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mercoledì 22 novembre 2017

la ragione

ieri ne ho azzeccate un paio sul lavoro. mai dare per scontate le cose, figuriamoci farlo in ambito lavorativo. che poi la seconda delle cose che ho azzeccato, oltre che farmi uscire tardi dal lavoro, è stata una cosa ridicola, cioè è ridicolo che io me ne sia occupato. ma il mio pensiero è noto: se l'azienda paga lo stipendio ed è contenta del fatto che abbia conseguito un risultato "importante", perchè non dovrebbe andare bene anche a me? chi sono io per avere mandato per risolvere i problemi dell'umanità o della mia azienda? ecco, questa cosa mi fa pensare ad altre cose. leggo di continuo, su blog amici e meno amici, sui social o su altre piattaforme, alla tv o sui giornali, ragionamenti, talvolta articolati, che ruotano sul concetto di "bene e male". tutti lì a pontificare, sulla politica, sull'economia, sul lavoro, sui rapporti tra generi. un profluvio di parole dove tendenzialmente si antepone il proprio punto di vista (giusto, ecchecazzo, come fa a non esserlo?) a quello altrui. ed ancora critiche senza aver uno straccio di proposta, oppure proposte irrealistiche, per finire ai più beceri insulti. che poi, io lo so ma lo dico a bassa voce, sono ragionevolmente certo che costoro hanno una sfilza enorme di peccati alle loro spalle. magari tanti fanno schifo, non pagano le tasse, lasciano i rifiuti per strada, cazzeggiano al pc in orario lavorativo (come sto facendo io, ad esempio), al lavoro prolungano la malattia a dismisura, ce l'hanno con gli stranieri ma 30 euro alla nigeriana per un pompino li hanno dati o hanno la badante moldava della madre assolutamente in nero. avere la mia età ha un enorme vantaggio: la disillusione. chi ha 20 anni meno di me è giusto che faccia qualche pensiero sulle dicotomie della vita. che poi, ed io me lo ricordo bene, non è che a 30 anni si sia prodighi di altruismo. so bene che tante cose che si fanno a quell'età servono soprattutto a fortificare la propria posizione e non a restituire qualcosa. scrivo ciò pensando al lavoro: quanto tempo dedicavo (e mi veniva concesso, sia chiaro) per imparare? tantissimo, lo so bene. ma in quegli anni tutto era più facile. anche essere una persona di rottura era più semplice. tanto intorno tutto scorreva calmo e placido. oggi non è così. e allora miei cari, fatemi una cortesia. state zitti, fate una figura decisamente migliore.
ieri sera se non fossi uscito tardi sarei andato a correre, per il terzo giorno consecutivo. ma sono uscito tardi e francamente non ne avevo voglia. e sono anche andato a letto presto. morale, alle cinque questa mattina, ma forse anche prima, ero sveglio. e non ho più ripreso sonno. ho fatto colazione con calma, ad un certo punto, e sono uscito, al buio, sulla martesana. bene, ho di nuovo corso sul mio naviglio questa mattina. volendo fare qualcosa di diverso, soft e hard nel contempo. quindi mi sono sparato 4 km diciamo di "riscaldamento" (anche se con buona andatura). poi ho fatto una serie di ripetute, un 5x350 metri, fatte bene anche se avrei dovuto ridurre il recupero di una decina di secondi tra l'una e l'altra; tuttavia andare a 4'30" non è da buttare. poi vista l'ora e la necessità di rientrare ho fatto poco più di un km di defaticamento verso casa, passando in mezzo agli ambulanti che predisponevano i banchi del mercato. non è andata male insomma. domenica mi piacerebbe correre in gara, e chissà che non ne capiti l'occasione.

9 commenti:

  1. Se eri stanco hai fatto bene a dormire. Anche io ore 22.30 ero a letto.
    Vedi, tanto il tempo per correre lo trovi comunque, prima dell'alba :p
    Quanto alla disillusione, anche io lo sono sempre più, ma almeno si deveno evitare contraddizioni...^^

    Moz-

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  2. Io, almeno lavorativamente, sono tendenzialmente egoista. Perché hai ragione, è proprio questa l'età per rafforzare la mia posizione lavorativa

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  3. oggi si scaricano i costi dell'insegnare un lavoro, totalmente su chi ha bisogno di imparare.

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    1. Hai in parte ragione.... Non è così dappertutto. Ma di certo nel frattempo mette da parte poco o meno di quanto capitasse a noi. Detto questo, la gavetta l'ho fatta anche io sia chiaro!

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  4. Guarda...non sopporto più chi pontifica. Chi si alza.
    Basta.

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  5. A volte mi chiedo quanto e che cosa rimarrà di tutto questo fiume di scritti tra qualche secolo.

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  6. Grande Fra. Bisogna fare (e non parlare e basta, come faccio io!) Spero di riuscire presto a uscire a correre la mattina presto. Mi manca.

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  7. Hai una forza di carattere Francesco che ti invidio veramente, forse perchè questo mio stato di salute mi indebolisce sempre più, ma sia dalle tue constatazioni e da quello poi che riesci a fare hai tutta la mia massima stima.
    Vado a prendere due pillole tanto per fare qualcosa di diverso invece io
    Un abbraccio forte forte

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  8. La tua è una disillusione sacrosanta, che per tanti versi condivido.

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