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domenica 3 settembre 2017

del fine settimana

venerdi non è successo nulla, se non un fastidio generale, dovuto a una serie di fatti e riflessioni. nulla di grave, nulla di importante. alla sera la pioggia annunciata è arrivata, portando il fresco atteso. io sono andato a letto presto, perchè avevo lo slot per andare a correre al mattino successivo e tra l'altro neanche tardi per i motivi che leggerete dopo. sveglia prima delle sette pertanto, uscita sulla martesana alle 7.10, sotto la pioggia come previsto. cosa che non mi ha dato fastidio, anzi grazie ai 18 gradi della mattinata ho fatto 15 km, senza neanche forzare più di tanto, in meno di 1h26', a 5'43" al km. noi runner siamo creature strane: speriamo nell'arrivo del fresco, confidiamo nelle nuvole ed il sole ci piace solo tra novembre e febbraio (cosa che ci garantisce una discreta abbronzatura, senza spendere tanti soldi come succede agli sciatori). la settimana prossima sarà di scarico, visto che domenica prossima si tornerà a fare una mezza, che però considero di allenamento. correrò domattina e giovedi sera / venerdi mattina. anche perchè non avrei la possibilità di correre in altri momenti. ma sono uscito presto anche perchè al mattino avevo un funerale. una persona che conoscevo poco e che non posso considerare amica. si è trattata di una presenza obbligata insomma. ricordo che ho parlato con lui per l'ultima volta a fine luglio. mi aveva raccontato alcune vicissitudini personali legate a questioni di salute. non vi avevo prestato attenzione, però ricordo che gli avevo suggerito di controllarsi. poi sia chiaro, non è detto (anzi) che sia morto per ciò che mi aveva raccontato. non mi sono commosso al funerale. ma sono stato toccato dalle parole del prete. perchè quelle parole, tutte, dalla prima all'ultima, le avrei potuto dire io. di fronte alla precarietà della vita credo che ognuno di noi, credente o meno, sia consapevole che il "qui e ora" debba essere il nostro modo di affrontare la vita stessa. oggi invece (incredibilmente presente pure mia figlia) sono andato ad una grigliata con i miei amici del liceo, organizzata là dove il peperone regna sovrano in questo periodo (i lettori piemontesi forse avranno capito dove mi trovavo). siamo stati molto bene, ed anche qui è stato un pò sorprendente che ci si sia visti a distanza abbastanza ravvicinata dall'ultima volta. pure questo è un segno secondo me. vuol dire che non vogliamo perdere tempo. che pure quello è un "qui e ora". ma mi sa che questo explicit l'avevo già scritto qualche post fa. non perdere tempo. riempi le giornate. dagli sostanza. buona notte e buon inizio settimana.

5 commenti:

  1. Ho preso pioggia per due mattine, la domenica sono andata a camminare col sole perché non ne potevo più dell'acqua sotto i piedi e addosso. Dovrai insegnarmi come fare a non provare quel senso di fastidio. Io capisco il vento ma la pioggia la detesto. Baci.

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  2. Diciamo che voi runner di città siete strani...
    io il sole lo voglio sempre, al massimo salgo di quota se comincia a scaldare troppo ;)

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  3. Qui ed ora. Facile a dirsi...

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