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lunedì 30 gennaio 2017

nelle situazioni bisogna starci

capita talvolta che a persone di modesta cultura escano perle di saggezza incredibili. nel titolo di questo post c'è tutto: puoi pianificare, puoi razionalizzare, puoi proteggerti, puoi calcolare, ma alla fine la vita è fatta da imprevedibilità, da pulsioni, da salti nel vuoto. e come dice il mio amico R, a cui l'uso del congiuntivo risulta ostico quanto il cinese antico per il sottoscritto, nelle situazioni bisogna starci. sono appena tornato a casa dalla pizzata del trio delle meraviglie (nel senso che nella vita di minchiate ne hanno fatte a iosa), io, A. & A., a cui si è aggiunta la S., che un anno fa la A. mi ha proposto in chiave fidanzatesca ma che anche un cieco avrebbe capito che di fidanzamento lei ha zero voglia e interesse, e la trombamicizia la coltiva con reciproca soddisfazione con un finanziere felicemente sposato. era qualche giorno che la A. mi evitava. più volte le ho telefonato, sempre si negava. al limite, una lunghissima chiacchierata via whatsapp ieri pomeriggio. pensavo che la causa fossero i seri problemi di salute che sta avendo, che io li ho sminuiti volutamente, ma che in realtà preoccupano persino me. tutto ciò per dire che non era mia intenzione cazziarla, come purtroppo talvolta mi capita di fare proprio perché le voglio tanto bene. stasera raggiungo casa sua, salgo sul suv di A. arrivato prima di me e lei mi dice subito "Francesco, te lo dico subito prima che mi cazzii, mi sono ripreso C. dopo capodanno ma qualche giorno fa mi ha mollato per rimettersi con la ex e sto di merda". ora, la velocità con cui mi ha sbattuto in faccia la cosa è stata tale che ci ho messo un po' a riprendermi. però realizzata la cosa, fedele alla consegna sono stato molto accomodante, tanto che A. in pizzeria mi fa "sono stupito dal fatto che non la stai massacrando". però non l'ho cazziata solo perché mi sono imposto la cosa. se guardo a lei, all'altro mio amico, a me stesso, vedo delle persone che hanno sbagliato tanto, che hanno alle spalle una miriade di fallimenti soprattutto sentimentali (anzi, solo di quello si sta parlando, che non ve ne eravate accorti?), ma che certamente non hanno fatto del male a nessuno (anzi, è più facile che lo abbiano subito) e hanno cercato, provato, tentato di metterci passione, amore, affetto, calore. lei era incazzatissima, ma a sto giro credo che le passerà presto: ha altro, di ben più importante, a cui pensare. e allora ci siamo messi a ridere, a raccontare le cazzate che abbiamo fatto: di ieri, di oggi, e probabilmente anche quelle di domani. in fondo l'amicizia vale quanto e più dell'amore, soprattutto in questi casi. solo gli amici capiscono che nelle situazioni bisogna starci (ma quanto assomiglia questo post a quelli del vecchio blog?). e ora la mia preoccupazione è: andrò a correre domattina prima di mettermi in viaggio o domani sera, sapendo che potrei arrivare troppo tardi? (la risposta la so già in realtà, ma lo scoprirete col prossimo post). Mario Venuti, "veramente".

domenica 29 gennaio 2017

PB sulla mezza in allenamento!!!!!

sarà che questa notte ho dormito bene, sarà che ieri pomeriggio ho fatto l'istruttore ad una ragazzotta friulana che era l'immagine del peccato (come sapete so individuare bene quelle che hanno il cazzo negli occhi), sarà che correndo ho incrociato prima Massimo e poi all'altezza del Lambro la Silvia, due runner fighi da morire, belli e forti, che farei il patto col diavolo per essere come loro, sarà più facilmente che oggi era una giornata bellissima per correre, fatto stà che oggi mi è uscita una cosa che ha dell'incredibile. sono partito intorno alle 9.30, ben colazionato, e nell'orario più ottimale per me. sono partito velocissimo, troppo veloce. ho polverizzato il PB sul km e sul miglio! è vero che faceva freddo, è vero che ho le scarpe nuove, ma addirittura due record subito! ho rallentato un po' a quel punto, perché mai avrei potuto reggere quel ritmo. però mi era fin da subito chiaro: oggi le gambe c'erano, eccome se c'erano. e allora mi son detto: "oggi sarà lungo, oggi sarà record". solo che per record io in quel momento intendevo il record di distanza più lunga, quindi puntare ai 25 km. la testa aveva solo pensieri positivi, il tempo lo controllavo a mio piacere. arrivo al Lambro, supero la tangenziale est, entro in Vimodrone. viaggio bene, tra i 5'40" e i 5'55" al km. ai 5k giro in 26'21", ai 10 k in 55'38". quasi al confine con Cernusco torno indietro. controllo bene la frequenza cardiaca, risupero il Lambro, entro nel tratto urbano della Martesana. ai 15 inizio a sentire i morsi della fame. supero la fame e supero  i 15 a 1h24' e qualche cosa. sarebbe già un signor allenamento. ma ormai sono in ballo. ho il PB nella mezza sulle gambe, quello è l'obiettivo. arrivo a casa mia che sono quasi ai 18 km. inizia la parte brutta adesso: devo inventarmi un percorso di 3 km, utile per la testa più che per le gambe. arrivo fino alla circonvallazione, poi risalgo verso casa mia da Via Sammartini. sono quasi ai 20 quando passo dal centro che ospita i migranti. guardo il garmin. non sono neanche a 1h54". il PB è sicuro a questo punto (era di una manciata di secondi oltre le 2 ore), quello che serve capire è se riuscirò a stare sotto le due ore. e allora accelero, ripasso davanti casa mia, entro nel parchetto all'altezza di Melchiorre Gioia, vi esco, vi rientro, tanto che sembro un criceto. l'ultimo km lo faccio a 5' e 36", che è tanta roba dopo averne 20 alle spalle. i 21 sono superati, mancano i 100 metri finali, che alla fine diventano 110 metri. stoppo il garmin, quasi travolgendo dei marmocchi che corrono. salvo la corsa, il garmin lampeggia segnalandomi i tre record della giornata. ma l'ultimo è quello più importante: 1h 59' 41". lo scrivo a lettere. 1 ora, 59 minuti e 41 secondi. a 50 e rotti anni ho corso una mezza maratona sotto le due ore. che lo so, è un peccato aver fatto questo record in allenamento. ma non approfittare della giornata di grazia sarebbe stato un crimine. questo episodio è stata la ciliegina (anzi, la ciliegiona) sulla torta di una settimana bellissima. altro di più bello veramente non può capitarmi. buon proseguimento di giornata amiche ed amici.

giovedì 26 gennaio 2017

nella tua luce

"ho sempre pensato che fossi bravo". come sapete (o forse non lo sapete) non correvo da domenica mattina, cioè dalla mezza a Novara. non perché ci fosse da recuperare, ma perché sono stati giorni veramente pieni, fatti da cose insignificanti e da altre veramente belle. ma stavo in astinenza da endorfine, me ne stavo accorgendo. iniziavo ad avere impellente necessità di correre, anche se alle spalle avevo 4 ore di sonno che verso le ore 15 mi stavo addormentando davanti al pc mentre scrivevo un report. per cui passate le ore 19 sono andato sulla mia Martesana dove so che al giovedì ci sono runner della madonna. parto lento, quasi da riscaldamento, con primo km fatto in 5' e 55". ma poi capisco che stasera le gambe reggono bene e accelero. a i 5 giro sotto i 28', faccio un settimo km in 5' e 13". la risultante è che faccio 10 km in 55 minuti, a 5' e 30" al km. era da prima dell'infortunio di ottobre che non giravo così bene sui 10k. mi guardavo prima allo specchio. sono sempre più magro, il viso è quasi scavato. peso meno di 70 kg. ma mi vedo bene così, con questo fisico. gli accadimenti vanno presi, accettati. è giusto farsi delle domande. ma non troppe. la vita va morsa, talvolta nel vero senso della parola. le risposte sono nella tua luce.

mercoledì 25 gennaio 2017

kick off

"mi levo dal cazzo e ti chiamo". oggi è cominciato il 2017 della mia nuova attività che tanto nuova non è ma così piace descriverla un po' a tutti. la giornata è stata impegnativa ma soprattutto lunga. plenaria dalle 10 alle 16, piccola riunioncina autoconvocata senza chiedere il permesso con i miei futuri giannizzeri (scarsissimi, ma non posso ancora dirlo) fino alle 18 e qualche cosa, un po' di pettegolezzo lavorativo con i miei "cugini" subito dopo, perché nella vita non si sa mai. valore specifico della giornata molto contenuto. e come succedeva un tempo, cena di gruppo. solo che di soldi ce ne è meno dei bei tempi che furono e siamo finiti in un posto improbabile dove era meglio non farsi troppe domande sulla qualità del cibo (la birra però era sconcertatamente buona). confido sul fatto di aver dormito poco la notte scorsa e pertanto di avvolgermi in un sonno immediato dopo aver scritto questo post. ma non è mica finita amici miei. domani seconda parte del kick off: obiettivi, regole di ingaggio, metodologie. so già che mi morderò la lingua. ma neanche troppe volte, secondo me. diciamolo, se c'è qualcosa di buono nel contingente è dare il giusto valore al lavoro. anzi, chiamiamolo mestiere e non lavoro, che un po' di distacco non guasta. sono altre le cose che contano. nella vita di tutti, nella mia di sicuro. cose banali, ma magari fantasticamente e divinamente banali. impariamo tutti ad essere banali, perché solo attraverso la banalità si diventa unici. buona notte amiche ed amici, un abbraccio globale.

domenica 22 gennaio 2017

mezza di san gaudenzio

non correvo una mezza dai primi di settembre. avrei dovuto fare la laus half marathon a fine ottobre, ma ricorderete il brutto stiramento a metà mese giocando a calcetto e la conseguente borsite. ai primi di dicembre riuscii a fare la gipigiata sulla distanza dei 15 km, con tempo accettabile considerato il percorso prevalentemente campestre. poi di nuovo qualche fastidio alla schiena a causa di quella passeggiata di merda in quella merda di montagna. per correre ho corso, sia chiaro. anzi, non ho mai smesso. ma per l'appunto ho corso più che allenarmi. se vuoi fare una mezza, anche da pippa runner come me, dovresti seguire un minimo di tabelle. invece nel periodo credo di aver fatto diverse uscite, ma di serio un 12 ed un 13, e un 14 fatto anche di allunghi. insomma, qualcosa ed anche di significativo all'appello mancava. però ho deciso di aderire alla trasferta del mio gruppo in quel di novara, dove ogni anno in questo periodo si corre la mezza di san gaudenzio, patrono della città. non l'ho mai fatta, ma me ne parlano tutti bene. per correrla vengono da tutto il piemonte e lombardia. c'era la base running di torino come la runners bergamo. noi eravamo una decina a fare la mezza ed altrettanti a fare la 10 km. hanno organizzato anche il pranzo dopo la gara, ma io sono troppo indaffarato per potermi fermare. manco a dirlo, un freddo della madonna. sveglia alle 6.35, un the verde e qualche biscotto e via in autostrada, con termometro che segna -2. arrivo, come sempre, prima di tutti gli altri. mi vesto, kalenj invernale sotto, sopra termica, maglia da corsa aggiuntiva e maglietta sociale sopra. cappello e guanti, ovviamente. un arcobaleno di colori che non si può guardare. si parte. l'obiettivo unico è arrivare. con i più "scarsi" del mio gruppo faccio solo 1 km, poi loro prendono il largo. io mi sento abbastanza bene. non ho particolari timori di non farcela. me ne accorgo al quarto/quinto km. l'andatura decisa è volutamente blanda, ma se taglio i ristori posso recuperare. c'è un bel sole (forse sono persino abbronzato adesso), le sensazioni sono buone. e allora succede che mi viene da pensare alle cose belle che sono successe e succedono nella mia vita. che se ci pensi non sono poche. e allora decido che questa corsa è anche per loro. la risultante è stata che ero certo che avrei fatto bene. cioè, relativamente bene in rapporto alle mie capacità. viaggio un po' sotto, un po' sopra i 6' al km. ai 10 giro in 59 minuti e qualche spicciolo di secondo. il percorso è terribile. strade di campagna, per giunta parzialmente chiuse al traffico, con un paesaggio quasi spettrale. faccio anche con relativa scioltezza una salitella intorno al dodicesimo km. salto regolarmente i ristori. mi fermo soltanto, e penso per pochissimi secondi, a prendere un the mignon al ristoro del sedicesimo km. addirittura "accelero" nel tratto in cui si rientra a Novara. sono stanco, ma in modo più che accettabile. superato il ventesimo ci affianchiamo allo stadio. accelero ancora un po' ma poi mi dico che non ha senso. sta andando benissimo così, sta uscendo fuori un allenamento, riuscitissimo, per le due mezze che mi interessano a febbraio e marzo. tolgo i guanti per bloccare subito il garmin tagliato il traguardo. il gps mi segna un po' meno (21 km anziché 21,097 km), ma questa mezza si porta a casa in 2 ore, sette minuti e trentacinque secondi, che se ci penso è il mio quarto miglior tempo sulla mezza (le prime tre, Vigevano/Treviglio/Vigevano). prendo la medaglia, secondo me meritatissima, recupero con non poche difficoltà pacco gara (tuta + gorgonzola + riso) e borsa al deposito e mi fiondo alla doccia. è stata una mattinata bellissima. ho la casa che fa schifo, non ho tempo per sistemarla, mi devo mettere a scrivere una relazione, spero che se stasera per puro caso sale una gnocca a casa mia sia clemente, di solito non sono così uncio. a me piace correre, perché correndo si va avanti.


lunedì 16 gennaio 2017

tre piccioni con una fava

chi siano i tre piccioni lo saprete alla fine del post. per intanto è uscito il nuovo disco dei Baustelle. già la canzone che lo aveva anticipato, ma che si sapeva non avrebbe fatto parte della track list, era bellissima ("Lili Marleen"), poi è uscita "Amanda Lear", ancora più bella. il resto non l'ho ancora ascoltato, ma secondo me si tratta di un gran bel lavoro. A me i Baustelle piacciono perché mi fanno pensare all'amore. A sentire le loro canzoni mi viene da pensare a me e ad una che ci avvinghiamo a limonare su un letto, vorticosamente, che si fa l'amore e poi ci si addormenta abbracciati.
stasera, anche se non mi sentivo, se ero stanco, se fa freddo, se sono in forma approssimativa, per i motivi che leggerete dopo (ma anche perché ho una mezza domenica) alle 19.15 sono partito bardato che sembravo darth vader tra cappelli, guanti, calzamaglia pesante e giacca gialla fluo. solo che non ho corso sul naviglio. incazzato com'ero mi sarei troppo perso nei miei pensieri. che sì volevo pensare, ma avevo bisogno anche di concentrazione in strada, di stare attento ai semafori, alle macchine, agli autobus, al sale e al ghiaccio. quindi circonvallazione, villaggio dei giornalisti, via arbe, bicocca village, arcimboldi, viale de marchi e quindi quei 300 metri di naviglio verso casa mia. non esattamente un percorso salutare. ma era l'unico modo per fare 8,3 km in poco più di 48 minuti, a 5' e 49" al km. e va bene così.
e infine veniamo ai tre piccioni. la fava, l'avrete capito, sono io. oggi mi è stato formalmente comunicato il mio nuovo ruolo. confermo i due passi indietro. perdo il presidio di una attività che faccio da solo 17 anni. via, puff! l'altra la mantengo, ma vediamo con quale operatività. mi viene aggiunta un'altra, un ritorno di fiamma se vogliamo. solo che le due cose, messe assieme, sono talmente stridenti da apparire ridicole. che quasi mi vergogno a modificare il mio profilo linkedin. formalmente, dal 1° febbraio, nella sostanza, da subito. e i tre piccioni? in primis, consegnare un pezzo della mia funzione a colei che grazie a ciò otterrà la inevitabile promozione. poi togliere di mezzo un potenziale rompicoglioni capace di vedere le porcherie sotto la linea gotica. e infine, mettere una persona di spessore a fare un lavoro che si presume so fare bene. vantaggi? zero. anche a fare bene, difficilmente verrei ricompensato, stipendio a parte. per certi versi, sono più incazzato di venerdì, quando ho scritto il post che sapete. sono molto incazzato. ho un diavolo per capello, e chi mi conosce sa che i capelli non mi mancano. ma forse l'incazzatura mi farà bene. a cosa, non lo so. ma in questo momento sono tante le cose che non so. buona notte amiche ed amici.

sabato 14 gennaio 2017

correre ti restituisce ciò che altro sottrae

si, è così. correre, che è fatica allo stato puro, soprattutto in una mattinata fredda come questa, ti restituisce ciò che altro sottare. e allora dico che questa mattina ho fatto 12 km di fila, un km e trecento metri di defaticamento a salire, tre tentativi di allunghi. quasi 14 km. e ora sto molto meglio. andrò a fare l'istruttore adesso, poi andrò dai miei. e magari qualche km lo asfalto pure domattina. a me piace correre, perché correndo si va avanti, e si annullano le brutte storie. buon fine settimana a tutte e tutti.

venerdì 13 gennaio 2017

miss italia potrebbe andare avanti

quella che si sta chiudendo, lavorativamente parlando, è una delle settimane più difficili della mia vita. disclaimer: può anche essere che in questo post arrivi a utilizzare termini catastrofisti o iperautocritici. ma sono provato, lo ammetto. l'ho scritto nelle ultime settimane: sono in qualche modo sotto attacco o comunque sono in odore di cambio di mansione. e non per stare meglio. per una serie di vicende, nel più becero stile che contraddistinge le aziende o le aziende come la mia, da lunedi a mercoledi - causa mancato invito ad una riunione in cui erano presenti cani e porci - sembravo un appestato. le persone quasi mi evitavano, qualcuno (di quelli che hanno il capo "potente") è arrivato ad affacciarsi al mio ufficio chiedendomi a bassa voce "francesco, come stai, tutto bene?". mail ridotte al lumicino, telefono quasi muto, le mie di mail che cadevano nel vuoto. ribadisco: sono (mal) sopportato da  tre anni. ovvero da quando sono passato da essere uno su cui veniva canalizzata ogni rogna, ogni business, ogni aspetto strategico (che dio solo sa quanto lavoravo e quanto male faceva alle mie coronarie questa cosa) ad uno che conta come il due di coppe quando la briscola è bastoni. si sa, cambiano i manici e cambiano gli scenari. eri tutto, non sei un cazzo perchè tu sei quello che ha fatto questo che rispondevi a quell'altro che per fortuna che è andato via che era responsabile di tutti i mali dell'umanità. cazzate, ovvio. cazzate da grande azienda, da azienda strutturata, da azienda dove manca il padrone e allora non sono i risultati a contare o le capacità a contare, ma altro. salvo, ogni tanto, ricordarsi che esisti, chiaro. magari fare anche bella figura, ma alla fine della fiera non serve ad un cazzo, perchè è altrove che si decide, ma soprattutto che si ha la possibilità di far valere le proprie ragioni. dicevo, tre giorni di lazzareto. e allora inizi a pensare alle cose più turpi. che non è il cambio di mansione, è altro. a cui sono preparato, sia chiaro. a cui sono strutturalmente attrezzato. chi è stato costretto a tagliare sa di dover essere tagliato prima o poi. ma poi, d'incanto, al giovedi mattina riprendono ad arrivare le mail, riprende a suonare il telefono, riprende la vita. come se radio azienda avesse decodificato e dato l'interpretazione autentica all'accaduto. prima che ancora l'interessato, il sottoscritto, sappia di che si tratta. cosa che effettivamente è. non sono stato con le mani in mano, ovviamente. ho raccolto altre informazioni, ho parlato con chi dovevo parlare e sa, ho fatto riunioni propedeutiche a ciò che andrò a fare a breve. aspetto solo l'ufficialità. è questione di giorni, ma sarà fare un paio di passi indietro. non sono neanche così importante da darmi particolare urgenza, vi sono altre priorità. come mi sento in questo momento? oltre che provato, un pò mi vergogno. ho vissuto altri momenti lavorativi difficili, impegnativi, fastidiosi. il lavoro è una cosa bella ma sarebbe ancor più bello potersi permettere di non lavorare. ma sono sempre stato protagonista, combattente, forte, determinato. sia quando ero stato appena inculato e c'era da ribattere colpo su colpo, sia quando ero determinante ed apicale. questa volta non è stato e non è così. questa volta la sensazione è brutta. perchè sento che, a prescindere dal giusto o sbagliato (che sono concetti che non esistono, sul lavoro), questa vicenda mina tante cose, tutte insieme: la mia autostima, la dignità, il livello di coraggio. se penso a cosa usciva dalla mia bocca, dalla mia tastiera del pc, dalla mia penna anche meno di un lustro fa, nel bene o nel male, mi viene troppo male. e se devo esprimere una frase di sintesi per tutto ciò, si può dire "è la paura del futuro non essendo più un ragazzino". ovvero, il pensiero che se salti ci sta pure, avrai pure i tuoi paracadute (che la stra maggior parte delle persone normali non hanno, beninteso), ma alla fine dovrai ricominciare da capo. e con quel ricominciare da capo dovrai fare i conti, e misurare la tua energia (ce n'è ancora? è tanta?), il tuo adattamento al cambiamento, la tua capacità di misurarti con quello che c'è al di fuori del mondo conosciuto finora ivi compreso il confronto con i livelli di conoscenza richiesti (ad esempio io ho smesso di "studiare" da anni, causa necessità di operare costantemente come un meccanico della ferrari che deve fare il cambio gomme con il bolide lanciato nel rettilineo di un autodromo). quando questa vicenda si definirà, qualcosa andrà fatta e/o valutata. una mia amica che si occupa di formazione e selezione dice di fregarmene. per me miss italia va avanti, dice lei. un mio amico direttore del personale altrove dice che l'importante è che non mi tocchino stipendio e posto di lavoro. vero. no, non è vero. ma per niente, proprio per niente. un'altra mia amica coach, più correttamente, ieri sera mi ha chiesto come mi senta. e diciamola tutta. mi sento un pò una merda. anzi, un vecchio di merda. che l'ha svangata, per una serie di ragioni. e anche se, paradossalmente, questo nuovo lavoro sarà per certi versi più divertente, la risultante non cambia. ora chiudo il post, che sta diventando un trattato (in realtà è oltre due ore che scrivo, solo che mi sono dovuto interrompere gioco forza più volte). domani è un altro giorno. magari domattina andrò a correre. che ricordiamolo, questo sarebbe un blog di running. un abbraccio amiche ed amici.

domenica 8 gennaio 2017

dal 5 all'8

finisce una dieci giorni di vacanza (4 giorni lavorativi in realtà). iniziamo dalla parte runneristica. questa settimana ho corso altre due volte dall'ultimo aggiornamento di blog. e questo significa che complessivamente ho fatto quasi 42 km, che non è poco. il giorno della befana, che ero dai miei, ho fatto quasi 10 km (il mitico 9 km e 970 metri) con un freddo pungente pazzesco (anche se poi il connect mi ha detto che c'erano 5 gradi) e con almeno 4 km di salita (sono praticamente arrivato al castello di Rivoli). il tempo accettabile, sono andato sotto l'ora, a 5' e 52" al km, con tre strappi discretamente impegnativi (per un runner serio una cazzata, per me no). questa mattina invece ero a Milano, e a 'sto giro eravamo veramente sotto zero, anche se con un sole bellissimo. 13 km tondi, in 1 ora e 15 minuti tondi. forse potevo fare qualche km in più, forse potevo andare un pò sotto i 5' e 47" al km, ma il freddo mi stava veramente congelando le tempie, benchè questa mattina io sia uscito col berretto di lana in testa. in Via Idro ho sentito una specie di bulldozer alle mie spalle. e mi sono trovato ad essere sorpassato da una scheggia. sicuramente stava andando a 4' e 10/20" al km. e aveva l'aria di chi arriva fino a Cernusco. e devo dire che questa mattina ho superato tanti ma di runner (e runnerine) veloci ne ho incrociato diversi/e. anche se i tempi sono modesti mi sento abbastanza in forma. insomma, aver fatto poco meno di 42 km in una settimana non è male. adesso devo fare una uscita da 14 km infrasettimanale e una da 18. magari se si alza un pò la temperatura preferisco. se invece nevica proverò l'ebrezza della corsa nella neve.
dicevo, dieci giorni di vacanza. dire che sono stato bene è ovvio. non che abbia fatto chissà cosa, ma io non mi annoio mai, e qualcosa che mi impegni il tempo lo trovo sempre. sono contento della giudiziosità di mia figlia. nel senso che sta studiando. voi direte che è scontato, ma a parte il fatto che di scontato non c'è nulla nella vita, se penso a come andava alle medie o nei primi due anni di superiori c'è da gridare quasi al miracolo. poi sarà anche conformista e convenzionale, ma meglio che abbia la fissa per le scarpe e per i trucchi che frequentare punkabbestia e centri sociali. domani si va al lavoro. dire che mi faccia girare le palle è ugualmente ovvio. non per il lavoro in sè ma per come dovrò affrontare le stra probabili novità in arrivo. oggi ho fatto il mio dovere di archiviazione delle porcherie di cui sono a conoscenza. una mezza polizza insomma. per il resto si vedrà. buona serata, ma soprattutto buon inizio settimana. Anthony Rother, "when the sun goes down".

giovedì 5 gennaio 2017

dal 31 al 4

sono stato al lago dal 31 al 2. sarebbe anche andato bene, se non fosse che a furia di conoscere quelle persone noto i loro evidenti segni di decadenza. non parlo di decadenza fisica, o meglio potrei parlarne visto che a capodanno io ero uno dei più giovani della combriccola (io che giovane non sono). in realtà intendo di decadenza da carriere finite, da patrimoni meno consistenti, da matrimoni e figli incerti. non è un caso che nel lago in cui mi trovavo abbiano girato tantissimi film e sceneggiati. in gergo potrei dire che l'ambiente "si presta". dagli anni '70 agli anni '90. non ho potuto in questi giorni non pensare a quello che mi succederà al ritorno al lavoro. immaginando ciascuno degli scenari possibili. e devo dire che ho trovato una soluzione a ognuno di questi scenari. questo è già rassicurante. ma io sono figlio di un manovale delle ferrovie dello stato, non di uno che ha comprato un villone al lago negli anni '60 e dieci anni fa è stato costretto a venderla.
come sono tornato a Milano lunedi pomeriggio sono stato preso da una irrefrenabile voglia di andare a correre. dopo 3 giorni di astinenza inizia la rota del runner. e così ho fatto poco più di 12 km a 5'50" al km. che non è un granchè ma anche no visto che ho deciso di fare un percorso urbano all'insegna dello smog per costringermi ad allungare la distanza. vi risparmio le vie che ho asfaltato perché sennò qualche runner che passa da qui mi dà del coglione. e sono andato a correre anche questa mattina. non avevo particolare voglia e inoltre la notte scorsa ho dormito pure male. ho fatto poco più di 5 km in circa 28 minuti, poi ho fatto una serie di ripetute che mi hanno fatto il solito effetto che fanno le ripetute, ovvero devastarmi. non so da quanto tempo non le facessi, credo da ottobre. ma tra meno di 20 giorni ho una mezza maratona, e le ripetute servono.
stasera ho fatto un fioretto sportivo, anzi calcistico. anzi, ne avrei fatti due. mi sento quasi un procuratore, e non credo neanche di aver consigliato male. andrò un paio di giorni dai miei, anche se vedrò poco mia figlia, che giustamente ha i suoi impegni, ed anche tanti. vediamo di chiudere comunque bene questa seconda parte di "vacanza". ho scoperto che esiste un inno dei runner. non è una gran canzone, ma quello che dice è vero. se avete voglia, ascoltatela. un abbraccio globale a tutte e tutti.