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martedì 28 novembre 2017

elogio della vita imperfetta (o del sei e mezzo con dei nove presi ogni tanto)

ho avuto mal di testa per 24 ore. il vento di novembre mi provoca piccolissimi stati di sinusite sopportabili per chiunque ma non per il sottoscritto che detesta anche la benchè minima alterazione. e quindi mi sono sparato due oki tra ieri sera ed oggi a pranzo. oggi pomeriggio ho saputo cosa farò, aziendalmente parlando, nel 2018. che se ci penso, è una roba incredibile. solamente quando ero potente (mamma mia, poco più di 4 anni fa, sembrano 40) avevo un privilegio simile. cioè, non era affatto un privilegio. mi facevo il culo fino al 31 dicembre, ricominciavo a farmi il culo il 7 gennaio. ho deciso che nella vita, scusate il gioco di parole, devo sapere stare al mondo. oggi ho dovuto presenziare ad un evento in cui amabilmente conferivano il gotha della politica e della giustizia lombarda, e non solo lombarda. inizia la campagna elettorale, anche per la dirigenza della mia azienda. in quel casino un giornalista che ho visto in televisione, non so se di libero, il giornale o il foglio (ma uno dei tre di sicuro) mi ha stretto la mano pensando che fossi il portaborse di un personaggio che ha fatto la storia d'italia (questo solo perchè ero accanto a lui al guardaroba) e che in televisione sarà comparso, boh, tra le 2965 e le 3042 volte. la cosa che mi ha fatto specie è che dal vivo siano tutti più vecchi di quanto sembri in televisione. vabbè, ma non è di questo che voglio parlare. dicevo, stare al mondo. oggi mi hanno detto che cosa farò nel 2018. anzi, me lo hanno chiesto e credo fossero sinceri. lo immaginano una ulteriore "diminutio". non sanno che mi fanno un favore. sarò ancor più globetrotter, vedrò anche il mare, starò più lontano dalla sede (cosa che non ha prezzo, credetemi), correrò in posti nuovi. ma soprattutto, passerà un anno, e poi si vedrà. 
a proposito di correre, stasera sono di nuovo uscito per correre e ad usare le scarpette (quelle vecchie che, incredibile, si stanno sfasciando, io che le scarpe le ho sempre dismesse praticamente ancora nuove). sono tornato sulla martesana e devo dire che ho fatto fatica, prassi costante di questo mese di novembre. ho fatto il naviglio da casa mia e ritorno, poco più di 7 km percorsi in circa 41 minuti. mi sono fermato un attimo a rifiatare, e ho fatto altri 2 km di semidefaticamento. stanco ma un pò più soddisfatto di ieri. la martesana ha questo potere benefico. e se ci penso un attimo, questo novembre non sarà andato un granchè, ma quelli del 2015 e 2016 runneristicamente parlando andarono anche peggio. la vita è imprefetta, evviva la vita imperfetta. lloyd cole & the commotions, "rattlesnake".

6 commenti:

  1. Una vita imperfetta è già un passo avanti rispetto a molte altre...

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  2. Meglio così, perché l'essenziale è il tempo libero che ci resta.
    Ma evita gli Oki che fanno male XD

    Moz-

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  3. Il lavoro itenerante mi ha sempre affascinato, credo sia molto stimolante (si stancante...ma stimolante) ;)

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  4. sul fatto di stare lontano dalla sede, ti capisco, è una gran figata!

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  5. Ho una paura che mi venga la sinusite...incrociamo le dita e speriamo che non capiti a nessuno dei due nonostante le alzatacce e il freddo preso in giro. baci.

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  6. Ma quanto è bella 'sta canzone, eh!?
    Eh!
    Con questa come sottofondo ti puoi fare certi viaggi mentali che non ti dico.

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