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lunedì 28 maggio 2018

cupola di vetro

non aggiorno il blog da mercoledi sera. non che non siano successe cose, ma se devo dirla tutta non ho tanta voglia di scrivere. ho qualche cazzo di lavoro, e francamente mi girano un pò le palle. aggiungiamo che vedere maltrattate le istituzioni e il buon senso da politici votati ahimè dalla maggior parte degli italiani mi fa venire il vomito, oltre che preoccuparmi per il futuro di mia figlia. parliamo di corsa che è meglio; è esploso il caldo e correre col caldo è proibitivo. andando a ritroso, stasera ho corso con 24 gradi. mi toccava il solito lunedi di scarico. non facile, per le ragioni che spiegherò dopo. dopo 4,5 km ero bello che spompo ma stringendo i denti sono arrivato a quasi 8 km, il solito giro che mi porta in piazza costantino e ritorno. ho girato a 5'48" al km, va bene così credetmi. uscita serale difficile perchè ieri col gruppo (numerosissimo, quasi 30 iscritti) eravamo alla marcia delle pecore a melzo, tapasciata organizzata da un gruppo con cui siamo gemellati. nonostante si sia partiti alle otto faceva un caldo pazzesco. il percorso urbano, cioè i primi due km, andavano ancora beni. poi però si è entrati in campagna, ed è iniziata la parte brutta, non tanto per la secchezza del percorso ma per la totale esposizione al sole. i primi 8 km li ho retti bene tutto sommato, ma poi è stata una via crucis. al 12esimo km, all'altezza della stazione ferroviaria, ho iniziato a camminare, poi mi sono reso conto che non mancava molto e sono ripartito. alla fine quasi 14 km fatti a 6' al km. a pranzo ho partecipato ad una grigliata di alcuni del gruppo. vi dico solo che ho smesso di mangiare (e bere) alle 4 e che sono girate pure delle canne, che per essere un gruppo di runner è insolito. il problema è che alla sera avevo una pessima ed inutile cena di compleanno a cui non potevo rinunciare. ero con persone della mia età, grosso modo. sapete che sono sociopatico in parte. lo sono ancor di più quando sono quelli con della mia generazione. sarei anche in parte rimasto deluso da un aspetto di corollario, ma non mi va di parlarne. tra i partecipanti alla cena c'era una che mi dà un fastidio epidermico, che ho visto tre o quattro volte da quando l'ho conosciuta a capodanno e ogni volta mi dico che non voglio più rivederla, che non voglio far venire l'impegno preso ad inizio anno, cioè evitare nel tempo libero gente di merda. ma ogni tanto mi si ripropone come un peperone mal cucinato. lo dico, io vorrei una cupola di vetro. per intanto domani sono a torino per lavoro. almeno non mi devo ammorbare con l'atmosfera da ufficio. buona notte a tutte e tutti.

7 commenti:

  1. Aleggia aria nervosa in questo post. Riprenditi va

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  2. Mi si ripropone come un peperone mal cucinato mi piace un sacco però

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  3. La capisco questa poca voglia di scrivere. A volte è solo un gran groviglio di pensieri. Baci Fra.

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  4. Eeeeeh...sociopatico tu. Torniamo sempre là: un socipatico del nord est può davvero definirsi sociopatico.

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  5. A me il caldo, ha già iniziato a farmi venire il mal di testa, ma si può?

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  6. è buffo quando parli dei coetanei, loro sono tuoi coetanei ma tu non ti senti loro coetaneo..

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