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martedì 10 luglio 2018

l'uscita di questa mattina, le scarpe nuove, un gran bel libro, una frase uscita velocemente dalla bocca

avrei dovuto correre ieri sera, ma sono uscito non presto dall'ufficio e nel tragitto ho dovuto fare un paio di telefonate lunghe, che mi hanno fatto comprendere, se mai avessi avuto ancora qualche dubbio, che l'anima umana è facilmente votata all'interesse ed in fondo è giusto che sia così. la vita è ricerca continua della convenienza, e anche chi dice di star lontano da questa logica mente. ma non è di questo che voglio parlarvi. ieri sera non ho corso, l'ho fatto questa mattina, dopo una nottata con sogni molto strani ma che non ricordo. partenza alle 6.56 con 23 gradi. gambe abbastanza imballate e doloretti accettabili ma fastidiosi se si vuole andare ad una certa andatura. ma questa è una fase in cui poco mi importa di quanto dice il gps. fatto stà che i miei 8 e rotti km in 47'46" li ho fatti, di poco sotto i 6' al km. la sensazione che le scarpe fossero al capolinea l'ho avuta non solo correndo ma osservandole, cioè si stavano spaccando. ora, rompere le scarpe da corsa è una soddisfazione, che di solito le butto che sono intonse. ed invece siamo alla seconda scarpa consecutiva che inizia a rompersi prima della sua dismissione. ma se le precedenti non avevano superato il kilometraggio massimo consigliato, per queste non si può dire la stessa cosa. connect dice che ho fatto 945,9 km, che è poi il kilometraggio dall'inizio dell'anno ad oggi. sono appena stato a cambiare le gomme nel mio solito negozio di articoli per runner. e nonostante sia stato tentato dal titolare di passare al modello successivo (più caro di 25 euro), alla fine ho confermato le ghost 10, cambiando solo il colore. scarpa che vince, o che non fa troppo male, non si cambia. e poi le brooks sono le scarpe migliori, senza se e senza ma.
nel weekend appena trascorso ho fatto diverse cose. di modestissima socializzazione ma non da stare con le mani in mano. nonostante questo mi sono divorato in due giorni un gran bel libro di corsa, nel senso che parlava di running. io non è che abbia tanta passione per i libri dedicati alla corsa. se leggi la biografia di un campione secondo me resta poco, se a scrivere è un amatore mi domando come possa trasferire la propria esperienza ad un pubblico vasto. ed invece biagio d'angelo, con il suo "non ci resta che correre" ha saputo scrivere un gran bel libro. parlando di se stesso è riuscito a parlare di tutti noi. detesto il filosofeggiare. ma io so benissimo che c'è una dimensione non dico ascetica ma spirituale nella corsa. io so quanto bene possa fare alzare le gambe una alla volta su un naviglio o dentro un bosco, allenamento, tapasciata o gara che sia. e poi questo libro parla di milano, delle sue strade e anche di runner che conosco o che ho conosciuto. ammetto di aver pianto in certi momenti. sto piangendo anche adesso mentre scrivo, non mi vergogno a dirlo. perchè se anche non si parlava di eroi (oddio, costantin è un eroe!) si parlava di battaglie che ti fanno sembrare un eroe. è questa la dimensione del runner rispetto allo jogger. noi cerchiamo un miglioramento, che non è per tutti lo stesso miglioramento, e spesso e volentieri nulla c'entra con il riscontro cronometrico. in una fase della mia vita come quella di adesso, nè bella nè brutta, nè bianca nè nera c'è la corsa a fare pendere leggermente la bilancia.

questa mattina ero con due colleghe che sono anche ex collaboratrici. so che almeno una di queste ha ricevuto un provvedimento disciplinare. modesto, ma pur sempre un provvedimento disciplinare. dovevo dare alcune indicazioni per una scrittura, un pò complessa ed articolata che è la parte finale di una azione commerciale del sottoscritto già esperita e portata a casa. insomma è solo da formalizzare. la collega che ha ricevuto la lettera di richiamo mi dice "ma ne avevamo fatta una così a suo tempo, chissà però chi era". al che io senza pensarci troppo dico "ma non ha importanza se l'abbiamo fatta o no, all'epoca comandavamo noi, potevamo fare quello che volevamo". l'altra collega mi ha bloccato il bracco, come a dire "non parlare troppo". è iniziato il solito peana di tutte (le due più un'altra che era lì) a rimpiangere "quanto si stava meglio prima" (cioè con me). ora, io non è che fossi un genio o un santo. di sicuro ero più concreto. ma francamente non è che li rimpiango troppo quei tempi. sì, "comandavamo", ma non so se la mia qualità della vita era tanto meglio.
detto ciò vi saluto. chissà quando avrò tempo di provare le nuove scarpe.... mi sa non prima di giovedi sera. un abbraccio globale a tutte e tutti.

11 commenti:

  1. Eh niente, le indosserai per fare aperitivo con un bel jeans.
    Scherzo. So che non lo faresti mai.

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    1. anche perchè le ho già buttate :-)

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    2. Che furbetto...io intendevo quelle nuove :D

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  2. Wao, quindi anche voi podisti avete dei romanzi dedicati XD

    Moz-

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    1. Tutti hanno romanzi dedicati... senno' quando venderebbero...tutti ;)

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  3. Bello un libro che parla di Milano!

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  4. Io ho scoperto di avere un.appoggio del cavolo quindi devo mettere scarpe che che non abbiano cuciture decorative ai lati. Ma se continuo così l'ultimo dei miei problemi saranno le scarpe

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  5. Belle scarpe, mi piacciono parecchio.
    E che l'animo umano sia votato all'interesse, anche io non ho dubbi.

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  6. Leggendoti scopro sempre il mondo affascinante dei runner che mai avrei scoperto se non per te...Cavolo, buttare le scarpe rotte deve essere davvero una gran soddisfazione :) L'ultima parte, non so perché, l'ho letta come se fosse una parte di Gomorra :P

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