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martedì 30 ottobre 2018

buttare

il potere si misura in tante cose, tra queste in metri quadri e piante. oggi le piante non vanno più di moda a dire il vero, i metri quadri contano e fanno parte dell'esibizione muscolare del potere. da oggi dovrei contare come un usciere del ministero degli affari regionali. quando la settimana scorsa ho visto il mio amico gli ho detto che il suo disagio non mi sembra così marcato. ne subisco più io, a dire il vero, solo che il sottoscritto possiede anticorpi e spalle larghe. gli ho anche detto che se avesse la botta di culo di trovare quello che cerca non è neanche scontato che ce la possa fare a superare gli imprevisti della prova. perdendo, sarebbe una sconfitta da cui non poter più risalire. insomma, non rompesse i coglioni più di tanto. 16 anni fa di questi tempi per dire inchiappettavo una persona. ma pesantemente. solo che non era colpa mia, era colpa di chi lo aveva messo in quella situazione. mi disse "non è colpa tua, avrei fatto anche io così al posto tuo". da allora se ne sono perse le tracce. ero giovane e spregiudicato, avevo giocato tutte le carte possibili e immaginabili. non ero un pezzo di merda, volevo solo crescere. oggi sono tranquillo come allora, la vita è competizione senza ombra di dubbio, cambiano solo le forme e i contesti di competizione. per intanto, oggi ho dovuto buttare un sacco di roba. ma tanta altra, di quegli anni ruggenti, l'ho tenuta.
sono un idiota. è da ieri che avevo dolori, quei dolori tipici di uno stato influenzale. questa notte ho fatto dei sogni assurdi, da che ero un poliziotto palestratissimo che arrestava tre delinquenti rumeni a un arrivo ad una mezza maratona che però aveva tre opzioni di strada diverse e non sapevo quale scegliere. nel mentre avevo male alle gambe e svegliatomi avevo veramente male alle gambe. morale della favola: sono andato a correre stasera, 8 km con molta fatica, dopo la doccia a battere i denti, quindi 38 di febbre. la tachipirina però sta facendo il suo corso. baci e abbracci a tutte e tutti.

domenica 28 ottobre 2018

laus half marathon, soddisfatto senza se e senza ma

la laus half marathon di lodi non è certo una bellissima mezza. l'avevo fatta nel 2015 ed il percorso praticamente non è cambiato. ma ha qualche pregio. ad esempio ha un pacco gara "utile", non c'è la solita maglietta, che ormai ne ho talmente tante che non so più dove metterle. ma soprattutto si corre il giorno del cambio d'ora, permettendo di dormire un'ora in più. oddio, cosa che non è che io abbia esattamente fatto, visto che mi sono svegliato prima del suono della sveglia. mi ero iscritto un mese e mezzo fa, quando la quota di iscrizione era bassa. solo che sapete cosa mi è successo domenica scorsa. già fare due mezze a distanza di otto giorni non ha senso. metteteci l'infiammazione lombare e il non senso è totale. fino a venerdi ero ancora ciancicato. ieri però stavo meglio, anche se mi sono sparato 420 km in auto. e stamattina devo dire che le impressioni erano tendenzialmente positive. quello che non era positivo però era il meteo. quando sono arrivato a lodi aveva smesso di piovere. insomma, il clima sembrava quello ideale per correre. non mi sono coperto particolarmente, solo una manica lunga (che ho scoperto non essere una termica, ma meno male direi) indossata sotto la maglietta del gruppo. ma all'orario di partenza ha iniziato a piovere, cosa che nei primi km non ha dato particolarmente fastidio visto che si correva sull'asfalto. qualche tratto di sterrato è arrivato quando si è iniziato a costeggiare l'adda. fino al dodicesimo sono andato bene, al tredicesimo ho un pò arrancato, ma tra il tredicesimo e il quattordicesimo ho fatto un taglio sull'erba e sono finito in una buca piena d'acqua profonda 20 cm. quando sono uscito la scarpa pesava il doppio. devo dire che questa cosa mi ha un pò frustrato e per un pò ho iniziato a camminare. poi però sono ripartito, sapendo anche che da lì a poco sarebbe arrivata la salita di montonaso, che ho fatto senza nessuna difficoltà. a quel punto però il cronometro non era più l'obiettivo. al ristoro dei 15 ho preso un the che ho bevuto camminando speditamente. dopodichè sono ripartito al piccolo trotto con l'unico obiettivo di arrivare. la pioggia diventava sempre più forte, ma con quel passo era solo questione di concentrazione. al 19esimo è uscito un altro ristoro dove ho nuovamente bevuto camminando, subito dopo una salita che non ricordavo e qui ammetto che ho camminato. a quel punto è iniziato l'ultimo km, che sapevo essere pure questo in salita. ma ormai c'era da puntare al traguardo, fare gli ultimi 3/400 metri di corso vittorio emanuele e attraversare il gonfiabile; per rendermi conto che aveva smesso di piovere. 2h07'34", un tempo decisamente mediocre, ma di cui sono strasoddisfatto. oggi non era per niente facile, ma mi sono fatto aiutare dalla testa. perchè 21 km sotto la pioggia e con la paura di subire un nuovo risentimento muscolare si fanno solo con la testa. certo, mai come i grandi runner di mia conoscenza, con il M. che a venezia oggi ha corso la maratona in 3h25', con arrivo da quello che so in una piazza san marco con l'acqua alta. ma una piccola impresa l'ho fatta pure io, per quelle che sono le mie possibilità. adesso mi butto un pò sul letto a riposare, che ne ho diritto!

giovedì 25 ottobre 2018

corso como

sono stato due giorni in giro ma stasera ero presto a milano. e sono finalmente riuscito a organizzare un aperitivo già diverse volte rimandato con un mio amico di gioventù anche lui trapiantato qui in lombardia una ventina d'anni fa (nel suo caso la motivazione fu sentimentale). lavorando lui in zona garibaldi ed essendo comodo anche per me, visto che sì e no abito ad un paio di km da lì, siamo andati in corso como e dintorni. milano è assai più bella di qualunque altra città d'italia, se il pezzo di milano in cui ti trovi a stare è quello di porta nuova, garibaldi, corso como, beh lì è ko alla seconda ripresa, mamma butta giù la pasta che è ora di cena. è stata una bella serata, stavo riuscendo nell'impresa di prendere una multa per divieto di sosta con me dentro l'auto (cosa che mi ha suggerito di parcheggiare a pagamento poi, 7,40 euro per due ore e mezza di sosta), dovevate vedere la faccia dell'ausiliaria del traffico quando sono uscito col telefono (perchè stavo telefonando) dicendole "signora, sono qui". vabbè, non ho esagerato nell'aperitivo. bicchiere di vino rosso e riempimento di piattini senza esagerare, più verdure che carboidrati. e comunque domattina dovrei farmi la mezzoretta di scarico per capire come sto a livello lombare, quindi qualche caloria la brucio. lo dico a bassissima voce, oggi non ho sentito particolare male, nonostante gli oltre 200 km fatti in auto. per domenica danno pioggia e freddo, che in sè non sarebbe male che mi sono rotto le palle di avere 22 gradi a quasi novembre. però nelle mie condizioni fare una gara che sto così così non è il massimo della vita, ci metti la pioggia..... vabbè, andrà come deve andare. tornando a corso como, beh non ho potuto fare a meno di pensare a come sono stato bene lì in passato. e non da solo, se proprio devo dirla tutta. perchè da soli si sta bene, in due si sta meglio, se stare in due non è una rottura di coglioni. il mio amico di rotture di coglioni sul lavoro ne ha così tante che io dovrei solo tacere. però ha una bella famiglia. e dice di trombare con la moglie due o tre volte la settimana, che è tantissimo per chi sta insieme da più di 20 anni. anzi, è tantissimo anche se stai insieme da meno di due anni. d'altro canto come ho letto in una vignetta speditami qualche ora fa, "il sentimento più sincero rimane l'erezione", a cui si può aggiungere l'art. 28 della costituzione "venuti noi venuti tutti". basta sparare minchiate, buona notte, che è meglio......

mercoledì 24 ottobre 2018

mercoledi

questa mattina ho provato a vedere come giravano le gambe. confermo che le gambe girano bene, la parte lombare meno, e alla fine questa cosa influenza ovviamente anche la corsa. avrei voluto fare 10 km, ne ho fatti poco più di 8 e chiudendo con evidente difficoltà. sarà importante capire come va oggi e ancor più domani. venerdi mattina farò mezzoretta di corsa, poi per domenica come finisce finisce.
al lavoro è sempre più una merda ma purtroppo direi che non posso farci. l'unico lato positivo è che oggi e domani sono in giro e non devo vedere nessuna faccia di cazzo, perdonate il francesismo.

domenica 21 ottobre 2018

half marathon cremona, un ritiro che fa relativamente male

purtroppo è stata una settimana all'insegna dei risentimenti muscolari. dapprima il polpaccio destro, ma quello in verità è passato subito, poi soprattutto gluteo e parte bassa della schiena, sempre lato destro (e probabilmente è legato al dolore al polpaccio). giovedi pomeriggio il test mi aveva dato tutto sommato discrete sensazioni, nei giorni successivi sono però stato smentito. soprattutto ieri è stato terribile. facevo veramente fatica a trovare una posizione giusta qualunque cosa facessi. confesso che mi sono imbottito di antinfiammatori e alle dieci ero già a letto. perchè oggi c'era da andare a cremona, a fare quella che secondo me è la più bella mezza maratona del nord italia e che l'anno scorso mi era piaciuto tantissimo. ormai ero iscritto, anche se come gruppo eravamo pochissimi, appena 6. ieri ho detto che declinavo il pranzo ma di provare a farla; ecco, ci ho provato. 14 gradi e cielo velato, un contesto bellissimo, perchè cremona è una bellissima città e l'organizzazione è impeccabile. mi spalmo di olio canforato nel punto in cui in quel momento mi fa più male e sono pronto per partire. la partenza è a razzo ma non sento dolore. le gambe girano bene, ma sudo tanto, ciò sicuramente a causa degli antinfiammatori. vado molto bene fino ai 5 km, ma faccio discretamente bene anche nei 3 km successivi. poi però il dolore esce fuori, e mi rendo conto che sto iniziando a correre "storto". rallento, ma soprattutto penso a cosa fare. ai 10 km c'è il cambio della staffetta, in zona torrazzo, praticamente a poche decine di metri dalla partenza. o mi ritiro lì, o la devo finire. il dolore aumenta, decido di fermarmi, dopo appena 10,08 km, fatti in meno di 58 minuti. sicuramente stringendo i denti e amministrandomi al traguardo ci potevo arrivare. ma in che condizioni onestamente non so. lì per lì non ho provato particolare dispiacere; ho ritenuto di aver fatto la cosa giusta. adesso però mentre scrivo invece mi sento un pò immagonito. non tagliare un traguardo è pur sempre una sconfitta. e una medaglia in meno da mettere alla destra della mia scrivania da cui sto scrivendo questo post. cercheremo di rifarci a breve, pazienza. per scaramanzia non dico nè come nè quando. 

venerdì 19 ottobre 2018

l'ombrellone

sono in piemonte per lavoro da tre giorni e tornerò solo stasera. questa notte ho fatto tanti sogni dei miei, di quelli veramente strani. mi svegliavo, mi riaddormentavo, tornavo a sognare. di tutti questi sogni però ne ricordo solo uno. sono col mio amico R., di cui sono semitestimone di nozze, con lui che guida una 500. siamo in porta romana, ma ad un certo punto questa 500 diventa un motorino e inizia a piovere. io sono dietro e tengo in mano un ombrellone a protezione della pioggia. avete capito bene, un ombrellone non un ombrello. ovviamente perdiamo l'equilibrio e cadiamo per terra. rialzandomi gli propongo di andarci a prendere l'aperitivo in un locale dove andiamo spesso. dopodichè mi sveglio.
non vi ho detto che questa settimana ho fatto scarico forzato. nel senso che dopo la bella uscita di domenica ho iniziato ad avere male. dapprima al polpaccio destro. che ho testato subito al lunedi mattino, facendo 7 km lenti, a 5'58" al km. ovviamente il dolore è aumentato ma questo in sè non è un problema. ed infatti è passato. peccato che un movimento strano in auto (che non si trattava di trombare con una, è stato proprio l'entrare o uscire dalla macchina) mi ha fatto venire male al gluteo destro. pomate, antinfiammatori, ma ieri sera dovevo capire come stavo. e allora sono andato a fare una corsetta approfittando di un appuntamento lavorativo saltato. era una giornata bellissima, ma correre nella zona ovest di torino non è che sia bellissimo, un pò per le strade un pò per i saliscendi. non volevo fare molto, al massimo 8/9 km. invece alla fine ne ho fatti 10 di km, e tutto sommato bene fino all'ottavo km. poi l'ultimo strappo in autentica salita (almeno 500 metri con qualche decina di metri di dislivello) l'ho accusato parecchio. ma alla fine ci ho messo 56'40", 5'40" al km. per chi si chiedesse il perchè di questo "rischio" il motivo è la mezza di domenica prossima. dove secondo me non ci saranno vie di mezzo: o faccio molto bene o mi trascinerò al traguardo. ma di ciò vi informerò a cose fatte. 

domenica 14 ottobre 2018

tapasciata a bellinzago lombardo alla grandissima

ieri è stato un sabato pieno, ma veramente pieno. ed ieri sera siamo quasi arrivati in liguria, ovvero eravamo nel basso piemonte, per vedere un concerto rock di beneficenza. anzi un concerto hard rock, con gente che nel panorama italiano qualcosa ha detto e dice. oddio, non lo abbiamo visto tutto perchè quel genere di musica non piaceva a tutti, e vabbè che ci siamo andati a fare dico io. a me è comunque piaciuto, se devo dire. detto ciò, vista la distanza siamo tornati a milano ben tardi, e io questa mattina avevo la sveglia alle 6.15 per andare a tapasciare in quel di bellinzago lombardo, dove le tapasciate le organizzano molto bene quelli del gruppo podistico locale. ero indeciso tra il fare la 14 o la 21, considerato che avevo dormito ben poco. dopo le foto di rito (in maniche corte, un freddo dell'ostia) sono partito al mio passo. anche se le gambe erano legnose mi sembrava di andare bene. salto il ristoro dei 5 km, dove giro in 28'. è un alternarsi di asfalto e sterrato, ma devo dire che il primo è prevalente. i secondi 10 li faccio un pò più rallentato, ma qui mi sembra che quanto meno lo sterrato ed asfalto si equivalgano. entriamo in una azienda agricola dove avrò visto centinaia di vitelli. magari altri sono abituati ma io sono cittadino e quando mai vedo queste cose? arriviamo alla martesana di inzago. e mi rendo conto che anche se ho imboccato il percorso della 14 ne ho ancora sulle gambe. anzi, addirittura mi sa che sono andato al risparmio. e allora succede che "accelero". undicesimo km in 5'30", dodicesimo in 5'28". i 14 dichiarati sono tendenzialmente 14 reali, qualche decina di metri al massimo. allora mi dico che devo arrivare almeno ai 16 km. e li faccio un pò su una provinciale, un pò su una ciclabile intorno al centro sportivo. il sedicesimo km, quello finale, lo faccio in 5'21, miglior km di questa uscita. fermo il gps, 16,01 km in 1h28'58", a 5'33" al km, senza alcuna sosta ai ristori. ma la consapevolezza di non avere speso il massimo e che c'erano ancora energie a disposizione. domenica a cremona invece il massimo lo voglio dare. di certo così in forma raramente lo sono stato. ma lo dico a bassissima voce, sia chiaro. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti ma in particolare ad una persona. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

mercoledì 10 ottobre 2018

oltre il lambro, oltre il lambro! (e pace è stata fatta)

oggi è l'unico giorno della settimana in cui lavoro a milano. nonostante ciò mi sono fatto un discreto culo ma ammetto di essere uscito abbastanza presto dall'ufficio, direi intorno alle 17.30. non correvo da lunedi mattina, sette km di scarico dopo la tapasciata di domenica. ero armato delle migliori intenzioni, ovvero fare tanti km e con un buon tempo. però ero stanco, cioè sapevo di essere stanco prima ancora di iniziare a correre. aggiungici poi che in questi giorni fa caldo, con temperature pomeridiane regolarmente sopra i 20 gradi (garmin connect dice che ho corso con 22 gradi), ed il cerchio si chiude. comunque alle 18.15 ero già in brachette e maglietta della mezza di seregno del 2016, pronto per asfaltare la martesana. ero però conscio che per fare strada dovevo allungare il percorso. da casa mia al lambro sono poco meno di 5 km. però ci sono due fastidi, soprattutto nelle uscite serali: passare via adriano, dove se non becchi il semaforo verde o ti fermi o passi in mezzo alle macchine a tuo rischio e pericolo, e i 500 metri di via padova fino a via idro in cui respiri gas di scarico. e così è stato regolarmente. ma al lambro ci sono arrivato e ho deciso di andare oltre. che non so da quanto tempo non capitava. per forza, questa estate non è che abbia superato i 10 km tante volte e se l'ho fatto l'ho fatto nelle tapasciate domenicali. non è che lo abbia superato di tanto. alla fine ho passato il cartello di vimodrone e dopo poco più di 6 km sono tornato indietro. due rallentamenti a/r quando ho tagliato via milano nel brevissimo tratto di cologno e a quel punto ho puntato al rientro. fino all'ottavo abbastanza bene, poi il nono fatto un pò a cazzo, poi un pò mi sono ripreso ma sentendo la fatica. ma a quel punto non volevo mancare l'obiettivo dei 13 km. che ho raggiunto facendo il solito percorso a criceto alla cassina de 'pomm (ed in cui ho perso di brutto ovviamente). alla fine i miei 13 km li ho fatti stringendo i denti ma con un tempo ridicolo, 1h16'18", 5'52" al km. dopo essermi dissetato al torello verde mi sono seduto morto su una panchina. ma morto veramente. avrò impiegato 5 minuti a riprendermi. dopodichè 350 mt. di defaticamento verso casa. lo so, fare strada durante la settimana è complicato e mal si concilia col lavoro. a dieci ci arrivi, ma da lì in poi (come è successo con gli 11 km di mercoledi scorso) fatichi di brutto. vabbè, andrò a dormire bene. forse.
volevo dirvi che ho fatto pace. potevo farne una questione di principio, ne avevo tutti i diritti, ma nella vita con le questioni di principio non si va da nessuna parte. sanamente realista, come mio solito. buona notte a tutte e tutti. o buon giorno per domani.

domenica 7 ottobre 2018

tapasciata a saronno con relativa sorpresa.

due settimane fa il fidanzato di una mia amica mi ha chiesto di partecipare ad una tapasciata di beneficenza in quel di saronno. io ho detto subito di si, sapendo che oggi non avevo impegni altrove. poi qualche giorno fa mi telefona per chiedermi conferma, cosa che io ho fatto. due giorni fa un nuovo messaggio whatsapp. ecchecazzo, se ho detto che vengo vuol dire che vengo! insomma, già mi stavo stranendo, ma come sempre ho portato pazienza (passo la vita ad essere paziente). naturalmente mi chiede se passo a prenderlo a casa della mia amica, io eseguo, arriviamo a saronno in nettissimo anticipo (vabbè, ma qui anche io arrivo una vita prima alle corse). ma è meglio così, parcheggiamo a poche decine di metri di partenza dal luogo di partenza. non ci togliamo la tuta, andiamo a prenderci un caffè, ad iscriverci e a salutare i suoi amici e parenti che organizzano l'evento. mi sembra che l'organizzazione non sia male, io di solito vado nelle tapasciate ad est di milano. c'è molta più gente, anche valida, ma il tutto è meno strutturato. qui invece era tutta ordinato. non so quanta gente si aspettassero, a mio giudizio più di 250 non eravamo, ma pagavano lo scotto della prima edizione. partenza alle 9.36, c'è la sei o la 12 km, dove per 12 km si intende due volte il giro da 6. partenza neanche tanto veloce, il tipo parte lento, ma al secondo km mi affianca e inizia ad andare come una scheggia. io faccio l'errore di seguirlo, soprattutto nel parco lura, dove inizia lo sterrato, le salite e le discese, non significative. al primo giro siamo assieme, sono ben sotto i 5'30" al km ma sento un pò le gambe imballate. tra il settimo e l'ottavo lo lascio andare, sto perdendo qualche secondo al km, soprattutto al nuovo ingresso nel parco lura. poi però recupero, sorpasso una che fino a quel momento era sempre davanti a me, magrissima e con la maglietta del salomon trail (quindi una che va), riesco a fare un decimo km a 5'32", ma all'undicesimo che mi sembra di andare forte perdo un pò velocità. a quel punto siamo di nuovo nel centro di saronno. faccio gli ultimi 500 metri in progressione, aumentando il ritmo. insomma, scopro di averne ancora. il mio amico torna indietro ad un 200 metri dal traguardo (dirà di averci messo tre minuti meno di me, in realtà non è più di un minuto, massimo un minuto e mezzo, ma il runner è come il pescatore, racconta sempre di aver preso il pesce più grosso). io alla fine chiudo in 1h04'07", a 5'33" al km, con una condotta di gara un pò dissennata. però questa tapasciata era meno semplice del previsto, tante curve, il parco un pò fastidioso. volevo andare sotto i 5'30" al km ma va bene lo stesso. la tapasciata si è rivelata meglio del previsto e questo è comunque positivo. domattina farò qualche km di scarico, per domenica prossima penso di andare a tapasciare di nuovo ad est. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

venerdì 5 ottobre 2018

dal lunedi al venerdi

la settimana è iniziata con una gravissima offesa personale nei miei confronti, che mi ha deluso più che farmi soffrire. perchè chi mi conosce bene sa come sono fatto. sono poco incline al perdono. mi comporto bene, perchè cercare di opportunisticamente approfittarsi di me? non dirò di più al momento, non ne ho voglia, anche perchè non so che tipo di reazione avere e nel mentre è meglio non fare nulla, per non aggiungere danno a danno. dal sabato prima della gara di pavia a questa sera ho fatto tra i 1800 e i 1900 km in auto. ho attraversato cinque regioni. e ho portato a casa anche qualche risultato, se devo dirla tutta. questa cosa mi ha reso un pò cattivo. dico, cattivo nel senso buono del termine. anche perchè nel mentre portavo a casa un risultato mi hanno fatto l'ennesimo sgarbo lavorativo, questo un pò più materiale. ma mica mi sono scomposto. ne ho parlato con chi ne dovevo parlare. che non può non darmi risposte positive, ne va della sua credibilità.
insomma, alla fine di questi cinque giorni folli intensissimi posso dire di essere stanco. anche perchè mica ho rinunciato a correre. 8 km martedi mattina, 11 km mercoledi sera, cinque km e rotti questa mattina alle 5.30. si, avete lette bene, le 5.30. questo perchè questa notte mi sono svegliato poco oltre le due e non c'è stato verso di riprendere sonno. e siccome comunque di corricchiare era previsto e la sveglia avrebbe suonato alle 6, alla fine ho solo anticipato l'uscita. niente martesana, da casa mia alla stazione centrale, poi ritorno su melchiorre gioia, il villaggio dei giornalisti sfiorato, il rientro a casa. ora potete capire perchè sono stanco. dopo cena mi sa che ci scappa un pò di divaning. buon fine settimana a tutte e tutti.