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mercoledì 8 marzo 2017

dello scarico, di alcuni pensieri, di Milano

lo scarico andava fatto probabilmente domattina o domani sera. ma domattina vado via per lavoro e domani sera sono ad una cena di vecchi scemi (brutta cosa invecchiare male, capisco sempre di più perchè me ne sto per i cazzi miei), per cui stasera poco prima delle sette ero sulla Martesana. per correre in pantaloncini, ma quelli da runner, che coprono a mala pena le chiappe. e ve l'avevo detto che avevo voglia di mettere via il collant da corsa. stasera avevo voglia di correre. dovevo scaricare e non tanto in vista della mezza di domenica, ma per cassare alcuni pensieri. quindi ho fatto sette km tondi in 38 minuti altrettanto tondi, a 5'26" al km. non esattamente piano e con gli ultimi due in progressione, a 5'13" e 5'12". poi quando sono arrivato sotto casa volevo aspettare la fantastica triatleta ed ultramaratoneta della Martesana, che avevo incrociato e salutato all'altezza del parco vittime di nassirya. solo che lei è andata fino a via idro, e quindi anche se ho fatto ancora 1 km di scarico, questa volta veramente vero e proprio, non ho potuto aspettarla che iniziavo a sentire freddo con la maglietta sudata addosso. adesso dicevo, non si corre fino a domenica: domani per i motivi che ho detto sopra, negli altri giorni perchè domenica c'è Vigevano. e la scarpa d'oro di Vigevano devo affrontarla come l'ho affrontata nel 2015 e nel 2016.
mi sta salendo l'ormone. da giorni. voi direte, grazie al cazzo è la primavera. può essere. ma secondo me è perchè a gennaio e febbraio ho applicato al meglio i concetti di furia e gentilezza, che per essere tali devono essere un mix di qualità e quantità. in altri termini, ho scopato da dio. si sa, l'appetito vien mangiando. e quando ho voglia di scopare posso fare o gran cose o gran cose dannose. per fortuna che sono cintura nera di razionalità bagaj. questa mattina ho fatto un appuntamento all'isola. chi conosce Milano saprà che l'isola fino a 15/20 anni fa era un quartiere di merda. oggi è uno dei più quotati quartieri di Milano. la Milano di un tempo accanto alla skyline di porta nuova. movida, locali, uffici, modelle. una figata pazzesca. io all'isola ho lavorato per sei anni. tra l'altro a cinque minuti di auto da casa mia. vabbè, questo appuntamento nasce dal contributo di un amico/cliente. un pò forzato, perchè il tipo al telefono mi ha detto che aveva un pò di problemi. ma poi me lo ha concesso. i problemi li ho capiti durante il colloquio: è uscito da casa il 6 dicembre, separazione giudiziale in corso, due figlie di 6 e 9 anni. coraggio, sei solo all'inizio, a me è durata 4 anni. se non è colpa tua, pensa alle tue figlie, il tempo ti restituirà con gli interessi ciò che ti ha sottratto. all'improvviso gli suona il telefono, sbianca, mi dice "scusa devo uscire". avvocato o moglie, gli chiedo? la seconda. tranquillo, sai quante litigate, quante carte bollate, quanti insulti. tutto poi va in prescrizione. dicevo, l'isola è dall'altra parte della ferrovia, per quello che si chiama così. passo accanto al bosco verticale. lo so che non è bello. però è unico e diverso. perchè Milano è così: unica e diversa. ci siete voi e poi ci siamo noi. non siamo meglio, siamo un'altra cosa. siamo più avanti di voi. su un blog che leggo l'autore si domandava dove potesse vivere in alternativa alla sua città. io ho scritto che se dovessi lasciare Milano mi sentirei un coglione. autorizzerei chiunque a considerarmi un mentecatto. e vabbè, stasera ho ascoltato Samuel, Biffy Clyro e Baustelle. buona notte amiche ed amici.

10 commenti:

  1. Ciao Francesco, domenica ho in programma un'uscita di 2 ore e ho scelto la Scarpa d'oro di Vigevano per allenarmi!

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  2. Quando ho deciso di licenziarmi avrei potuto andare a lavorare a Roma il giorno dopo e fare la pendolare da casa mia senza grossi scossoni, ma la mia meta era Milano. Ho resistito qualche mese, ho buttato qualche migliaio di chilometri in colloqui finiti male ma alla fine ho avuto il lavoro che volevo nella città che volevo. Non la conoscevo ancora bene ma avevo capito che era ed è il mio posto, e adesso non la lascerei per nessun motivo al mondo. Isola è un bel quartiere, il bosco verticale una figata di palazzo, ma non ci vivrei. Sto in zona Navigli, ci vivo e ci lavoro, magari ci sono meno modelle(i) e locali alla moda ma il posto è tranquillo e a misura d'uomo, e a spostarsi qui non ci vuole niente.
    (Curiosità o.t.: hai fatto solo grandi cose o anche dannose?)

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    1. entrambe. ma ricordo di più le grandi cose

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  3. Con il lato B a vista i pensieri saranno venuti alle altre runner :)

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  4. Anche io abiterei a Milano molto felicemente.
    Bravo Franci!

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  5. Che brutto periodo dev'essere quello in cui ci si separa. Soprattutto quando ci sono i figli.

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  6. Io un po' di rap old school, non sono una grande esperta o appassionata, ma non mi dispiace del tutto. Per me la musica non è tutta bella, anzi, però l'unico genere musicale che mi fa veramente e totalmente schifo è: il metal.

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  7. La separazione (9 anni di battaglie giudiziali terribili con la madre di mio figlio) e' stata uno dei migliori eventi della mia vita, direi.
    Il tuo amico si riprendera' e avra'una buona vita, se sara' capace di apprendere da questa separazione. In culo alla balena.

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