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domenica 30 dicembre 2018

il mio 2018 di corsa.....

questa mattina non potevo chiudere il mio 2018 con le scarpette da running ai piedi se non onorando il mio splendido naviglio. e così ho fatto un buon lungo di 20 km, che devo dire mi ha abbastanza provato. un pò perchè questa è stata una settimana in cui ho nuovamente superato i 50 km (51,30 km, per l'esattezza), un pò perchè le varie e reiterate cene si sono fatte sentire. non tanto le libagioni natalizie (in realtà è stato solo la giornata del 25 quella pesante, il giorno dopo mi sono messo in sicurezza con un 14 km sulle strade piemontesi della mia gioventù), quanto la doppietta venerdi/sabato sera con amici dove non ci siamo lesinati sul mangiare e bere. questa mattina mi sono svegliato senza particolare voglia di correre, ma alla fine sono bastate poche centinaia di metri per farmela venire. la martesana era fredda ma con un sole particolarmente luminoso. volevo fare 20 km (eventualmente 21 se c'era una certa andatura) e 20 sono stati. via idro, lambro, vimodrone, cernusco e ritorno. 20,01 km in 1h54'25", a 5'43" al km. molto bene per i primi 16 km, gli ultimi 4 stringendo i denti. la testa che arriva dove non arrivano le gambe.
il mio 2018 di corsa è stato un ottimo anno. senza dubbio posso dire che sia stato il migliore da quando corro con serietà. non è stato l'anno con più km percorsi: l'anno scorso furono oltre 1840 km, quest'anno sono stati 1830 spaccati. quei 10 che mancano potrei farli domattina, ma non li farò, per le ragioni che dirò dopo. ma dopo un inizio in sordina, con la "delusione" dell'aver mancato la maratona, da maggio in poi mi ha dato tantissime soddisfazioni. non parlo solo dei riscontri kilometrici: chi mi legge sa che qualche pb l'ho fatto, che qualche traguardo l'ho tagliato bene. no, mi riferisco all'approccio mentale alla corsa, a quella capacità di sentire il proprio corpo e di gestirlo rispetto alla fatica. ciò deriva un pò dall'esperienza, che ormai è più di 4 anni e mezzo che corro con impegno. ma soprattutto viene dall'allenamento. non quello da atleta, che lì sono scarso perchè non faccio, come dice il mio amico RM incrociato stamattina sul naviglio, "allenamenti di qualità", ovvero le famose ripetute che se va bene quest'anno le ho provate (a cazzo) 8 volte. mi riferisco all'allenamento come disciplina, al fatto che se devo uscire 4 volte alla settimana cascasse il mondo 4 volte devono essere. da settembre in poi ho rispettato questa regola quasi sempre e alla fine succede come in questo mese di dicembre che i km percorsi diventino 207,30, una roba da runner serio oserei dire. e quando la regola non viene rispettata un motivo c'è. la settimana prossima so che uscirò solo due volte e non tre, che domenica ho una mezza nella bergamasca che vorrei provare a fare bene. ma su tutto, lo stare bene. questa è una cosa che capisce solo chi, col caldo e col freddo, con la pioggia o la nebbia, affronta la corsa. quella sensazione di euforia che hai quando ti fermi e blocchi il gps è impareggiabile. puoi avere fatto 5 come 25 km, sarà sempre la stessa. ogni problema della tua vita viene messo da parte, quanto meno momentaneamente. è uno stile di vita. lo so, a volte sembriamo una setta. quando su facebook si iniziano ad avere decine di amici la cui immagine del profilo li raffigura correndo, beh allora capisci che la corsa viene prima di qualunque altra cosa. non sto esagerando, di qualunque altra cosa. come ho scritto su facebook qualche ora fa postando la mia uscita, non siamo migliori ma siamo più determinati. che il 2019 mi dia la forza e la salute per tagliare altri traguardi. e che anche voi dia il meglio. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

giovedì 27 dicembre 2018

il mio 2018 (non runneristico)

penultimo post del 2018 e come al solito è tempo di bilanci. per intanto parliamo di tutto ciò che non è running. considerando che la sfera affettiva e sessuale è stata tra le più magre della mia esistenza (voto 3), ciò che rimane alla fine è il lavoro. non vi ho tediato tantissimo quest'anno. pochi appunti, spesso legati a circostanze del momento. però la verità è che è stato un anno non dico difficile, perchè a me nulla spaventa veramente (se non quella cosa, considerato il mio ateismo), ma sicuramente molto impegnativo. un anno dove hanno provato a ferirmi, mi hanno sottratto spazio e continuamente messo in discussione. quando è così si può reagire in tanti modi, dal farsi una vagonata di cazzi propri e tirare i remi in barca al combattere attaccando. io forse ho fatto un pò tutte le cose in simultanea, ma ad una cosa non ho rinunciato. cioè ho continuato a lavorare in modo strutturato, a cercare l'obiettivo col ragionamento e con la logica dell'aggiungere tassello a tassello. poteva andare male certo. era più facile fare il venditore di pentole, ma io non sono un venditore di pentole. come disse un mio ex capo, che nel bene o nel male con la sua proposta dell'epoca mi ha fatto diventare quello che sono, io sono "un commerciale non accomodante". e così è successo che dopo aver raggiunto il traguardo del primo semestre (impegnativo ma realizzabile) ho lavorato in questa ultima parte dell'anno per arrivare all'obiettivo più grosso, quello che fa la differenza tra l'olimpo e la mediocrità. e se venerdi scorso, mentre tutto il mondo pensava all'imminente natale, sono arrivato a raggiungere il primo target, quello del minimo indispensabile, questa mattina (lo so, ma che commerciale sarei se non mi riducessi all'ultimo....) ho fatto scopa, primiera e carte. tanto che posso permettermi il lusso di portare un pezzo del risultato all'anno prossimo e addirittura regalarne una parte ad un collega. fidatevi, non c'era un cazzo di semplice in tutto ciò. solo e soltanto una interminabile sfida a fioretto, ma con la logica del win-win, l'unica che conosco. e però ora fatemi dire una cosa. non era semplice ma non è stato casuale. se alla mia età reggo e tengo è perchè sono bravo. il mio lavoro non è da tutti: reggo lo sguardo, ascolto, intervengo nel momento giusto e con le parole giuste, picchio quando c'è da picchiare, allargo le spalle se c'è da incassare. non siamo tutti uguali e a chi si lamenta dei propri insuccessi lavorativi chiedo quanto metodicità abbiano usato nella loro vita lavorativa. che una volta può andare bene, due anche, ma reggere 26 anni ininterrotti a vendere e poterlo raccontare non è esattamente da tutti. il 2019 sarà ancora più sfidante, perchè ho difeso la forma e muterò la sostanza. innanzi tutto è stato deciso che tra le tante cose che andrò a fare ci sarà vedere tanto mare, il mare più vicino alla mia milano. non è un premio, ma se ho detto sì è perchè ho la mia convenienza. sapete come la penso, è sulla convenienza che si fonda l'agire umano. adesso appuntamento all'ultimo post del 2018, si parlerà di corsa. ecchecazzo, si sa che questo è un blog di running!

lunedì 24 dicembre 2018

tapasciata a trezzo sull'adda in mezzo alla nebbia e al caos

questa mattina si era deciso di tapasciare in quel di trezzo sull'adda, corsa che personalmente non ho mai fatto ma di cui mi parlano da sempre. è rinomata per il suo percorso che costeggia per diversi km l'adda e la sua alzaia e per il tantissimo freddo. insomma, una tapasciata impegnativa. quello che non sapevo è che era impegnativa prima ancora di iniziare a correre. io arrivo sempre con un certo anticipo, e così questa mattina scopro che c'è un sacco di gente (radio running dice che ci sono stati migliaia di partecipanti) e conseguentemente si fa una fatica bestiale a parcheggiare. io da buon milanese alla fine riesco ad infilare l'auto in un punto dove c'è da farsi il segno della croce per ritrovarla. mi tolgo il piumino e mi precipito al luogo di appuntamento, anche se scopro che gli altri sono ancora più in ritardo di me. qualcuno del gruppo però c'è. decidiamo di prendere il biglietto del riconoscimento e iniziare a correre, pazienza se saltiamo la foto di gruppo. dopo neanche un km dalla partenza arriviamo all'adda. per chi non lo sapesse è uno dei fiumi più belli d'italia. in quel tratto c'è di tutto: parete rocciosa, centrale elettrica edison, una piccola cascata. solo che vederlo era quasi impossibile, tanta la nebbia che c'era questa mattina. si faceva fatica a vedere persino la sponda bergamasca del fiume. il percorso era impegnativo, come detto. completamente sterrato, con un continuo alternarsi di salite e discese, tendenzialmente dolci ma che vanno affrontate con testa. non ristoro ai 5 km, agli 8 c'è la biforcazione tra la 14 e la 20 e decido di fare la 20, come da programma. al ristoro dei 10 incontro due del mio gruppo sbucati chissà da dove e corriamo insieme per un km. all'undicesimo affronto quei 600/700 metri che collegano l'adda a cornate sull'adda, di cui mi avevano parlato. c'è da risalire una collina salendo per una scalinata fatta da ciotoli e foglie bagnate. qualcuno corricchia, noi camminiamo. quando arrivo in cima sono provato. quel km l'ho fatto in 9'22", 74 metri di dislivello. però c'è da ripartire e riprendere fiato correndo, come fanno i veri runner. dal 14esimo inizio a recuperare l'infinità di tempo perduta nella collina, questo anche grazie al fatto che è più discesa che salita. dal 17esimo sono di nuovo sotto i 6' al km. faccio un 19esimo a 5'12". e alla fine sono al traguardo dopo aver percorso 20 km meno 100 metri, in 1h57'58", a 5'56" al km. che a me sembra un ottimo risultato. di sicuro ritempra il fisico. tra l'altro mi guardavo qualche ora fa, e praticamente non ho più un filo di grasso, persino nella pancia che per noi uomini di una certa età è quasi impossibile. tornando alla tapasciata, il caos è continuato anche dopo: coda per ritirare il pacco gara, coda per uscire dal paese, coda per raggiungere l'autostrada. beh, bella tapasciata sicuramente. ma non so se l'anno prossimo la faccio. oggi pomeriggio e stasera mi sono invece dedicato al centro di milano che in questo periodo natalizio, come avrà notato chi ha visto il mio stato delle 24 ore di whatsapp, è semplicemente bellissimo. a conferma che milano batte il resto d'italia 7 a 0. stasera poi aperitivo con una serie di amici per bere, mangiare e scambiarci i regali. questo è il terzultimo post dell'anno. ne seguiranno altri programmati per il 27/28 e per il 30/31, che come sempre saranno di bilancio dell'anno che sta volgendo al termine. io non posso che auguravi per intanto buon natale, globalmente come sempre.

mercoledì 19 dicembre 2018

è tardi

è tardi e sono ubriaco. ma andiamo con ordine. oggi giornata lavorativa che si può gestire. che ai fini runneristici si traduce che alle 17.15 sono a casa e posso andare a correre. e siccome si sa che al pomeriggio rendo meglio che al mattino e che in questo periodo le gambe girano, succede che corro per un'ora secca secca macinando 11,15 km. vuol dire che ho corso a 5'23" al km. da casa mia alla circumnavigazione dell'isolato, per poi fare la martesana fino al lambro e ritorno. sempre scarso, sia chiaro, ma meno scarso di qualche tempo fa. che poi ho voluto correre con questa intensità anche perchè questa sera c'era la cena della mia amica ultra runner della martesana, che qualche giorno fa ha compiuto gli anni. sapevo dove si andava, ed è un gran bel ristorante, in zona loreto, dove si mangia veramente bene e si spende poco. ma quello che contava era l'invito in sè. cioè voglio dire, sono stati invitati solo runner. perchè, parole sue, "se invito A. si rompe i coglioni". ora credetemi, mi sono sentito stra lusingato. in quel contesto io ero tra i più scarsi: non ho mai chiuso una maratona, non ho mai fatto una ultra. non ho affrontato il deserto. non sono un beato cazzo. però io c'ero. però io sono stato considerato come loro. però mi sono sentito un extragallo di dio come si diceva ai tempi dei paninari. mi gira leggermente la testa, perchè non so da quando non bevevo così. e meno male che, come ho detto, io non abito tanto lontano. speriamo di dormire questa notte, che non ne sarei così sicuro.

domenica 16 dicembre 2018

full weekend/2

alzarsi da un pranzo alle 17.30 è una roba che manco in sicilia si fa più. invece è successo oggi al pranzo natalizio del mio gruppo podistico. gran bella giornata devo dire. si è mangiato bene, la compagnia era buona e le premiazioni nonchè i video proiettati sono stati belli ed onestamente anche un pò emozionanti. ripercorrere le nostre avventure di quest'anno è stato veramente bello. tanti di noi hanno conseguito importanti risultati, si sono migliorati mettendoci passione e sacrificio. siamo amatori, ricordiamocelo. i nostri allenamenti sono tempo che sottraiamo alle famiglie, al lavoro e ad altro ancora. ci piace, sia chiaro, ma non va dato per scontato alcunchè di ciò che facciamo. per prepararmi a questo pranzo, che avrete capito essere stato una abbuffata tremenda, questa mattina sono andato a correre sulla martesana. che sono partito con gambe durissime, per motivi che spiegherò dopo, che si sono via via sciolte nel corso dell'uscita. ma soprattutto mi ha aiutato lo stato di forma del momento. ho oltrepassato il lambro per raggiungere vimodrone, con ritmo decisamente costante. alla fine ho fatto 15 km in 1h23' spaccate, 5'32" al km. prestazione che mi fa essere confidente per le prime mezze del 2019, a due delle quali sono già iscritto (che oggi ho letto nella pagina facebook di una mia amica che lei si è iscritta già alla stramilano e alla sarnico-lovere, rispettivamente marzo ed aprile 2019. della serie sfruttiamo la tariffa agevolata). questa mattina avevo le gambe un pò dure perchè ieri mi sono sparato 622 km in auto per un impegno didattico. era una sorta di promozione, perchè anche lì quando decido di fare una cosa la faccio al meglio, altrimenti neanche inizio a farla. però sono rientrato a casa alle 22.30, dopo averla lasciata alle 9 del mattino. insomma, non esattamente una passeggiata. detto ciò, vi auguro una buona serata e soprattutto un buon inizio settimana, a tutte e tutti.

venerdì 14 dicembre 2018

sottozero/2

sono stato via per lavoro due giorni, veneto ieri e trentino oggi. sembrerebbe andata molto bene, ma i conti si faranno a fine anno. detto ciò, ho dormito in un albergo economico alla periferia del capoluogo, di quelli che garantiscono ampio parcheggio. sorvoliamo su dove ho cenato ieri sera, che altro che ristorante improbabile dei tempi del calcetto. ma faceva troppo freddo e mi ero rotto le palle di guidare. questa mattina però non ho voluto saltare l'allenamento. ma la sensazione era che facesse molto ma molto freddo. mi ero informato in reception per sapere dove andare a correre. mi avevano risposto che a poche centinaia di metri si trovava la ciclabile dell'adige. beh, in realtà la ciclabile era a 800 metri e per arrivarci dovevi oltrepassare due strade mica tanto belle. non ero vestito pesantissimo ma a sto giro avevo sia guanti che cappello di lana. quando sono arrivato sul lungo adige però è stata una figata. montagne a destra, montagne a sinistra, tutto completamente ghiacciato. sulla ciclabile ho fatto circa 6.5 km, tra andata e ritorno. ho incontrato un ciclista e una signora a passeggio col cane, entrambi bardatissimi. quando sono ripassato davanti all'albergo avevo superato gli 8 km, a quel punto mi son detto che volevo arrivare ai 9 km, per farlo ho fatto un percorso veramente scemo. ma alla fine sono arrivati i 9,01 km in 50'47", a 5'38" al km. molto bene, tenendo conto che il primo e l'ultimo km sono stati mefitici avendo respirato gas di scarico ed evitato le auto che col cazzo andavano piano. stasera ho scaricato l'uscita sul connect, per rilevare che ho corso con 4 gradi e mezzo sotto zero. non a caso quando sono risalito in auto era avvolta in una patina di ghiaccio. prossima uscita per domenica mattina, anche se non si esclude neve a bassa quota qui in lombardia. vedremo, per intanto buon fine settimana a tutte e tutti.

mercoledì 12 dicembre 2018

sottozero

questa notte ho fatto sogni assurdi ma chiarissimi. una mia amica che moriva, una nuova esperienza lavorativa, io che tornavo a praticare sebbene in modo maldestro lo sport della mia gioventù. tutti sogni che hanno totale aderenza con questioni contingenti, che magari vi spiegherò più avanti. però ad un certo punto, esattamente alle 6.57, ha suonato la sveglia. che mi diceva francesco alzati che devi andare a correre. che in quel momento sarei stato volentieri sotto il piumone ancora per un paio d'ore. ma si è runner perchè si vive da runner, non per i riscontri cronometrici. se oggi è prevista l'uscita, si fa l'uscita. però succede che mi vesto con quello che trovo, e soprattutto dimenticandomi elementi essenziali per una mattinata come questa, tipo i guanti. eh si, perchè uscendo scopro che fa un freddo pazzesco e scoprirò poi che quel pazzesco equivale ad essere sottozero. credetemi, quando sono partito non capivo dove mi trovavo e le gambe andavano per conto loro. avendo fatto il giro dell'isolato mi immetto in martesana dopo circa 700 metri e lentamente riesco ad ingranare. ad un certo punto mi supera il grande rm, che mi fa un cenno di saluto. dopo un 200 metri però rallenta e capisco che sta andando di ripetute. ora, le ripetute sono pazzesche sempre, ma fatte a quell'ora sono la cosa più disumana che possa succedere. lo raggiungo quindi, mi dice che domenica farà una maratona e mi chiede se sarò all'evento fighissimo della settimana prossima (di questo vi parlerò poi, ma sono lusingato dell'invito, mi fa un piacere inimmaginabile). insomma scambiamo due parole poi riparte come un missile. io nel frattempo, forse in ragione della chiacchierata, mi sveglio del tutto e "parto" pure io. che il freddo ovviamente aiuta, sia chiaro. arrivo in piazza costantino e torno indietro. giro ai 5 km in 27'43", ma la seconda parte devo farla ancora meglio. le gambe e il respiro ci sono. alla fine faccio i miei 10 km in 55'11", a 5'31" al km. tenendo conto che ho avuto il km iniziale in 5'47" si è trattata di una uscita eccellente e soprattutto rigenerante. fidatevi se vi dico che sto da dio adesso. il freddo tonifica e fortifica. ma magari la prossima volta cerchiamo di non dimenticare i guanti.

domenica 9 dicembre 2018

mezzagorun

non partivo da un gonfiabile da tre settimane, chi mi legge abitualmente sa il perchè. oggi non c'erano tante gare o tapasciate in giro, ma io avevo voglia di correre circondato da runner e la tapasciata più carina in zona mi sembrava la mezzagorun, che si svolge per l'appunto in quel di mezzago, in brianza. che non è che sia esattamente dietro l'angolo a dire il vero, da casa mia saranno 35 km buoni. come gruppo pochissime adesioni, ma pazienza. sveglia alle 6.30, alle 8 foto di rito nella palestra comunale ed eccoci pronti alla partenza. l'obiettivo era fare la 21. ma già dal secondo km ho capito che oggi magari non era esattamente il caso. infatti subito un ingresso in un bosco, con sentiero impervio e tanto fango. finito il km nel bosco, si torna sull'asfalto, ma con una alternanza di salite e discese. ecco, questa la costante della tapasciata di oggi, sterrato, fango, boschi e saliscendi. che però non è stata affatto male, un pò per il cielo azzurrissimo di oggi, un pò perchè per l'appunto correre senza smog e nella natura ha il suo perchè (che in questi giorni a milano le polveri sottili ahimè la fanno da padrone). di gambe però stavo bene. quando sono arrivato agli 11 che c'era il bivio che avrebbe permesso a chi voleva fare la 21 km di farsi i 6 km in più ho dato un rapido sguardo. sembrava tutto bosco, così ho deciso di fare la 15. sentendo le campane della chiesa ho pensato che fosse solo asfalto ormai. solo che queste campane erano troppo vicine. ed infatti ad un certo punto è di nuovo campagna, altro km fatto su sentiero accidentato. uscendo però decido di allungare, sorpasso uno che mi era stato avanti da tempo ed entro in paese. capisco che il percorso è un pò più di 15 km, vedo il gonfiabile e come lo supero fermo il gps. 15,28 km fatti in 1h27'03", a 5'42" al km. se si pensa che ho il secondo km fatto in 6'19" (una roba da cross) direi che posso essere soddisfatto. alla fine della fiera la tapasciata è allenamento e convivialità. al traguardo chiacchiero con una ragazza di un gruppo di un paese vicino al nostro, mi fermo abbastanza al ristoro (cosa che non è da me) bevendo thè e mangiando frutta, poi ritiro il pacco gara, che scoprirò a casa essere un trionfo di dolci, tra torta al limone, wafer e cioccolata. posso anche tornare alla macchina, ma ne approfitto per fare quei 200 metri in modalità defaticante. questa settimana ho fatto 40,69 km e sono vicinissimo ai 1700 km dall'inizio dell'anno. detto ciò, buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

mercoledì 5 dicembre 2018

metà settimana (superata questa volta e con una bella uscita)

doveva essere una serata in cui stavo a casa, poi dovevo uscire in direzione brera, poi alla fine è stato un normalissimo roadhouse. giornata, o meglio lunedi/mercoledi con più ombre che luci ma alla fine chissà perchè mi sento positivo, per lo meno in questo preciso momento. anche se non avrei, pensandoci bene, particolari motivi per esserlo. non ve l'ho detto, ma la settimana scorsa, quella dell'uscita da 26 km di domenica, ho corso oltre 52 km. che inizia ad essere un kmetraggio di un runner serio. questa settimana ho corso lunedi, nel classico scarico post-domenicale. 8 km e rotti, fatti a 5'47" al km. e poi ho corso nel tardo pomeriggio di oggi, cosa che ho potuto fare grazie al fatto che ho portato e ripreso la station wagon in officina che dovevo far sostituire le pastiglie dei freni. oggi è il 5 dicembre, e sono uscito in pantaloncini corti (cosa che avevo fatto anche l'altro ieri) e sopra una kalenjj manica lunga con sotto una tecnica manica corta. vabbè, avevo anche il copricollo. però devo dirla di nuovo questa cosa, cioè che uscire a dicembre con le gambe di fuori è una figata pazzesca. poi stasera, per motivi un pò troppo lunghi da spiegare, ero infervorato. e alla fine ho fatto una 10k ad un ritmo che probabilmente non tenevo dallo scorso inverno. dico solo che ad un certo punto mi stavo incazzando per non essere partito forte fin da subito che magari potevo tentare il pb sulla distanza (in realtà ci sono andato ben lontano alla fine). quando corri "forte" vieni guardato. è un pò di sere che corre uno che viaggia a 4'10/4'20" al km. di solito non mi caga neanche di striscio, stasera un occhio lo ha buttato. alla fine i miei 10k (10,01 per la verità) li ho fatti in 53'10". primi 5 k in 26'50", negative split (sarebbe la seconda parte della distanza) in 26'20", ben 30" rosicchiati insomma. miglior km il settimo a 5'05". se va come penso correrò venerdi, sabato e domenica. sono tentato da due tapasciate, una sabato ed una domenica, anche se quella di sabato è abbastanza lontana da milano. lo saprete solo leggendomi. buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

domenica 2 dicembre 2018

da casa mia a cassina de' pecchi (mia corsa più lunga)

non tutti i mali vengono per nuocere. abbiamo deciso, come gruppo, di boicottare (che io sappia solo uno dei nostri è andato) la tapasciata invernale più bella di tutta la provincia. credo sia stata una decisione giusta, tra gruppi podistici bisogna rispettarsi, loro sono bravi ma se la tirano in modo esagerato. gli sarà andata benissimo lo stesso, non sono 15 o 20 iscritti nostri a fare la differenza. ma nel momento in cui prendevo questa decisione subito ne prendevo un'altra. oggi volevo fare una nuova "impresa", ovvero fare la mia uscita più lunga da sempre. alle spalle "in carriera" avevo due 25 km, la sarnico - lovere nel 2017, l'alpin cup due settimane fa. pur sapendo di essere in forma, non si tratta di poca roba. questa mattina mi sono alzato poco prima delle 8, ho fatto una colazione discreta ma non abbondantissima e mi sono vestito abbastanza coperto visto che qui a milano l'inverno è (finalmente) arrivato. mi sono portato anche 5 euro dietro, in caso di infortunio la linea verde della metropolitana poteva essermi d'aiuto. dopodichè alle 8.46 ho acceso il gps in direzione est. ecco, quando si corre tanto ci sono due cose essenziali: controllare la respirazione e decidere a che cosa pensare. due settimane fa quando ho fatto l'alpin cup ho avuto costantemente in testa una canzone dei massive attack, oggi una dei red hot chili peppers. un loop continuo ed infinito. poi bisogna stare attenti al passo. non andare troppo forte e neanche troppo piano. supero il lambro e sono 5 km, il cartello di cernusco e so che sono circa 9 km. a cernusco di solito torno indietro verso i 10.5 km. non sarebbe bastato. cosa succede ad un certo punto però..... alla fine di cernusco incrocio quelli della tapasciata cool, che da lì passano per il percorso della 22. una bandierina mi saluta perchè oggi ero vestito griffatissimo (e coordinato come raramente riesco ad essere) e quindi mi scambia per un partecipante. eccolo lì sbucare all'improvviso, che l'ho visto solo tanti anni fa (ma c'ero passato con la bici da corsa), il cartello che indica il comune di cassina de' pecchi. lo supero di un 200 metri e a circa 12.7 km torno indietro. viaggio poco sotto i 6' al km e così deve essere. adesso bisogna ricominciare da capo, questa volta il naviglio me lo trovo alla mia destra. ad un certo punto vedo pure un cigno, perchè da quelle parti oggettivamente la martesana è molto più bella del tratto milanese. molti direbbero che è una noia un tracciato sempre dritto. ecco, lo lascio dire a loro, che la martesana non si discute mai e per nessun motivo. quindi di nuovo cernusco, di nuovo vimodrone. giro ai 20 km che sono sul lambro, dove vengo rallentato da una discussione sul ponte di ferro tra due ciclisti e qualche ragazzotto rom che lo occupano per tutta la larghezza anzichè mettersi in fila e hanno rischiato di scontrarsi. sono a 1h59'41". un tempo da mezza maratona decorosa. non mi sono mai fermato finora, non ho preso gel, non ho preso barrette. sono di nuovo a milano, dal 22esimo inizio a sentire la fatica ma a questo punto devo solo stringere i denti, sono nel tratto che faccio in allenamento più volte alla settimana. vado sopra i 6' al km, peccato sarebbe stato bello chiuderla sotto quel limite questa uscita. passo sotto casa mia dopo aver superato i 25 km, ora si tratta di entrare nel giardino della cassina de pomm e fare il criceto verso casa in modo da arrivare ai 26. e facendo il criceto si perdono altri secondi. alla fine blocco il garmin di nuovo sul naviglio. 26 km fatti in 2h36'36", a 6'01" al km, senza interruzioni e senza aiuti energetici. stanco più di gambe che di fiato, infatti non ho neanche sete. se fossi un runner serio, di quelli che fanno ripetute, fartlek e robe di questo tipo avrei potuto fare più km ed in meno tempo. e che vi devo dire, tenetemi per come sono. oggi i miei 26 km li ho fatti. mica tutti riescono a farli. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.