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lunedì 30 ottobre 2017

anche questa è la corsa, e poi anche altro......

l'avevo scritto ieri, l'ho fatto questa mattina. alle cinque mi sono svegliato e non ho più preso sonno, e non credo sia dovuto al cambio d'ora. ad un certo punto ho fatto colazione, mi sono vestito da runner (siamo al 30 ottobre ed ero veramente vestito leggero considerata anche l'ora) e sono sceso sul mio naviglio. ovviamente visto che si trattava della terza uscita in 48 ore l'obiettivo era muovere le gambe. e così è stato, poco più di mezz'ora di corsa per fare 5 km e mezzo, a 5'31" al km. 26 km in 3 giorni. un mio amico triatleta dice che questo tipo di allenamento ha un suo perchè, io ho qualche dubbio, ma fidiamoci della sua competenza. sapendo che domani non correrò causa trasferta di lavoro in liguria, chiudo il mese runneristico con 174,54 km asfaltati. credevo fosse il mese con più strada percorsa, invece sul connect ho visto che ad aprile avevo superato i 178 km. è comunque tanta strada. sono quasi 17 km del mese di ottobre dedicati esclusivamente a correre.
questa mattina sono andato a lavorare con i mezzi, causa tagliando della mia auto aziendale. alla fermata dell'autobus ho visto la mia amica triatleta che tornava dal suo allenamento. mi ha detto che insieme ad un altro grande runner di mia conoscenza le è venuta in mente una idea folle e affascinante nel contempo. e a cui voglio dare il mio contributo (e certo, come se non avessi mille cose da fare nella mia vita). ve ne parlerò man mano che le cose si muoveranno.
ieri sera, quasi ieri notte ho fatto una cosa necessaria e giusta. una cosa da uomo, nel senso non dell'attributo fisico ma della capacità di capire il momento e il motivo in cui dire una parola e perchè dirla. averlo fatto mi fa stare meglio, perchè le cose vanno fatte per se stessi e poi per gli altri. agli altri devi dare la considerazione che meritano. talvolta minima, altre volte massima. posporre il più delle volte, anteporre con qualcuno.
adesso andrò ad una riunione di natura diciamo didattica. eh certo, l'ho scritto sopra. faccio mille cose no? buona serata a tutte e tutti, globalmente.

domenica 29 ottobre 2017

questa è la corsa, le altre cose invece.......

chi abita in piemonte e lombardia, o anche chi ha amici milanesi o torinesi sui social, facebook e ig in primis (che non vuoi postarle le cose inconsuete?), avrà notato il cielo pazzesco che c'è stato sia sabato che domenica al tramonto. un rosso marziano dal sapore vagamente inquietante ma parimenti affascinante. solo che dalle mie parti, o meglio dalle mie ex parti, sembrava quasi essere causato dai forti incendi provenienti dalla vicina val di susa. anche perchè questa mattina mia mamma mi ha fatto notare la fuliggine presente sul terrazzo. non era solo pm10, era cenere, credetemi.
io però questa mattina, molto presto anche in ragione del cambio d'ora, sono andato a correre. nel precedente post avevo detto "anche solo 6, 7, 8 km...." dopo il disastro di sabato mattina. sono stati 9,15 km, fatti in 52'52", a 5'47" al km. ma non è importante quel km in più. no, è importante aver fatto saliscendi, è importante aver corso a testa alta, è importante aver corso con buona respirazione (grazie al vento proveniente sempre dalle montagne), è importante aver corso con la passione che la corsa mi dà. potevano essere anche più km, lo so. ma non era questo lo scopo. dovevo reinnamorarmi della corsa, dopo una settimana di tribolazioni. e chissà, domani mattina potrei fare altri km......
poi però oggi pomeriggio, ma non è una cosa nuova e qui nel mio diario ne ho già parlato, ho osservato con una certa attenzione i miei. e lo so, mi rendo conto di quanto stiano invecchiando. tanto, tantissimo. e qui non si può fare nulla, perchè quella contro il tempo è una battaglia destinata alla sconfitta. buona notte amiche ed amici, un abbraccio globale, come sempre.

sabato 28 ottobre 2017

voglia

si può essere contenti per avere evitato una cena al venerdi sera? si che si può, e tra l'altro anche per diversi motivi. ma il primo dei motivi è la settimana pazzesca che si è appena chiusa. fatta da centinaia di chilometri in auto, da fiumi di parole, da persone stupide con cui ti trovi a conversare quando sarebbe cosa buona e giusta conversare con quelle meritevoli di condividere il tuo tempo. ma questa è la vita, ed in giro c'è gente che ammazzerebbe per avere il tuo status.
questa mattina però ci ho riprovato. questa mattina fin da subito ho capito che qualcosa per adesso non gira. sicuramente sarà cosa momentanea, ma significa deporre, definitivamente, i sogni di gloria. innanzi tutto non ho voglia di tirarmi giù dal letto. non ho voglia di vestirmi per andare a correre. non ho voglia di mettere il piede fuori di casa. e qui siamo al 50%. poi ci metti che le gambe sono imballate, e lo sento anche qui fin da subito. confido nella bella giornata seppur fredda. confido nei colori autunnali della martesana, nella sua flora e nella sua fauna. nel tratto sotto casa mia c'è un germano bianco (che forse non è un germano, ma io sono ignorante su queste cose.....) enorme. ci sono pure i pesci. questo mi fa pensare che anche quest'anno non toglieranno l'acqua, come storicamente capita d'inverno nei navigli milanesi, sennò chi li sente gli animalisti. ho iniziato a pensare anche alle cose belle che ogni tanto capitano nella mia vita, recenti e non. insomma al lambro ci sono arrivato, poi sono tornato indietro. ma da via padova in poi ho iniziato a sentire non solo le gambe imballate, ma anche problemi di respirazione. ai 9 km, fatti in 52'16", mi sono fermato. veramente a pezzi. poi ho fatto 500 metri di defaticamento, quindi tre ripetute da 330 metri cadauna per arrivare a 1 km, quindi altri 700 metri di defaticamento. una roba praticamente ignominiosa. e che ha, per l'appunto, decretato la totale impossibilità di pensare di fare la maratona tra 43 giorni. mi ero illuso tra agosto e metà ottobre di essere in forma, evidentemente i primi freddi associati alla mia vita ordinaria hanno interrotto questa onda lunga. pazienza, anzi forse è meglio. sì, perchè il rischio è di correre senza gioia. con troppa attenzione alla distanza e al cronometro e meno alle sensazioni. quindi, sapete che vi dico? che domattina che sarò dai miei, visto che alla fine della fiera oggi ho fatto poco più di 11 km, andrò a fare qualche km. così, solo per il gusto di farli.... 6, 7, 8, non ha importanza. quello che si riesce a fare si fa. punto. e adesso, prima di preparare pranzo, cambio le lenzuola e sistemo le foto sul pc. buon fine settimana a tutte e tutti, globalmente.

mercoledì 25 ottobre 2017

vittoriosamente perdere

domenica non è stata una gran giornata, ma questo in parte lo sapete. neanche lunedi è stato un giorno memorabile. ieri sera poi non ne parliamo, a perdere tempo a sentire cose trite e ritrite, per giunta andando a dormire a mezzanotte di molto inoltrata. questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.15, perchè c'era da andare correre. c'era da verificare lo stato delle gambe, dopo la pessima uscita di domenica, ma soprattutto c'era da approfittare della disponibilità di tempo, visto che molto onestamente non so se avrà altre occasioni per andare a correre in questa settimana lavorativa. questa mattina correre è stato inizialmente impegnativo ma anche piacevole. nonostante si sia a fine ottobre, c'erano dieci gradi, temperatura giusta per correre. buio pesto, martesana piena di runner, almeno tre di mia conoscenza. ma soprattutto, come spesso capita, correre mi ha liberato la mente. o meglio, mi ha fatto vedere più chiare le cose. sono stato rimproverato in passato, dai miei (pochi) migliori amici, di non essermi impegnato a sufficienza nel salvare le situazioni che precipitavano. o che non si componevano. ma io so che ognuno deve fare ciò che sente. e ognuno deve permettere a chi gli è caro di fare ciò che sente. se vuoi essere una persona migliore, devi comportarti da migliore. non è detto che ciò paghi, ma sarebbe sbagliato non permettere lo scorrimento delle cose. quando cessò la mia più bella, unica, impareggiabile esperienza lavorativa, 6 anni vissuti come un oplita, uno dei "nostri" mi chiese come mi sentivo. e io gli risposi, citando un editoriale di un noto giornalista oggi novantenne o giù di lì, "so che oggi ho vittoriosamente perso". che poi, non credo affatto di aver perso, e non credo neanche sia finito alcunchè. ma questa cosa mi frullava in testa questa mattina mentre correvo. tutto può tornare a incastrarsi, volendo. ma occorre correre per vedere meglio le cose, e meglio la soluzione. il garmin non tiene bene la traccia gps, forse è il caso di comprarne uno nuovo. ne ho visto uno in offerta in un decathlon veneto, che comunque costa carissimo. mi pare che con quello ci si possa pure ordinare le pizze. comunque, traccia o non traccia, questa mattina dal 3° km ho iniziato a correre bene. sentivo il laterale basso dx tirare, ma me ne infischiavo. 7,13 km, il percorso da casa mia a via adriano e ritorno (più o meno) in 39'06", a 5'29" al km. bene direi. poi poco più di un km e mezzo di defaticamento nel quartiere, comunque ben sotto i 6' al km. e oggi..... e oggi niente. solo la ricerca del silenzio e dell'emozione. la vita, insomma.

domenica 22 ottobre 2017

quando non ce n'è, non ce n'è

correre è tante cose. e per correre bene occorrono tante cose: le gambe, la testa, la costanza, l'allenamento giusto. era un pò che non mi capitava di soffrire come questa mattina. armato delle migliori intenzioni, come tutte le ultime domeniche, questa mattina sono uscito per andare a correre. apparentemente, nelle migliori condizioni fisiche. ieri sera sono rimasto a casa e questa notte ho dormito tantissimo, per le mie abitudini. ero stupitissimo quando ho visto la sveglia segnare le 8.30 passate. più di otto ore e mezza di sonno per me è alquanto anomalo. solo che quando mi sono tirato giù dal letto ero stanchissimo. ho fatto colazione sperando che la stanchezza passasse. e che mi venisse la voglia di andare a correre. visto che non arrivava, mi sono vestito lo stesso (secondo me troppo pesante per la giornata di oggi) e sono sceso. ho iniziato a correre alle 9.50.  ho capito fin da quasi subito che sarebbe stato un calvario. però non mi sono fatto prendere dall'ansia. l'obiettivo erano i km, non il tempo. ho superato il lambro, ho incrociato le mie due runner preferite, mi sono avvicinato al cartello di cernusco, ma superandolo ho capito che era meglio tornare indietro. da lì è stato veramente calvario. stop alla prima fontanella, stop ad un semaforo di attraversamento a vimodrone, stop all'inizio della ciclabile in corrispondenza della fontanella di via padova, stop al parco della martesana, stop al 17° km nel senso che ho stoppato il garmin. per farli, questi 17 k, 1h e 44' passati, oltre alle soste di cui sopra. rifiatato, ho fatto i 650 mt che mi separavano da casa. dire che è stato uno schifo è anche un eufemismo. oggi ci sono runner che hanno fatto la maratona di venezia, o anche solo la rotary marathon ad abbiategrasso. e io ho patito le pene dell'inferno per fare così pochi km. non va bene, non va per niente bene. non ci possono essere battute d'arresto se si ha un obiettivo. io teoricamente questo obiettivo dovrei averlo, ma così andando non lo raggiungerò mai. posso anche variare gli allenamenti, so che dovrei fare queste benedette ripetute, so che dovrei fare lavori di velocità. ma so che queste cose valgono fino ad un certo punto. se capita come oggi che scendi sul naviglio e hai la schiena leggermente contratta, le possibilità di fare bene sono poche. e la schiena leggermente contratta non è un caso, è conseguenza dei km fatti questa settimana in auto ed in particolare i 440 km di ieri. o per lo meno, è anche quello. ho una età per cui se voglio fare l'atleta devo vivere da atleta, cosa che ovviamente non è possibile. vabbè, anche se non mollo e non mi piego, oggi sono un tantinello giù. passerà, passa tutto, passa anche questa.

venerdì 20 ottobre 2017

tra giovedi e venerdi

ieri mattina è mancata una ragazza (perchè io la ricordo come ragazza) di 47 anni. siamo stati amici, un quarto di secolo fa. questo ti fa capire che forse amici non lo si era più. ma tre anni fa circa, forse anche meno, per sbaglio l'ho sentita al telefono. cercavo suo marito, che non ho mai capito se fosse ancora suo marito e rispose lei. la sua voce squillante come sempre, istintivamente simpatica. "ho visto le tue foto su facebook francesco, sembri ancora un ragazzino". ma so per certo che questo valeva anche per lei. sola in casa, pare sia stata colta da un infarto fulminante, di quelli che ti stroncano in pochi secondi. forse una cosa congenita (anche suo papà è morto per infarto), forse le decine di sigarette che era abituata a fumare ogni giorno. dovrei chiamare il marito, lui si un pò amico anche adesso (tra l'altro uno dei miei pochi amici della vita reale a conoscere il mio lato blogger, commentava con il nickname "lizardking66", su splinder di sicuro, non so se anche su blogspot). non ho il coraggio. lo troverò, spero, tra qualche ora. ma non ne sarei così sicuro. era innamoratissimo, anche se, ripeto, io non ho mai capito come stavano le cose fra loro due. di sicuro erano (più o meno) sotto lo stesso tetto per adesso, a pochi km da casa dei miei. 
era innamoratissimo e forse non corrisposto. lui era (anzi è) cattolico, cattolico e di sinistra. probabilmente pensava al matrimonio come atto unico e irripetibile e all'amore come ad un dono. io non credo a questa teoria. credo all'idea della bilateralità; io ti amo se tu mi ami. però questa mattina ho pensato che forse non è così sbagliato pensare all'amore come ad una variabile dipendente, dove per dipendente si intende la dipendenza. si può scoprire che amare una persona è comunque bello. quasi a prescindere, io che a prescindere non faccio un cazzo. in un film tanti anni fa sentii una definizione dell'amore che non condividevo. "l'amore è mancanza". che poi credo sia socrate ad avere filosofeggiato su questa cosa, ma non sono un filosofo e potrei dire una minchiata. 
se mi leggete un pò nebuloso è anche perchè un pò di nebbia oggi a milano c'è. ieri mattina poi non ero andato a correre. non ce l'ho fatto a tirarmi giù dal letto. ma questa mattina la sveglia alle 6.35 ha suonato. la voglia però non c'era. soprattutto perchè ieri sera sono andato a cena fuori. bel posto, si è mangiato bene e bevuto altrettanto. speso anche una botta, ma chi se ne frega, me lo posso permettere. ma stamattina la cena si è sentita tutta. alla fine ho fatto meno del previsto, 8,35 km. anzi no, anche meno, che sono sicuro che il garmin (nel solito tratto) mi abbia regalato 200 metri di strada. vabbè, alla fine ho corso poco più di 46 minuti, una decina di minuti in meno di quanto previsto. e dirò di più, ero anche bello devastato. però poi mi sono ritemprato, in ufficio ho fatto anche un bell'appuntamento che potrebbe anche portare a qualcosa di buono. ma sia chiaro, è lavoro. che oggi importa, ma fino ad un certo punto. un abbraccio globale a tutte e tutti.

mercoledì 18 ottobre 2017

italy is wonderful, per correre non sempre

ho sempre detto di ritenermi fortunato: lo sport prima, ma soprattutto il lavoro poi, mi hanno permesso di conoscere l'italia in lungo e in largo. ma non parlo dell'italia del fine settimana. ho fatto weekend a roma, ravenna, venezia, perugia. ma siamo sul canonico. credo (o spero) che la maggior parte di voi abbiano alle spalle tanti fine settimana nelle nostre città di arte. ma ci sono posti dove difficilmente vai se non per un motivo specifico. e questo motivo specifico quasi sempre si chiama lavoro. sono stato via due giorni. sveglia ieri mattina alle 6.10, ritorno un'ora e mezza fa. è andata tutto sommato bene, ma non è di questo che voglio parlare. ieri mattina portato a casa un buon risultato, mi sono alzato dalla sede del cliente e me ne sono andato via. il perchè è molto semplice: di fronte avevo una donna solare, ma con socio una testa di cazzo di dimensioni inenarrabili. che per quest'anno spero di non vedere più. eravamo in anticipo e allora propongo al collega di andare a vedere il nostro punto vendita di bassano del grappa. c'ero stato una quindicina d'anni fa a bassano, ma nella parte industriale. ieri mattina invece avevamo tempo per fare un rapido giro del centro, attraversato il famoso ponte degli alpini. una cittadina semplicemente fantastica, oserei dire unica. oggi ero da solo, e sono stato nell'alto trentino e nel basso alto adige. beh, starò invecchiando, ma anche a questo giro ho apprezzato la montagna. ma non tanto per le vette (in realtà oggi ero nella solita divisa d'ordinanza, anche un pò ridicola), ma per i colori. mai visto una tavolozza così particolare, favorita anche dall'autunno incombente. sono tornato a milano stanco ma soddisfatto. tanti troverebbero pesante il mio lavoro, io lo ritengo meraviglioso, quando ti fa stare lontano dall'ufficio.
meno meraviglioso invece è correre quando si è lontani da casa. questa notte ho dormito in uno di quei efficienti ma anonimi mega hotel di una quelle catene convenzionate con le aziende e dedicate a "uomini d'affari". che non sono quasi mai ubicati in centro ma in periferia, prossimi alle tangenziali, alle autostrade e alle zone industriali. ero in un capoluogo di provincia veneto, ma capoluogo per modo di dire. il cartello del comune limitrofo era a 20 metri. insomma, questa mattina dovevo correre e ho corso. quando mi sono affacciato dalla finestra c'era tanto buio e tanta nebbia. quando sono uscito dalla porta dell'albergo ho constatato che c'era anche tanto freddo. il collega mi aveva indicato una specie di tracciato. per lui non era male, per me faceva cagare. sì, c'era una specie di ciclabile, ma se era lunga 1 km era tanto. pazienza, per almeno un paio di volte ho dovuto correre tra la statale, la zona industriale e le macchine sfreccianti a 90 all'ora. alla fine però il mio l'ho fatto. l'obiettivo era fare 9 km, ne ho fatti 9,25 in 52'37", a 5'41" al km. altro asfalto portato a casa. e non è detto che domattina non faccia il bis..... buona notte amiche ed amici, globalmente.

martedì 17 ottobre 2017

un pò di cose....

iniziamo dallo scarico di stasera? ma si, iniziamo da quello.... credevo di arrivare prima a casa, ed invece prima delle sette e mezza non sono riuscito ad andare a correre. mi piace questa cosa di correre il giorno dopo una gara, per giunta impegnativa come può essere una 21 km. le gambe, anzi il corpo, sono indolenzite. ma nello stesso tempo i muscoli sono più potenti, proprio in ragione di quanto fatto il giorno prima. a proposito di gambe, continuano a dirmi tutti (anzi, tutte più che altro) che ho le gambe magrissime. ma a me non sembra mica, sapete..... vabbè, torniamo a noi. dicevo, questa cosa mi piace. stasera sono uscito, ovviamente, in pantaloncini corti (fa che io riesca a resistere a lungo senza collant, dio del running) e maglietta con maniche corte. il buio del naviglio e l'aria frizzantina (17 gradi) erano però piacevoli. insomma, soprattutto nel tratto di ritorno correre mi è piaciuto. e un paio di km li ho fatti anche abbastanza "tirati" (5'27" e 5'30"). ma alla fine quando sono arrivato alla cassina de pomm mi sono fermato, giustamente. poco più di 7 km in poco meno di 40', a 5'40" al km. da lì qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa, e il dovere è stato fatto. prossima uscita in veneto, che sarò via due giorni per lavoro. vediamo se mercoledi mattina intorno all'albergo ci sarà qualche posto decente dove correre. tra l'altro, siamo a metà mese e ho già fatto quasi 105 km. questo potrebbe essere un mese in cui sfioro i 200 km di asfalto. roba da non credersi. a proposito di lavoro, oggi qualcosa ho fatto ed anche portato a casa. ma la cosa più importante che mi porto a casa è una roba che nulla ha a che vedere con l'attuale mansione. dovete sapere che per anni io ho seguito un cliente romano. anzi no, un cliente romano che è diventato successivamente ex cliente con strascichi e pendenze che non potete immaginare. ma questo è il meno. negli anni della crisi tante persone sono entrate in difficoltà. gioco delle parti, forze contrapposte che si contendono l'unica michetta (per i non lombardi si vada su wikipedia) presente a tavola. a volte si vince, a volte si perde. il problema è che costui non era esattamente romano. a roma vive ma le sue origini sono più meridionali. insomma, parliamo di una persona non esattamente raccomandabile. e con cui in questi anni io e solo io ho potuto parlare. un pò per il mio ruolo, ma soprattutto per il mio modo di fare, quello che mi permette di farmi scivolare le cose, di non perdere il controllo, di attivare il cervello nel tempo utile a trovare la parola e la soluzione giusta. non è stato facile. tre anni fa non riusciva a cavare un ragno dal buco, ha usato parole forti, oserei intimidatorie, neanche con me (più di tanto) devo dire, ma verso altre persone. io credo che se non avessi trovato (cosa comunque approvata dal mio capo) un escamotage in quel frangente qualcosa di spiacevole poteva pure succedere. poi accade che le cose migliorano e che il tempo fa il suo corso. cambio la mansione, ma continuo ad occuparmi di questo ex cliente (certo, chi volete che se ne occupi.... ). questa estate mi chiede l'ennesimo favore, io capisco che è giunto il momento di chiudere la partita. guardo la sua posizione e rilancio. senti amico mio, ma che ne dici se faccio questa proposta all'azienda. lui ci pensa, capisce che può essere una occasione. un esborso veloce per fare pari e patta del pari e patta. propongo, tratto, medio, si spostano ancora i termini di qualche settimana. questa mattina, proprio mentre stavo facendo un'altra operazione delle mie, mi cerca al telefono. non posso rispondere, chiamo dopo. "francesco, volevo dirti che ho fatto il bonifico con qualche giorno di anticipo..... sono contento che sia finito tutto e volevo ringraziarti per la disponibilità che hai avuto, quando hai bisogno di qualcosa sai dove trovarmi". non so se abbia detto esattamente queste parole, ma il concetto di fondo era questo. gli dico che sono molto contento, per lui ed anche un pò per me stesso. insomma, non posso dire che mi mancherai mio caro. ma forse non sei neanche peggio di come ti  ho conosciuto. ma che cazzo dico? era una persone sgradevolissima!!!!!!!!!!!!! buona notte amiche ed amici, globalmente.

domenica 15 ottobre 2017

cremona half marathon, decisamente soddisfatto

amiche ed amici, è impresa ardua raccontarvi quanto pesante sia stata la giornata di ieri. aggiungo che per poter rientrare a casa ho dovuto mettere in scena un paio di interventi che definire machiavellici è ancora poco. in ogni caso, ho spento la luce del comodino, quello che si trova alla sinistra del mio letto, a mezzanotte e dieci. dopo 30 secondi dormivo di brutto. alle sei mi sono svegliato, perchè c'era da vestirsi, fare colazione, andare a prendere la mia mitica amica triatleta e muoverci in direzione cremona, dove eravamo iscritti per la half marathon. lo sapete, me ne ero pentito. troppo lontana da milano (100 km), la strada avvolta nella nebbia, ben 5 autovelox nel percorso (e speriamo di averla fatta franca), la difficoltà di trovare un parcheggio comodo, partendo la gara praticamente in centro. alla fine alle 8.10 eravamo a cremona, qualche minuto per trovare il parcheggio, e alle 8.30 eravamo pronti per ritirare il pettorale. con la giornata di ieri le sensazioni per la gara erano pessime. poi però succede che la nebbia va via, vedo tanta gente che conosco, quelli del mio gruppo in particolare, ma anche altri conosciuti nei gonfiabili di tante gare o anche solo conosciuti oggi. poi c'è un bell'ambiente, siamo in tanti e sembra una festa, con una organizzazione pressochè perfetta. alle 9.30, puntuale, parte lo start. noi come gruppo decidiamo di partire nelle retrovie, ma per retrovie intendo proprio la fine del lungo serpentone. insomma, un pò di voglia di correre mi viene. nel senso che non solo so che arriverò al traguardo, ma so anche che qualcosa di decoroso posso anche fare. cremona è una città falsamente piana. i 67 mt di aumento quota accumulati non rendono l'idea. ci sono strappetti continui. possono anche essere solo di 3 o 4 mt in altezza  (o in discesa), ma ti obbligano a regolare il passo. pur essendo una mezza che non avevo mai corso questa cosa l'avevo letta in rete. occorre essere conseguenti, non andare a bomba all'inizio, in quei primi km di discesa, per non pagare dazio dopo. passo ai 5 in 28'22, ai 10 (in una bellissima cornice di pubblico tra l'altro) in 57'07". ho un brutto 13°, a 5'57", ma poi recupero bene. molto fastidioso il tratto fuori cremona, con 2 km ad andare e due a ridiscendere veramente tutto fuorchè veloci. li faccio anche bene, ma li pago al 18°, fatto di nuovo a 5'57". inizia poi il rientro in centro, ho un 19° in leggera salita fatto a 6'11" ma paradossalmente il 20°, con 11 mt di aumento quota, a 5'52". ormai è fatta, anche al di sopra di ogni rosea aspettativa. supero il capitano del mio gruppo, incoraggio una che dice "non ce la faccio più" dicendole "dai che siamo arrivati!!!!". e il mio incitamento funziona, visto che arriverà al traguardo una decina di metri prima di me! gli ultimi metri sono in vera salita, ma ormai sento lo speaker e significa che è fatta. alla fine sono 21,19 km (questa è stata la mia linea, 90 mt in più della distanza) in 2h02'48", a 5'48". che, ripeto, per come ci sono arrivato è risultato che mi soddisfa non poco. è la mia terza mezza in 35 giorni, la quarta domenica consecutiva che supero i 21 km. vado al ristoro a bere, recupero (o meglio, lei recupera me) la triatleta, saluto un pò di runner e vado a ritirare pacco gara (uno dei migliori mai presi da quando corro, c'era di tutto, olio, torrone, pasta, integratore, pomata, the, cioccolato, e qualcosa dimentico, oltre che una bella maglia a maniche lunghe) e borsa. niente doccia, e quindi esibizione in un quasi strip tease che ha fatto tanto spot whatamericanboy, lasciamo cremona abbastanza presto, ma la mia amica ha deciso che deve spendere un centone in uno dei tanti salumifici della zona. uno di questi acquisti è un mega salame che al momento si trova nel mio frigo; lo porteremo stasera a casa del nostro amico A., presso cui abbiamo organizzato il terzo tempo fatto, oltre che dai salumi, dalla toma del mottarone e da tanta, tantissima birra. ad maiora!


giovedì 12 ottobre 2017

senza titolo

questo post doveva avere il titolo "ricreazione". se si prende la treccani online, tra i sinonimi c'è distrazione, svago, riposo, intervallo. ma nessuno di questi termini rende l'idea di quello che andava scritto. ma il motivo è semplice: io non concepisco alcuna attività in modo disimpegnato. io non do nulla per scontato. e non è una questione di capelli bianchi. la pensavo così anche un pò di lustri fa. mi sento responsabile. in generale di sicuro. in questi giorni ancor di più. se sono una bella persona, non credo lo sia per la mia "altezza" (chi mi conosce sa), per il taglio dei miei occhi e delle mie labbra (chi mi conosce sa), per la tonicità muscolare vieppiù migliorata in questi 3 anni e mezzo di running (chi mi conosce sa). no, lo sono perchè anche negli errori come mi si vede sono. non mento, combatto, comprendo. e questa cosa mi aiuta a stare bene. perchè stare in pace con la coscienza mi fa accettare qualunque cosa. beh, in questo i capelli bianchi fanno tanto, devo ammetterlo. essere contento oggi è importante, domai si vedrà. a proposito di domani, inizierò un tour de force pazzesco che tutto è fuorchè lavorativo. domani un funerale, un lutto familiare, se vogliamo chiamarlo così. vado per rispetto di mia figlia, solo per lei. e quante parole ipocrite in questi giorni. ed una sbagliata, mia, che mi ha fatto dormire di merda un paio di notti fa. ma è passata, passa tutto. sabato una trasferta inutile, stupida e male organizzata. per fortuna la dovrei raddrizzare nella parte finale. domenica una mezza, e qui ho proprio sbagliato, perchè verrò meno al mio mantra "basta gare in culo ai lupi". e poi è la quarta 21 km in quattro weekend. però stasera sono andato a correre. clima bellissimo, martesana bellissima, nonostante qualche ciclista coglione (e con uno ho litigato). dovevo fare 8, 9 km al massimo, ma poi sono andato fino al lambro, perchè se anche le gambe e i glutei gridavano vendetta, avevo voglia di correre. lo ammetto, mi sono fermato ad una fontanella a bere (metà ottobre con 21 gradi alle ore 18!), che mi ha permesso di fare il tratto finale in leggera progressione. ma sempre andando piano, perchè forzare non aveva alcun senso. alla fine sono arrivato in melchiorre gioia, là dove c'è il mio ponte di ferro, dopo aver fatto 10,14 km in 57'44", a 5'42" al km. poi 330 mt di defaticamento verso casa, ed insomma alla fine ho fatto 10 km e mezzo. a me piace correre, perchè correndo si va sempre avanti.

martedì 10 ottobre 2017

11.....

....11 ore e mezza, 7,11 km in 40'12", a 5'39" al km, la martesana, il mattino che ha l'oro in bocca......

domenica 8 ottobre 2017

altro lungo toppato

lo sapete, è stata una settimana pesante. e anche ieri non si è scherzato, più che altro per la cena con gli amici che ha chiuso la giornata. non che abbia mangiato poi tantissimo, ma se si va al ristorante non è che si guarda troppo alla focaccia in più o in meno, al dolce e soprattutto al bicchiere di vino o al mirto. in più a pranzo avevo mangiato tanto, per i miei tipi. però questa notte ho dormito, le mie sette ore e mezza di sonno me le sono fatte e tutto sommato questa mattina mi sentivo bene. ho fatto colazione e alle 9 spaccate ero pronto per fare il mio lungo sulla martesana. al primo km sono sicuro che il gps mi ha tolto qualche decina di metri (sempre nel solito punto, devo smettere di passare da lì), poi imboccato il naviglio ho iniziato a correre cercando di impostare il passo. in linea di massima sembravo riuscirci. la giornata era ideale per correre, 12 gradi ma con il sole. indossavo la termica a maniche lunghe e pantaloncini attillati sopra il ginocchio, e la scelta appariva azzeccata. supero il lambro, entro in vimodrone. mi sento abbastanza bene, l'unica cosa è che come capita alla domenica mattina tra ciclisti e gente a passeggio c'è il mondo. ai 10 sono sotto l'ora, a 11,300 km torno indietro. e da lì inizio ad accusare, vedo passaggi tutti sopra i 6' al km ma il bello è che non me ne accorgo. a me sembra di avere un bel passo, ma così evidentemente non è. capisco che anche questa volta non è giornata. dentro di me cerco di pensare che a questo punto pazienza il tempo ma la distanza cerchiamo di farla. rientro nel tratto milanese del naviglio, decido di fermarmi intorno al 18esimo alla fontanella di via padova all'incrocio con via adriano. bevo, riparto, ma il paradosso è che anzichè migliorare peggioro ulteriormente. dal 20esimo inverto un pò questa tendenza, faccio un calcolo mentale che mi dice che quando supererò casa mia sarò quasi a 22 km. da casa mia a melchiorre gioia oggi c'era il mercatino dell'usato, per cui più che correre si cammina. arrivo in melchiorre gioia e dico basta a questo supplizio. stoppo il garmin, e constato di aver fatto 22,09 km in 2h14'25", a 6'05" al km. poco più di una mezza insomma, al posto dei (almeno) 26 previsti, e non col tempo ipotizzato. con l'aggiunta che nel momento in cui scrivo mi sento decisamente stanco, se proprio devo dirla tutta. e niente, quando si ha una settimana impegnativa la corsa della domenica può essere decisamente insoddisfacente. pazienza, è andata così. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 5 ottobre 2017

un pò di qua, un pò di là

prima di parlare di stanchezza e di corsa, dico di oggi. succede che, per lavoro, sono ad una specie di fiera del lavoro. in realtà possiamo definirla una fiera dei disoccupati. centinaia di giovani (e meno giovani, cosa decisamente più grave) che vagano da uno stand all'altro a lasciare cv. il mio lavoro non consiste in alcun modo nell'offrire posti di lavoro. per me stare lì è stato assolutamente tempo perso. ma io sono un soldato. obbedisco agli ordini, poco importa quanto essi siano sensati, a condizione che vi sia quella contropartita chiamata stipendio. istintivamente, emotivamente, provo simpatia per quei giovani che si siedono al nostro desk. sento due ragazze dire di essere nate lo stesso anno di mia figlia (a proposito, ha preso la patente oggi). poi mi capita di leggere un pò di quei cv. che dicono più di tanti trattati di economia o sociologia. e tra questi leggo quello di una ragazza. classe 1997. maturità artistica. poi leggo un appunto aggiunto a penna. dice "disponibile preferibilmente part-time". ecco, tutta la simpatia mi passa. penso che la precarietà è anche (non solo, sia chiaro) una distorsione della domanda, non solo dell'offerta. e che spesso le aziende si devono fare il segno della croce quando assumono una persona. 
sono stanchissimo. sto girando il nord in lungo e in largo. ma non è questo il motivo della stanchezza. è che ho iniziato la settimana già stanco. e quando è così può solo peggiorare. domani si andrà in emilia, sabato per cazzi miei mi sparerò altri 370 km. ma anche se sono stanco, anzi se sto a pezzi, questa mattina sono andato ugualmente a correre. 8 km fatti violentandomi, assolutamente a digiuno. con un percorso neanche tanto semplice, tenendo conto di dove mi trovavo. già tanta roba averli fatti a 5'56" al km. domani sera è prevista una cena. ma col cazzo, scusate il francesismo, che ci vado. forse, e dico forse, un pò di vita me la concederò sabato sera. per intanto, me ne vado a dormire. The Cramps, "sunglasses after dark", buona notte a tutte e tutti.

lunedì 2 ottobre 2017

considerazioni di running

ieri dopo la mezza, in auto con mia sorella venuta a prendermi in piazza san carlo insieme al suo compagno (o dovrei chiamarlo mio cognato?), pensavo che non sarò mai pronto per fare una maratona. quest'anno sto andando meglio rispetto al 2016, è vero, e molto ha fatto l'abbandono (ormai quasi un anno fa) del calcetto. lo dimostra, ad esempio, che in poco più di 9 mesi ho percorso 1.410 km contro i 1.437 km dell'intero 2016, praticamente entro la fine della settimana avrò eguagliato i km dell'anno scorso. non ho avuto (facendo gli scongiuri del caso) infortuni importanti. ma i 42,195 km non li vedo proprio alla mia portata. non è questione solo di allenamento, ma anche di tipo di vita. tanto per dirne una, stasera sono andato a correre. nonostante la mezza di ieri. non che avessi particolare voglia, ma da domani a venerdi sarò in giro per il nord, da un estremo all'altro. e da qui a fine anno so che ci sarà da lavorare tanto (anche se, a sensazione, in maniera poco fruttuosa). mettiamoci poi anche l'attività di istruttore, ed ecco fatti i giochi, altro che allenamenti mirati. detto ciò, dicevo che sono andato a correre. ho fatto lo scarico post mezza, abbastanza soddisfacente. le gambe non le ho sentite particolarmente imballate. i miei 7 km di rito li ho fatti in poco più di 40', a 5'44" al km, con ultimi due in leggera progressione. successivamente qualche centinaio di metri di defaticamento verso casa. ignoro veramente quando potrò andare a correre adesso. per intanto, domattina sveglia alle 6. e allora, buona notte a tutte e tutti.

Torino Half Marathon, forse più occasione persa che buon risultato

non amo gareggiare a torino, mia città di provenienza. nelle due occasioni precedenti (ma dall'ultima son passati quasi 2 anni) ho fatto così così. però qualche settimana fa avevo scoperto che la torino half marathon partiva da rivoli, ovvero laddove abitano i miei genitori, quindi si può dire a casa. ho aspettato fino all'ultimo a iscrivermi, perchè non ero certo di passare questo fine settimana a rivoli. una volta sicuro, ho mandato mercoledi mia figlia ad iscrivermi, visto che non era praticamente più possibile farlo col bonifico. sabato mattina ho ritirato il pacco gara e il pettorale, e ho pensato che c'erano le possibilità per fare bene. per tante ragioni: le condizioni climatiche, il fatto di essere a un paio di km dal gonfiabile di partenza, ma soprattutto la consapevolezza che dalla partenza ci sarebbe stato quasi metà percorso in leggera discesa (anzi, nei primi 4, 5 km in decisa discesa). sono arrivato abbastanza presto al luogo di partenza. organizzazione un pò raffazzonata, benchè siano gli stessi che tra quattro settimane presidieranno la maratona di torino, tanti runner dalla faccia cazzuta (sempre detto, lo sapete, che i runner torinesi sono più tosti di quelli milanesi), i soliti dieci keniani importati dalle società italiane che arrivano mezz'ora prima e che poi arriveranno al traguardo correndo a 3' al km. partenza con 10 minuti di ritardo, ma soprattutto partenza a razzo. primo km fatto in 5'03", tanto per dirla. dopo circa un paio di km cerco di capire se, come promesso, ci sono i miei a vedermi passare. ci sono, ma non mi vedranno mai, solo a fare la mezza senza gli staffettisti siamo in 1.200. alzo il braccio, li saluto, applaudono contenti. il percorso non è fantastico. i sette km di corso francia sono sì in discesa ma dall'altra parte passano auto e autobus. peggio mi sento in corso marche, ma l'apoteosi è in corso regina, una arteria a tre corsie dove semplicemente, per quasi un km, hanno isolato la corsia di destra, con le auto che sfrecciano a fianco. questo è il motivo per cui non amo le gare in città (che non significa solo torino o milano, una roba del genere l'ho provata pure a piacenza). ai 10 giro bene, 54'34". entro bene anche dentro la pellerina, pur in leggera salita. ho nelle gambe la possibilità di scendere nuovamente sotto le 2 ore. ma è in corso lecce, intorno al quindicesimo che vado malino. ma recupero, ai 17 sono sotto l'ora e 36. posso farcela. invece patisco maledettamente l'ingresso in centro, il pavè di porta palazzo e una via del cazzo dentro il quadrilatero dove ancora un pò una cogliona in bici mi viene addosso. ma soprattutto patisco via pietro micca (fatta andata e ritorno) e piazza solferino, tra buche e rotaie del tram. tutti km fatti sopra i 6'. niente propositi bellicosi, devo arrendermi. infine vedo che la mia linea è di 100 metri superiore alla distanza. all'ingresso in via roma recupero le forze ed accelero. a pochi metri dal traguardo vedo mia sorella, praticamente mi metto ad angolo retto per permetterle di farmi una foto in corsa. taglio il traguardo dopo aver fatto per il mio garmin 21,2 km in 2h02', a 5'46" al km. occasione persa, diciamolo, in quei 4 km finali ho lasciato un paio di minuti, anzi persin di più. mi consola poco essermi migliorato rispetto a monza di un minuto e mezzo. ristoro di fine gara penoso, c'erano solo acqua e arance, zero sali che sono fondamentali. amen, la cosa positiva è che continuo ad essere relativamente poco provato a fine gara anche nelle distanze lunghe, e questo è bene. detto ciò, buon inizio settimana a tutte e tutti.