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lunedì 16 aprile 2018

una bella uscita con una traccia gps non affidabile, degli infortuni e delle maratona di boston

stasera faceva caldo e per la prima volta quest'anno ho corso sulla mia martesana con pantaloncini e maglietta senza maniche. infatti sia il termometro della mia auto che il connect dicevano che si superavano i venti gradi, nonostante fossero le sette di sera. volevo fare una decina di km, ma le gambe dopo la gara di ieri non erano particolarmente sciolte. ma stasera avevo voglia di correre, la martesana sebbene affollata era bellissima. si vedeva che era lunedi, pochi i runner potenti (lo sapete, loro stanno a casa di lunedi). in pochi a superarmi, in tanti a essere superati. sono andato bene, devo dire, ma non so quanto bene. il gps stasera faceva le bizze, e mi è stato riferito che così è stato per altri possessori di garmin. quando a casa ho visto la mappa della mia uscita era poco fedele al percorso lineare da me fatto. alla fine ha segnato km un pò a cazzo, in particolare l'ultimo dove stavo accelerando ed invece è uscito a 6'04! poi quando sono arrivato sotto casa non ho spento il timer e mi sono bruciato 15". insomma, alla fine ho fatto poco più di 9 km in 50'55", a 5'39", ma secondo me sono andato meglio, o così voglio pensare. questa mattina si è operato al ginocchio uno del mio gruppo, uno che si stava specializzando in trail. ed è il secondo che a causa della corsa in montagna si è fermato. l'altro è fermo da un anno e non sa perchè. martedi scorso alla riunione del gruppo podistico ho sentito i racconti di chi ha chiuso la maratona tra le 3h45' e le 4h15". hanno avuto un sacco di problemi, si sono fermati, hanno camminato, sono andati al piccolo trotto. sofferenza tanta, non certo una passeggiata di salute. la maratona va rispettata. insomma, dico questo perchè sarò scarso, ma bene o male sono diciotto mesi che non ho infortuni seri (ok, mi sto ravanando i coglioni in questo momento, lo ammetto). le storie di successo degli amatori (e non solo) sono costellati da infortuni. io sto cercando di andare sempre un pò sotto il massimo, cerco di non rischiare oltre modo perchè non avrebbe senso alcuno, non come quei runner che spingono all'eccesso. oggi però si è scritta una pagina bellissima nella storia dell'atletica. alla maratona di boston, la più antica delle maratone dell'era moderna, si è corso sotto una bufera e con cinque gradi. e non hanno vinto i soliti africani. nella maratona maschile ha vinto a sorpresa un giapponese (in giappone la maratona sta avendo un seguito incredibile e si sta affermando una scuola che vuole contendere il primato mondiale a keniani ed etiopi) che sembra essere poco più di un dilettante, yuki kawauchi. e nella gara femminile ha vinto una americana, desiree linden, strepitosa all'arrivo (e pare pure vegana). perdete qualche minuto e oltre che leggere l'articolo guardate questo video. le loro lacrime meritano rispetto. 

3 commenti:

  1. Tanto tanto rispetto
    Chissà che si prova a tagliare un traguardo del genere

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  2. Certo che correre con quel tempo infame! Ci vuole tanto coraggio e dedizione. Anche vero che dopo una preparazione di mesi, credo che sia solo un aspetto marginale... però se poi non stai bene perchè la pioggia intensa ti fiacca, non è facile.

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  3. Fa caldo anche qui oggi, mi sa che la primavera è arrivata davvero.

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