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martedì 17 ottobre 2017

un pò di cose....

iniziamo dallo scarico di stasera? ma si, iniziamo da quello.... credevo di arrivare prima a casa, ed invece prima delle sette e mezza non sono riuscito ad andare a correre. mi piace questa cosa di correre il giorno dopo una gara, per giunta impegnativa come può essere una 21 km. le gambe, anzi il corpo, sono indolenzite. ma nello stesso tempo i muscoli sono più potenti, proprio in ragione di quanto fatto il giorno prima. a proposito di gambe, continuano a dirmi tutti (anzi, tutte più che altro) che ho le gambe magrissime. ma a me non sembra mica, sapete..... vabbè, torniamo a noi. dicevo, questa cosa mi piace. stasera sono uscito, ovviamente, in pantaloncini corti (fa che io riesca a resistere a lungo senza collant, dio del running) e maglietta con maniche corte. il buio del naviglio e l'aria frizzantina (17 gradi) erano però piacevoli. insomma, soprattutto nel tratto di ritorno correre mi è piaciuto. e un paio di km li ho fatti anche abbastanza "tirati" (5'27" e 5'30"). ma alla fine quando sono arrivato alla cassina de pomm mi sono fermato, giustamente. poco più di 7 km in poco meno di 40', a 5'40" al km. da lì qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa, e il dovere è stato fatto. prossima uscita in veneto, che sarò via due giorni per lavoro. vediamo se mercoledi mattina intorno all'albergo ci sarà qualche posto decente dove correre. tra l'altro, siamo a metà mese e ho già fatto quasi 105 km. questo potrebbe essere un mese in cui sfioro i 200 km di asfalto. roba da non credersi. a proposito di lavoro, oggi qualcosa ho fatto ed anche portato a casa. ma la cosa più importante che mi porto a casa è una roba che nulla ha a che vedere con l'attuale mansione. dovete sapere che per anni io ho seguito un cliente romano. anzi no, un cliente romano che è diventato successivamente ex cliente con strascichi e pendenze che non potete immaginare. ma questo è il meno. negli anni della crisi tante persone sono entrate in difficoltà. gioco delle parti, forze contrapposte che si contendono l'unica michetta (per i non lombardi si vada su wikipedia) presente a tavola. a volte si vince, a volte si perde. il problema è che costui non era esattamente romano. a roma vive ma le sue origini sono più meridionali. insomma, parliamo di una persona non esattamente raccomandabile. e con cui in questi anni io e solo io ho potuto parlare. un pò per il mio ruolo, ma soprattutto per il mio modo di fare, quello che mi permette di farmi scivolare le cose, di non perdere il controllo, di attivare il cervello nel tempo utile a trovare la parola e la soluzione giusta. non è stato facile. tre anni fa non riusciva a cavare un ragno dal buco, ha usato parole forti, oserei intimidatorie, neanche con me (più di tanto) devo dire, ma verso altre persone. io credo che se non avessi trovato (cosa comunque approvata dal mio capo) un escamotage in quel frangente qualcosa di spiacevole poteva pure succedere. poi accade che le cose migliorano e che il tempo fa il suo corso. cambio la mansione, ma continuo ad occuparmi di questo ex cliente (certo, chi volete che se ne occupi.... ). questa estate mi chiede l'ennesimo favore, io capisco che è giunto il momento di chiudere la partita. guardo la sua posizione e rilancio. senti amico mio, ma che ne dici se faccio questa proposta all'azienda. lui ci pensa, capisce che può essere una occasione. un esborso veloce per fare pari e patta del pari e patta. propongo, tratto, medio, si spostano ancora i termini di qualche settimana. questa mattina, proprio mentre stavo facendo un'altra operazione delle mie, mi cerca al telefono. non posso rispondere, chiamo dopo. "francesco, volevo dirti che ho fatto il bonifico con qualche giorno di anticipo..... sono contento che sia finito tutto e volevo ringraziarti per la disponibilità che hai avuto, quando hai bisogno di qualcosa sai dove trovarmi". non so se abbia detto esattamente queste parole, ma il concetto di fondo era questo. gli dico che sono molto contento, per lui ed anche un pò per me stesso. insomma, non posso dire che mi mancherai mio caro. ma forse non sei neanche peggio di come ti  ho conosciuto. ma che cazzo dico? era una persone sgradevolissima!!!!!!!!!!!!! buona notte amiche ed amici, globalmente.

domenica 15 ottobre 2017

cremona half marathon, decisamente soddisfatto

amiche ed amici, è impresa ardua raccontarvi quanto pesante sia stata la giornata di ieri. aggiungo che per poter rientrare a casa ho dovuto mettere in scena un paio di interventi che definire machiavellici è ancora poco. in ogni caso, ho spento la luce del comodino, quello che si trova alla sinistra del mio letto, a mezzanotte e dieci. dopo 30 secondi dormivo di brutto. alle sei mi sono svegliato, perchè c'era da vestirsi, fare colazione, andare a prendere la mia mitica amica triatleta e muoverci in direzione cremona, dove eravamo iscritti per la half marathon. lo sapete, me ne ero pentito. troppo lontana da milano (100 km), la strada avvolta nella nebbia, ben 5 autovelox nel percorso (e speriamo di averla fatta franca), la difficoltà di trovare un parcheggio comodo, partendo la gara praticamente in centro. alla fine alle 8.10 eravamo a cremona, qualche minuto per trovare il parcheggio, e alle 8.30 eravamo pronti per ritirare il pettorale. con la giornata di ieri le sensazioni per la gara erano pessime. poi però succede che la nebbia va via, vedo tanta gente che conosco, quelli del mio gruppo in particolare, ma anche altri conosciuti nei gonfiabili di tante gare o anche solo conosciuti oggi. poi c'è un bell'ambiente, siamo in tanti e sembra una festa, con una organizzazione pressochè perfetta. alle 9.30, puntuale, parte lo start. noi come gruppo decidiamo di partire nelle retrovie, ma per retrovie intendo proprio la fine del lungo serpentone. insomma, un pò di voglia di correre mi viene. nel senso che non solo so che arriverò al traguardo, ma so anche che qualcosa di decoroso posso anche fare. cremona è una città falsamente piana. i 67 mt di aumento quota accumulati non rendono l'idea. ci sono strappetti continui. possono anche essere solo di 3 o 4 mt in altezza  (o in discesa), ma ti obbligano a regolare il passo. pur essendo una mezza che non avevo mai corso questa cosa l'avevo letta in rete. occorre essere conseguenti, non andare a bomba all'inizio, in quei primi km di discesa, per non pagare dazio dopo. passo ai 5 in 28'22, ai 10 (in una bellissima cornice di pubblico tra l'altro) in 57'07". ho un brutto 13°, a 5'57", ma poi recupero bene. molto fastidioso il tratto fuori cremona, con 2 km ad andare e due a ridiscendere veramente tutto fuorchè veloci. li faccio anche bene, ma li pago al 18°, fatto di nuovo a 5'57". inizia poi il rientro in centro, ho un 19° in leggera salita fatto a 6'11" ma paradossalmente il 20°, con 11 mt di aumento quota, a 5'52". ormai è fatta, anche al di sopra di ogni rosea aspettativa. supero il capitano del mio gruppo, incoraggio una che dice "non ce la faccio più" dicendole "dai che siamo arrivati!!!!". e il mio incitamento funziona, visto che arriverà al traguardo una decina di metri prima di me! gli ultimi metri sono in vera salita, ma ormai sento lo speaker e significa che è fatta. alla fine sono 21,19 km (questa è stata la mia linea, 90 mt in più della distanza) in 2h02'48", a 5'48". che, ripeto, per come ci sono arrivato è risultato che mi soddisfa non poco. è la mia terza mezza in 35 giorni, la quarta domenica consecutiva che supero i 21 km. vado al ristoro a bere, recupero (o meglio, lei recupera me) la triatleta, saluto un pò di runner e vado a ritirare pacco gara (uno dei migliori mai presi da quando corro, c'era di tutto, olio, torrone, pasta, integratore, pomata, the, cioccolato, e qualcosa dimentico, oltre che una bella maglia a maniche lunghe) e borsa. niente doccia, e quindi esibizione in un quasi strip tease che ha fatto tanto spot whatamericanboy, lasciamo cremona abbastanza presto, ma la mia amica ha deciso che deve spendere un centone in uno dei tanti salumifici della zona. uno di questi acquisti è un mega salame che al momento si trova nel mio frigo; lo porteremo stasera a casa del nostro amico A., presso cui abbiamo organizzato il terzo tempo fatto, oltre che dai salumi, dalla toma del mottarone e da tanta, tantissima birra. ad maiora!


giovedì 12 ottobre 2017

senza titolo

questo post doveva avere il titolo "ricreazione". se si prende la treccani online, tra i sinonimi c'è distrazione, svago, riposo, intervallo. ma nessuno di questi termini rende l'idea di quello che andava scritto. ma il motivo è semplice: io non concepisco alcuna attività in modo disimpegnato. io non do nulla per scontato. e non è una questione di capelli bianchi. la pensavo così anche un pò di lustri fa. mi sento responsabile. in generale di sicuro. in questi giorni ancor di più. se sono una bella persona, non credo lo sia per la mia "altezza" (chi mi conosce sa), per il taglio dei miei occhi e delle mie labbra (chi mi conosce sa), per la tonicità muscolare vieppiù migliorata in questi 3 anni e mezzo di running (chi mi conosce sa). no, lo sono perchè anche negli errori come mi si vede sono. non mento, combatto, comprendo. e questa cosa mi aiuta a stare bene. perchè stare in pace con la coscienza mi fa accettare qualunque cosa. beh, in questo i capelli bianchi fanno tanto, devo ammetterlo. essere contento oggi è importante, domai si vedrà. a proposito di domani, inizierò un tour de force pazzesco che tutto è fuorchè lavorativo. domani un funerale, un lutto familiare, se vogliamo chiamarlo così. vado per rispetto di mia figlia, solo per lei. e quante parole ipocrite in questi giorni. ed una sbagliata, mia, che mi ha fatto dormire di merda un paio di notti fa. ma è passata, passa tutto. sabato una trasferta inutile, stupida e male organizzata. per fortuna la dovrei raddrizzare nella parte finale. domenica una mezza, e qui ho proprio sbagliato, perchè verrò meno al mio mantra "basta gare in culo ai lupi". e poi è la quarta 21 km in quattro weekend. però stasera sono andato a correre. clima bellissimo, martesana bellissima, nonostante qualche ciclista coglione (e con uno ho litigato). dovevo fare 8, 9 km al massimo, ma poi sono andato fino al lambro, perchè se anche le gambe e i glutei gridavano vendetta, avevo voglia di correre. lo ammetto, mi sono fermato ad una fontanella a bere (metà ottobre con 21 gradi alle ore 18!), che mi ha permesso di fare il tratto finale in leggera progressione. ma sempre andando piano, perchè forzare non aveva alcun senso. alla fine sono arrivato in melchiorre gioia, là dove c'è il mio ponte di ferro, dopo aver fatto 10,14 km in 57'44", a 5'42" al km. poi 330 mt di defaticamento verso casa, ed insomma alla fine ho fatto 10 km e mezzo. a me piace correre, perchè correndo si va sempre avanti.

martedì 10 ottobre 2017

11.....

....11 ore e mezza, 7,11 km in 40'12", a 5'39" al km, la martesana, il mattino che ha l'oro in bocca......

domenica 8 ottobre 2017

altro lungo toppato

lo sapete, è stata una settimana pesante. e anche ieri non si è scherzato, più che altro per la cena con gli amici che ha chiuso la giornata. non che abbia mangiato poi tantissimo, ma se si va al ristorante non è che si guarda troppo alla focaccia in più o in meno, al dolce e soprattutto al bicchiere di vino o al mirto. in più a pranzo avevo mangiato tanto, per i miei tipi. però questa notte ho dormito, le mie sette ore e mezza di sonno me le sono fatte e tutto sommato questa mattina mi sentivo bene. ho fatto colazione e alle 9 spaccate ero pronto per fare il mio lungo sulla martesana. al primo km sono sicuro che il gps mi ha tolto qualche decina di metri (sempre nel solito punto, devo smettere di passare da lì), poi imboccato il naviglio ho iniziato a correre cercando di impostare il passo. in linea di massima sembravo riuscirci. la giornata era ideale per correre, 12 gradi ma con il sole. indossavo la termica a maniche lunghe e pantaloncini attillati sopra il ginocchio, e la scelta appariva azzeccata. supero il lambro, entro in vimodrone. mi sento abbastanza bene, l'unica cosa è che come capita alla domenica mattina tra ciclisti e gente a passeggio c'è il mondo. ai 10 sono sotto l'ora, a 11,300 km torno indietro. e da lì inizio ad accusare, vedo passaggi tutti sopra i 6' al km ma il bello è che non me ne accorgo. a me sembra di avere un bel passo, ma così evidentemente non è. capisco che anche questa volta non è giornata. dentro di me cerco di pensare che a questo punto pazienza il tempo ma la distanza cerchiamo di farla. rientro nel tratto milanese del naviglio, decido di fermarmi intorno al 18esimo alla fontanella di via padova all'incrocio con via adriano. bevo, riparto, ma il paradosso è che anzichè migliorare peggioro ulteriormente. dal 20esimo inverto un pò questa tendenza, faccio un calcolo mentale che mi dice che quando supererò casa mia sarò quasi a 22 km. da casa mia a melchiorre gioia oggi c'era il mercatino dell'usato, per cui più che correre si cammina. arrivo in melchiorre gioia e dico basta a questo supplizio. stoppo il garmin, e constato di aver fatto 22,09 km in 2h14'25", a 6'05" al km. poco più di una mezza insomma, al posto dei (almeno) 26 previsti, e non col tempo ipotizzato. con l'aggiunta che nel momento in cui scrivo mi sento decisamente stanco, se proprio devo dirla tutta. e niente, quando si ha una settimana impegnativa la corsa della domenica può essere decisamente insoddisfacente. pazienza, è andata così. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 5 ottobre 2017

un pò di qua, un pò di là

prima di parlare di stanchezza e di corsa, dico di oggi. succede che, per lavoro, sono ad una specie di fiera del lavoro. in realtà possiamo definirla una fiera dei disoccupati. centinaia di giovani (e meno giovani, cosa decisamente più grave) che vagano da uno stand all'altro a lasciare cv. il mio lavoro non consiste in alcun modo nell'offrire posti di lavoro. per me stare lì è stato assolutamente tempo perso. ma io sono un soldato. obbedisco agli ordini, poco importa quanto essi siano sensati, a condizione che vi sia quella contropartita chiamata stipendio. istintivamente, emotivamente, provo simpatia per quei giovani che si siedono al nostro desk. sento due ragazze dire di essere nate lo stesso anno di mia figlia (a proposito, ha preso la patente oggi). poi mi capita di leggere un pò di quei cv. che dicono più di tanti trattati di economia o sociologia. e tra questi leggo quello di una ragazza. classe 1997. maturità artistica. poi leggo un appunto aggiunto a penna. dice "disponibile preferibilmente part-time". ecco, tutta la simpatia mi passa. penso che la precarietà è anche (non solo, sia chiaro) una distorsione della domanda, non solo dell'offerta. e che spesso le aziende si devono fare il segno della croce quando assumono una persona. 
sono stanchissimo. sto girando il nord in lungo e in largo. ma non è questo il motivo della stanchezza. è che ho iniziato la settimana già stanco. e quando è così può solo peggiorare. domani si andrà in emilia, sabato per cazzi miei mi sparerò altri 370 km. ma anche se sono stanco, anzi se sto a pezzi, questa mattina sono andato ugualmente a correre. 8 km fatti violentandomi, assolutamente a digiuno. con un percorso neanche tanto semplice, tenendo conto di dove mi trovavo. già tanta roba averli fatti a 5'56" al km. domani sera è prevista una cena. ma col cazzo, scusate il francesismo, che ci vado. forse, e dico forse, un pò di vita me la concederò sabato sera. per intanto, me ne vado a dormire. The Cramps, "sunglasses after dark", buona notte a tutte e tutti.

lunedì 2 ottobre 2017

considerazioni di running

ieri dopo la mezza, in auto con mia sorella venuta a prendermi in piazza san carlo insieme al suo compagno (o dovrei chiamarlo mio cognato?), pensavo che non sarò mai pronto per fare una maratona. quest'anno sto andando meglio rispetto al 2016, è vero, e molto ha fatto l'abbandono (ormai quasi un anno fa) del calcetto. lo dimostra, ad esempio, che in poco più di 9 mesi ho percorso 1.410 km contro i 1.437 km dell'intero 2016, praticamente entro la fine della settimana avrò eguagliato i km dell'anno scorso. non ho avuto (facendo gli scongiuri del caso) infortuni importanti. ma i 42,197 km non li vedo proprio alla mia portata. non è questione solo di allenamento, ma anche di tipo di vita. tanto per dirne una, stasera sono andato a correre. nonostante la mezza di ieri. non che avessi particolare voglia, ma da domani a venerdi sarò in giro per il nord, da un estremo all'altro. e da qui a fine anno so che ci sarà da lavorare tanto (anche se, a sensazione, in maniera poco fruttuosa). mettiamoci poi anche l'attività di istruttore, ed ecco fatti i giochi, altro che allenamenti mirati. detto ciò, dicevo che sono andato a correre. ho fatto lo scarico post mezza, abbastanza soddisfacente. le gambe non le ho sentite particolarmente imballate. i miei 7 km di rito li ho fatti in poco più di 40', a 5'44" al km, con ultimi due in leggera progressione. successivamente qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa. ignoro veramente quando potrò andare a correre adesso. per intanto, domattina sveglia alle 6. e allora, buona notte a tutte e tutti.

Torino Half Marathon, forse più occasione persa che buon risultato

non amo gareggiare a torino, mia città di provenienza. nelle due occasioni precedenti (ma dall'ultima son passati quasi 2 anni) ho fatto così così. però qualche settimana fa avevo scoperto che la torino half marathon partiva da rivoli, ovvero laddove abitano i miei genitori, quindi si può dire a casa. ho aspettato fino all'ultimo a iscrivermi, perchè non ero certo di passare questo fine settimana a rivoli. una volta sicuro, ho mandato mercoledi mia figlia ad iscrivermi, visto che non era praticamente più possibile farlo col bonifico. sabato mattina ho ritirato il pacco gara e il pettorale, e ho pensato che c'erano le possibilità per fare bene. per tante ragioni: le condizioni climatiche, il fatto di essere a un paio di km dal gonfiabile di partenza, ma soprattutto la consapevolezza che dalla partenza ci sarebbe stato quasi metà percorso in leggera discesa (anzi, nei primi 4, 5 km in decisa discesa). sono arrivato abbastanza presto al luogo di partenza. organizzazione un pò raffazzonata, benchè siano gli stessi che tra quattro settimane presidieranno la maratona di torino, tanti runner dalla faccia cazzuta (sempre detto, lo sapete, che i runner torinesi sono più tosti di quelli milanesi), i soliti dieci keniani importati dalle società italiane che arrivano mezz'ora prima e che poi arriveranno al traguardo correndo a 3' al km. partenza con 10 minuti di ritardo, ma soprattutto partenza a razzo. primo km fatto in 5'03", tanto per dirla. dopo circa un paio di km cerco di capire se, come promesso, ci sono i miei a vedermi passare. ci sono, ma non mi vedranno mai, solo a fare la mezza senza gli staffettisti siamo in 1.200. alzo il braccio, li saluto, applaudono contenti. il percorso non è fantastico. i sette km di corso francia sono sì in discesa ma dall'altra parte passano auto e autobus. peggio mi sento in corso marche, ma l'apoteosi è in corso regina, una arteria a tre corsie dove semplicemente, per quasi un km, hanno isolato la corsia di destra, con le auto che sfrecciano a fianco. questo è il motivo per cui non amo le gare in città (che non significa solo torino o milano, una roba del genere l'ho provata pure a piacenza). ai 10 giro bene, 54'34". entro bene anche dentro la pellerina, pur in leggera salita. ho nelle gambe la possibilità di scendere nuovamente sotto le 2 ore. ma è in corso lecce, intorno al quindicesimo che vado malino. ma recupero, ai 17 sono sotto l'ora e 36. posso farcela. invece patisco maledettamente l'ingresso in centro, il pavè di porta palazzo e una via del cazzo dentro il quadrilatero dove ancora un pò una cogliona in bici mi viene addosso. ma soprattutto patisco via pietro micca (fatta andata e ritorno) e piazza solferino, tra buche e rotaie del tram. tutti km fatti sopra i 6'. niente propositi bellicosi, devo arrendermi. infine vedo che la mia linea è di 100 metri superiore alla distanza. all'ingresso in via roma recupero le forze ed accelero. a pochi metri dal traguardo vedo mia sorella, praticamente mi metto ad angolo retto per permetterle di farmi una foto in corsa. taglio il traguardo dopo aver fatto per il mio garmin 21,2 km in 2h02', a 5'46" al km. occasione persa, diciamolo, in quei 4 km finali ho lasciato un paio di minuti, anzi persin di più. mi consola poco essermi migliorato rispetto a monza di un minuto e mezzo. ristoro di fine gara penoso, c'erano solo acqua e arance, zero sali che sono fondamentali. amen, la cosa positiva è che continuo ad essere relativamente poco provato a fine gara anche nelle distanze lunghe, e questo è bene. detto ciò, buon inizio settimana a tutte e tutti.

sabato 30 settembre 2017

edizione straordinaria (milano è la mia città)

quando si vive si è vivi. e succede che succedano tante cose (il gioco di parole è assolutamente voluto). questa sera di cose ne sono successe, e pure tante. ancora una "discussione" con mia figlia, ma penso (e spero) che possa essere (per sua fortuna) l'ultima. poi una cena post evento col mio amico/collega (o collega/amico) che "apparecchiata" (come diciamo noi in gergo) nonchè innaffiata da tanto alcool si è rivelata forte ed esplicativa come può essere forte ed esplicativa una cascata o un fiume in piena. e a mezzanotte inoltrata, con l'alcool di cui sopra in circolo, un girovagare con la mia audi station wagon in centro a milano, per vie di cui persino ignoravo l'esistenza. e scoprire ciò che già si sa, ovvero che milano è la città più bella al mondo. infine, che averti con me di fianco sarebbe stato bellissimo.

venerdì 29 settembre 2017

fine settimana, fine mese

beh, che poi mica è finita. oggi pomeriggio sono a bergamo, proverò il metodo "o la va o la spacca", con il vivo proposito che vada anzichè il contrario. ieri ero in veneto, secondo me è andata così così, secondo il ragazzino è andata bene. ma io sono vecchio e il ragazzino è ragazzino, quindi le cose le so. ieri poi è stata brutta, o meglio dolorosa. ho visto un mio cliente che è stato anche collega tanti anni fa e per certi verso posso definire un amico. è mio coetaneo. è stato operato di tumore al cervello la scorsa primavera. ha in testa una cicatrice di 20 centimetri, è menomato nella parte sx del corpo, è ingrassato che non avete idea. ecco, di fronte a cose così c'è solo da ritenersi fortunati, punto. lui è un combattente, va detto. speriamo bene, anche se non so mica se devo dirla tutta. ieri sera sono tornato non presto ma neanche tardi. ma non avevo voglia di cucinare. a dire il vero neanche di mangiare a casa. ho chiamato un amico e siamo andati da rossopomodoro, pizza birra e liquore alla liquirizia. questa notte ho dormito da dio. e alle 6.45 ha suonato la sveglia. dovevo correre poco e piano, uno scarico in vista di domenica. ma che fatica però. alla fine 6.7 km in 39 minuti. va bene così. questo mese ho fatto 165 km, che non è poco tenendo conto che un weekend (domenica questa) va al mese successivo. stasera andrò al museo della scienza e della tecnica, per un evento che non ho ben capito cosa sia, ma fa tanto milanese imbruttito. detto ciò, buon fine settimana a tutte e tutti.

mercoledì 27 settembre 2017

in the middle of the week

ieri sera avevo sonno; sono stato al mare, non per andare in spiaggia ma per lavoro. mi ha fatto (un pò) specie rivivere luoghi di un'altra epoca. poche centinaia di metri da dove si è consumato, nel bene o nel male, un pezzo di vita. ma lo dico chiaramente, tutto era molto in sottofondo. passata la sopraelevata, passata ogni considerazione del caso. detto questo, la stanchezza si è fatta sentire. intorno alle 23 ero a letto. cosa sbagliata, perchè poco prima delle 5 mi sono svegliato e non ho più preso sonno. ci ho provato, ma non c'è stato verso. sarei dovuto andare a correre, e alla fine questo ho fatto. mi ero messo in testa di fare un pò di ripetute, anche se le condizioni non erano certo le migliori. infatti ho fatto un pò di riscaldamento, un 4x1000 (il miglior 1000 in 4'54"), un 5x200 in 4'30", qualche centinaio di metri di defaticamento. 7 km in tutto. se ne parlerà venerdi, un pò di scarico che domenica ho una mezza maratona a torino. a cui mi ha iscritto mia figlia questa mattina. stasera ho avuto una discussione telefonica con lei. non per causa sua, ma per quella stronza di sua mamma. mi è costato un pò essere risoluto, ma la determinazione unita al fatto che mia figlia non è più una bambina ha pagato. certo, questa discussione poteva essere evitata se lei metteva in riga sua mamma. mi avrebbe evitato di usare parole anche abbastanza forti seppur necessarie. alla fine le ho chiesto scusa per aver alzato i toni, lei mi ha detto di non preoccuparmi perchè mi capiva benissimo, di non preoccuparmi che ci vedremo sabato. mia mamma, che ho sentito dopo e a cui ho raccontato il fatto, mi ha detto di essere contento per il rapporto che ho con lei, nonostante tutto ciò che mi sono perso per colpa di quella schifosa. ma non è fortuna, è esempio. se questa notte, a 51 anni, dormirò solo è perchè nessuna donna è riuscita veramente a venire prima di lei. e lei questo lo sa. come nel contempo sa che, vista a posteriori, sua mamma tanto esempio non lo è e non lo è stato. poi certo, è sua mamma, e questo non può essere cancellato, e ci mancherebbe altro aggiungo.
settembre sta finendo; e partendo da uno scambio di considerazioni fatto in questi giorni con una persona a me cara, non posso non pensare che si tratta di un mese che in passato ha visto importantissime svolte nella mia vita. non ci tornerò, sarei noioso e le ho più volte raccontate, ma queste svolte non sono capitate all'improvviso. sono state frutto di attenta pianificazione. sono state conseguenza di fatica, sofferenza, lacrime. lo so, mi parlo addosso e rischio di risultare anche un pò sbruffone. che poi non è di piramide sociale che si parla (se non in parte). ma sebbene tutti paghiamo un pò dazio nella vita, non tutti lo paghiamo allo stesso modo. detto questo, non vado a letto, sebbene domattina la sveglierà suonerà alle 5.45. non per andare a correre ma per fare qualche centinaio di km per lavoro. buona notte a tutte e tutti, globalmente.

lunedì 25 settembre 2017

dalle 04.00 alle 18.30

questa mattina sono andato a correre. sai che novità direte voi. e più o meno, aggiungo. ieri pomeriggio dai miei ho fatto una pennica di un'ora, come mi riesce solo lì. il letto adolescenziale è comodo un terzo del mio, ma sarà l'ancestralità del luogo fatto sta che si ronfa alla grande. questo vuol dire che rientrato a casa non è che avessi esattamente sonno. insomma, sono andato a letto a mezzanotte e un quarto. ma una serie di sogni dei miei a partire dalle 04.00 hanno turbato il sonno. alle 5.45 non ho più preso sonno, alle 6.45 ero già pronto a correre - al buio - sulla martesana. solo che stamattina il garmin ha fatto le bizze. io sono certissimo di essere partito forte, ma il primo km me lo ha passato a 6'. lo stesso dicasi per alcuni km successivi. insomma, alla fine ho ufficialmente fatto 10 km in 56 minuti, ma io sono convintissimo di aver fatto più strada (sapete che ormai conosco il mio naviglio a memoria). e comunque, che siano stati 10 km o di più, questa mattina ho faticato. sono andato avanti con la consueta forza di volontà, che è fondamentale nella pratica sportiva nonchè nella vita.
e i sogni? terribili, credetemi. due sogni, per l'esattezza. la costante è un buio profondo, la notte, l'assenza di luci. nel primo sogno cammino al bordo di strade abbastanza strette, tipo quelle che c'erano al paesello dove abitavo prima di venire a milano. passano tante auto, e c'è il rischio di essere investiti. mi pare ci sia la mia mica A., e tanti animali selvaggi intorno a me. nel secondo sogno c'è sempre il buio, e sto accompagnando due ragazzi sui 12/14 anni in una di quelle ville al lago dove mi capita di andare. dietro questi ragazzi c'è la mamma, separata dal marito, che mi ringrazia per la cortesia. vado per uscire dalla villa e mentre schiaccio il pulsante del portone mi si attacca al corpo (non si può definire un assalto ma un appiccicamento) una scimmia. ma sento altri animali intorno a questa scimmia, sicuramente dei cani. a quel punto mi sveglio e, come detto sopra, non prendo più sonno.
questa mattina siamo stati cazziati alla nostra riunione del lunedi. e direi che è stato giusto, presentiamo numeri di merda, e l'estate ci ha fatto arretrare notevolmente. non mi piace fare brutte figure. non ho da dire più molto al lavoro, ma io per primo dovrei mettere più determinazione, più cattiveria. il punto è che la cattiveria, forse, non ce l'ho più. posso cercare alibi, scuse, giustificazioni, ma non è nel mio carattere, proprio no. aver fatto bene, tanto bene, in passato non vuol dire una minchia. e capisco chi, soprattutto se giovane, è armato dal sacro fuoco dell'adrenalina. ti fa sentire vivo, so cosa significa. vabbè, vado a vedere se la pentola bolle. buona serata amiche ed amici.

sabato 23 settembre 2017

mezza di allenamento (ma dovevano essere più km)

mezza debacle oggi (certo, uno legge il titolo e si domanda come possa essere una mezza debacle) nella mia uscita di allenamento. ok ricapitoliamo: in questo weekend era previsto un lungo, dove per lungo si intendeva una distanza superiore ai 25 km. doveva servire per capire se ero pronto per lavorare in prospettiva maratona. ma questo lungo non era previsto oggi bensì domani. poi succede che sono cambiati i programmi del fine settimana, e che dopo pranzo vado a Torino. questo ha significato meno riposo rispetto all'ultima uscita (certo, potevo evitarla voi direte, ma avevo voglia di correre giovedi, quindi....). poi aggiungeteci che ieri sera sono andato a cena al ristorante cino-italiano (quello di proprietà di un cinese che fa solo cucina italiana) dove vado sovente e per quanto si possa stare attenti ho mangiato e soprattutto bevuto una mezza di bottiglia di dolcetto e due mirti. non che abbia dormito male stanotte va detto, però probabilmente la forma non era al 100%. poco male, ho fatto colazione e alle 8.45 ero pronto per muovermi in direzione infinito, laddove per infinito si intende tutto ciò che è oltre il lambro. ho cercato di tenere un passo costante e privo di strappi. insomma, una manciata di secondi sotto i 6' al km. non una velocità esagerata, lo so, ma non era un lavoro di velocità. supero il lambro e ai 5 km giro in 29'37". è quello che voglio. arrivo a vimodrone e punto a cernusco. a cernusco supero il massimo punto che abbia mai raggiunto sulla martesana, intorno ai 10 km, che faccio in 59'28" (perdo qualcosa, lo so), e torno indietro. le gambe stanno persino meglio adesso che prima. rientro a milano grosso modo al 15° km (1h29'14", un metronomo). ho un 18° addirittura a 5'47", e sono contento che sto affrontando i km oltre il 16° meglio di come li avevo affrontati a monza. passo davanti casa mia che sono intorno al 20° km (1h58'40"). qui sento che le gambe iniziano a cedere. a quel punto cerco di pensare a cosa fare. naturalmente fino a quel momento non mi sono fermato, non ho bevuto, non ho preso il gel che ho in tasca. allora decido rapidamente di finire con la mezza e non cercare i 25 km. ho un buon 21° a 5'50", chiudo i miei 21,12 km in 2h05'13", a 5'56" al km, che alla fine significa averci impiegato 100 secondi in più che a monza, ma andando col freno a mano tirato. si, forse con un pò di sforzo mentale più che fisico i 4 km mancanti potevo farli. ma sarebbe stato uno sforzo inutile e privo di senso. e comunque correre 21 km in allenamento non mi sembra impresa di poco conto. sono comunque soddisfatto, anche perchè non sento particolare stanchezza. e a proposito, nel giardino della cassina de pomm, dove ho chiuso la prestazione, ho finalmente preso il gel. alla fragola, non era poi così terribile. buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente.

giovedì 21 settembre 2017

terza uscita della settimana

questa mattina non sarei dovuto andare a correre. tutt'al più stasera o domattina. ma ieri che sono stato ad augusta taurinorum per lavoro e ho approfittato per vedere i miei e mia figlia, ho verificato che i programmi del fine settimana potrebbero cambiare e che potrei tornare di nuovo da quelle parti. quindi potrebbe benissimo essere che la prossima uscita non sia domenica mattina bensì la mattina precedente (cosa che per una serie di ragioni un pò mi preoccupa). detto ciò, alla fine ieri sera ho puntato la sveglia prima delle sette, ma non ce ne è stato bisogno, visto che alle 5.30 mi sono svegliato e non mi sono più addormentato. ci ho provato giuro, ma non c'è stato verso. alla fine mi sono alzato, ho controllato la posta, ho preso un caffè ed eccomi pronto alle sette in punto a correre sul naviglio. pronto si fa per dire, ieri è stata una giornata stancante seppur proficua oltre che piacevole, e quando sono partito non mi sentivo esattamente sciolto e reattivo. ed infatti il primo km, che mi sembrava di volare, l'ho fatto oltre i 6'. poi la carburazione finalmente è partita, aiutato dai 10 gradi della mattinata. non dovevo e volevo fare tanta strada, tanto che alla fine ho fatto 8,25 km in poco meno di 46 minuti, a 5'34" al km. forse potevo anche andare più piano, tenendo conto di ciò che devo fare nel fine settimana, ma ormai cosa fatta capo ha. per il resto, ci sono state una serie di belle notizie e di belle parole, il desiderio è che giungano a piena concretizzazione. non per facile ottimismo, ma per sano realismo. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 19 settembre 2017

delle ripetute improvvisate

quando si corre per il terzo giorno consecutivo il rischio di fare male è fortissimo. esci pensando di fare una cosa, e quella cosa non ti viene per niente. oggi una persona a me cara mi chiedeva quanto tempo ci avessi messo a fare più di 20 km di corsa (ovvero a fare la mia prima mezza). beh, ci ho impiegato 9 mesi esatti, che non è nè tanto nè poco, è semplicemente il tempo che ho impiegato io ad arrivarci. da quella volta i 20 km li ho superati poco più di 20 volte. ecco, sembrano tante volte ma in realtà sono poche. è che si ottengono risultati solo con l'allenamento associato alla testa. solo con questo raccordo le gambe possono macinare bene. ma torniamo al tema della serata. stasera la mia idea era fare 10 km veloci. ho capito che non era possibile fin dal secondo, terzo km. allora ho deciso di cambiare l'allenamento, ovvero di renderlo più utile (e non meno massacrante). ai 5 km mi sono fermato, dopo averli corsi a 5'30" al km. ho rifiatato e ho fatto un primo defaticamento (qualche centinaio di metri, non di più). al ponte di gorla mi sono nuovamente fermato, ho visto sfrecciare il grandissimo M.L., che ho salutato (sul connect ho visto che ha fatto 13 km a 4'20" circa), poi ho iniziato delle ripetute autenticamente massacranti ma improvvisate. nello specifico 5 serie da 400 metri, con pochissimo recupero. complessivamente, 2 km fatti a 4'44", che non è affatto male. qualche altro centinaio di metri di defaticamento, e altra serie di ripetute. questa volta 5 serie da 200 metri, con le ultime due che hanno stupito anche me tanto sono andato veloce. i 1000 metri complessivi fatti in 4 minuti circa. anche qui direi non male. a quel punto km di defaticamento verso casa. non ho fatto 10 km veloci in continuita, ma 9,77 km (quindi praticamente la stessa cosa) con 3 km di ripetute sì. sono ovviamente stanco, perchè le ripetute massacrano, è innegabile. vediamo domani lo stato fisico. ovviamente domani si riposa.
infine una piccola nota di vanità. uscendo da casa stasera incrocio la bionda dalle scarpe arrizzacazzi che abita qualche piano sopra di me. quella che mi dava del lei all'inzio che è venuta a vivere nella mia scala. stasera mi saluta per prima e mi dice "e ma come siamo ginnici stasera, bravo, bravo" (detto un pò alla katiana e valeriana dello zelig di un tempo). beh, mi credete che in quel momento ho pensato che avevo le calze non abbinate al colore della maglietta? ma io dico che non se ne è accorta, voglio pensare che abbia notato il resto! Beck, "dear life", lui è sempre quello che ho amato ai tempi di "loser", che ci sarebbe da dire tanto su quel periodo, ma sarebbe un altro post. buona notte amiche ed amici.

lunedì 18 settembre 2017

lo scarico in una giornata uggiosa

oggi è una di quelle giornate in cui tutto vorresti fare anzichè ciò che stai facendo e soprattutto in cui vorresti essere altrove. c'era qualcuno che ripetutamente parlava di siccità, di africanizzazione della penisola e di terre aride, quasi evocando un futuro postatomico alla mad max. peccato che da 9 giorni a questa parte non fa altro che piovere, e questo un pò ovunque mi pare di poter dire. se non piove, è grigio ed uggioso come oggi. ieri sera sono andato a mangiare in un ristorante cinese di cui mi avevano parlato non bene ma benissimo, peccato che all'atto pratico così non mi sia sembrato. beh, prima di uscire da casa sento i tuoni, mi affaccio e vedo cadere dal cielo il finimondo. e vabbè, ma c'è la africanizzazione no.....
questa mattina ho approfittato di un appuntamento di lavoro in città studi per andare a fare una corsetta di scarico. approfittare significa che la sveglia ha suonato comunque dopo le sette. solito caffè e basta, e alle 7.25 sono partito sulla martesana, senza obiettivi particolari. al lunedi ci sono due categorie di runner: quelli che hanno gareggiato alla domenica, che se escono vanno ben al di sotto delle loro possibilità, e quelli che hanno sensi di colpa per il weekend appena trascorso. questi ultimi più che runner sono jogger. in ogni caso, non c'è affollamento, questo è poco ma sicuro. faceva freddino, ma forse neanche tanto. forse neanche più di ieri, per dire. quest'anno ho deciso che correrò con i pantaloncini corti il più a lungo possibile. così mia mamma sarà contenta (questa è riservata a chi mi legge da tempo.....). dicevo, corsetta senza obiettivi particolari. corsetta fatta perchè devo aumentare i km nelle gambe. questa è una settimana importante, perchè le uscite che andrò a fare diranno se questa maratona posso farla oppure no. se arriveranno le conferme, inizieranno le tabelle. tornando a questa mattina, fatti in assoluta tranquillità sette km, con attenzione rivolta alla respirazione e alla postura. 41 minuti, partendo da zuretti ed arrivando direttamente sotto casa per chiudere la distanza prevista. prossima uscita, domani sera. e adesso cerchiamo di ammazzare il tempo aspettando di tornare a casa.


domenica 17 settembre 2017

se mancano le frecce, tra la 14 e la 20 esce la 16,82 km

ore 6.15, suona la sveglia. eh si, perchè arriva l'autunno ma il mio gruppo resta a forte caratterizzazione talebana e se tapascia lo fa all'alba. fa decisamente freschino, io decido di mettere la termica maniche lunghe e sopra la maglietta del gruppo. uscendo da casa, in direzione inzago, constato che ho fatto benissimo, ci sono 12 gradi e minaccia pioggia. arrivo tanto per cambiare per primo, ma subito dopo gli altri alla spicciolata. non so che distanza fare, alcuni dicono di voler fare 2 o 3 volte il giro della 7 km perchè nella campagna sarà tutto fango vista la pioggia dei giorni scorsi. foto di rito e alle 7.50 si parte. i primi 2 km sono sull'asfalto ma poi si entra nella campagna. la situazione è meno peggio di quanto pensavano gli altri. potrei fare anche la 20, mi dico. ad un certo punto arriva il bivio che divide la 7 dalla 14/20 ed imbocco questo ultimo percorso. ma mi accorgo che le indicazioni sono assenti. ad un certo punto mi trovo sulla provinciale, senza sapere dove andare. un signore a spasso col cane mi indica una "bandierina". lo raggiungo e gli dico che non ci sono indicazioni, quello mi dice che le hanno tolte la sera prima, ma non ci credo. riparto, ma un'altra bandierina mi fa andare nella direzione sbagliata. al decimo incontro colui che avevo visto al sesto/settimo. capisco di essere da qualche parte di inzago e punto insieme ad un altro runner verso il centro del paese, anche un pò incazzato se devo dirla tutta. scusate, perdersi due volte non ha senso!. mi ritrovo al nono ufficiale avendone fatti dodici! a questo punto ripresa la strada ho capito che la 20 non si farà ma.... neanche la 14.... ancora un pò di campagna, poi si imbecca la martesana (che ad inzago è bellissima). conosco la strada a quel punto, ad inzago ho corso un sacco di volte. faccio il rettilineo verso il centro sportivo accelerando, segno che le gambe stanno bene (peccato non aver fatto la 20, che poi ho saputo essere poco più di una 19....). alla fine chiudo facendo 16,82 km, in 1h34'46", a 5'38" al km. fatti a stomaco vuoto, con una tazza di orzo e solo uno stop ad un ristoro. direi molto bene, alla fine della fiera. come riconoscimento un paio di calze tecniche, non di marca ma sempre utili. quattro chiacchiere con qualche ragazzo del gruppo e poi via verso casa. fino alla prossima uscita, che penso potrebbe essere anche domani, visto che non mi sento neanche stanco. buon proseguimento di domenica amiche ed amici.

sabato 16 settembre 2017

funky town

alla fine ieri sera era musica live e serata di ballo. non so da voi, ma a milano il venerdi sera è classicamente una serata in cui c'è musica 70/80. questo vuol dire che aprono le gabbie e torme di 40/50enni si precipitano a reinterpretare i passi di quando avevano qualche anno di meno. il vostro preferito va a periodi. nel senso che posso identificare un periodo che va dal 2007 al 2010 in cui probabilmente di un locale vicino linate conoscevo tutti ma proprio tutti. poi ho smesso. sapete come la penso, troppo facile cadere nel ridicolo. ieri sera però ho dovuto ed anche un pò voluto andare in questo locale postindustriale alla periferia di milano, bellissimo peraltro, dove l'età andava dai 35 ai 60 e rotti anni. grandi musicisti sul palco, grande sfoggio di tacco assassino da parte di milfone che mi sarebbe piaciuto vedere senza trucco e parrucchiere del venerdi pomeriggio. ammetto che ho ballato per un'oretta, quindi mi dichiaro colpevole. ma era serata organizzata dalla mia amica A., con cui ero in lite, e non mi andava di declinare. le ho chiesto ufficialmente scusa, anche se poi non c'era da chiedere scusa. ho purtroppo ascoltato le sue ultime ed ennesime disavventure affettive. queste ancor più terribili delle precedenti. ieri sera la guardavo. è crollata. non sto (solo) dicendo dal punto di vista fisico. si vede che ha perso. insiste, ci prova, ma non riuscirà ad avere ciò che vuole. mi ha disarmato. mi credete che facevo fatica guardarla in faccia? che poi non c'è solo lei. via social ho verificato che una ragazza ben più giovane della mia amica è ancora totalmente soggiogata dal coglione marcio di cui parlavo giorni fa. ma d'altro canto va detta una cosa. se queste donne prendono tramvate, è colpa loro. e contemporaneamente bisogna dire che questi uomini sul mercato "vincono". sii stronzo ed ottieni. fallo scientemente, fallo in modo strutturato, e troverai terreno fertile. vabbè, andiamo a prepararci da mangiare, e scusate per questa digressione non runneristica.

venerdì 15 settembre 2017

c'e(ra) crisi e gli 8 km di questa mattina

va bene, possiamo (veramente) dirlo ufficialmente. la crisi è finita. stasera ho trovato la tangenziale est bloccata fin da corvetto, la circonvallazione esterna composta dalle vie col nome delle regioni con le auto a passo di lumaca, le vie intorno a casa mia intasate. e così pure ieri sera. c'è voglia di benessere, di andare al lavoro con l'auto (e fanculo i mezzi pubblici), c'è nostalgia dello swatch scuba, del pentapartito, dei bot al 15%, c'è desiderio degli anni di plastica e del drive in (anche di colpo grosso, se proprio devo dirlo). dai, che tra 8 anni forse potrò andare pure in pensione. questa mattina mi sono svegliato molto presto, e non solo perchè dovevo sparami 400 km a/r in direzione emilia, ma perchè dovevo fare 8 km previsti dalla mia testa e dalle mie gambe. e così è stato (tra l'altro è stato fantastico andare più forte di una coppia di ultrarunner molto famosa, che era ancora devastata dalla gara di domenica.... erano un tantinello lenti e rigidi....), 8,06 km fatti in 44'10", a 5'29" al km. ora se ne parla domenica mattina, che ho una tapasciata lunga. sperando che non diluvi di nuovo, che non ho voglia di correre nel fango. stasera prevista uscita musicale. cioè, di sicuro è un concerto. poi forse si balla. o non so, si vedrà. viva gli anni 80, viva l'italia del debito pubblico.

mercoledì 13 settembre 2017

quattro

mi trovo a casa in pausa pranzo. questo perchè nel pomeriggio ho degli appuntamenti che praticamente cominciano non tanto lontano da casa mia. il primo sarà una roba da ragazzini, ed è curioso che un uomo fatto e finito a 51 anni, con una certa posizione per giunta, faccia una roba del genere. ma il segreto del successo, o se vogliamo della sopravvivenza, parte dal saper fare (e dal voler fare) tutto, senza vergognarsi di alcunchè. mia figlia sembra aver capito il concetto di fondo, e ieri sera mi ha detto che sta facendo un ragionamento (che condivido) molto pratico sul suo futuro. c'è arrivata da sola, senza essere imbeccata. mi piacerebbe pensare che è grazie all'esempio, ma non diamoci più importanza di quello che è.
essendo andato a letto non presto, questa mattina la sveglia delle 6.15, messa per andare a correre, è stata una mazzata. ma faceva freschino (gran cosa), e quando sono sceso mi son detto che avrei fatto 10 km possibilmente a "tutta birra" (virgolettato sempre d'obbligo). beh, mi è riuscito. a parte il primo km, tutti passaggi interessanti. dando il massimo, ma non il supermassimo. passaggio ai 5 km in 26'41", secondi 5 km di poco più lenti. alla fine 10,01 km in 53'59", 5'24" al km. alla fine ero stra soddisfatto, ed anche pieno di energia. che mi ha accompagnato nella mattinata e sono certo proseguirà nel resto della giornata, che sarà lunga.
sembrano definitivamente risolti i problemi con A. è bastato un niente per fare una telefonata lunga 40 minuti, come se niente fosse successo. mi manterrò prudente, e disponibile. ma disponibile lo sono sempre stato dai. anzi, forse anche troppo.
infine, ho sempre detto che non ho mandato per risolvere i problemi dell'umanità. e neanche degli altri, che già faccio fatica con i miei. però la bacchetta magica mi piacerebbe per e su una cosa. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 12 settembre 2017

lo scarico e dunkirk

questa settimana sarà un pò articolata. oggi sarebbe stato meglio il riposo ma domani sarò via. ragion per cui, approfittando di un appuntamento diciamo "immobiliare" vicino casa, alle sette sono sceso sulla martesana per fare mezz'ora di scarico post mezza di ieri. constatando come le gambe abbiano reagito bene, visto che nella mezz'ora esatta di corsa ho fatto 5,37 km, andando a 5'35" al km. che poi non avrei avuto neanche il tempo di fare di più, che dovevo docciarmi e cenare in fretta per andare al cinema a vedere "dunkirk". e con molta contentezza ho assistito ad un capolavoro assoluto, al ritorno del chris nolan capace di fare grande cinema, soprattutto dal punto di vista della narrazione e della sequenza filmica (spettacolare la stessa scena vista a seconda dei vari protagonisti del film, con tanto di sfalsamento temporale). via quindi "interstellar", ben tornato il regista di "inception" e della saga del "cavaliere oscuro". detto ciò, ora si va a letto, che domattina la sveglia suona presto.

domenica 10 settembre 2017

Mezza di monza: quattromila eroi e un runner soddisfatto

il meteo ci azzecca sempre, ma sbagliare di qualche ora può essere un problema. fino a venerdi era prevista tanta pioggia per sabato, pioggia debole oggi. per me cambiava e anche molto, visto che questa mattina avevo la mezza di monza che, per quanto era da me considerata un allenamento, volevo farla nel miglior modo possibile. perchè noi runner siamo bugiardi, diciamolo. non è scaramanzia, è proprio raccontare balle: sullo stato di forma, sulle attese, su tutto quanto ruota intorno alla gara. poi monza, piaccia o no, è monza. ci sono, ci siamo tutti. sarà la partenza dall'autodromo, il cambiarsi nei box della F1, la corsa dentro il parco, il fatto che è la prima gara seria dopo le vacanze, ma questa mattina a monza ho visto tantissime conoscenze runneristiche (e ringrazio la mia amica triatleta per avermi portato il sacco bianco dell'immondizia che a mò di preservativo ho indossato fino allo start). e io verso monza avevo un credito. due anni fa, quando ero pippa runner come adesso ma ero anche oltre modo poco saggio, mi presentai a monza totalmente impreparato. la pioggia che arrivò dal 10° km fece il resto. arrivai al traguardo, ma ricordo in un tempo vergognoso, con tanti km fatti camminando anzichè correndo. però il meteo.... ha toppato alla grande. ieri la pioggia è arrivata solo di sera, e neanche particolarmente intensa. oggi semplicemente il diluvio. una roba incredibile. nel box con gli altri del mio gruppo non sapevamo se uscire o meno (ed infatti due maratoneti che si erano iscritti per la 30 alla fine hanno fatto la 10). alla fine, con quasi mezz'ora di ritardo, siamo partiti. beh, devo dire che mi è piaciuto un casino. tornare a sentire lo speaker, i coriandoli in aria, la suggestione della partenza come se fossimo in F1. insomma, la pioggia non la sentivo più. l'unica cosa che volevo fare era andare, correre, punto. mi sentivo bene, anche se non c'erano per le condizioni per fare bene! ho girato a 28'24" ai 5, in 56'50" ai 10. regolarissimo. fino ai 14 sono stato dietro ai pacer delle 2 ore. ed ai 15 ero in poco più di 1h25'. non mi sono mai fermato, sono riuscito ad affinare la tecnica del rifornimento in volo, prima con una bottiglietta d'acqua poi quasi al traguardo con un bicchiere di sali. dai 16 ho iniziato a sentirla però. peccato, ero ad un ritmo che mi avrebbe permesso di fare la mezza in due ore. ma ho fatto subentrare la testa. quella che dice che bisogna arrivare comunque al traguardo e correndo. ho rallentato (anche perchè non si poteva fare diversamente) girando sopra i 6' al km. in modo particolare il 20° (6'37"..... mah....), anche se fa testo fino ad un certo punto, perchè con un tunnel allagato ci hanno fatto passare per un ponte di ferro scivolosissimo. l'ultimo km è stato quello dell'ingresso in pista. e anche se la birra era finita, il traguardo ha fatto raccogliere le ultime energie. e tagliato il traguardo ho esultato. pazienza se il real time è 2h03'30", ovvero 5'51" al km. ho fatto di meglio in passato e farò sicuramente di meglio nei mesi più freddi. gara di allenamento doveva essere, gara di allenamento è stata, ma comandando io. 21 km senza fermarsi è il minimo sindacale che devo fare se voglio arrivare ai traguardi previsti più avanti. oggi sono un runner (un pippa runner) soddisfatto, stanco ma soddisfatto. io amo correre, perchè correndo si va avanti.

giovedì 7 settembre 2017

la sindrome di stoccolma

"Con l'espressione sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice." (fonte: wikipedia).
circa 48 ore fa, mentre mi avviavo a fare un aperitivo con un "prospect" che però conosco da tanti anni, inizio una conversazione whatsapp con una amica che peraltro fu anche blogger, la quale mi racconta tutte le traversie legate al suo rapporto con un uomo che più sbagliato non si può e che raccoglie tutti i difetti che un uomo possa avere. alla fine glielo dico, "sei affetta dalla sindrome di stoccolma". lei probabilmente non sa cosa sia, va su google, e mi dice sì, ho una dipendenza affettiva nei suoi confronti. le dico che non la vedo bene, che secondo me deve farsi aiutare, che da sola non ce la può fare, dopodichè ci diciamo che ne parleremo bevendo qualcosa più avanti. ma la sindrome di stoccolma ha risvolti non sempre così drammatici. ad esempio vengo da 36 ore inutili, stupide, pesanti. ho partecipato al kick off della mia stagione da istruttore. il raduno di una associazione di cui faccio parte da 32 anni, ma che non ho mai veramente amato, se non in alcuni momenti ben specifici e definiti. di questi 32 anni quanti ne potrò considerare "belli"? beh, forse pochi. una decina di anni direi, di sicuro non arriviamo alla metà di questi 32 anni. certo, è stata ed è una esperienza formativa. ma è formativo anche andare in un negozio a comprare un paio di scarpe o a una mostra di foto della 2° guerra mondiale. insomma, tante volte in queste 36 ore ho pensato "ma chi cazzo me lo fa fare?". l'ho pensato mentre mangiavo di merda a pranzo e cena. l'ho pensato mentre dividevo la stanza d'albergo con altre due persone, dormendo in un lettino largo come due uccelli di rocco siffredi. l'ho pensato mentre come sempre facevo il minimo sindacale ai quiz regolamentari e associativi. l'ho pensato mentre ascoltavo la dirigenza parlarsi addosso e andare in contraddizione come sempre. l'ho pensato soprattutto in funzione del se e quando la mia vita andrà a indirizzarsi in senso più ludico-motorio. ma da 32 anni sono lì ( o qui), a vivere la mia personale sindrome di stoccolma. mai che mi venga la voglia di prendere carta e penna e dire "mòbbasta".
vabbè, alle ore 18 circa ero a milano. vado in bagno (quando vado lì divento stitico), faccio una telefonata di lavoro, cazzeggio un attimo al pc, e poco prima delle sette sono pronto per il mio scarico sulla martesana, che dovrà testare il fastidio al poplaccio sx raccontato nel precedente post. so di essere stanco, ma so anche che ho bisogno di sfogarmi e di produrre endorfine, un pò per le cose scritte prima, un pò per altri motivi. faccio un pò di stretching, parto un pò lento, il polpaccio sembra duro. ma cerco di assumere una bella postura e un buon stile di corsa, con la testa dritta in avanti (cosa che mi ha permesso di vedere una quantità di runnerine una più figa dell'altra, che le runnerine sono fighe di loro, ma stasera era l'apoteosi). volevo e dovevo fare pochi km, 6 e mezzo al massimo, ma decido di arrivare a 8, che ne ho bisogno. alla fine infatti faccio poco più di 8 km in poco più di 45 minuti, a 5'40". certo, dopo mi sentivo un pò "scomposto", segno che qualcosa non va. ma domenica, sapendo peraltro che sarà diluvio, so già che la mia mezza la porterò comunque a compimento. io amo correre, perchè correndo si va avanti.



lunedì 4 settembre 2017

segnali

eh si, ci sono segnali molto chiari che dicono che l'uscita runneristica a venire sarà una uscita di merda. nel precedente post avevo scritto che avrei corso questa mattina. sbagliato, è successo che verso le tre mi sono svegliato, un pò infreddolito, e ho capito che al mattino non ce l'avrei mai fatta a correre. e quindi non ho fatto altro che spostare la sveglia in avanti, all'ora prevista per andare in ufficio. poco male, andrò a correre questa sera. faccio un paio di telefonate, una completamente diversa dall'altra, e alle 18.30 sono pronto per correre sulla martesana. solo che fin da subito mi sento attraversato da dolori, in modo particolare al polpaccio sinistro. la testa mi dice che devo andare avanti, che devo fare i 10/11 km previsti stasera. fa caldo ma non caldissimo. ci sono 25 gradi, il sole si può già dire scomparso. insomma, roba accettabile. arrivo fino al lambro, giro tutto sommato in modo decoroso, ma dal settimo km inizio a soffrire maledettamente. al nono km, passato viale monza, mi fermo. poco più di 51 minuti, a 5'41" al km. che non sarebbe neanche male ma non è quello che volevo fare. riparto per fare un pò di defaticamento fino alla cassina de pomm. lì mi fermo a bere alla fontanella, faccio un pò di stretching, dopo di che faccio un allungo di 250 metri verso casa. alla fine ho fatto meno di 10 km e mezzo, ma con un senso di spossatezza che non potete neanche immaginare. a casa doccia, cena, pomata (spero) miracolosa, antinfiammatorio. spero adesso di riprendermi, per intanto me ne vado sul divano. buona serata amiche ed amici.

domenica 3 settembre 2017

del fine settimana

venerdi non è successo nulla, se non un fastidio generale, dovuto a una serie di fatti e riflessioni. nulla di grave, nulla di importante. alla sera la pioggia annunciata è arrivata, portando il fresco atteso. io sono andato a letto presto, perchè avevo lo slot per andare a correre al mattino successivo e tra l'altro neanche tardi per i motivi che leggerete dopo. sveglia prima delle sette pertanto, uscita sulla martesana alle 7.10, sotto la pioggia come previsto. cosa che non mi ha dato fastidio, anzi grazie ai 18 gradi della mattinata ho fatto 15 km, senza neanche forzare più di tanto, in meno di 1h26', a 5'43" al km. noi runner siamo creature strane: speriamo nell'arrivo del fresco, confidiamo nelle nuvole ed il sole ci piace solo tra novembre e febbraio (cosa che ci garantisce una discreta abbronzatura, senza spendere tanti soldi come succede agli sciatori). la settimana prossima sarà di scarico, visto che domenica prossima si tornerà a fare una mezza, che però considero di allenamento. correrò domattina e giovedi sera / venerdi mattina. anche perchè non avrei la possibilità di correre in altri momenti. ma sono uscito presto anche perchè al mattino avevo un funerale. una persona che conoscevo poco e che non posso considerare amica. si è trattata di una presenza obbligata insomma. ricordo che ho parlato con lui per l'ultima volta a fine luglio. mi aveva raccontato alcune vicissitudini personali legate a questioni di salute. non vi avevo prestato attenzione, però ricordo che gli avevo suggerito di controllarsi. poi sia chiaro, non è detto (anzi) che sia morto per ciò che mi aveva raccontato. non mi sono commosso al funerale. ma sono stato toccato dalle parole del prete. perchè quelle parole, tutte, dalla prima all'ultima, le avrei potuto dire io. di fronte alla precarietà della vita credo che ognuno di noi, credente o meno, sia consapevole che il "qui e ora" debba essere il nostro modo di affrontare la vita stessa. oggi invece (incredibilmente presente pure mia figlia) sono andato ad una grigliata con i miei amici del liceo, organizzata là dove il peperone regna sovrano in questo periodo (i lettori piemontesi forse avranno capito dove mi trovavo). siamo stati molto bene, ed anche qui è stato un pò sorprendente che ci si sia visti a distanza abbastanza ravvicinata dall'ultima volta. pure questo è un segno secondo me. vuol dire che non vogliamo perdere tempo. che pure quello è un "qui e ora". ma mi sa che questo explicit l'avevo già scritto qualche post fa. non perdere tempo. riempi le giornate. dagli sostanza. buona notte e buon inizio settimana.

venerdì 1 settembre 2017

all day long

è stata una giornata lunga e, se vogliamo, dove la corsa l'ha fatta sempre da padrona. è iniziata presto, con un risveglio prima della sveglia, che mi ha portato a correre - con non poca fatica che mi sono alzato stanco - 12 km e mezzo tutti di testa, a 5'43" al km. potevano essere di più, volendo (ma non tanti di più, che credete), ma mi aspettava un viaggio nel garda trentino, a casa di un cliente che è un mezzo amico ed è un gran triatleta. chiaramente non sono andato lì per amicizia o affinità sportiva, ma perchè ha dei problemi dovuti principalmente alla sua modesta aggressività commerciale mischiata alle solite vicenda di vita vissuta della categoria (passano gli anni, ma questi pagano esageratamente le loro minchiate di natura sentimentale). diciamo che è andata bene, diciamo che ho visto bei posti, diciamo che mi sono sparato 450 km in auto. rientrato a milano, cena al ristorante controllato dalla mia amica ultrarunner, che dista qualche centinaio di metri da casa mia (ed infatti siamo andati a piedi). tutto confermato, si mangia bene e si spende il giusto. la compagnia era mista, eterogenea che più non si può: ultrarunner e triatleti, io a fare da trait d'union, ed un gruppo di amici storici che si è ritrovato. inutile dirsi che ne sono stato molto contento. giornata positiva, anche bella, ma mancava qualcosa, io lo so. cazzo se lo so. buona notte amiche ed amici.

mercoledì 30 agosto 2017

tre fatti

oggi ho ripreso a lavorare. ma prima di parlarne, vi dico che non solo ho corso domenica, ma anche lunedi (7,5 km e mezzo) e questa mattina (5 km "veloci" prima di andare al lavoro). wonder runner mi ha scritto in un msg whatsapp qualche ora fa che sono uno che non molla, che vado avanti sempre con la testa alta, nella corsa e nella vita. parole troppo buone oserei dire, ma di sicuro chi ha a che fare con me può essere certo della mia affidabilità. sulla parte runneristica, in realtà so di andare col freno a mano tirato. non forzo, non faccio ripetute, preferisco fare qualche km in più rispetto ad una prestazione al meglio. domani ovviamente non correrò, se ne parla giovedi, chiudendo agosto con kilometraggio penso intorno alla quota di 150. beh, potevano essere di più, ma nel mese ho nuotato e camminato in montagna (e non solo) ed è pur sempre movimento. questa notte, verso le tre, ho fatto un sogno strano. ero in una specie di foresta, forse una jungla, e c'era mia sorella. ma non la sorella di adesso, già adulta finita, ma di quando poteva avere, che so, 15 anni. da un acquitrino usciva un coccodrillo, che si avventava su di lei. io cercavo di colpirlo, grazie ad uno scatto repentino, con un coltello. ma nel sogno non si capiva se ero riuscito nell'intento. la giornata lavorativa è stata ovviamente soft. siamo ben pochi in ufficio, ma siamo ben pochi in italia a lavorare. non so se è stato così anche dalle vostre parti, ma erano anni che non vedevo così tanti negozi chiusi e per un bel lasso di tempo. e non parlo di negozi che vendono scarpe, ma parlo di bar e generi alimentari. mah, io resto dell'idea che da noi si lavora troppo poco, e che questa sia una delle cause più importanti della non piena ripresa dopo la crisi. per inciso, anche molti dei miei clienti li ho trovati ancora in vacanza. infine voglio raccontarvi questa storia. diciamo che è una storia ipotetica, nel senso che da buon osservatore provo ad interpretare ciò che vedo. vero o no che sia, non ne avrò mai la controprova. c'è una donna, relativamente giovane. questa donna ha una sua carica sensuale, ma non è bella. diciamo che è la classica "border line" (forse chi mi segue da splinder conosce la storia della donna "border line"). poi non si piace. soprattutto non le piace il suo corpo. le foto dei social sembrano dimostrare ampiamente ciò. è una donna non convenzionale. ha interessi un pò di nicchia, a cavallo tra l'arte e la poesia. è una esteta. le piacciono gli uomini. quelli belli. solo che siamo in presenza di un gioco non a somma zero. per come è fatta lei, bello può trovarlo, ma sarà difettato. non sarà certo un appassionato di arte, di buone letture, di ottima musica. avrà bei bicipiti, ma neuroni limitati. avrà qualche disastro alle spalle, qualche anno in più di lei, ma paradossalmente ciò gli può garantire affidabilità. se una persona vi piace per intero, prendetela al volo. oppure non fatevela sfuggire. buona notte amiche ed amici, e buon giorno per domani.

domenica 27 agosto 2017

tapasciata a merlino

questa mattina si è nuovamente provato il "brivido" (sono chiaramente ironico) di tornare a puntare la sveglia presto per tapasciare col gruppo. al caldo tornato prepotente si è associato ieri una giornata bella lunga. in primis sono andato all'ikea, dove ho acquistato una poltroncina (che terrò) e una scrivania (che vorrei restituire, visto che per montarla ci vuole un master avanzato al politecnico). risparmio la fatica nel trasportare la roba e smontare la vecchia poltrona, che oggi porterò insieme ad altra roba alla discarica. poi ieri sera cena con amici, dove mezza bottiglia di barbera si è fatta sentire rientrando a casa. insomma, questa mattina sveglia alle 6.20 circa, caffè con un biscotto, sciacquata al volto, ed eccomi arrivare in quel di merlino, credo unico comune della provincia di lodi lungo la paullese. noi come gruppo eravamo una ventina, neanche pochi visto che siamo ancora ad agosto. fatta la foto di rito, sono partito con il buon proposito di fare la 19 km ma capendo fin da subito che avrei fatto la 12. percorso interamente sterrato, quasi sempre sotto il sole, un caldo insopportabile. ad un certo punto dopo il decimo è arrivato un tratto con l'erba altissima (anche 15, 20 cm), una roba da incubo. alla fine il cartello dell'ultimo km è apparso salvifico. poco meno di 12 km fatti a 5'57" al km. una roba da tapascione, per l'appunto, ma oggi era impossibile fare di meglio. vabbè, ne guadagna il fisico, in particolare la muscolatura, perchè correre sullo sterrato indubbiamente fortifica. questa di oggi era una delle pochissime tapasciate in giro, e non c'era poca gente. ad un certo punto ho visto un vecchietto di almeno 75 anni, ma se ne avesse avuti 80 non mi sarei stupito. corricchiava curvo, per una malformazione fisica immagino, e quando l'ho affiancato e superato (immagino abbia fatto la 6 km) avrei voluto abbracciarlo. di esempio per quei giovani che sono campioni mondiali di divaning. detto ciò, buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

venerdì 25 agosto 2017

nel mio bilocale

sono da poco entrato a casa mia, nel mio bilocale. dove in queste ultime tre settimane sono stato ben poco, in un continuo andare e tornare da posti diversi. ora, potrà sembrare che siano state vacanze da milanese imbruttito (chi conosce l'omonimo contenuto facebook sa cosa significhi questo termine), in realtà è stato così in minima parte. questi ultimi 5 giorni li ho passati al lago, che con gli anni sto scoprendo essere un posto bellissimo. certo, lo è anche per il contesto in cui mi trovo a vivere tale esperienza. si sa, meglio stare nel bello che nel brutto, avrebbe detto la buonanima di catalano (per i più giovani google e youtube possono essere d'aiuto). siamo stati sempre in movimento, e non mi riferisco solo alla corsa che naturalmente non poteva mancare. ho giocato a tennis. ho visto isole, musei, centri storici. ho mangiato in bei ristorantini niente affatto cari. siamo stati due volte nel giro di 48 ore in montagna, e sapete che io non apprezzo particolarmente la quota. ebbene, mi è piaciuto tantissimo. soprattutto l'escursione di oggi, in alta quota, con vette e laghi veramente mozzafiato. anche la compagnia non era male, devo dire. non solo quella di oggi, ma in generale, quella con cui sono stato in questi giorni. devo anche dire che qualche momento buio c'è stato, soprattutto di notte. era un pensiero definito, addirittura con un nome e cognome. però qualcosa non mi quadrava. sì, perchè non poteva essere "solo" quello il problema. doveva esserci qualcosa in più per farmi avere un tantinello di giramento di palle. alla fine ci sono arrivato. l'ho capito nel tardo pomeriggio, rientrando dalla montagna. l'ho capito dalla chiacchierata avuta in auto con la figlia ventenne di una diciamo amica. l'ho capito guardando la decadenza di alcuni personaggi del lago. l'ho capito varcando il mio bilocale, che rappresenta in fondo la mia vita. il punto è che quando si invecchia possono succedere tante cose. si può diventare persone abbiette e schifose. si può diventare incapaci di affrontare gli eventi, scontando il male di vivere vivendo. oppure si può migliorare, come succede a me. perchè sì, io sono meglio di quel coetaneo diventato abbietto e schifoso, come sono meglio del depresso, del vinto, dell'abbattuto. e quindi francesco, non ne sei contento? eh no, perchè l'orologio non è che segni ore diverse per il sottoscritto. che posso pure (e lo faccio) massimizzare il mio benessere, il mio aspetto e la mia sostanza, rafforzare il mio egoismo forse cinico ma che non fa male a nessuno, dire parole forse bellissime a chi effettivamente lo merita (ed eccome se lo merita), scindere ciò che è primario da ciò che non lo è. ma il tempo è quello. eccolo qui il giramento di palle. comunque sia, si tratta di una menomazione. e sempre comunque sia, non posso farci un cazzo. se non continuare ad essere la bella persona che sono. siccome questo è un blog di running, domenica tornerò a tapasciare. poi vi racconterò di una gara di settembre che, forse è un segno, doveva essere una cosa e invece sarà un'altra cosa. buona notte amiche ed amici.

domenica 20 agosto 2017

passaggio milanese

vengo da 15 giorni trascorsi con gli affetti familiari. nella mia vita non esattamente lineare non ricordo quanto sia trascorso dall'ultima volta. buona parte di questi giorni li ho vissuti in vacanza con mia figlia, in una bella isola spagnola in cui ero già stato qualche era glaciale fa. magari non esattamente il tipo di vacanza che avrei fatto da solo o con la fidanzata, ma come sapete appartengo alla corrente di pensiero secondo cui i figli di separati devono essere assecondati e io fortunatamente avendo le possibilità non mi sottraggo a ciò. certo, ieri ho dovuto fare qualche raccomandazione a mia figlia (de visu, vi ho detto che ci siamo visti parecchio no?) visto che questa mattina è partita insieme alla famiglia allargata in una capitale oggetto di tanti attacchi terroristici, in questa europa non sempre sicura ma certamente meno problematica di altre parti del pianeta. dobbiamo conviverci, non subirlo ma conviverci. sono stato qualche giorni anche a casa dei miei, dormendo nel lettino della mia adolescenza. ci tenevo, con i genitori che ormai hanno la loro età. ho visto anche qualche amico, di passaggio da una vacanza e l'altra. da bravo figlio, ho portato mia mamma in giro, ma faceva piacere anche a me sia chiaro. ma devo dire che ieri sera sono stato felice di tornare a casa. ahimè l'età si vede anche nel vivere e pensare alla vita in un modo diverso dal mio. mettici le tantissime altre differenze ed il dado è tratto. alla fine questi 15 giorni sono volati, ed oggi mi trovo a milano, ma dovrebbe essere una giornata di passaggio con un altro breve periodo di vacanza già assaporato parzialmente a ferragosto. per intanto questa mattina sono tornato a correre sulla martesana (non che sull'isola o dai miei non l'abbia fatto, anzi) e grazie al clima mite ho fatto 13 km in meno di 1h13', a 5'36" al km, a cui è seguito un 500 mt di defaticamento verso casa. credo che il culo fatto nei mesi caldi possa avere un riscontro nell'autunno alle porte, nonchè verso i miei progetti di affrontare la regina delle distanze. oggi sistemerò un pò casa, se ho voglia stasera andrò a san siro per la prima di campionato. per il momento quindi primo bilancio delle vacanze positivo, ma con la sensazione costante che altri tasselli potevano e dovevano essere aggiunti. il fatto che io sia cintura nera di razionalità non significa che la testa non andasse là dove doveva andare. detto questo, se domani sarò nuovamente non milanese ci aggiorneremo più avanti. un abbraccio globale a tutte e tutti.

sabato 5 agosto 2017

asterischi e incastri


  1. "la cosa giusta non è sempre la migliore", che significa che non sempre a fare la cosa più giusta fai il meglio, per te (soprattutto) ed anche per gli altri. questa massima è mia, non del filosofo siculo-brianzolo, e mi è uscita al mattino presto, dopo una mattata delle mie; perchè si ogni tanto qualche mattata va fatta e non bisogna tirarsi indietro. diciamo un modo quanto meno insolito e oltre modo piacevole di chiudere col lavoro e di iniziare le ben più che accette ferie. di certo una cosa: in questo momento a sensazioni non mi batte nessuno. 
  2. che poi quella notte non poteva mancare un sogno dei miei. ero un compositore di sinfonie classiche, e sostenevo di essere l'autore della marcia di radetzky, quella che la rai manda in onda tutti i capodanno da quando ho l'età della ragione. e facevo vedere ad una contabile della mia azienda lo spartito scritto da me in originale. solo che invece delle note c'erano delle effigi di cavalli, nelle forme più disparate.
  3. che poi, io mi stupisco sempre un pò della forza evocativa delle parole prima del pensiero.
  4. ho fatto un pò pace con una persona a me cara. il passo l'ho fatto io, anche se il torto non era mio. quanto meno nella sostanza. le donne di una certa età hanno un serissimo problema. sono cintura nera di incoerenza (oddio, già le donne lo sono sempre, ma superati gli anta.....). dicono una cosa, ne pensano un'altra, non sanno distinguere chi vuole bene loro e chi le sfrutta miseramente, con rigore e/o apertura mal riposta verso il prossimo soprattutto se di genere maschile. 
  5. ieri sera il birrificio di lambrate ci ha accolto come sa fare. con birra potente e carne potentissima. nonostante l'aria condizionata, nel mangiare sudavo, questo per far capire il caldo che c'era ieri a milano. certo, la compagnia era veramente eterogenea, ma piacevole. molto running oriented. è bella questa cosa che dopo tutti questi anni di corsa io conosca un sacco di runner. in gran parte bella gente, va detto. chi mi è amico su facebook potrà vedere foto (orribile, un selfie immondo) della serata.
  6. ma nonostante le due birre medie rosse e il misto carne alla griglia, alle 6.30 la sveglia ha suonato che stavo andando in crisi d'astinenza da corsa, visto che era ben 72 ore che non uscivo. e alle sette in punto ero pronto per correre sulla martesana, dove un leggero vento ha mitigato il caldo (garminconnect dice che in quel momento c'erano 24 gradi, io penso un pò di più ma non tanto di più) e mi ha permesso di fare una discreta uscita. 11 km, fatti in 1h02'41", a 5'42" al km. certo, all'undicesimo arrivato al parco della cassina de pomm ero a pezzi. dopo essermi dissetato alla fontanella, ho fatto 700 metri di defaticamento verso casa. e a quel punto il caldo c'era, ed eccome.
  7. come sempre capita, questo blog deciderebbe di prendere un periodo di stop agostano. non so quando tornerò a scrivere, diciamo che ve ne accorgerete nei modi consueti. a chi parte e a chi resta, auguro tante cose piacevoli. questo sarà un periodo per svagarsi, ma anche per guardarsi dentro. un abbraccio globale, a tutte e tutti.

mercoledì 2 agosto 2017

stanchezza

è ufficiale. sono stanco e alla frutta. è arrivata così all'improvviso, già negli ultimi giorni della settimana scorsa. fatica ad alzarsi al mattino, fatica allucinante a vestirsi (per come mi vesto io, come un coglione direi visto il caldazzo), sonno di giorno, abulicità serale. ieri sera sono andato a bermi una birra con i ragazzi e le ragazze del gruppo podistico, ma non vedevo l'ora di tornare a casa. anche perchè iniziavano a straparlare di corse per la stagione 2017/2018, che mi sembran quelli che vanno in vacanza ad agosto e dicono che al ritorno si iscriveranno in palestra, faranno freeclimbing, nuoto e arti marziali. vabbè, non è vero dai, loro sono se non atleti degli sportivi, quindi in realtà fanno i calcoli su come approcciare la prossima stagione, nè più nè meno di come faccio io. detto ciò, questa mattina la sveglia ha suonato intorno alle 6.30 per permettermi di andare a correre. e non è stato per niente facile. già sono sceso che ero addormentato, ma tanto addormentato. poi ho ahimè constatato che il polpaccio era ancora duro come l'adamantio di wolveriniana memoria. mi sono messo di buzzo buono, ho corso piano piano, aspettando il rilassamento dei tessuti muscolari, che è avvenuto solo dopo qualche km. poi c'era un caldo veramente insopportabile, probabilmente già 25/26 gradi. alla fine ho fatto 8 km tondi in meno di 48 minuti. ho girato praticamente a 6' al km. una roba di una lentezza imbarazzante. a questi 8 km è seguito un km di defaticamento verso casa. cerchiamo di fare passare questa giornata adesso, anche se più tardi penso di andare a comprare una pomata miracolosa nel mio negozio di articoli per il running e poi andrò a ritirare i documenti di viaggio per la vacanzina con mia figlia. ho deciso di anticipare le vacanze, smetterò di lavorare domani e rientrerò poi un giorno prima. sarà cosa buona e giusta. anzi giustissima. buona giornata a tutte e tutti.

martedì 1 agosto 2017

interludio (onirico)

questo sogno devo troppo raccontarvelo. siamo a belfast o comunque nell'ulster. in un pub, dove una montagna d'uomo, pelato, sicuramente due metri per ben oltre i cento chili, che si racconta (nel sogno) essere un ex pugile, sta massacrando di botte un ragazzo reo di non aver voluto aderire alle decisioni dell'IRA (esercito repubblicano irlandese). gli astanti sono obbligati da un altro militante dell'IRA ad assistere alla cosa, a futuro monito dato che ai loro voleri non si disubbidisce. gli schizzi di sangue arrivano sulla telecamera (un pò come se fossi io il regista della scena) e il volto del ragazzo è una maschera di sangue. mi sveglio, vado a bere e cerco un pezzo di carta dove annotare questo sogno.

lunedì 31 luglio 2017

fine/inizio settimana

andiamo in ordine cronologico? facciamo così dai. sabato mattina mi alzo presto per andare a correre. e mi alzo controvoglia. sento che c'è qualcosa che non gira, faccio colazione, dopo un pò scendo sul naviglio. parto ed infatti sento un polpaccio, quello sinistro, tirare. sperando che passi proseguo, pur andando piano. supero il lambro, punto verso vimodrone ma ad un certo punto me ne torno indietro, che inizio a correre scomposto e il fastidio risale. mi girano i coglioni che metà basta, a quel punto decido di tornare a passo di lumaca se non di più. 12 km e mezzo di sofferenza ma soprattutto preoccupazione, anche se per fortuna dopo la doccia non sento dolore. esco, vado in libreria. mi alzo ed abbasso un pò di volte e mi gira la testa. torno a casa e mi misuro la pressione. 93/66, che è bassa per chiunque, per me è una roba che ha dell'incredibile. dopo pranzo vado al lago, che becco in versione pioggia torrenziale (credo che il lago maggiore sia la parte più piovosa d'italia). alla sera esce sulle borromee un arcobaleno bellissimo, che fa capolino proprio sull'isola bella. io sono a cena in riva al lago, in un bel ristorante con compagnia mica tanto bella, anzi direi decisamente brutta. ma la serata è piacevole, la vista pure, il cibo niente male. c'è anche una cameriera che assomiglia alla pornostar franco-tunisina, anissa kate. cercatela in rete, e capirete che si trattava decisamente un bel vedere. la notte dormo che è un piacere. ieri giornata con cielo sereno. pranzo al ristorante vicino la chiesa e dopo pranzo in piscina con compagnia questa volta decisamente più piacevole, e forse non è un caso. sono usciti confronti interessanti, e molto spontanei. potrebbero essere frutti del piacere che può comportare il mangiare un gelato a bordo piscina, ma non credo. dicevamo che non abbiamo più l'età per sopportare la brutta gente. e alla brutta gente non racconti (e non ascolti) un cazzo della vita. sono rientrato un pò prima dal lago che avevamo la cena prevacanziera con amici di milano dal nostro cinese che cucina solo italiano. figa quanto ho mangiato ed anche un pò bevuto. poi non riuscivo a farli andare a casa. eh si, perchè poi io questa mattina volevo tornare a correre, per capire lo stato del polpaccio. sveglia presto, partenza sulla martesana poco prima delle sette e subito il polpaccio lo sento durissimo. aspetto che si sciolga, ed effettivamente sembra che ciò accada. arrivo in via padova, al ritorno provo ad accelerare ed un km lo faccio anche abbastanza veloce, ma poi rallento nuovamente perchè non mi sento nella migliore delle condizioni. l'obiettivo è fare tra i 9 e i 10 km, alla fine faccio 9,29 km in 54'19", 5'51" al km. non è il massimo, ma per come si erano messe le cose sabato mattina non è male. sfioro a luglio i 165 km, che è il secondo mese per chilometraggio della mia vita runneristica. fatti a luglio, direi che non è male. vedete, ho iniziato col running, finisco col running. perchè questo è un blog di running, per la miseria!

venerdì 28 luglio 2017

interludio

vabbè, è venerdi pomeriggio e la settimana lavorativa è finita. ho appena deciso che non andrò a fare le ripetute, un pò perchè fa caldo un pò perchè il programma del fine settimana volge in modo tale che ho lo slot aperto per correre domani anzichè domenica. pallida scusa, ma cerchiamo di renderla accettabile. non sono ancora in ferie, tutta la settimana prossima lavorerò, anche se non ho idea per fare che, soprattutto gli ultimi giorni. in questi giorni ho preso un pò di inchiappettate, lavorativamente parlando. parlo di risultati, non di faide interne. oggi a pranzo ho portato un pò di colleghi, di diverso grado, età ed esperienza, al mio ristorante di pesce. è uscita fuori la solita discussione accademico/filosofica su quello che dovremmo fare per fare meglio. è un fatto ciclico, ogni mese ti imbatti a fare discussione di questo tipo, che non portano da nessuna parte, perchè non riescono a prescindere da quella cosa chiamata semplicemente "realtà". e nella realtà c'è dentro tutto: il mercato, la situazione economica, il contesto aziendale e di settore, i player a cui ti rivolgi o con cui ti confronti (clienti e competitor), persino il livello culturale della clientela e dell'utilizzatore finale. e quindi amiche ed amici, di che cazzo parliamo? io nel mio lavoro, o nel lavoro in generale (bene o male è 25 anni che lavoro) ho avuto a che fare con gente di tutti i tipi: con quelli che sembrano dei giganti ed invece sono nullità, con i bugiardi patentati, con chi ammazzerebbe la mamma per mille euro, con gente persino pericolosa. ad esempio uno di questi ultimi ieri mi ha detto: "Francesco, grazie. ti dico solo grazie. per quello che hai fatto e stai facendo per me". poi mi ha detto anche altre cose che sono impronunciabili in questo diario. se pensate a qualcosa che infranga il codice penale, ne avreste piena ragione. eh si, perchè io ho anche la capacità di parlare con i mezzo malavitosi. tra ieri ed oggi sono stato in contatto con una persona che fa letteralmente schifo. non solo, per necessità è persino diventato un mio contatto facebook. e potrei andare avanti per pagine e pagine intere. questo però è il lavoro. oggi dicevo ad una persona a me cara, molto cara, che il lavoro non ha in alcun modo il significato che poteva avere per me anni fa. che viene dopo tantissime cose. due in particolare, che per me hanno interesse assoluto, a prescindere dalla risultante. non solo, se mi proponessero una promozione accompagnata anche da un buon aumento di stipendio ne sarei terrorizzato. per tante ed una ragione, fosse anche solo quella di distrarmi dalle cose che contano. questa mia affermazione non è regola aurea. ci sta che un giovane abbia voglia di crescere, sapere, migliorare e migliorarsi. non ultimo guadagnare di più, che la gloria è quella escort colombiana che riceve in casa vicino alla centrale. non escludo neanche che mi torni l'adrenalina da prestazione lavorativa. ma non sarà totalizzante. non sarà quella cosa che solo 8 anni fa permetteva all'allora mio capo di dire "non distraete Francesco, che lo voglio carico a pallettoni come adesso". sia chiaro, anni fantastici, ma è il passato. insomma, questo è un post interludio. non abituatevi. questo resta un blog di running. buona serata, globalmente si intende.

giovedì 27 luglio 2017

17 gradi/2

altra mattina in cui ho puntato la sveglia alle 6 per andare a correre, ma questa volta è stata decisamente più dura. stavo sognando di brutto quando la sveglia ha suonato e ho fatto una fatica bestiale a tirarmi giù dal letto (tirarmi giù dal letto..... boh, così ho scritto...). però il senso del dovere runneristico è altissimo. questa volta ho pure addentato un pezzettino di torta tipica cremasca assieme al caffè, in via del tutto eccezionale. quando sono sceso faticavo a connettere credetemi. mentre correvo mi è venuto in mente un aneddoto degli anni '80, quando un mio amico militare di leva ma dedito alle canne in modo esagerato viveva come una sofferenza fare le marce ed un giorno mi disse " credimi, una volta ho pensato di cadere in avanti, spaccarmi la testa su una roccia in modo da andare in ospedale". io ovviamente non ho pensato a quello, ma certamente mentre correvo il pensiero di chiuderla in fretta l'ho avuto. poi man mano che si corre ci si sveglia. sono arrivato in via padova e son tornato indietro, anzichè proseguire fino al lambro. e siccome per l'appunto correndo mi stavo svegliando, col senno di poi potevo proseguire. vabbè, questa mattina mi è piaciuta la comunità runneristica della martesana. ho pure incrociato la mia amica triatleta col suo coach in fase di ripetute. ah le ripetute..... mi sa che proverò a farle domani sera (blande, sia chiaro). entrato nella fase "criceto", ovvero quei cazzi di km attorno a casa mia, l'obiettivo era arrivare a fare un'ora di corsa, e un'ora è stata. alla fine sono usciti 10,44 km, a 5'45" al km. neanche così male dai. che poi io mi do del pippa runner, ma la stragrande maggioranza dei miei coetanei è messa malissimo. anzi, pure quelli più giovani di me. ieri mattina ero in giro per lavoro e sentivo un programma alla radio che parlava di problemi alle ginocchia, alle caviglie, alle articolazioni in genere. c'è un mare di persone che hanno cartilagini a pezzi, ernie preoccupanti, schiene malconce. io bene o male viaggio quasi sempre oltre i 150 km di corsa al mese. e da quando ho chiuso col calcetto toccando ferro e facendo i debiti scongiuri non ho avuto grossi problemi. vabbè, vorrei scrivere di altro, ma magari se ne parlerà al prossimo post. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

martedì 25 luglio 2017

17 gradi

ieri sera sono andato a letto poco oltre mezzanotte, mettendo la sveglia alle sei, ma non prima di avere controllato le previsioni del tempo. eh no cazzo, questa volta non voglio essere fregato. anche se sarà una botta, si deve andare a correre presto. il sonno è stato immediato e piacevole, anche abbastanza profondo. sono stupito di questa cosa che sto dormendo bene da tanti giorni a questa parte. ricordo anche il sogno che stavo facendo: ero un militare addetto alla guerra tecnologica, costretto a turni pesantissimi (praticamente non dormivo mai) perchè eravamo in guerra. contro chi non si capiva. non solo, nel sogno ero io ma.... non ero io, nel senso che avevo sembianze diverse (quelle di un uomo giovane con la faccia un pò da nerd). fatto stà che ad un certo punto suona la sveglia, e mi ricordo del perchè sta suonando. sono le sei del mattino, mi alzo ma non subitissimo, mi sincero che fuori non piova constatando nel contempo che c'è una aria bella frizzante. quindi caffè sul fuoco, sciacquata al viso e pronti per partire a stomaco vuoto sulla martesana alle 6.25. chiaramente le gambe vanno per conto loro all'inizio, che non significa che vanno forte. significa che non sono coordinate col cervello, tanto sono rincoglionito. ed infatti il tratto verso il lambro è fatto al piccolo trotto. al ritorno invece, forse perchè inizio ad essere sveglio, accelero un pò di più, a cominciare da un 8° fatto a 5'35 ed un 10° "addirittura" a 5'23". alla fine mi fermo agli 11 km, fatti in meno di 1h03", a 5'43" al km. quindi percorro altri 300 mt di defaticamento verso casa e la meritata doccia. uscita molto soddisfacente quindi, perchè correre con 17 gradi non è come correre con 30 gradi. e devo dire anche che al momento mi sento bello carico e pieno di energie. poi magari stasera crollo, ma forse non è neanche una cosa così brutta. vorrà dire che dormirò bene! buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

domenica 23 luglio 2017

mah....

oggi mi sarebbe piaciuto fare 20/21 km di corsa. eh si, mi sarebbe veramente piaciuto. e dire che ce l'ho messa tutta. ieri sera ho mangiato la pizza e bevuto una birra media e sono andato a letto a mezzanotte e questa mattina ho fatto una colazione che di solito non faccio quando vado a correre. il punto è che ieri sono stato al mare e non sembra ma è stata una giornata pesante (diciamocelo, non ho più la pazienza e la voglia di stare quasi nove ore sotto al sole) e soprattutto questa mattina alle 8.20, quando ho iniziato a correre, faceva già veramente molto caldo. non sono andato alla tapasciata di gruppo, che non mi convinceva molto, e ho corso sulla martesana. dopo tanto tempo ho superato nuovamente il lambro e sono entrato a vimodrone. ma all'incrocio della provinciale, poco prima del 7° km di corsa, sono tornato indietro. il ritmo era decisamente blando, i tratti sotto il sole tanti, e alla fine non vedevo l'ora di tornarmene indietro. anzi, in via padova mi sono pure fermato a bere ad una fontanella. quando sono ripartito di scendere sotto i 6' al km non c'era verso (segnalo un 12° a 6'16", praticamente impiantato). alla fine sono arrivato al giardino della cassina de pomm che superavo i 14 km, esattamente facevo 14,03 km in 1h24'42", a 6'02" al km. uno schifo insomma. però oggi il caldo era veramente devastante, avrei dovuto iniziare a correre alle 6.30, ma francamente mi andava di dormire e comunque del senno di poi son piene le fosse. dopo essermi ripreso al parchetto, ho fatto 700 mt di defaticamento verso casa, un pò sofferti pure quelli a dire il vero. resta il fatto che questa settimana ho corso 40,33 km e dall'inizio del mese 121,51 km, che per essere luglio non è poi così male. adesso voglio mangiare carboidrati e frutta, dopo pranzo penso che me ne andrò al cinema. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.