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venerdì 28 aprile 2017

10k fatto bene

questa notte alle 5.30 ho sentito i tuoni. stavo sognando che mi ero rimesso insieme ad una mia ex, ma mi diceva di non scriverlo sul blog per ragioni di riservatezza. ero consapevole del sogno, cioè che fosse un sogno. nel mentre mi è anche sovvenuto che alle 6.40 avrebbe suonato la sveglia per andare a correre. mi son detto "bene, mi alzerò, vedrò che piove di brutto e a correre non si va". questo perchè avevo un sonno della madonna. ed invece quando mi sono svegliato il cielo era praticamente limpido. quindi zero scuse, caffè, sciacquata agli occhi e si scende sulla martesana. oggi volevo fare 10 km. e volevo farli bene. 10 km fatti bene, in una mattina freschina come quella di oggi e per giunta alle sette del mattino, si possono fare a stomaco vuoto. basta partire tranquilli, e così ho fatto. le gambe giravamo bene. segno che la Sarnico Lovere è comunque servita, al di là dei risultati. i primi 5 km li ho fatti senza forzare, e comunque in meno di 27 minuti e mezzo. poi ho deciso di allungare il passo. sesto km a 5'21", settimo a 5'11", ottavo a 5'13", nono addirittura a 5'08". il decimo, quello finale, era quello del criceto, di cui vi ho parlato diverse volte. ma l'ho fatto comunque a 5'13". alla fine sono usciti fuori 10,01 km fatti in 53'37", ovvero a 5'21" al km. se non è il migliore 10 k della stagione è di certo il secondo. e che mi fa sempre pensare che dovrei puntare alla "velocità", per riuscire ad andare sotto i 50 minuti..... ma queste sono solo chiacchiere. comunque un 10 k fatto bene, per i miei tipi almeno. un mio amico (15 anni meno di me almeno) su facebook mi ha scritto che invidia la mia costanza. ma è questo che distingue un runner da chi non lo è. non sono i risultati, i tempi, quasi sempre alquanto modesti come nel mio caso, ma è la dedizione, l'impegno che si mette nella corsa, negli allenamenti. un ragazzo di 25 anni, se minimamente dotato fisicamente, i 10 k in 50 minuti li fa da ubriaco. un 50enne no, si deve sbattere e deve avere metodo e disciplina. adesso se ne parla domenica, dove farò una tapasciata clandestina. ma vi aggiornerò subito dopo per spiegarvi la cosa. 

giovedì 27 aprile 2017

soap porno (non è un post di running)

qualcuno di voi potrebbe conoscere una vecchia gloria del porno italiano chiamato Roberto Malone. quello che pochissimi sanno è che costui è torinese. nella golden age del porno, tra gli anni 80 e 90, col porno si facevano soldi. parecchi soldi. e il pornoattore torinese decise che i soldi guadagnati andavano investiti. e sapendo solo di porno investì nel porno. ma non producendo film, bensì una soap opera porno. all'epoca c'erano beautiful, quando si ama ecc.... ecco, lui si inventò la soap opera porno. imbarcò una serie di star dell'epoca (la bellissima Tracey Adams e Joey Karins ad esempio) e iniziò a produrre una costosissima telenovela con esterni nella collina torinese, in costa azzurra e a montecarlo. si trattava di una specie di poliziesco, realizzato in due versioni. una decisamente hard, di cui si trova un episodio in rete (ma erano 12 mi pare) che girava nei cinema a luce rossa e in vhs, a prezzi proibitivi immagino. ma c'era una ulteriore versione, ambientata maggiormente a Torino, per il circuito delle tv private, realizzata in modalità soft e che andava in onda comunque dopo l'una almeno. c'era la solita truppa di cui sopra, di attori e attrici professionisti, più una serie di ragazzotti e ragazzotte poco più che ventenni. e dove li trovarono questi ragazzotti, se non in una biblioteca comunale torinese dove studiavano universitari usciti tra l'altro quasi tutto dal liceo dove va mia figlia adesso? la notizia iniziò a circolare nel periodo di Italia '90. iniziarono ad uscire nomi e cognomi di costoro. con uno di questi un anno dopo preparai il mio ultime esame, diritto amministrativo. tutti conoscevamo diversi coetanei coinvolti nella soap. che insomma, alla fine uscì. la maggior parte di loro erano comparse. qualcuno millantava di aver scopato Tracey Adams, io dico che al massimo le hanno toccato le tette (che sia chiaro, sarebbe stata tanta roba, era qualcosa di sconvolgente). tranne una, tranne lei, la sorella di uno dei più importanti batteristi della scena rock torinese. ecco, lei si vedeva nuda. completamente nuda. magra, pochissimo seno, faccia con sei cazzi negli occhi. di lei iniziarono a girare leggende metropolitane. tipo che il fidanzato era il quarter back della squadra cittadina di football americano. che andava a ballare nelle discoteche della collina torinese guidando un camper, nel quale avvenivano orge furenti a fine serata. di certo le scene dove c'era lei erano scene quasi vere. nel 1991 la biblioteca comunale iniziò ad essere frequentatissima. tutti speravano di incontrarla, e tra l'altro di lei conoscevano il nome d'arte, noi quello vero. scoprii che il ragazzo con cui preparai quell'esame aveva fatto la comparsa dato che anche la sorella era nel cast, lei che faceva l'attrice di teatro e di spot della ferrero (vestitissima, sottolineo). vabbè, questa roba andò in tele per almeno 2 anni. passava da una tv locale all'altra. tornavamo a casa la sera prima per vederla. anzi, a turno si andava a casa di uno o dell'altro per vedere assieme una puntata che comunque qualcuno di noi non aveva visto. non escludo, anzi ne ho piena contezza, che a livello personale qualche pratica onanistica vi sia stata. dedicata a chi, questo onestamente non lo ricordo. se si fa fatica a trovare la versione porno, quella soft core è come trovare una formica pesante 137 kg. bisognerebbe andare in quelle tv locali. a distanza di 25 anni io ricordo benissimo le scene nel pub lungo il po. mi piacerebbe rivederle. un amarcord un pò pruriginoso, ma che diamine erano i miei 25 anni!
perchè racconto ciò? perchè oggi ero a Torino per lavoro (lavoro, mah lavoro è un'altra cosa) e nella chat degli amici del liceo su whatsapp esce fuori uno che chiede come si chiamasse quella serie ecc ecc..... naturalmente io sono stato il primo a rispondere, e figuratevi no? ma interviene una nostra amica che scrive, parlando della femme fatale, "ella fu". e così scopro che è morta da anni. il cancro l'ha portata via e pare da tempo. e boh, mi ha fatto specie dai. lo so che è una storia che dice poco. ma è una storia di quando ero giovane, di quando una roba del genere poteva essere oggetto di discussione per tre ore, al pub, in macchina, poi di nuovo al pub. e niente, domattina andrò a correre, che son due giorni che mangio tanto. buona notte amiche ed amici.

mercoledì 26 aprile 2017

scarico, in tutti i sensi

25 aprile dai miei, anzi pure qualcosa di più. ieri sera ero nervosetto, per un paio di motivi, tra cui mia figlia (che in verità nulla di rilevante ha fatto se non dare per scontato le cose come capita ai 18enni). aggiungiamoci il divano letto esattamente non comodo, e questa mattina proseguivo ad essere nervosetto. naturalmente ieri mi ero portato dietro le brooks, che oggi toccava la scarico post Sarnico Lovere. nelle mie intenzioni, fare sette km piani. poi scendendo da casa ho deciso di non andare ad est, ma ad ovest, che significa fare qualche km in salita subito all'inizio. e sono quasi arrivato al castello di Rivoli. le gambe erano dure ma tutto sommato andavano bene. i muscoli man mano che si andava si scioglievano. ho fatto la via piol, in piazza martiri il palco per la commemorazione del 25 aprile. zona partigiana, zona di resistenza, decine i caduti, decine le vie a loro intitolate. poi ho iniziato il tratto in discesa. e pur capendo che potevo tranquillamente arrivare ai 10 km mi sono fermato come ripromesso ai 7 km, anzi ai 7,23 km, fatti in 42'06", 5'49" al km. tutto sommato bene. ma soprattutto, pensieri antipatici messi in un angolo. la corsa si sa, è lenitiva. domani si torna al lavoro. si va in Emilia, appuntamento abbastanza importante. tanta carne al fuoco per adesso, ma risultati modesti. pazienza, questo è un blog di running e magari anche di altro. e a quello pensiamo. buona notte amiche ed amici, o buon giorno per domani.

domenica 23 aprile 2017

Sarnico Lovere

diciamo subito una cosa: non sono insoddisfatto. è successo quello che temevo ma anche quello che non potevo sapere. quando questa mattina poco prima delle 8.45 ho lasciato la borsa nel camion che da Sarnico l'avrebbe trasportata fino a Lovere mi sono detto "cazzo, ma fa caldo!". e ho pensato che essermi svegliato alle 5.30 e non avere mangiato un cazzo lo avrei pagato. ho cercato di rimediare con una fetta di crostata e un the caldo, ma.... ne parleremo dopo. la Sarnico Lovere è bellissima. 4.000 iscritti alla partenza. la cornice è spettacolare, con quel costeggiare il lago d'iseo. ma è difficile. io sono partito piano perchè avevo da battere il mio muro dei 22 km che mai avevo travalicato; qui erano 25,25 km. e in condizioni molto più difficili: oltre 800 metri di aumenti e perdite di quota, tre gallerie. ma soprattutto un caldo pazzesco. sono andato discretamente bene fino ai 18 km. all'altezza di riva di solto ho iniziato ad avere male: prima a fianco del polpaccio dx, poi al polpaccio sx. la terza ed ultima delle gallerie è stata una via crucis. alla salita del 20° ho alternato corsa e camminata. quella del 23° non posso credere che avesse un dislivello di 181 metri. non c'è da stupirsi che lì abbia camminato e basta, e infatti ho fatto quel km in 9' e 30". poi scollinando, negli ultimi 2 km, ho provato a corricchiare. e lì è ufficialmente uscito un crampo al polpaccio sx. se avevo sogni di chiuderla correndo ciò nei fatti non è successo. non solo, ho iniziato ad avere una crisi. nel senso che sentivo che da un momento all'altro sarei potuto svenire. non ho avuto paura, ma certo mi sono venute in mente quelle scene da finisher stremati (lo so, è ridicolo parlare di finisher nel mio caso) ma ho comunque ripreso a muovermi, perchè io sapevo che oggi in un modo o nell'altra l'avrei chiusa. e gli ultimi 300 metri li ho fatti "correndo". al traguardo non ho gioito perchè non c'era da gioire. 2 ore e 52 minuti per fare 25,25 km (il garmin mi ha mangiato 800 metri nelle gallerie, sul connect esco a 7'03" al km, sarebbe a 6'51" al km in verità) è veramente tanto. ma ho superato una barriera, la mia barriera, quella dei 25 km. il brutto è venuto dopo: wonder runner aveva prenotato per noi e per gli altri del mio gruppo. solo che io non ho mangiato. ho passato tutto il tempo in bagno. a fare ogni cosa di non piacevole si possa fare in bagno, ma è meglio risparmiarvi la descrizione. ancora più leggero di come si potesse essere, abbiamo preso una delle navette che riportavano a Sarnico. vi risparmio le mie madonne per i tornanti. quando la strada si è fatta piana la crisi mi è passata. crisi causata dalla stanchezza ma anche dal vento degli ultimi km di gara. ho iniziato a stare meglio e alla fine tornando indietro ci siamo fermati ad un bar e ho preso una piadina con prosciutto e fontina e una coca cola. non si sono segnalati rutti, un pò stranamente. adesso sono a casa, certo provato. ripeto, non sono insoddisfatto ma neanche contento. non si può dire che non fossi in forma (sempre in termini relativi). l'obiettivo era arrivare e superare un limite, ma magari mettendoci un quarto d'ora in meno. ma oggi non era facile. questa gara mi insegna che devo definitivamente chiudere la stagione del mangiare un cazzo al mattino, per lo meno quando ci sono gare di questa rilevanza e con un caldo notevole. bisogna fare colazione o riempirsi di barrette energetiche. mi fanno schifo, ma un the verde e quattro biscotti alle cinque e mezzo del mattino non aiutano le gambe e soprattutto la testa. non hai lucidità, non hai energia sufficiente. non sono contento ma non mi fermo, anzi raddoppio. tra tre settimane farò la mezza a Buccinasco, molto più vicina (su come gestire le gare "lontane" scriverò un post prima o poi) e assolutamente piana; ma soprattutto lo dico ufficialmente: ad agosto sarebbe mia intenzione iniziare la preparazione per la maratona. da fare a fine anno e penso di sapere dove. non essendo particolarmente alto e grosso posso dare di più in inverno, anche se le insidie, seppur diverse, ci sono pure d'inverno. tra 15 minuti vado a fare il pieno di carboidrati. anche se, va detto, non ho fame. non oso immaginare che cosa possa dire la bilancia in questo momento.

sabato 22 aprile 2017

Lies, truth

giustificherò il testo dopo. vengo da una settimana di bugie e menzogne. raccontate se non addirittura teorizzate. indirizzate alle donne o provenienti dalle donne. che se la cantano e se la suonano. Francesco, se c'è una cosa che ho capito nella vita è che la verità alle donne non va detta, mi hanno detto questa mattina. bene, continuiamo a farci del male, diceva il famoso regista radical chic. razionalità, non pervenuta. buon senso, non pervenuto. logica, non pervenuta. sincerità, giammai. tormento e vita inutile, hai voglia. alla mia età posso dire quello che penso. le donne sono stupide. non sto generalizzando. Parlo come genere. ora fatemi fare l'istruttore, in questa cattedrale. Un po' nel deserto.

e anche

questo matrimonio ce lo siamo messo alle spalle...

mercoledì 19 aprile 2017

half week

ieri sera sono andato a bermi una birretta con quelli del mio gruppo, fuori Milano (che chissà perchè, ogni volta che vado lì faccio sempre strade diverse seppure con indicazioni date dal navigatore). tra i presenti (non molti) gli ancora meno che domenica prossima faranno con me la Sarnico - Lovere. neanche a dirlo, quasi tutti più forti di me. avrei voluto bermi una birra media, ed invece ho bevuto una birra piccola. anche questo è un modo di essere "atleti". questa mattina sveglia alle sei e mezza (incredibile, vengo da due notti in cui dormo), per andare a fare l'ultima (credo) corsetta prima di domenica. faceva un freddo della madonna, che sembra di nuovo inverno. ma ai collant da corsa ho detto basta, indossato pantaloncini e termica, con sopra t-shirt dello stesso colore (incredibile, i colori abbinati per una volta). uscita non forzata, soprattutto nella prima parte. dal quarto km in poi ho pigiato l'acceleratore (si fa per dire), con un sesto km a 5'14". alla fine ho superato di poco gli 8 km, con zig zag tra gli ambulanti del mercato sotto casa, fatti a 5'29" al km. abbastanza soddisfatto. adesso non so se fare 5 km di scarico domani sera. penso più no che si.
anche perchè ho un fine settimana impegnativo. domani dovevo andare via ma è saltato causa riunione organizzata all'improvviso, venerdi mattina avrei una firma, anch'essa mezza saltata (anche se in parte stasera l'ho recuperata, e domani vediamo di fare il resto), nel pomeriggio ho un matrimonio (e quello non salta di sicuro), sabato un incarico di istruttore a sorpresa (ed anche lontano). insomma, non arrivo a domenica proprio riposato. in questi giorni dico e ricevo parole importanti. mi trovo anche a dare consigli, non sempre richiesti e che generano nervosismo. forse abbozzo delle forzature. vedo cose che non mi convincono. su tutto, mi sembra ci siano tante, anzi tantissime, inutili perdite di tempo. e io in queste situazioni so che qualcosa devo fare. anche perchè io so cos'è giusto e cosa no. ma se ne parla dalla settimana prossima, non adesso. buona notte amiche ed amici.

lunedì 17 aprile 2017

pasquetta di tapasciata e di mega rivelazioni

salto il sabato pomeriggio e la domenica di pasqua, sennò diventa un post kilometrico. tanto per cambiare questa notte non ho dormito un cazzo. sveglio alle 4, non ho più preso sonno. alle sei e mezza era prevista la sveglia per andare alla tapasciata col mio gruppo, ma a quell'ora già avevo finito la colazione. morale della favola, come più del solito arrivo per primo. un freddo della madonna, mi tengo il pezzo di sopra della tuta. pazienza se poi correrò da ridicolo jogger. arrivano i miei. solita foto pregara, ritiro dei cartellini, e ognuno si sceglie il suo percorso. si va dalla 6 alla 21 passando per la 12 e la 15. io punto alla 15, tanto sarà di meno mi dico. si parte, ed è subito sterrato. ecco, sarò più sterrato e campagna che asfalto. l'avevo fatta due anni fa quella tapasciata, una delle due che caratterizza la pasquetta milanese, quella che guarda quasi alla provincia di bergamo, ma così insidiosa non me la ricordavo. la carenza di sonno non si fa neanche particolarmente sentire. all'undicesimo sento solo un crampo allo stomaco dovuto al vento. vado piano, ma quello non è percorso da andare forte. e non mi interessa neanche andare forte. l'importante è andare senza fermarsi, in previsione della gara di domenica prossima. conosco quel paese, arrivo ai 15 ma del gonfiabile del traguardo neanche l'ombra. alla fine si scopre che sono quasi 16 km, che faccio a 5'53". e la 21 che invece sarà poco più di 20. le tapasciate sono così, le misurazioni sono il trionfo dell'approssimazione. saluto un pò di ragazzi, ritiro il riconoscimento e faccio di corsa il tratto verso l'auto, giusto per superare i 16 km. alla fine oggi sono 16,18 km. per uno che ha dormito tre ore e mezza non è per niente male.
in auto vedo una chiamata persa. la richiamo, mi racconta della probabile fine a cazzo dell'ennesima apertura di cosce in favore di semisconosciuto, cosa che nel corso della giornata assumerà caratteri di quasi certezza. parliamo del più e del meno, vedo che è presto e le dico "vado a casa, faccio la doccia ed andiamo a mangiare fuori. anzi, tentiamola e andiamo in brianza, che dici?". ma la brianza quella veramente bella, quella dove Virzì ha ambientato "il capitale umano"; a mezzogiorno siamo sulla mia audi verso le colline da cui si domina mezza lombardia. ci va abbastanza di culo, troviamo relativamente subito un posto dove mangiare, da cui c'è un vista mozza fiato. ce la raccontiamo, ci vogliamo bene. me la racconta con dovizia di particolari la sua scopata di sabato. l'ha fatto con un cancro come me, e nel raccontarmela mi ci rivedo, nel senso che costui sembra vivere il sesso nel mio stesso modo. solo che sebbene sia stata una roba bella, c'è amaro in bocca nelle sue parole. e glielo dico. "guarda che io sono stato felice l'ultima volta che ho fatto l'amore, anche se era una cosa improbabile. te sei qui quasi a dire che non ti ha lasciato nulla". vabbè, si va avanti nel pranzo, eccellente e ovviamente non economico. decidiamo di fare un giro per il paese, che ci vuole veramente poco. e nel tornare nel tardo pomeriggio verso milano, per ricongiungerci con l'altro componente della triade, quasi per caso esce fuori una roba pazzesca. "sai, mi ha scritto un messaggio di auguri anche F." le dico. insomma, lei dopo un pò mi dice di essere stata la sua amante per anni. di F, sposato, e all'epoca uno dei miei migliori amici. ma non per poco tempo, non per pochi mesi. no, per almeno 3 anni. io le avrò chiesto dieci volte se mi prendeva per il culo. lei non è donna da fare l'amante. lo so Francesco, ed infatti mi vergognavo, che potevo dirti? tre anni, e io non mi sono mai accorto di un cazzo, che di queste cose sono intenditore. ma si sa, nelle situazioni bisogna starci..... (minchia, due miei grandi amici, e non mi sono accorto di un cazzo, che ciula.....)

sabato 15 aprile 2017

running before easter

fine settimana stancante. sia giovedi che venerdi ero via per lavoro, ieri poi andare nel nordest non è stato granchè intelligente stante la moltitudine di crucchi intorno al lago, e io mi sono diviso tra verona e trentino. tutto sommato però mi è andata bene, sono tornato a casa poco dopo le otto di sera. solo che mi sono cambiato al volo per andare fuori, il programma era cena + cinema col mio amico A. cena tardi (ed esagerata), cinema tardissimo ("life", voto 2, uno dei peggiori film di fantascienza di sempre), e con i soliti 25 minuti di ritardo programmato sull'orario. morale della favola, sono andato a dormire quasi alle due. avrei pure dormito bene, ma... poco, alle sette e mezza ero già sveglio. insomma, mi sentivo tutt'altro che riposato. questa mattina avrei voluto fare un 15/16 km. ma sentivo nitidamente che non sarebbe stata cosa. mi sono messo di impegno, sono arrivato al lambro e sono tornato indietro. alla fine ho fatto poco più di 11 km a 5'41", che per essere l'uscita del fine settimana è poca roba. poi ho fatto ancora 1 km di defaticamento, giusto per mettere più di 12 km alle gambe. settimana modesta, fatti poco meno di 31 km. cercherò di rifarmi con la tapasciata di pasquetta, che farò col mio gruppo. dovremmo essere circa 25, un bel numero direi. io farò il percorso della 15 km, che poi si sa sarà qualcosa in meno. meglio così! buona pasqua a tutti, per intanto l'inter vince il derby 2 a 0 a 14 minuti dalla fine. roba da non credere di questi tempi.

mercoledì 12 aprile 2017

ripetute fatte bene (Milano è la mia città)

"ma hai ragione tu: se lo voglio me lo devo prendere" (messaggio ricevuto su whatsapp, ore 19.39). ieri sera ero in corso como per un aperitivo che si pensava leggero e si è rivelato sostenuto. e in corso como ieri sera si stava benissimo, come capita nei primi giorni della settimana che c'è poca gente. aperitivo con una bella amica che mi ha fatto fare bella figura. e nonostante i miei proclami contrari all'amicizia tra uomo e donna, amica e basta. a cui dopo il secondo bicchiere di rosso mi sono sentito in dovere di dare alcuni consigli di natura sentimentale. per sentirmi dire che quelle cose che ho detto (contrarie a quelle che le dico di solito, che quando si ama puoi anche dire di lasciare perdere, ma non serve ad una mazza) le ha sempre pensate ma non ha avuto il coraggio di farle. e allora si inizia con poco, si inizia che il telefono grosso modo a metà di corso como lo prendo e chiamo io. piccole cose, ma marcano il territorio. dead line il 16 maggio, manca più di un mese, ce la possiamo fare. dicevo, corso como era incantevole. è il pezzo di Milano che rappresenta ciò che è Milano. il passato, il presente, il futuro. ciò che ti fa capire (ma l'ho già detto) che noi milanesi (chi abita e lavora con profitto a Milano è milanese, punto) siamo persone fortunate. ma dico ancora una cosa. un messaggio whatsapp come quello, nella mia vita, avrei dovuto scriverlo. e farlo di conseguenza.
ad ogni modo continua la mia difficoltà a dormire. mi sveglio puntualmente un paio di volte per notte. e dei miei sogni sapete. solo che questa mattina dovevo partecipare ad un talk show in centro. e avevo un sonno della madonna, che nessun caffè riusciva a farmi passare. alle 11.30 salgo sul palco assieme ad altri. il mio speech inizia circa 15 minuti dopo. microfono in mano e il sonno passa. dieci minuti perfetti. devo dire che con gli anni miglioro sempre di più a parlare in pubblico. da giovane non ero un granchè, ho imparato verso i 25 anni, col tempo ho preso sempre di più confidenza.
ma veniamo alla parte runneristica. da 24 ore pensavo che stasera potevo fare due cose. 10 km molto tranquilli. o quella cosa che qualunque runner vive come un cataclisma: le ripetute. sarebbe stato meglio farle corte (tipo da 500 metri), alternando veloce e medio. io ho invece ho fatto un 6x1000, veloce e medio sempre, dove il miglior 1000 mi è uscito a 4'29", che sarebbe un bell'andare. al quarto 1000 ho chiacchierato con uno che conosco da tempo, e che va veramente forte. anche lui era di ripetute stasera, e persino lui mia ha detto che 1000 era troppo. ma io sono fatto così. dopo i 6x1000 ho fatto 2 km di defaticamento. stasera tra veloce, medio e defaticamento ho fatto poco più di 8 km a 5'15". per inciso, con 23 gradi. e per adesso non sento particolari fastidi e/o dolori. per correre ora se ne parla sabato mattina. anche perchè domani e dopodomani sono fuori regione. ma soprattutto, speriamo di dormire stanotte porca pupazzola!

lunedì 10 aprile 2017

lunedi, parole, corsa e sogni

oggi è stata giornata di parole: scritte e dette. e di comprensione rinnovata di ciò che so già. io sono come sono, e non posso cambiare. detto questo, stasera sono andato a correre. e ho faticato. avrei voluto fare un 10 km "sostenuto", diciamo intorno ai 54'. e tutto sommato il ritmo c'era, visto che ai 5 ho girato in 27'15". stasera sulla martesana c'era il mondo. e soprattutto c'erano 24 gradi, troppi per essere aprile. al ritorno da via adriano ho cercato di mettermi sulla scia di uno, salvo poi scoprire che si fermava sotto casa mia. amen, avevo ancora 2 km e mezzo da fare. supero gli 8 e sono costretto a fermarmi in melchiorre gioia angolo ressi. semaforo rosso, e troppe auto che passano. quando scatta il verde riparto, ma non riesco a riprendere ritmo e fiato. dopo 100 metri mi fermo. stoppo il garmin, 8'17 km in 44'46", a 5'29" al km. non sarei riuscito ad impiegarci 54' ma almeno 30" in più. e mi sento decisamente stanco. capita di lunedi, e poi stanotte (come sta accadendo da diverso tempo) ho dormito male. oltre ad avere fatto un sogno strano ma non troppo perchè in fondo mi rappresenta: sono in ufficio e arriva un tipo che vuole essere assunto. vestito elegantemente urla, minaccia, sbraita. le persone, soprattutto le ragazze, si spaventano, scappano. io mi avvicino, lo invito a calmarsi, gli chiedo il motivo della sua aggressività. lo invito a prendere un caffè, nella macchinetta vicino agli ascensori dove ci sono due poltroncine. e lui effettivamente si calma. mi dice che ha avuto un problema con un nostro cliente di fiumicino, ma tanto lei non lo conosce, sono le sue parole. e come no, vuoi che non conosca mimmo, altrochè. lui si stupisce. e niente, me lo sono fatto amico. nel frattempo nel sogno penso "ma con che gente di merda ho a che fare". ma torniamo alla corsa. dopo questi 8 km decido di fare un pò di defaticamento. alla fine escono 2 km, il primo lento, il secondo un pò più veloce. stoppo nuovamente il garmin, faccio un pò di stretching, guardo verso casa. faccio un allungo, 90 metri in 23". a quel punto si può andare a casa. un pò a pezzi devo dire. e stasera, sul divano, ero a pensare a quelle parole che tutto il giorno mi hanno attraversato. domani mi farò la barba. come sempre, dopo 3/4 settimane mi rompo le palle. buona notte amiche ed amici.

sabato 8 aprile 2017

my longest run (lungo lento senza interruzioni)

questa mattina era fondamentale fare il lungo. non avrei avuto altri slot utili da qui alla Sarnico-Lovere. non avrei potuto domani che stasera vado dai miei e al mattino ho da fare, difficilmente a pasqua. e come dicevamo io ed uno del mio gruppo podistico domenica scorsa dopo la relay, se fai il lungo devi prepararti bene. ieri sera sono sì uscito quindi, ma ho mangiato una pizza integrale, bevuto un panascè (quindi carboidrati ma morigeratamente) e prima delle undici ero a casa, prima di mezzanotte a letto. questa mattina sveglia senza sveglia, colazione leggera, e alle nove meno un quarto ero pronto sulla Martesana. oggi sapevo quello che volevo, già diverso riuscire ad ottenerlo. faccio il solito minimo (e non sufficiente) stretching, giro intorno al parchetto in modo da farla tutta la martesana fin da melchiorre gioia e si va. si va lenti, costanti, concentrati perchè oggi i km da farsi sono tanti, per lo meno per uno come me. vado sempre di qualche secondo sotto i 6' al km. ora di cinque, ora di due, ora nove. via idro, lambro, cologno, vimodrone, per la prima volta non mi fermo al cartello di cernusco ma vado oltre. torno indietro poco prima dei 10 km, che faccio in 59'05". al ritorno la solfa non cambia. ho un 13° km fatto a 6'00", e non so dire il perchè, ma so perchè il 16° è a 6'12" (il semaforo rosso di via adriano mi costringe a buttarmi a destra, a cercare le prime strisce pedonali, a dribblare le auto e a ritornare non so come sulla martesana, anche un pò incazzato, ed infatti il km successivo lo faccio a 5'46" per recuperare). tra il 19° ed il 20° sono sotto casa mia. so di avere fatto tanto ma di avere ancora energie. l'obiettivo è la "longest run", non solo chiudere bene un lungo lento senza interruzioni ma fare in modo che sia la mia corsa più lunga. ma come scrivevo nel precedente post, tocca fare il criceto, e cercare quel paio di km nelle vie che girano intorno a casa mia. aumenta il caldo ma oggi è una giornata comunque bellissima per correre. arrivo ai 20 in 1h58'08", il 21° si fa in 5'54", il 22° addirittura mi vede aumentare il ritmo, ed infatti garminconect dice che l'ho fatto a 5'45", che è il 2° km più veloce di questa uscita. al 22° spaccato vedo una modella seduta dopo il suo allenamento (voi direte "ma come fai a sapere che è una modella?". fidatevi, primo è impossibile che non lo fosse, con quel fisico e quegli occhi color mare della sardegna, secondo in un condominio vicino al mio ci sono un paio di appartamenti affittati dalla principale agenzia di milano), e a quel punto so che andrò a stoppare il garmin sotto casa mia. chiudo avendo fatto 22.11 km, quindi la mia corsa più lunga fatta finora (e senza interruzioni), con un tempo di 2h10'26", a 5'54" al km. che dire, sono ovviamente contento. per i runner di livello la mia uscita non è niente, ma a me va bene così. e soprattutto questa settimana ho fatto 43 km e mezzo, non esattamente poco. ora vado a mangiare un paio di hamburger, d'altro canto ho bruciato 1.622 calorie. e ieri mattina mi sono pesato, ora sono 68 kg, come quando avevo 30 anni! buon fine settimana a tutte e tutti.

mercoledì 5 aprile 2017

che bello....

"mamma, ma guarda che per me correre è più importante di qualunque cosa". e subito dopo ecco l'elenco delle cose che hanno meno importanza. stiamo parlando sempre della telefonata di ieri sera, con la mia mammetta. e nell'elenco delle cose meno importanti ho messo anche la relazione col gentil sesso. cioè diciamola meglio, se si parla di una scopata ordinaria con una donna ordinaria che porta ad una relazione ordinaria, la corsa vince grosso modo 10 a 0. con una donna speciale direi di no, ma la donna speciale capirebbe quanto per me sia importante correre, e non potrebbe mortificare questa mia passione. devo dire che quando la mia ex mi accompagnava alle gare mi faceva piacere. solo che chissà se piaceva anche a lei o non lo viveva come sottrazione. mah, mi sa un pò di si.....
oggi è stata una giornata seccante. ma non per questioni di lavoro. lo sapete quanto io sia lineare. non do spazio all'improvvisazione, all'irrazionalità, al controsenso. e quando non presto fede a questo mio imperativo morale mi incazzo. con me stesso, ovvio. poi ho rischiato di essere cooptato al calcetto stasera. gliene mancava uno. se saltava per uno mi avrebbero ucciso. e non sto esagerando. ma io col calcetto ho chiuso, ecchecazzo. alle cinque la lieta novella, hanno trovato il decimo. quindi vuol dire ciò che avevo scritto ieri. si va a correre. un pò più tardi di ieri sera, di quell'allenamento di merda sprecato. che dire, la martesana è sempre bella, quando arriva la primavera lo è di più. parto con una vocina dentro (vocina che ha un nome e cognome, e mica del cazzo) che mi dice "non devi partire forte". non solo, incredibile (lo sto dicendo alla piccinini, quello della sciabolata morbida) a dirsi ma prima di partire faccio pure un pò di stretching. insomma, circumnavigo il parchetto di melchiorre gioia e punto verso est. stasera si va ad incrociare il lambro, e ci impiego poco più di mezz'ora. su via idro vedo una dea, prima all'andata e poi al ritorno. una ripetutara. no ragazzi, non avete idea del passo che aveva. non credo di averla mai incontrata, ma era una roba pazzesca. quando me la sono trovata di fronte al ritorno mi sono spostato io e le ho lasciato la linea. chissà se mi ha guardato (aveva gli occhiali da corsa). di certo non mi ha ringraziato. e di che mi doveva ringraziare poi. se non ho fatto male i calcoli, erano ripetute tra i 500 e i 750 metri. beh, questa cosa un pò di spinta me l'ha data. ma in fondo non ce n'era bisogno. perchè cosa assai importante, non sentivo particolari dolori. ed essendo partito piano, ho fatto quello che si fa in allenamento. dall'ottavo ho alzato un pò il ritmo. e nonostante fossi partito piano, ai dieci ero decorosamente sotto i 56'. ma non è importante il tempo, è come ci si arriva. a questo punto la testa inizia a chiedere a quanto devo smettere. nel mentre faccio altra strada. adesso non è più martesana, è intorno a casa mia, dove stanno asfaltando le strade peraltro. quando faccio il criceto intorno a casa mi rompo veramente le balle, però alternative la sera non ci sono. raggiungo i 13 km, e anche se so, se capisco che ce n'è ancora, mi fermo. e non importa che si vada sotto i 5'30". l'obiettivo non era quello stasera. escono fuori per l'esattezza 13,32 km, fatti in 1h14'05", a 5'34" al km. incredibile di nuovo, faccio ancora un pò di stretching. però diciamolo (lo dico come ignazio la russa), lo faccio anche per godermi lo spettacolo delle 20.30. quello dei colori del mio naviglio, della mia pista, dei tanti runner, jogger che la asfaltano. io non sono di poesia, io sono di prosa. però a me questa cosa raccontarla fa tanto bene. e adesso si punta al lungo del weekend. perchè lungo deve essere, per zatopek! 



martedì 4 aprile 2017

di una giornata fatta di capovolgimenti continui, ma in cui la cosa che ti fa incazzare di più è l'allenamento ad minchiam

"mamma, guarda che la mia giornata oggi è cambiata almeno sei volte". così ho detto alla mia mammina al telefono un quarto d'ora fa, quando poverina cercava di estorcermi come sto. era iniziata bene la giornata, proseguita con un impasse del cazzo prima di un un appuntamento molto importante. poi succede che questo appuntamento apparentemente va molto bene, e quindi l'umore si risolleva. anche a pranzo non è andata male, che c'era del lavoro anche lì a contorno. il pomeriggio scema, nel senso che prendo un pò di schiaffi via telefono che sembro per l'appunto uno scemo. no dai, una bella telefonata c'è stata. poi mi ricordo che devo a tutti i costi andare al sarca a prendere le camicie in tintoria, sennò domani rischio di andare al lavoro in polo. che se andavo in Veneto, come previsto, si poteva anche evitarla la camicia. ma in Veneto non si va, l'appuntamento più importante è saltato (altro imprevisto) e quindi programma che cambia. mentre sono al sarca (dove sono arrivato in un attimo, niente siamo ancora in crisi, la tangenziale est non può essere così scorrevole a quest'ora) penso che neanche 24 ore fa ho fatto il cupido (o il sensale), presentando una amica ultra runner al tuo miglior amico. che bontà sua si è fatto avanti e le ha proposto una uscita, pare accettata. solo che poverino si fa qualche domanda. avrà anche il grano, ma che cazzo racconta lui ad una ultra runner? insomma, poco prima delle sette sono sulla martesana, per l'allenamento previsto. accorgendomi che ho ancora male al polpaccio sinistro. ma come si fa a perdere uno slot così, che può permettermi di fare un 13 km decoroso? allora si parte lo stesso, e faccio anche un giro largo che potrebbe permettermi di arrivare sul Lambro al 7° km e arrivare ai 13 al ritorno. solo che il polpaccio mi tira. ci corro sopra lo stesso, e l'ovvia conseguenza è che ho male anche all'altro polpaccio, e poi altrove. tipico di quando si corre sopra il dolore, che ti scompensi ovunque. arrivo in Via Adriano e torno indietro, per stoppare il gps in Viale Monza ai 7 km, fatti in 39'11" a 5'36" al km. altro che allenamento decoroso. ma fermarmi è stato giusto. non si può e non si deve correre se non si sta bene. lo so, sto dicendo una minchiata, predico bene e razzolo malissimo. una cosa è certa. non ho male nel punto da cui è partito il male 12 giorni fa. e questo è un fatto positivo. riparto a piccolissimo trotto verso casa, facendo il poco più di un km a 5'53". e adesso? e adesso visto che domani non si va in Veneto si raddoppia. se non esce fuori una pizza, non intesa come un altro schiaffo ma una uscita in pizzeria domani sera si torna di nuovo a correre, che non si può certo dire che io sia stanco con 8 km fatti. manca troppo poco alla prossima gara che è gara come si deve. faccio male? può essere. ma a me piace correre perchè correndo si va avanti. e se penso a certi whatsapp che ho ricevuto oggi, raccomanderei anche ad altri (anzi altre) di andare a correre. se non altro si perde qualche chilo. buona serata a tutte e tutti, globalmente.

domenica 2 aprile 2017

Relay Milano Marathon 2017, comunque una festa

sapete che non mi piace correre a Milano, sapete che non mi piacciono gli eventi mondani nel running. e la staffetta della maratona milanese è soprattutto un evento mondano. sulla distanza della regina gli iscritti erano 6.300, le staffette credo 3.000 (ovvero 12.000 partecipanti). io immagino cosa abbiano pensato i maratoneti degli iscritti alla relay, la cui stragrande maggioranza erano lì perchè in quanto legati a un discorso di sponsorizzazione ad una delle tantissime onlus collegate all'evento. e d'altro canto chi avrebbe speso 40 e rotti euro (a testa, se privati, alle aziende molto ma molto di più) per una corsa di poco più di 10 km? io non l'avrei fatta, ma la mia azienda (all'ultimissimo) è stata convinta da una onlus e ha schierato a malapena una staffetta, un pò mal arrangiata se vogliamo dirla tutta. questa mattina alle 8.35 ero già nei giardini di porta venezia. devo però dire che il clima non era male. insomma, non erano poi così mal amalgamati coloro nei cui volti era scolpita la tensione per la 42 rispetto a quelli che per un motivo o per un altro erano a correre alla bene o meglio. che poi attenti, so benissimo che c'erano delle staffette della madonna. chi ha vinto lo ha fatto in 2h16'27", vuol dire quattro frazionisti da 34' su 10,5 km medi. vuol dire essere degli atleti della madonna. io ero, per fortuna, il primo staffettista. primo errore, non ho fatto stretching (ma zero assoluto); secondo errore, sono partito troppo forte; terzo errore, ho dimenticato che non è che sono in formissima. a consuntivo, allo start - che si esce piano - vado come un matto. primo km a 5'17, terzo a 5'02" addirittura. da lì mi son detto che sono un coglione, ma che comunque si doveva andare avanti. la prima frazione poi è in centro. significa curve, pavè (o sampietrini), gente che ti tocca o che tocchi. all'ottavo, mentre salto un binario del tram, sento un piccolo risentimento al polpaccio. e pensando che ho appuntamenti runneristici molto più impegnativi, faccio il 9° e 10° a 5'58". all'undicesimo riaccelero giusto per recuperare e perchè sono preso dallo spirito di squadra. solo che in Pagano la calca è allucinante e noi abbiamo un numero di pettorale altissimo. avrò fatto 500 metri a zig zag, ma ma mi sa di più, a cercare il mio cambio, urtandomi non so quante volte con altri podisti. mi esce un undicesimo a 5'46", che non so come ho fatto a fare vista la condizione allucinante. alla fine la mia frazione esce di 11,12 km, fatti in 1h02'34", a 5'38" al km. insomma, la solita gara milanese dove vado al di sotto delle mie possibilità. ma ci sono state tante cose belle; in corsa, ho fatto un paio di km accanto a Christian Chivu (c'erano le staffette pure della fondazione Inter), già giocatore dell'Inter del triplete. l'ho raggiunto, l'ho salutato, gli ho toccato la spalla per dirgli "ehi Christian forza Inter". ma soprattutto dopo almeno sette/otto anni di frequentazione bloggeristica ho conosciuto Elena, visto che era anche lei era prima frazionista alla relay. ci siamo incontrati alla fine, in Pagano, visti i vani tentativi di partenza. era col marito (gliel'ho detto, guarda che tua moglie la conosco da più tempo io.....). e visto che abitano vicino al paese dove ha sede il mio gruppo podistico ho fatto anche un pò di sano proselitismo invitandoli ad iscriversi da noi. a proposito del mio gruppo podistico, c'erano anche loro, li ho visti prima, durante e dopo. mi è dispiaciuto tantissimo per Massimo, uno dei nostri migliori. la preparava da 4 mesi, a Treviglio ha fatto la mezza in 1 ora e 27, giusto per farvi capire a quanto va. solo che domenica scorsa ha sentito male all'anca. morale, il solito piriforme del cazzo. oggi è partito, ma dopo 5 km si è fermato. mi sono sentito male quasi quanto lui. quattro mesi di preparazione, sacrifici, tempo sottratto alla famiglia, tutti buttati. voleva fare Milano in 3h05", sarà per la prossima volta. per intanto di buono c'è che ha smesso di fumare. da pagano sono tornato indietro con uno del mio gruppo podistico, sono stato con loro (e anche loro in staffetta erano entrati tramite l'azienda), poi però sono andato ad aspettare l'ultima nostra frazionista (una ragazza) al traguardo. alla fine l'abbiamo chiusa in 3h52'12", neanche tanto male. abbiamo ancora perso del tempo allo stand della onlus, a mangiare, bere e fare un pò di foto in favore della pagine facebook dell'azienda, dopodichè me ne sono andato verso casa. ma prima di uscire ho incrociato Marvin Hagler (proprio lui, l'ex pugile, sapevo che c'era in una qualche staffetta di non so chi). "Hi, Marvin, how are you?". e lui "ciao amico!!). e insomma ragazzi, alla fine è stata proprio una festa in fondo😊