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domenica 16 giugno 2019

la 10 km del parco nord, basta chip fino a settembre

avevo detto che la chiudevo con la 10 km di bergamo due settimane fa la stagione "agonistica", ma non sono stato di parola. mi sono fatto convincere (cioè, mi sono convinto da solo, nessuno mi ha forzato) smentendo il mio proposito e ad inizio settimana mi sono iscritto alla 10 km del parco nord in quel di cinisello. subito dopo l'iscrizione mi messaggia la mia amica ultrarunner per dirmi che ci sarebbe stata anche lei. insomma, mi sembrava di averla fatta giusta. in realtà io col parco nord ho un rapporto di amore/odio. ho fatto diverse gare ed alcune mi sono uscite veramente bene. poi è oggettivamente comodissimo, da casa mia saranno non più di 5 km di auto. però d'estate lo patisco troppo. fa un caldo sempre esagerato: e non dico solo al sole, ma persino all'ombra degli alberi. l'anno scorso ho fatto qualche seduta di allenamento in luglio ed è stata una via crucis. questa mattina poi la sveglia, sebbene alle sette, ha suonato non a lungo ma a lunghissimo. per forza, ieri sera ho fatto tardi che sono andato a sentire una mia amica cantare e prima dell'una e mezza non ero a letto, con un carico di birre rosse bevute non indifferente. quando sono arrivato al parco nord ho incontrato e chiacchierato con diversi runner di mia conoscenza, poi verso le 8.30 sono andato a fare un pò di riscaldamento. le gambe me le sentivo durissime, le sensazioni erano pessime. vabbè, però era una 10 km, non è che si fatica a portarla a casa. in realtà quando siamo partiti le gambe hanno macinato abbastanza bene. il secondo ed il terzo km interamente sotto il sole e per giunta con una salita che conosco bene, avendola fatta tante volte; pur tuttavia il primo giro non è neanche andato male, avendo chiuso i miei primi 5 km in 27'38". il problema è stato dopo, con il settimo e ottavo km di nuovo sotto il sole e con caldo in aumento. ed infatti al nono sono scoppiato, ho dovuto camminare per qualche decina di metri perchè ero completamente in apnea. sono riuscito a ripartire con l'obiettivo di chiudere questa gara. alla fine i miei 10 km, anzi i 9.93 km, li ho fatti 56'39", a 5'42" al km. insomma, non certo una grandissima prova, però se penso che il nono km, quello della camminata, l'ho fatto in 6'19" direi che va bene così tutto sommato. ho tagliato il traguardo esausto, non so quanti bicchieri d'acqua avrò bevuto. dopodichè doccia, incredibilmente non fredda (quando magari fredda oggi poteva andare bene), saluti di rito e alle 11 ero già a casa. il bello di gareggiare vicino casa. adesso però basta gare, solo corse al mattino presto e qualche tapasciata se capita. per il chip se ne parla a settembre. andrò a farmi da mangiare, che ho una fame della madonna. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

venerdì 14 giugno 2019

il festival dell'ipocrisia

è un periodo positivo per me. siccome sono un appassionato di numeri (non a caso, perchè i numeri non mentono, a differenza delle parole), mi sento anche di dare un voto a questa fase delle mia vita, attribuendogli un bel 7+, tendente al 7 e mezzo. in più sono uno di manica stretta come docente (eh si, perchè sono anche docente nella vita, che credete!!!) e quindi posso assicurarvi che si tratta di un bel voto. non è però di questo che intendo parlare, bensì di ciò che vedo attorno a me. io sono estremamente tollerante. a chi mi sta vicino - a qualunque titolo - garantisco libertà. se non assoluta, quanto meno relativa. dopodichè provo estremamente fastidio per coloro "che se la cantano e se la sonano". questo non lo sopporto, mi dà un fastidio enorme, a pelle. io lo chiamo il festival dell'ipocrisia. quelli/e che attribuiscono sempre agli altri le ragioni del proprio insuccesso o della propria infelicità. quelli/e che dicono solo oggi di vedere ciò che era chiaro da sempre. quelli/e che sfuggono dall'oggettività delle cose, perchè fa comodo affermare una prospettiva soggettiva. una massa di ipocriti a cui un tempo avrei detto questo e quello ma che oggi - come scritto in un precedente post - difficilmente mi vedranno inalberato. c'è da dire una cosa. se io sono come sono è perchè posso permettermelo. se si arriva alla mia età, per giunta con una posizione lavorativa definita da anni, con uno stipendio sicuramente sconosciuto a tante persone, beh è anche più facile sfanculare (mentalmente, come detto, che di convincere chicchesia non me ne frega un cazzo) gli ipocriti. avere il culo al caldo è sinonimo di libertà (la Santanchè, una politica che certamente non apprezzo, disse qualche mese fa che essere ricchi significa essere liberi. aveva perfettamente ragione). sia chiaro, nessuno mi ha regalato un cazzo e mi merito tutto ciò che ho. non siamo tutti uguali al mondo, senza se e senza ma.
in questi due giorni il dentista mi ha regalato una sorpresa imprevista. e mi ha fatto male. prima di andare dal dentista sono andato a correre. 8 km ieri a 5'42" al km, mezz'ora questa mattina per fare 5,37 km. tanto caldo, soprattutto oggi. però la giornata si affronta decisamente meglio e le cose si vedono chiare. altrimenti non avrei scritto questo post.

martedì 11 giugno 2019

mantenimento

dopo i 10 km di bergamo sono entrato in un loop di stanchezza. nel senso che per correre mi devo violentare. di solito mi capita dopo un tot di km percorsi, una volta all'anno, intorno a luglio. solo che quest'anno di km ne ho fatti di più. e quindi sono bastati i primi caldi per iniziare ad essere intollerante alla sveglia mattutina, refrattario all'allaccio delle scarpette, dolorante in ogni parte del mio corpo. solo che siamo neanche a metà giugno e non mi va di prendere alcuna pausa estiva. ho iniziato quello che chiamo un periodo di mantenimento. questo sta a significare che la settimana scorsa ho sì corso, addirittura 4 volte, ma per fare complessivamente 35 km e mezzo. ho corso nella mia martesana, in liguria dove mi trovavo per lavoro, due volte in piemonte nel fine settimana che mi trovavo dai miei. uscite tendenzialmente da bradipo, dove non si forza anche perchè non si riesce a forzare. oggi avrei voluto correre al mattino presto, prima di andare in ufficio. ma è un pò di notti che dormo male e nel bel mezzo della notte ho spostato la sveglia in avanti, consapevole che nel pomeriggio avrei avuto un slot utile a recuperare l'uscita persa. quello che però non avevo messo in conto è che non avrei trovato i 20° delle uscite fatte al mattino, ma i 28 delle 18.15. e così quelli che volevano/dovevano essere 10 km sono stati 8, fatti a 5'43" al km. quando ho spento il gps ero morto. ho bevuto alla solita fontanella della cassina de pomm, poi quando mi sono ristabilito ho fatto 2 km di defaticamento verso casa. dopo bergamo pensavo di chiudere con i chip per un bel pò e dedicarmi solo ad alcune tapasciate. mi sono però fatto convincere da una amica e domenica prossima farò una 10 km del circuito corrimilano. bah, sarebbe stato meglio evitare. domani sarò via per lavoro, ma nel fine settimana lavorerò a milano. vuol dire che potrò fare ancora almeno una uscita, se non due. ma rigorosamente mattutina, che oggi è stata una via crucis. buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

domenica 2 giugno 2019

10000 città di bergamo

quando mi è arrivata la mail dai runners bergamo ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto finalmente a correre a bergamo città, cosa che non ho mai fatto in vita mia. e poi un diecimila per giunta serale è sempre una bella esperienza (di sicuro l'ho già scritto, ma vorrei veramente specializzarmi sulle distanze fino ai 10 km). solo che anzichè iscrivermi in solitario l'ho proposto al gruppo, il quale ha accettato con insolito entusiasmo salvo poi scoprire che si trattava esclusivamente di gara competitiva, cosa che ha tagliato fuori poi i tapascioni privi di runcard e/o certificato medico. mi sono pentito di averla proposta, ma il presidente ha invece detto che ho fatto benissimo. da qualche giorno qui al nord fa caldo e ieri pomeriggio quando ho lasciato milano c'erano 29 gradi. a bergamo però si stava meglio. mi ha fatto molto piacere rivedere Elena, blogger amica di vecchia data (addirittura dai tempi di splinder) che non vedevo dalla staffetta della maratona di milano del 2017. mi ha raccontato le sue novità lavorative ed altre cose. e mi ha fatto ulteriormente piacere averla spronata questa mattina a rimettersi le scarpette da corsa. pochi km, ma meglio che stare sul divano. col solito ritardo poi sono arrivati quelli del mio gruppo; ritiro pettorali, consegna borse e solite foto di rito. al momento della partenza scopriamo che la stessa è ritardata di mezz'ora. ci girano un pò i cabbasisi, anche perchè abbiamo prenotato in pizzeria e abbiamo degli accompagnatori al seguito (vabbè, hanno rimediato con l'aperitivo). riescono a farla partire con qualche minuto di anticipo sul ritardo. e lì si verifica quello che tante volte ho toccato con mano nelle corse in provincia di bergamo, ovvero che sono tutti dei runner della madonna. e siccome so che si tratta di tre giri da 3.3 km metto in conto che verrò doppiato. gli organizzatori davano la corsa pianeggiante ma a bergano non c'è nulla di pianeggiante. il primo km infatti è in salita, il secondo in discesa, il terzo è misto ma con un ampio tratto di pavè. ai 5 km giro in 26'37" e subito dopo vengo doppiato da quello che sarebbe poi stato il vincitore in poco più di 31 minuti (un armadio fisicatissimo della val brembana, ed anche il secondo ed il terzo in classifica appartenevano allo stesso gruppo). faccio discretamente bene anche il sesto km, mentre pago il settimo e l'ottavo, del tutto insoddisfacenti. mi riprendo al nono km, quello in discesa, per poi affrontare il km finale. che faccio abbastanza male, devo dire. in prossimità del traguardo vengo superato da una bergamasca aggueritissima manco dovesse vincere il bronzo ai mondiali di doha. alla fine sono 10,04 km fatti in 54'24", a 5'25" al km. che per essere ai primi caldi (25 gradi dice il connect) non è affatto male. certo, speravo di farla un pò meglio. e soprattutto un tempo che mi ha fatto arrivare come sempre nelle retrovie più fonde. su 374 arrivati io mi sono piazzato al 343° posto. ma non è una novità: nelle gare bergamasche io sarò sempre tra gli ultimi, a prescindere dal ritmo gara. doccia veloce anche perchè l'acqua era letteralmente ghiacciata (sai la novità), ritiro di solo mezzo pacco gara (la solita maglietta del cazzo, che i manicotti erano finiti. organizzazione decisamente pessima, cosa un pò insolita per una società come i runners bergamo. comunque ci han detto che ce li faranno avere in qualche modo se gli scriviamo una mail come squadra), ma almeno c'era la medaglia, che si sa che la medaglia ha sempre un suo perchè. poi cena in una pizzeria che sembrava ambientata in gomorra e la tanta figa era rigorosamente partenopea. oddio, mentre correvo ogni tanto l'occhio è stato catturato dalle tante bellezze bergamasche tutte tirate a lucido per il sabato sera. sotto questo punto di vista io adoro bergamo. a cena sono stato morigerato, bevendo soltanto una birra media ed un limoncello. all'una e tre quarti ero a nanna, dormendo anche bene devo dire. detto ciò, buon proseguimento di domenica a tutte e tutti ed un abbraccio globale.

domenica 26 maggio 2019

marcia delle pecore a melzo

venerdi ho fatto tardi, la scorsa notte ho fatto tardissimo. in entrambi i casi mangiando e bevendo. dicendo tardissimo posso dire di essere andato a dormire intorno alle due. e questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.20 perchè oggi c'era da andare a tapasciare a casa di un gruppo amico. infatti oggi sono stato a melzo a correre la marcia delle pecore. dovevamo essere in tanti ed in tanti eravamo. ma potevamo essere di più. alcuni erano più che giustificati, visto che sono andati a correre la 100 km del passatore (ed altri del gruppo li accompagnavano), altri lo erano un pò meno. siamo andati a premiazione lo stesso come quarti, ma dovevamo essere secondi, senza se e senza ma. io questa mattina mi sentivo a pezzi, anche se devo dire che è tutta la settimana che mi sento a pezzi, nel senso di sentire le gambe più che imballate. questa mattina le gambe non erano imballate ma tutto il resto del corpo si. dopo le foto di rito sono partito decisamente piano perchè di sicuro non era giornata da tempo. per fortuna la temperatura era accettabile (18 gradi, quando l'anno scorso ricordo che faceva un caldo allucinante) e ho deciso di fare il percorso della 14 km. ho corso tante volte a melzo, e più o meno i percorsi li conosco tutti. anche la parte in sterrato non è particolarmente impegnativa, anche se chiaramente avendo grandinato ieri immaginavo di trovare un pò di fango. ma nulla di lontanamente paragonabile a quanto trovato la scorsa domenica. ma ripeto, oggi non c'era nessun obiettivo particolare e mi sono persino fermato ad un ristoro tra il decimo e l'undicesimo km, cosa che ultimamente come sapete non faccio. alla fine il percorso, come volevasi dimostrare, era più corto. sono usciti fuori 13,52 km in 1h18'58", a 5'50" al km. e va bene così, posso garantirvelo. ritirato il riconoscimento (uno stracchino) sono andato a farmi la doccia e alle 10.15 ero già a casa.
avrete notato che ultimamente scrivo solo e soltanto di running. non che non siano successe cose nel frattempo. alcune belle, altre meno, sempre nell'ordine della gestione della vita. un motivo c'è: sento che non ne vale la pena. nel senso che sono sempre più insofferente verso gli spaccati di vita quotidiana. non i miei, beninteso, quelli per forza di cose mi interessano, ma di quelli altrui. il mio precedente blog si chiamava "stanze di vita quotidiana". io e gli altri, mi verrebbe da dire. ma gli altri non li capisco e non mi interessa capirli. non mi interessa capire perchè votano per un partito, perchè scelgano o allontanino un partner, perchè si rapportino con il lavoro in un determinato modo. nelle due cene di venerdi e sabato sono stato con 9 persone, una più diversa dell'altra. e ho sentito cose francamente non udibili, soprattutto ieri sera. mi sono messo anche a dire la mia, ma non serve ad un cazzo. perchè di ripetere l'ovvio non ne ho francamente più voglia. quindi in questo post ho fatto una divagazione, dopo tanto tempo. per la prossima se ne parlerà non so quando. buona domenica a tutte e tutti.

domenica 19 maggio 2019

la mia sesta marcia delle cascine

vi avevo preannunciato che questo sarebbe stato il periodo delle corse del cuore ed anche oggi è stato così. dopo una settimana in cui ho corso pochissimo (settimana comunque molto bella, è giusto evidenziarlo), ieri mattina che ero dai miei mi sono sparato 8 km e mezzo di "semicollinare" sotto il diluvio (un pò di salite dai, non esageriamo), mentre questa mattina mi sono recato in quel di opera per la marcia delle cascine. gara del cuore perchè nel 2014 fu la mia prima tapasciata (oddio, ma quante volte l'avrò già scritto? che scassauallera che sono). da allora sempre presente a questa bella corsa, che di solito fa un migliaio di partecipanti. di solito ma non questa volta, dato che diluvio c'era ieri e diluvio c'era oggi. e siccome se si chiama marcia delle cascine c'è un motivo, quasi tutta quella componente non agonistica (camminatori, persone con cani ecc....) se ne è stata bellamente a casa (benchè avessero già venduto 500 pettorali, mi ha detto un organizzatore). morale della favola, se questa mattina eravamo in 200 era persin tanto. io ero bardato da pioggia, ma ovviamente di sotto non ho rinunciato alle gambe scoperte (giustamente in fondo, alla fine c'erano 13 gradi). non sapevo che distanza fare, ma appena partito stavo bene e allora ho deciso di puntare alla distanza più lunga, ovvero i 16 km. il percorso ormai lo conosco a memoria. all'inizio, diciamo i primi 4 km, è asfalto. poi comincia la parte sterrata: la stradina che costeggia la tangenziale, il golf club a noverasco, di nuovo la tangenziale. ma la parte più brutta è quella dai 9/10 km in poi, che è interamente campagna. ai 10 avevo girato anche abbastanza veloce (55'21"), da lì in poi occorreva capire quanto avesse influenzato la pioggia. beh, la verifica è stata presto fatta: una distesa di fango. e da lì si inizia ovviamente a perdere secondi. di fermarsi ai ristori non se ne parla, le indicazioni sono quelle che sono, la parte destinata ai runner della 16 km sembra un film di guerra sulla ritirata degli alpini in russia durante la seconda guerra mondiale. però in questo periodo sono in forma, certo rallento ma la stanchezza la sento fino ad un certo punto. supero l'ultima parte fangosa ed entro, poco dopo i 15 km, nell'asfalto. ci sono circa 700 metri da lì al traguardo, e torno un pò ad accelerare. vedo il solito rettilineo finale in cui tutti gli anni faccio l'allungo, anche se ad onor del vero a 'sto giro non si può dire che abbia fatto chissà che allungo. alla fine chiudo avendo fatto 15,69 km (ho fatto un paio di tagli, più o meno consapevolmente) in 1h29'03", a 5'41" al km. insomma, direi bene, visto che per almeno il 50% si è trattato di un cross. indossata la medaglia (ebbene si, anche se è una tapasciata danno una medaglia, seppur di plastica, così come consegnano un pettorale) sono andato a fare un mini ristoro. dopodichè ho fatto un pò di defaticamento verso la macchina, dove mi sono cambiato nonostante piovesse perchè ero letteralmente inzuppato, fregandomene delle persone che passavano. domenica prossima altra tapasciata, ma questa volta sarà di gruppo. un saluto globale a tutte e tutti.

domenica 12 maggio 2019

la mezza di bucci, il secondo amore non si scorda mai

questo sarò il periodo delle corse del cuore. 5 anni fa quando iniziai a correre mi prefigurai un traguardo intermedio. su segnalazione del mio amico improbabile sponsor della mia prima tapasciata, nel settembre 2014 puntai a fare la mezza di bucci (dove bucci sta per buccinasco), non nella versione 21 km ma in quella ridotta dei 15 km (o quel che era, non avevo neanche il garmin). la feci bene per i primi 10 km, poi iniziai ad avere difficoltà anche perchè più di 10 km non avevo mai corso. ricordo solo il tempo finale, 1h38' e spicci. dall'anno successivo la mezza di bucci diventò fidal, che saltai non so per quale motivo. ma dal 2016 in poi non ho perso un appuntamento. caratteristica delle passate edizioni (dal 2017 passò da settembre a maggio) fu il gran caldo, una roba pazzesca, tanto che parte in un orario da tapasciata, le 8.45. io mi sono iscritto all'ultimo, perchè volevo vedere se se mi usciva un appuntamento didattico. e l'appuntamento didattico mi è uscito, a mantova nella serata di ieri. insomma, morale della favola ieri sono andato a letto all'una e qualche cosa, questa mattina la sveglia ha suonato alle 6.15. mi sono alzato che ero in coma, ho guidato in coma, sono andato a ritirare il pettorale che ero in coma. poco prima della partenza ho visto i miei amici runner che si sono innamorati conoscendosi in gara e che da qualche mese sono diventati marito e moglie (e lo so, è una bella storia d'amore, assolutamente) e con cui ho scambiato 4 chiacchiere. come spesso capita, quando è iniziata la corsa ho iniziato anche a svegliarmi. la temperatura era ideale per correre questa volta (avrete sentito dei disastri che sono successi ieri in lombardia) ed infatti connect mi ha segnato 11 gradi. sono partito abbastanza contenuto, salvo scoprire che non stavo neanche andando tanto piano. il percorso lo conoscevo bene, è assolutamente pianeggiante tranne un cavalcavia poco primo del decimo km, però è un continuo curvare ed entrare/uscire nei/dai tantissimi parchi di buccinasco, ovviamente con presenza di sterrato. ai 5 giro in 27'16, ai dieci in 55'20". dopo i dieci addirittura abbasso il ritmo, tanto che ai 15 giro in 1h23'41". salto tutti ma proprio tutti i ristori. infatti dal 17° al 19° vado in sofferenza, girando di pochissimo sotto i 6' al km (non mi sono mai fermato una volta in questa gara). ma ormai sono arrivato, devo stringere i denti ed affrontare il nuovo dedalo di vie al rientro. la linea è più lunga della distanza della mezza, quindi anche avendo voluto di fare il tempo non se ne parlava. però voglio chiudere sotto le due ore e qui succede una cosa che molto raramente mi succede nelle mezze, anche quelle dove vado bene. mi esce una "progressione", faccio il 20° in 5'53" ma soprattutto riesco a fare uno spunto notevole nell'ultimo km. infatti guardo il gps e giro in 5'41". a questo punto c'è l'ultima curva e poi il gonfiabile. blocco il gps e mi esce una corsa di 21,17 km in 1h59'58", a 5'40" al km. quinta mezza del 2019 e quinta volta sotto le due ore, anche se a questo giro di un nonnulla. ma sono contentissimo, avendo riposato poco stanotte (ed in genere tutta la settimana) questo risultato mi dà maggiore soddisfazione di altre gare in cui sono andato persino meglio. la mezza di bucci è stato il mio secondo amore, e dove sta scritto che il secondo amore vada scordato. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

domenica 5 maggio 2019

corrilambro

è difficile che io corra, ovvero faccia gare, a milano, lo sapete. questa mattina però ho provato la piacevole esperienza di non svegliarmi prestissimo per gareggiare e/o tapasciare. niente uscita col gruppo bensì nuova corsa legata al circuito "corrimilano", che questa mattina per l'appunto faceva tappa a milano per la corrilambro. come dice il nome stesso, si corre lungo il lambro o meglio dentro il mitico parco lambro (dove negli anni '70 vi furono diversi festival rock alquanto lisergici, una sorta di woodstock italiana con qualche anno di ritardo. fatevi un pò di giri su google che i racconti interessanti non mancano). ma è mitico anche per i runner milanesi perchè è uno dei luoghi deputati di allenamento, ma sicuramente il più impegnativo, perchè non mancano le curve e gli strappi. la corsa consiste in un paio di giri di circa 3 km e mezzo, quindi è una bella gara veloce. sono arrivato molto presto come al solito ma poco male, perchè ho chiacchierato con i diversi amici e amiche all'interno della società che organizza la corsa. come da previsioni ha iniziato a piovere, e devo dire che faceva anche freddo (12,8° dice connect). sono andato a fare un km e mezzo di riscaldamento, poi mi sono messo di nuovo al coperto, dove ho assistito alla cerimonia di vestizione di una top runner che era un inno all'erotismo podistico. a un quarto d'ora dall'orario di partenza (le 10, e quando mai ricapita?) sono tornato al gonfiabile, ho fatto un pò di allunghi e poi mi sono messo sulla linea di partenza, almeno stando vicino agli altri runner mi sono riscaldato. partenza a razzo come al solito ma forse un pò meno del solito, tanta attenzione alla respirazione e via. anche se sono un runner della martesana qualche volta al parco lambro ho corso. come dicevo, la parte brutta sono le curve a gomito quando si percorrono i ponticelli che attraversano il lambro, soprattutto se in salita. per questo bisogna controllare bene battiti e respirazione. facendo ciò forse ho sacrificato qualche secondo al km, ma di base ho tenuto un passo costante e senza faticare troppo. le differenze tra un passaggio kmetrico ed un altro sono stati legati più al percorso che alle gambe. alla fine ho tagliato il traguardo avendo percorso - così dice il mio gps che ovviamente è differente da quello di altri, ad esempio del grande ml che ho visto sia prima che dopo la partenza e l'ha fatta a meno di 4' al km - 6.83 km in 36'01", cioè a 5'17" al km. abbastanza bene, con un pò più di coraggio potevo impiegarci 20/30 secondi in meno, ma non mi lamento affatto, visto che le gare di velocità possono presentare incertezze. a sensazione in graduatoria non sono andato male però. saluti agli amici e poi a casa, con pioggerellina nuovamente in corso. adesso devo pensare se fare una mezza domenica prossima. ad oggi sono al 50% di convinzione, vedremo cosa dice questa giornata. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 2 maggio 2019

2 maggio 2014 - 2 maggio 2019

mi è venuto in mente solo qualche ora fa, dopo aver corso 8 km (anzi, 8,10 km) che si aggiungono ai 13 km fatti ieri mattina. una mezza maratona differita insomma, si potrebbe dire! in verità sapete come stanno le cose, si corre quando si trova il tempo per correre, e oggi pomeriggio c'era la possibilità di fare un pò di asfalto sulla martesana. le corse di ieri ed oggi sono andate bene, soprattutto venendo dopo la gara di domenica andata come sapete. ma mentre facevo la doccia mi sono ricordato che oggi poteva essere un giorno speciale. ho cercato su google, ho digitato 2 maggio 2014 per scoprire che era così. esattamente 5 anni fa, dopo aver ritirato gli esami del sangue, scendevo sulla martesana in un pomeriggio grigio decidendo che - in attesa del responso del medico di base che sarebbe arrivato qualche ora dopo - avrei iniziato a correre seriamente. da circa un paio di anni frequentavo saltuariamente la palestra aziendale (dove correvo al massimo mezz'ora facendo non più di 4,2 km, e chiunque corra seriamente sa che è un ritmo da rincorunner), da qualche anno giocavo a calcetto (ma le calorie perse venivano recuperate ampiamente se non superate nelle cene post calcetto). avevo una vita irregolare insomma. la mia fidanzata dell'epoca diceva che ero bello lo stesso ed era solita appellarmi con un vezzeggiativo che forse esprimeva in pieno i kg in più dell'epoca. il medico disse che non stavo morendo ed io nel frattempo avevo corso circa 3 km (all'epoca non lo sapevo, oggi che conosco la martesana a memoria posso dirlo). sapevo che da lì ad un mese ci sarebbe stata una tapasciata sponsorizzata da un mio amico (da allora corsa ogni anno ed anche quest'anno dovrebbe essere così), con percorso minimo di 5 km. in quel mese aggiunsi qualche centinaio di metri ad uscita. non avendo gps non so dire se ai miei primi 5 km ci sia arrivato sulla martesana o nella tapasciata. di certo posso dire che ho avuto un approccio abbastanza "scientifico" alla corsa. piccoli passi ma costanti. la corsa mi ha "salvato". no attenzione, non sto parlando di cura della depressione o robe del genere, che queste cose non mi appartengono. e non parlo neanche di valori del sangue, che anzi per alcuni di loro di miglioramenti non ce ne sono stati (da qui la leggenda assolutamente falsa che correre ti permette di mangiare e bere ciò che vuoi, cazzata colossale). però superati i 50 anni ormai (un vecchio dai, diciamolo) mi ha reso ancor più disciplinato e metodico. e senza disciplina, senza metodo, senza abnegazione, senza costanza, soprattutto senza una passione vivere non ha alcun senso. da quando utilizzo il gps ho percorso 7.240 km. se aggiungo quei 7 mesi senza garmin con tutta probabilità si superano gli 8.000 km. da madrid a san pietroburgo e ritorno. boh, non sono tantissimi a dire il vero. ma per farli ci vuole tanta testa e non solo le gambe. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

domenica 28 aprile 2019

Sarnico Lovere, deludente come due anni fa

la sarnico lovere è una gara bella ma che purtroppo non ho nelle corde, non c'è niente da fare. due anni fa fu il mio primo andare oltre la mezza maratona e dire che andò in maniera disastrosa è un eufemismo. ma avevo le mie giustificazioni, se vogliamo. in questi due anni di km ne ho asfaltati tanti, sono venuti risultati migliori ma soprattutto una attenzione a certi dettagli. non posso neanche dire di essere in cattive condizioni di forma. però quando sono arrivato questa mattina a sarnico qualche brutta sensazione l'avevo. soprattutto dal cielo, perchè è da lì che potevano arrivare i timori. già non sapevo cosa mettermi di sopra, col tempo incerto che c'era. quando siamo scesi io e gli altri ragazzi del gruppo avevo solo la maglietta con manica corta, avendo deciso di lasciare lo smanicato antivento in borsa. e quello è stato l'errore, e lo sapevo pure cazzo. sul lago d'iseo, che è bellissimo sia chiaro, c'è sempre vento. ed oggi ce n'era di più. fin dall'inizio ho avvertito dolori allo stomaco, che la mia testa è riuscita a tenere lontano fino al terzo ristoro, quello dei 15 km, avendo saltato i precedenti. fin lì stavo andando benino tutto sommato. dopo aver bevuto acqua e sali sono ripartito ancora abbastanza bene, ma dal diciassettesimo i crampi allo stomaco sono aumentati, associandoli alla nausea. il vento era sempre fastidiosissimo naturalmente. ho iniziato a camminare e da lì è stato un alternarsi tra corsa e camminata. al 23esimo sono stato addirittura raggiunto da una ragazza del mio gruppo assolutamente neofita, che mi ha dato una mano a trascinarmi al traguardo di lovere, con annessi crampi di ordinanza. alla fine i 25,25 km della mia sarnico lovere sono stati fatti in 2h42'19", a 6'26" al km. ogni commento ulteriore è superfluo. dopo la doccia la nausea non se ne è andata via, nonostante abbia bevuto almeno un litro d'acqua. e al pranzo con gli altri non sono andato subito ma ho aspettato di riprendermi stando seduto in riva al lago. alla fine mi sono ripreso e ho pranzato con loro mentre loro erano al gelato. di positivo ci metto solo due cose: che al traguardo ci sono arrivato e che due anni fa andò persino peggio. portiamoci a casa questa medaglia, questa giornata con gli amici ed un interrogativo. la proverò una terza volta la sarnico lovere?

venerdì 26 aprile 2019

run in seveso, pb stagionale sui 10 km

esiste questo circuito chiamato "corri milano" che ha al suo interno alcune gare che sono delle autentiche chicche. tra queste secondo me la migliore è la "run in seveso", che si svolge ogni anno il 25 aprile in orario serale. le gare della "corri milano" sono corte, al massimo 10 km, e sono meno facili di quanto sembri. i giri da fare sono due, ci sono strappi continui e soprattutto tante curve che ti fanno perdere inevitabilmente qualche frazione di secondo in ognuna di esse. infine questa frequente alternanza di percorso poi spezza il fiato. io però stasera mi sentivo in forma. la temperatura era anche scesa di qualche grado e nel riscaldamento ha iniziato pure a piovere. alla partenza ho fatto la solita cazzata, ovvero quella di partire forte, tanto che il primo km l'ho fatto sotto i 5'. i successivi 5 km l'ho fatti tutti sotto i 5'20", e non di poco. poi ho iniziato a patire la partenza "a razzo" (cosa che era successo anche nelle altre due edizioni a cui ho partecipato), ma questa volta ho retto decisamente meglio, un pò perchè sono più in forma di altre volte, un pò perchè la temperatura aiutava la corsa. diciamo che gli ultimi 4 km li ho fatti ad una media di 5'24". alla fine ho tagliato il traguardo avendo fatto 10,09 km in 53'10", quindi a 5'16" al km. alla fine della fiera la miglior 10 km del 2019. e, particolare non così scontato in una gara in cui partecipano runner molto allenati, una posizione in graduatoria meno da pippa runner del solito. segnalo inoltre un ottimo ristoro finale ma soprattutto la consegna di uno dei migliori pacchi gara ottenuto da quando corro. adesso vediamo cosa farò domenica alla sarnico - lovere. 

lunedì 22 aprile 2019

inzaghissima

ci sono tradizioni che vanno rispettate. tra queste quella di passare pasqua in famiglia (nella fattispecie con i miei genitori, mia sorella, mio cognato, ingrassando di qualche chilo. almeno però ho fatto il fioretto di portarli a messa al santuario dei vips torinesi) e pasquetta a tapasciare. ora, mi credete se vi dico che non tapasciavo da ben 4 mesi? ebbene così è, solo gare nel periodo o altrimenti uscite mattutine sul mio naviglio. a pasquetta c'è l'inzaghissima, che per l'appunto si corre in quel di inzago. si tratta di una delle migliori tapasciate della provincia di milano, organizzata inoltre da un gruppo "amico". ed infatti oggi eravamo credo 37 a partecipare (compreso qualche aggregato, lo ammetto), tanto che siamo arrivati quarti nella graduatoria dei gruppi. dicevo, appuntamento tradizionale e tapasciata che attira tante gente. si stima ci siano stati 2.000 partecipanti, che è un numero impressionante e che richiede una mole organizzativa notevole. per me era una uscita di allenamento. pensavo di fare la 16 km, ma alla fine vista la solita prevalenza di sterrato ho ripiegato sulla tredici, senza spingere e/o forzare, anche perchè - ca va sans dire - il polpaccio destro continua a farmi male. che poi come sempre accade era un pò più corta del previsto. alla fine 12,48 km in 1h12'35", a 5'49" al km. che va benissimo così, credetemi. dentro la palestra un pò di convenevoli con quelli del mio gruppo ma anche con appartenenti ad altre squadre, visto che ormai di runner ne conosco tanti e i nostri colori ormai sono una sorta di marchio di fabbrica. qualche saluto qua e là, poi visto che ero in zona premiazioni ho partecipato al ritiro del premio di squadra. rientrato a casa parcheggiando l'auto ho incontrato il mio potentissimo amico direttore del personale, che si accingeva a correre sulla martesana. adesso andrò a farmi il pranzo di pasquetta ma stando a milano. anche perchè da un momento all'altro inizierà a piovere e pare che duri fino alla mattina del 25 aprile. per tutti voi una buona pasquetta, globalmente come sempre.

venerdì 19 aprile 2019

primo caldo sulla martesana

è stata una settimana molto impegnativa. anzi, diciamocela bene, sono stanchissimo. ho fatto sì tanti km, come sempre, ma li ho fatti distribuiti male e con un continuo salire e scendere dall'auto. ho visto tantissima gente, in gran parte brutta lasciatemelo dire. ma ho preso tanto sole, perchè sono stato sia al mare che al lago e ho trovato sempre tempo bellissimo. ho corso solo martedi mattina, 9 km in quel di savona. dal mio albergo (un albergo stranissimo, in un posto inusuale, però confortevole) a vado ligure e ritorno. 9,03 km in 50'11", a 5'34" al km. non male per aver corso alle 7.10. avrei voluto fare un cortissimo ieri mattina, ma nel mezzo della notte mi sono svegliato e ho spostato la sveglia in avanti. di alzarmi alle 6 non ne avevo alcuna voglia. oggi ho fatto poco più di mezza giornata, che ci sta perchè alle 8.25 ero già sul lago maggiore tanto per gradire. allora ho corso oggi pomeriggio, poco oltre le cinque. solo che oggi a milano (e mi sa in tutto il nord) c'era un caldo pazzesco. quando sono tornato a casa c'erano oltre 20° e la traccia della mia corsa ha detto infatti 21°. mi sentivo stanco. tenete conto che quando sono arrivato a casa mi sono buttato sul letto e mi sono appisolato, facendo tra l'altro sogni strani che però non ricordo. quando mi sono svegliato mi sono un pò violentato per indossare cosciale e maglietta maniche corte, ma lo sapete che può succedere al massimo una volta di derogare, due di seguito è impossibile. ho fatto il giro dell'isolato perchè volevo passare da un punto della martesana vicinissimo a casa mia dove qualche giorno fa diletta leotta si è fatta fotografare per poi mettere la stessa su instagram. vabbè, sto divagando. ho puntato via padova perchè oggi un pò di km dovevo farli, caldo o non caldo. quando fa caldo si corre in maniera strana. qualche km viene bene, qualcun altro viene a cazzo. sono arrivato sul lambro che ero a 6 km. mi son detto che dovevo farne non meno di 11. la preoccupazione principale però era fare gli slalom. figuriamoci, venerdi pomeriggio per giunta santo, bella giornata, sulla martesana c'era il mondo. ci sono stati un paio di punti in cui mi sono dovuto fermare. sono passato sotto casa che ero all'undicesimo km, come sempre dovevo inventarmi qualcosa per arrivare all'obiettivo. alla fine sono usciti fuori 12,22 km in 1h08'03", anche qui a 5'34" al km. a sensazione, stanotte dormirò benissimo. detto ciò, auguro buona pasqua a tutte e tutti, globalmente come sempre.

domenica 14 aprile 2019

27 km tra ieri ed oggi, in mezzo la (sfortunata) tapasciata del mio guppo

post di solo running. ieri ero dai miei, ed anzi c'ero dal giorno prima. quindi appena alzato, ma non prima di aver fatto colazione, sono andato a correre, con l'intenzione o almeno la speranza di fare bene. primo tratto di 3 km in discesa, per poi immettermi nel solito parco di collegno dove seppur sia piano non è mai facilissimo correre. sì perchè l'asfalto è rovinatissimo, ci sono dei tratti col pavè e in alcuni punti per rompere la monotonia è meglio correre sullo sterrato. che poi tutte queste cose hanno comportato il ritorno del male al polpaccio. ho deciso di lasciare il parco dopo 10 km, per tornare a casa dei miei. decidendo però di fare, anche questa volta, il percorso con maggior aumento di quota. se allenamento deve essere che allenamento sia. solo che a 'sto giro, dopo la seconda salita, sono scoppiato. anche se, paradossalmente, la terza e con maggiore dislivello l'ho fatta meglio. ma alla fine ho fatto 15 km a 5'55" al km. una uscita francamente insoddisfacente. non tanto per il tempo ma per come mi sono sentito durante e dopo. me ne sono accorto nelle due successive sedute di defaticamento, dove ho veramente arrancato. 
ieri sera sono tornato a milano perchè stamattina c'era da alzarsi presto. ma non per andare a correre ma perchè c'era una delle tapasciate organizzate dal mio gruppo. sapevamo da giorni che eravamo a rischio meteo. quando sono arrivato alle sei, immersi nel buio, il cielo sembrava risparmiarci la pioggia. finito di dare una mano a sistemare i gazebo e trasportare acqua e pacchi gara, ho preso la mia bandierina per andare a "guadagnare" la mia posizione. una rotonda cazzuta, già fatta in passato, ma con un attraversamento da una strada laterale dove, come immaginavo, nessuno avrebbe rispettato i cartelli e le indicazioni. insomma, mi sono dovuto piazzare in mezzo a cercare di far passare al meglio i runner. ma questo è stato il minore dei problemi. ad un certo punto è arrivato un vero e proprio diluvio, esattamente come preventivato. ho tirato su i miei due cappucci, quella della felpa sociale e quello del piumino e ho continuato a fare il mio dovere. l'ultimo passaggio di runner c'è stato alle 10.40, dopo oltre tre ore che ero in postazione. fradicio dalla testa ai piedi, passando per le mutande. quando sono rientrato al palazzetto ho constatato quello che già immaginavo. il contorno scenico era fantastico, non sembrava una tapasciata ma una corsa vera e propria. quando mi sono informato del numero dei partecipanti ho avuto quella conferma che empiricamente avevo già rilevato facendo la bandierina. troppo pochi i partecipanti. da come ho capito ci siamo se va bene coperte le spese (e grazie agli sponsor). certo, abbiamo ricevuto tantissimi complimenti, dal gruppo con noi gemellato (quando altri della zona in modo infame hanno declinato) ai singoli runner o walkers che hanno corso o camminato. e questi complimenti potremo capitalizzarli nelle prossime nostre iniziative, cominciando da quella estiva che capiterà tra circa tre mesi. 
non mi sono fermato a pranzo con loro, un pò perchè ero così bagnato che avevo solo fastidio, un pò perchè dovevo per forza fare delle cose a casa nel primo pomeriggio. ma appena mi sono sbrigato sono sceso, nonostante la pioggia, sulla martesana a correre. ecco, pensavo di non fare granchè, visto il risultato di ieri e la levataccia di questa mattina. ed in effetti sono partito con le gambe dure e l'ormai noto fastidio al polpaccio. che però è scomparso dopo un paio di km. ed allora mi son detto che avrei puntato al lambro, dove sono arrivato dopo aver fatto quasi 6 km in modo abbastanza decente. ma sono stati i 5 km del ritorno ad essere pazzeschi. sarà stato l'allenamento di ieri, sarà stato vedere tanti runner sfidare la pioggia al mattino, ma fatto stà che quei 5 km li ho fatti in 26'46", con i seguenti riscontri: 5'20", 5'23", 5'24", 5'17". 5'10". e quando all'undicesimo km ho chiuso il gps non mi sentivo neanche particolarmente provato. 5'29" il ritmo dei miei 11 km. che persino il defaticamento verso casa l'ho fatto poi in modo sostenuto. alla fine tra ieri ed oggi ho fatto poco più di 27 km. e sapete una cosa? zero fastidio in questo momento. però la prova del nove sarà domani. per intanto, buona notte a tutte e tutti, e per chi mi legge domani buon inizio settimana.


lunedì 8 aprile 2019

due laghi, una specie di ripetute, l'invidia per i maratoneti, un pò di scazzo

oggi ho avuto la fortuna, perchè così posso ritenerla, di visitare due laghi del piemonte orientale (chi sa di geografia avrà capito di quali laghi io stia parlando). ho apprezzato il lago negli ultimi 10 anni. anzi, è qualcosa di più dell'apprezzamento. se dovessi comprare una seconda casa non la comprerei al mare e nemmeno in montagna, ma sceglierei il lago. adoro milano ma se un giorno vorrò andarmene via e godermi una sorta di "buen ritiro" andrò a vivere al lago. è una dimensione che trovo congeniale. guardo quelle acque immobili e le trovo, come dire, rassicuranti. comunque sono rientrato a casa abbastanza presto, diciamo intorno alle 18.15. e siccome domani so che sarò, tanto per cambiare via ma senza possibilità di rientro presto, ho deciso di andare a correre, sebbene si trattasse della terza uscita consecutiva in tre giorni. sono sceso con l'idea di fare 10 km, ma ho cambiato idea abbastanza subito. ho fatto una sorta di riscaldamento, poi due serie di ripetute intervallate da altrettanti defaticamenti. roba ridicola, sia chiaro. non ne avevo, diciamola tutta. ma la mia attività di runner è una continua ricerca dello slot utile per il decollo. decollo si fa per dire, naturalmente. comunque ripetute e allunghi mi servivano per testare il polpaccio. si dice che se si corre più "velocemente" ciò rappresenta una sorta di prova del nove. al momento in cui scrivo il feedback pare buono. ieri tantissimi del mio gruppo, equamente divisi tra la maratona di milano e quella di roma, hanno fatto il loro personal best. più della metà. qualcuno ha fatto tempi stratosferici, soprattutto uno che ha giusto tre anni meno di me ma ha corso in 3h22'. ieri sera leggevo i loro messaggi o guardavo i loro video nella chat del gruppo e provavo autentica (ma sana) invidia. nel nostro gruppo non c'è competizione, non ci sono quelle ridicole classifiche interne che non servono ad una beata mazza se non a incrinare rapporti. però resta il fatto che loro 'sta maratona l'hanno fatta, anche più volte nella loro vita di runner, ed io no. ormai sono 5 anni che corro ma più che 26 km di corsa in una volta sola non ho fatto. e più passa il tempo, più non se ne farà nulla mi sa. vedremo se questa estate mi verrà voglia di iniziare la preparazione. per adesso so di avere la sarnico lovere a fine mese e per me quella è già una maratona. oggi poi avevo una sorta di scazzo. una di voi sa il perchè. vediamo se domani sarà così o sarà diversa. penso la seconda. buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

domenica 7 aprile 2019

16 km e sentirli tutti

questa mattina mi sono svegliato alle 9.15. non riesco a ricordarmi l'ultima volta che sia successo. ho fatto colazione con calma e sono sceso, dopo le 10, sulla martesana. tempo nuvoloso ma senza pioggia, in testa una idea molto poco compiuta di quello che avrei voluto fare. faccio il giro dell'isolato prima di immettermi sul naviglio. il dolore alla caviglia arriva non subito (benchè abbia corsicchiato anche ieri) ma verso il quarto km e non è neanche tanto forte. io non forzo l'andatura, perchè a quel punto l'obiettivo è fare strada. poco prima del lambro incrocio una mia amica con cui stasera andrò, assieme a tanti altri, a mangiare in un ristorante greco. dopodichè punto verso vimodrone. inizia a piovere, una pioggerellina leggera ma neanche tanto fastidiosa, di quelle però che ti inzuppano. al ritorno alterno km decorosi ad altri non tali, ma sto sempre sotto i 6' al km. passo sotto casa che ho superato i 15 km; ora si tratta di fare il consueto percorso da criceto che mi serve per chiudere. l'ultimo km infatti è sofferente, a 5'55". alla fine faccio 16,05 km in 1h31'54", a 5'44" al km. direi niente di eccezionale, posso fare decisamente meglio, ma era da tre settimane che non facevo una distanza "lunga" e mi serviva come il pane. chiudo la settimana avendo superato i 41 km ma non posso chiudere omettendo gli ottimi risultati che hanno fatto la maggior parte dei nostri maratoneti oggi a milano e roma, in primis chi è andato sotto le 3 ore che è un risultato pazzesco. che poi chiudere una maratona è sempre un grandissimo risultato. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

martedì 2 aprile 2019

martesana rules

oggi è stato l'unico giorno della settimana in cui ho lavorato a milano. e mi è sembrato anche troppo, visto che ho avuto più di una rottura di coglioni. ma poco prima delle 16 mi sono levato dal cazzo che dovevo accompagnare un mio amico da un nostro cliente in lambrate. fatto quello che dovevo fare me ne sono andato a casa perchè a 55 ore di distanza dall'uscita di domenica mattina stavo entrando in crisi d'astinenza da corsa. nuvole grigie, un pò di vento e abbastanza caldo (21 gradi); a consuntivo un bella cornice per correre. parto abbastanza sparato e non sento dolore. dolore che arriva a partire dal secondo km. ma come già avvenuto in precedenza l'ho semplicemente ignorato, tanto che ad un certo punto addirittura scompare. in piazza costantino scatta il semaforo giallo e io riesco a infilarmi tra un autobus ed un'auto a cui chiedo con la mano di fermarsi. da scemi e in ogni caso vuol dire avere perso qualche secondo ma in questo modo non ho stoppato il gps. arrivo al lambro avendo raggiunto i famosi e soliti 5 km. fatti in 26'45", con un terzo km a 5'13". stasera c'erano grandi runner ad asfaltare la martesana, tra cui il famoso "hulk" detto anche "canottiera", perchè qualunque sia la stagione e qualunque sia la temperatura corre per l'appunto in canottiera. dicevo, terzo km a 5'13 ma il successivo, quello di piazza costantino, fatto a 5'27". al ritorno punto, come è successo già la settimana scorsa, ad abbassare ancora il ritmo medio. allora mi metto lì di buzzo buono e riesco ad ottenere un passo costante. 5'18", 5'14", 5'16", di nuovo 5'16". ho l'ultimo dei miei 10 km da fare. provo ad accelerare ma passando sotto i tre ponti della ferrovia è possibile che la traccia gps si sia un pò sbiellata. mi sembra strano di averlo fatto in "soli" 5'14". ma non ha importanza. chiudo il mio 10k in 53'05", a 5'18" al km. il mio miglior 10 k di quest'anno. e devo fare mente locale per ricordarmi quando sono andato più veloce di stasera su questa distanza. si conferma ciò che so da sempre, io rendo meglio al pomeriggio/sera, soprattutto sulle distanze corte. devo però dire che la martesana ha una capacità di motivarmi che non smette mai di stupirmi. stasera c'erano due aironi cinerini nell'acqua, uno vicinissimo a casa mia. cioè, siamo a milano e trovi gli aironi cinerini (ma si trovano anche al parco lambro e al parco forlanini). tu corri, ti volti verso l'acqua e certo vedi le nutrie, ma anche i germani e altri uccelli che non ti aspetti. e come fai a non tributare gli onori a questa milano che, lo sapete no, è la città più bella del mondo? e quindi pensi solo a correre, di dare il massimo cosa che raramente faccio perchè io corro sempre con il freno un pò tirato. certo, quando poi ti siedi dentro il parco della cassina de pomm devi fare attenzione a non vomitare un pezzo di polmone nel recuperare fiato. ma non importa, la martesana si sa, regola tutto. buona notte a tutte e tutti, o buon giorno per domani.

domenica 31 marzo 2019

bilancio di marzo

alla fine nonostante gli 11 giorni di inattività totale a marzo ho corso per circa 135 km e mezzo, che è più di quanto avevo fatto l'anno scorso che teoricamente c'era una maratona in cantiere. non solo, con infinita fatica questa settimana ho superato di 170 mt i 40 km, cosa che non mi succedeva da diverse settimane. insomma, di riffa e raffa e con tantissima testa qualcosa ho combinato. per la precisione ieri mattina ho fatto i miei 10 km sulla martesana - che ormai è distanza classica del periodo - a 5'33" al km. questa mattina avevo mezza idea di andare a san donato a fare una 10 km fino all'anno scorso competitiva, ma non ho potuto farlo perchè questo fine settimana c'è mia figlia da me e in tarda mattinata l'ho accompagnata in zona sarpi da alcune sue amiche milanesi. meglio così, che mi pare di capire che tolto il vestito della competitività questa gara abbia poco da dire. allora sono di nuovo sceso sulla martesana anche se - un pò per l'uscita di ieri un pò per la cena di ieri sera - per fare poco più di 9 km e mezzo mi sono dovuto mettere proprio dì impegno. alla fine passo modestissimo, 5'48" al km, quando sulla pista c'erano fenomeni assoluti, alcuni di mia conoscenza. c'è poi ancora il problema della caviglia destra. il dolore non passa, e non riesco a capirne i motivi. soprattutto è un problema dell'inizio corsa, che poi tende a venire meno col passare del tempo. ho anche incontrato il mio amico direttore del personale maratoneta, ma ci siamo solo salutati e basta, così come è successo ieri mattina con una amica di una mia amica. ormai sta diventando cosa abituale correre sulla martesana incontrando qualcuno che si conosce. detto ciò buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 28 marzo 2019

secondi 10k "veloci" in settimana

diciamola tutta. scrivo questo post per "superare" quello precedente. troppo severo (anche se più che veritiero) e troppo lontano dall'oggetto sociale di questo blog. e allora raccontiamo che la mia giornata lavorativa - oltre che stranissima - è durata molto poco. è stata anche piacevole comunque, visto che mi ha permesso di incontrare un ex collega con cui abbiamo fatto tante battaglie assieme. insomma, alla fine della fiera passate da poco le sei sono uscito - in cosciali e maniche corte (per l'esattezza con la maglietta della mezza di treviglio di quest'anno che è semplicemente bellissima) per il mio allenamento. l'obiettivo era fare almeno 10 km, ma soprattutto capire come va la caviglia destra. eh no, non va bene, lo dico in questo esatto momento che sto scrivendo questo post. solo che stasera avevo troppa voglia di correre e il clima, abbinato alla mia martesana, era ideale. non ho fatto alcuna circumnavigazione attorno all'isaolato. attraversata la strada di fronte casa mia mi sono immesso direttamente sul naviglio. vuol dire, col percorso che faccio, fare 5 km se si vuole arrivare al lambro e altrettanti per tornare indietro. sono partito subito veloce, che non si fa. ma in questa uscita sono stato costante. l'unico km "sbagliato" è stato il quarto, fatto a 5'35". ma c'era un motivo, ovvero l'attraversamento difficoltoso di via costantino. per il resto tutto molto lineare. anche questa volta però i secondi 5k li ho fatti più velocemente. sono riuscito a fare anche una specie di progressione. nono km a 5'18", decimo ed ultimo km a 5'17". quando ho fermato il gps stavo sputando un polmone. 10,01 km fatti in 54'05", a 5'24 al km, 2 secondi al km in meno rispetto a martedi mattina. mi sono reso conto però che la caviglia faceva male. non capisco però quale sia il punto esatto del dolore. ho messo della pomata dopo la doccia, ho preso del magnesio, ma il dolore c'è. finchè corro 10 km non ci sono problemi. la prossima gara a cui sono iscritto è tra un mese, anche se non mancano le intenzioni di farne altre tre in aprile. di certo c'è che me ne fotto. io corro, senza se e senza ma. buon proseguimento di serata a tutte e tutti, io mi butto sul divano.

mercoledì 27 marzo 2019

equazioni del cuore (stories? pheraps.....)


  • pensa di essere ancora giovane e magari bella. no, non lo pensa ma pensa che ci possa essere ancora progettualità. ne ha patite tante in passato e trova questo. esteticamente meglio di altri, ed anche bravo cristo. solo che non lo è a caso. come dice quell'altra, è prossimo ad essere un "reddito zero". fa fatica a sbarcare il lunario. e quindi non solo una vacanza, ma anche una cena di pesce può essere un problema. e lei di foraggiare non ha tanta voglia, ecchecazzo è l'uomo che deve pagare la cena. e io pensavo che arrivata ai 50 anni sarei stata tranquilla, avrei presa una casa in liguria per fare i weekend da maggio a settembre, magari si cambia un divano, un armadio ed invece niente. per carità, è un bravo ragazzo, ma magari se avesse un pò di grano cercherebbe la ragazzina.....
  • ci sono mattine che faccio fatica ad alzarmi e tirare su la serranda. vorrei stare al buio e non pensare a niente. innamorarsi di chi voleva solo scoparti è un grosso problema. e non serve a nulla che le amiche e gli amici ti dicano che poi lui non è neanche 'sta gran bellezza. continui a fare sport, ma non faccio più gare, che dietro ogni runner rischio di vedere lui.....
  • "francy, ma si può perdonare un tradimento?". si, ma di chi stai parlando, se del piccolino ecco mi sembra di poter dire che non è esattamente una relazione la vostra. ti vergogni persino di portarlo in gruppo. ecco, poi però vengo a sapere che le cose sono diverse. che ognuno si fa i cazzi propri (volente o nolente), che si passa giorni o interi weekend (anche quelli dove potresti stare assieme) senza neanche sentirsi. che lui vede altre. insomma, tu pensi di stare con lui, ma per lui non è così. dice pure che la scopa bene. a questo punto potrei anche pensare che non sia così. io lo chiamo disperato bisogno di affetto. quando una trombamicizia diventa una quasi relazione, ma solo per uno dei due. mi racconta e si racconta potentissime balle. che fastidio.....
  • ecco, sarebbe stato meglio rimanere sposata. che avevi la casa nelle baleari, l'attico in un bel quartiere di milano e tanti problemi in meno. solo che quando sei giovane pensi di poter fare, di poter cambiare, di avere ancora di meglio ed invece......
  • potevo fare come lei, vedova ma ancora una bella donna. si è trovato l'imprenditore svizzero. più vecchio per carità, ma vacanze della madonna......
  • che con quell'altro le cose le facevamo. vacanze in francia, affittata la barca nel mediterraneo per fare 15 giorni con i nostri figli. "ma scusa, i suoi figli non erano quelli che ti odiavano e ti facevano venire il fegato come un pallone da rugby? guarda che io delle mie relazioni precedenti ricordo le cose belle, ma anche quelle brutte. non dimentico niente, niente!"
  • le equazioni del cuore non riescono mai. la matematica non si addice ai sentimenti. men che meno la filosofia, a meno che non si tratti di filosofia spicciola. le relazioni affettive sono relazioni sociali. e le relazioni sociali si basano sui rapporti di forza. lo dicevo a 30 anni, figuriamoci a 50 anni. un bello sta con una bella, un brutto sta con un brutta, un medio sta con una media. nel mezzo ci stanno i soldi, la posizione sociale, il potere, l'intelligenza, che spostano, ora un pò di più ora un pò di meno, l'assortimento di coppia. nel mio naviglio di salmoni non ne peschi mica, si sa. il copione è sempre lo stesso. stai bene con uno/a? stacci, stai fermo/a, per carità! ti senti inutile da solo/a? stai con chi riesci a stare, in subordine ti prendi il gatto o il cane. se poi arrivi a 50 anni e ti penti delle cazzate fatte nella vita ebbene te lo dico. è troppo tardi, inculati.

martedì 26 marzo 2019

io e il giapponese (cronaca di una corsa che ha dato soddisfazione)

non aggiorno il blog da una decina di giorni. il motivo è semplice: non sto un attimo fermo. non solo giro in lungo ed in largo dal lunedi al venerdi, ma anche il fine settimana non scherza. quest'ultimo poi non ha scherzato per nulla, ma non ha senso lamentarsi quando non vi è obbligo ma solo l'appartenenza ad una realtà associativa di cui faccio parte dal lontano 1985 (quanti anni sono? saranno 34 alla data del 31 marzo, tanto per dire.....). Secondo me ho fatto dei gran miracoli a correre in questi giorni. ecco, a dire il vero ho fatto anche una gran fatica. ma nel mix correre/fatica qualcosa di decoroso forse l'ho fatto pure. non tanto la settimana scorsa, con sì 4 uscite ma per fare poco più di 37 km, con una uscita di 13 km sabato mattina in zona dai miei un pò ridicola, visto che aveva sì qualche dislivello ma niente di impegnativo. domenica e lunedi ho saltato e quindi sono uscito questa mattina, tornando a gustarmi la mia martesana. devo dire che non avevo particolarmente voglia, ma come ho detto tante volte un runner amatoriale la voglia deve farsela venire. sono uscito leggerissimo, forse fin troppo leggero, facendo un pò di fatica al primo km. e sentendo quella fitta al tendine/caviglia che ormai ho da quando ho ripreso a correre dopo l'influenza (o forse ce lo avevo prima....boh, non ricordo, però è un pò che ce l'ho). oggi ho un rapporto diverso con il dolore nella corsa. agli inizi ero preoccupato, oggi me ne fotto, al massimo rallento o utilizzo la testa per supplire al problema. alla fine le cose sono abbastanza chiare: correndo la parte dolorante si scalda, puoi peggiorare la situazione se forzi. detto ciò ad un certo punto però le gambe hanno iniziato a macinare, che per me significa andare sotto i 5'30" al km. quando arrivo in piazza costantino vedo arrivare un giapponese vestito come se corresse al 31 dicembre: leggins, guanti, cappello, antivento (e non oso pensare cosa ci fosse sotto). un contrasto pazzesco se si pensa che io ero in pantaloncini e maglietta da running manica lunga (ma non termica). lui è in vantaggio rispetto a me di circa 20, 25 metri al massimo. accelero il passo perchè voglio prenderlo e più o meno al quinto km della mia uscita ci riesco. a quel punto il giapponese (almeno 20 anni e 10 kg meno di me) allunga il passo. io provo a riprenderlo ma mi accorgo che mi si è slacciata una scarpa, cosa che mi obbliga a fermarmi. riparto, a quel punto avrà un vantaggio di 50 metri. ma ripartendo vedo che mi sembra di avvicinarlo. faccio il settimo km a 5'11. praticamente all'altezza del primo tunnel ferroviario lo raggiungo di nuovo e che fa lui? torna ad accelerare e a distaccarmi! arrivato all'altezza di casa mia riesco di nuovo quasi a riagguantarlo ma in melchiorre gioia le nostre strade si dividono. lui va oltre, io devo fare i 2 km per chiudere l'allenamento. alla fine faccio i miei 10,01 km in 54'21", a 5'26" al km, ma con gli ultimi 5 km fatti sotto i 27'. insomma, una uscita più che soddisfacente. certo, adesso sento l'infiammazione tendinea assolutamente evidente. e pazienza, per intanto è andata così, poi si vedrà.....

domenica 17 marzo 2019

una bella mezza di gruppo a savona

avevo 10 km alle spalle nell'ultima settimana, poco più di 15 km in due settimane. ma questa mattina la sveglia ha comunque suonato (e dio solo sa quanto abbia suonato) alle 4.30 perchè oggi era il giorno della "mezza sociale", ovvero la mezza maratona che come gruppo corriamo lontano da casa, al fine di passare tutta la giornata assieme. l'anno scorso fu piacenza a maggio (un caldo della madonna), quest'anno la scelta è ricaduta su savona, anche perchè c'era una 10 km non competitiva che ci ha permesso di aggregare tapascioni e walkers. ero iscritto ovviamente da tanto tempo e pazienza se le condizioni eran quelle che erano. caffè e due fette biscottate appena alzato, colazione seria in autogrill; arrivati abbastanza in tempo a savona, accolti da un cielo veramente plumbeo con un pò di vento. non faceva però freddo e alla fine ho optato per le maniche corte, scelta che si è rivelata azzeccata. avevo buone sensazioni, se devo dirla tutta, ma la scaramanzia era doppiamente d'obbligo. per come sono stato nei giorni passati e perchè conosco la liguria e so che anche un lungomare non è piano. foto di rito e partenza praticamente assieme ai top runner. spingo abbastanza fin da subito, anche negli strappi iniziali, dove avevo corso circa un mese e mezzo fa in trasferta lavorativa. so che il percorso è sostanzialmente un passaggio sull'aurelia fatto due volte. non il massimo della vita ma in liguria ci sono solo due strade, l'autostrada e l'aurelia, per cui non esistono alternative. l'organizzazione non è male, come non sarà male il pacco gara consegnatoci al ritiro pettorali. ma torniamo alla gara; dopo un paio di km mi si affianca un ragazzo del gruppo, uno che ha almeno una decina di anni meno di me. l'anno scorso andava bene, poi si è un pò fermato. gli dico che se vuole andare avanti faccia pure, ma lui dice che vuole correrla con me che sa che sono in forma. sì, forse fino a due settimane fa, gli rispondo. ma lui mi si piazza accanto correndo a sensazione. come sapete a me non piace correre con altri, ma questa volta sembra che abbiamo un passo tale da supportarci l'un l'altro. gli faccio presente che dobbiamo rallentare un tantino, soprattutto nei tratti in leggero aumento di quota. ai 5 giriamo in 27'20", ai dieci, praticamente al punto della partenza, in 54'53". è un passo simile a quello di treviglio di tre settimane fa, ma non so fino a che punto si possa reggerlo. salto ogni ristoro, soltanto al 15esimo prendo un paio di bicchieri d'acqua, che cerco di bere in corsa. fino ai 15 conserviamo un bel passo, ma dal 16esimo iniziamo a perdere qualcosa. vedo un vecchietto di un gruppo genovese avanti a me, pensiamo di prenderlo ma questo è un metronomo. ma so che sono gli ultimi tre km quelli difficili. ormai però siamo arrivati, bisogna stringere i denti e resistere alle folate di vento che per fortuna sono di traverso. di fare la progressione non riesco, anzi ci raggiunge un compagno di squadra che rientrava in gara a distanza di un intervento chirurgico avuto un anno fa. l'ultimo km è in leggerissima salita e sul pavè, ma in fondo c'è la curva che porta al traguardo. e quindi gli ultimi 300 metri li faccio questi sì in progressione, seppure tardiva. io ed il mio compagno di corsa tagliamo il traguardo assieme unendo le mani, qualche secondo indietro l'altro compagno di squadra. il tempo del mio gps dice 1h'58'04", quello della graduatoria ufficiale 1h58'01". linea più lunga di 90 metri, ovvero 21,19 km. 5'34" al km. terza mia migliore mezza di sempre, quarta mezza fatta quest'anno andando sotto le due ore. tantissima roba visti i fattori critici in essere. unica pecca organizzativa le docce a un km dal traguardo, con addirittura pagamento di 20 centesimi per potervi accedere. dopodichè tutti a pranzo, che onestamente non è stato niente di eccezionale visto anche il prezzo. giornata strapositiva insomma. aggiungiamoci che stasera l'inter ha vinto il derby ed il cerchio si chiude. buon inizio settimana a tutte e tutti.

venerdì 15 marzo 2019

ripresa

questa mattina sono tornato a correre sulla mia martesana, dopo ben 11 giorni di lontananza dalle scarpe da corsa e 13 giorni dalle scarpe da corsa che aderiscono all'asfalto. che è tantissimo, credetemi. non che mi senta guarito del tutto, perchè la tosse non mi ha ancora abbandonato completamente, ma è un paio di giorni che mi sento un pò fuori dal tunnel. ad ogni modo non ce la facevo più a non correre e soprattutto c'è il pensiero che dopodomani ho comunque una mezza maratona in trasferta col gruppo ed era obbligatorio capire lo stato di forma generale (si, voi direte che senso abbia fare 21 km in queste condizioni, a me basterà arrivare al traguardo e non credo ci siano particolari difficoltà in questo senso). sono andato a letto presto ieri ma questa mattina ho fatto un sogno assurdo, che poi racconterò, e da lì in poi non mi sono più addormentato. alle sette meno dieci ero già pronto a correre sul naviglio. faceva freschino ma la luce e i colori erano i soliti, ovvero belli come sempre. non sentivo particolari difficoltà come respirazione, lo stesso però non si poteva dire per le articolazioni. ma mi sono messo di buzzo buono e ho fatto quello che dovevo fare. pensavo di fare una uscita da 8/9 km, ma alla fine ne ho fatti 10 in 57' spaccati, a 5'42" al km. decisamente meglio del previsto. adesso mi sento solo un pò rotto, ma anche qui pensavo peggio. bene così insomma.
una brutta notizia. un mio caro amico ha un tumore. si era operato a gennaio ma francamente si pensava ad una forma benigna. ed invece pare non sia così dal referto istologico. sta iniziando la chemio e a maggio si dovrà di nuovo operare. non è niente di bello, perchè un vicino di casa dei miei ha avuto la stessa cosa ed è mancato nel giro di un anno. non sono neanche potuto andarlo a trovare perchè essendo influenzato avrei potuto compromettere le sue difese immunitarie e fargli rischiare una polmonite. ieri al telefono piangeva. queste sono le cose che contano, tutto il resto passa in subordine.
veniamo al sogno di stanotte. sono sul binario di una stazione ferroviaria e c'è un esagitato che dà fastidio a tutti. le persone si allontanano, perchè è forte la sensazione che questo sia uno squilibrato capace di essere violento. io mi sposto e chiamo il 113 o il 112. cambia la scena, sento urla nel sottopassaggio del binario. io scendo e sotto è l'ingresso della metropolitana, della gialla per l'esattezza. ci sono 4 feriti sotto e un lago di sangue. sono carabinieri, poliziotti, ferrovieri accoltellati da questo squilibrato. arrivano altri carabinieri o poliziotti che danno la caccia al tipo. dopodichè mi sveglio. beh, sapete cosa è successo in nuova zelanda più o meno nello stesso momento..... buon fine settimana a tutte e tutti.....

martedì 12 marzo 2019

mi chiamo francesco e non corro da 8 giorni

due domeniche fa mi sveglio con una punta di mal di gola ed infiacchimento generale. decido lo stesso di alzarmi e di andare a correre. una fatica bestiale, non ricordo quanto abbia fatto, probabilmente un 14 km. resto tutto il giorno a casa rintronato, prendo un antinfiammatorio che sento arrivare l'influenza. al mattino dopo mi alzo che ho da andare in trasferta. anzi ho tre giorni in trasferta. il lunedi faticosissimo ma almeno per la prima volta alla sera trovo un ristorante decoroso. il giorno dopo, constatato che ho dimenticato il gps a casa (e comunque per dove mi trovavo correre equivaleva ad un suicidio), vado nella palestra dell'albergo. 15 minuti di cyclette, 31 minuti di tapis roulant. prosegue il mio tour e sento sempre più montare l'influenza. al mercoledi inizia ad andarmi via la voce, tanto che alla sera praticamente scompare. decido di non andare in ufficio il giorno dopo, più che altro per non parlare. questo perchè venerdi e sabato ho una convention aziendale. in realtà anticipo il rientro, perchè venerdi reggo ma tutto il sabato non riesco a stare lì, fare il simaptico, parlare con tutti ec ecc..... sabato vado in farmacia e prendo l'antibiotico che il medico mi aveva prescritto, passando l'intero fine settimana a casa. ieri ed oggi ovviamente in giro. questo perchè tutto 'sto KO è arrivato senza avere febbre. sarà stato "merito" dei farmaci presi, sarà stato perchè così doveva succedere, fatto sta che erano 4 anni che non mi ammalavo. e tecnicamente non saprei dire se sono ammalato. vado a letto e mi addormento ma dopo un paio di ore mi sveglio e inizio a tossire per un'ora almeno, perdendo completamente sonno. una roba devastante. sono al quarto giorno di antibiotici, domani finisco la scatola ma tutto mi sento fuorchè guarito. come detto nel titolo, non faccio attività fisica da martedi scorso, se di attività fisica si può parlare nel caso. ho spesso fame e mi sembra di essere ingrassato di 10 kg. ho dolori articolari ovunque. domenica scorsa ho perso una gara a cui ero iscritto, ma almeno una amica mi ha recuperato il pacco gara. ma la prossima domenica ho una mezza al mare a cui partecipiamo come gruppo. e non posso perdermela. avrei preferito avere la febbre. stavo a casa 3 o 4 giorni ed in una settimana me la cavavo. adesso sono passati 10, 11 giorni e mi sembra di stare come all'inizio. odio non stare bene. lo odio. fanculo và.....

sabato 2 marzo 2019

Sabato mattina

Sto scrivendo questo post su una panchina della mia Martesana. Per una volta i runner li guardo correre, e sono bellissimi credetemi. Devo andare a fare la spesa ma l'esselunga può aspettare. Non avete idea di quanto sia bello il mio naviglio oggi, e di quanto sia bello il mio quartiere, che nonostante sia a ridosso della circonvallazione sembra un borgo calmo e placido. Ieri sera abbiamo festeggiato il compleanno di una mia amica. È stata una bella serata, anche se tanto forse troppo si è discusso di felicità e zone limitrofe. Però non potevo non pensare a tre o forse quattro messaggi di WhatsApp ascoltati poche ore prima, di una amica lontana eppure vicina. Messaggi che dicevano che forse la felicità non esiste ma che di sicuro le occasioni, quando capitano, vanno colte senza se e senza ma. Si può vivere benissimo in modo ordinario: amici, lavoro, salute, sport, famiglia. Ma l'emozione di un bacio, di un determinato bacio, di uno specchio, di un determinato specchio, non ha eguali. E io da questa panchina non so quando avrò voglia di alzarmi.

mercoledì 27 febbraio 2019

da lunedi ad adesso

a 500 metri da casa mia ha aperto da un paio d'anni una pizzeria, là dove fino ad un 6/7 anni fa c'era un locale da aperitivi e serate musicali tra i più caratteristici di milano (e vabbè, voi lo sapete che milano è la più bella città del mondo e che io abito nel quartiere più figo di milano....). ma andiamo con ordine. lunedi mattina sveglia presto per andare via per lavoro, destinazione mare. giornata faticosa, tanti km macinati sarebbe il meno. è che ho l'albergo prenotato in una località che in estate è affollata, ma d'inverno è un autentico mortorio, soprattutto di sera, soprattutto di lunedi. i ristoranti sono però tutti aperti, ma non so per quale ragione io riesco a mangiare in un posto veramente di merda, tanto che più volte mi sveglio durante la notte fino a che alle 5 mi sveglio e di prendere sonno non se ne parla proprio. era previsto che andassi a fare scarico post-treviglio al mattino. alle 7.15 parto in direzione lungomare. sento però le gambe durissime e in aggiunta mi si ripropone la cena della sera prima. faccio 9 km penosi, in 53'04", a 5'54" al km. poco male, l'importante è muovere le gambe. oggi sono in giro ma per una serie di circostanze fortuite sono a casa abbastanza presto. la giornata è bellissima e ci sono 19°. allora mi dico che si replica, e si replica nel senso che non solo si va a correre ma si va a correre in pantaloncini e maniche corte, a febbraio che mi sembra fantastico. parto un pò ingessato, ma dopo un pò le gambe si sciolgono e soprattutto mi viene voglia di correre. arrivo al lambro ma decido di andare oltre perchè voglio fare una certa distanza. agli 8 giro in 44'40" e lì mi viene una illuminazione. e se chiudessi in progressione? il clima è eccellente, la martesana è stupenda, proviamoci no? allora inizio ad alzare il ritmo. nono km in 5'21", decimo in 5'19", undicesimo in 5'17", dodicesimo a 5'16". ai 12 km, passato il tunnel della ferrovia, sono di poco sotto 1h06'. le gambe sono un pò provate ma 4 km di progressione non sono male. chiudo il gps sotto casa. 12.25 km in 1h07'19", a 5'30" spaccati. doccia fatta in fretta perchè c'era da andare nella pizzeria di cui parlavo a inizio post. qualche giorno fa io e franzrunning, il cui blog è qui a fianco, avevamo deciso di farci una pizza assieme e gli avevo proposto questa pizzeria aperta da un pò di tempo ma che è sempre straordinariamente vuota. anche stasera più di una decina di persone non c'erano. però me ne avevano parlato bene e devo dire con ragione. la pizza era buona anche se io l'ho scelta decisamente bastarda. prenderò sonno stanotte? boh, ve lo dirò a suo tempo. buona notte (o buon giorno) a tutte e tutti.

domenica 24 febbraio 2019

mezza maratona di treviglio, il primo amore non si scorda mai e poi dà tante soddisfazioni

a treviglio, primo comune della provincia di bergamo una volta varcato l'adda, 4 anni fa ho corso la mia prima mezza. se non ricordo male ci ero arrivato avendo fatto al massimo 16 km. e ricordo che scrissi, nel precedente blog, che una volta superati i 16 mi sembrò di entrare in un altro universo. non andò neanche male devo dire, se penso che impiegai un anno per andare sotto quel 2h04' circa fatto in quell'occasione. da allora di acqua sotto i ponti e di asfalto calpestato ne è passato, ma soprattutto so di essere in un periodo di forma come mai credo, nel mio piccolo, di avere avuto. non venivo da una settimana fatta come si deve, a livello di preparazione. venerdi pomeriggio poi ho fatto una mezza cazzata, ovvero siccome a milano era primavera ho voluto provare l'ebrezza di correre in pantaloncini e maglietta con le maniche corte. poco più di mezz'ora, sia chiaro, ma poco sensato nel momento in cui si hai una gara a meno di 48 ore. cosa fatta capo ha, questa mattina sono arrivato in quel di treviglio col solito anticipo esagerato, ma a 'sto giro è stato così anche per quelli del mio gruppo visto che loro stanno ad un tiro di schioppo. come promesso, ho corso in pantaloncini, anche se non faceva caldo. ed infatti di sopra ero abbastanza bardato, forse anche un pò troppo. qualche manciata di metri di riscaldamento e poi tutti dietro il gonfiabile, con la sensazione (poi confermata dalla classifica) che quest'anno c'era qualche iscritto in meno rispetto al passato (ma oggi la concorrenza era forte, tra salsomaggiore e trecate). come parto sento bene la respirazione, un pò meno le gambe. ma decido di fare una cosa sconsiderata, ovvero di partire a bombazza. questo perchè oggi mi piaceva provare a batterlo il mio pb, per quanto modesto sia. i passaggi intermedi sono pazzeschi. ai 5 km giro in 26'26", ai 10 in 53'27". salto regolarmente ogni ristoro, punto solo ad andare quasi avessi il pilota automatico, dato che è la quarta volta che faccio questo percorso. è però un ritmo che non posso reggere. so che ci sono una serie di strappi, un pò antipatici, da lì a breve. perdo qualche secondo al km, anche se recupero bene al 16°. la fatica però inizio a sentirla, faccio un 17° penoso ma poi stringo i denti e cerco di affrontare al meglio l'ultimo tratto. guardo il gps, per constatare che difficilmente andrò a fare il tempo sperato. supero abbastanza bene il famoso sottopasso del 20°, quello che trasforma in tapascioni tanti runner, e mi avvio a fare l'ultimo km. non ne ho per accelerare in tutta onestà, se non nei due rettilinei finali, quello che attraversa il gonfiabile della partenza e quello che porta al gonfiabile d'arrivo. e chiudo questa mezza avendo fatto una linea anche quest'anno più lunga della distanza canonica (non solo io, tutti), ovvero escono fuori 21,16 km in 1h56'21", a 5'30" al km. ora, se paragono questa mezza a quella di novara sono lontano dal mio pb. ma siccome novara aveva una linea corta in realtà questa mezza di oggi rappresenta il mio pb ufficiale in gara fidal. in ogni caso sono abbondantemente soddisfatto e ho deciso che nel mio essere runner dichiarerò di avere due pb, avendo però l'obiettivo di batterli entrambi, quando non lo so ma intendo provarci. quando ho iniziato a correre avrei visto come un miraggio andare sotto le due ore in una mezza maratona, quest'anno mi è già riuscito tre volte. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

giovedì 21 febbraio 2019

la (reiterata) fuga social, 4 giorni un pò così, la bellissima louise wener ed infine le ripetute

vi interesserà non so quanto, ma questa mattina ho cancellata la mia iscrizione ad instagram, avvenuta appena 60 ore prima. e non è la prima volta che succede, già una volta mi ero iscritto, durando credo 45 minuti. un pò perchè già mi sembra di dedicare troppo alla rete nelle sue varie sfaccettature, ma soprattutto perchè mi sembra per l'80 % una copia di facebook. e anche i miei "followers" erano in stra grande maggioranza "amici" di facebook. l'unica differenza sostanziale è che c'è tanta, tantissima figa. ma anche su facebook c'è, basta cercarla. qualcuno dice che potrebbe esserci un terzo tentativo. io non credo. non posso non dire che non siano stati 4 giorni un pò così. voi mi chiederete cosa significhi ciò. significa che vedere le cose per quello che sono ha un grande vantaggio. non sbarelli, resti lucido, capisci tutto. resti in equilibrio, ti dai una spiegazione. in definitiva, hai solo certezze. ma avere certezze non serve a niente. perchè se anche hai fatto tutto abbastanza bene, non hai fatto quello che devi fare veramente. che forse lo sapevi prima e forse lo sapevi dopo. anche perchè c'è un verbo, un aggettivo, che ascolti o pronunci, che qualcosa vorranno poter dire se non sono stati sufficienti. la vita non è sempre giusta, però tocca a te indirizzarla verso il giusto. o quanto meno verso il bello. nei 4 giorni così abbiamo iniziato a programmare le vacanze io e mia figlia. eh si, pare sia così anche quest'anno. però c'è da dire che non la porto a celle ligure, con tutto il rispetto per celle ligure. è settimane che sono intrippato per la musica degli anni '90. io negli anni '90  ascoltavo tanta musica. ho provato anche a suonarla in radio, e che radio aggiungo. poi mi sono sposato, e buona notte al secchio. tra i gruppi che sto riscoprendo ci sono gli sleeper di louise wener, che ho scoperto essere stata non solo cantante ma anche scrittrice in questi anni. si sono ricostituiti da poco, ma la cosa sorprendente è che anche lei ha una certa età. per l'esattezza ha la mia età, compreso il mese di nascita. ed è ancora bellissima, come testimonia il video che post. e per fare un paragone, metto anche un video di quasi 25 anni fa. clorì, che mi dici?
e siccome questo è un blog di running, stasera ho fatto le ripetute, dopo aver fatto oggi pomeriggio il rinnovo del certificato medico agonistico. mi sono spaccato, ma mi hanno fatto passare un pò l'incazzatura. buona notte a tutte e tutti, globalmente si intende.

domenica 17 febbraio 2019

l'esperimento sociale e l'allenamento uscito bene

ieri sono stato a cagliari per un appuntamento didattico. sveglia alle 6.20, rientro a casa alle 21.30; una bella sfacchinata, non c'è che dire. però ho fatto da cavia ad un esperimento sociale, cioè sono stato per più di 12 ore senza cellulare. questo perchè anzichè utilizzare la modalità aereo ho spento il cellulare, per scoprire di non ricordare più il pin. dopo 3 tentativi si è bloccato e buona notte al secchio. naturalmente dopo 2 minuti il pin me lo sono ricordato ma ormai era troppo tardi. l'ho sbloccato solamente ieri sera grazie al puk (e meno male che mi sono ricordato dov'era la scatola). dirvi che sia stato male senza telefono, beh questo non posso dirlo. però è stata una sensazione strana, quello sì. 
questa mattina pur senza mettere la sveglia ho aperto gli occhi poco dopo le otto. insomma, potevo dormire di più, soprattutto tenendo conto che ho avuto una notte agitata dove mi sono svegliato un sacco di volte. ho fatto colazione con calma e ho raccolto la forza per uscire un'oretta dopo. ho visto un bel sole dalla finestra e allora ho deciso di mettere i cosciali per correre. uscendo da casa ho visto che parcheggiava l'auto un mio ex collega che oggi è un pezzo grosso di un'azienda pubblica. ci siamo messi a parlare qualche minuto, pur non abitando in zona sfrutta la martesana per fare il lungo, visto che ha una maratona il mese prossimo. una volta lasciato, ho fatto il giro largo per entrare in martesana. fin dall'inizio ho sentito, un pò sorprendentemente vista la giornata di ieri, bene le gambe. oggi non avevo grossi progetti, ma a quel punto ho pensato di fare il "lungo" in funzione mezza. passo costante ma un pò più sostenuto, sopra i 5'30" al km. supero il lambro ed entro in vimodrone, facendo marcia indietro poco dopo gli 8 km. ai 10 giro in 55'21". rientro a milano che non ho particolare stanchezza, se non un tendine che mi tira un pò ma ignoro il fastidio e procedo. oltrepassata piazza costantino (sia all'andata che al ritorno ho bypassato il problema semaforo) decido che devo superare uno che avevo incrociato all'andata a vimodrone. questo ha significato fare il 14esimo a 5'20", e bene faccio anche il 16esimo, a 5'23". è ora di chiuderla questa uscita, faccio il solito giro del criceto, finendo per fare (non casualmente) 17,10 km in 1h34'20", a 5'31" al km. domenica prossimo tornerò ad indossare un pettorale, per la mezza di treviglio. rispetto all'uscita di oggi devo allungare 4 km esatti e correre a 5" al km in meno. quest'ultima cosa per niente facile. ce la metterò tutta, ma se non dovessi farcela va bene lo stesso. settimana prossima di scarico direi. anche perchè sarò talmente in giro che non potrà che essere così. buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 14 febbraio 2019

il trionfo dello stupido

non mi piace pormi male con gli altri, in modo particolare in ambito lavorativo. approccio paziente ed analitico, questo è il mio motto. tra lunedi e mercoledi, in un continuo alternarsi tra mare e montagna, ho incontrato diverse persone. ho scoperto che la gran parte di loro mi era stata descritta in modo parziale se non inesatto. è per questo che diffido dei cosiddetti "passaggi di consegna". ieri pomeriggio però, nel mio ultimo appuntamento (di montagna), ho visto uno stupido. pur avendo visto delle positività in lui, sono uscito dalla sua filiale con questa netta ed ineluttabile certezza. mi ha detto una serie di cose campate per aria, in fila una dietro l'altra. in modo garbato ed elegante gli ho fatto capire che sbagliava. e glielo ho detto nel suo preciso interesse, supportando la mia analisi in ragione della mia (ahimè) ultra ventennale esperienza. una persona mediamente normale avrebbe dovuto ringraziarmi. questo invece se ne è uscito con delle supercazzole micidiali, delle arrampicate sugli specchi pazzesche. dopo un'ora e passa di mugugno continuo ed irrazionale ho detto "basta" e gli proposto di andarci a prendere un caffè. non ho neanche fatto la scena di chi mette mano al portafogli. stupido, che almeno la mia consulenza valga 1,2 € di caffè al ginseng.
correre è stato impegnativo in questi giorni, ma l'ho fatto. martedi mattina ho corso "ad alta quota". no, non è vero, però è stato un collinare di paese a tutti gli effetti, dove ho faticato però meno di quanto previsto. poco più di 9 km in poco meno di 54'. 5'56" al km il passo, ma soprattutto 162 metri di aumento quota, giusto per farvi capire lo stato dell'arte. avrei dovuto fare il bis, sul mare, ieri mattina, ma per ragioni diciamo logistiche non è stato possibile. allora rientrato a milano questa mattina ho corso sulla mia martesana. la sveglia avrà suonato 30 secondi prima di essere spenta. ho messo un pò a capire dove mi trovassi, sensazione che è perdurata quando sono arrivato sul naviglio. allora mi sono detto che dovevo fare qualche piccola variazione del copione per fare bene. e così è stato. man mano che usciva il sole e il cielo si faceva più luminoso la martesana mostrava i suoi colori. dovevo fare 10 km, ma avendo sbagliato il calcolo del ritorno alla fine sono stati 10,23 km, fatti in  56'26", a 5'31" al km. uscirò anche domattina, ma sarà un "corto veloce", cioè veloce per me sia chiaro.
è san valentino, che passo a casa a scrivere questo post. mentre ho in sottofondo youtube che suona pj harvey. ho avuto più di una relazione con cantanti, ma mai che fossero rocker. mi verrebbe da dire che non è affatto strano. eppure sono sempre stato attratto dal fascino di kim gordon, kim deal, debbie harry, courtney love. ma su tutte proprio pj harvey, che a 50 anni è per me ancora una bella donna, ma nel 2003 e nel 2000 lo era ancora di più, basta vedere questi due video che posto. clorì, che ne pensi? un abbraccio a tutte e tutti, globalmente.


domenica 10 febbraio 2019

18 km sofferti ma belli

sei giorni in giro per l'italia, per motivi diversi ma oltre modo stancanti. ormai a casa ci sono veramente poco, anche se questa cosa non la rende esente dalla necessità di maggior ordine. magari qualcosa faccio nel pomeriggio, ma non garantisco. venerdi e sabato sono stato vicino roma per l'appuntamento didattico di metà stagione. intenso come ogni anno, ma questa volta forse un pò più costruttivo del solito. le risultanze tecniche sono andate bene, probabilmente sono stato il migliore tra i lombardi, cosa che posso garantirvi non è mai capitato. sono comunque tornato a casa tardi, e questa mattina (ed è la quarta domenica consecutiva) ho saltato gare e tapasciate. non ce l'avrei fatta in alcun modo a svegliarmi presto e questa volta sono un pò più giustificato delle altre settimane. dopo più di 8 ore di sonno, questa mattina dopo aver fatto colazione con calma sono comunque sceso sulla martesana. una leggera pioggerellina, tanta umidità ma tutto sommato un bel clima per correre. dopo aver fatto il giro dell'isolato mi sono immesso sul naviglio da melchiorre gioia. non avevo idea di quanto ne avessi. certo mi sarebbero un pò girate le balle se avessi fatto poco come la scorsa domenica. ho puntato verso il lambro, la respirazione era buona ma le gambe meno. quando è così lo conosco il motivo, sono i tanti km fatti in auto. ma la c'è la testa a supportare il runner, o per lo meno così si dice. è un andare oltre i 5'40" al km, superato il lambro punto verso vimodrone. torno indietro dopo aver fatto poco più di 9 km, più o meno trovandomi a qualche centinaio di metri dal cartello di cernusco. un tipo mi si affianca e mi chiede di "spingerlo". eccolo lì, quello che mi cammina accanto parlandomi, cosa che io odio. che poi è più lui che spinge me che non il contrario. per fortuna dopo un km e mezzo gira a destra e mi lascia alla mia corsa. faccio un pò di fatica all'altezza di via idro, andando oltre i 6' al km. al semaforo di piazza costantino sono obbligato a fermarmi, c'è il rosso e tante macchine che passano. poco male, posso bere alla fontanella. riparto ma sono rallentato nel ritmo. però superata viale monza accelero, un pò sorprendentemente, tanto che faccio l'ultimo km a 5'39". alla fine faccio 18 km spaccati in 1h44'03", a 5'47" al km. che mi rendono tutto sommato soddisfatto, considerata la settimana da cui provengo. ma mi sa che è inutile ripeterlo ogni volta, ormai sarà sempre così. per correre devo ritagliarmi gli spazi. in questa settimana sono riuscito addirittura a fare una specie di ripetute giovedi sera. con un 5x200 fatto alla grandissima (e che forse mi ha permesso di fare questi 18 km questa mattina). se mi riesce, i miei km li faccio. non supero i 50 ma i 42 e spicci - come in questi ultimi 7 giorni - si possono fare. detto ciò, vi auguro un buon proseguimento di domenica, globalmente si intende.

mercoledì 6 febbraio 2019

perchè san remo è san remo

ebbene sì, mentre sto scrivendo questo post sto ascoltando il festival della canzone italiana, quando ci sono stati annate (e neanche poche) in cui non ne ho visto neanche un secondo. non solo, lo stesso è successo - abbastanza distrattamente - anche ieri sera. ma andiamo con ordine. sono stato via tre giorni, al mare. non per vacanza, ma per lavoro come sapete. lunedi sera non ho cenato da solo ma con una collega. in ogni caso alle 10 ero già in camera, che dovevo ripassare una presentazione per la mattina dopo. che non avrei dovuto fare io, ma il mio capo, colto come qualche milione di italiani dalla solita influenza di inizio anno. beh, sono stati tutti a chiedermi se avevo bisogno di aiuto, se ci voleva qualcuno a supporto ecc ecc..... beh, certo che non ho bisogno di nessuno. ci sono stati tempi in cui parlavo per ore a centinaia di persone, secondo voi posso avere qualche problema a fare una presentazione davanti ad una ventina di persone? vabbè, mi dicono, non conosci l'argomento. beh, a parte il fatto che non è così vero, ma questi hanno la memoria così corta da essersi dimenticati che io posso parlare di "niente" per 4 ore di seguito? ovviamente declinato l'aiuto la presentazione è andata bene. o per lo meno è andata tecnicamente bene, che secondo me con questa roba non si va da nessuna parte. accompagnata la collega alla stazione, ho iniziato a fare il mio giro per arrivare abbastanza presto in albergo. ho cenato da solo ed anche abbastanza male (cosa che secondo me capiterà spesso in questa avventura). una volta in albergo mi sono visto come detto il festival, andando a letto abbastanza presto. perchè questa mattina dovevo tornare a correre. lunedi mattina avevo fatto la prova polpaccio, 6 km fatti abbastanza "veloci", a 5'32" al km, con qualche fastidio ma abbastanza sopportabile. questa mattina, a rigoroso stomaco vuoto, dovevo farne però 10 di km. quando sono uscito c'era già la luce, e questa volta posso dire di averlo visto il mare. 3.5 km fino alla scogliera con relativo ritorno. le gambe rullano abbastanza bene. dopo un primo km iniziale lento, dal secondo al sesto vado regolarmente sotto i 5'30" al km. dal settimo in poi entro nel budello, e lì perdo ovviamente tempo, tra curve e pavè. il decimo, fatto di nuovo nel lungomare, mi vede scendere di nuovo sotto i 5'30". alla fine sono 10,01 km in 55'28", a 5'33" al km. direi due volte bene: per l'uscita al mare, che questa volta ho apprezzato, e per la risposta fisica. per il resto che dire.... torno a vedere san remo! sono stanco, ma questa esperienza per adesso mi sta piacendo. anche qui, pensavano di farmi un dispetto, non capiscono tanto per cambiare un cazzo. buona serata a tutte e tutti.

domenica 3 febbraio 2019

da 54 a poco più di 30

nulla è casuale nella vita figuriamoci nella corsa. se non ho mai fatto una maratona il motivo è nella mancanza di continuità negli allenamenti. a dicembre ho fatto 207 km, a gennaio seppur di poco ho superato i 200 km, la settimana scorsa ho corso 54 km, ma questa settimana che si sta chiudendo si colloca al livello di uno jogger più che di un runner. martedi ho corso alle 7.30 del mattino poco più di 9 km sulla martesana, prima di iniziare una tre giorni che mi avrebbe portato in giro per il nordovest. e nel girovagare mi sono portato via il necessario per correre. giovedi mattina, alle 6.42 (ripeto le 6.42) e con -3,9° sono uscito dall'albergo per correre intorno alla darsena di savona. una roba che una persona normale come esce dall'albergo e sente il vento che gli soffia in faccia fa che tornarsene a dormire. ma il problema non era neanche il freddo, a cui sono abituato. il problema è stato un percorso veramente brutto fatto di curve, pavè, smog delle auto che ti passano a fianco, scalini, tutte cose che potevano favorire l'infortunio. ho portato a casa altri 9 km, ma nei giorni successivi mi sono accorto di avere fastidio alle caviglie, soprattutto quella sinistra. non ho corso venerdi, idem sabato (e d'altro canto non avrei potuto). ieri sera sono andato in un bel locale di brera a festeggiare il compleanno di un amico. si è mangiato, bevuto e ballato. è stata una gran bella serata ma tra una balla e l'altra sono andato a dormire quasi alle 3, cosa che per come sono fatto adesso non rientra nelle mie abitudini. questa mattina in linea teorica avrei dovuto fare un lungo. beh, ho impiegato più di un'ora per farmi venire la voglia di vestirmi da corsa. e quando sono uscito, alle 10, ho constatato che il fastidio alla caviglia era ancora presente. dopo un paio di km ho incrociato una mia amica, con lei ho fatto 3 km ma poi l'ho lasciata andare. in primo luogo perchè dovevo rifiatare, poi perchè le stavo impedendo di correre col suo passo. si è accorta anche lei che avevo una corsa non esattamente coordinata. però stringendo i denti dopo qualche decina di secondi sono ripartito. cercando di fare piccoli passi. dal sesto al nono km sono andato veramente pianissimo. poi però le caviglie e le gambe in generale si sono scaldate, cosa che mi ha permesso di fare gli ultimi 3 km sotto i 6' al km. alla fine ho fatto 12,10 km in 1h12'34", a 6' al km spaccati. una uscita ridicola ma comunque fatta tutta con la testa. gambe e testa presenti o meno, la risultante è che questa settimana ho fatto 30,19 km. kilometraggio questo sì veramente ridicolo, che non ti permette di fare un beato cazzo. e se penso che la prossima settimana sarò ancora più errabondo, con tanto di puntata a roma negli ultimi giorni, beh il dado mi sa che è maledettamente tratto.
detto ciò, adesso mi preparo da mangiare. dopo pranzo se ho voglia torno in brera, questa volta per rivedere la pinacoteca approfittando dell'apertura gratuita. un abbraccio globale a tutte e tutti.