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mercoledì 21 giugno 2017

notte prima degli esami (con tutta evidenza un post non runneristico)

e a dirla tutta non è neanche un post che riguarda la maturità di mia figlia (a proposito, le tracce dei temi erano quasi tutte terribili, il mio timore è che lei nella sua scelta sul tema tecnico-scientifico sia andata fuori tema ma ovviamente mi auguro di sbagliarmi). è che ieri sera ci siamo sentiti e poi scritti. le ho mandato un bel messaggio di augurio, in cui oltre alle normali raccomandazioni chiudevo dicendo che le volevo bene e che ero certo che si sarebbe fatta onore. mi ha ringraziato, mi ha augurato la buona notte e mi ha mandato un foto di 20 anni fa che ritraeva me e sua mamma. non credo che questa foto volesse essere un rimpianto, quanto un affermare di essere il frutto di due persone che le vogliono bene e che in qualche modo l'hanno aiutata a crescere. io però ho un pò pensato a quella foto. quando mi sono svegliato nel cuore della notte a causa del caldazzo. e ho iniziato a pensare che da un punto di vista sentimentale non è che posso proprio raccontare una storia di successi. anzi, dubito che io ne possa raccontare in futuro. matrimonio, convivenza, fidanzamenti importanti: non mi sono fatto mai mancare nulla. un anno, tre anni, cinque anni di felicità, di passione e poi puff, tutto svanisce, abbastanza all'improvviso, abbastanza inspiegabilmente, con viva sorpresa di tutti, ma svanisce. andare a cercare le responsabilità altrui (dell'altra) non ha senso. voi mi conoscete, sono abituato a guardare alle mie di responsabilità. e ci devono essere, belle evidenti. nel precedente post ho elencato alcune mie caratteristiche, credo positive. ma se non sono bastate a fermarmi in una relazione vuol dire che qualcosa non ha funzionato. che poi, è una responsabilità questa? far morire una convivenza perchè la tua compagna non rispetta tua figlia è un errore? avere una relazione a distanza con chi spende il 15% del suo stipendio in psicanalista ed è evidentemente schizofrenica e non poterne più è un errore? lo scorso weekend ho parlato con mia mamma di me, dei miei amici, di quelli che hanno costruito una famiglia anche bene ma soprattutto di chi l'ha costruita ma in quel contesto non vorrei starci neanche un giorno. e ho usato un termine: "difettati". il problema è quello. il mondo è pieno di difettati. e forse lo sono anche io. ma quello che mi differenzia dagli altri è la consapevolezza dei miei limiti. questo poi è un periodo in cui sta aumentando il mio tasso di misoginia, soprattutto verso le mie coetanee, spesso patetiche e ridicole, quanto meno quelle che mi circondano e con cui ho deliberato, nel mio autoreferenziale distacco, di sospendere i rapporti. si alzano al mattino vivendo una competizione che sanno essere perdente. è come se io andassi in una pista di atletica e volessi fare i 5000 metri con un ventenne che fa atletica da 12 anni: verrei doppiato al terzo giro. ad ogni modo, stasera c'è un caldo bestiale. quando sono tornato a milano nel tardo pomeriggio c'erano 37 gradi e mezzo. troppi. devo fare in modo di toccare l'acqua questo weekend. fosse anche la piscina del villone dl mio amico al lago. sperando che lui ci vada questo fine settimana. buona notte amiche ed amici, globalmente.

8 commenti:

  1. Le relazioni umane sono complicate, le persone sono complicate. Noi in primis siamo complicati. A volte si regge tutto su una serie di equilibri precari che a volte tengono bene, altre fanno acqua da tutte le parti.
    Le responsabilità in genere sono di entrambi, ciascuno ha la sua fetta. Ma restare in relazioni che non vanno bene è da incoscienti: la felicità o quantomeno la serenità, non hanno prezzo.

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  2. Io sono proprio bacata, altro che difettata...
    E quanto a successi sentimentali.. Mi auguro certamente di poterne parlare in futuro, ma adesso non sono proprio nella posizione

    P.

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  3. Se una relazione crea più disagi che benessere, va interrotta o provata a sanare con impegno da entrambi i fronti.

    Io più che difettata sono molto accomodante: un morbo terribile.

    Ma con chi erano in competizione quelle tue coetanee, con te? Per quel poco che ci sto capendo della vita, l'unica competizione - o almeno la prima - deve essere con noi stessi.

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  4. Le donne, o più piccole o più grandi, mai coetanee.
    P.s. perché temi per l'uscita fuori traccia di tua figlia?

    Moz-

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  5. ieri a pranzo l'auto segnava 43° temperatura che ho visto solo una volta in attesa del traghetto x la sardegna..

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  6. Non oso pensare in che percentuale le spese per i miei quattrozampe vadano ad incidere sul mio stipendio.

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  7. EVVAI!!!!
    E' TUTTO LI'!!!!
    Consapevolezza dei limiti.
    Bravo Fra.

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  8. Il livello di casino di questa vita è tale per cui, anche avendo la possibilità di rivivere tutto una seconda volta, rimarrebbe un casino ugualmente.

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