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martedì 4 aprile 2017

di una giornata fatta di capovolgimenti continui, ma in cui la cosa che ti fa incazzare di più è l'allenamento ad minchiam

"mamma, guarda che la mia giornata oggi è cambiata almeno sei volte". così ho detto alla mia mammina al telefono un quarto d'ora fa, quando poverina cercava di estorcermi come sto. era iniziata bene la giornata, proseguita con un impasse del cazzo prima di un un appuntamento molto importante. poi succede che questo appuntamento apparentemente va molto bene, e quindi l'umore si risolleva. anche a pranzo non è andata male, che c'era del lavoro anche lì a contorno. il pomeriggio scema, nel senso che prendo un pò di schiaffi via telefono che sembro per l'appunto uno scemo. no dai, una bella telefonata c'è stata. poi mi ricordo che devo a tutti i costi andare al sarca a prendere le camicie in tintoria, sennò domani rischio di andare al lavoro in polo. che se andavo in Veneto, come previsto, si poteva anche evitarla la camicia. ma in Veneto non si va, l'appuntamento più importante è saltato (altro imprevisto) e quindi programma che cambia. mentre sono al sarca (dove sono arrivato in un attimo, niente siamo ancora in crisi, la tangenziale est non può essere così scorrevole a quest'ora) penso che neanche 24 ore fa ho fatto il cupido (o il sensale), presentando una amica ultra runner al tuo miglior amico. che bontà sua si è fatto avanti e le ha proposto una uscita, pare accettata. solo che poverino si fa qualche domanda. avrà anche il grano, ma che cazzo racconta lui ad una ultra runner? insomma, poco prima delle sette sono sulla martesana, per l'allenamento previsto. accorgendomi che ho ancora male al polpaccio sinistro. ma come si fa a perdere uno slot così, che può permettermi di fare un 13 km decoroso? allora si parte lo stesso, e faccio anche un giro largo che potrebbe permettermi di arrivare sul Lambro al 7° km e arrivare ai 13 al ritorno. solo che il polpaccio mi tira. ci corro sopra lo stesso, e l'ovvia conseguenza è che ho male anche all'altro polpaccio, e poi altrove. tipico di quando si corre sopra il dolore, che ti scompensi ovunque. arrivo in Via Adriano e torno indietro, per stoppare il gps in Viale Monza ai 7 km, fatti in 39'11" a 5'36" al km. altro che allenamento decoroso. ma fermarmi è stato giusto. non si può e non si deve correre se non si sta bene. lo so, sto dicendo una minchiata, predico bene e razzolo malissimo. una cosa è certa. non ho male nel punto da cui è partito il male 12 giorni fa. e questo è un fatto positivo. riparto a piccolissimo trotto verso casa, facendo il poco più di un km a 5'53". e adesso? e adesso visto che domani non si va in Veneto si raddoppia. se non esce fuori una pizza, non intesa come un altro schiaffo ma una uscita in pizzeria domani sera si torna di nuovo a correre, che non si può certo dire che io sia stanco con 8 km fatti. manca troppo poco alla prossima gara che è gara come si deve. faccio male? può essere. ma a me piace correre perchè correndo si va avanti. e se penso a certi whatsapp che ho ricevuto oggi, raccomanderei anche ad altri (anzi altre) di andare a correre. se non altro si perde qualche chilo. buona serata a tutte e tutti, globalmente.

6 commenti:

  1. E tu non smettere di andare avanti ;)

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  2. Vai, testalo il polpaccio, che poi 25 km e passa sono tanti da fare. Va bene che "domenica ti porterò sul lago", ma va' che non c'è più la passarella di Hristo (e poi sarebbe dall'altra parte comunque).

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    1. di tutti i mali possibili, comunque, quelli che mi preoccupano di meno sono al polpaccio (le ultime parole famose.....)

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  3. Quando la giornata mi cambia sotto il naso in continuazione io sclero. Però l'attività fisica scarica sempre. Baci.

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  4. > avrà anche il grano,

    Cuoe', egli (il tuo amico) chiedeva a te se la tua amica fosse danarosa?

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