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venerdì 28 aprile 2017

10k fatto bene

questa notte alle 5.30 ho sentito i tuoni. stavo sognando che mi ero rimesso insieme ad una mia ex, ma mi diceva di non scriverlo sul blog per ragioni di riservatezza. ero consapevole del sogno, cioè che fosse un sogno. nel mentre mi è anche sovvenuto che alle 6.40 avrebbe suonato la sveglia per andare a correre. mi son detto "bene, mi alzerò, vedrò che piove di brutto e a correre non si va". questo perchè avevo un sonno della madonna. ed invece quando mi sono svegliato il cielo era praticamente limpido. quindi zero scuse, caffè, sciacquata agli occhi e si scende sulla martesana. oggi volevo fare 10 km. e volevo farli bene. 10 km fatti bene, in una mattina freschina come quella di oggi e per giunta alle sette del mattino, si possono fare a stomaco vuoto. basta partire tranquilli, e così ho fatto. le gambe giravamo bene. segno che la Sarnico Lovere è comunque servita, al di là dei risultati. i primi 5 km li ho fatti senza forzare, e comunque in meno di 27 minuti e mezzo. poi ho deciso di allungare il passo. sesto km a 5'21", settimo a 5'11", ottavo a 5'13", nono addirittura a 5'08". il decimo, quello finale, era quello del criceto, di cui vi ho parlato diverse volte. ma l'ho fatto comunque a 5'13". alla fine sono usciti fuori 10,01 km fatti in 53'37", ovvero a 5'21" al km. se non è il migliore 10 k della stagione è di certo il secondo. e che mi fa sempre pensare che dovrei puntare alla "velocità", per riuscire ad andare sotto i 50 minuti..... ma queste sono solo chiacchiere. comunque un 10 k fatto bene, per i miei tipi almeno. un mio amico (15 anni meno di me almeno) su facebook mi ha scritto che invidia la mia costanza. ma è questo che distingue un runner da chi non lo è. non sono i risultati, i tempi, quasi sempre alquanto modesti come nel mio caso, ma è la dedizione, l'impegno che si mette nella corsa, negli allenamenti. un ragazzo di 25 anni, se minimamente dotato fisicamente, i 10 k in 50 minuti li fa da ubriaco. un 50enne no, si deve sbattere e deve avere metodo e disciplina. adesso se ne parla domenica, dove farò una tapasciata clandestina. ma vi aggiornerò subito dopo per spiegarvi la cosa. 

giovedì 27 aprile 2017

soap porno (non è un post di running)

qualcuno di voi potrebbe conoscere una vecchia gloria del porno italiano chiamato Roberto Malone. quello che pochissimi sanno è che costui è torinese. nella golden age del porno, tra gli anni 80 e 90, col porno si facevano soldi. parecchi soldi. e il pornoattore torinese decise che i soldi guadagnati andavano investiti. e sapendo solo di porno investì nel porno. ma non producendo film, bensì una soap opera porno. all'epoca c'erano beautiful, quando si ama ecc.... ecco, lui si inventò la soap opera porno. imbarcò una serie di star dell'epoca (la bellissima Tracey Adams e Joey Karins ad esempio) e iniziò a produrre una costosissima telenovela con esterni nella collina torinese, in costa azzurra e a montecarlo. si trattava di una specie di poliziesco, realizzato in due versioni. una decisamente hard, di cui si trova un episodio in rete (ma erano 12 mi pare) che girava nei cinema a luce rossa e in vhs, a prezzi proibitivi immagino. ma c'era una ulteriore versione, ambientata maggiormente a Torino, per il circuito delle tv private, realizzata in modalità soft e che andava in onda comunque dopo l'una almeno. c'era la solita truppa di cui sopra, di attori e attrici professionisti, più una serie di ragazzotti e ragazzotte poco più che ventenni. e dove li trovarono questi ragazzotti, se non in una biblioteca comunale torinese dove studiavano universitari usciti tra l'altro quasi tutto dal liceo dove va mia figlia adesso? la notizia iniziò a circolare nel periodo di Italia '90. iniziarono ad uscire nomi e cognomi di costoro. con uno di questi un anno dopo preparai il mio ultime esame, diritto amministrativo. tutti conoscevamo diversi coetanei coinvolti nella soap. che insomma, alla fine uscì. la maggior parte di loro erano comparse. qualcuno millantava di aver scopato Tracey Adams, io dico che al massimo le hanno toccato le tette (che sia chiaro, sarebbe stata tanta roba, era qualcosa di sconvolgente). tranne una, tranne lei, la sorella di uno dei più importanti batteristi della scena rock torinese. ecco, lei si vedeva nuda. completamente nuda. magra, pochissimo seno, faccia con sei cazzi negli occhi. di lei iniziarono a girare leggende metropolitane. tipo che il fidanzato era il quarter back della squadra cittadina di football americano. che andava a ballare nelle discoteche della collina torinese guidando un camper, nel quale avvenivano orge furenti a fine serata. di certo le scene dove c'era lei erano scene quasi vere. nel 1991 la biblioteca comunale iniziò ad essere frequentatissima. tutti speravano di incontrarla, e tra l'altro di lei conoscevano il nome d'arte, noi quello vero. scoprii che il ragazzo con cui preparai quell'esame aveva fatto la comparsa dato che anche la sorella era nel cast, lei che faceva l'attrice di teatro e di spot della ferrero (vestitissima, sottolineo). vabbè, questa roba andò in tele per almeno 2 anni. passava da una tv locale all'altra. tornavamo a casa la sera prima per vederla. anzi, a turno si andava a casa di uno o dell'altro per vedere assieme una puntata che comunque qualcuno di noi non aveva visto. non escludo, anzi ne ho piena contezza, che a livello personale qualche pratica onanistica vi sia stata. dedicata a chi, questo onestamente non lo ricordo. se si fa fatica a trovare la versione porno, quella soft core è come trovare una formica pesante 137 kg. bisognerebbe andare in quelle tv locali. a distanza di 25 anni io ricordo benissimo le scene nel pub lungo il po. mi piacerebbe rivederle. un amarcord un pò pruriginoso, ma che diamine erano i miei 25 anni!
perchè racconto ciò? perchè oggi ero a Torino per lavoro (lavoro, mah lavoro è un'altra cosa) e nella chat degli amici del liceo su whatsapp esce fuori uno che chiede come si chiamasse quella serie ecc ecc..... naturalmente io sono stato il primo a rispondere, e figuratevi no? ma interviene una nostra amica che scrive, parlando della femme fatale, "ella fu". e così scopro che è morta da anni. il cancro l'ha portata via e pare da tempo. e boh, mi ha fatto specie dai. lo so che è una storia che dice poco. ma è una storia di quando ero giovane, di quando una roba del genere poteva essere oggetto di discussione per tre ore, al pub, in macchina, poi di nuovo al pub. e niente, domattina andrò a correre, che son due giorni che mangio tanto. buona notte amiche ed amici.

mercoledì 26 aprile 2017

scarico, in tutti i sensi

25 aprile dai miei, anzi pure qualcosa di più. ieri sera ero nervosetto, per un paio di motivi, tra cui mia figlia (che in verità nulla di rilevante ha fatto se non dare per scontato le cose come capita ai 18enni). aggiungiamoci il divano letto esattamente non comodo, e questa mattina proseguivo ad essere nervosetto. naturalmente ieri mi ero portato dietro le brooks, che oggi toccava la scarico post Sarnico Lovere. nelle mie intenzioni, fare sette km piani. poi scendendo da casa ho deciso di non andare ad est, ma ad ovest, che significa fare qualche km in salita subito all'inizio. e sono quasi arrivato al castello di Rivoli. le gambe erano dure ma tutto sommato andavano bene. i muscoli man mano che si andava si scioglievano. ho fatto la via piol, in piazza martiri il palco per la commemorazione del 25 aprile. zona partigiana, zona di resistenza, decine i caduti, decine le vie a loro intitolate. poi ho iniziato il tratto in discesa. e pur capendo che potevo tranquillamente arrivare ai 10 km mi sono fermato come ripromesso ai 7 km, anzi ai 7,23 km, fatti in 42'06", 5'49" al km. tutto sommato bene. ma soprattutto, pensieri antipatici messi in un angolo. la corsa si sa, è lenitiva. domani si torna al lavoro. si va in Emilia, appuntamento abbastanza importante. tanta carne al fuoco per adesso, ma risultati modesti. pazienza, questo è un blog di running e magari anche di altro. e a quello pensiamo. buona notte amiche ed amici, o buon giorno per domani.

domenica 23 aprile 2017

Sarnico Lovere

diciamo subito una cosa: non sono insoddisfatto. è successo quello che temevo ma anche quello che non potevo sapere. quando questa mattina poco prima delle 8.45 ho lasciato la borsa nel camion che da Sarnico l'avrebbe trasportata fino a Lovere mi sono detto "cazzo, ma fa caldo!". e ho pensato che essermi svegliato alle 5.30 e non avere mangiato un cazzo lo avrei pagato. ho cercato di rimediare con una fetta di crostata e un the caldo, ma.... ne parleremo dopo. la Sarnico Lovere è bellissima. 4.000 iscritti alla partenza. la cornice è spettacolare, con quel costeggiare il lago d'iseo. ma è difficile. io sono partito piano perchè avevo da battere il mio muro dei 22 km che mai avevo travalicato; qui erano 25,25 km. e in condizioni molto più difficili: oltre 800 metri di aumenti e perdite di quota, tre gallerie. ma soprattutto un caldo pazzesco. sono andato discretamente bene fino ai 18 km. all'altezza di riva di solto ho iniziato ad avere male: prima a fianco del polpaccio dx, poi al polpaccio sx. la terza ed ultima delle gallerie è stata una via crucis. alla salita del 20° ho alternato corsa e camminata. quella del 23° non posso credere che avesse un dislivello di 181 metri. non c'è da stupirsi che lì abbia camminato e basta, e infatti ho fatto quel km in 9' e 30". poi scollinando, negli ultimi 2 km, ho provato a corricchiare. e lì è ufficialmente uscito un crampo al polpaccio sx. se avevo sogni di chiuderla correndo ciò nei fatti non è successo. non solo, ho iniziato ad avere una crisi. nel senso che sentivo che da un momento all'altro sarei potuto svenire. non ho avuto paura, ma certo mi sono venute in mente quelle scene da finisher stremati (lo so, è ridicolo parlare di finisher nel mio caso) ma ho comunque ripreso a muovermi, perchè io sapevo che oggi in un modo o nell'altra l'avrei chiusa. e gli ultimi 300 metri li ho fatti "correndo". al traguardo non ho gioito perchè non c'era da gioire. 2 ore e 52 minuti per fare 25,25 km (il garmin mi ha mangiato 800 metri nelle gallerie, sul connect esco a 7'03" al km, sarebbe a 6'51" al km in verità) è veramente tanto. ma ho superato una barriera, la mia barriera, quella dei 25 km. il brutto è venuto dopo: wonder runner aveva prenotato per noi e per gli altri del mio gruppo. solo che io non ho mangiato. ho passato tutto il tempo in bagno. a fare ogni cosa di non piacevole si possa fare in bagno, ma è meglio risparmiarvi la descrizione. ancora più leggero di come si potesse essere, abbiamo preso una delle navette che riportavano a Sarnico. vi risparmio le mie madonne per i tornanti. quando la strada si è fatta piana la crisi mi è passata. crisi causata dalla stanchezza ma anche dal vento degli ultimi km di gara. ho iniziato a stare meglio e alla fine tornando indietro ci siamo fermati ad un bar e ho preso una piadina con prosciutto e fontina e una coca cola. non si sono segnalati rutti, un pò stranamente. adesso sono a casa, certo provato. ripeto, non sono insoddisfatto ma neanche contento. non si può dire che non fossi in forma (sempre in termini relativi). l'obiettivo era arrivare e superare un limite, ma magari mettendoci un quarto d'ora in meno. ma oggi non era facile. questa gara mi insegna che devo definitivamente chiudere la stagione del mangiare un cazzo al mattino, per lo meno quando ci sono gare di questa rilevanza e con un caldo notevole. bisogna fare colazione o riempirsi di barrette energetiche. mi fanno schifo, ma un the verde e quattro biscotti alle cinque e mezzo del mattino non aiutano le gambe e soprattutto la testa. non hai lucidità, non hai energia sufficiente. non sono contento ma non mi fermo, anzi raddoppio. tra tre settimane farò la mezza a Buccinasco, molto più vicina (su come gestire le gare "lontane" scriverò un post prima o poi) e assolutamente piana; ma soprattutto lo dico ufficialmente: ad agosto sarebbe mia intenzione iniziare la preparazione per la maratona. da fare a fine anno e penso di sapere dove. non essendo particolarmente alto e grosso posso dare di più in inverno, anche se le insidie, seppur diverse, ci sono pure d'inverno. tra 15 minuti vado a fare il pieno di carboidrati. anche se, va detto, non ho fame. non oso immaginare che cosa possa dire la bilancia in questo momento.

sabato 22 aprile 2017

Lies, truth

giustificherò il testo dopo. vengo da una settimana di bugie e menzogne. raccontate se non addirittura teorizzate. indirizzate alle donne o provenienti dalle donne. che se la cantano e se la suonano. Francesco, se c'è una cosa che ho capito nella vita è che la verità alle donne non va detta, mi hanno detto questa mattina. bene, continuiamo a farci del male, diceva il famoso regista radical chic. razionalità, non pervenuta. buon senso, non pervenuto. logica, non pervenuta. sincerità, giammai. tormento e vita inutile, hai voglia. alla mia età posso dire quello che penso. le donne sono stupide. non sto generalizzando. Parlo come genere. ora fatemi fare l'istruttore, in questa cattedrale. Un po' nel deserto.

e anche

questo matrimonio ce lo siamo messo alle spalle...

mercoledì 19 aprile 2017

half week

ieri sera sono andato a bermi una birretta con quelli del mio gruppo, fuori Milano (che chissà perchè, ogni volta che vado lì faccio sempre strade diverse seppure con indicazioni date dal navigatore). tra i presenti (non molti) gli ancora meno che domenica prossima faranno con me la Sarnico - Lovere. neanche a dirlo, quasi tutti più forti di me. avrei voluto bermi una birra media, ed invece ho bevuto una birra piccola. anche questo è un modo di essere "atleti". questa mattina sveglia alle sei e mezza (incredibile, vengo da due notti in cui dormo), per andare a fare l'ultima (credo) corsetta prima di domenica. faceva un freddo della madonna, che sembra di nuovo inverno. ma ai collant da corsa ho detto basta, indossato pantaloncini e termica, con sopra t-shirt dello stesso colore (incredibile, i colori abbinati per una volta). uscita non forzata, soprattutto nella prima parte. dal quarto km in poi ho pigiato l'acceleratore (si fa per dire), con un sesto km a 5'14". alla fine ho superato di poco gli 8 km, con zig zag tra gli ambulanti del mercato sotto casa, fatti a 5'29" al km. abbastanza soddisfatto. adesso non so se fare 5 km di scarico domani sera. penso più no che si.
anche perchè ho un fine settimana impegnativo. domani dovevo andare via ma è saltato causa riunione organizzata all'improvviso, venerdi mattina avrei una firma, anch'essa mezza saltata (anche se in parte stasera l'ho recuperata, e domani vediamo di fare il resto), nel pomeriggio ho un matrimonio (e quello non salta di sicuro), sabato un incarico di istruttore a sorpresa (ed anche lontano). insomma, non arrivo a domenica proprio riposato. in questi giorni dico e ricevo parole importanti. mi trovo anche a dare consigli, non sempre richiesti e che generano nervosismo. forse abbozzo delle forzature. vedo cose che non mi convincono. su tutto, mi sembra ci siano tante, anzi tantissime, inutili perdite di tempo. e io in queste situazioni so che qualcosa devo fare. anche perchè io so cos'è giusto e cosa no. ma se ne parla dalla settimana prossima, non adesso. buona notte amiche ed amici.

lunedì 17 aprile 2017

pasquetta di tapasciata e di mega rivelazioni

salto il sabato pomeriggio e la domenica di pasqua, sennò diventa un post kilometrico. tanto per cambiare questa notte non ho dormito un cazzo. sveglio alle 4, non ho più preso sonno. alle sei e mezza era prevista la sveglia per andare alla tapasciata col mio gruppo, ma a quell'ora già avevo finito la colazione. morale della favola, come più del solito arrivo per primo. un freddo della madonna, mi tengo il pezzo di sopra della tuta. pazienza se poi correrò da ridicolo jogger. arrivano i miei. solita foto pregara, ritiro dei cartellini, e ognuno si sceglie il suo percorso. si va dalla 6 alla 21 passando per la 12 e la 15. io punto alla 15, tanto sarà di meno mi dico. si parte, ed è subito sterrato. ecco, sarò più sterrato e campagna che asfalto. l'avevo fatta due anni fa quella tapasciata, una delle due che caratterizza la pasquetta milanese, quella che guarda quasi alla provincia di bergamo, ma così insidiosa non me la ricordavo. la carenza di sonno non si fa neanche particolarmente sentire. all'undicesimo sento solo un crampo allo stomaco dovuto al vento. vado piano, ma quello non è percorso da andare forte. e non mi interessa neanche andare forte. l'importante è andare senza fermarsi, in previsione della gara di domenica prossima. conosco quel paese, arrivo ai 15 ma del gonfiabile del traguardo neanche l'ombra. alla fine si scopre che sono quasi 16 km, che faccio a 5'53". e la 21 che invece sarà poco più di 20. le tapasciate sono così, le misurazioni sono il trionfo dell'approssimazione. saluto un pò di ragazzi, ritiro il riconoscimento e faccio di corsa il tratto verso l'auto, giusto per superare i 16 km. alla fine oggi sono 16,18 km. per uno che ha dormito tre ore e mezza non è per niente male.
in auto vedo una chiamata persa. la richiamo, mi racconta della probabile fine a cazzo dell'ennesima apertura di cosce in favore di semisconosciuto, cosa che nel corso della giornata assumerà caratteri di quasi certezza. parliamo del più e del meno, vedo che è presto e le dico "vado a casa, faccio la doccia ed andiamo a mangiare fuori. anzi, tentiamola e andiamo in brianza, che dici?". ma la brianza quella veramente bella, quella dove Virzì ha ambientato "il capitale umano"; a mezzogiorno siamo sulla mia audi verso le colline da cui si domina mezza lombardia. ci va abbastanza di culo, troviamo relativamente subito un posto dove mangiare, da cui c'è un vista mozza fiato. ce la raccontiamo, ci vogliamo bene. me la racconta con dovizia di particolari la sua scopata di sabato. l'ha fatto con un cancro come me, e nel raccontarmela mi ci rivedo, nel senso che costui sembra vivere il sesso nel mio stesso modo. solo che sebbene sia stata una roba bella, c'è amaro in bocca nelle sue parole. e glielo dico. "guarda che io sono stato felice l'ultima volta che ho fatto l'amore, anche se era una cosa improbabile. te sei qui quasi a dire che non ti ha lasciato nulla". vabbè, si va avanti nel pranzo, eccellente e ovviamente non economico. decidiamo di fare un giro per il paese, che ci vuole veramente poco. e nel tornare nel tardo pomeriggio verso milano, per ricongiungerci con l'altro componente della triade, quasi per caso esce fuori una roba pazzesca. "sai, mi ha scritto un messaggio di auguri anche F." le dico. insomma, lei dopo un pò mi dice di essere stata la sua amante per anni. di F, sposato, e all'epoca uno dei miei migliori amici. ma non per poco tempo, non per pochi mesi. no, per almeno 3 anni. io le avrò chiesto dieci volte se mi prendeva per il culo. lei non è donna da fare l'amante. lo so Francesco, ed infatti mi vergognavo, che potevo dirti? tre anni, e io non mi sono mai accorto di un cazzo, che di queste cose sono intenditore. ma si sa, nelle situazioni bisogna starci..... (minchia, due miei grandi amici, e non mi sono accorto di un cazzo, che ciula.....)

sabato 15 aprile 2017

running before easter

fine settimana stancante. sia giovedi che venerdi ero via per lavoro, ieri poi andare nel nordest non è stato granchè intelligente stante la moltitudine di crucchi intorno al lago, e io mi sono diviso tra verona e trentino. tutto sommato però mi è andata bene, sono tornato a casa poco dopo le otto di sera. solo che mi sono cambiato al volo per andare fuori, il programma era cena + cinema col mio amico A. cena tardi (ed esagerata), cinema tardissimo ("life", voto 2, uno dei peggiori film di fantascienza di sempre), e con i soliti 25 minuti di ritardo programmato sull'orario. morale della favola, sono andato a dormire quasi alle due. avrei pure dormito bene, ma... poco, alle sette e mezza ero già sveglio. insomma, mi sentivo tutt'altro che riposato. questa mattina avrei voluto fare un 15/16 km. ma sentivo nitidamente che non sarebbe stata cosa. mi sono messo di impegno, sono arrivato al lambro e sono tornato indietro. alla fine ho fatto poco più di 11 km a 5'41", che per essere l'uscita del fine settimana è poca roba. poi ho fatto ancora 1 km di defaticamento, giusto per mettere più di 12 km alle gambe. settimana modesta, fatti poco meno di 31 km. cercherò di rifarmi con la tapasciata di pasquetta, che farò col mio gruppo. dovremmo essere circa 25, un bel numero direi. io farò il percorso della 15 km, che poi si sa sarà qualcosa in meno. meglio così! buona pasqua a tutti, per intanto l'inter vince il derby 2 a 0 a 14 minuti dalla fine. roba da non credere di questi tempi.

mercoledì 12 aprile 2017

ripetute fatte bene (Milano è la mia città)

"ma hai ragione tu: se lo voglio me lo devo prendere" (messaggio ricevuto su whatsapp, ore 19.39). ieri sera ero in corso como per un aperitivo che si pensava leggero e si è rivelato sostenuto. e in corso como ieri sera si stava benissimo, come capita nei primi giorni della settimana che c'è poca gente. aperitivo con una bella amica che mi ha fatto fare bella figura. e nonostante i miei proclami contrari all'amicizia tra uomo e donna, amica e basta. a cui dopo il secondo bicchiere di rosso mi sono sentito in dovere di dare alcuni consigli di natura sentimentale. per sentirmi dire che quelle cose che ho detto (contrarie a quelle che le dico di solito, che quando si ama puoi anche dire di lasciare perdere, ma non serve ad una mazza) le ha sempre pensate ma non ha avuto il coraggio di farle. e allora si inizia con poco, si inizia che il telefono grosso modo a metà di corso como lo prendo e chiamo io. piccole cose, ma marcano il territorio. dead line il 16 maggio, manca più di un mese, ce la possiamo fare. dicevo, corso como era incantevole. è il pezzo di Milano che rappresenta ciò che è Milano. il passato, il presente, il futuro. ciò che ti fa capire (ma l'ho già detto) che noi milanesi (chi abita e lavora con profitto a Milano è milanese, punto) siamo persone fortunate. ma dico ancora una cosa. un messaggio whatsapp come quello, nella mia vita, avrei dovuto scriverlo. e farlo di conseguenza.
ad ogni modo continua la mia difficoltà a dormire. mi sveglio puntualmente un paio di volte per notte. e dei miei sogni sapete. solo che questa mattina dovevo partecipare ad un talk show in centro. e avevo un sonno della madonna, che nessun caffè riusciva a farmi passare. alle 11.30 salgo sul palco assieme ad altri. il mio speech inizia circa 15 minuti dopo. microfono in mano e il sonno passa. dieci minuti perfetti. devo dire che con gli anni miglioro sempre di più a parlare in pubblico. da giovane non ero un granchè, ho imparato verso i 25 anni, col tempo ho preso sempre di più confidenza.
ma veniamo alla parte runneristica. da 24 ore pensavo che stasera potevo fare due cose. 10 km molto tranquilli. o quella cosa che qualunque runner vive come un cataclisma: le ripetute. sarebbe stato meglio farle corte (tipo da 500 metri), alternando veloce e medio. io ho invece ho fatto un 6x1000, veloce e medio sempre, dove il miglior 1000 mi è uscito a 4'29", che sarebbe un bell'andare. al quarto 1000 ho chiacchierato con uno che conosco da tempo, e che va veramente forte. anche lui era di ripetute stasera, e persino lui mia ha detto che 1000 era troppo. ma io sono fatto così. dopo i 6x1000 ho fatto 2 km di defaticamento. stasera tra veloce, medio e defaticamento ho fatto poco più di 8 km a 5'15". per inciso, con 23 gradi. e per adesso non sento particolari fastidi e/o dolori. per correre ora se ne parla sabato mattina. anche perchè domani e dopodomani sono fuori regione. ma soprattutto, speriamo di dormire stanotte porca pupazzola!

lunedì 10 aprile 2017

lunedi, parole, corsa e sogni

oggi è stata giornata di parole: scritte e dette. e di comprensione rinnovata di ciò che so già. io sono come sono, e non posso cambiare. detto questo, stasera sono andato a correre. e ho faticato. avrei voluto fare un 10 km "sostenuto", diciamo intorno ai 54'. e tutto sommato il ritmo c'era, visto che ai 5 ho girato in 27'15". stasera sulla martesana c'era il mondo. e soprattutto c'erano 24 gradi, troppi per essere aprile. al ritorno da via adriano ho cercato di mettermi sulla scia di uno, salvo poi scoprire che si fermava sotto casa mia. amen, avevo ancora 2 km e mezzo da fare. supero gli 8 e sono costretto a fermarmi in melchiorre gioia angolo ressi. semaforo rosso, e troppe auto che passano. quando scatta il verde riparto, ma non riesco a riprendere ritmo e fiato. dopo 100 metri mi fermo. stoppo il garmin, 8'17 km in 44'46", a 5'29" al km. non sarei riuscito ad impiegarci 54' ma almeno 30" in più. e mi sento decisamente stanco. capita di lunedi, e poi stanotte (come sta accadendo da diverso tempo) ho dormito male. oltre ad avere fatto un sogno strano ma non troppo perchè in fondo mi rappresenta: sono in ufficio e arriva un tipo che vuole essere assunto. vestito elegantemente urla, minaccia, sbraita. le persone, soprattutto le ragazze, si spaventano, scappano. io mi avvicino, lo invito a calmarsi, gli chiedo il motivo della sua aggressività. lo invito a prendere un caffè, nella macchinetta vicino agli ascensori dove ci sono due poltroncine. e lui effettivamente si calma. mi dice che ha avuto un problema con un nostro cliente di fiumicino, ma tanto lei non lo conosce, sono le sue parole. e come no, vuoi che non conosca mimmo, altrochè. lui si stupisce. e niente, me lo sono fatto amico. nel frattempo nel sogno penso "ma con che gente di merda ho a che fare". ma torniamo alla corsa. dopo questi 8 km decido di fare un pò di defaticamento. alla fine escono 2 km, il primo lento, il secondo un pò più veloce. stoppo nuovamente il garmin, faccio un pò di stretching, guardo verso casa. faccio un allungo, 90 metri in 23". a quel punto si può andare a casa. un pò a pezzi devo dire. e stasera, sul divano, ero a pensare a quelle parole che tutto il giorno mi hanno attraversato. domani mi farò la barba. come sempre, dopo 3/4 settimane mi rompo le palle. buona notte amiche ed amici.

sabato 8 aprile 2017

my longest run (lungo lento senza interruzioni)

questa mattina era fondamentale fare il lungo. non avrei avuto altri slot utili da qui alla Sarnico-Lovere. non avrei potuto domani che stasera vado dai miei e al mattino ho da fare, difficilmente a pasqua. e come dicevamo io ed uno del mio gruppo podistico domenica scorsa dopo la relay, se fai il lungo devi prepararti bene. ieri sera sono sì uscito quindi, ma ho mangiato una pizza integrale, bevuto un panascè (quindi carboidrati ma morigeratamente) e prima delle undici ero a casa, prima di mezzanotte a letto. questa mattina sveglia senza sveglia, colazione leggera, e alle nove meno un quarto ero pronto sulla Martesana. oggi sapevo quello che volevo, già diverso riuscire ad ottenerlo. faccio il solito minimo (e non sufficiente) stretching, giro intorno al parchetto in modo da farla tutta la martesana fin da melchiorre gioia e si va. si va lenti, costanti, concentrati perchè oggi i km da farsi sono tanti, per lo meno per uno come me. vado sempre di qualche secondo sotto i 6' al km. ora di cinque, ora di due, ora nove. via idro, lambro, cologno, vimodrone, per la prima volta non mi fermo al cartello di cernusco ma vado oltre. torno indietro poco prima dei 10 km, che faccio in 59'05". al ritorno la solfa non cambia. ho un 13° km fatto a 6'00", e non so dire il perchè, ma so perchè il 16° è a 6'12" (il semaforo rosso di via adriano mi costringe a buttarmi a destra, a cercare le prime strisce pedonali, a dribblare le auto e a ritornare non so come sulla martesana, anche un pò incazzato, ed infatti il km successivo lo faccio a 5'46" per recuperare). tra il 19° ed il 20° sono sotto casa mia. so di avere fatto tanto ma di avere ancora energie. l'obiettivo è la "longest run", non solo chiudere bene un lungo lento senza interruzioni ma fare in modo che sia la mia corsa più lunga. ma come scrivevo nel precedente post, tocca fare il criceto, e cercare quel paio di km nelle vie che girano intorno a casa mia. aumenta il caldo ma oggi è una giornata comunque bellissima per correre. arrivo ai 20 in 1h58'08", il 21° si fa in 5'54", il 22° addirittura mi vede aumentare il ritmo, ed infatti garminconect dice che l'ho fatto a 5'45", che è il 2° km più veloce di questa uscita. al 22° spaccato vedo una modella seduta dopo il suo allenamento (voi direte "ma come fai a sapere che è una modella?". fidatevi, primo è impossibile che non lo fosse, con quel fisico e quegli occhi color mare della sardegna, secondo in un condominio vicino al mio ci sono un paio di appartamenti affittati dalla principale agenzia di milano), e a quel punto so che andrò a stoppare il garmin sotto casa mia. chiudo avendo fatto 22.11 km, quindi la mia corsa più lunga fatta finora (e senza interruzioni), con un tempo di 2h10'26", a 5'54" al km. che dire, sono ovviamente contento. per i runner di livello la mia uscita non è niente, ma a me va bene così. e soprattutto questa settimana ho fatto 43 km e mezzo, non esattamente poco. ora vado a mangiare un paio di hamburger, d'altro canto ho bruciato 1.622 calorie. e ieri mattina mi sono pesato, ora sono 68 kg, come quando avevo 30 anni! buon fine settimana a tutte e tutti.

mercoledì 5 aprile 2017

che bello....

"mamma, ma guarda che per me correre è più importante di qualunque cosa". e subito dopo ecco l'elenco delle cose che hanno meno importanza. stiamo parlando sempre della telefonata di ieri sera, con la mia mammetta. e nell'elenco delle cose meno importanti ho messo anche la relazione col gentil sesso. cioè diciamola meglio, se si parla di una scopata ordinaria con una donna ordinaria che porta ad una relazione ordinaria, la corsa vince grosso modo 10 a 0. con una donna speciale direi di no, ma la donna speciale capirebbe quanto per me sia importante correre, e non potrebbe mortificare questa mia passione. devo dire che quando la mia ex mi accompagnava alle gare mi faceva piacere. solo che chissà se piaceva anche a lei o non lo viveva come sottrazione. mah, mi sa un pò di si.....
oggi è stata una giornata seccante. ma non per questioni di lavoro. lo sapete quanto io sia lineare. non do spazio all'improvvisazione, all'irrazionalità, al controsenso. e quando non presto fede a questo mio imperativo morale mi incazzo. con me stesso, ovvio. poi ho rischiato di essere cooptato al calcetto stasera. gliene mancava uno. se saltava per uno mi avrebbero ucciso. e non sto esagerando. ma io col calcetto ho chiuso, ecchecazzo. alle cinque la lieta novella, hanno trovato il decimo. quindi vuol dire ciò che avevo scritto ieri. si va a correre. un pò più tardi di ieri sera, di quell'allenamento di merda sprecato. che dire, la martesana è sempre bella, quando arriva la primavera lo è di più. parto con una vocina dentro (vocina che ha un nome e cognome, e mica del cazzo) che mi dice "non devi partire forte". non solo, incredibile (lo sto dicendo alla piccinini, quello della sciabolata morbida) a dirsi ma prima di partire faccio pure un pò di stretching. insomma, circumnavigo il parchetto di melchiorre gioia e punto verso est. stasera si va ad incrociare il lambro, e ci impiego poco più di mezz'ora. su via idro vedo una dea, prima all'andata e poi al ritorno. una ripetutara. no ragazzi, non avete idea del passo che aveva. non credo di averla mai incontrata, ma era una roba pazzesca. quando me la sono trovata di fronte al ritorno mi sono spostato io e le ho lasciato la linea. chissà se mi ha guardato (aveva gli occhiali da corsa). di certo non mi ha ringraziato. e di che mi doveva ringraziare poi. se non ho fatto male i calcoli, erano ripetute tra i 500 e i 750 metri. beh, questa cosa un pò di spinta me l'ha data. ma in fondo non ce n'era bisogno. perchè cosa assai importante, non sentivo particolari dolori. ed essendo partito piano, ho fatto quello che si fa in allenamento. dall'ottavo ho alzato un pò il ritmo. e nonostante fossi partito piano, ai dieci ero decorosamente sotto i 56'. ma non è importante il tempo, è come ci si arriva. a questo punto la testa inizia a chiedere a quanto devo smettere. nel mentre faccio altra strada. adesso non è più martesana, è intorno a casa mia, dove stanno asfaltando le strade peraltro. quando faccio il criceto intorno a casa mi rompo veramente le balle, però alternative la sera non ci sono. raggiungo i 13 km, e anche se so, se capisco che ce n'è ancora, mi fermo. e non importa che si vada sotto i 5'30". l'obiettivo non era quello stasera. escono fuori per l'esattezza 13,32 km, fatti in 1h14'05", a 5'34" al km. incredibile di nuovo, faccio ancora un pò di stretching. però diciamolo (lo dico come ignazio la russa), lo faccio anche per godermi lo spettacolo delle 20.30. quello dei colori del mio naviglio, della mia pista, dei tanti runner, jogger che la asfaltano. io non sono di poesia, io sono di prosa. però a me questa cosa raccontarla fa tanto bene. e adesso si punta al lungo del weekend. perchè lungo deve essere, per zatopek! 



martedì 4 aprile 2017

di una giornata fatta di capovolgimenti continui, ma in cui la cosa che ti fa incazzare di più è l'allenamento ad minchiam

"mamma, guarda che la mia giornata oggi è cambiata almeno sei volte". così ho detto alla mia mammina al telefono un quarto d'ora fa, quando poverina cercava di estorcermi come sto. era iniziata bene la giornata, proseguita con un impasse del cazzo prima di un un appuntamento molto importante. poi succede che questo appuntamento apparentemente va molto bene, e quindi l'umore si risolleva. anche a pranzo non è andata male, che c'era del lavoro anche lì a contorno. il pomeriggio scema, nel senso che prendo un pò di schiaffi via telefono che sembro per l'appunto uno scemo. no dai, una bella telefonata c'è stata. poi mi ricordo che devo a tutti i costi andare al sarca a prendere le camicie in tintoria, sennò domani rischio di andare al lavoro in polo. che se andavo in Veneto, come previsto, si poteva anche evitarla la camicia. ma in Veneto non si va, l'appuntamento più importante è saltato (altro imprevisto) e quindi programma che cambia. mentre sono al sarca (dove sono arrivato in un attimo, niente siamo ancora in crisi, la tangenziale est non può essere così scorrevole a quest'ora) penso che neanche 24 ore fa ho fatto il cupido (o il sensale), presentando una amica ultra runner al tuo miglior amico. che bontà sua si è fatto avanti e le ha proposto una uscita, pare accettata. solo che poverino si fa qualche domanda. avrà anche il grano, ma che cazzo racconta lui ad una ultra runner? insomma, poco prima delle sette sono sulla martesana, per l'allenamento previsto. accorgendomi che ho ancora male al polpaccio sinistro. ma come si fa a perdere uno slot così, che può permettermi di fare un 13 km decoroso? allora si parte lo stesso, e faccio anche un giro largo che potrebbe permettermi di arrivare sul Lambro al 7° km e arrivare ai 13 al ritorno. solo che il polpaccio mi tira. ci corro sopra lo stesso, e l'ovvia conseguenza è che ho male anche all'altro polpaccio, e poi altrove. tipico di quando si corre sopra il dolore, che ti scompensi ovunque. arrivo in Via Adriano e torno indietro, per stoppare il gps in Viale Monza ai 7 km, fatti in 39'11" a 5'36" al km. altro che allenamento decoroso. ma fermarmi è stato giusto. non si può e non si deve correre se non si sta bene. lo so, sto dicendo una minchiata, predico bene e razzolo malissimo. una cosa è certa. non ho male nel punto da cui è partito il male 12 giorni fa. e questo è un fatto positivo. riparto a piccolissimo trotto verso casa, facendo il poco più di un km a 5'53". e adesso? e adesso visto che domani non si va in Veneto si raddoppia. se non esce fuori una pizza, non intesa come un altro schiaffo ma una uscita in pizzeria domani sera si torna di nuovo a correre, che non si può certo dire che io sia stanco con 8 km fatti. manca troppo poco alla prossima gara che è gara come si deve. faccio male? può essere. ma a me piace correre perchè correndo si va avanti. e se penso a certi whatsapp che ho ricevuto oggi, raccomanderei anche ad altri (anzi altre) di andare a correre. se non altro si perde qualche chilo. buona serata a tutte e tutti, globalmente.

domenica 2 aprile 2017

Relay Milano Marathon 2017, comunque una festa

sapete che non mi piace correre a Milano, sapete che non mi piacciono gli eventi mondani nel running. e la staffetta della maratona milanese è soprattutto un evento mondano. sulla distanza della regina gli iscritti erano 6.300, le staffette credo 3.000 (ovvero 12.000 partecipanti). io immagino cosa abbiano pensato i maratoneti degli iscritti alla relay, la cui stragrande maggioranza erano lì perchè in quanto legati a un discorso di sponsorizzazione ad una delle tantissime onlus collegate all'evento. e d'altro canto chi avrebbe speso 40 e rotti euro (a testa, se privati, alle aziende molto ma molto di più) per una corsa di poco più di 10 km? io non l'avrei fatta, ma la mia azienda (all'ultimissimo) è stata convinta da una onlus e ha schierato a malapena una staffetta, un pò mal arrangiata se vogliamo dirla tutta. questa mattina alle 8.35 ero già nei giardini di porta venezia. devo però dire che il clima non era male. insomma, non erano poi così mal amalgamati coloro nei cui volti era scolpita la tensione per la 42 rispetto a quelli che per un motivo o per un altro erano a correre alla bene o meglio. che poi attenti, so benissimo che c'erano delle staffette della madonna. chi ha vinto lo ha fatto in 2h16'27", vuol dire quattro frazionisti da 34' su 10,5 km medi. vuol dire essere degli atleti della madonna. io ero, per fortuna, il primo staffettista. primo errore, non ho fatto stretching (ma zero assoluto); secondo errore, sono partito troppo forte; terzo errore, ho dimenticato che non è che sono in formissima. a consuntivo, allo start - che si esce piano - vado come un matto. primo km a 5'17, terzo a 5'02" addirittura. da lì mi son detto che sono un coglione, ma che comunque si doveva andare avanti. la prima frazione poi è in centro. significa curve, pavè (o sampietrini), gente che ti tocca o che tocchi. all'ottavo, mentre salto un binario del tram, sento un piccolo risentimento al polpaccio. e pensando che ho appuntamenti runneristici molto più impegnativi, faccio il 9° e 10° a 5'58". all'undicesimo riaccelero giusto per recuperare e perchè sono preso dallo spirito di squadra. solo che in Pagano la calca è allucinante e noi abbiamo un numero di pettorale altissimo. avrò fatto 500 metri a zig zag, ma ma mi sa di più, a cercare il mio cambio, urtandomi non so quante volte con altri podisti. mi esce un undicesimo a 5'46", che non so come ho fatto a fare vista la condizione allucinante. alla fine la mia frazione esce di 11,12 km, fatti in 1h02'34", a 5'38" al km. insomma, la solita gara milanese dove vado al di sotto delle mie possibilità. ma ci sono state tante cose belle; in corsa, ho fatto un paio di km accanto a Christian Chivu (c'erano le staffette pure della fondazione Inter), già giocatore dell'Inter del triplete. l'ho raggiunto, l'ho salutato, gli ho toccato la spalla per dirgli "ehi Christian forza Inter". ma soprattutto dopo almeno sette/otto anni di frequentazione bloggeristica ho conosciuto Elena, visto che era anche lei era prima frazionista alla relay. ci siamo incontrati alla fine, in Pagano, visti i vani tentativi di partenza. era col marito (gliel'ho detto, guarda che tua moglie la conosco da più tempo io.....). e visto che abitano vicino al paese dove ha sede il mio gruppo podistico ho fatto anche un pò di sano proselitismo invitandoli ad iscriversi da noi. a proposito del mio gruppo podistico, c'erano anche loro, li ho visti prima, durante e dopo. mi è dispiaciuto tantissimo per Massimo, uno dei nostri migliori. la preparava da 4 mesi, a Treviglio ha fatto la mezza in 1 ora e 27, giusto per farvi capire a quanto va. solo che domenica scorsa ha sentito male all'anca. morale, il solito piriforme del cazzo. oggi è partito, ma dopo 5 km si è fermato. mi sono sentito male quasi quanto lui. quattro mesi di preparazione, sacrifici, tempo sottratto alla famiglia, tutti buttati. voleva fare Milano in 3h05", sarà per la prossima volta. per intanto di buono c'è che ha smesso di fumare. da pagano sono tornato indietro con uno del mio gruppo podistico, sono stato con loro (e anche loro in staffetta erano entrati tramite l'azienda), poi però sono andato ad aspettare l'ultima nostra frazionista (una ragazza) al traguardo. alla fine l'abbiamo chiusa in 3h52'12", neanche tanto male. abbiamo ancora perso del tempo allo stand della onlus, a mangiare, bere e fare un pò di foto in favore della pagine facebook dell'azienda, dopodichè me ne sono andato verso casa. ma prima di uscire ho incrociato Marvin Hagler (proprio lui, l'ex pugile, sapevo che c'era in una qualche staffetta di non so chi). "Hi, Marvin, how are you?". e lui "ciao amico!!). e insomma ragazzi, alla fine è stata proprio una festa in fondo😊

giovedì 30 marzo 2017

sogno, misoginia e uscita del mattino

questa notte ho sognato la sorella di una di voi. che non ho mai visto. e che dubito fortemente possa avere le sembianze di costei. mi trovavo in un campo di calcio (cioè proprio in mezzo, non so se giocavo, facevo l'arbitro o contemplavo) dove si svolgeva una partita tra ragazze. una più pezzo di gnocca dell'altra, in perizoma, reggiseno (con tette che arrivavano al mento) e sandali tacco 12. in particolare, la sorella di questa blogger era mora, abbronzatissima, tendenzialmente latino americana (direi brasiliana). riusciva a battere le altre, bionde, rosse, castane, anche loro bellissime. e io non riuscivo a staccare gli occhi da lei, ero come magnetizzato. ad un certo punto sento una voce. sento te cara blogger, cioè la sorella della gnocca di cui sopra, che dici alle mie spalle - giocando da portiere - "hai visto che pezzo di figa è mia sorella?". Lo dico subito, io non mi volto indietro per vedere se anche tu cara blogger sei in perizoma, push-up e sandalo assassino. resto solo ad ascoltare le tue parole continuando a guardare miss universo. dopodichè mi sveglio, ammetto con una discreta erezione. 
tra le 9 e le 9.30 mi è uscita la scimmia misogina. la mia amica A,, parlando del genere maschile, e mettendo a confronto persone che conosco (e se volete pure il sottoscritto), ha nella sostanza giustificato (autoassolvendosi, aggiungo) le donne (come lei e non solo come lei) che perdono la testa per i belli (che belli è tutto da vedere) e dannati, coglioni cosmici, opportunisti, ammaliatori, sostanzialmente nullafacenti e talvolta nullatenenti, magari tatuati, "simpatici" e mi fermo con gli aggettivi che potrei scriverne per dieci righe. giustificandolo dicendo, in sostanza, che "bisogna vivere e sbagliare. ma con uno noioso come fai a starci?". insomma, alla fine mi ha fatto talmente incazzare che le ho detto "guarda, devo lavorare, ciao ciao". ma che le rimangano solo i gattini  e le relative foto da mettere su facebook, e lo dico pur volendole un bene dell'anima, ma quando ci vuole ci vuole. e la prossima volta che piange la mando a fare in culo (e gliel'ho detto)
benchè ieri mi sia sparato 822,7 km in auto questa mattina sono andato a correre. non che sia stato semplice, e soprattutto confermo che i dolori "camminano". niente di clamoroso, sia chiaro. ma che non mi permettono di forzare, e questo non va bene. sono uscito alle sette inoltrate, quindi più di tanto non si poteva fare. mi sono usciti 8 km non linearissimi, e anche un pò lontani da come volevo (insomma, non ho chiuso con una grandissima progressione). alla fin 8,04 km in 45'09", a 5'37" al km. vabbè, adesso la prossima uscita sono gli 11 km della prima frazione (meno male) di staffetta alla Milano City Marathon. quasi quasi in pausa pranzo vado dal mio negozio di running. perchè ho la sensazione che possano essere le scarpe già scentrate la causa dei problemi. che sarebbe un pò clamoroso, avendo le mie brooks appena 334 km. sì, ho fatto 4 mezze maratone, per carità....però....ciao a tutte e tutti, in particolare alla blogger che mi ha fatto conoscere sua sorella stanotte.😂

martedì 28 marzo 2017

martedi

stasera l'uscita runneristica era importante. quel dolore raccontato ieri mi preoccupava e innervosiva. sarà anche non localizzato, ma nella mia testa son due giorni che mi sovvengono parole che finiscono in _ite (lo so, sembro UUIC quando parla delle sfitinzie del tango). la testa è tanta roba quando si fa sport, lo sapete. poi stasera pensavo di uscire presto dal lavoro ed invece così non è stato. morale della favola, sono sceso nella martesana alle sette e mezza passate. ho fatto un pò di stretching e via senza pensarci più di tanto. stasera c'era il pieno, compreso il mega presidente e la sua fedelissima fighetta che a me dice non così tanto, che li ho salutati gridando il nome del loro potentissimo gruppo podistico e loro ovviamente mi hanno risposto, non è che sia l'ultimo pirla del running milanese e poi indossavo la maglietta giusta come si suol dire. scherzi a parte, stasera c'erano tante schegge, tipico del martedi sera (i grandi runner fanno la grande prestazione la domenica, riposano il lunedi, e il martedi fanno quello che per loro è uno scarico, per me sarebbe essere una scheggia). che ovviamente mi hanno sorpassato alla grande. oddio, anche io ne ho sorpassati un pò. con l'arrivo della bella stagione tanti vengono presi dal sacro furore sportivo. dove eravate questo inverno, cari miei? è anche in queste cose che si distingue il runner dallo jogger. comunque io non dovevo curarmi degli altri. stasera dovevo sentire il dolore. stasera dovevo correre senza antinfiammatori (lo sapete quanti sono i runner che si ammazzano di oki durante la corsa? tantissimi). stasera dovevo correre facendo passare il dolore correndo. e allora andatura da crociera, costante, senza forzare, ma senza neanche andare piano. ormai ho imparato a impostare il ritmo. se decido di essere costante, ci sono buone possibilità che vi riesca. e quindi sono andato. mai sopra i 5'50" (invero mai sopra i 5'47"), qualche volta (poche) sotto i 5'40". alla fine 11,21 km, terminati là ove dormono centinaia di extracomunitari ogni notte e di fianco a tre auto dei vigili urbani. fatti in 1h03'58", a 5'42" al km. prima ero al telefono con mamma. "figghiu, hai corso?". "corso.... ho fatto 11 km, mica tanti". "e che sono pochi 11 km figghiu miu!" (vabbè, mia mamma non parla così, ma mi piace romanzare la scena). e adesso sto abbastanza bene. ho fatto anche un lungo idrogetto mentre facevo la doccia, dicono che sia quasi come una tecar. in realtà è domani che toccherà vedere come sto, e tra l'altro mi toccherà fare 800 km in auto che non è esattamente il massimo (ma meglio di stare in ufficio). la brutta notizia è che domenica sono obbligato a fare la staffetta alla Milano Marathon per l'azienda per una roba a favore di non so quale onlus, e io odio fare le staffette. pare che io sia il primo staffettista, speriamo che sia così..... detto ciò, buona notte amiche ed amici, globalmente.

lunedì 27 marzo 2017

lunedi

da qualche giorno ho un dolore al fianco destro, fortunatamente non localizzato in un punto preciso (quando hai un dolore in un unico punto di solito è il caso di preoccuparsi). è la conseguenza di un movimento sbagliato in una uscita della settimana scorsa, aggravato dalle centinaia di km che ho fatto in auto tra venerdi e sabato. credo non sia grave, ma certamente ha inciso nell'uscita ad minchiam di ieri. che poi definire le mie uscite delle corse mi pare quasi offensivo per i veri runner, se penso che ieri persone che conosco discretamente bene hanno corso rispettivamente la 60 e la 100 km a Seregno (a colei che ha corso la 100 km oggi ho chiesto come stava per sentirmi rispondere "bene, un pò male al ginocchio destro e qualche vescica"). Quando si parla di distanze bisogna fare degli esempi: 60 km sono più della distanza tra San Benedetto del Tronto e Teramo e 100 km è poco meno della distanza tra il centro di Milano e Fidenza, dove ha sede l'omonimo outlet. Distanze fatte a piedi, di corsa, camminando, ma distanze, per l'appunto.
questa mattina mi stavo curando il pizzo allo specchio (sono in una di quelle fasi, più o meno due volte l'anno, in cui me lo faccio crescere. passano 3 o 4 settimane e lo taglio) quando mi sembra di vedermi col viso un pò scavato. prendo la bilancia e mi peso: 68 kg. e se penso che la massa muscolare è aumentata, ciò sta a significare che sono sempre più magro. beh, non è che la cosa mi dispiaccia, devo dire.
contare di meno in azienda, come succede adesso, comporta che attorno a me si prendano delle decisioni o si facciano scelte assurde e tu nulla puoi obiettare. beninteso, si parla di decisioni o scelte che in parte - minima o significativa non ha importanza - impattano sulla mia figura. mi verrebbe la voglia di dirne quattro. un tempo avrei fatto battaglia. poi succede che ci penso e mi dico che non me ne frega una beata mazza. a voi la gloria, io in passato l'ho già avuta. buona settimana a tutte e tutti.

domenica 26 marzo 2017

running in the rain

sarà stato il cambio d'ora, la pioggia di questa mattina o più probabilmente la cena ieri sera dal cino-italiano di fiducia, da cui non andavo almeno da sei mesi (che ha tirato su la qualità, laddove prima erano quantità e prezzo le caratteristiche vincenti), ma questa mattina ho fatto una fatica bestiale a correre. che poi la pioggia questa mattina non era mica prevista, almeno io così sapevo. io con la pioggia posso correre molto bene se sono in forma ma mi dà fastidio se ancora mi sento così così. detto questo, succede che esco dal portone vestito in un modo, ma devo tornare su per cambiarmi e mettere un cappello. finalmente si parte, e fin dall'inizio capisco che devo solo portarla a casa. punterò al Lambro e me ne tornerò indietro. ai 5 giro con un ridicolo 28'58", i 5 di ritorno sono persino peggiori visto che passo ai 10, poco prima di casa mia, in 58'23". ho una andatura troppo blanda, ma sento che non riesco a carburare in alcun modo. di positivo c'è che nessun km è sopra i 6'. decido di chiudere con 11 km e cerco di fare un pò più decentemente quell'ultimo km. mi esce fuori a 5'43", e mi permette di chiudere facendo 11,02 km in 1h04'10", a 5'50" al km. rifiato, e faccio poco meno di 1 km di defaticamento verso casa, peraltro con la stessa andatura degli 11 km precedenti. insomma, non una grandissima uscita possiamo dire, ed è la seconda domenica consecutiva che mi "brucio" l'uscita del fine settimana, cosa che non va per niente bene. di positivo c'è che questa settimana ho fatto più di 35 km e questo mese sono già a 122 km. adesso andrò a mangiare e dopo, anche se non mi piace andare nei supemercati di domenica, andrò a fare la spesa. perchè, non sto scherzando, nel frigorifero non c'è niente, se non una confettura di marmellata aperta. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

venerdì 24 marzo 2017

dormito male ergo 5k a manetta

capita che alle cinque del mattino ti svegli che hai fatto un brutto sogno (che magari la pizza prosciutto e funghi e la birra media abbiano influito?), ovvero hai sognato che sei attaccato alla parte inferiore di un elicottero (perfettamente imbragato, per carità, ma con le gambe sospese nel vuoto....) e questo elicottero volteggia sopra l'Italia. non solo, sei pure collegato via radio con il pilota e gli raccomandi di fare attenzione a non sfracellarsi contro i palazzi. insomma, ti svegli, inizi a pensare ai cazzi tuoi e non ti addormenti più.
allora capisci che la cosa giusta da fare è alzarsi e fare una cosa che avevi in mente da un po'. un 5k veloce, che sarà un anno che non scendi sotto i 26 minuti nei 5k (per carità, non li hai cercati, sia chiaro). detto questo, ti tiri giù dal letto, ti fai un caffè, guardi com'è il tempo fuori, ti vesti, scendi e parti a razzo. perché partire a razzo è l'unica cosa che ti permette di fare un 5k veloce. e la sequenza è la seguente: 4'55" al primo km, poi 5'02", 5'05", 5'10" (e perché?) e l'ultimo, sputando sangue, polmoni e fegato, a 5'02". stoppi il garmin, che dice 5,01km fatti in 25'17", 5'03" al km. direi che è andato molto meglio del preventivato. a sensazione è il terzo miglior 5k della mia "carriera". e alle gambe ha fatto un bene della madonna. adesso posso andarmene fuori regione per lavoro. buona giornata a tutte e tutti.

mercoledì 22 marzo 2017

incontri blogger-runneristci

in ormai oltre 10 anni da blogger ho incontrato tantissimi altri blogger. certo, principalmente donne ma anche tanti uomini. nel mio blogroll vi sono tanti siti e blog di running, e tra questi quello di FranzIsRunning, che a sua volta segue con una certa frequenza pure il mio. siamo anche collegati tramite garminconnect e facebook. insomma, siamo due testimonial perfetti dell'epoca dei social! ieri mi ha proposto di correre assieme, rendendosi disponibile a venire sulla Martesana. ieri sera non potevo per i motivi che sapete, ma stasera sì e ho accettato di buon grado. pertanto stasera, dopo una giornata in cui ho fatto andare la carta di credito in modo importante per una giusta causa (il mio guardaroba) e ho fatto una breve ma intensissima litigata con un cliente testa di cazzo leggermente disturbato, ci siamo incrociati dove si interra la Martesana in Melchiorre Gioia e ci siamo fatti assieme 10,3 km, da lì fino al Lambro e ritorno. e meno male che eravamo assieme, perchè da solo non so mica se li avrei fatti quei km. siamo andati abbastanza bene, visto che ci abbiamo impiegato 57'34", a 5'36" al km. oddio, sono andato bene io, Franz poverino si è dovuto sorbire la mia andatura da pippa runner, lui che viaggia tranquillamente a 5' al km sulla mezza. perdonami, ma di più stasera non potevo fare. giuro che andrò meglio la prossima volta. anche perchè sono obbligato ad andare meglio, tra l'altro, se voglio fare la Sarnico-Lovere. però ammettilo Franz, ti sei potuto gustare però dei pezzi di Martesana mica da ridere stasera, andando "piano" hai potuto guardare queste non dico bellezze ma particolarità. per me sono scontate, conosco ogni metro del mio naviglio, ma per te sono autentiche novità. tornando a stasera, sommando il riscaldamento e il defaticamento ho fatto 11,37 km. ora di correre credo non se ne parli fino a domenica. ma mai dire mai, solo gli sciocchi non cambiano idea.

travolta

mi sono operato due volte. entrambe le volte a febbraio, la prima volta nel 2007 e la seconda nel 2012. due interventi tutto sommati non complessi, anche se la prima volta in anestesia totale e con qualche giorno di degenza postoperatoria. non sono mai stato un coraggioso, ma neanche un fifone. di base, mi sono sempre fidato dei medici, dato che so riconoscere la professionalità altrui. e questa mia convinzione è aumentata proprio con le due operazioni. ricordo la prima volta che sono entrato in sala operatoria, già bello che anestetizzato. quella sensazione di essere in mani sicure. ricordo quando uscii, ricordo le prime parole stupide che pronunciai. insomma, è senza toccarmi i coglioni che nel tardissimo pomeriggio sono entrato in quell'istituto voluto dal noto oncologo milanese morto qualche mese fa. nuovo di pacca, che sembrava essere in una clinica svizzera, ammesso che possa immaginarmi come sia una clinica svizzera che in realtà mi viene in mente Alberto Sordi nei panni del prof. Tersilli. eppure sappiamo che in quella clinica ci sono i peggiori dolori che possano capitare ad un uomo. le malattie più gravi, quelle più terribili da guarire. quelle che ancora oggi portano più facilmente alla morte che restituiscano alla vita. non ci mettiamo molto a trovare la stanza in cui si trova A. dentro ci sono altri due suoi amici, colleghi di band per l'esattezza. la trovo bene. forse meno peggio del previsto, se vogliamo dire. quando si alza per mangiare mi fa specie vederla "bassa", lei che mette i tacchi alti anche per andare al parco. e insomma, stare in ospedale rende intera la fragilità della persona. salutiamo e andiamo via. sotto loro parlano dei cazzi propri, io prima cerco un bagno, poi ricevo una telefonata poi telefono a mia figlia (a proposito, domenica ha trovato in un cassetto dai miei un paio di occhiali da vista che utilizzavo tra i 15 e i 17 anni, li ha trovati magnificamente vintage e se ne è appropriata. adesso li utilizza per le foto che diventano profilo nei social. di nuovo a proposito, mia figlia diventa più bella ogni giorno che passa). torno, continuano a parlare dei cazzi propri. a questo punto dico: "ma se andiamo in porta romana a farci un aperitivo". e propongo quel locale antico, di diverse epoche fa. di quando si usciva da un bar, si attraversava la strada e si faceva, per l'appunto, l'aperitivo lì. come sempre, trovare parcheggio è un'impresa. ancor di più se si ha un mezzo importante come il mio. "ma come mai hai la macchina più importante del mio capo che pure è un AD?". e gioia mia, che minchia ne so, così è. vabbè, il secondo sbagliato era bello carico. lo sbagliato carico ha sempre un suo perchè. ricordiamolo: spumante+campari+vermouth. stasera mi sono sentito come John Travolta in quel film, però il calzino a casa l'ho controllato. è senza buchi. buona notte amiche ed amici.

lunedì 20 marzo 2017

due motivi buoni per correre

correrò lunedi sera o martedi mattina, avevo scritto nell'ultimo post. ho optato per stasera. per due motivi. primo, in una riunione oggi c'è stata una furiosa litigata con due colleghi (anzi un collega ed una collega) per una mera ragione di demarcazione degli spazi. avevo ovviamente ragione io, e loro hanno abbondantemente pisciato fuori dal vaso. infatti sono stati richiamati all'ordine dal comune capo (io sono più alto in grado a loro, ma laterale). però un pò li capisco. si trovano ad essere messi in discussione e la presenza di uno di maggiore spessore come me può rappresentare un problema, se non si sanno cogliere le opportunità. e se si è un pò coglioni come loro, fatemi aggiungere. secondo, oggi si è operata la mia amica A. non era un intervento delicato, nel senso che non si rischiava di lasciarci le penne ma di essere minati a livello estetico si. mi ha mandato una foto post operazione ed è mica tanto bella la cosa, soprattutto per una donna. sembra tutto ok comunque, ma domani conto di andarla a trovare. quindi ho corso stasera anche per una sorta di dedica ideale nei suoi riguardi. cercando di averne la forza visto che sono uscito non presto dall'ufficio. il garmin dice che ho iniziato a correre sulla Martesana alle 19.35. avrei voluto fare 10 km/1 ora, alla fine ho fatti solo 7 km. di più proprio non ne avevo la forza. ho corso indossando la maglietta datami alla mezza di Treviglio, una bella diadora rossa. peccato che sia una M che sa troppo di S, anche se elasticizzata. deciderò se tenerla o darla a mia figlia. dicevo, 7 km fatti in 38'43", a 5'32" al km. alla fine ero morto. prima ero sul divano, ora torno sul divano 😀 buona notte a tutte e tutti.

10+1km e l'uomo che non ama litigare

oggi è la festa del papà e il compleanno di mia mamma. per cui eravamo tutti riuniti per i festeggiamenti multipli, papà, mamma, figlia, sorella, cognato (che oggi mia sorella mi è parsa incinta, ma nulla è stato detto.....). sono persino andato a comprare una composizione floreale per mamma, che non è da me comprare fiori. ma detto ciò, questa mattina sono andato a correre dalle parti dei miei. un caldo della madonna, devo dire, e io ho fatto malissimo a mettere un giacchino seppur leggero sopra la maglietta. ho come l'impressione di assistere ad una mutazione del mio corpo, o meglio della mia muscolatura. non facendo ripetute, ma solo fondo, è probabile che ci sia più potenziamento che elasticità. che forse va bene a livello estetico, meno a livello di corsa. vabbè, dicevo gran caldo ed io sono uscito poco prima delle dieci. si sa, qualche concessione all'altimetria quando si corre dalle parti in cui sono cresciuto. per andare a Collegno ho girato da Bruere e Basse Dora, più discesa che salita. a Collegno sono entrato nel parco Dalla Chiesa, che se rifanno l'asfalto non sarebbe male. poi al settimo km me ne sono tornato verso casa. volevo chiudere a 10 km o a 1 ora. mi sono fermato a 10 km, con ultimi 3 km in salita. fatti in 56'30", a 5'39" al km. poi ci ho aggiunto un km di defaticamento. ora se riesco correrò domani sera o al massimo martedi mattina.
venerdi sono andato con un collega nel cuneese. si parlava del suo matrimonio, nel senso che si sposa tra un mese a quasi 46 anni, dopo essere stato bigamo per una vita (vabbè, ve lo spiego un'altra volta.... comunque una occasione per vedere vecchi amici e comprarsi un abito). io lo prendevo per il culo per il loro matrimonio "tardo" (insomma, in chiesa entrambi 46enni suona un pò ridicolo....). ed insomma non lo invidiavo esattamente. lui però mi dice ad un certo punto "comunque se tu invece sei così te lo sei voluto, non è che ti siano mancate le occasioni nella vita". in quel momento suona il telefono ed era la mia amica L., rispondo e le dico che sono in vivavoce e con un collega, quindi di evitare di dire cazzate come suo solito. vabbè, voleva dirmi che ha visto la mia ex/ex/ex e non l'ha cagata per niente. amen, le dico, da zero a dieci interessa zero. e allora mi viene da pensare alla mia amica L. che sta col mio amico R. da 16 anni (di cui 4 o 5 da amanti e cornificatori dei rispettivi coniugi) e che hanno passato l'esistenza a litigare e farsi dispetti reciprocamente. in certi momenti, un giorno sì e l'altro anche. ma mica litigate blande. no no, robe pesanti, insulti, urlate e anche schiaffi (reciproci, sia chiaro). ma comunque sempre lì inossidabilmente assieme, anzi persino più felici e contenti. insomma, felici e contenti per i loro tipi. una delle ultime volte che sono stato a cena da loro mi capita di andare in bagno. mi lavo le mani, ma noto qualcosa di strano. ci ragiono, mancano le centinaia di campioncini di albergo di cui R. fa collezione da anni. esco, e gli chiedo dove siano finiti. e lui "me la buttati L. una volta che abbiamo litigato". minchia, io ci penso, per me sarebbe roba da andare dall'avvocato subito ad iniziare le pratiche di divorzio. e visto che mi dice di aver incontrato la mia ex, mi viene in mente di una volta in cui alzò la voce perchè le giravano le palle che andassi da mia figlia (motivo per cui sarebbe finita un paio di anni dopo) e subito dopo buttò un piatto per terra. ecco, io credo di aver fatto la faccia più feroce e composta che si potesse fare. le dissi solo "tu puoi farmi qualunque cosa, ma sai che io non sopporto scenate del genere". per 24 ore non le parlai. me ne andai a letto, il giorno dopo ci salutammo di sfuggita, andammo al lavoro, anche a cena ci dicemmo poco e niente. si, poi facemmo l'amore. ma l'amore col cazzo che è bello se è litigarello. quindi caro A., si forse me la sono voluta io, ma io non sono nato per soffrire. soffrite voi, se vi piace. buon inizio settimana a tutte e tutti.

giovedì 16 marzo 2017

due gambe, quattro ruote e le solite donne scarse

questa mattina sono andato a correre. e dove sta la novità? sta che per una serie di ragioni che scoprirete dopo mi sono potuto permettere di non andare prestissimo. ed era una mattinata bellissima per correre, sulla mia Martesana. mi sono scoperto avere discrete gambe, e questo senza forzare più di tanto devo dire. oddio, non è vero. che nella mia testa c'erano da farsi 10 km, magari a ritmo contenuto, ma 10 km. alla fine ne ho fatti poco più di 9 in circa 49 minuti e mezzo, a 5'29" al km. dopo aver bevuto alla fontana del parchetto ho fatto 700 metri di defaticamento, che mi sembravano lentissimi, ed invece erano a 5'50" al km. soddisfatto, non c'è che dire.
ho potuto correre più tardi perché sono andato a lasciare l'auto aziendale per prenderne una nuova e migliore di quella precedente, perché la tecnologia teutonica in questi anni ha fatto ovvii passi in avanti. per identica intendo quello che pensate: stessa marca, stesso modello, stesso colore. le consuetudini rendono migliore l'uomo. le auto sono cose: valgono quello che valgono. ma le cose rappresentano la vita di ognuno di noi. con quest'auto ho fatto 191.551 km. alla sua guida ho avuto due fidanzate ufficiali e ovviamente ufficialmente importanti. altre donne altrettanto importanti, anche recentemente, hanno preso posto in essa. con lei sono stato fino a oltre Brindisi, nel Cilento, in Sardegna, Trento, Udine, Carrara, Salsomaggiore, Biella, Treviso, Livorno, Parma. e poi a me guidare piace. di stufare ancora non mi sono stufato. e mi sembra anche un sinonimo di libertà. cioè, chi è senza auto, chi non guida, chi dipende da altri mi pare meno libero di me. io la vedo così, e questo dico.
ieri pomeriggio (o sera, boh, forse era sera) una donna pressoché sconosciuta mi ha detto una cosa che ha fatto male. ma non a me: a se stessa. si parla di uomini, ovviamente. più o meno suonava così: "sono fragile, per colpa di un coglione che si prende gioco di me che sono debole e stupida". ora, il perché mi abbia detto questa cosa, molto intima e personale, non è dato sapere. qualcun'altra, questa volta affatto sconosciuta, ha replicato "noi donne siamo messe così". e la prima a sua volta a dirmi ancora "tu sei uomo, non soffri, per una donna è più difficile". calma, calma, cazzo! dove sta scritto che una donna dovrebbe mangiare merda? dove sta scritto che una donna dovrebbe avere la sindrome della crocerossina, innamorarsi dell'uomo palesemente sbagliato, di quello che ti fa soffrire? a 50 anni ho una fortuna ed una sfortuna. la prima, capire e comprendere le persone al volo, donne comprese. o forse soprattutto le donne. la seconda: essere comunque attratto dalle donne, salvo dileguarmi quando sento puzza di bruciato. su tutto, mi domando che vita sia quando ti perdi le cose belle. su tutto, questa cosa me la chiedevo proprio questa mattina. buona serata amiche ed amici.

mercoledì 15 marzo 2017

variedeventuali (di running e non solo)

alla fine le quattro foto che sono riuscito ad individuare in rete (ce ne sarebbero pure altre, ma sono a pagamento e quindi ciccia) della scarpadoro sono venute veramente bene. ormai è un copione. più o meno so quando e dove quelli di www.podisti.net si piazzano e taaac ecco la foto figa che sembro quasi un vero runner, come potranno confermare i lettori che conoscono la mia vita anche tramite social. ieri ho deciso tre cose runneristicamente parlando. la prima è che non correrò tra due domeniche la mezza di Seregno. ci sono tante ragioni, non ultima che la gara parte alle 9, che sarebbero le 8 visto che cambierà l'ora. che significherebbe alzarsi troppo ma troppo presto, e non ne ho voglia. ma tra le ragioni c'è anche la seconda decisione presa ieri. mi sono iscritto alla Sarnico-Lovere, che come dice il nome parte da Sarnico e arriva a Lovere, ovvero è mezzo giro del lago d'Iseo, la sponda bergamasca per essere esatti. tra 40 giorni circa mi aspetta questa nuova e decisamente impegnativa distanza. stiamo parlando di una distanza che va dai 25,2 ai 26 km (ohi, è il loro sito che non riesce a dare una indicazione precisa). e non pianeggianti, se posso aggiungere, ma un continuo di salite, discese e gallerie che gli appassionati di running conoscono per i problemi che in passato hanno determinato ai podisti. voi direte, ma sono 4 km in più di quelli che abitualmente fai, cosa sposta alla fine della fiera?. e col cazzo, aggiungo. oltre 21 km il podismo richiede un altro tipo di impegno. e quindi dovrò fare solo e soltanto una cosa: allenarmi. ma ora che ci penso anche un'altra cosa: ancora allenarmi è anche per questo che non ha senso fare una ulteriore mezza a distanza di due settimane, quello che potrò fare da qui al 23 aprile è fare un paio di tapasciate, preparare un lungo (due la vedo difficile) domenicale, dosare i kilometraggi. la terza cosa decisa ieri è che avrei messo la sveglia per andare a vedere questa mattina se le gambe erano vive. perchè ieri non mi sembravano tali. niente di che, giusto capire lo stato dell'arte. mi sono svegliato prima della sveglia e alle sette ero giù sul naviglio, che aveva colori bellissimi e ciò anche grazie alla luce del mattino. come son partito ho sentito le gambe legnosissime, poi via via si sono sciolte. alla fine la mia mezzoretta l'ho fatta. per la precisione 30 minuti e 11 secondi, che mi hanno permesso di fare 5,36 km, a 5'38" al km, con leggera progressione finale. pensavo peggio, devo dire. ma di base sono ancora un pò inchiodato. insomma, ho le giunture un pò rigide. non posso permettermi di fare una settimana di pieno carico. uscirò di sicuro ancora un paio di volte, ma di certo questa settimana i 30 km non li supero. 
cambiando argomento, oggi ho fatto un corso di public speaking. a 50 anni mi è toccato di nuovo fare anche questa. il corso sarebbe oggi e domani, ma domani sono a Torino (per lavoro, of course) e quindi esentato. che impegnare la forza vendita per due giorni mi pare troppo, se posso permettermi. i corsi di public speaking sono un pò imbarazzanti. su tutto, il fatto di essere ripreso da una telecamera. per essere poi visti. io ho recitato tre "sketch". il primo facile, tre minuti, è andato così così. il secondo, meno facile e di quattro minuti è venuto bene, e aveva l'obiettivo di far decollare lo speech e attirare l'attenzione. l'ultimo, di sette minuti, era difficile anche perchè ero il primo a recitarlo. e cazzo, mi è venuto bene. cioè, intendo attorialmente parlando. voi direte, grazie al cazzo, è una vita che parli in pubblico. e ma 'sto bastardo l'ultimo esercizio di recitazione lo ha fatto veramente difficile, dovevo "vincere" su tutta la platea, ovvero su una ventina di persone. e poi lo sapete che sono arrugginito no? comunque domani replico, nel senso che a Torino devo (anche) partecipare ad un "talk show". sperando che ci siano una ventina di persone, che sono abituato ormai al deserto dei tartari in questo tipo di iniziativa. buona notte, o buon giorno per domani.

domenica 12 marzo 2017

scarpadoro 2017, una parziale delusione

ho guardato le previsioni del tempo per tutta la settimana. e non per sperare in un bel weekend di sole, ma per il suo esatto contrario. eh si, perchè noi runner siamo controtendenti, e quando siamo in gara la domenica speriamo in un brusco calo delle temperature, nell'assenza di sole e magari anche in un pò di vento a favore. ciò a maggior ragione se il runner è un pippa runner quale il sottoscritto. che io il primo caldo l'ho sempre patito. quando ero un atleta (e lo ero sul serio, che credete, ma erano gli anni 80 e 90) il primo caldo di marzo o aprile era una autentica via crucis. poi mi adatto. ma poi. vabbè, tutto sto preambolo per dire che oggi avevo la scarpadoro a Vigevano, una mezza bellissima, che due anni fu la mia seconda mezza in vita e l'anno scorso rappresentò il mio PB. non ho avuto una settimana riposante, anzi il suo esatto contrario. in più ho mangiato male, soprattutto ieri per zatopek, come non si deve mangiare il giorno prima di una gara. del caldo ho già detto, fatto stà che oggi sono partito abbastanza bene, ma al decimo km ho capito che non sarebbe stata una gran giornata. ai 10 ho girato in 56'34", più che decoroso. poi all'undicesimo ho visto il ristoro. io non mi fermo mai e poi mai a quel ristoro. ed invece mi sono fermato. e mi sarò fermato almeno 40 secondi. cioè, non ho preso un bicchiere d'acqua o di sali per berlo in corsa (che poi non ci riesco): no, mi sono proprio fermato. e quando sono ripartito ho capito che dovevo solo portarla a casa. corsa tra i 6'10" e i 6'20" al km. al ristoro tra il 15° e 16° altri 40 secondi buoni fermo. al 19° e 20° ho camminato un paio di volte. poi lo stadio si è avvicinato, ho raccolto le forze e il mezzo giro di pista l'ho fatto anche bello sostenuto, questa cosa naturalmente fatta a favore dei tanti fotografi che come sempre a Vigevano sono elemento caratteristico. alla fine anche sta volta mi è uscita fuori una traiettoria pazzesca: 21,24 km (di nuovo corsa più lunga della mia "carriera") fatti in 2 ore, 9 minuti e 38 secondi. male, ma non malissimo. tempo addietro una mezza così l'avrei fatta in cinque o sei minuti in più. però ho un pò di amaro in bocca. Vigevano è la mezza che amo di più. a pranzo ho mangiato spinaci, che hanno un loro perchè si sa (chissà se una mia lettrice ricorda) e due olive in croce. devo mangiare meno, se voglio fare meglio. ho chiamato mamma, per chiederle se quelli avanzati li dovevo buttare o se potevo mangiarli stasera. sarà stata contenta per il coinvolgimento! ora mi riposerei. cioè, mi riposerei un par di palle, ho il frigo vuoto! un abbraccio globale a tutte e tutti.

ps: comunque ho intenzione di raddoppiare. i km. oggi ci penso......

venerdì 10 marzo 2017

Venerdì sera

Sono dai miei, abbiamo finito cena e adesso sono seduto sulla poltrona della cucina all'angolo del termosifone. Guardo mio papà e mia mamma. Li vedo veramente tanto invecchiati.

barbara d'urso

oggi 9 marzo 2017 (cioè, adesso è il 10, ma è successo il 9 per intenderci), ho firmato il mio primo contratto di questa mia nuova "golden age" lavorativa. a 39 giorni dalla nomina ufficiale nel ruolo. in verità lavoravo al progetto dal 17 dicembre 2016. comunque si è trattato di un closing abbastanza veloce. e, va detto, una operazione che solo io potevo fare. i miei ascari qui al nord non ci sarebbero mai arrivati. sono contento. non è una grandissima operazione dal punto di vista economico, si poteva fare meglio, ma si poteva anche fare una beata minchia. piutost che nient l'è mei piutost, si dice da noi a Milano.
sono reduce dalla cena/festa dei vecchi scemi. ed è andata esattamente come pensavo che andasse. io ero il maschio più giovane di sicuro, probabilmente la mia amica A. la più giovane tra le fanciulle. uomini da buttare al macero, milf disperate ed anche un po' andate. ne ho salvate un paio. non quella più aggressiva della serata. perché ha ragione la mia amica A. "quella in bocca non lo prende, le fa schifo". che è esattamente quello che ho pensato quando ho capito chi fosse (l'avevo accompagnata a casa in auto una roba tipo quattro o cinque anni fa). delle due che ho salvato una mi sembrava in gamba per il lavoro che fa, l'altra perché era un mix tra la svendita primaverile di abiti invernali e la dichiarazione di guerra di Macao alla Cina. che fosse brutta come il peccato era particolare irrilevante. poi è arrivato il coglione. un commercialista che ha otto volte la mia memoria. si ricordava che eravamo stati a cena un tot anni prima alla cappelletta. non solo, si ricordava di cosa avevamo parlato. giuro, volevo infilare la testa nel forno insieme alle lasagne. ma su tutti c'era lui. colui a cui ho dato un soprannome involontariamente 18 anni fa e da allora questo soprannome riecheggia tra lombardia e liguria. lui che ha fatto tutte le trasgressioni possibili ed immaginabili nella sua vita: cocaina, sesso di gruppo, scambismo, ed oggi lui e la moglie guai a sgarrare la messa ogni domenica. poi certo, entrambi stasera si sono presentati vestiti come se avessero vent'anni in meno. ma sono dettagli questi. io quando sono con lui, e bevo qualche bicchiere di vino, formo un tandem d'attacco. per fortuna capita raramente.
e barbara d'urso che c'entra? e cazzo, eccome se c'entra, porca pupazzola.... buona notte. o buon giorno, è il caso da dire.....

mercoledì 8 marzo 2017

dello scarico, di alcuni pensieri, di Milano

lo scarico andava fatto probabilmente domattina o domani sera. ma domattina vado via per lavoro e domani sera sono ad una cena di vecchi scemi (brutta cosa invecchiare male, capisco sempre di più perchè me ne sto per i cazzi miei), per cui stasera poco prima delle sette ero sulla Martesana. per correre in pantaloncini, ma quelli da runner, che coprono a mala pena le chiappe. e ve l'avevo detto che avevo voglia di mettere via il collant da corsa. stasera avevo voglia di correre. dovevo scaricare e non tanto in vista della mezza di domenica, ma per cassare alcuni pensieri. quindi ho fatto sette km tondi in 38 minuti altrettanto tondi, a 5'26" al km. non esattamente piano e con gli ultimi due in progressione, a 5'13" e 5'12". poi quando sono arrivato sotto casa volevo aspettare la fantastica triatleta ed ultramaratoneta della Martesana, che avevo incrociato e salutato all'altezza del parco vittime di nassirya. solo che lei è andata fino a via idro, e quindi anche se ho fatto ancora 1 km di scarico, questa volta veramente vero e proprio, non ho potuto aspettarla che iniziavo a sentire freddo con la maglietta sudata addosso. adesso dicevo, non si corre fino a domenica: domani per i motivi che ho detto sopra, negli altri giorni perchè domenica c'è Vigevano. e la scarpa d'oro di Vigevano devo affrontarla come l'ho affrontata nel 2015 e nel 2016.
mi sta salendo l'ormone. da giorni. voi direte, grazie al cazzo è la primavera. può essere. ma secondo me è perchè a gennaio e febbraio ho applicato al meglio i concetti di furia e gentilezza, che per essere tali devono essere un mix di qualità e quantità. in altri termini, ho scopato da dio. si sa, l'appetito vien mangiando. e quando ho voglia di scopare posso fare o gran cose o gran cose dannose. per fortuna che sono cintura nera di razionalità bagaj. questa mattina ho fatto un appuntamento all'isola. chi conosce Milano saprà che l'isola fino a 15/20 anni fa era un quartiere di merda. oggi è uno dei più quotati quartieri di Milano. la Milano di un tempo accanto alla skyline di porta nuova. movida, locali, uffici, modelle. una figata pazzesca. io all'isola ho lavorato per sei anni. tra l'altro a cinque minuti di auto da casa mia. vabbè, questo appuntamento nasce dal contributo di un amico/cliente. un pò forzato, perchè il tipo al telefono mi ha detto che aveva un pò di problemi. ma poi me lo ha concesso. i problemi li ho capiti durante il colloquio: è uscito da casa il 6 dicembre, separazione giudiziale in corso, due figlie di 6 e 9 anni. coraggio, sei solo all'inizio, a me è durata 4 anni. se non è colpa tua, pensa alle tue figlie, il tempo ti restituirà con gli interessi ciò che ti ha sottratto. all'improvviso gli suona il telefono, sbianca, mi dice "scusa devo uscire". avvocato o moglie, gli chiedo? la seconda. tranquillo, sai quante litigate, quante carte bollate, quanti insulti. tutto poi va in prescrizione. dicevo, l'isola è dall'altra parte della ferrovia, per quello che si chiama così. passo accanto al bosco verticale. lo so che non è bello. però è unico e diverso. perchè Milano è così: unica e diversa. ci siete voi e poi ci siamo noi. non siamo meglio, siamo un'altra cosa. siamo più avanti di voi. su un blog che leggo l'autore si domandava dove potesse vivere in alternativa alla sua città. io ho scritto che se dovessi lasciare Milano mi sentirei un coglione. autorizzerei chiunque a considerarmi un mentecatto. e vabbè, stasera ho ascoltato Samuel, Biffy Clyro e Baustelle. buona notte amiche ed amici.

martedì 7 marzo 2017

nordest

tra ieri ed oggi mi sono sparato 1000 km in auto, transitando in tre regioni. un tempo il nordest mi piaceva poco. oggi non la penso più così e direi che va molto più che bene, solo gli sciocchi non cambiano idea è uno dei mantra della mia vita. ho dormito come sempre a Padova, che è città baricentrica per i miei giri. ieri sera ho cenato nel ristorante padovano che preferisco, ma ero talmente stanco che ho faticato a finirla la cena. alle undici e un quarto dormivo già. nella notte un paio di volte mi è successo di svegliarmi, ma il tempo di andare in bagno o bere ed eccomi pronto a tornare nelle braccia di morfeo. poco prima delle sette ha suonato la sveglia. ma non per andare a lavorare, bensì per andare a correre. il mio albergo non è che sia proprio in zona ideale, e mi domandavo dove avrei potuto correre. dopo neanche un km ho trovato un parchetto. beh, sempre meglio di niente, mi son detto. poi vedo un ponte strano, che sovrastava l'arteria a scorrimento veloce che conduce fuori Padova. e vedo discendere un runner. e se lì c'è un runner vuol dire che c'è una strada da runner. nel frattempo che faccio il ponte mi rendo conto di una cosa che non immaginavo: Padova non è esattamente piana. oltrepasso il ponte e vedo un canale, che scoprirò poi chiamarsi "piovego", con un sentiero sterrato. faccio un paio di km, lo supero e ritorno indietro dall'altro lato. sono a sei km, sto andando benino, ma penso che sia perchè sto scoprendo un posto nuovo per correre, e questa cosa mi piace. risupero la superstrada e rientro nel parchetto. devo arrivare a 8 km, di più non è possibile perchè devo andare in filiale. ma arrivato a 8 dico che devo arrivare a 9. punto verso l'albergo ma a 9 non ci sono, e rifaccio un giro, un pò stupido, dell'isolato. alla fine faccio 9,20 km, in 51'58", a 5'39" al km, con una sessantina di metri di aumento di quota. con mia massima soddisfazione, perchè correre è anche scoprire cose che in altro modo non avrei scoperto. mai mi ero soffermato su quel parchetto, che pure avevo affiancato decine di volte, mai mi ero accorto di quel canale, anch'esso costeggiato decine di volte. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

domenica 5 marzo 2017

dei negroni sbagliati e delle magliette da running griffate

tra venerdì e sabato mi sono sparato tra i 1200 e i 1300 km in auto. in questo giro tortuoso sono persino riuscito a stare un'ora a Venezia, che non si può sentire che una persona stia appena un'ora a Venezia. ieri sera c'era la festa/concerto della mia amica A. che non è stata brutta, anzi. lei col suo gruppo se la cavicchia, l'altro gruppo che ha suonato erano veramente bravi. ma si è rivelata un pò dispersiva, forse a causa della location. sta di fatto che l'apericena era notevole ma fatto di robe che spaccano lo stomaco. ma soprattutto c'era il free drink, e io e il free drink abbiamo un rapporto complesso. nell'apericena qualche bicchiere di rosso l'ho bevuto, ma poi è arrivato il momento della sfida tra me e quella roba fatta da spumante, campari e aperol (lo so, ci vorrebbe il vermouth carpano, ma quello c'era) chiamato negroni sbagliato. non ricordo se ne ho bevuti tre o quattro. ma ricordo che erano ben più carichi di quelli che si bevono nei locali degli aperitivi milanesi. a mezzanotte e qualcosa tutto è finito e mi sono mosso verso casa. altri km che questa volta però non ho voluto fare in autostrada, perché avevo voglia di vedere la provincia al sabato sera. e vabbè, lo ammetto, avevo voglia di guidare un po' da tamarro. e siccome ero sintonizzato su virgin radio, so di aver cantato prima all'altezza di Pontirolo, poi dalle parti di Cassano d'Adda.
tutto è bene ciò che finisce bene, ma questa mattina mi sono svegliato alle otto e probabilmente avevo un alito simile alle fogne di Monaco dopo l'oktober fest, nonché un po' di nausea. e mi son detto "e mò come cazzo faccio ad andare a correre?". che nella mia testa oggi ci doveva stare un lunghetto, o qualcosa del genere. ma la volontà è la volontà. bevo un the verde, non mangio niente (e tanto c'erano le calorie della sera prima) e mi preparo per andare a correre. mi domando che tempo ci sia fuori casa, esco sul balcone, ma non lo capisco. sembra faccia freschino, è un po' nuvoloso, ma cazzo siamo a marzo. allora opto, ancora una volta, per la calzamaglia leggera, sopra metto solo un termica ma di quelle termiche tanto per dire e una maglietta manica corta da running, una di quelle che danno alle gare. parto alla spera in dio. la nausea non passa, sento il vento, maledico il momento in cui ho deciso di correre. ma poi passa, per Zatopek, e dopo i primi km fatti a cazzo inizio a muovermi un po' meglio. all'altezza di viale monza incrocio M.L., bello come il sole col suo passo da 4'40" al km (in versione lungo) e bello pure come uomo che sua moglie secondo me deve ritenersi fortunata ad avere un marito così. questo incontro forse mi dà la carica per andare avanti. e poi come è primavera per me è primavera anche per gli altri runner. e qui entra in campo il gioco di sguardi, che è fatto dalla constatazione del passo e quando inizia il bel tempo è anche l'osservazione delle magliette indossate. per dire io avevo la maglietta della 100 km di Seregno, ma io lì ho fatto la mezza, mica sono un ultramaratoneta io! ma tutti mi guardavano e la domanda se la ponevano, che non lo so? e peraltro pure io guardavo loro, che poi alcune delle loro magliette le ho pure io, che tante non le ho manco mai indossate. andiamo oltre, arrivo in via padova che sono 4 km e mezzo e torno indietro. ai 5 giro basso, lo so, ma sul ritorno aumento leggermente l'andatura. diciamo che ci provo. arrivo in melchiorre gioia che sono a otto km, entro dentro il parchetto e rifaccio la Martesana avendo come obiettivo di andare al parco vittime di nassirya e tornare indietro. ai 10 giro in 56'06", vuol dire che ho recuperato quasi un minuto rispetto ai primi 5 km. devo arrivare a 12, in un modo o nell'altro. leggera spinta negli ultimi due km, fatti a 5'27" e 5'23". alla fine 12,14 km fatti in 1h07'37", 5'34" al km. dai che è andata bene. niente lungo, ma quasi 900 calorie bruciate. i negroni sbagliati in parte sono stati smaltiti. buona domenica a tutte e tutti.

giovedì 2 marzo 2017

come sempre, la Martesana

il post di ieri sera era incazzoso e incazzato. neanche tanto, il giusto diciamo. quando sono andato a letto ieri sera mi sono addormentato subito, ma mi sono svegliato spessissimo nel corso della notte. ho anche sognato parecchio, ma mi ricordo solo un sogno in cui c'era una tartaruga che girava libera per casa, una casa che era la mia ma direi condivisa (con una donna, ma non ho ben identificato chi fosse); questa tartaruga a un certo punto mi saliva nel letto (e so per certo che era il mio letto). forse c'era pure un cane che cercava di mordere, invano, la tartaruga. vabbè, fatto sta che alle 5 e rotti mi sono svagliato e non mi sono più addormentato, che ho iniziato a pensare ai cazzi miei. ma io avevo la sveglia alle 6.25, e con calma mi sono alzato, ho cazzeggiato sullo smartphone, mi sono fatto il caffè, mi sono bagnato gli occhi e sciacquato il viso e me ne sono andato sulla Martesana a correre. partenza alle 6.35 che c'era già quasi luce. apro una parentesi: mi sono rotto il cazzo di correre con la calzamaglia da corsa. quella calzamaglia che a mia mamma suona ridicola e proprio torto non ha. ho voglia di correre in pantaloncini, ma al mattino fa ancora troppo freddo (5 gradi questa mattina). chiusa la parentesi, questa mattina volevo fare 10 km. sono partito abbastanza blando, ai 5 ero in 28'33", ma al ritorno ho aumentato il ritmo. nel frattempo spuntava il sole, e la Martesana si poteva vedere in tutta la sua bellezza. quest'anno è stata una figata 'sta cosa che non abbiano tolto l'acqua d'inverno. certo, la maleducazione e l'inciviltà delle persone non possiamo contrastarla, che buttano di tutto e di più. dicevo, ritmo aumentato al ritorno. che è poi ciò che conta in allenamento, che mica bisogna fare i temponi, poi a quell'ora del mattino e a stomaco vuoto..... ottavo km a 5'30", nono km a 5'25", decimo e ultimo a 5'21". alla fine 10,01 km in 56'03", 5'36" al km. direi molto bene. adesso sto elettrico, come capita quando corro con soddisfazione. vediamo stasera poi come sarò alla pizzata a cui boh....forse se declinavo era meglio. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.