante improbabile", e poteva succedere che dopo aver cenato lì prima delle tre non prendessi sonno, tanto erano sbarrati gli occhi a guardare il soffitto. oggi ho accompagnato un collega, tra l'altro di quelli del calcetto, a ritirare l'auto dal meccanico lì in zona. e gli faccio "ma se andiamo a mangiare al ristorante improbabile?". detto fatto, ed ecco servito il ritorno al passato. risotto zafferano e salsiccia, petto di pollo con verdure grigliate, due quartini di vino, una bottiglietta d'acqua e caffè, al modico prezzo di euro 10. ci siamo anche fatti una foto per immortalare il momento. l'ho messo come mio stato di whatsapp e l'ho mandata a tutti quelli del calcetto. 
questa sera mi sono visto le due ultime puntate della IV° stagione di "the last ship", che in italia non sono ancora arrivate. trattasi di sci-fi catastrofista, nel nostro pianeta sono morte per una pandemia circa 5 miliardi di persone, e anche quelle sopravvissute non se la passano tanto bene. ma ci pensa il cacciatorpediniere "nathan james" della marina degli stati uniti ogni volta a salvare l'umanità. sono tutti molto belli e assolutamente muscolosi, sia gli uomini che le donne. di base preferisco le donne, chissà perchè. queste serie danno dipendenza. è prevista certamente una quinta stagione, in predicato la sesta. non mancherò all'appuntamento.
chi dice che la bellezza è soggettiva sbaglia. già, è assolutamente oggettiva, seppur non associabile a canoni estetici definiti. ho avuto donne, nella mia vita, maggiorate piuttosto che piallate. eppure qualcosa in comune lo avevano. anzi, anche più di qualcosa. ieri sera il mio amico A. mi ha detto che ha scaricato la tipa conosciuta un paio di settimane fa. da come mi ha detto, direi che ha fatto bene. l'ho sempre detto, chi trova un partner con cui sta bene, anche solo in parte, se lo tenga. che quello successivo 90 su 100 sarà peggio, 10 su 100 ben peggio.
non ho comprato il gps nuovo. perchè sento di non meritarmelo, visto come cazzo sto correndo per adesso. stasera sono uscito intorno alle sette meno un quarto. per carità, il pranzo si è fatto sentire, così come la settimana che si chiudeva. però si poteva fare di meglio. mezz'ora di corsa per fare 5,4 km (5'39" al km), 1,2 km di defaticamento, poi una ben riuscita serie di ripetute, una 6x250 metri con neanche tantissimo recupero (4'37" al km), poi un altro km di defaticamento. 9 km tondi tondi. se mio papà mi ha iscritto oggi alla gara domenica si fa una bella 10 km con 3 km di salita mica da ridere. per intanto direi che possiamo andarcene a dormire. buona notte e buon fine settimana a tutte e tutti. vi lascio con alcune delle protagoniste femminili della sci-fi di cui sopra. possono piacere o non piacere, fate voi.



giovedì 16 novembre 2017

esperienze straordinarie, il garmin impazzito, domenica si corre magari

ieri sera sono uscito, per una riunione didattica. che è finita verso le 10.30, un pò in ritardo, che ad un certo punto qualcuno ha detto che stava bruciando una roulotte e tutti hanno iniziato a pensare alle loro auto nel parcheggio. siamo usciti fuori e c'era un rogo mica da ridere, con gli occupanti (tossici marci a dire il vero) incazzati come pochi. vabbè, ma non è di questo che voglio parlare. finita la riunione mi sono ricordato di avere il frigo vuoto. ma completamente vuoto. e ho ricordato che il supermercato accanto a casa mia è di quelli che come minimo chiude fino a tardi. controllo sullo smartphone e così è. ed eccomi alle 22.50 provare una esperienza straordinaria ed entrare in un luogo che credevo deserto ed invece così non era. dentro una decina di clienti, un paio di addetti ai bancali, il guardiano, una cassiera, un tipo del servizio clienti. molto tranquilli devo dire. non mi sono parsi piegati o schiavizzati da questo maledetto turbocapitalismo. anche perchè il turno è leggero, hai meno rotture di coglioni e alla fine, ho pensato, un ritmo di vita che è diverso ma non è detto sia peggiore. se lavori di sera al mattino puoi andare a correre, al pomeriggio al cinema che spendi anche meno e non c'è nessuno. ah si, qualcuno dirà che si perde l'unione familiare. ma ragazzi (lo sto dicendo alla crozza/bersani), voi avete presente che cosa succede nelle famiglie di sera, nella maggior parte di esse? non succede niente, ognuno si fa i cazzi suoi in attesa di andare a dormire. zero dialogo, zero tutto. quindi mi sa che lavorare fino a mezzanotte quasi quasi è anche un bene.
stasera sono andato a correre. neanche tanto tardi, visto che oggi pomeriggio ero in giro per milano. non sapevo esattamente che fare, devo dire. poi ero vestito leggero, e mi piace questa cosa di vestirmi ben più leggero degli altri runner. di correre con le gambe scoperte e con i calzini corti, nonostante i sette gradi. parto verso via padova, andatura normale, ma mi accorgo che c'è qualcosa che non quadra. sto andando velocissimo, ed è impossibile che io stia andando velocissimo. insomma, il garmin stava impazzendo. dal parco della martesana iniziava a regalarmi metri. ma tanti metri. ad un certo punto dove so di essere a 3 km e mezzo di corsa segnava 3,8 km. più avanti un altro sbalzo. io della martesana so tutto. faccio un rapido calcolo (la ciclabile della martesana è segnata, lavoro certosino di runner benemeriti, talvolta persino ogni 100 metri), secondo me sono sovrastimato di 700 metri. ma a quel punto, visto che ho perso riferimenti metrici certi, decido che devo correre un'ora secca. e mi viene persino più voglia di correre. e accelero. o mi sembra di accelerare. perchè non vado poi così veloce. e qui mi sa che il garmin questa volta i metri me li ha tolti. insomma alla fine chiudo con un'ora e 30 secondi di corsa. il gps dice che ho fatto 11,4 km e che ho battuto il record del km, del miglio e dei 5 km. record che ovviamente ho cancellato. realisticamente avrò fatto tra i 10,7 e 10,8 km. probabilmente devo andare al decathlon a comprare un gps nuovo.
domenica dovrei essere dai miei. e c'è una gara che ho fatto due anni fa. è corta, poco più di 10 km. ma è tostissima, e quindi va fatta, per zatopek!

martedì 14 novembre 2017

cagliari, il sogno di questa notte, la minchia, un'ora di corsa stasera

sabato sono stato a cagliari per un appuntamento didattico. ma subito voglio dire una cosa. cagliari è bella ma non ci vivrei. essere costretto a girarla con i mezzi pubblici ti fa capire cosa sia una città. il centro è centro per modo di dire, la periferia, dove mi trovavo, è veramente orrenda. non c'è clima mite o mare che tenga. detto questo, l'appuntamento didattico è andato bene. al cospetto della preside, ho fatto la mia figura, facendole cambiare una valutazione, persuadendola con le giuste argomentazioni. e alla fine è stata contenta, pare molto. più tardi ero al telefono con un altro docente a cui raccontavo la giornata e lui mi fa: "e ma francesco, tu hai questa capacità, anche quando dici una cazzata sei convincente". diciamolo, ritengo questo un complimento, pur nella forzatura del concetto. si può arrivare al limite della bugia bianca in certi contesti, su tutti quello lavorativo o similari. l'importante è essere sinceri (e diretti) nelle relazioni che contano.
questa notte, o meglio questo mattino (ma ci tornerò dopo), ho fatto un sogno dei miei. sono un presentatore tv, abbastanza famoso. una specie di fabio fazio, ma di poche parole. presento un programma in prima serata, sulla rai. introduco adriano celentano, che fa una esibizione della madonna. e di ciò io mi prendo una parte del merito, avendo preteso che aprisse il mio programma. alla fine della canzone io e celentano ci abbracciamo. cambia la scena, ed entro in un camerino, dove c'è carlo verdone che si sta sollazzando con due ragazze molto giovani. appena entrato nel camerino verdone, che è circondato da brutti ceffi che gli fanno da guardie del corpo, manda via le ragazze. io sono un pò imbarazzato, lui anche. la risolvo dicendo: "ma hai visto quanto è stato bravo celentano?". lui annuisce in modo sostenuto, i ceffi anche, dopodichè mi sveglio.
qualche ora fa nel corso di una telefonata una persona mi ha detto che l'uomo per tenere in pugno una donna deve usare la minchia. che lì per lì mi trovavo d'accordo con questa frase. ma se penso che nelle mie due ultime relazioni importanti (rispettivamente 46 e 27 mesi) la minchia funzionava bene (o per lo meno così mi veniva detto, poi non so) ed anche fino alla fine, beh allora forse questa teoria non è così vera.
ma perchè ho parlato di sogno fatto questa mattina? beh, perchè la sveglia era stata puntata alle 6.20, ma quando ha suonato l'ho semplicemente spenta e spostata in avanti. e mi sono riaddormentato. anche questa mattina non ce l'ho fatta ad andare a correre. io e l'asfalto non andiamo molto d'accordo per adesso. però stasera mi sono rifatto. o meglio, mi sono imposto di rifarmi. e pazienza che erano le sette inoltrate. rigorosamente in pantaloncini corti nonostante i sette gradi (ma sopra coperto il giusto), mi sono mosso da casa mia in direzione lambro per poi tornare indietro. poca roba e andatura modesta. un'ora di corsa tonda tonda, per fare poco meno di 10 km e mezzo. 5'46" al km. alla fine ero esausto, anzi persino di più. ma comunque soddisfatto. dai francesco, cerca di tornare ad allungare il kilometraggio, che magari tra qualche settimana si torna a gareggiare..... buona notte amiche ed amici, o buon giorno per domani.

venerdì 10 novembre 2017

venerdi mattina

mi è stato chiesto in separata sede perchè non abbia scritto un post ieri sera. beh, non sono tornato a casa prestissimo (per inciso, casa mia è uno schifo, e non so quando potrò trovare il tempo di sistemarla) e di base non avevo voglia di scrivere. ero anche un pò nervosetto, per cose che riguardano mia figlia. mi sono morsicato la lingua l'altro ieri, e credo che lo farò ancora. se si ha una persona nel cuore, e mia figlia è ovviamente nel cuore, si deve guardare oltre, a costo anche di fare la figura dello stupido. basta dirlo, così si mettono le cose in chiaro da subito. ma andiamo avanti. l'altra notte ho dormito a padova. con una cena che non è stata ahimè piacevole. mi è stato detto che un collega di vecchia data, seppure io non vi sia mai stato molto legato (e tra l'altro fa in parte, anche se con reponsabilità diverse, il lavoro di una blogger di cui ero mentore, prima che spiccasse il volo), ha una brutta malattia. talmente brutta che, a sensazione razionale (lo sapete no che io sono razionale) porterà inevitabilmente lì dove potete immaginare. però mi spiace. banalmente ho/abbiamo pensato "non se lo merita". nel senso che non farei fatica a individuare 100, 1000, 10000 persone più stronze, più disoneste, più metteteci l'aggettivo che volete voi, di lui. quando mi dico ateo, è soprattutto per queste cose che lo dico. un dio che seleziona sbagliando non è un dio. per quello basta e avanza l'uomo. vabbè, ho dormito un pò agitato, però questa volta di svegliarmi mi sono svegliato per andare a correre. già, perchè non sapete che 24 ore prima ho per l'ennesima volta NON corso stante che alle 3 di notte ho portato la sveglia in avanti, sapendo che NON avrei avuto voglia di andare a correre. ieri mattina invece sono uscito, ce l'ho fatta. e ho messo, per la seconda volta, la calzamaglia da corsa. che in verità in queste due volte non l'ho indossata per il freddo ma per la pioggia o la strada bagnata. che poi fa specie uscire da un albergo a 4 stelle, molto bello peraltro, vestito da runner. secondo me ti guardano tutti un pò come uno scemo.  avevo già corso verso febbraio o marzo a padova. più o meno ho fatto un giro analogo. un parchetto vicino all'albergo, un viale pedonale (che lì chiamano lungo argine) che costeggia una specie di naviglio (credo si chiami piovego), la zona universitaria. non è il massimo ma ho corso in posti peggiori. 9 km, qualche decina di metri in più a dire il vero. poco meno di 54 minuti, 5'55" al km. direi allineato col periodo se si guarda all'uscita in sè, un pò meglio per come mi ha fatto stare. nel senso che ho corso con soddisfazione. la giornata lavorativa è andata bene, soprattutto nel pomeriggio. con gli scongiuri del caso un appuntamento porterà ad un bel risultato, persino insperato. insomma, l'impegno lo sto mettendo. stasera pare aperitivo, domani - come avevo scritto - volo didattico. domenica non so. insomma, mai fermo. ma essere dinamici fa restare giovani. e capaci di avere sempre una soluzione. che poi potrebbe non essere giusta. ma quello è un altro paio di maniche.

lunedì 6 novembre 2017

lunedi

non so se lo avete notato. scrivo quando corro, o per lo meno quasi sempre è così. poi ci metto qualcosa di altro. mi verrebbe da dire che forse è meglio che per un pò smetta di scrivere, visto il periodo. oggi pomeriggio avevo due appuntamenti. sul primo sorvolo. il secondo era vicino a casa mia. alle cinque è finito, e me ne sono andato a casa. salgo che piove, mi cambio e scendo sulla martesana. per accorgermi che ha smesso di piovere. correre con la pioggia non è brutto, correre quando ha appena smesso di piovere è bello. poi era un orario insolito, le cinque e mezza del pomeriggio. vabbè, come sta succedendo quasi sempre dal 22 ottobre in avanti (che maledetta sia quella domenica di merda) ho corso da pippa runner al cubo. da casa mia a via adriano e ritorno fino alla cassina de pomm. il percorso da 7 km. quello sono riuscito a fare. in poco più di 41 minuti. poi un km di defaticamento fino a casa. ho garmin connect aperto in questo momento. da quel 22 ottobre conto diverse uscite. ma solamente 4 mi hanno soddisfatto. domenica prossima avrei fatto volentieri una mezza. ma per fortuna il destino ha deciso per me, che avrei fatto una figura di merda. sabato dovrò prendere un aereo per motivi didattici. e sarà una sfacchinata. e se rientro tardi sabato sera, come posso essere performante il giorno dopo che si devono fare 21 km? in questi giorni mi sono scoperto più razionale del solito. però, un pò a sorpresa, lo sono più sugli altri che non su me stesso. vivere razionalmente non significa necessariamente pensarla razionalmente. non sono a rischio dissociazione, sia chiaro. ma non c'è niente di male a pensarla diversa. la vita, il futuro, anche solo un fine settimana. ma su tutto, su tutto c'è la libertà. ma sia chiaro, anche fare come si vuole è una scelta. il 17 novembre esce il nuovo disco di morrissey, che ha proprio l'aria di essere un gran disco. in questo mio periodo di vita morrissey sembra starci assolutamente bene. questa di più. "i wish you lonely", bella bella. non sapendo quando correrò la prossima volta, per adesso vi saluto. così.

domenica 5 novembre 2017

venerdi e sabato

inizio dalla parte podistica, se vogliamo chiamarla così. domani pare che nel nord italia arrivi una gran pioggia, e direi finalmente visto che quanto meno nel nordovest non piove da più di un mese. allora sono andato a correre stasera. una fatica bestiale. male ovunque, dalla schiena al ginocchio sinistro per finire al polpaccio destro. il periodo è questo, dura da qualche settimana, le cause sono abbastanza note. ritengo doveroso però non fermarmi. questi acciacchi passano spesso all'improvviso. quando succederà questi km messi in saccoccia saranno non utili ma utilissimi. per intanto stasera 10 km in 1 ora altrettanto tonda. penosi ovvio, ma come ho scritto avevo male ovunque. la testa ha fatto meglio delle gambe, questo è poco ma sicuro. e d'altro canto dormire sul divano non fa bene. questo perchè ho lasciato il letto a mia figlia, che ho preso ieri pomeriggio e portato a milano. ieri sera siamo andati a mangiare il sushi in viale monza, assieme ad una coppia di mezzi amici habituè di quel posto. si mangia bene, si beve benino (e mia figlia non si tira indietro, devo dire, non so essere preoccupato o che altro), si spende da sushi milanese cioè abbastanza. oggi siamo andati in giro per concessionarie, perchè come promesso all'epoca dei suoi 18 anni c'era da comprarle l'auto ora che ha preso la patente. usata, perchè è giusto che sia così, ma bella, comoda e sicura. ci si può permetterselo, sia chiaro, ma io non perdo occasione per ricordarle che non è affatto scontato che sia così. che se la dovrà mantenere lei, gestendosi una parte dei soldi che tutti i mesi le arrivano. poi quando dice che sua mamma ha tante spese mi fa i girare i coglioni, visto che la bastarda faceva e ancora un pò fa la cresta sui soldi, ma se si nasce opportunisti è difficile smettere di esserlo col passare degli anni. per il resto sembra che tutti gli amici siano ufficialmente (seppur poco probabilmente, che il mio amico A. vede una da domenica e già vuole farla vedere in gruppo, ma si può?) fidanzati, solo io continuo imperterrito nel mio status di chi vive alla giornata. buona notte amiche ed amici, alla prossima.

giovedì 2 novembre 2017

slave, anzi no russe

questa mattina avevo un appuntamento di lavoro alle 10. questo significa dormire mezz'ora in più. oppure dedicare quella mezz'ora per corricchiare, benchè fossi già uscito ieri mattina. ma lo sapete, lo slot quando si apre si apre. tipo green card lottery o poco ci manca. solo che mica sapevo che fare questa mattina. e allora mi sono messo a fare un pò di riscaldamento sostenuto e successivamente delle sotto specie di ripetute. insomma, poco più di 5 km. diciamolo, delle ripetute fatte bene avevano poco o niente. al mio ritorno a casa scopro che l'appuntamento è saltato. e dirò di più, il corso della giornata lavorativa è proseguita all'insegna del "mai una gioia". diciamolo, non so come finirà quest'anno, ma non si può dire che abbia fatto bene, per lo meno nella mia nuova avventura. solo con due colpi ben assestati potrò dire di aver raggiunto la sufficienza. la mia sufficienza quanto meno. ma andiamo oltre. oggi pomeriggio ho "vittoriosamente perso", per dirla come qualche post fa. non sono riuscito a portare uno dalla nostra parte. uno perfetto, per i nostri tipi. e forse proprio per questo non ci sono riuscito. ma con costui sono entrato in empatia. me lo sono fatto amico. siamo diversi, ma anche un pò uguali. e non è amicizia da lavoro, mi è proprio simpatico. è più giovane di me, ha fatto il grano. auto sportiva, vestiti cari (ma non eleganti, oggi era inguardabile), viaggi. ad un certo punto parlando dello stipendio di un operaio si è stupito che uno possa vivere con così pochi soldi. non è il primo a cui sento parlare come un briatore di provincia (che poi briatore è di provincia). e sono persone uguali: bassa scolarità, tipo un diploma preso col minimo dei voti, hanno iniziato a lavorare a 20 anni, si sono affermati sulle ali dell'entusiasmo dell'italia degli anni 80 e 90. si fidano degli altri, ma solo se conviene. ma siccome vi ho detto che sono entrato in sintonia gli ho detto "guarda che non hai idea di quanta gente viva con 1200 euro al mese. a milano, nerviano o carugate. noi siamo una bella minoranza". ha svicolato, e abbiamo iniziato a parlare di donne. perchè sì che è più giovane di me, ma i 40 li ha superati già da qualche anno. mai stato sposato, zero voglia di procreare. negli ultimi 12 mesi ha avuto 4 donne. nel senso di 4 relazioni, mica 4 scopate. tutte vogliono entrare a casa sua, tutte vogliono sistemarsi, lui le fa star bene, poi quando capisce che l'aria si fa "minacciosa" cerca di prendere il largo. e allora oggi me le ha fatte vedere, nel senso che ha preso lo smartphone ed esibito il campionario. di puttanoni. di qualunque etnia, purchè dell'est. nel mentre mi racconta che il suo compagno di merende, che avevo salutato 20 minuti prima nel loro ufficio, è specializzato in sudamericane. "ho capito, a te piacciono le slave" dico mentre guardo le loro foto di una vacanza recente nel mar rosso, alcune anche un pò intime. e lui serissimo ed anche un pò offeso "no francesco, mi piacciono russe, non slave". e vabbè amico mio, se fai vedere a queste la cabrio da 70.000 euro cosa vuoi che succeda.... buona notte amiche ed amici.

mercoledì 1 novembre 2017

tra ieri ed oggi

genova è una bella città. ma non ci vivrei (di solito si dice di napoli, ed in effetti si tratta di due città molto simili). 3 appuntamenti sul mare ed uno nel pavese prima di arrivare nella città di cristoforo colombo. il ritorno che sa di beffa, nel senso che speravo di rientrare presto a casa, ma milano (come anche immagino le vostre città) era bloccata perchè tutti si trovavano in giro per quello stracazzo di halloween. che è una festa inutile, stupida e che per giunta coincide con il compleanno della mia ex moglie. insomma, succede che ieri sera ceno guardando la partita di champions della roma, iniziata da un pezzo. e credetemi, mi faccio da mangiare che più di merda non si può. ci bevo anche un paio di bicchieri di vino, e a mezzanotte me ne vado a letto. beh, ho dormito poco e male. sveglio alle tre, sveglio alle quattro, sveglio alle sei e da lì basta. che poi avevo la sveglia puntata per andare a correre. ho chiuso la suoneria, cazzeggiato, fatto la colazione e alle 8 ero già sulla martesana pronto per correre. stamattina ancora più fantastica del solito, se non fosse per quelle merde che buttano di tutto nel naviglio biciclette del comune comprese. certo, ero un pò rimbambito, ma stamattina ho incontrato tutti ma proprio tutti: la mia amica triatleta, l'altra mia amica giappa, barbetta che andava piano che accompagnava un suo amico. ed insomma, alla fine anche per il contesto ho corso per poco più di 10 km e mezzo e per poco più di un'ora. e direi che va bene così, assolutamente bene così. adesso mi sparo 200 km di auto, che saranno altrettanti se non di più stasera, che la didattica mi aspetta. ma che due coglioni però.....

lunedì 30 ottobre 2017

anche questa è la corsa, e poi anche altro......

l'avevo scritto ieri, l'ho fatto questa mattina. alle cinque mi sono svegliato e non ho più preso sonno, e non credo sia dovuto al cambio d'ora. ad un certo punto ho fatto colazione, mi sono vestito da runner (siamo al 30 ottobre ed ero veramente vestito leggero considerata anche l'ora) e sono sceso sul mio naviglio. ovviamente visto che si trattava della terza uscita in 48 ore l'obiettivo era muovere le gambe. e così è stato, poco più di mezz'ora di corsa per fare 5 km e mezzo, a 5'31" al km. 26 km in 3 giorni. un mio amico triatleta dice che questo tipo di allenamento ha un suo perchè, io ho qualche dubbio, ma fidiamoci della sua competenza. sapendo che domani non correrò causa trasferta di lavoro in liguria, chiudo il mese runneristico con 174,54 km asfaltati. credevo fosse il mese con più strada percorsa, invece sul connect ho visto che ad aprile avevo superato i 178 km. è comunque tanta strada. sono quasi 17 km del mese di ottobre dedicati esclusivamente a correre.
questa mattina sono andato a lavorare con i mezzi, causa tagliando della mia auto aziendale. alla fermata dell'autobus ho visto la mia amica triatleta che tornava dal suo allenamento. mi ha detto che insieme ad un altro grande runner di mia conoscenza le è venuta in mente una idea folle e affascinante nel contempo. e a cui voglio dare il mio contributo (e certo, come se non avessi mille cose da fare nella mia vita). ve ne parlerò man mano che le cose si muoveranno.
ieri sera, quasi ieri notte ho fatto una cosa necessaria e giusta. una cosa da uomo, nel senso non dell'attributo fisico ma della capacità di capire il momento e il motivo in cui dire una parola e perchè dirla. averlo fatto mi fa stare meglio, perchè le cose vanno fatte per se stessi e poi per gli altri. agli altri devi dare la considerazione che meritano. talvolta minima, altre volte massima. posporre il più delle volte, anteporre con qualcuno.
adesso andrò ad una riunione di natura diciamo didattica. eh certo, l'ho scritto sopra. faccio mille cose no? buona serata a tutte e tutti, globalmente.

domenica 29 ottobre 2017

questa è la corsa, le altre cose invece.......

chi abita in piemonte e lombardia, o anche chi ha amici milanesi o torinesi sui social, facebook e ig in primis (che non vuoi postarle le cose inconsuete?), avrà notato il cielo pazzesco che c'è stato sia sabato che domenica al tramonto. un rosso marziano dal sapore vagamente inquietante ma parimenti affascinante. solo che dalle mie parti, o meglio dalle mie ex parti, sembrava quasi essere causato dai forti incendi provenienti dalla vicina val di susa. anche perchè questa mattina mia mamma mi ha fatto notare la fuliggine presente sul terrazzo. non era solo pm10, era cenere, credetemi.
io però questa mattina, molto presto anche in ragione del cambio d'ora, sono andato a correre. nel precedente post avevo detto "anche solo 6, 7, 8 km...." dopo il disastro di sabato mattina. sono stati 9,15 km, fatti in 52'52", a 5'47" al km. ma non è importante quel km in più. no, è importante aver fatto saliscendi, è importante aver corso a testa alta, è importante aver corso con buona respirazione (grazie al vento proveniente sempre dalle montagne), è importante aver corso con la passione che la corsa mi dà. potevano essere anche più km, lo so. ma non era questo lo scopo. dovevo reinnamorarmi della corsa, dopo una settimana di tribolazioni. e chissà, domani mattina potrei fare altri km......
poi però oggi pomeriggio, ma non è una cosa nuova e qui nel mio diario ne ho già parlato, ho osservato con una certa attenzione i miei. e lo so, mi rendo conto di quanto stiano invecchiando. tanto, tantissimo. e qui non si può fare nulla, perchè quella contro il tempo è una battaglia destinata alla sconfitta. buona notte amiche ed amici, un abbraccio globale, come sempre.

sabato 28 ottobre 2017

voglia

si può essere contenti per avere evitato una cena al venerdi sera? si che si può, e tra l'altro anche per diversi motivi. ma il primo dei motivi è la settimana pazzesca che si è appena chiusa. fatta da centinaia di chilometri in auto, da fiumi di parole, da persone stupide con cui ti trovi a conversare quando sarebbe cosa buona e giusta conversare con quelle meritevoli di condividere il tuo tempo. ma questa è la vita, ed in giro c'è gente che ammazzerebbe per avere il tuo status.
questa mattina però ci ho riprovato. questa mattina fin da subito ho capito che qualcosa per adesso non gira. sicuramente sarà cosa momentanea, ma significa deporre, definitivamente, i sogni di gloria. innanzi tutto non ho voglia di tirarmi giù dal letto. non ho voglia di vestirmi per andare a correre. non ho voglia di mettere il piede fuori di casa. e qui siamo al 50%. poi ci metti che le gambe sono imballate, e lo sento anche qui fin da subito. confido nella bella giornata seppur fredda. confido nei colori autunnali della martesana, nella sua flora e nella sua fauna. nel tratto sotto casa mia c'è un germano bianco (che forse non è un germano, ma io sono ignorante su queste cose.....) enorme. ci sono pure i pesci. questo mi fa pensare che anche quest'anno non toglieranno l'acqua, come storicamente capita d'inverno nei navigli milanesi, sennò chi li sente gli animalisti. ho iniziato a pensare anche alle cose belle che ogni tanto capitano nella mia vita, recenti e non. insomma al lambro ci sono arrivato, poi sono tornato indietro. ma da via padova in poi ho iniziato a sentire non solo le gambe imballate, ma anche problemi di respirazione. ai 9 km, fatti in 52'16", mi sono fermato. veramente a pezzi. poi ho fatto 500 metri di defaticamento, quindi tre ripetute da 330 metri cadauna per arrivare a 1 km, quindi altri 700 metri di defaticamento. una roba praticamente ignominiosa. e che ha, per l'appunto, decretato la totale impossibilità di pensare di fare la maratona tra 43 giorni. mi ero illuso tra agosto e metà ottobre di essere in forma, evidentemente i primi freddi associati alla mia vita ordinaria hanno interrotto questa onda lunga. pazienza, anzi forse è meglio. sì, perchè il rischio è di correre senza gioia. con troppa attenzione alla distanza e al cronometro e meno alle sensazioni. quindi, sapete che vi dico? che domattina che sarò dai miei, visto che alla fine della fiera oggi ho fatto poco più di 11 km, andrò a fare qualche km. così, solo per il gusto di farli.... 6, 7, 8, non ha importanza. quello che si riesce a fare si fa. punto. e adesso, prima di preparare pranzo, cambio le lenzuola e sistemo le foto sul pc. buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente.

mercoledì 25 ottobre 2017

vittoriosamente perdere

domenica non è stata una gran giornata, ma questo in parte lo sapete. neanche lunedi è stato un giorno memorabile. ieri sera poi non ne parliamo, a perdere tempo a sentire cose trite e ritrite, per giunta andando a dormire a mezzanotte di molto inoltrata. questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.15, perchè c'era da andare correre. c'era da verificare lo stato delle gambe, dopo la pessima uscita di domenica, ma soprattutto c'era da approfittare della disponibilità di tempo, visto che molto onestamente non so se avrà altre occasioni per andare a correre in questa settimana lavorativa. questa mattina correre è stato inizialmente impegnativo ma anche piacevole. nonostante si sia a fine ottobre, c'erano dieci gradi, temperatura giusta per correre. buio pesto, martesana piena di runner, almeno tre di mia conoscenza. ma soprattutto, come spesso capita, correre mi ha liberato la mente. o meglio, mi ha fatto vedere più chiare le cose. sono stato rimproverato in passato, dai miei (pochi) migliori amici, di non essermi impegnato a sufficienza nel salvare le situazioni che precipitavano. o che non si componevano. ma io so che ognuno deve fare ciò che sente. e ognuno deve permettere a chi gli è caro di fare ciò che sente. se vuoi essere una persona migliore, devi comportarti da migliore. non è detto che ciò paghi, ma sarebbe sbagliato non permettere lo scorrimento delle cose. quando cessò la mia più bella, unica, impareggiabile esperienza lavorativa, 6 anni vissuti come un oplita, uno dei "nostri" mi chiese come mi sentivo. e io gli risposi, citando un editoriale di un noto giornalista oggi novantenne o giù di lì, "so che oggi ho vittoriosamente perso". che poi, non credo affatto di aver perso, e non credo neanche sia finito alcunchè. ma questa cosa mi frullava in testa questa mattina mentre correvo. tutto può tornare a incastrarsi, volendo. ma occorre correre per vedere meglio le cose, e meglio la soluzione. il garmin non tiene bene la traccia gps, forse è il caso di comprarne uno nuovo. ne ho visto uno in offerta in un decathlon veneto, che comunque costa carissimo. mi pare che con quello ci si possa pure ordinare le pizze. comunque, traccia o non traccia, questa mattina dal 3° km ho iniziato a correre bene. sentivo il laterale basso dx tirare, ma me ne infischiavo. 7,13 km, il percorso da casa mia a via adriano e ritorno (più o meno) in 39'06", a 5'29" al km. bene direi. poi poco più di un km e mezzo di defaticamento nel quartiere, comunque ben sotto i 6' al km. e oggi..... e oggi niente. solo la ricerca del silenzio e dell'emozione. la vita, insomma.

domenica 22 ottobre 2017

quando non ce n'è, non ce n'è

correre è tante cose. e per correre bene occorrono tante cose: le gambe, la testa, la costanza, l'allenamento giusto. era un pò che non mi capitava di soffrire come questa mattina. armato delle migliori intenzioni, come tutte le ultime domeniche, questa mattina sono uscito per andare a correre. apparentemente, nelle migliori condizioni fisiche. ieri sera sono rimasto a casa e questa notte ho dormito tantissimo, per le mie abitudini. ero stupitissimo quando ho visto la sveglia segnare le 8.30 passate. più di otto ore e mezza di sonno per me è alquanto anomalo. solo che quando mi sono tirato giù dal letto ero stanchissimo. ho fatto colazione sperando che la stanchezza passasse. e che mi venisse la voglia di andare a correre. visto che non arrivava, mi sono vestito lo stesso (secondo me troppo pesante per la giornata di oggi) e sono sceso. ho iniziato a correre alle 9.50.  ho capito fin da quasi subito che sarebbe stato un calvario. però non mi sono fatto prendere dall'ansia. l'obiettivo erano i km, non il tempo. ho superato il lambro, ho incrociato le mie due runner preferite, mi sono avvicinato al cartello di cernusco, ma superandolo ho capito che era meglio tornare indietro. da lì è stato veramente calvario. stop alla prima fontanella, stop ad un semaforo di attraversamento a vimodrone, stop all'inizio della ciclabile in corrispondenza della fontanella di via padova, stop al parco della martesana, stop al 17° km nel senso che ho stoppato il garmin. per farli, questi 17 k, 1h e 44' passati, oltre alle soste di cui sopra. rifiatato, ho fatto i 650 mt che mi separavano da casa. dire che è stato uno schifo è anche un eufemismo. oggi ci sono runner che hanno fatto la maratona di venezia, o anche solo la rotary marathon ad abbiategrasso. e io ho patito le pene dell'inferno per fare così pochi km. non va bene, non va per niente bene. non ci possono essere battute d'arresto se si ha un obiettivo. io teoricamente questo obiettivo dovrei averlo, ma così andando non lo raggiungerò mai. posso anche variare gli allenamenti, so che dovrei fare queste benedette ripetute, so che dovrei fare lavori di velocità. ma so che queste cose valgono fino ad un certo punto. se capita come oggi che scendi sul naviglio e hai la schiena leggermente contratta, le possibilità di fare bene sono poche. e la schiena leggermente contratta non è un caso, è conseguenza dei km fatti questa settimana in auto ed in particolare i 440 km di ieri. o per lo meno, è anche quello. ho una età per cui se voglio fare l'atleta devo vivere da atleta, cosa che ovviamente non è possibile. vabbè, anche se non mollo e non mi piego, oggi sono un tantinello giù. passerà, passa tutto, passa anche questa.

venerdì 20 ottobre 2017

tra giovedi e venerdi

ieri mattina è mancata una ragazza (perchè io la ricordo come ragazza) di 47 anni. siamo stati amici, un quarto di secolo fa. questo ti fa capire che forse amici non lo si era più. ma tre anni fa circa, forse anche meno, per sbaglio l'ho sentita al telefono. cercavo suo marito, che non ho mai capito se fosse ancora suo marito e rispose lei. la sua voce squillante come sempre, istintivamente simpatica. "ho visto le tue foto su facebook francesco, sembri ancora un ragazzino". ma so per certo che questo valeva anche per lei. sola in casa, pare sia stata colta da un infarto fulminante, di quelli che ti stroncano in pochi secondi. forse una cosa congenita (anche suo papà è morto per infarto), forse le decine di sigarette che era abituata a fumare ogni giorno. dovrei chiamare il marito, lui si un pò amico anche adesso (tra l'altro uno dei miei pochi amici della vita reale a conoscere il mio lato blogger, commentava con il nickname "lizardking66", su splinder di sicuro, non so se anche su blogspot). non ho il coraggio. lo troverò, spero, tra qualche ora. ma non ne sarei così sicuro. era innamoratissimo, anche se, ripeto, io non ho mai capito come stavano le cose fra loro due. di sicuro erano (più o meno) sotto lo stesso tetto per adesso, a pochi km da casa dei miei. 
era innamoratissimo e forse non corrisposto. lui era (anzi è) cattolico, cattolico e di sinistra. probabilmente pensava al matrimonio come atto unico e irripetibile e all'amore come ad un dono. io non credo a questa teoria. credo all'idea della bilateralità; io ti amo se tu mi ami. però questa mattina ho pensato che forse non è così sbagliato pensare all'amore come ad una variabile dipendente, dove per dipendente si intende la dipendenza. si può scoprire che amare una persona è comunque bello. quasi a prescindere, io che a prescindere non faccio un cazzo. in un film tanti anni fa sentii una definizione dell'amore che non condividevo. "l'amore è mancanza". che poi credo sia socrate ad avere filosofeggiato su questa cosa, ma non sono un filosofo e potrei dire una minchiata. 
se mi leggete un pò nebuloso è anche perchè un pò di nebbia oggi a milano c'è. ieri mattina poi non ero andato a correre. non ce l'ho fatto a tirarmi giù dal letto. ma questa mattina la sveglia alle 6.35 ha suonato. la voglia però non c'era. soprattutto perchè ieri sera sono andato a cena fuori. bel posto, si è mangiato bene e bevuto altrettanto. speso anche una botta, ma chi se ne frega, me lo posso permettere. ma stamattina la cena si è sentita tutta. alla fine ho fatto meno del previsto, 8,35 km. anzi no, anche meno, che sono sicuro che il garmin (nel solito tratto) mi abbia regalato 200 metri di strada. vabbè, alla fine ho corso poco più di 46 minuti, una decina di minuti in meno di quanto previsto. e dirò di più, ero anche bello devastato. però poi mi sono ritemprato, in ufficio ho fatto anche un bell'appuntamento che potrebbe anche portare a qualcosa di buono. ma sia chiaro, è lavoro. che oggi importa, ma fino ad un certo punto. un abbraccio globale a tutte e tutti.

mercoledì 18 ottobre 2017

italy is wonderful, per correre non sempre

ho sempre detto di ritenermi fortunato: lo sport prima, ma soprattutto il lavoro poi, mi hanno permesso di conoscere l'italia in lungo e in largo. ma non parlo dell'italia del fine settimana. ho fatto weekend a roma, ravenna, venezia, perugia. ma siamo sul canonico. credo (o spero) che la maggior parte di voi abbiano alle spalle tanti fine settimana nelle nostre città di arte. ma ci sono posti dove difficilmente vai se non per un motivo specifico. e questo motivo specifico quasi sempre si chiama lavoro. sono stato via due giorni. sveglia ieri mattina alle 6.10, ritorno un'ora e mezza fa. è andata tutto sommato bene, ma non è di questo che voglio parlare. ieri mattina portato a casa un buon risultato, mi sono alzato dalla sede del cliente e me ne sono andato via. il perchè è molto semplice: di fronte avevo una donna solare, ma con socio una testa di cazzo di dimensioni inenarrabili. che per quest'anno spero di non vedere più. eravamo in anticipo e allora propongo al collega di andare a vedere il nostro punto vendita di bassano del grappa. c'ero stato una quindicina d'anni fa a bassano, ma nella parte industriale. ieri mattina invece avevamo tempo per fare un rapido giro del centro, attraversato il famoso ponte degli alpini. una cittadina semplicemente fantastica, oserei dire unica. oggi ero da solo, e sono stato nell'alto trentino e nel basso alto adige. beh, starò invecchiando, ma anche a questo giro ho apprezzato la montagna. ma non tanto per le vette (in realtà oggi ero nella solita divisa d'ordinanza, anche un pò ridicola), ma per i colori. mai visto una tavolozza così particolare, favorita anche dall'autunno incombente. sono tornato a milano stanco ma soddisfatto. tanti troverebbero pesante il mio lavoro, io lo ritengo meraviglioso, quando ti fa stare lontano dall'ufficio.
meno meraviglioso invece è correre quando si è lontani da casa. questa notte ho dormito in uno di quei efficienti ma anonimi mega hotel di una quelle catene convenzionate con le aziende e dedicate a "uomini d'affari". che non sono quasi mai ubicati in centro ma in periferia, prossimi alle tangenziali, alle autostrade e alle zone industriali. ero in un capoluogo di provincia veneto, ma capoluogo per modo di dire. il cartello del comune limitrofo era a 20 metri. insomma, questa mattina dovevo correre e ho corso. quando mi sono affacciato dalla finestra c'era tanto buio e tanta nebbia. quando sono uscito dalla porta dell'albergo ho constatato che c'era anche tanto freddo. il collega mi aveva indicato una specie di tracciato. per lui non era male, per me faceva cagare. sì, c'era una specie di ciclabile, ma se era lunga 1 km era tanto. pazienza, per almeno un paio di volte ho dovuto correre tra la statale, la zona industriale e le macchine sfreccianti a 90 all'ora. alla fine però il mio l'ho fatto. l'obiettivo era fare 9 km, ne ho fatti 9,25 in 52'37", a 5'41" al km. altro asfalto portato a casa. e non è detto che domattina non faccia il bis..... buona notte amiche ed amici, globalmente.

martedì 17 ottobre 2017

un pò di cose....

iniziamo dallo scarico di stasera? ma si, iniziamo da quello.... credevo di arrivare prima a casa, ed invece prima delle sette e mezza non sono riuscito ad andare a correre. mi piace questa cosa di correre il giorno dopo una gara, per giunta impegnativa come può essere una 21 km. le gambe, anzi il corpo, sono indolenzite. ma nello stesso tempo i muscoli sono più potenti, proprio in ragione di quanto fatto il giorno prima. a proposito di gambe, continuano a dirmi tutti (anzi, tutte più che altro) che ho le gambe magrissime. ma a me non sembra mica, sapete..... vabbè, torniamo a noi. dicevo, questa cosa mi piace. stasera sono uscito, ovviamente, in pantaloncini corti (fa che io riesca a resistere a lungo senza collant, dio del running) e maglietta con maniche corte. il buio del naviglio e l'aria frizzantina (17 gradi) erano però piacevoli. insomma, soprattutto nel tratto di ritorno correre mi è piaciuto. e un paio di km li ho fatti anche abbastanza "tirati" (5'27" e 5'30"). ma alla fine quando sono arrivato alla cassina de pomm mi sono fermato, giustamente. poco più di 7 km in poco meno di 40', a 5'40" al km. da lì qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa, e il dovere è stato fatto. prossima uscita in veneto, che sarò via due giorni per lavoro. vediamo se mercoledi mattina intorno all'albergo ci sarà qualche posto decente dove correre. tra l'altro, siamo a metà mese e ho già fatto quasi 105 km. questo potrebbe essere un mese in cui sfioro i 200 km di asfalto. roba da non credersi. a proposito di lavoro, oggi qualcosa ho fatto ed anche portato a casa. ma la cosa più importante che mi porto a casa è una roba che nulla ha a che vedere con l'attuale mansione. dovete sapere che per anni io ho seguito un cliente romano. anzi no, un cliente romano che è diventato successivamente ex cliente con strascichi e pendenze che non potete immaginare. ma questo è il meno. negli anni della crisi tante persone sono entrate in difficoltà. gioco delle parti, forze contrapposte che si contendono l'unica michetta (per i non lombardi si vada su wikipedia) presente a tavola. a volte si vince, a volte si perde. il problema è che costui non era esattamente romano. a roma vive ma le sue origini sono più meridionali. insomma, parliamo di una persona non esattamente raccomandabile. e con cui in questi anni io e solo io ho potuto parlare. un pò per il mio ruolo, ma soprattutto per il mio modo di fare, quello che mi permette di farmi scivolare le cose, di non perdere il controllo, di attivare il cervello nel tempo utile a trovare la parola e la soluzione giusta. non è stato facile. tre anni fa non riusciva a cavare un ragno dal buco, ha usato parole forti, oserei intimidatorie, neanche con me (più di tanto) devo dire, ma verso altre persone. io credo che se non avessi trovato (cosa comunque approvata dal mio capo) un escamotage in quel frangente qualcosa di spiacevole poteva pure succedere. poi accade che le cose migliorano e che il tempo fa il suo corso. cambio la mansione, ma continuo ad occuparmi di questo ex cliente (certo, chi volete che se ne occupi.... ). questa estate mi chiede l'ennesimo favore, io capisco che è giunto il momento di chiudere la partita. guardo la sua posizione e rilancio. senti amico mio, ma che ne dici se faccio questa proposta all'azienda. lui ci pensa, capisce che può essere una occasione. un esborso veloce per fare pari e patta del pari e patta. propongo, tratto, medio, si spostano ancora i termini di qualche settimana. questa mattina, proprio mentre stavo facendo un'altra operazione delle mie, mi cerca al telefono. non posso rispondere, chiamo dopo. "francesco, volevo dirti che ho fatto il bonifico con qualche giorno di anticipo..... sono contento che sia finito tutto e volevo ringraziarti per la disponibilità che hai avuto, quando hai bisogno di qualcosa sai dove trovarmi". non so se abbia detto esattamente queste parole, ma il concetto di fondo era questo. gli dico che sono molto contento, per lui ed anche un pò per me stesso. insomma, non posso dire che mi mancherai mio caro. ma forse non sei neanche peggio di come ti  ho conosciuto. ma che cazzo dico? era una persone sgradevolissima!!!!!!!!!!!!! buona notte amiche ed amici, globalmente.

domenica 15 ottobre 2017

cremona half marathon, decisamente soddisfatto

amiche ed amici, è impresa ardua raccontarvi quanto pesante sia stata la giornata di ieri. aggiungo che per poter rientrare a casa ho dovuto mettere in scena un paio di interventi che definire machiavellici è ancora poco. in ogni caso, ho spento la luce del comodino, quello che si trova alla sinistra del mio letto, a mezzanotte e dieci. dopo 30 secondi dormivo di brutto. alle sei mi sono svegliato, perchè c'era da vestirsi, fare colazione, andare a prendere la mia mitica amica triatleta e muoverci in direzione cremona, dove eravamo iscritti per la half marathon. lo sapete, me ne ero pentito. troppo lontana da milano (100 km), la strada avvolta nella nebbia, ben 5 autovelox nel percorso (e speriamo di averla fatta franca), la difficoltà di trovare un parcheggio comodo, partendo la gara praticamente in centro. alla fine alle 8.10 eravamo a cremona, qualche minuto per trovare il parcheggio, e alle 8.30 eravamo pronti per ritirare il pettorale. con la giornata di ieri le sensazioni per la gara erano pessime. poi però succede che la nebbia va via, vedo tanta gente che conosco, quelli del mio gruppo in particolare, ma anche altri conosciuti nei gonfiabili di tante gare o anche solo conosciuti oggi. poi c'è un bell'ambiente, siamo in tanti e sembra una festa, con una organizzazione pressochè perfetta. alle 9.30, puntuale, parte lo start. noi come gruppo decidiamo di partire nelle retrovie, ma per retrovie intendo proprio la fine del lungo serpentone. insomma, un pò di voglia di correre mi viene. nel senso che non solo so che arriverò al traguardo, ma so anche che qualcosa di decoroso posso anche fare. cremona è una città falsamente piana. i 67 mt di aumento quota accumulati non rendono l'idea. ci sono strappetti continui. possono anche essere solo di 3 o 4 mt in altezza  (o in discesa), ma ti obbligano a regolare il passo. pur essendo una mezza che non avevo mai corso questa cosa l'avevo letta in rete. occorre essere conseguenti, non andare a bomba all'inizio, in quei primi km di discesa, per non pagare dazio dopo. passo ai 5 in 28'22, ai 10 (in una bellissima cornice di pubblico tra l'altro) in 57'07". ho un brutto 13°, a 5'57", ma poi recupero bene. molto fastidioso il tratto fuori cremona, con 2 km ad andare e due a ridiscendere veramente tutto fuorchè veloci. li faccio anche bene, ma li pago al 18°, fatto di nuovo a 5'57". inizia poi il rientro in centro, ho un 19° in leggera salita fatto a 6'11" ma paradossalmente il 20°, con 11 mt di aumento quota, a 5'52". ormai è fatta, anche al di sopra di ogni rosea aspettativa. supero il capitano del mio gruppo, incoraggio una che dice "non ce la faccio più" dicendole "dai che siamo arrivati!!!!". e il mio incitamento funziona, visto che arriverà al traguardo una decina di metri prima di me! gli ultimi metri sono in vera salita, ma ormai sento lo speaker e significa che è fatta. alla fine sono 21,19 km (questa è stata la mia linea, 90 mt in più della distanza) in 2h02'48", a 5'48". che, ripeto, per come ci sono arrivato è risultato che mi soddisfa non poco. è la mia terza mezza in 35 giorni, la quarta domenica consecutiva che supero i 21 km. vado al ristoro a bere, recupero (o meglio, lei recupera me) la triatleta, saluto un pò di runner e vado a ritirare pacco gara (uno dei migliori mai presi da quando corro, c'era di tutto, olio, torrone, pasta, integratore, pomata, the, cioccolato, e qualcosa dimentico, oltre che una bella maglia a maniche lunghe) e borsa. niente doccia, e quindi esibizione in un quasi strip tease che ha fatto tanto spot whatamericanboy, lasciamo cremona abbastanza presto, ma la mia amica ha deciso che deve spendere un centone in uno dei tanti salumifici della zona. uno di questi acquisti è un mega salame che al momento si trova nel mio frigo; lo porteremo stasera a casa del nostro amico A., presso cui abbiamo organizzato il terzo tempo fatto, oltre che dai salumi, dalla toma del mottarone e da tanta, tantissima birra. ad maiora!


giovedì 12 ottobre 2017

senza titolo

questo post doveva avere il titolo "ricreazione". se si prende la treccani online, tra i sinonimi c'è distrazione, svago, riposo, intervallo. ma nessuno di questi termini rende l'idea di quello che andava scritto. ma il motivo è semplice: io non concepisco alcuna attività in modo disimpegnato. io non do nulla per scontato. e non è una questione di capelli bianchi. la pensavo così anche un pò di lustri fa. mi sento responsabile. in generale di sicuro. in questi giorni ancor di più. se sono una bella persona, non credo lo sia per la mia "altezza" (chi mi conosce sa), per il taglio dei miei occhi e delle mie labbra (chi mi conosce sa), per la tonicità muscolare vieppiù migliorata in questi 3 anni e mezzo di running (chi mi conosce sa). no, lo sono perchè anche negli errori come mi si vede sono. non mento, combatto, comprendo. e questa cosa mi aiuta a stare bene. perchè stare in pace con la coscienza mi fa accettare qualunque cosa. beh, in questo i capelli bianchi fanno tanto, devo ammetterlo. essere contento oggi è importante, domai si vedrà. a proposito di domani, inizierò un tour de force pazzesco che tutto è fuorchè lavorativo. domani un funerale, un lutto familiare, se vogliamo chiamarlo così. vado per rispetto di mia figlia, solo per lei. e quante parole ipocrite in questi giorni. ed una sbagliata, mia, che mi ha fatto dormire di merda un paio di notti fa. ma è passata, passa tutto. sabato una trasferta inutile, stupida e male organizzata. per fortuna la dovrei raddrizzare nella parte finale. domenica una mezza, e qui ho proprio sbagliato, perchè verrò meno al mio mantra "basta gare in culo ai lupi". e poi è la quarta 21 km in quattro weekend. però stasera sono andato a correre. clima bellissimo, martesana bellissima, nonostante qualche ciclista coglione (e con uno ho litigato). dovevo fare 8, 9 km al massimo, ma poi sono andato fino al lambro, perchè se anche le gambe e i glutei gridavano vendetta, avevo voglia di correre. lo ammetto, mi sono fermato ad una fontanella a bere (metà ottobre con 21 gradi alle ore 18!), che mi ha permesso di fare il tratto finale in leggera progressione. ma sempre andando piano, perchè forzare non aveva alcun senso. alla fine sono arrivato in melchiorre gioia, là dove c'è il mio ponte di ferro, dopo aver fatto 10,14 km in 57'44", a 5'42" al km. poi 330 mt di defaticamento verso casa, ed insomma alla fine ho fatto 10 km e mezzo. a me piace correre, perchè correndo si va sempre avanti.

martedì 10 ottobre 2017

11.....

....11 ore e mezza, 7,11 km in 40'12", a 5'39" al km, la martesana, il mattino che ha l'oro in bocca......

domenica 8 ottobre 2017

altro lungo toppato

lo sapete, è stata una settimana pesante. e anche ieri non si è scherzato, più che altro per la cena con gli amici che ha chiuso la giornata. non che abbia mangiato poi tantissimo, ma se si va al ristorante non è che si guarda troppo alla focaccia in più o in meno, al dolce e soprattutto al bicchiere di vino o al mirto. in più a pranzo avevo mangiato tanto, per i miei tipi. però questa notte ho dormito, le mie sette ore e mezza di sonno me le sono fatte e tutto sommato questa mattina mi sentivo bene. ho fatto colazione e alle 9 spaccate ero pronto per fare il mio lungo sulla martesana. al primo km sono sicuro che il gps mi ha tolto qualche decina di metri (sempre nel solito punto, devo smettere di passare da lì), poi imboccato il naviglio ho iniziato a correre cercando di impostare il passo. in linea di massima sembravo riuscirci. la giornata era ideale per correre, 12 gradi ma con il sole. indossavo la termica a maniche lunghe e pantaloncini attillati sopra il ginocchio, e la scelta appariva azzeccata. supero il lambro, entro in vimodrone. mi sento abbastanza bene, l'unica cosa è che come capita alla domenica mattina tra ciclisti e gente a passeggio c'è il mondo. ai 10 sono sotto l'ora, a 11,300 km torno indietro. e da lì inizio ad accusare, vedo passaggi tutti sopra i 6' al km ma il bello è che non me ne accorgo. a me sembra di avere un bel passo, ma così evidentemente non è. capisco che anche questa volta non è giornata. dentro di me cerco di pensare che a questo punto pazienza il tempo ma la distanza cerchiamo di farla. rientro nel tratto milanese del naviglio, decido di fermarmi intorno al 18esimo alla fontanella di via padova all'incrocio con via adriano. bevo, riparto, ma il paradosso è che anzichè migliorare peggioro ulteriormente. dal 20esimo inverto un pò questa tendenza, faccio un calcolo mentale che mi dice che quando supererò casa mia sarò quasi a 22 km. da casa mia a melchiorre gioia oggi c'era il mercatino dell'usato, per cui più che correre si cammina. arrivo in melchiorre gioia e dico basta a questo supplizio. stoppo il garmin, e constato di aver fatto 22,09 km in 2h14'25", a 6'05" al km. poco più di una mezza insomma, al posto dei (almeno) 26 previsti, e non col tempo ipotizzato. con l'aggiunta che nel momento in cui scrivo mi sento decisamente stanco, se proprio devo dirla tutta. e niente, quando si ha una settimana impegnativa la corsa della domenica può essere decisamente insoddisfacente. pazienza, è andata così. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 5 ottobre 2017

un pò di qua, un pò di là

prima di parlare di stanchezza e di corsa, dico di oggi. succede che, per lavoro, sono ad una specie di fiera del lavoro. in realtà possiamo definirla una fiera dei disoccupati. centinaia di giovani (e meno giovani, cosa decisamente più grave) che vagano da uno stand all'altro a lasciare cv. il mio lavoro non consiste in alcun modo nell'offrire posti di lavoro. per me stare lì è stato assolutamente tempo perso. ma io sono un soldato. obbedisco agli ordini, poco importa quanto essi siano sensati, a condizione che vi sia quella contropartita chiamata stipendio. istintivamente, emotivamente, provo simpatia per quei giovani che si siedono al nostro desk. sento due ragazze dire di essere nate lo stesso anno di mia figlia (a proposito, ha preso la patente oggi). poi mi capita di leggere un pò di quei cv. che dicono più di tanti trattati di economia o sociologia. e tra questi leggo quello di una ragazza. classe 1997. maturità artistica. poi leggo un appunto aggiunto a penna. dice "disponibile preferibilmente part-time". ecco, tutta la simpatia mi passa. penso che la precarietà è anche (non solo, sia chiaro) una distorsione della domanda, non solo dell'offerta. e che spesso le aziende si devono fare il segno della croce quando assumono una persona. 
sono stanchissimo. sto girando il nord in lungo e in largo. ma non è questo il motivo della stanchezza. è che ho iniziato la settimana già stanco. e quando è così può solo peggiorare. domani si andrà in emilia, sabato per cazzi miei mi sparerò altri 370 km. ma anche se sono stanco, anzi se sto a pezzi, questa mattina sono andato ugualmente a correre. 8 km fatti violentandomi, assolutamente a digiuno. con un percorso neanche tanto semplice, tenendo conto di dove mi trovavo. già tanta roba averli fatti a 5'56" al km. domani sera è prevista una cena. ma col cazzo, scusate il francesismo, che ci vado. forse, e dico forse, un pò di vita me la concederò sabato sera. per intanto, me ne vado a dormire. The Cramps, "sunglasses after dark", buona notte a tutte e tutti.

lunedì 2 ottobre 2017

considerazioni di running

ieri dopo la mezza, in auto con mia sorella venuta a prendermi in piazza san carlo insieme al suo compagno (o dovrei chiamarlo mio cognato?), pensavo che non sarò mai pronto per fare una maratona. quest'anno sto andando meglio rispetto al 2016, è vero, e molto ha fatto l'abbandono (ormai quasi un anno fa) del calcetto. lo dimostra, ad esempio, che in poco più di 9 mesi ho percorso 1.410 km contro i 1.437 km dell'intero 2016, praticamente entro la fine della settimana avrò eguagliato i km dell'anno scorso. non ho avuto (facendo gli scongiuri del caso) infortuni importanti. ma i 42,195 km non li vedo proprio alla mia portata. non è questione solo di allenamento, ma anche di tipo di vita. tanto per dirne una, stasera sono andato a correre. nonostante la mezza di ieri. non che avessi particolare voglia, ma da domani a venerdi sarò in giro per il nord, da un estremo all'altro. e da qui a fine anno so che ci sarà da lavorare tanto (anche se, a sensazione, in maniera poco fruttuosa). mettiamoci poi anche l'attività di istruttore, ed ecco fatti i giochi, altro che allenamenti mirati. detto ciò, dicevo che sono andato a correre. ho fatto lo scarico post mezza, abbastanza soddisfacente. le gambe non le ho sentite particolarmente imballate. i miei 7 km di rito li ho fatti in poco più di 40', a 5'44" al km, con ultimi due in leggera progressione. successivamente qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa. ignoro veramente quando potrò andare a correre adesso. per intanto, domattina sveglia alle 6. e allora, buona notte a tutte e tutti.