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martedì 2 maggio 2017

dell'anniversario da runner, del cambiamento

non ho fatto praticamente un cazzo in questi tre giorni, ma ci tornerò dopo. oggi compio tre anni da runner. il 2 maggio 2014, dopo aver dormito a casa dell'allora mia fidanzata, dopo aver fatto la spesa all'esselunga, dopo aver visti i risultati degli esami del sangue, presi la decisione di tornare a essere un atleta e approfittare di quel naviglio che avevo sotto casa per andare a correre con regolarità. basta tapis roulant nella palestrina aziendale, basta corsette saltuarie ma corsa fatta con metodo e serietà. le caratteristiche del runner rispetto a chi non lo è. ma ciò lo sapete già, e non voglio annoiarvi. il bilancio di questi tre anni è semplicemente straordinario. è stato tutto bello, compresi i momenti difficili, come gli infortuni o le gare non andate esattamente come pensavo. che poi, i risultati non contano niente. basta una gara andata per il verso giusto per ripagarti di dieci delusioni precedenti. basta fermarsi a fare stretching nella ringhiera del naviglio dopo un allenamento, non importa che siano 5 o 18 km, per essere soddisfatti. basta prendere un the dopo una gara o una tapasciata per essere soddisfatti. basta sentire il respiro, il cuore, i muscoli muoversi, per essere soddisfatto. io che sono laico ed anzi ateo, ho imparato che la corsa ha una dimensione spirituale. non basta il sacrificio, ci vuole costanza. non basta la costanza, ci vuole l'ascolto del corpo, di ognuna delle sue parti. non potrò correre questo 2 maggio, allora questa mattina ho fatto 5 modestissimi km di scarico dopo i 22 di ieri. prima che iniziasse a piovere. che poi a posteriori ne potevo fare di più, ma pazienza. non ho fatto nulla in questi giorni. stasera potevo andare ad un aperitivo fuori milano, ma oggi qui sembra inverno e ha piovuto tutto il giorno. onestamente non avevo alcuna voglia di uscire. ho preferito stare a casa che uscire per forza con "amici" che non sono tali (a differenza di chi dico io, che ha bisogno di vivere, vivere....). ho letto un libro inutile così come ieri sera ho visto un film altrettanto inutile. beh, forse il libro non era così inutile dai. oggi pensavo al concetto di cambiamento. tutti si riempono la bocca della necessità di cambiare, di quanto sia bello cambiare, di quanto fondamentale sia cambiare. cambiare, cambiare, ancora cambiare. beh, c'è gente che per cambiare la sana abitudine di far vaccinare i bambini sta facendo tornare il morbillo in italia, una malattia che 50 anni fa uccideva per essere chiari. quindi di cambiamenti del genere non me ne faccio un cazzo, anzi. no, meglio la stabilità in movimento, meglio i piccoli adattamenti quotidiani, meglio spostare il tiro. e pensare alle conseguenze, sempre, quando si vuole cambiare. negli affetti, pensare a come si sta adesso e a come si potrebbe stare domani. nel lavoro, pensare a che cosa può implicare cambiare azienda, riflettendo su ciò che si lascia e su quello che si potrebbe andare a trovare. essere realisti, che il mondo ha più bisogno di contabili e venditori che di cercatori di sogni o esperti di filologia romanza. anche perchè dare di conto e vendere/acquistare sono attività quotidiane, ragionare sull'evoluzione del latino volgare molto meno. può essere che una vita stabile non sia felice. ma una vita perennemente inquieta è solo foriera del niente. e dal niente non viene nulla.

8 commenti:

  1. sto imparando che l'individuo ha un concetto errato del cambiamento...
    noi cambiamo ogni giorno, ogni ora, sempre , ma non ne siamo consapevoli o meglio lo diventiamo solo attraverso le trasformazioni interiori ed esteriori eclatanti, ma non è cos' la vita è continuo cambiamento che avviene velocemente o lentamente non resta mai ferma: solo questione di consapevolezza.

    Tre anni di runner... mbe! per la costanza che hai di correre la mattina presto con regolarità tanta stima sempre.

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  2. Profondamente d'accordo sul tuo definire lo stato "di grazia" del runner. Io ho un ricordo stupendo di come - l'allenamento mattutino invernale - ti mantenga in temperatura ideale tutto il giorno.
    Tornerò a correre, lo so. Lo voglio. ;)

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  3. Io sono per la trasformazione, più che per il cambiamento.
    Nella trasformazione nulla si perde, molto si adatta alle nuove esigenze...

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  4. La vita stabile molto spesso é felice solo agli inizi...

    Buon anniversario, runner :)

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  5. E' bellissimo leggere di questo tuo bilancio positivo. Personalmente apprezzo molto la tua dedizione, è quella che fa di te un vero runner.

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  6. > basta sentire il respiro, il cuore, i muscoli muoversi, per essere soddisfatto.

    E' quello che dico io, la felicità del vivere un corpo sano, attivo, vigoroso, agile.

    > io che sono laico ed anzi ateo, ho imparato che la corsa ha una dimensione spirituale.

    Tutte le persone hanno una dimensione spirituale almeno potenziale.
    Non c'entra con la religione/religiosità che colla dimensione spirituale a poco a che fare.

    > non basta il sacrificio, ci vuole costanza. non basta la costanza, ci vuole l'ascolto del corpo, di ognuna delle sue parti.

    Ecco un Francesco che mi piace. :)
    Ezio Gamba fu l'atleta più importante di una società ginnica bresciana che si chiama Forza e Costanza. Mi è sempre rimasto impresso quel riferimento alla Costanza.

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  7. Un bravo venditore è colui che vende a prescindere. Anche quando la "vittima" non ha affatto bisogno di ciò che le si è venduto.
    Ecco, non so se mi piaccia, se sia ecologica 'sta cosa.

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