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martedì 16 gennaio 2018

di una serata a teatro e di 6.93 km fatti al mattino

ieri sera sono stato a teatro, ma non è di quello che voglio scrivere. prima di entrare siamo andati a mangiare nel giapponese più caro d'europa e mentre sorseggiavo un calice di rosso ho pensato a quando sono stato l'ultima volta in quel bel teatro nel centro di milano. beh, non so se sia stata l'ultima volta, probabilmente no, ma mi è venuto in mente che sono stato lì più di tre lustri fa. mi è venuto in mente che c'ero stato da "povero". il virgolettato non è casuale. non è che fossi in procinto di andare a mangiare alla mensa della caritas. ma mi ero appena separato, la prima sentenza mi aveva messo in ginocchio. mi aveva economicamente ucciso. mi aveva sottratto una figlia di neanche tre anni, andata a vivere in un'altra regione con sua mamma. mi aveva lasciato un appartamento di 107 mq in affitto, voluto dalla mia ex moglie neanche sei mesi prima la richiesta di separazione. vi lascio immaginare l'affitto di un appartamento di 107 mq. ricordo bene, c'era ancora - per pochi mesi - la lira, il calcolo che avevo fatto. modesto impiegato, mi sarebbero rimasti per vivere qualche biglietto da centomila al mese. in parte destinati a pagare una valida avvocatessa per difendermi in giudiziale (e valida, ma costosissima, si sarebbe mostrata a consuntivo). dicono che un divorzio, con una figlia piccola, sia come un lutto. e sì, confermo che è così. ma ricordo che in quel giorno di oltre tre lustri fa, in una milano innevata, ero non dico felice ma contento. soprattutto risoluto. avevo bisogno, anzi dovevo riscattarmi. a 35 anni dovevo riprendermi ciò che mi era stato sottratto, almeno lì dove potevo misurarmi in prima persona. ricordo che avevo messo il migliore dei miei vestiti, la migliore delle mie cravatte, comprata qualche giorno prima in centro quasi sentendomi in colpa, perchè per la miseria di cravatte ne hai francesco, è il caso di comprarne una nuova con tutte le spese che hai? da lì dicevo dovevo tornare a riprendermi la mia vita, a dargli un senso. da lì seguirono quanti, 5 aumenti di stipendio? due passaggi di livello? sono riuscito a risolvere la giudiziale tanto da pensarla come ad un brutto ma lontano ricordo? sono riuscito, nonostante la distanza, ad essere un buon padre per mia figlia? posso dire di non avere oggi alcun problema economico e che sto pensando di comprare l'ennesimo orologio da qualche migliaia di euro? la risposta è "si" a tutte queste domande. quando sento gli altri lamentarsi (dei soldi, del lavoro, dell'amore, di fracazzodavelletri) mi incazzo come pochi. perchè io so che cosa ho passato, quanto ho pianto e come ne sono uscito fuori. facendomi un mazzo così. l'ho detto altre volte. a parte la morte, non c'è niente che possa spaventarmi, assolutamente niente. certo, ci sono cose che non posso recuperare. ma la vita è questo. non si può ottenere tutto ciò che si vuole, ma bisogna battersi - concretamente - per ciò che si può avere ed è alla tua portata. tutto il resto sono stronzate che si dicono per giustificare i propri fallimenti, perchè è facile, facilissimo dire che è sempre colpa degli altri. ecco, questo pensavo mentre sorseggiavo un calice di rosso nel ristorante giapponese più caro d'europa.
questa mattina sono tornato a correre di prima mattina. ecco, non l'avessi fatto. diciamo che mi è venuto mal di stomanco e che sono riuscito a correre a mala pena 6,93 km. meglio che non vi racconto i particolari della vicenda. cercherò di rifarmi domani sera. buon proseguimento di giornata a tutte e tutti.

13 commenti:

  1. Un paio di giorni fa ho scritto un post che si chiama "Tutti hanno dei problemi", l'argomento è la salute, ma l'ho poi applicato a tutto il resto.
    Leggere questo tuo post oggi, mi fa pensare a quello che ho scritto io, trovo una sorta di connessione e mi piace.

    Sono dell'idea che tutti, appunto, abbiamo dei problemi, ma che il giusto modo per risolvere le cose sia non piangersi addosso e non fare una gara a chi sta peggio, ma affrontarli per migliorare le cose, esattamente come hai fatto tu. Bravo Francesco, hai davvero tutta la mia stima!

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  2. Sai che ti stimo Francesco e questo post conferma i miei pensieri riguardo la persona che sei.

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  3. mi dispiace veramente. Ma ora è tutto alle spalle.

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  4. Sei e sei rimasto un combattente
    Abbraccio

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  5. Vino rosso al giapponese? Che hai mangiato?

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    1. io col pesce se posso bevo vino rosso, ho quasi eliminato il bianco.

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  6. Se vuoi puoi! Sempre attuale! Mica male come hai preso in mano la tua vita!!! Non è da tutti.
    Alle volte l'unica strada sembra demoralizzarsi e piangersi addosso (e io ne so qualcosa, mi capita spesso).

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  7. non ho parole... se non... complimenti!

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  8. certi orologi al polso creano dipendenza.. ; D

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  9. Bravissimo sia per la combattività che per l'aver ridato senso alla tua vita anche in cose "marginali" come l'abbigliamento.

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