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mercoledì 31 gennaio 2018

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ieri sera siamo andati a festeggiare il compleanno di un mio amico. passano gli anni, ma per la moglie è sempre giovane ed anche bello. secondo me loro due hanno vinto. ormai è 18 anni che stanno assieme. ormai è 18 anni che dipendono uno dall'altro. la mia amica A., avendo visto le foto su facebook e da perenne invidiosa (madonna che brutta cosa può essere invecchiare per una donna), ha replicato alla mia precedente affermazione dicendo che non ne è convinta, anche se chi si accontenta gode e comunque dipende da cosa vuoi nella vita. io ho detto essere contenti, lei ha detto stare bene, che è concetto diverso, io ho detto che loro per quello che sono hanno ottenuto. e ovviamente a quel punto la discussione è finita. si sa che ho ragione, come sempre, ma una donna della ragione non sa che cazzo farsene. vabbè, siamo stati in un bel ristorante. ma a milano sono tanti i ristoranti belli, veramente tanti. io ho mangiato dappertutto in italia, e probabilmente soltanto bari e circondario hanno una quantità significativa di ristoranti eccellenti, in rapporto alla popolazione, comparabile a milano. lo so che vi faccio girare le balle se decanto le lodi della mia città, ma è un dato di fatto incontrovertibile. e non è neanche vero che vai incontro ad un salasso. se conosci spendi il giusto e mangi benissimo. in questo ristorante però non ci sono stato tante volte. ci si va quando c'è il cugino dei miei amici, è lui che ci fa trattare bene essendo cliente abituale. la prima volta che sono stato lì risale a sette, otto anni fa. probabilmente quella sera me la ricorderò per tutta la vita. perchè stavo benissimo. non solo, mi sentivo realizzato, pieno, completo. la dico piano. forse ero persino felice. passati tutti questi anni dico che se provi una sensazione del genere dovresti fare in modo di conservarla il più a lungo possibile. ma a tante, troppe persone piace l'autonomia. credendo che sia un diritto e un dovere di ciascuno di noi. ed invece è una gran fregatura. 
comunque nonostante il crudo ed il cotto di pesce, questa notte ho dormito benissimo. ho sognato che ero in un lungomare, che mi è sembrato essere un lungomare di creta (l'isola) con un via vai riminese. io ero in un punto esterno di questo lungomare e vedo un vigile fare le multe. mi rendo conto di aver parcheggiato l'auto a cazzo dall'altra parte del lungomare, prendo un risciò per andare a controllare se ho preso la multa. anche lì c'è il vigile, tutte le auto sono multate tranne la mia. ma solo perchè è parcheggiata fuori dalle strisce e non è in realtà la mia station wagon tedesca, bensì una una specie di autoarticolato, ed il vigile era convinto che ci fosse una squadra di operai a fare dei lavori lì intorno.
vabbè, mi sono alzato e sono andato a correre. no, non esattamente correre. ho fatto una serie di ripetute precedute da una fase di riscaldamento e seguite da una di defaticamento. poca roba, ma meglio dell'ultima volta, soprattutto a livello di recuperi. questo mese ho superato i 176 km di asfalto, che non è esattamente male. il problema è che fino a domenica non posso correre. da domani a sabato avrò zero tempo a disposizione. questo è un altro dei problemi che ho nell'avvicinarmi all'8 aprile, una discontinuità che potrei pagare caro. 
ci sarebbe da raccontare del dentista, ma questo post sta diventando insopportabilmente lungo e stracciacoglioni. andrò a farmi da mangiare. diciamo che andrò a riempirmi lo stomaco, mi pare più corretto. un saluto globale a tutte e tutti.

lunedì 29 gennaio 2018

pensieri crepuscolari e il test del mio nuovo forerunner

alle 11.06 di questa mattina ho scritto il seguente messaggio whatsapp ad una persona a me molto cara: "abbiamo una vita parzialmente incompleta ma bramiamo dalla voglia di riempirla". quel parzialmente frega, lo so. domani prendo lo stipendio, per dire. un bello stipendio, per dire (che poi tutto è relativo, sia chiaro, anche l'importo di uno stipendio). in cinque lustri di lavoro mai uno stipendio è stato così immeritato. e pur non avendone responsabilità - oggi un mio collega mi fa "mi sarei anche rotto le balle di non lavorare" - il dato di fatto è questo, inutile essere ipocriti. nel pomeriggio è calata la nebbia. e ho iniziato a sentirmi crepuscolare, come quel grigio che mi stava avvolgendo. una sensazione neanche spiacevole, ad essere onesti. all'uscita dall'ufficio la nebbia era ancor più fitta, persino nella circonvallazione. a casa però era pressochè scomparsa. cambio d'abito, e giù sulla martesana per provare il nuovo forerunner. ieri al decathlon ho trovato un 35 a prezzo decisamente stracciato. cardio al polso e soprattutto tanta autonomia dichiarata. ero partito per comprare il 235, alla fine ho optato per risparmiare 100 euro e azzerare un buono decathlon che avevo da un sacco di tempo. a me il cardio non interessa. anzi, mi spaventa persino. il segnale l'ha preso abbastanza velocemente (il 10 sarà quel che sarà, ma il segnale lo prende al volo), dopodichè son partito. dopo i 20 di ieri oggi doveva essere scarico. però le gambe non giravano male. il nuovo garmin ha una eccellente vibrazione, come dicono gli articoli in rete, pesa poco anche se il display è piccolo. dicevo, le gambe le sentivo bene. e dopo 1 km trovo la nebbia, da viale monza fino a quasi via padova, idem al ritorno. l'obiettivo era fare 8 km, arrivo in melchiorre gioia che sono a 7,75. a questo punto devo solo fare il giro da via zuretti, per fare alla fine 8.41 km in 48'15", 5'44" al km. come scarico non è male. anche perchè tra ieri ed oggi ho fatto 28 km e mezzo. salvo l'attività, vedo che il gps ha perso una tacca (come cazzo è possibile, e le 13 ore di utilizzo in modalità gps? speriamo che sia dovuto al fatto di avere una sola carica). a casa controllo le FC, ma non capendoci un cazzo chiedo ad un mio amico triatleta di guardare il tracciato su connect, mi dice che sono andato a medio cioè con un ritmo aerobico da maratona. mi suggerisce di andare più piano per stare sotto i 140 bpm, costruzione fondo lento. ora capite perchè non volevo il cardio? ma più lento di così come devo andare?vabbè, vediamo di abituarci a questo gps, dopo oltre tre anni di onorato servizio dell'altro. che poi è sempre lì, mica è detto che smetta di utilizzarlo. detto ciò, buona notte a tutte e tutti.

ps: ho superato, finalmente e dopo 29 mesi, le 100.000 visite. si vede che è un blog del cazzo questo! 😅

domenica 28 gennaio 2018

una telefonata e 20 km lenti, troppo lenti

sabato, ore 16.07. suona il telefono, ho appena spento l'auto ed ho un libro in mano. "francesco, sei solo?". si, sono solo. "anche questa volta avevi ragione, ci hai preso pure a sto giro. una passerella, e poi pure un libro. almeno quell'altro il libro l'aveva scritto lui, questi se lo sono fatto pure scrivere. vabbè, ciao, buon fine settimana". che poi a me non piace avere ragione. ma conosco troppo i miei polli. ci avevo pure scommesso un caffè. e fino alla mezzanotte di venerdi sera ero io a pagarlo. ma l'accordo era che si doveva aspettare fino alla fine, e vederla a consuntivo. e siccome conosco i miei polli, ribadisco, sapevo che questi non si accontentano di vincere ma volevano stravincere. cosa che è sbagliata, sbagliatissima. insomma, alla fine il caffè l'ho vinto. anzi, ieri pomeriggio mi voleva pagare pure una fetta di torta ed una mignotta. vabbè, la prima l'accetto volentieri.
ieri sera sono andato a letto prestissimo. credo anche prima delle 11. mi sono svegliato verso le quattro, ma mi sono subito riaddormentato. alle otto mi sono svegliato, riposato ma non troppo. ho cazzeggiato un pò e poi sono andato a correre. i propositi erano buoni, anzi buonissimi. sono tornato ad andare in profondità sulla martesana. ovvero entrare in vimodrone per poi varcare il cartello di cernusco. l'obiettivo era un lento con più km possibili. fino a cernusco è andata bene. anche il primo pezzo del ritorno non è andata male. a vimodrone poi ho beccato almeno 5 gruppi di allenamento collettivo degli urban runners, una società abbastanza famosa qui a milano. in uno di questi gruppi c'era un ex pezzo grosso della mia azienda, che adesso lavora in poste italiane, siamo riusciti anche a salutarci. ho visto che è andato bene, mi sa che sta preparando la maratona anche lui. io sono andato meno bene. gli ultimi 5 km li ho patiti troppo. alla fine ho fatto 20,09 km in 2h03'54". e direi che non va per niente bene. detto ciò, siccome bisogna far girare l'economia, dopo pranzo andrò da decathlon, che c'è un forerunner in offerta. lo testerò domattina. perchè anche se non sono andato tanto bene mica mi fermo, no?

venerdì 26 gennaio 2018

non ti amo più

forse mangiare quel dolce ieri sera non è stata una idea geniale. ma era buonissimo, per la miseria. solo che alle 4 mi sono svegliato. e ho iniziato a pensare a te. dobbiamo stare due giorni insieme. e non ne ho nessuna voglia. perchè l'ho capito, con nitidezza e piena evidenza. io non ti amo più. mi dai fastidio quando parli, mi dai fastidio quando ti vesti, mi dai fastidio quando ti accompagni a questi mercenari profanatori della ragione e della logica. non è tanto per la tua età, sia chiaro. anzi, forse quella è la tua ragione di essere. quella nobile austerità, quell'atteggiamento capace di attrarre chi cerca amanti passionali e rassicuranti nel contempo. e poi sei falsa. no, forse falsa lo sei sempre stata. ma quando quelle falsità le costruivamo io e te, assieme, talvolta a letto, in quelle notti mezze insonni come questa appena chiusa, ecco, diciamo che erano falsità che accettavo. bugie bianche, che tanto io e te ce lo siamo detti tante volte. non andremo in paradiso, ma neanche all'inferno. il purgatorio, ecco il nostro posto. 
separarci non è possibile. da donna, come sempre, il primo passo - se lo vuoi - devi farlo tu. per intanto poco prima delle sei mi alzo. fuori pioviggina. mi vesto da runner, che lo so che non ti piaccio tanto vestito così, e vado a correre. mica tanto, che non ho tempo. immagino che a quell'ora non ci sia nessuno, ma mi sbaglio anche questa volta. è statisticamente provato che correndo lungo la martesana si incontri sempre qualcuno che corre, a qualunque ora. per lo meno io non ho memoria di uscite senza che non si incrocino altri runner. volevo fare 5 km, ho fatto mezz'ora, anzi no, 31'05", per 5,72 km, a 5'26" al km. direi molto bene. doccia e barba me la sono fatta, ora mi vesto. un tempo per te avrei comprato una cravatta nuova. un tempo. buona giornata a tutte e tutti.

mercoledì 24 gennaio 2018

delle ripetute e dell'italia

questa mattina avevo troppo sonno. ma no, non è neanche quello il motivo, che questa notte ho dormito benissimo (come mi sta succedendo da diversi giorni. quando dormo così bene conosco il motivo e non è affatto una cosa bella). è che correre al mattino va anche bene, ma le ripetute no, quelle proprio non si riescono a fare. la sveglia ha suonato, l'ho spenta e mi sono girato dall'altra parte. e allora queste ripetute sono andate a farle nel pomeriggio, con 9 gradi, la luce del sole e i pantaloncini corti anzichè i pants. ora, io so che le faccio un pò a cazzo queste ripetute. mica so se la tecnica è giusta. qualche km di riscaldamento sostenuto, poi inizio con le batterie. stasera ho provato un 5x400. quelli del mio gruppo mi dicono che avrei dovuto spingere di più e fare più recupero, che il battito cardiaco col cazzo che scende. probabilmente è per questo motivo che il successivo 5x200 mi è uscito che stavo rovesciando un polmone sulla martesana. ma di tutto questo ambaradan c'è una cosa positiva. non ho male. la mia amica al mercoledi va a fare il montestella con un gruppo di triatleti. ho visto la serie sul connect. beh, li credevo più massicci. sarà che nel mio gruppo ci sono tre che a milano vogliono fare il tempone e per adesso stanno andando in maniera esagerata. dai, sono abbastanza positivo. abbastanza, non di più.
ho una età in cui non mi stupisce nulla e non mi va di cambiare alcunchè. osservo, e tante cose mi sembra di non capirle. tra 40 giorni si vota. tre poli di riferimento, non è un mistero che convintamente voterò chi ha governato in questi cinque anni. che lo ha fatto in anni difficili, certo sbagliando delle cose ma provando a riformare il paese, dal punto di vista istituzionale ed economico. non ultimo, anche sotto il profilo dei diritti civili. tra unioni civili e fine vita abbiamo fatto il più importante passo in avanti dalle leggi sul divorzio e l'aborto. gli altri non mi piacciono proprio. alleanze innaturali, programmi politici che promettono l'irrealizzabile, dalla flat tax al reddito di cittadinanza, dall'abolizione della legge fornero alla gratuità delle tasse universitarie ricchi compresi. a me pare che in un mondo normale i cittadini dovrebbero quanto meno diffidare di questi libri dei sogni. ma dimentico che questo non è un paese normale. ma voglio dirla tutta. non è colpa di giggino, berlusconi o salvini. no no, assolutamente no. la colpa è solo e soltanto degli italiani. come dice una persona a me cara, viviamo un'epoca in cui la "gente" è peggio della politica. tutti pronti a dare la colpa al governo, alle banche, ai top manager, all'industria quando poi basterebbe, alla quasi totalità delle persone, un tozzo di pane per farli arruolare armi e bagagli nel cenacolo del male (che ovviamente diventerebbe bene in quel caso). di fronte a tutto ciò le persone normali sono impotenti. possono essere al massimo il "meno peggio". far valere i propri diritti non in chiave propositiva bensì difensiva. non essere obbligati ad essere il checco zalone della situazione il quale, chissà perchè, è tra i comici preferiti dagli italiani. quindi vinceranno gli altri, ma sapendolo cercherò di difendermi. buona notte amiche ed amici.

martedì 23 gennaio 2018

la fabbrica del disagio e 9 km e qualcosa di primissimo mattino

ieri sera ho scritto un lungo post. un bel post, di quelli che piacerebbero al mio pubblico femminile che ormai ha a noia le mie "prodezze" da pippa runner. parlava di disagio, ignoranza ed egoismo. parlava di una ragazza incinta perchè solo così riesce a dare un senso alla propria vita, di genitori irresponsabili che antepongono le proprie esigenze a quelle dei figli, ignorandoli, mandandoli in esilio, non seguendo i loro problemi adolescenziali, di una donna che non ha pace se non mette al mezzo della propria esistenza un uomo, di una amica che mi dice di mettere la lingua in bocca ad una con cui non c'è compatibilità alcuna. ed infine parlava di quanto paghi però essere egoisti, che questo è un mondo che non premia i virtuosi. ma questo post non l'ho pubblicato. troppo intimo, troppo forte, nei toni e nei passaggi. ho preferito condividerlo con chi mi è caro. anche se la forza evocativa della parola, della scrittura in particolare, può essere motivo di incomprensione, anche con chi è caro.
e così me ne sono andato a letto, anche abbastanza presto. ho messo la sveglia alle sette, che questa mattina volevo e dovevo correre. buio e freddo, ma questa volta non ho avuto esitazioni. uscire così presto significa forzare e forzarsi, ma come dice una mia amica runner "basta volerlo". stomaco vuoto che più vuoto non si può, attraverso la strada, accendo il gps ed eccomi pronto alle 7.15 per capire se la mezza di allenamento di domenica scorsa ha portato benefici. e così è parso. sento le gambe scorrere abbastanza bene, ma soprattutto la respirazione è buona. potrei accelerare ma riservo ciò per il ritorno. settimo e ottavo km poco oltre i 5'30", nono ed ultimo che mi prefisso di fare ancora più veloce. infatti giro a 5'20", che è buono soprattutto perchè ho dovuto fare un giro strano per aspettare che un semaforo da rosso diventasse verde (ormai ero a casa). alla fine 9,05 km in 50'57", 5'38" al km. per una serie di congiunture astrali dovrei/potrei correre anche domattina. per intanto, buona giornata a tutte e tutti.

domenica 21 gennaio 2018

mezza di san gaudenzio - allenamento, spirito di squadra e "terzo tempo"

non facevo una mezza da più di tre mesi. soprattutto non avevo assolutamente una mezza nelle gambe. tanti km in questi mesi, ma anarchici ed indisciplinati. ma alla mezza di san gaudenzio non potevo mancare. percorso non certo bello, ma gara organizzata dalla uisp piemontese e come diciamo nel nostro gruppo "fidal merda!". il nostro gruppo è talmente un gruppo di amici che ognuno fa quello che vuole; un bel tot erano alla montefortiana, un altro tot per l'appunto a novara. in altre società si sarebbero ammazzati ma noi siamo amici, a prescindere dai tempi che facciamo. levataccia, ed anche se ieri sera sono andato a letto presto è stata una faticaccia. come sempre arrivo per primo. aspetto gli altri, il nostro presidente ed una ragazza maratoneta assenti causa influenza dell'ultima ora. ci confrontiamo su quello che dobbiamo/vogliamo fare, il nostro capitano (titolo onorifico perchè è il vero animatore del gruppo) dice che se arriva al traguardo è un miracolo. per me poco ci manca, allora gli propongo di correrla assieme, obiettivo traguardo. partiamo lenti, ma io gli dico che se vogliamo/vuole arrivare al traguardo occorre andare ancora più piano. il percorso è anonimo, freddo in tutti i sensi. facciamo abbastanza "brillantemente" le uniche due asperità della gara, tra l'11° ed il 13°, poi lui dice di voler camminare. per 200 metri lo affianco, poi riparto. visto che vado piano decido di aspettarlo al ristoro dopo il 15°. arriva che è distrutto, mi dice di andare. sono cotto anche io ma al piccolo trotto riparto. mi fermo solo al ristoro del 18° (i ristori me li sono fatti tutti, ma proprio tutti), vedo le illuminazioni dello stadio e so che sono arrivato. taglio il traguardo in 2h13' netti, tempo ridicolissimo (l'anno scorso ci avevo messo molto meno) ma gli ultimi 500 metri li faccio addirittura in semi-progressione. sono andato talmente piano che sul sito di foto della mezza non si vede neanche il mio arrivo. ma chi se ne fotte, per me oggi era importante tornare a fare 21 km. da oggi si fa sul serio, l'obiettivo è l'8 aprile si sa, e sono già molto ma molto in ritardo. poi è iniziata la parte più impegnativa della giornata. ovvero il pranzo. che non è impegnativo per quello che si mangia ma per quello che si beve. come dice il migliore dei nostri (che oggi ha fatto il suo PB, 1h25', obiettivo milano sotto le tre ore), nelle pagine facebook dei gruppi amici ci sono solo foto di corsa, nella nostra pagina soprattutto si beve. due birre medie, due amari riempiti fino al bordo del bicchierino, e poi facendo due passi per novara altra pausa per fare indovinate che? bere nuovamente. come facciano i nostri migliori (e ne abbiamo tanti di bravi) a correre con questo regime alcolico è un vero mistero. chiaramente salto cena, adesso vado a vedere la beneamata a casa di amici che diventano nonni. che figlia e genero siano disoccupati è altra storia, che magari racconteremo più avanti. un saluto globale a tutte e tutti.

mercoledì 17 gennaio 2018

operai, 10.55 km, il mio gruppo podistico

ieri pomeriggio, a qualche centinaia di metri da casa mia, esattamente dall'altra parte del mio naviglio (anzi, in linea d'aria dalla finestra della mia camera da letto saranno 300 metri) sono morti tre operai, ed un quarto lotta tra la vita e la morte. lavoravano in una vasca sottoterra e fatali sono state le esalazioni, pare, di ossido di azoto. sembra strano, vero? siamo nel 2018 ed esistono ancora gli operai. esistono ancora le fabbriche, ed esistono addirittura in una zona semicentrale come la mia, in mezzo ai palazzi. uomini tra i 40 ed i 60 anni, probabilmente molto esperti. ed anche qui, facendo sponda col post di ieri, quando ci lamentiamo (non io, beninteso) del nostro lavoro, al caldo d'inverno e al fresco d'estate, davanti ad un pc, col bagno a pochi metri se scappa la pipì, ecco pensiamo che esistono lavori oggettivamente di merda. non perchè non siano dignitosi, anzi sono molto più dignitosi di quello che faccio io e di quello che fanno coloro che leggono questo post, ma perchè comportano fatica, rischi, malattie. questa mattina sono andato a correre. quindi vuol dire che sono passato a 100 metri dal luogo dell'incidente. non c'erano più ambulanze, vigili del fuoco, polizia municipale. fabbrica sotto sequesto. e tra qualche ora sarà una notizia andata nel dimenticatoio. e d'altro canto la vita va avanti. come dicevo, sono andato a correre. dovevo rimediare alla debacle di ieri mattina. quando sono uscito ho constatato che faceva un freddo della madonna, un vento ghiacciato pazzesco. ed infatti dopo una decina di minuti ha iniziato a cadere dal cielo una specie di grandine ghiacciata, che faceva contrasto col cielo quasi azzurro. è durato poco ma è stato un fenomeno molto strano. sono arrivato in piazza costantino, facendo un giro un pò più largo perchè oggi volevo fare almeno 10 km. al ritorno avevo il vento contro, in particolare tra l'ottavo ed il nono km. in zona da me oggi era giorno di mercato, per cui per chiudere ho dovuto modificare il giro. alla fine ho fatto 10,55 km in 1h01'17", a 5'49" al km. bene, soprattutto perchè li ho fatti completamente a digiuno. del tempo mi importa relativamente, l'importante è aver fatto 17 km e mezzo in 24 ore. adesso domenica si torna, dopo tre mesi, a fare una mezza. speriamo bene. ieri sera ho passato una bella serata, avevamo la festa del nostro gruppo podistico. serata riuscitissima. chi ha visto la foto che ho pubblicato sui social ha detto che eravamo tutti belli e sorridenti. ora, belli non so, ma sorridenti di sicuro. e non avevamo neanche bevuto tanto. non siamo tantissimi, poco più di 50 in tutto. numeri bassi che ci faranno stare sempre nel mondo degli enti di promozione sportiva senza il passaggio in fidal. anzi, non vi è alcuna intenzione di passare in fidal, nonostante ci siano nel nostro organico triatleti di fama nazionale e runner capaci di ottime prestazioni cronometriche. credo sia giusto così. non abbiamo le capacità di gestire un giocattolo più grande, va bene questa dimensione da amici che corrono per la voglia di correre, anche se sono certo che la somma del kilometraggio annuo dei nostri iscritti sia pari a due volte la circonferenza della terra. un saluto globale a tutte e tutti.

martedì 16 gennaio 2018

di una serata a teatro e di 6.93 km fatti al mattino

ieri sera sono stato a teatro, ma non è di quello che voglio scrivere. prima di entrare siamo andati a mangiare nel giapponese più caro d'europa e mentre sorseggiavo un calice di rosso ho pensato a quando sono stato l'ultima volta in quel bel teatro nel centro di milano. beh, non so se sia stata l'ultima volta, probabilmente no, ma mi è venuto in mente che sono stato lì più di tre lustri fa. mi è venuto in mente che c'ero stato da "povero". il virgolettato non è casuale. non è che fossi in procinto di andare a mangiare alla mensa della caritas. ma mi ero appena separato, la prima sentenza mi aveva messo in ginocchio. mi aveva economicamente ucciso. mi aveva sottratto una figlia di neanche tre anni, andata a vivere in un'altra regione con sua mamma. mi aveva lasciato un appartamento di 107 mq in affitto, voluto dalla mia ex moglie neanche sei mesi prima la richiesta di separazione. vi lascio immaginare l'affitto di un appartamento di 107 mq. ricordo bene, c'era ancora - per pochi mesi - la lira, il calcolo che avevo fatto. modesto impiegato, mi sarebbero rimasti per vivere qualche biglietto da centomila al mese. in parte destinati a pagare una valida avvocatessa per difendermi in giudiziale (e valida, ma costosissima, si sarebbe mostrata a consuntivo). dicono che un divorzio, con una figlia piccola, sia come un lutto. e sì, confermo che è così. ma ricordo che in quel giorno di oltre tre lustri fa, in una milano innevata, ero non dico felice ma contento. soprattutto risoluto. avevo bisogno, anzi dovevo riscattarmi. a 35 anni dovevo riprendermi ciò che mi era stato sottratto, almeno lì dove potevo misurarmi in prima persona. ricordo che avevo messo il migliore dei miei vestiti, la migliore delle mie cravatte, comprata qualche giorno prima in centro quasi sentendomi in colpa, perchè per la miseria di cravatte ne hai francesco, è il caso di comprarne una nuova con tutte le spese che hai? da lì dicevo dovevo tornare a riprendermi la mia vita, a dargli un senso. da lì seguirono quanti, 5 aumenti di stipendio? due passaggi di livello? sono riuscito a risolvere la giudiziale tanto da pensarla come ad un brutto ma lontano ricordo? sono riuscito, nonostante la distanza, ad essere un buon padre per mia figlia? posso dire di non avere oggi alcun problema economico e che sto pensando di comprare l'ennesimo orologio da qualche migliaia di euro? la risposta è "si" a tutte queste domande. quando sento gli altri lamentarsi (dei soldi, del lavoro, dell'amore, di fracazzodavelletri) mi incazzo come pochi. perchè io so che cosa ho passato, quanto ho pianto e come ne sono uscito fuori. facendomi un mazzo così. l'ho detto altre volte. a parte la morte, non c'è niente che possa spaventarmi, assolutamente niente. certo, ci sono cose che non posso recuperare. ma la vita è questo. non si può ottenere tutto ciò che si vuole, ma bisogna battersi - concretamente - per ciò che si può avere ed è alla tua portata. tutto il resto sono stronzate che si dicono per giustificare i propri fallimenti, perchè è facile, facilissimo dire che è sempre colpa degli altri. ecco, questo pensavo mentre sorseggiavo un calice di rosso nel ristorante giapponese più caro d'europa.
questa mattina sono tornato a correre di prima mattina. ecco, non l'avessi fatto. diciamo che mi è venuto mal di stomanco e che sono riuscito a correre a mala pena 6,93 km. meglio che non vi racconto i particolari della vicenda. cercherò di rifarmi domani sera. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

domenica 14 gennaio 2018

oltre il lambro

ieri sera doveva esserci una cena in uno dei ristoranti che frequentiamo maggiormente, quello di proprietà del cinese che non fa cucina cinese. ma è saltata, causa influenza che ha colpito più persone. poco male, sono rimasto a casa e mi sono visto un film che mi ha fatto anche sorridere (quello di verdone ed albanese di un anno fa). lo sapete, io non mi annoio mai. otto ore di sonno ristoratore, e questa mattina ero pronto (si fa per dire) per correre sulla martesana. freddo, ma meno di quello che avevo letto sui social dai miei amici runner che oggi erano in gara. io ero bardato tantissimo (guanti e cappello) ma secondo me non ce ne era bisogno. volevo fare qualche km in più, visto che magari i km complessivamente li faccio ma non è che le distanze delle singole uscite siano chissà che cosa. ho circumnavigato il parchetto di melchiorre gioia e mi sono messo di buona lena sulla martesana. andatura lenta, da piazza costantino a via idro ancor di più. arrivo al lambro e lo supero, cosa che non so da quanto tempo non capitava. passo sotto la tangenziale e arrivo al cartello di cologno. faccio il giro della via milano e torno indietro. continuo ad andare piano, in alcuni km anche troppo piano (e faccio anche fatica a capire il perchè, non vorrei che in realtà fosse che il garmin non mi legge per niente i passaggi sotto i ponti). mi rimetto nel tratto che porta verso casa mia. quando arrivo in largo zuretti sono a 12 e mezzo percorsi. l'obiettivo è arrivare ai 14. non sento particolarmente la fatica, anzi l'ultimo km "accelero" persino un pò. alla fine sono 14.03 km in 1h23'21". tempo ridicolo, ma almeno qualche km in più l'ho messo. anche questa settimana raggiungo i 40 km di percorrenza. dall'inizio dell'anno sono 80,22 km per l'esattezza. la settimana prossima dovrebbe essere di scarico, che domenica prossima si torna a fare una mezza che considero assolutamente di allenamento. ma poi si vedrà, se ho voglia di correre io corro. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

sabato 13 gennaio 2018

incoerenze involontarie

ieri sera il vostro preferito è purtroppo venuto meno all'unico buon proposito che aveva espresso a capodanno, ovvero non frequentare brutta gente. non è stato voluto sia chiaro. alle 19.30 arriva una telefonata. "c'è anche la squinternata, mi vuoi bene lo stesso?". che poi non è neanche quello il problema. la squinternata tale è rimasta, ma non è che quell'altra era tanto meglio. sembrava una strega. mi vergognerei ad andare in giro con una così accanto. e vogliamo parlare di quello accanto a me poi? per fortuna io e la mia amica siamo rimasti a parlare di cazzi e mazzi di natura runneristica. noi eravamo belli (sarà perchè facciamo sport? io penso di si), quelli erano brutti. anzi, bruttissimi. e non voglio avere a che fare con gente brutta (poi che fastidio, ma perchè si alzavano sempre? perchè fumano così tanto?). di buono però c'è stato che ho mangiato la pizza migliore della mia vita, e non sto esagerando. e con le acciughe migliori della mia vita. non importa che questa notte ogni ora dovevo bere. poi non è detto che fossero le acciughe. a casa mia fa caldo, e ieri a milano c'erano 11 gradi. per fortuna le temperature scenderanno. devo andare a fare la spesa, ho il frigorifero clamorosamente vuoto. in questo momento dento c'è una bottiglia d'acqua, una lattina ed una bottiglia di birra, uno sport drink, una busta aperta di cioccolatini natalizi, una confezione di ferrero rocher omaggio del benzinaio vicino l'ufficio, un pezzo di parmigiano grande come mezza mano. un pò poco direi. vabbè, che il vostro weekend sia lieve. o che sia come deve essere.

giovedì 11 gennaio 2018

alcune cose

buona sera a tutte e tutti. che facciamo, iniziamo dalla parte sportiva? eh si, facciamo così. martedi sera ripetute, alternate da piccoli tratti di riscaldamento/defaticamento. la cosa migliore è stato che al 9 gennaio ho corso in pantaloncini corti. una figata della madonna. credo ci fossero dieci gradi. le sedute sono andate così così. buona la 7x300, con poco recupero. un disastro la 10x100, non riuscivo a chiudere bene gli ultimi 10/15 metri, poi troppo recupero tra un allungo e l'altro. stasera ho fatto una dieci km. avrei voluto farli con 10' al km meno, a 5'25"/5'30", ma così non è stato. pazienza. poi altri 500 metri di defaticamento verso casa. non escludo di fare 5 km anche domattina, visto che posso permettermi di non mettere la sveglia per andare al lavoro. a proposito di lavoro, l'inizio è stato sonnecchioso. come succede da sempre nelle aziende commerciali. si tira fino a fine anno, per poi iniziare a scartamento ridotto a gennaio. niente di nuovo, bisogna analizzare l'anno prima (e non sapremo nulla fino alla fine della settimana prossima), vedere i budget (e per adesso che siamo col capo KO chi è che ce li da? siamo in piena autogestione!), le nuove aree ecc ecc.... che poi ieri abbiamo fatto anche il primo kick-off, sveglia alle 6.15, rientro alle 23.15. però è stato bello, non solo per la giornata di lavoro. ma quella è un'altra storia, che sarebbe bello raccontare con carta e penna per dargli il giusto significato. mia figlia si è fumata l'I-phone. se ne è comprato uno nuovo dopo circa 20 minuti. suo papà è una garanzia si sa. ma non è quello il problema. siccome non ha mai salvato le foto, si è fumata tutta la cartella delle immagini. 3000 foto volatilizzate. una cogliona, glielo avrò detto non so quante volte di salvarle sul pc. è proprio vero che con il digitale, paradossalmente, perderemo la nostra memoria. a chi ha qualche foto a cui tiene particolarmente do un consiglio. la stampi. nel 1980 la PFM fece uscire un disco con 8 tracce, dal titolo "suonare suonare". ricordo ciao 2001 (madonna come sono vecchio, ciao 2001) che gridò allo scandalo. i maestri del prog italiano alle prese con un disco commerciale! invece le prime sei di quelle otto tracce erano e sono bellissime canzoni, e chiudo appunto con la prima di quelle canzoni, quella che ha dato il titolo all'album, un abbraccio globale.

lunedì 8 gennaio 2018

what goes on

ben ritrovati. in questi dieci giorni tra la fine e soprattutto inizio di anno sono successe certamente un pò di cose, ma di sicuro banali e poco emozionanti. che è già qualcosa sia chiaro, sapete che io ritengo l'aurea mediocrità un fatto già positivo. ho fatto molto sport, ad esempio. beh, sai che novità voi direte. beh, non è esattamente così. ho corso, chiaro (confermo di aver superato i 1840 km nel 2017). non ho corso benissimo però. non mi sento particolarmente elastico. mi mancano dei km, non riesco ad abbassare i tempi. ad esempio ieri mattina ho fatto poco più di 12 km. è vero che ero andato a dormire quasi alle due, ma santo iddio mi sentivo un pachiderma. ho deciso però di dedicare un giorno della settimana al potenziamento corporeo, approfittando della palestra aziendale che mi ha visto nuovamente suo ospite, dopo tanto tempo, la settimana scorsa e qualche ora fa. 45 minuti di attrezzi e pesi (e un pò di tapis roulant già che ci sono), non perchè voglia diventare un culturista (peraltro ritengo di essere già abbastanza definito) ma perchè questo tipo di esercizi può essermi utile nella corsa stessa, sia in chiave proattiva che di prevenzione degli infortuni. poi è una figata avere una palestrina praticamente dedicata a te; la settimana scorsa non c'era nessuno (e ci sta, era il 2 gennaio), stasera idem. solo lasciando lo spogliatoio ho visto entrare un collega del controllo di gestione. in ogni caso rispetto alla corsa speriamo in tempi migliori, che così non va bene. prosegue anche l'attività di istruttore, e con profitto. e niente, mi sta piacendo anche, incredibile. l'ultimo dell'anno l'ho passato abbastanza bene, e con la stessa compagnia ho fatto il bis 48 ore dopo. se vogliamo, persino una serata migliore. poi sono andato qualche giorno dai miei. che a 'sto giro mi hanno sfrantumato i coglioni, tanto che venerdi sera sono tornato a casa decisamente contento. oggi ho ripreso il lavoro. molto ma molto soft. il mio capo/amico o amico/capo è KO. nel senso che alla fine si è dovuto operare d'urgenza a cavallo d'anno. oggi ha fatto un salto da noi, obbligato dal top management, ma si è letteralmente cagato addosso, perdonate il francesismo. e non so quanta voglia abbia di rimettersi in pista. prima dell'intervento gli avevo parlato. non so fino a che punto possa continuare a fare questo tipo di vita, ma questo lo vedrà lui. per intanto ha deciso di prendersi un pò di riposo. se la guardo egoisticamente significa che per me si presenta un anno senza particolari preoccupazioni. alla fine il mio di anno l'ho chiuso discretamente. niente sfracelli ma meglio del previsto. e siccome il mio obiettivo è garantirmi la qualità della vita, che non gli venga in mente strane cose, che io ho altro a cui pensare. oggi un paio di chat di whatsapp mi hanno fatto capire, non ne avevo dubbi ma le conferme sono sempre importanti, cosa sarebbe bello nella vita. il bello piace a tutti, ma solo teoricamente. che in pratica purtroppo spesso in tanti vivono nel limbo. io non so se il bello posso raggiungerlo. ma so identificarlo. e per me è già qualcosa. buon proseguimento di serata a tutte e tutti.