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martedì 30 maggio 2017

tennis e cattedrali

guardate, a me dispiace per voi. si, dico a voi che non abitate a milano. il vostro preferito lo sa dove vivete, e mi dispiace dirvelo, ma io vivo in un posto 5, 10, 100 volte meglio del vostro. sennò non potrebbero uscire serate come questa. andiamo con ordine: vi avevo anticipato che stasera avrei giocato a tennis, e così è stato. in un tennis club alla periferia sud di milano, dove anni fa ho giocato a calcetto. anzi, probabilmente il campo era lo stesso, visto che sono utilizzati per entrambi gli sport. si è trattato di un doppio mezzo misto. nel senso che io giocavo con una ragazza, già acerrima nemica della mia migliore amica. motivo dell'odio: ma direi molto semplice, 12 anni di differenza e via discendendo. che io me li ricordo i suoi commenti: "si si, sarà bella di fisico, ma io anche se più vecchia sono meglio di faccia". cazzate, ci siamo fatti delle foto nel posto di cui parlerò dopo, e avrà anche il viso che ha, ma quello stacco di coscia supportato da scarpa da 300 euro compensa e pure alla grande. ma torniamo al tennis. dicevo, partita di doppio, io e questa ragazza reduce dal passato contro due ragazzi, il mio amico A. ed un nostro ex collega (quello che ci accomunava era appunto l'aver lavorato assieme). io non prendevo una racchetta in mano da quasi 4 anni. il primo set l'abbiamo perso di brutto, 6 a 2. nel secondo set siamo usciti alla grande, vincevamo 5 a 3, ci rimontano 6 a 5, facciamo 6 a 6, si va al tie break, che vinciamo nettamente, mi pare 7 a 3 o 4. io sono abbastanza soddisfatto. tecnica zero, copertura del campo ridicola, ma qualche colpo buono ce l'ho ancora: la prima di servizio, il rovescio a due mani ogni tanto entra, il pallonetto può essere letale. da migliorare il diritto, le voleè e soprattutto il gioco sotto rete.
c'era poi da andare a mangiare, con un altro collega romano che si è aggregato. A. dice "ma perchè non andiamo a mangiare in quel posto qui vicino, che hanno aperto qualche mese fa, l'outlet del design?". e io a dirgli "ma a quest'ora mica sarà aperto?". ma lui lì ci abita, ci racconta di questo posto di cui avevo sentito raccontare come fosse particolare ma assai improbabile, e mi faccio convincere. arriviamo alle 10, il mega parcheggio deserto. entriamo e puntiamo ai posti della ristorazione. e lì intorno, uno sfavillare di negozi chiusi (che mi dicono essere vuoti di giorno) in un contorno di luci, di specchi, di fontane, di led, che sembrano ricordarmi una cattedrale della modernità. un posto bellissimo ma pensato dieci anni in anticipo. oggi non ha senso, lì non ha senso, ma è un posto avanti. quando le cose ripartiranno posti così ce ne saranno altri in giro. la mia città fa da apripista, come sempre. ho fatto delle foto, ma lo smartphone non rende minimamente il senso di quel posto. dopo aver cenato (e persino cenare lì è stato particolare) ci siamo messi a passeggiare intorno ai negozi chiusi, seduti su poltrone stranissime, a farci foto sceme e a raccontarci cose sceme. era solo un lunedi sera. ma siamo stati da dio. ecco, serate così valgono il prezzo del biglietto. mi dispiace per voi che non potete vivere queste cose. un abbraccio globale, a tutte e tutti.

15 commenti:

  1. Il massimo che ho speso per un paio di scarpe, mimamente si avvicina a 300 euro.

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    1. 300 euro era per dire. di sicuro si veste bene

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  2. Io lo so da sempre che devo trasferirmi a Milano
    Ma pare che per il momento non se ne parli...

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  3. Onestamente Francesco anche no. Non è affatto la mia dimensione :)

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    1. Ma no, detesto la gente, la folla, le grandi città proprio non fanno per me. Ho lasciato la città più bella del mondo 10 anni fa per trasferirmi più o meno nel mezxo del nulla. Ho fatto fatica ad accettare la cosa prima del passaggio, ora faccio fatica se in città devo passare una giornata.

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    2. Io sono un ex cittadino.
      Ci sono alcuni angoli di pregio nei centri storici delle città italiane, dove arte e bellezza e verde si abbracciano.
      Il resto è via via peggio uscendo dal centro e andando verso l'esterno.
      Essere avanti verso il peggio non è meglio, è peggio.

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  4. devo ancora andarci ma capisco perchè sia vuoto.. il design nn è per tutti sia per portafoglio che proprio nel senso di arrivarci e capirlo.. lo schifo che ci circonda appiattisce.. Milano sa sfamare nei sensi più ampli chi ha fame..

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  5. Tu sei stato molto bene quella sera: bene per te.

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  6. No, aspè, non ho capito bene questo post. Ma ce l'hai con qualcuno? Ahahahaha, non lo so, ma mi è sembrata una cosa tipo:"Gne gne gne, io faccio questo e tu nooo" o-o-o-o-o-o-oooo (scusa mi ero fatta prendere dal ritmo dell'O).
    :)

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  7. Milano in ogni caso è una città bellissima!

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  8. Io lo so benissimo che Milano è cento volte avanti a tutto. Rispetto a Roma poi.. pure duecento.. ed è per questo che ogni volta che passeggio per i navigli, o mi arrampico sul Duomo,
    o vengo ad una Expo, respiro aria di casa...

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  9. Mio cognato ogni tanto si diletta col tennis, anche se sta diventando una pippa e non manco mai di farglielo notare.
    Vivere a Milano...per me anche no. Bella, avanti, quello che vuoi...ma io sto bene qui :D
    Baci.

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