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mercoledì 13 dicembre 2017

tra martedì e mercoledi

sono stato sul divano a vedere inter vs. pordenone, che ancora un pò diventava una delle pagine più ridicole della storia della beneamata. prima ero andato a correre, qualche minuto dopo le sette, al termine di una giornata lavorativa fatta da attese e zero risposte. ho cercato di distrarmi correndo. e ne ho inventata una delle mie. arrivato in fondo a via adriano, anzichè tornare indietro, ho fatto una via del cazzo parallela al naviglio, che all'inizio si chiama via meucci poi via asiago. l'avevo già fatta qualche volta, ma alla luce del sole. stasera non c'era il sole, e in alcuni tratti neanche la luce. 2 km alla spera in dio, nel senso che tra continui passaggi tra marciapiedi sgarrupati e strada a rischio arrotamento la speranza era quella di tornare a casa sano e salvo. sono sbucato sulla martesana, nel buio pesto, all'altezza del monumento ai piccoli martiri di gorla. ho guardato il gps ed ero quasi al 7° km, naturalmente con andatura del cazzo. vabbè, un pò di strada dovevo e volevo farla ancora. ma mica tanto, giusto arrivare ai 10. poi siccome sono passato sotto casa che ero a circa 9,3 km mi son detto che per stasera poteva bastare. ci ho impiegato 55 minuti, ma almeno mi son riconciliato con i pensieri. ieri sera c'è stata l'apericena aziendale. e niente, io veramente sono un pesce fuori dall'acqua. a parte il fatto che c'è tanta gente che non conosco, ma è proprio l'area che si respira che non mi appartiene. ho scambiato qualche parola col gotha dell'azienda. sorrisi e convenevoli di circostanza, anche quando l'AD mi ha fatto una battuta del cazzo. alle 21 ho salutato tutti e me ne sono andato. ho raggiunto la periferia est dove era in svolgimento una riunione didattica. ecco, ero più a mio agio lì. almeno sono simpatico al presidente regionale, runner anche lui e di gran livello (domenica scorsa maratona di reggio emilia in 3h16'). domattina farò da claque ad un convegno dove parla il mio capo. vabbè, pranzo scroccato anche per l'occasione. ecco, di buono c'è in queste situazioni che il portafogli ringrazia. ah, ma come si fa a vivere in una campana di vetro? qualcuno me lo riesce a spiegare? 

8 commenti:

  1. Insomma, correre sì, ma mica rischiare di ammazzarti per strade dissestate.
    Oh, sai? Spero di non dover mai ridere, di circostanza, alla battuta cogliona del gotha di un'azienda.

    Moz-

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  2. Anche Fred ha visto la partita e l'ho sentito che imprecava dalla camera :D

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  3. Che srrano ritrovarti, hai cambiato nome al blog, cambiato in parte argomenti...ma ti ho riconosciuto subito..ti seguivo su splinder, chissa se ti ricordi...ero una blogger anche io.
    Mi fa piacere rileggerti, ti seguiró..
    Figliadiuncielocosíbello

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  4. fino a Natale ho un susseguirsi di cene/aperitivi, tutti a spese mie
    ma mi piace di tanto in tanto essere social :)

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  5. il fatto che sei vivo e non sei stato arrotato è la cosa più positiva.
    la grafica e la foto sono sobriamente invernali: bella.

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  6. Sotto la campana di vetro dopo un po' l'ossigeno finisce ;)

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  7. Ah, hai cambiato look al blog. Bene, ogni ogni tanto ci vuole.

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  8. Io vivo in una palla di vetro...molto meglio della campana.
    Scherzo :))
    Un abbraccio

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