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lunedì 17 aprile 2017

pasquetta di tapasciata e di mega rivelazioni

salto il sabato pomeriggio e la domenica di pasqua, sennò diventa un post kilometrico. tanto per cambiare questa notte non ho dormito un cazzo. sveglio alle 4, non ho più preso sonno. alle sei e mezza era prevista la sveglia per andare alla tapasciata col mio gruppo, ma a quell'ora già avevo finito la colazione. morale della favola, come più del solito arrivo per primo. un freddo della madonna, mi tengo il pezzo di sopra della tuta. pazienza se poi correrò da ridicolo jogger. arrivano i miei. solita foto pregara, ritiro dei cartellini, e ognuno si sceglie il suo percorso. si va dalla 6 alla 21 passando per la 12 e la 15. io punto alla 15, tanto sarà di meno mi dico. si parte, ed è subito sterrato. ecco, sarò più sterrato e campagna che asfalto. l'avevo fatta due anni fa quella tapasciata, una delle due che caratterizza la pasquetta milanese, quella che guarda quasi alla provincia di bergamo, ma così insidiosa non me la ricordavo. la carenza di sonno non si fa neanche particolarmente sentire. all'undicesimo sento solo un crampo allo stomaco dovuto al vento. vado piano, ma quello non è percorso da andare forte. e non mi interessa neanche andare forte. l'importante è andare senza fermarsi, in previsione della gara di domenica prossima. conosco quel paese, arrivo ai 15 ma del gonfiabile del traguardo neanche l'ombra. alla fine si scopre che sono quasi 16 km, che faccio a 5'53". e la 21 che invece sarà poco più di 20. le tapasciate sono così, le misurazioni sono il trionfo dell'approssimazione. saluto un pò di ragazzi, ritiro il riconoscimento e faccio di corsa il tratto verso l'auto, giusto per superare i 16 km. alla fine oggi sono 16,18 km. per uno che ha dormito tre ore e mezza non è per niente male.
in auto vedo una chiamata persa. la richiamo, mi racconta della probabile fine a cazzo dell'ennesima apertura di cosce in favore di semisconosciuto, cosa che nel corso della giornata assumerà caratteri di quasi certezza. parliamo del più e del meno, vedo che è presto e le dico "vado a casa, faccio la doccia ed andiamo a mangiare fuori. anzi, tentiamola e andiamo in brianza, che dici?". ma la brianza quella veramente bella, quella dove Virzì ha ambientato "il capitale umano"; a mezzogiorno siamo sulla mia audi verso le colline da cui si domina mezza lombardia. ci va abbastanza di culo, troviamo relativamente subito un posto dove mangiare, da cui c'è un vista mozza fiato. ce la raccontiamo, ci vogliamo bene. me la racconta con dovizia di particolari la sua scopata di sabato. l'ha fatto con un cancro come me, e nel raccontarmela mi ci rivedo, nel senso che costui sembra vivere il sesso nel mio stesso modo. solo che sebbene sia stata una roba bella, c'è amaro in bocca nelle sue parole. e glielo dico. "guarda che io sono stato felice l'ultima volta che ho fatto l'amore, anche se era una cosa improbabile. te sei qui quasi a dire che non ti ha lasciato nulla". vabbè, si va avanti nel pranzo, eccellente e ovviamente non economico. decidiamo di fare un giro per il paese, che ci vuole veramente poco. e nel tornare nel tardo pomeriggio verso milano, per ricongiungerci con l'altro componente della triade, quasi per caso esce fuori una roba pazzesca. "sai, mi ha scritto un messaggio di auguri anche F." le dico. insomma, lei dopo un pò mi dice di essere stata la sua amante per anni. di F, sposato, e all'epoca uno dei miei migliori amici. ma non per poco tempo, non per pochi mesi. no, per almeno 3 anni. io le avrò chiesto dieci volte se mi prendeva per il culo. lei non è donna da fare l'amante. lo so Francesco, ed infatti mi vergognavo, che potevo dirti? tre anni, e io non mi sono mai accorto di un cazzo, che di queste cose sono intenditore. ma si sa, nelle situazioni bisogna starci..... (minchia, due miei grandi amici, e non mi sono accorto di un cazzo, che ciula.....)

9 commenti:

  1. Che botta questa :)

    Comunque é giusto, bisogna essere felici (almeno) quando si fa l'amore, cazzo.

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  2. Oh però. Bella rivelazione da fare a fine giornata.

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  3. Piuttosto seduttiva la tua uscita con lei.

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    1. direi di no. siamo amici da 20 anni

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    2. Beh, insomma, mettersi a narrare di scopate in un bel posticino, mentre si mangia e si beve bene, è seduttivo, erotizzante in sé.
      Una volta capitò con una mia amica... sebbene non mi ispirasse granché quella volta l'avrei chiavata volentieri.

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    3. sappiamo l'uno dell'altro tutto ma proprio tutto. per me è come parlare con un fratello.

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  4. beh, niente di strano. Se uno vuole, all'esterno non traspare nulla. Anch'io ho corso a Pasqua, e tutti a dire :"Ma anche oggi?"

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  5. probabilmente sei andato dove ci sono le -piramidi- e si vede dal Rosa a Bergamo.. ottima scelta.

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  6. Forse, all'epoca eri talmente preso da alcuni aspetti della tua vita che non ti permettevano di notare realmente quello che ti succedeva attorno.

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