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venerdì 25 agosto 2017

nel mio bilocale

sono da poco entrato a casa mia, nel mio bilocale. dove in queste ultime tre settimane sono stato ben poco, in un continuo andare e tornare da posti diversi. ora, potrà sembrare che siano state vacanze da milanese imbruttito (chi conosce l'omonimo contenuto facebook sa cosa significhi questo termine), in realtà è stato così in minima parte. questi ultimi 5 giorni li ho passati al lago, che con gli anni sto scoprendo essere un posto bellissimo. certo, lo è anche per il contesto in cui mi trovo a vivere tale esperienza. si sa, meglio stare nel bello che nel brutto, avrebbe detto la buonanima di catalano (per i più giovani google e youtube possono essere d'aiuto). siamo stati sempre in movimento, e non mi riferisco solo alla corsa che naturalmente non poteva mancare. ho giocato a tennis. ho visto isole, musei, centri storici. ho mangiato in bei ristorantini niente affatto cari. siamo stati due volte nel giro di 48 ore in montagna, e sapete che io non apprezzo particolarmente la quota. ebbene, mi è piaciuto tantissimo. soprattutto l'escursione di oggi, in alta quota, con vette e laghi veramente mozzafiato. anche la compagnia non era male, devo dire. non solo quella di oggi, ma in generale, quella con cui sono stato in questi giorni. devo anche dire che qualche momento buio c'è stato, soprattutto di notte. era un pensiero definito, addirittura con un nome e cognome. però qualcosa non mi quadrava. sì, perchè non poteva essere "solo" quello il problema. doveva esserci qualcosa in più per farmi avere un tantinello di giramento di palle. alla fine ci sono arrivato. l'ho capito nel tardo pomeriggio, rientrando dalla montagna. l'ho capito dalla chiacchierata avuta in auto con la figlia ventenne di una diciamo amica. l'ho capito guardando la decadenza di alcuni personaggi del lago. l'ho capito varcando il mio bilocale, che rappresenta in fondo la mia vita. il punto è che quando si invecchia possono succedere tante cose. si può diventare persone abbiette e schifose. si può diventare incapaci di affrontare gli eventi, scontando il male di vivere vivendo. oppure si può migliorare, come succede a me. perchè sì, io sono meglio di quel coetaneo diventato abbietto e schifoso, come sono meglio del depresso, del vinto, dell'abbattuto. e quindi francesco, non ne sei contento? eh no, perchè l'orologio non è che segni ore diverse per il sottoscritto. che posso pure (e lo faccio) massimizzare il mio benessere, il mio aspetto e la mia sostanza, rafforzare il mio egoismo forse cinico ma che non fa male a nessuno, dire parole forse bellissime a chi effettivamente lo merita (ed eccome se lo merita), scindere ciò che è primario da ciò che non lo è. ma il tempo è quello. eccolo qui il giramento di palle. comunque sia, si tratta di una menomazione. e sempre comunque sia, non posso farci un cazzo. se non continuare ad essere la bella persona che sono. siccome questo è un blog di running, domenica tornerò a tapasciare. poi vi racconterò di una gara di settembre che, forse è un segno, doveva essere una cosa e invece sarà un'altra cosa. buona notte amiche ed amici.

9 commenti:

  1. Baby, we were born to run (e qui tu non hai bisogno di google, non certamente per età ma per cultura).

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  2. Mi ricordo i tuoi commenti ai miei post sulla montagna...

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  3. A me il lago è sempre piaciuto moltissimo, lo trovo rilassante e null'affatto noioso.

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  4. Il lago l'ho rivalutato da quando sono a Roma.
    Poi dipende, non solo dal lago...

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  5. confermo, sei una bella persona...coerente e trasparente, ciao ricciolino ;)

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  6. Avrei bisogno anch'io di una vacanza!

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  7. Comunque migliorarsi è un attività che richiede impegno e determinazione, anche tempo.

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