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giovedì 18 maggio 2017

la paura nella testa

solo gli sciocchi non cambiano idea. vado a letto ieri sera e mi dico che in fondo sono stato 16 ore fuori casa e non per diletto. che sabato mattina potrei fare quella tapasciata in salsa periferica milanese, e quindi anticipare oggi l'uscita dalla sera al mattino potrebbe essere utile. tutto ciò premesso decido di mettere la sveglia come se dovessi andare al lavoro. solo che al lavoro non ci vado. perchè il lavoro a me permette da sempre di non badgare, strisciare, timbrare. per ruolo ma anche perchè può capitare di lavorare 16 ore di seguito, quindi alla fine è tutto una grande stanza di compensazione. dicevo, questa mattina ho iniziato a correre sulla martesana alle 7.35. obiettivo, fare 10 km o un'ora. alla fine sono stati 10 km (che le 16 ore si sono sentite alla fine, credete a me), anzi 10,03 km, fatti in 56'13", a 5'36" al km. è stato un orario insolito per me. io inizio a correre sul mio naviglio del cuore o prima delle sette o dopo le otto e mezza. anche le facce erano pressochè sconosciute. ho visto due donne con un bellissimo passo oltre che veloci. su connect ho visto che un paio d'ore avrebbe corso la mia amica triatleta. la corsa mi ha soddisfatto. mi sono sentito carico ed elettrico. ma devo dire che nel corso della giornata questa bella sensazione è via via scemata. al lavoro tutto sembrava muoversi in senso schizofrenico, per di più bloccati dal crollo dei server e delle linee telefoniche. poi via via scorrevano pensieri e parole che non mi piacevano. anzi, mi infastidivano proprio. ma probabilmente perchè mi mettevano di fronte alla possibilità che io ho (o non ho) di scegliere e di far scegliere. ad un certo punto parlando con una collega che stimo tanto (oltre che essere molto bella) ho iniziato a pensare alla paura e alla paura di perdere nuovamente. che è una paura ancor più grave se vogliamo dare una scala gerarchica alla paura. ecco, da lì in poi, ironia della sorte, con chiunque chattassi, scambiassi mail, parlassi, faceva sempre capolinea la paura. talvolta detta, il più delle volte non detta. poi mettici pure che a metà pomeriggio sono andato da un amico-cliente o cliente-amico, per motivi runneristici, ed ecco che mi racconta le improbabili ragioni della sua separazione, così improbabili che dubito assai del suo racconto. insomma, tornato a casa, nell'accingermi a cenare, ecco svanita del tutto la positività della corsa del mattina. e forse per riprenderla avrei dovuto tornare a correre. guardate, non c'è mancato molto a fare il bis. sarebbero bastati pochi km, anche solo 4/5, per farmi stare meglio. sto provando con questo post, sto provando con levante in sottofondo. ma nella testa c'è la paura. ora però speriamo di svegliarci domani in un altro modo, d'altro canto sarà venerdi. buon proseguimento di serata a tutte e tutti.

9 commenti:

  1. Black hole sun, won't you come.

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  2. La paura é il freno più grande... Tante volte preferirei essere incosciente e seguire l'istinto...

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  3. *che le tue paure siano cure*

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  4. Quando la paura striscia può diventare ingestibile. Ma io so che tu puoi farcela.

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    1. ma non si tratta neanche della mia paura. io di paure ne ho poche. sono le paure altrui che si riflettono su di me che mi spaventano

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  5. Ti auguro una bella giornata di sole come quella che si vede nella foto del blog!

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  6. Paura anche dei recenti eventi milanesi tra immigrati e forze dell'ordine?

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  7. Capita Francesco non è cosa rara, capita così improvvisa, sicuramente non voluta , capita, ma poi passa ..te lo dice una che è abituata...
    Abbraccione ottimistico!

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