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giovedì 7 settembre 2017

la sindrome di stoccolma

"Con l'espressione sindrome di Stoccolma si intende un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla Sindrome di Stoccolma, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all'amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice." (fonte: wikipedia).
circa 48 ore fa, mentre mi avviavo a fare un aperitivo con un "prospect" che però conosco da tanti anni, inizio una conversazione whatsapp con una amica che peraltro fu anche blogger, la quale mi racconta tutte le traversie legate al suo rapporto con un uomo che più sbagliato non si può e che raccoglie tutti i difetti che un uomo possa avere. alla fine glielo dico, "sei affetta dalla sindrome di stoccolma". lei probabilmente non sa cosa sia, va su google, e mi dice sì, ho una dipendenza affettiva nei suoi confronti. le dico che non la vedo bene, che secondo me deve farsi aiutare, che da sola non ce la può fare, dopodichè ci diciamo che ne parleremo bevendo qualcosa più avanti. ma la sindrome di stoccolma ha risvolti non sempre così drammatici. ad esempio vengo da 36 ore inutili, stupide, pesanti. ho partecipato al kick off della mia stagione da istruttore. il raduno di una associazione di cui faccio parte da 32 anni, ma che non ho mai veramente amato, se non in alcuni momenti ben specifici e definiti. di questi 32 anni quanti ne potrò considerare "belli"? beh, forse pochi. una decina di anni direi, di sicuro non arriviamo alla metà di questi 32 anni. certo, è stata ed è una esperienza formativa. ma è formativo anche andare in un negozio a comprare un paio di scarpe o a una mostra di foto della 2° guerra mondiale. insomma, tante volte in queste 36 ore ho pensato "ma chi cazzo me lo fa fare?". l'ho pensato mentre mangiavo di merda a pranzo e cena. l'ho pensato mentre dividevo la stanza d'albergo con altre due persone, dormendo in un lettino largo come due uccelli di rocco siffredi. l'ho pensato mentre come sempre facevo il minimo sindacale ai quiz regolamentari e associativi. l'ho pensato mentre ascoltavo la dirigenza parlarsi addosso e andare in contraddizione come sempre. l'ho pensato soprattutto in funzione del se e quando la mia vita andrà a indirizzarsi in senso più ludico-motorio. ma da 32 anni sono lì ( o qui), a vivere la mia personale sindrome di stoccolma. mai che mi venga la voglia di prendere carta e penna e dire "mòbbasta".
vabbè, alle ore 18 circa ero a milano. vado in bagno (quando vado lì divento stitico), faccio una telefonata di lavoro, cazzeggio un attimo al pc, e poco prima delle sette sono pronto per il mio scarico sulla martesana, che dovrà testare il fastidio al poplaccio sx raccontato nel precedente post. so di essere stanco, ma so anche che ho bisogno di sfogarmi e di produrre endorfine, un pò per le cose scritte prima, un pò per altri motivi. faccio un pò di stretching, parto un pò lento, il polpaccio sembra duro. ma cerco di assumere una bella postura e un buon stile di corsa, con la testa dritta in avanti (cosa che mi ha permesso di vedere una quantità di runnerine una più figa dell'altra, che le runnerine sono fighe di loro, ma stasera era l'apoteosi). volevo e dovevo fare pochi km, 6 e mezzo al massimo, ma decido di arrivare a 8, che ne ho bisogno. alla fine infatti faccio poco più di 8 km in poco più di 45 minuti, a 5'40". certo, dopo mi sentivo un pò "scomposto", segno che qualcosa non va. ma domenica, sapendo peraltro che sarà diluvio, so già che la mia mezza la porterò comunque a compimento. io amo correre, perchè correndo si va avanti.



7 commenti:

  1. Tra l'altro siamo già al secondo weekend di fila in cui inizia a piovere il venerdi sera. Con l'ora legale proporrei anche lo shift della settimana.

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  2. L'importante è sempre andare avanti, anche cambiando andatura
    Se l'associazione non la senti più tua mollala, troverai modi migliori per utilizzare il tuo tempo...

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  3. Penso che sia dovuto al mio vizio di merda di serrare i denti, ma ho un fastidio ad una guancia e una senso di pressione ad alcuni denti. Tra l'altro la notte uso anche il byte. E poi ho pensato al fatto che anch'io ho una mia personale sindrome di Stoccolma. E poi ho aggiunto una serie di parolacce, ma te le voglio risparmiare.

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  4. La dipendenza? Orrenda cosa. Mai più mai più.

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  5. anch'io amo correre perchè correndo ritrovo sempre me stessa. Mentre, la sindrome di Stoccolma spero di non provarla mai...

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  6. Io non so se riuscirei a stare per 32 anni in un posto che non amo, a fare cose di cui poco mi importa.
    Anzi lo so. Non ci riuscirei.

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