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giovedì 30 marzo 2017

sogno, misoginia e uscita del mattino

questa notte ho sognato la sorella di una di voi. che non ho mai visto. e che dubito fortemente possa avere le sembianze di costei. mi trovavo in un campo di calcio (cioè proprio in mezzo, non so se giocavo, facevo l'arbitro o contemplavo) dove si svolgeva una partita tra ragazze. una più pezzo di gnocca dell'altra, in perizoma, reggiseno (con tette che arrivavano al mento) e sandali tacco 12. in particolare, la sorella di questa blogger era mora, abbronzatissima, tendenzialmente latino americana (direi brasiliana). riusciva a battere le altre, bionde, rosse, castane, anche loro bellissime. e io non riuscivo a staccare gli occhi da lei, ero come magnetizzato. ad un certo punto sento una voce. sento te cara blogger, cioè la sorella della gnocca di cui sopra, che dici alle mie spalle - giocando da portiere - "hai visto che pezzo di figa è mia sorella?". Lo dico subito, io non mi volto indietro per vedere se anche tu cara blogger sei in perizoma, push-up e sandalo assassino. resto solo ad ascoltare le tue parole continuando a guardare miss universo. dopodichè mi sveglio, ammetto con una discreta erezione. 
tra le 9 e le 9.30 mi è uscita la scimmia misogina. la mia amica A,, parlando del genere maschile, e mettendo a confronto persone che conosco (e se volete pure il sottoscritto), ha nella sostanza giustificato (autoassolvendosi, aggiungo) le donne (come lei e non solo come lei) che perdono la testa per i belli (che belli è tutto da vedere) e dannati, coglioni cosmici, opportunisti, ammaliatori, sostanzialmente nullafacenti e talvolta nullatenenti, magari tatuati, "simpatici" e mi fermo con gli aggettivi che potrei scriverne per dieci righe. giustificandolo dicendo, in sostanza, che "bisogna vivere e sbagliare. ma con uno noioso come fai a starci?". insomma, alla fine mi ha fatto talmente incazzare che le ho detto "guarda, devo lavorare, ciao ciao". ma che le rimangano solo i gattini  e le relative foto da mettere su facebook, e lo dico pur volendole un bene dell'anima, ma quando ci vuole ci vuole. e la prossima volta che piange la mando a fare in culo (e gliel'ho detto)
benchè ieri mi sia sparato 822,7 km in auto questa mattina sono andato a correre. non che sia stato semplice, e soprattutto confermo che i dolori "camminano". niente di clamoroso, sia chiaro. ma che non mi permettono di forzare, e questo non va bene. sono uscito alle sette inoltrate, quindi più di tanto non si poteva fare. mi sono usciti 8 km non linearissimi, e anche un pò lontani da come volevo (insomma, non ho chiuso con una grandissima progressione). alla fin 8,04 km in 45'09", a 5'37" al km. vabbè, adesso la prossima uscita sono gli 11 km della prima frazione (meno male) di staffetta alla Milano City Marathon. quasi quasi in pausa pranzo vado dal mio negozio di running. perchè ho la sensazione che possano essere le scarpe già scentrate la causa dei problemi. che sarebbe un pò clamoroso, avendo le mie brooks appena 334 km. sì, ho fatto 4 mezze maratone, per carità....però....ciao a tutte e tutti, in particolare alla blogger che mi ha fatto conoscere sua sorella stanotte.😂

martedì 28 marzo 2017

martedi

stasera l'uscita runneristica era importante. quel dolore raccontato ieri mi preoccupava e innervosiva. sarà anche non localizzato, ma nella mia testa son due giorni che mi sovvengono parole che finiscono in _ite (lo so, sembro UUIC quando parla delle sfitinzie del tango). la testa è tanta roba quando si fa sport, lo sapete. poi stasera pensavo di uscire presto dal lavoro ed invece così non è stato. morale della favola, sono sceso nella martesana alle sette e mezza passate. ho fatto un pò di stretching e via senza pensarci più di tanto. stasera c'era il pieno, compreso il mega presidente e la sua fedelissima fighetta che a me dice non così tanto, che li ho salutati gridando il nome del loro potentissimo gruppo podistico e loro ovviamente mi hanno risposto, non è che sia l'ultimo pirla del running milanese e poi indossavo la maglietta giusta come si suol dire. scherzi a parte, stasera c'erano tante schegge, tipico del martedi sera (i grandi runner fanno la grande prestazione la domenica, riposano il lunedi, e il martedi fanno quello che per loro è uno scarico, per me sarebbe essere una scheggia). che ovviamente mi hanno sorpassato alla grande. oddio, anche io ne ho sorpassati un pò. con l'arrivo della bella stagione tanti vengono presi dal sacro furore sportivo. dove eravate questo inverno, cari miei? è anche in queste cose che si distingue il runner dallo jogger. comunque io non dovevo curarmi degli altri. stasera dovevo sentire il dolore. stasera dovevo correre senza antinfiammatori (lo sapete quanti sono i runner che si ammazzano di oki durante la corsa? tantissimi). stasera dovevo correre facendo passare il dolore correndo. e allora andatura da crociera, costante, senza forzare, ma senza neanche andare piano. ormai ho imparato a impostare il ritmo. se decido di essere costante, ci sono buone possibilità che vi riesca. e quindi sono andato. mai sopra i 5'50" (invero mai sopra i 5'47"), qualche volta (poche) sotto i 5'40". alla fine 11,21 km, terminati là ove dormono centinaia di extracomunitari ogni notte e di fianco a tre auto dei vigili urbani. fatti in 1h03'58", a 5'42" al km. prima ero al telefono con mamma. "figghiu, hai corso?". "corso.... ho fatto 11 km, mica tanti". "e che sono pochi 11 km figghiu miu!" (vabbè, mia mamma non parla così, ma mi piace romanzare la scena). e adesso sto abbastanza bene. ho fatto anche un lungo idrogetto mentre facevo la doccia, dicono che sia quasi come una tecar. in realtà è domani che toccherà vedere come sto, e tra l'altro mi toccherà fare 800 km in auto che non è esattamente il massimo (ma meglio di stare in ufficio). la brutta notizia è che domenica sono obbligato a fare la staffetta alla Milano Marathon per l'azienda per una roba a favore di non so quale onlus, e io odio fare le staffette. pare che io sia il primo staffettista, speriamo che sia così..... detto ciò, buona notte amiche ed amici, globalmente.

lunedì 27 marzo 2017

lunedi

da qualche giorno ho un dolore al fianco destro, fortunatamente non localizzato in un punto preciso (quando hai un dolore in un unico punto di solito è il caso di preoccuparsi). è la conseguenza di un movimento sbagliato in una uscita della settimana scorsa, aggravato dalle centinaia di km che ho fatto in auto tra venerdi e sabato. credo non sia grave, ma certamente ha inciso nell'uscita ad minchiam di ieri. che poi definire le mie uscite delle corse mi pare quasi offensivo per i veri runner, se penso che ieri persone che conosco discretamente bene hanno corso rispettivamente la 60 e la 100 km a Seregno (a colei che ha corso la 100 km oggi ho chiesto come stava per sentirmi rispondere "bene, un pò male al ginocchio destro e qualche vescica"). Quando si parla di distanze bisogna fare degli esempi: 60 km sono più della distanza tra San Benedetto del Tronto e Teramo e 100 km è poco meno della distanza tra il centro di Milano e Fidenza, dove ha sede l'omonimo outlet. Distanze fatte a piedi, di corsa, camminando, ma distanze, per l'appunto.
questa mattina mi stavo curando il pizzo allo specchio (sono in una di quelle fasi, più o meno due volte l'anno, in cui me lo faccio crescere. passano 3 o 4 settimane e lo taglio) quando mi sembra di vedermi col viso un pò scavato. prendo la bilancia e mi peso: 68 kg. e se penso che la massa muscolare è aumentata, ciò sta a significare che sono sempre più magro. beh, non è che la cosa mi dispiaccia, devo dire.
contare di meno in azienda, come succede adesso, comporta che attorno a me si prendano delle decisioni o si facciano scelte assurde e tu nulla puoi obiettare. beninteso, si parla di decisioni o scelte che in parte - minima o significativa non ha importanza - impattano sulla mia figura. mi verrebbe la voglia di dirne quattro. un tempo avrei fatto battaglia. poi succede che ci penso e mi dico che non me ne frega una beata mazza. a voi la gloria, io in passato l'ho già avuta. buona settimana a tutte e tutti.

domenica 26 marzo 2017

running in the rain

sarà stato il cambio d'ora, la pioggia di questa mattina o più probabilmente la cena ieri sera dal cino-italiano di fiducia, da cui non andavo almeno da sei mesi (che ha tirato su la qualità, laddove prima erano quantità e prezzo le caratteristiche vincenti), ma questa mattina ho fatto una fatica bestiale a correre. che poi la pioggia questa mattina non era mica prevista, almeno io così sapevo. io con la pioggia posso correre molto bene se sono in forma ma mi dà fastidio se ancora mi sento così così. detto questo, succede che esco dal portone vestito in un modo, ma devo tornare su per cambiarmi e mettere un cappello. finalmente si parte, e fin dall'inizio capisco che devo solo portarla a casa. punterò al Lambro e me ne tornerò indietro. ai 5 giro con un ridicolo 28'58", i 5 di ritorno sono persino peggiori visto che passo ai 10, poco prima di casa mia, in 58'23". ho una andatura troppo blanda, ma sento che non riesco a carburare in alcun modo. di positivo c'è che nessun km è sopra i 6'. decido di chiudere con 11 km e cerco di fare un pò più decentemente quell'ultimo km. mi esce fuori a 5'43", e mi permette di chiudere facendo 11,02 km in 1h04'10", a 5'50" al km. rifiato, e faccio poco meno di 1 km di defaticamento verso casa, peraltro con la stessa andatura degli 11 km precedenti. insomma, non una grandissima uscita possiamo dire, ed è la seconda domenica consecutiva che mi "brucio" l'uscita del fine settimana, cosa che non va per niente bene. di positivo c'è che questa settimana ho fatto più di 35 km e questo mese sono già a 122 km. adesso andrò a mangiare e dopo, anche se non mi piace andare nei supemercati di domenica, andrò a fare la spesa. perchè, non sto scherzando, nel frigorifero non c'è niente, se non una confettura di marmellata aperta. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

venerdì 24 marzo 2017

dormito male ergo 5k a manetta

capita che alle cinque del mattino ti svegli che hai fatto un brutto sogno (che magari la pizza prosciutto e funghi e la birra media abbiano influito?), ovvero hai sognato che sei attaccato alla parte inferiore di un elicottero (perfettamente imbragato, per carità, ma con le gambe sospese nel vuoto....) e questo elicottero volteggia sopra l'Italia. non solo, sei pure collegato via radio con il pilota e gli raccomandi di fare attenzione a non sfracellarsi contro i palazzi. insomma, ti svegli, inizi a pensare ai cazzi tuoi e non ti addormenti più.
allora capisci che la cosa giusta da fare è alzarsi e fare una cosa che avevi in mente da un po'. un 5k veloce, che sarà un anno che non scendi sotto i 26 minuti nei 5k (per carità, non li hai cercati, sia chiaro). detto questo, ti tiri giù dal letto, ti fai un caffè, guardi com'è il tempo fuori, ti vesti, scendi e parti a razzo. perché partire a razzo è l'unica cosa che ti permette di fare un 5k veloce. e la sequenza è la seguente: 4'55" al primo km, poi 5'02", 5'05", 5'10" (e perché?) e l'ultimo, sputando sangue, polmoni e fegato, a 5'02". stoppi il garmin, che dice 5,01km fatti in 25'17", 5'03" al km. direi che è andato molto meglio del preventivato. a sensazione è il terzo miglior 5k della mia "carriera". e alle gambe ha fatto un bene della madonna. adesso posso andarmene fuori regione per lavoro. buona giornata a tutte e tutti.

mercoledì 22 marzo 2017

incontri blogger-runneristci

in ormai oltre 10 anni da blogger ho incontrato tantissimi altri blogger. certo, principalmente donne ma anche tanti uomini. nel mio blogroll vi sono tanti siti e blog di running, e tra questi quello di FranzIsRunning, che a sua volta segue con una certa frequenza pure il mio. siamo anche collegati tramite garminconnect e facebook. insomma, siamo due testimonial perfetti dell'epoca dei social! ieri mi ha proposto di correre assieme, rendendosi disponibile a venire sulla Martesana. ieri sera non potevo per i motivi che sapete, ma stasera sì e ho accettato di buon grado. pertanto stasera, dopo una giornata in cui ho fatto andare la carta di credito in modo importante per una giusta causa (il mio guardaroba) e ho fatto una breve ma intensissima litigata con un cliente testa di cazzo leggermente disturbato, ci siamo incrociati dove si interra la Martesana in Melchiorre Gioia e ci siamo fatti assieme 10,3 km, da lì fino al Lambro e ritorno. e meno male che eravamo assieme, perchè da solo non so mica se li avrei fatti quei km. siamo andati abbastanza bene, visto che ci abbiamo impiegato 57'34", a 5'36" al km. oddio, sono andato bene io, Franz poverino si è dovuto sorbire la mia andatura da pippa runner, lui che viaggia tranquillamente a 5' al km sulla mezza. perdonami, ma di più stasera non potevo fare. giuro che andrò meglio la prossima volta. anche perchè sono obbligato ad andare meglio, tra l'altro, se voglio fare la Sarnico-Lovere. però ammettilo Franz, ti sei potuto gustare però dei pezzi di Martesana mica da ridere stasera, andando "piano" hai potuto guardare queste non dico bellezze ma particolarità. per me sono scontate, conosco ogni metro del mio naviglio, ma per te sono autentiche novità. tornando a stasera, sommando il riscaldamento e il defaticamento ho fatto 11,37 km. ora di correre credo non se ne parli fino a domenica. ma mai dire mai, solo gli sciocchi non cambiano idea.

travolta

mi sono operato due volte. entrambe le volte a febbraio, la prima volta nel 2007 e la seconda nel 2012. due interventi tutto sommati non complessi, anche se la prima volta in anestesia totale e con qualche giorno di degenza postoperatoria. non sono mai stato un coraggioso, ma neanche un fifone. di base, mi sono sempre fidato dei medici, dato che so riconoscere la professionalità altrui. e questa mia convinzione è aumentata proprio con le due operazioni. ricordo la prima volta che sono entrato in sala operatoria, già bello che anestetizzato. quella sensazione di essere in mani sicure. ricordo quando uscii, ricordo le prime parole stupide che pronunciai. insomma, è senza toccarmi i coglioni che nel tardissimo pomeriggio sono entrato in quell'istituto voluto dal noto oncologo milanese morto qualche mese fa. nuovo di pacca, che sembrava essere in una clinica svizzera, ammesso che possa immaginarmi come sia una clinica svizzera che in realtà mi viene in mente Alberto Sordi nei panni del prof. Tersilli. eppure sappiamo che in quella clinica ci sono i peggiori dolori che possano capitare ad un uomo. le malattie più gravi, quelle più terribili da guarire. quelle che ancora oggi portano più facilmente alla morte che restituiscano alla vita. non ci mettiamo molto a trovare la stanza in cui si trova A. dentro ci sono altri due suoi amici, colleghi di band per l'esattezza. la trovo bene. forse meno peggio del previsto, se vogliamo dire. quando si alza per mangiare mi fa specie vederla "bassa", lei che mette i tacchi alti anche per andare al parco. e insomma, stare in ospedale rende intera la fragilità della persona. salutiamo e andiamo via. sotto loro parlano dei cazzi propri, io prima cerco un bagno, poi ricevo una telefonata poi telefono a mia figlia (a proposito, domenica ha trovato in un cassetto dai miei un paio di occhiali da vista che utilizzavo tra i 15 e i 17 anni, li ha trovati magnificamente vintage e se ne è appropriata. adesso li utilizza per le foto che diventano profilo nei social. di nuovo a proposito, mia figlia diventa più bella ogni giorno che passa). torno, continuano a parlare dei cazzi propri. a questo punto dico: "ma se andiamo in porta romana a farci un aperitivo". e propongo quel locale antico, di diverse epoche fa. di quando si usciva da un bar, si attraversava la strada e si faceva, per l'appunto, l'aperitivo lì. come sempre, trovare parcheggio è un'impresa. ancor di più se si ha un mezzo importante come il mio. "ma come mai hai la macchina più importante del mio capo che pure è un AD?". e gioia mia, che minchia ne so, così è. vabbè, il secondo sbagliato era bello carico. lo sbagliato carico ha sempre un suo perchè. ricordiamolo: spumante+campari+vermouth. stasera mi sono sentito come John Travolta in quel film, però il calzino a casa l'ho controllato. è senza buchi. buona notte amiche ed amici.

lunedì 20 marzo 2017

due motivi buoni per correre

correrò lunedi sera o martedi mattina, avevo scritto nell'ultimo post. ho optato per stasera. per due motivi. primo, in una riunione oggi c'è stata una furiosa litigata con due colleghi (anzi un collega ed una collega) per una mera ragione di demarcazione degli spazi. avevo ovviamente ragione io, e loro hanno abbondantemente pisciato fuori dal vaso. infatti sono stati richiamati all'ordine dal comune capo (io sono più alto in grado a loro, ma laterale). però un pò li capisco. si trovano ad essere messi in discussione e la presenza di uno di maggiore spessore come me può rappresentare un problema, se non si sanno cogliere le opportunità. e se si è un pò coglioni come loro, fatemi aggiungere. secondo, oggi si è operata la mia amica A. non era un intervento delicato, nel senso che non si rischiava di lasciarci le penne ma di essere minati a livello estetico si. mi ha mandato una foto post operazione ed è mica tanto bella la cosa, soprattutto per una donna. sembra tutto ok comunque, ma domani conto di andarla a trovare. quindi ho corso stasera anche per una sorta di dedica ideale nei suoi riguardi. cercando di averne la forza visto che sono uscito non presto dall'ufficio. il garmin dice che ho iniziato a correre sulla Martesana alle 19.35. avrei voluto fare 10 km/1 ora, alla fine ho fatti solo 7 km. di più proprio non ne avevo la forza. ho corso indossando la maglietta datami alla mezza di Treviglio, una bella diadora rossa. peccato che sia una M che sa troppo di S, anche se elasticizzata. deciderò se tenerla o darla a mia figlia. dicevo, 7 km fatti in 38'43", a 5'32" al km. alla fine ero morto. prima ero sul divano, ora torno sul divano 😀 buona notte a tutte e tutti.

10+1km e l'uomo che non ama litigare

oggi è la festa del papà e il compleanno di mia mamma. per cui eravamo tutti riuniti per i festeggiamenti multipli, papà, mamma, figlia, sorella, cognato (che oggi mia sorella mi è parsa incinta, ma nulla è stato detto.....). sono persino andato a comprare una composizione floreale per mamma, che non è da me comprare fiori. ma detto ciò, questa mattina sono andato a correre dalle parti dei miei. un caldo della madonna, devo dire, e io ho fatto malissimo a mettere un giacchino seppur leggero sopra la maglietta. ho come l'impressione di assistere ad una mutazione del mio corpo, o meglio della mia muscolatura. non facendo ripetute, ma solo fondo, è probabile che ci sia più potenziamento che elasticità. che forse va bene a livello estetico, meno a livello di corsa. vabbè, dicevo gran caldo ed io sono uscito poco prima delle dieci. si sa, qualche concessione all'altimetria quando si corre dalle parti in cui sono cresciuto. per andare a Collegno ho girato da Bruere e Basse Dora, più discesa che salita. a Collegno sono entrato nel parco Dalla Chiesa, che se rifanno l'asfalto non sarebbe male. poi al settimo km me ne sono tornato verso casa. volevo chiudere a 10 km o a 1 ora. mi sono fermato a 10 km, con ultimi 3 km in salita. fatti in 56'30", a 5'39" al km. poi ci ho aggiunto un km di defaticamento. ora se riesco correrò domani sera o al massimo martedi mattina.
venerdi sono andato con un collega nel cuneese. si parlava del suo matrimonio, nel senso che si sposa tra un mese a quasi 46 anni, dopo essere stato bigamo per una vita (vabbè, ve lo spiego un'altra volta.... comunque una occasione per vedere vecchi amici e comprarsi un abito). io lo prendevo per il culo per il loro matrimonio "tardo" (insomma, in chiesa entrambi 46enni suona un pò ridicolo....). ed insomma non lo invidiavo esattamente. lui però mi dice ad un certo punto "comunque se tu invece sei così te lo sei voluto, non è che ti siano mancate le occasioni nella vita". in quel momento suona il telefono ed era la mia amica L., rispondo e le dico che sono in vivavoce e con un collega, quindi di evitare di dire cazzate come suo solito. vabbè, voleva dirmi che ha visto la mia ex/ex/ex e non l'ha cagata per niente. amen, le dico, da zero a dieci interessa zero. e allora mi viene da pensare alla mia amica L. che sta col mio amico R. da 16 anni (di cui 4 o 5 da amanti e cornificatori dei rispettivi coniugi) e che hanno passato l'esistenza a litigare e farsi dispetti reciprocamente. in certi momenti, un giorno sì e l'altro anche. ma mica litigate blande. no no, robe pesanti, insulti, urlate e anche schiaffi (reciproci, sia chiaro). ma comunque sempre lì inossidabilmente assieme, anzi persino più felici e contenti. insomma, felici e contenti per i loro tipi. una delle ultime volte che sono stato a cena da loro mi capita di andare in bagno. mi lavo le mani, ma noto qualcosa di strano. ci ragiono, mancano le centinaia di campioncini di albergo di cui R. fa collezione da anni. esco, e gli chiedo dove siano finiti. e lui "me la buttati L. una volta che abbiamo litigato". minchia, io ci penso, per me sarebbe roba da andare dall'avvocato subito ad iniziare le pratiche di divorzio. e visto che mi dice di aver incontrato la mia ex, mi viene in mente di una volta in cui alzò la voce perchè le giravano le palle che andassi da mia figlia (motivo per cui sarebbe finita un paio di anni dopo) e subito dopo buttò un piatto per terra. ecco, io credo di aver fatto la faccia più feroce e composta che si potesse fare. le dissi solo "tu puoi farmi qualunque cosa, ma sai che io non sopporto scenate del genere". per 24 ore non le parlai. me ne andai a letto, il giorno dopo ci salutammo di sfuggita, andammo al lavoro, anche a cena ci dicemmo poco e niente. si, poi facemmo l'amore. ma l'amore col cazzo che è bello se è litigarello. quindi caro A., si forse me la sono voluta io, ma io non sono nato per soffrire. soffrite voi, se vi piace. buon inizio settimana a tutte e tutti.

giovedì 16 marzo 2017

due gambe, quattro ruote e le solite donne scarse

questa mattina sono andato a correre. e dove sta la novità? sta che per una serie di ragioni che scoprirete dopo mi sono potuto permettere di non andare prestissimo. ed era una mattinata bellissima per correre, sulla mia Martesana. mi sono scoperto avere discrete gambe, e questo senza forzare più di tanto devo dire. oddio, non è vero. che nella mia testa c'erano da farsi 10 km, magari a ritmo contenuto, ma 10 km. alla fine ne ho fatti poco più di 9 in circa 49 minuti e mezzo, a 5'29" al km. dopo aver bevuto alla fontana del parchetto ho fatto 700 metri di defaticamento, che mi sembravano lentissimi, ed invece erano a 5'50" al km. soddisfatto, non c'è che dire.
ho potuto correre più tardi perché sono andato a lasciare l'auto aziendale per prenderne una nuova e migliore di quella precedente, perché la tecnologia teutonica in questi anni ha fatto ovvii passi in avanti. per identica intendo quello che pensate: stessa marca, stesso modello, stesso colore. le consuetudini rendono migliore l'uomo. le auto sono cose: valgono quello che valgono. ma le cose rappresentano la vita di ognuno di noi. con quest'auto ho fatto 191.551 km. alla sua guida ho avuto due fidanzate ufficiali e ovviamente ufficialmente importanti. altre donne altrettanto importanti, anche recentemente, hanno preso posto in essa. con lei sono stato fino a oltre Brindisi, nel Cilento, in Sardegna, Trento, Udine, Carrara, Salsomaggiore, Biella, Treviso, Livorno, Parma. e poi a me guidare piace. di stufare ancora non mi sono stufato. e mi sembra anche un sinonimo di libertà. cioè, chi è senza auto, chi non guida, chi dipende da altri mi pare meno libero di me. io la vedo così, e questo dico.
ieri pomeriggio (o sera, boh, forse era sera) una donna pressoché sconosciuta mi ha detto una cosa che ha fatto male. ma non a me: a se stessa. si parla di uomini, ovviamente. più o meno suonava così: "sono fragile, per colpa di un coglione che si prende gioco di me che sono debole e stupida". ora, il perché mi abbia detto questa cosa, molto intima e personale, non è dato sapere. qualcun'altra, questa volta affatto sconosciuta, ha replicato "noi donne siamo messe così". e la prima a sua volta a dirmi ancora "tu sei uomo, non soffri, per una donna è più difficile". calma, calma, cazzo! dove sta scritto che una donna dovrebbe mangiare merda? dove sta scritto che una donna dovrebbe avere la sindrome della crocerossina, innamorarsi dell'uomo palesemente sbagliato, di quello che ti fa soffrire? a 50 anni ho una fortuna ed una sfortuna. la prima, capire e comprendere le persone al volo, donne comprese. o forse soprattutto le donne. la seconda: essere comunque attratto dalle donne, salvo dileguarmi quando sento puzza di bruciato. su tutto, mi domando che vita sia quando ti perdi le cose belle. su tutto, questa cosa me la chiedevo proprio questa mattina. buona serata amiche ed amici.

mercoledì 15 marzo 2017

variedeventuali (di running e non solo)

alla fine le quattro foto che sono riuscito ad individuare in rete (ce ne sarebbero pure altre, ma sono a pagamento e quindi ciccia) della scarpadoro sono venute veramente bene. ormai è un copione. più o meno so quando e dove quelli di www.podisti.net si piazzano e taaac ecco la foto figa che sembro quasi un vero runner, come potranno confermare i lettori che conoscono la mia vita anche tramite social. ieri ho deciso tre cose runneristicamente parlando. la prima è che non correrò tra due domeniche la mezza di Seregno. ci sono tante ragioni, non ultima che la gara parte alle 9, che sarebbero le 8 visto che cambierà l'ora. che significherebbe alzarsi troppo ma troppo presto, e non ne ho voglia. ma tra le ragioni c'è anche la seconda decisione presa ieri. mi sono iscritto alla Sarnico-Lovere, che come dice il nome parte da Sarnico e arriva a Lovere, ovvero è mezzo giro del lago d'Iseo, la sponda bergamasca per essere esatti. tra 40 giorni circa mi aspetta questa nuova e decisamente impegnativa distanza. stiamo parlando di una distanza che va dai 25,2 ai 26 km (ohi, è il loro sito che non riesce a dare una indicazione precisa). e non pianeggianti, se posso aggiungere, ma un continuo di salite, discese e gallerie che gli appassionati di running conoscono per i problemi che in passato hanno determinato ai podisti. voi direte, ma sono 4 km in più di quelli che abitualmente fai, cosa sposta alla fine della fiera?. e col cazzo, aggiungo. oltre 21 km il podismo richiede un altro tipo di impegno. e quindi dovrò fare solo e soltanto una cosa: allenarmi. ma ora che ci penso anche un'altra cosa: ancora allenarmi è anche per questo che non ha senso fare una ulteriore mezza a distanza di due settimane, quello che potrò fare da qui al 23 aprile è fare un paio di tapasciate, preparare un lungo (due la vedo difficile) domenicale, dosare i kilometraggi. la terza cosa decisa ieri è che avrei messo la sveglia per andare a vedere questa mattina se le gambe erano vive. perchè ieri non mi sembravano tali. niente di che, giusto capire lo stato dell'arte. mi sono svegliato prima della sveglia e alle sette ero giù sul naviglio, che aveva colori bellissimi e ciò anche grazie alla luce del mattino. come son partito ho sentito le gambe legnosissime, poi via via si sono sciolte. alla fine la mia mezzoretta l'ho fatta. per la precisione 30 minuti e 11 secondi, che mi hanno permesso di fare 5,36 km, a 5'38" al km, con leggera progressione finale. pensavo peggio, devo dire. ma di base sono ancora un pò inchiodato. insomma, ho le giunture un pò rigide. non posso permettermi di fare una settimana di pieno carico. uscirò di sicuro ancora un paio di volte, ma di certo questa settimana i 30 km non li supero. 
cambiando argomento, oggi ho fatto un corso di public speaking. a 50 anni mi è toccato di nuovo fare anche questa. il corso sarebbe oggi e domani, ma domani sono a Torino (per lavoro, of course) e quindi esentato. che impegnare la forza vendita per due giorni mi pare troppo, se posso permettermi. i corsi di public speaking sono un pò imbarazzanti. su tutto, il fatto di essere ripreso da una telecamera. per essere poi visti. io ho recitato tre "sketch". il primo facile, tre minuti, è andato così così. il secondo, meno facile e di quattro minuti è venuto bene, e aveva l'obiettivo di far decollare lo speech e attirare l'attenzione. l'ultimo, di sette minuti, era difficile anche perchè ero il primo a recitarlo. e cazzo, mi è venuto bene. cioè, intendo attorialmente parlando. voi direte, grazie al cazzo, è una vita che parli in pubblico. e ma 'sto bastardo l'ultimo esercizio di recitazione lo ha fatto veramente difficile, dovevo "vincere" su tutta la platea, ovvero su una ventina di persone. e poi lo sapete che sono arrugginito no? comunque domani replico, nel senso che a Torino devo (anche) partecipare ad un "talk show". sperando che ci siano una ventina di persone, che sono abituato ormai al deserto dei tartari in questo tipo di iniziativa. buona notte, o buon giorno per domani.

domenica 12 marzo 2017

scarpadoro 2017, una parziale delusione

ho guardato le previsioni del tempo per tutta la settimana. e non per sperare in un bel weekend di sole, ma per il suo esatto contrario. eh si, perchè noi runner siamo controtendenti, e quando siamo in gara la domenica speriamo in un brusco calo delle temperature, nell'assenza di sole e magari anche in un pò di vento a favore. ciò a maggior ragione se il runner è un pippa runner quale il sottoscritto. che io il primo caldo l'ho sempre patito. quando ero un atleta (e lo ero sul serio, che credete, ma erano gli anni 80 e 90) il primo caldo di marzo o aprile era una autentica via crucis. poi mi adatto. ma poi. vabbè, tutto sto preambolo per dire che oggi avevo la scarpadoro a Vigevano, una mezza bellissima, che due anni fu la mia seconda mezza in vita e l'anno scorso rappresentò il mio PB. non ho avuto una settimana riposante, anzi il suo esatto contrario. in più ho mangiato male, soprattutto ieri per zatopek, come non si deve mangiare il giorno prima di una gara. del caldo ho già detto, fatto stà che oggi sono partito abbastanza bene, ma al decimo km ho capito che non sarebbe stata una gran giornata. ai 10 ho girato in 56'34", più che decoroso. poi all'undicesimo ho visto il ristoro. io non mi fermo mai e poi mai a quel ristoro. ed invece mi sono fermato. e mi sarò fermato almeno 40 secondi. cioè, non ho preso un bicchiere d'acqua o di sali per berlo in corsa (che poi non ci riesco): no, mi sono proprio fermato. e quando sono ripartito ho capito che dovevo solo portarla a casa. corsa tra i 6'10" e i 6'20" al km. al ristoro tra il 15° e 16° altri 40 secondi buoni fermo. al 19° e 20° ho camminato un paio di volte. poi lo stadio si è avvicinato, ho raccolto le forze e il mezzo giro di pista l'ho fatto anche bello sostenuto, questa cosa naturalmente fatta a favore dei tanti fotografi che come sempre a Vigevano sono elemento caratteristico. alla fine anche sta volta mi è uscita fuori una traiettoria pazzesca: 21,24 km (di nuovo corsa più lunga della mia "carriera") fatti in 2 ore, 9 minuti e 38 secondi. male, ma non malissimo. tempo addietro una mezza così l'avrei fatta in cinque o sei minuti in più. però ho un pò di amaro in bocca. Vigevano è la mezza che amo di più. a pranzo ho mangiato spinaci, che hanno un loro perchè si sa (chissà se una mia lettrice ricorda) e due olive in croce. devo mangiare meno, se voglio fare meglio. ho chiamato mamma, per chiederle se quelli avanzati li dovevo buttare o se potevo mangiarli stasera. sarà stata contenta per il coinvolgimento! ora mi riposerei. cioè, mi riposerei un par di palle, ho il frigo vuoto! un abbraccio globale a tutte e tutti.

ps: comunque ho intenzione di raddoppiare. i km. oggi ci penso......

venerdì 10 marzo 2017

Venerdì sera

Sono dai miei, abbiamo finito cena e adesso sono seduto sulla poltrona della cucina all'angolo del termosifone. Guardo mio papà e mia mamma. Li vedo veramente tanto invecchiati.

barbara d'urso

oggi 9 marzo 2017 (cioè, adesso è il 10, ma è successo il 9 per intenderci), ho firmato il mio primo contratto di questa mia nuova "golden age" lavorativa. a 39 giorni dalla nomina ufficiale nel ruolo. in verità lavoravo al progetto dal 17 dicembre 2016. comunque si è trattato di un closing abbastanza veloce. e, va detto, una operazione che solo io potevo fare. i miei ascari qui al nord non ci sarebbero mai arrivati. sono contento. non è una grandissima operazione dal punto di vista economico, si poteva fare meglio, ma si poteva anche fare una beata minchia. piutost che nient l'è mei piutost, si dice da noi a Milano.
sono reduce dalla cena/festa dei vecchi scemi. ed è andata esattamente come pensavo che andasse. io ero il maschio più giovane di sicuro, probabilmente la mia amica A. la più giovane tra le fanciulle. uomini da buttare al macero, milf disperate ed anche un po' andate. ne ho salvate un paio. non quella più aggressiva della serata. perché ha ragione la mia amica A. "quella in bocca non lo prende, le fa schifo". che è esattamente quello che ho pensato quando ho capito chi fosse (l'avevo accompagnata a casa in auto una roba tipo quattro o cinque anni fa). delle due che ho salvato una mi sembrava in gamba per il lavoro che fa, l'altra perché era un mix tra la svendita primaverile di abiti invernali e la dichiarazione di guerra di Macao alla Cina. che fosse brutta come il peccato era particolare irrilevante. poi è arrivato il coglione. un commercialista che ha otto volte la mia memoria. si ricordava che eravamo stati a cena un tot anni prima alla cappelletta. non solo, si ricordava di cosa avevamo parlato. giuro, volevo infilare la testa nel forno insieme alle lasagne. ma su tutti c'era lui. colui a cui ho dato un soprannome involontariamente 18 anni fa e da allora questo soprannome riecheggia tra lombardia e liguria. lui che ha fatto tutte le trasgressioni possibili ed immaginabili nella sua vita: cocaina, sesso di gruppo, scambismo, ed oggi lui e la moglie guai a sgarrare la messa ogni domenica. poi certo, entrambi stasera si sono presentati vestiti come se avessero vent'anni in meno. ma sono dettagli questi. io quando sono con lui, e bevo qualche bicchiere di vino, formo un tandem d'attacco. per fortuna capita raramente.
e barbara d'urso che c'entra? e cazzo, eccome se c'entra, porca pupazzola.... buona notte. o buon giorno, è il caso da dire.....

mercoledì 8 marzo 2017

dello scarico, di alcuni pensieri, di Milano

lo scarico andava fatto probabilmente domattina o domani sera. ma domattina vado via per lavoro e domani sera sono ad una cena di vecchi scemi (brutta cosa invecchiare male, capisco sempre di più perchè me ne sto per i cazzi miei), per cui stasera poco prima delle sette ero sulla Martesana. per correre in pantaloncini, ma quelli da runner, che coprono a mala pena le chiappe. e ve l'avevo detto che avevo voglia di mettere via il collant da corsa. stasera avevo voglia di correre. dovevo scaricare e non tanto in vista della mezza di domenica, ma per cassare alcuni pensieri. quindi ho fatto sette km tondi in 38 minuti altrettanto tondi, a 5'26" al km. non esattamente piano e con gli ultimi due in progressione, a 5'13" e 5'12". poi quando sono arrivato sotto casa volevo aspettare la fantastica triatleta ed ultramaratoneta della Martesana, che avevo incrociato e salutato all'altezza del parco vittime di nassirya. solo che lei è andata fino a via idro, e quindi anche se ho fatto ancora 1 km di scarico, questa volta veramente vero e proprio, non ho potuto aspettarla che iniziavo a sentire freddo con la maglietta sudata addosso. adesso dicevo, non si corre fino a domenica: domani per i motivi che ho detto sopra, negli altri giorni perchè domenica c'è Vigevano. e la scarpa d'oro di Vigevano devo affrontarla come l'ho affrontata nel 2015 e nel 2016.
mi sta salendo l'ormone. da giorni. voi direte, grazie al cazzo è la primavera. può essere. ma secondo me è perchè a gennaio e febbraio ho applicato al meglio i concetti di furia e gentilezza, che per essere tali devono essere un mix di qualità e quantità. in altri termini, ho scopato da dio. si sa, l'appetito vien mangiando. e quando ho voglia di scopare posso fare o gran cose o gran cose dannose. per fortuna che sono cintura nera di razionalità bagaj. questa mattina ho fatto un appuntamento all'isola. chi conosce Milano saprà che l'isola fino a 15/20 anni fa era un quartiere di merda. oggi è uno dei più quotati quartieri di Milano. la Milano di un tempo accanto alla skyline di porta nuova. movida, locali, uffici, modelle. una figata pazzesca. io all'isola ho lavorato per sei anni. tra l'altro a cinque minuti di auto da casa mia. vabbè, questo appuntamento nasce dal contributo di un amico/cliente. un pò forzato, perchè il tipo al telefono mi ha detto che aveva un pò di problemi. ma poi me lo ha concesso. i problemi li ho capiti durante il colloquio: è uscito da casa il 6 dicembre, separazione giudiziale in corso, due figlie di 6 e 9 anni. coraggio, sei solo all'inizio, a me è durata 4 anni. se non è colpa tua, pensa alle tue figlie, il tempo ti restituirà con gli interessi ciò che ti ha sottratto. all'improvviso gli suona il telefono, sbianca, mi dice "scusa devo uscire". avvocato o moglie, gli chiedo? la seconda. tranquillo, sai quante litigate, quante carte bollate, quanti insulti. tutto poi va in prescrizione. dicevo, l'isola è dall'altra parte della ferrovia, per quello che si chiama così. passo accanto al bosco verticale. lo so che non è bello. però è unico e diverso. perchè Milano è così: unica e diversa. ci siete voi e poi ci siamo noi. non siamo meglio, siamo un'altra cosa. siamo più avanti di voi. su un blog che leggo l'autore si domandava dove potesse vivere in alternativa alla sua città. io ho scritto che se dovessi lasciare Milano mi sentirei un coglione. autorizzerei chiunque a considerarmi un mentecatto. e vabbè, stasera ho ascoltato Samuel, Biffy Clyro e Baustelle. buona notte amiche ed amici.

martedì 7 marzo 2017

nordest

tra ieri ed oggi mi sono sparato 1000 km in auto, transitando in tre regioni. un tempo il nordest mi piaceva poco. oggi non la penso più così e direi che va molto più che bene, solo gli sciocchi non cambiano idea è uno dei mantra della mia vita. ho dormito come sempre a Padova, che è città baricentrica per i miei giri. ieri sera ho cenato nel ristorante padovano che preferisco, ma ero talmente stanco che ho faticato a finirla la cena. alle undici e un quarto dormivo già. nella notte un paio di volte mi è successo di svegliarmi, ma il tempo di andare in bagno o bere ed eccomi pronto a tornare nelle braccia di morfeo. poco prima delle sette ha suonato la sveglia. ma non per andare a lavorare, bensì per andare a correre. il mio albergo non è che sia proprio in zona ideale, e mi domandavo dove avrei potuto correre. dopo neanche un km ho trovato un parchetto. beh, sempre meglio di niente, mi son detto. poi vedo un ponte strano, che sovrastava l'arteria a scorrimento veloce che conduce fuori Padova. e vedo discendere un runner. e se lì c'è un runner vuol dire che c'è una strada da runner. nel frattempo che faccio il ponte mi rendo conto di una cosa che non immaginavo: Padova non è esattamente piana. oltrepasso il ponte e vedo un canale, che scoprirò poi chiamarsi "piovego", con un sentiero sterrato. faccio un paio di km, lo supero e ritorno indietro dall'altro lato. sono a sei km, sto andando benino, ma penso che sia perchè sto scoprendo un posto nuovo per correre, e questa cosa mi piace. risupero la superstrada e rientro nel parchetto. devo arrivare a 8 km, di più non è possibile perchè devo andare in filiale. ma arrivato a 8 dico che devo arrivare a 9. punto verso l'albergo ma a 9 non ci sono, e rifaccio un giro, un pò stupido, dell'isolato. alla fine faccio 9,20 km, in 51'58", a 5'39" al km, con una sessantina di metri di aumento di quota. con mia massima soddisfazione, perchè correre è anche scoprire cose che in altro modo non avrei scoperto. mai mi ero soffermato su quel parchetto, che pure avevo affiancato decine di volte, mai mi ero accorto di quel canale, anch'esso costeggiato decine di volte. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

domenica 5 marzo 2017

dei negroni sbagliati e delle magliette da running griffate

tra venerdì e sabato mi sono sparato tra i 1200 e i 1300 km in auto. in questo giro tortuoso sono persino riuscito a stare un'ora a Venezia, che non si può sentire che una persona stia appena un'ora a Venezia. ieri sera c'era la festa/concerto della mia amica A. che non è stata brutta, anzi. lei col suo gruppo se la cavicchia, l'altro gruppo che ha suonato erano veramente bravi. ma si è rivelata un pò dispersiva, forse a causa della location. sta di fatto che l'apericena era notevole ma fatto di robe che spaccano lo stomaco. ma soprattutto c'era il free drink, e io e il free drink abbiamo un rapporto complesso. nell'apericena qualche bicchiere di rosso l'ho bevuto, ma poi è arrivato il momento della sfida tra me e quella roba fatta da spumante, campari e aperol (lo so, ci vorrebbe il vermouth carpano, ma quello c'era) chiamato negroni sbagliato. non ricordo se ne ho bevuti tre o quattro. ma ricordo che erano ben più carichi di quelli che si bevono nei locali degli aperitivi milanesi. a mezzanotte e qualcosa tutto è finito e mi sono mosso verso casa. altri km che questa volta però non ho voluto fare in autostrada, perché avevo voglia di vedere la provincia al sabato sera. e vabbè, lo ammetto, avevo voglia di guidare un po' da tamarro. e siccome ero sintonizzato su virgin radio, so di aver cantato prima all'altezza di Pontirolo, poi dalle parti di Cassano d'Adda.
tutto è bene ciò che finisce bene, ma questa mattina mi sono svegliato alle otto e probabilmente avevo un alito simile alle fogne di Monaco dopo l'oktober fest, nonché un po' di nausea. e mi son detto "e mò come cazzo faccio ad andare a correre?". che nella mia testa oggi ci doveva stare un lunghetto, o qualcosa del genere. ma la volontà è la volontà. bevo un the verde, non mangio niente (e tanto c'erano le calorie della sera prima) e mi preparo per andare a correre. mi domando che tempo ci sia fuori casa, esco sul balcone, ma non lo capisco. sembra faccia freschino, è un po' nuvoloso, ma cazzo siamo a marzo. allora opto, ancora una volta, per la calzamaglia leggera, sopra metto solo un termica ma di quelle termiche tanto per dire e una maglietta manica corta da running, una di quelle che danno alle gare. parto alla spera in dio. la nausea non passa, sento il vento, maledico il momento in cui ho deciso di correre. ma poi passa, per Zatopek, e dopo i primi km fatti a cazzo inizio a muovermi un po' meglio. all'altezza di viale monza incrocio M.L., bello come il sole col suo passo da 4'40" al km (in versione lungo) e bello pure come uomo che sua moglie secondo me deve ritenersi fortunata ad avere un marito così. questo incontro forse mi dà la carica per andare avanti. e poi come è primavera per me è primavera anche per gli altri runner. e qui entra in campo il gioco di sguardi, che è fatto dalla constatazione del passo e quando inizia il bel tempo è anche l'osservazione delle magliette indossate. per dire io avevo la maglietta della 100 km di Seregno, ma io lì ho fatto la mezza, mica sono un ultramaratoneta io! ma tutti mi guardavano e la domanda se la ponevano, che non lo so? e peraltro pure io guardavo loro, che poi alcune delle loro magliette le ho pure io, che tante non le ho manco mai indossate. andiamo oltre, arrivo in via padova che sono 4 km e mezzo e torno indietro. ai 5 giro basso, lo so, ma sul ritorno aumento leggermente l'andatura. diciamo che ci provo. arrivo in melchiorre gioia che sono a otto km, entro dentro il parchetto e rifaccio la Martesana avendo come obiettivo di andare al parco vittime di nassirya e tornare indietro. ai 10 giro in 56'06", vuol dire che ho recuperato quasi un minuto rispetto ai primi 5 km. devo arrivare a 12, in un modo o nell'altro. leggera spinta negli ultimi due km, fatti a 5'27" e 5'23". alla fine 12,14 km fatti in 1h07'37", 5'34" al km. dai che è andata bene. niente lungo, ma quasi 900 calorie bruciate. i negroni sbagliati in parte sono stati smaltiti. buona domenica a tutte e tutti.

giovedì 2 marzo 2017

come sempre, la Martesana

il post di ieri sera era incazzoso e incazzato. neanche tanto, il giusto diciamo. quando sono andato a letto ieri sera mi sono addormentato subito, ma mi sono svegliato spessissimo nel corso della notte. ho anche sognato parecchio, ma mi ricordo solo un sogno in cui c'era una tartaruga che girava libera per casa, una casa che era la mia ma direi condivisa (con una donna, ma non ho ben identificato chi fosse); questa tartaruga a un certo punto mi saliva nel letto (e so per certo che era il mio letto). forse c'era pure un cane che cercava di mordere, invano, la tartaruga. vabbè, fatto sta che alle 5 e rotti mi sono svagliato e non mi sono più addormentato, che ho iniziato a pensare ai cazzi miei. ma io avevo la sveglia alle 6.25, e con calma mi sono alzato, ho cazzeggiato sullo smartphone, mi sono fatto il caffè, mi sono bagnato gli occhi e sciacquato il viso e me ne sono andato sulla Martesana a correre. partenza alle 6.35 che c'era già quasi luce. apro una parentesi: mi sono rotto il cazzo di correre con la calzamaglia da corsa. quella calzamaglia che a mia mamma suona ridicola e proprio torto non ha. ho voglia di correre in pantaloncini, ma al mattino fa ancora troppo freddo (5 gradi questa mattina). chiusa la parentesi, questa mattina volevo fare 10 km. sono partito abbastanza blando, ai 5 ero in 28'33", ma al ritorno ho aumentato il ritmo. nel frattempo spuntava il sole, e la Martesana si poteva vedere in tutta la sua bellezza. quest'anno è stata una figata 'sta cosa che non abbiano tolto l'acqua d'inverno. certo, la maleducazione e l'inciviltà delle persone non possiamo contrastarla, che buttano di tutto e di più. dicevo, ritmo aumentato al ritorno. che è poi ciò che conta in allenamento, che mica bisogna fare i temponi, poi a quell'ora del mattino e a stomaco vuoto..... ottavo km a 5'30", nono km a 5'25", decimo e ultimo a 5'21". alla fine 10,01 km in 56'03", 5'36" al km. direi molto bene. adesso sto elettrico, come capita quando corro con soddisfazione. vediamo stasera poi come sarò alla pizzata a cui boh....forse se declinavo era meglio. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

mercoledì 1 marzo 2017

mercoledi 1° marzo

questa sera sono a casa. e direi che va bene, dopo tre sere consecutive che sono fuori. penso pure che potrei andarmene a letto anche abbastanza presto. oggi è stata una giornata lavorativa impegnativa. niente km in giro per il nord, ma riunioni su riunioni, dalle 10 alle 18. lo dico subito: riunioni questa volta fatte bene, con criterio, con logica. ed è per questo che stasera sono un po' incazzato. siamo indietro sui numeri, sono indietro sui numeri. e se anche "gli altri" lo sono, francamente questa cosa non mi interessa. io sul lavoro sono abituato a guardare il mio e soprattutto adesso, che mi hanno fatto fare un paio di passi indietro, del contesto generale da zero a dieci me ne frega meno di un cazzo. non che non lo sapessi, non che non sapessi che è difficile. è che ho dei dubbi che la strategia che sto adottando sia quella giusta. oggi un paio di ipotesi di trattativa mi sono saltate. su una ci avevo puntato un po' di più, su un'altra in realtà non ci avevo puntato per niente, ma mi ero fatto ingolosire da due parole che mi erano state dette dall'interlocutore. sulla prima in verità non è detta l'ultima parola, ma so per certo che è meglio mollare e piuttosto pensare a qualcos'altro finchè si è in tempo. è vero che questo lavoro ufficialmente lo faccio da appena un mese, ma come queste giustificazioni non le accettavo dagli altri quando altri dipendevano da me, per coerenza altrettanto faccio con me stesso. nel lavoro, nello sport ed anche nella vita conta chi vince. il perdente non lo si butta giù dalla rupe ma sempre perdente è. poi io in quasi 25 anni di lavoro ho perso così poche volte che figuriamoci se inizio ora a 50 anni. vabbè, all'occorrenza cambio tattica. sennò che cazzo di vostro preferito sono? buona notte amiche ed amici.

running time, friendship time, deciding time

questa mattina sapevo che c'era lo slot per andare a correre. doveva essere ed è stato lo scarico dopo la mezza di domenica. dopo 48 ore, sciogliere le gambe era fondamentale. sapevo anche che avrei corso con la pioggia. pazienza, si corre lo stesso. poi questa mattina c'era un motivo in più per andare a correre. non era un buon motivo e neanche un cattivo motivo, era semplicemente un motivo. la sveglia è stata una mazzata, dormivo come un angioletto. ma lo sapete, non è la sveglia ad impedirmi di andare a correre. per essere uno scarico non è neanche andato male: 8,2 km, fatti in relativa scioltezza, in poco più di 47 minuti. 5'48" al km, dice il mio garmin. adesso ignoro quando capiterà il prossimo slot. ma di sicuro lo troverò, statene certi. voto: 8
lunedi la mia amica A. ha compiuto 50 anni. che sembra ieri che ci siamo conosciuti, lei sposata da poco, io da lì a pochi mesi. entrambi separati in brevissimo tempo. stasera c'era il primo festeggiamento, quello per pochi intimi (il festone sarà nel fine settimana, che mi ricordo quello dei suoi 40 anni, in un locale in Mecenate: quante fidanzate/i fa era per entrambi?). e ovviamente, anche se Mariella sorriderà sfottendomi un po', era nel "mio" ristorante che si è festeggiato. quando il cerchio ristrettissimo esce la sera, la serata è una gran bella serata. noi 4 sappiamo tutto l'uno dell'altro. al limite lo sappiamo in un tempo differito. "the love affairs" ovviamente l'argomento principe, dove quel "love" lo dovete prendere molto ma molto in senso lato. naturalmente si partiva da lei, ma poi tocca anche agli altri. e altrettanto naturalmente sapete che sto scrivendo questo post con un significativo tasso alcolico in corpo. voto: 9 e mezzo.
oggi sono stato parecchio su whatsapp. nelle conversazioni tanto si è detto, tanto si è pensato, ancora tanto si è detto. io ad un certo punto ho pensato che fosse il tempo di decidere. e lo penso anche adesso. buona notte amiche ed amici.