Visualizzazioni totali

lunedì 20 febbraio 2017

gelato metropolitano (digressione non runneristica)

questo weekend ero dai miei. ieri pomeriggio mia figlia ha dormito alla grande, visto che ha fatto nottata per andare in discoteca con una sua amica (a me è andata bene, l'ho accompagnata, potendo andare a dormire all'una. al papà della sua amica Sara è toccato andarle a prendere. alle quattro e mezza). e così alle quattro del pomeriggio sono stato preso da una irrefrenabile voglia di passeggiare e di un gelato. detto fatto, eccomi uscire da casa dei miei, sperando che la gelateria siciliana fosse aperta. così era, due euro per una bomba calorica ai gusti di cassata alla siciliana e pistacchio di bronte. pago, prendo il gelato, mi siedo sui divanetti ed ecco, li vedo entrare: suocera che porta il passeggino con dentro una creatura dormiente, la figlia, nonché mamma della creatura dormiente, brutta ed insignificante come poche, per giunta uguale alla mamma, ed il papà, nonché marito della figlia della suocera, l'uomo più affranto sulla faccia della terra. mamma e figlia ordinano due coppette e chiedono al poverino se anche lui la vuole. risposta negativa. poi ordinano una vaschetta di gelato, lui seduto su uno sgabello a smanettare sullo smartphone, triste e smunto. servo della gleba di moglie e suocera. lo guardo, lui mi guarda, capisce che io capisco (vabbè, ma io le persone le inquadro istantaneamente). ovviamente alla cassa paga la moglie nonché mamma nonché figlia della suocera. lui prende il sacchetto con la vaschetta del gelato. io continuo a guardarlo. sono stronzo, lo so. lui mi guarda, lo sa che sono stronzo. ma non ha neanche la forza di fare una faccia del tipo "che cazzo mi guardi". che dirgli, hai 35 anni, sei un uomo finito. almeno per il momento. basta, kaputt, game over. io ho 50 anni. disastri di ogni tipo alle spalle. ma da 0 a 10 invidio meno quattro la stragrande maggioranza delle coppie. se con figli arrivo anche a meno dieci. esco, arrivo fino al bingo di Rivoli, che una mia delle mie lettrici preferite conosce benissimo, torno a casa dei miei. mia figlia dorme ancora. mi metto sul divano, una mano a cazzeggiare col Samsung, l'altra a grattarmi le palle. e niente, la mia vita è decisamente meglio. buona notte amiche ed amici.
 

19 commenti:

  1. Oggi accade di tutto.
    Quel poverello potrebbe anche salvarsi.

    RispondiElimina
  2. A me terrorizza vedermi in futuro struccata, a fare la spesa in tuta con un marmocchio che urla. Che brutto pensiero...

    RispondiElimina
  3. Quello potrebbe salvarsi (e tra quindici anni osservare dal tuo stesso posto un altro trentacinquenne affranto) e a te capitare di innamorarti e restare fregato un'altra volta.
    E poi guarda il positivo: il gelato l'ha pagato la moglie. ;)

    RispondiElimina
  4. Ahaha, Francesco osservatore e descrittore di ciò che indicai come "coppie a musi lunghi diversamente armoniose".
    Io soffro di passione e dipendenza per la mia libertà da singolo e quindi non sono certo oggettivo nel giudicare.
    Diciamo che quelle persone hanno ancora un qualche obbligo, dovere, nei confronti della piccola. Noi che siamo più avanti, i nostri figli più in là verso la giovinezza piena e per la sfortuna/fortuna di esserci separati, possiamo gustarci autonomia, indipendenza e libertà.

    Buondì Francesco.

    RispondiElimina
  5. ma non sono d'accordo UUIC. il mio è un post estremista, volutamente estremista, e io estremista non sono. magari il tipo era contrariato e corrucciato perchè ha l'auto da cambiare. magari era preoccupato per un problema di lavoro. ma che bisogno ha una coppia di uscire con la suocera in una bella domenica pomeriggio quasi primaverile ? non è vero che avere figli rappresenti la fine dell'amore e della passione, eppure la risultante è questa. la libertà è egoismo, anche sano, ma sempre egoismo è. ma spesso è autodifesa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi capita spessissimo Fra, di osservare le persone, le coppie in particolare, mettendole sotto la stessa lente... Nove su dieci mi lasciano addosso una gran tristezza.
      Credo che dirsi, in quella fase della vita sia difficile, forse perchè ancora non c'è un contorno, perchè sia affida ad altri/altro 8convenzioni sociali, partner...) il compito di definirci.
      Non tornerei indietro, di sicuro.

      Elimina
    2. > non è vero che avere figli rappresenti la fine dell'amore e della passione

      Io non ho scritto questo.
      Ho scritto che, anche se sei senza passione MA hai dei figli, un impegno per loro è doveroso, stringere un po' i denti.
      Se da una parte c'è l'egoismo (lo zio Osho diceva che deve essere intelligente) dall'altra c'è il masochismo.

      Elimina
  6. Avrebbe messo un pò di tristezza anche a me.
    Che poi eh, io voglio bene a mia suocera, ma dubito vivamente che lei in una calda domenica di sole uscirebbe con me e con suo figlio :P

    RispondiElimina
  7. Stavo giusto parlando con la mia collega delle coppie cosi, dove almeno uno dei due si vede essere triste, affranto, o chissà che.
    Io non ce la farei.
    Però io mi amo troppo per accontentarmi.
    Credo anche che non riuscirei a stare con un uomo del genere...ma dicono che chi si accontenta... dicono.

    RispondiElimina
  8. Caro Franz, chei fatto un quadro impietoso di una certa situazione.
    Che spero di non dover mai vivere.
    Hai ragione, è una persona finita, glielo hai letto negli occhi.

    Moz-

    RispondiElimina
  9. Alla lista della tristezza io aggiungo anche il porridge.
    Essendo io una persona innocua ed ordinaria, subisco anche le mode: mesi fa in un momento di crisi mistica creata dal fitness in casa, comprai un sacchezzo di fiocchi d'avena per fare il porridge. Un certo istinto di sopravvivenza unito ad un certa insicurezza che non mi permette di buttarmi a capofitto e senza un minimo di distacco nelle cose, mi aveva tenuta lontano per molto tempo da quella colazione straniera. Stamattina, però, mi sono fatta coraggio e con la stessa professionalità e le stesse idee chiare di una Flavia Vento nel 2005 alle prese con la politica, l'ho cucinato. È finita che l'ho buttato interamente nella munnezza ed ho mangiato 4 biscotti e 2 fette biscottate, alla faccia del benessere.

    RispondiElimina
  10. Guarda, fa tutto parte di un percorso personale. Quel poverino o tracolla a breve, oppure troverà la forza dentro di sè per accettare/cambiare le cose. E' solo questione di tempo. Non è che uno può rimanere troppo tempo con la mucca in corridoio, eh?

    RispondiElimina
  11. ahahaha questo post di vita vissuta è un gioiellino, perchè con poche cose hai creato una delizia che mi ha divertito un mondo.
    Grazie Francesco in questo periodo ne ho bisogno..
    Abbraccione serale!

    RispondiElimina
  12. Nelle situazioni bisogna starci.

    RispondiElimina
  13. Mi sono intristita. Non per quell'uomo, non per sua moglie né per la suocera. Mi sono intristita di come un passante qualunque, seduto su una panchina, possa pensare di aver capito tutto con un solo sguardo. E nel frattempo giudicare e biasimare una vita che non conosce e di cui non sa niente se non quei tre istanti di vita di cui è stato spettatore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il mio era un post estremo. Di base hai ragione, ma permettimi di dire che raramente mi sbaglio nell'identificare le persone e le situazioni. Io non biasimo nessuno in ogni caso, ma nella vita c'è il dolce e anche il salato. Soprattutto non ci sono i giochi a somma zero.

      Elimina
    2. Ma soprattutto, la faccia era triste. Sei col pargolo di pochi mesi e sei triste. Più chiaro di cosi

      Elimina
    3. Raramente ti sbagli dici e magari è anche così. Magari lo è pure in questo caso.
      Ma ti piacerebbe ricevere lo stesso trattamento di questo povero cristo e della sua famiglia? su, a volte meglio spostare gli occhi e farsi i fatti propri.

      Elimina
    4. non ce la faccio a non osservare le persone e le cose

      Elimina