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domenica 27 gennaio 2019

22 km oggi, 54 km questa settimana

ho fatto bene a saltare la tapasciata col gruppo. col freddo di oggi non potersi cambiare e fare la doccia dopo la corsa sarebbe stato un farsi del gran male, soprattutto nel viaggio di ritorno verso casa, non esattamente corto. mi sono svegliato con calma, dopo aver dormito più di 8 ore sicuramente. colazione decorosa, uno sguardo fuori dalla finestra (constatando che ho i vetri sporchissimi), quindi l'accurata e stratificata scelta dell'abbigliamento: i leggins più invernali, la termica, la maglia della mezza di busto sopra, guanti, berretto. niente di sbagliato, quando sono sceso da casa ho potuto constatare che c'era un gran freddo (-2,2° avrebbe poi detto il connect). sapevo che volevo fare tanta strada, ma non quanta. il freddo era veramente pungente, e so che quando è così le energie vengono bruciate più facilmente. le gambe giravano abbastanza bene, a differenza di quanto riscontrato venerdi pomeriggio. certo, andavo più piano, proprio in considerazione della distanza da farsi. supero il lambro e giro ai 5 km intorno ai 29'. arrivo a vimodrone, e agli 8 passo davanti la casa di un mio amico che ieri ha attraversato l'italia per motivi sportivi (ma non runneristici). supero il cartello di cernusco, entrando in una martesana decisamente più bella come noto. germani e aironi non mancano in quel tratto di maviglio. a cernusco vado in profondità e agli 11 km, fatti in 1h04", torno indietro. potevo andare fino al cartello di cassina de pecchi, grosso modo 1 km più avanti, ma ho preferito fare così. al ritorno mi sono dovuto fermare ad un semaforo (oggi sono stato un pò sfigato, sono tre i semafori che mi hanno costretto a fermarmi, poco male visto che nell'ultimo ho bevuto ad una fontanella) e per fermarmi vuol dire che non potevo fare il matto che attraversa lo stesso la strada. tra il decimo ed il quindicesimo sono andato abbastanza bene, tra il sedicesimo ed il diciannovesimo mica tanto. in particolare quest'ultimo l'ho fatto sopra i 6' al km e non ne ho capito i motivi. nel tratto però da piazza costantino a casa ho ripreso slancio. addirittura al 22esimo ed ultimo km ho fatto un "accenno" di progressione. superata di poco casa mia ho stoppato il gps a 22,01 km. 2h08'48", a 5'51" al km. che mi soddisfa, devo dire. anche perchè chiude una settimana in cui ho fatto tanti km. per l'esattezza 54,06 km. cosa che non ho mai fatto in vita mia. pensate che tra tutti i contatti che ho su garmin connect al momento sono quello che ha fatto più strada. so che non sarà così a fine giornata, una mia amica è impegnata in questo momento nella maratona di marrakech e a meno che non salti (cosa di cui dubito) mi supererà. resta il fatto che 54 km sono tanta roba, e sono molto soddisfatto. detto ciò, buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

venerdì 25 gennaio 2019

di nuovo sulla martesana

ieri e oggi sono stato a milano. e così ieri mattina, dopo 11 giorni in cui ho corso altrove, sono tornato a correre sulla martesana. ieri ho fatto poca roba, un pò perchè ero stanco per i miei tre giorni da errabondo, un pò perchè dovevo comunque andare in ufficio. un freddo cane (- 2°) ed interi tratti della pista sul naviglio ghiacciati, cosa che mi ha obbligato a prestare molta attenzione alla corsa. alla fine ho girato a 5'40" al km facendo poco più di 8 km, con ultimi 3 km in progressione. oggi ho lavorato mezza giornata, con l'intenzione di fare un lungo nel pomeriggio. probabilmente in quanto uscito troppo a ridosso del pranzo ho faticato tantissimo e soprattutto il lungo non l'ho fatto. ho costeggiato la martesana fino a vimodrone e me ne sono tornato indietro. 14 km tutti fatti di testa, che le gambe oggi non c'erano. ad un certo punto mi sembrava di correre tutto sghimbescio. però qualcosa di bello c'è stato comunque. un bel sole che si rifletteva sull'acqua che scorreva, pochi runner ad impegnare la pista (soprattutto donne, chissà perchè), ancor meno biciclette. dicevo, alla fine sono usciti 14,01 km fatti in 1h19'36", a 5'41" al km. sempre meglio che un calcio negli zebedei. domenica il gruppo va a tapasciare all'inizio della provincia di bergamo. credo che darò forfait. il percorso non mi convince e non è vicinissimo a casa mia. di alzarmi presto, anzi prestissimo, so già di non aver voglia. correrò sulla martesana, magari mi riesce quel lungo fallito due volte in pochi giorni. e ad ogni modo ho già superato i 160 km in questo mese, potrebbe essere un altro mese con tanti km sulle gambe. ci sarebbe da dire anche di altre cose, ma ho deciso che questo sarà solo un post di running. buona serata e buon fine settimana a tutte e tutti.

martedì 22 gennaio 2019

lust for life

sono stato due giorni al mare. per lavoro intendo. inizia diciamo in maniera ufficiale questa mia nuova esperienza che le vedrà tutte le bellezze della natura. oltre al mare ci saranno le montagne, i fiumi, i laghi, le pianure. è faticoso ma ha un pregio inestimabile: mi tiene lontano dalla sede. ma questo l'ho già detto. questo pomeriggio sono stato a poche centinaia di metri dalla casa di una mia ex. di neanche tanto tempo fa. chi mi conosce da anni (e nel blog roll qualcuna c'è) sa di chi si stia parlando e di quale epoca. mi era già successo circa un anno fa di passare da lì. oggi, e so il perchè, mi ha fatto effetto. ieri sera ho cenato con un collega, un mio cliente storico e la sua principale collaboratrice (i casi della vita, mia figlia mi ha detto che in quel ristorante la scorsa estate un cameriere ci ha provato con lei). e io per tutta la serata ed anche oggi ho avuto questo costante pensiero: "ma questi due scopano?". per la seconda notte ho faticato a dormire. però anche qui so il perchè: non potevo non svegliarmi con la sete dopo essermi addormentato. e pacificamente ho iniziato a pensare ai cazzi miei. certo, poi mi sono riaddormentato. ma alle 6.20 ha suonato la sveglia. e come un superman in miniatura ho indossato i panni da runner per andare a correre sul lungomare. ma correre al mare e non percepirlo non è correre al mare. non mi capitava di correre al mare da parecchio tempo. a sensazione l'ultima volta ero nel golfo di policastro, dove anche lì mi trovavo per motivi di lavoro. ma si parla di 3 anni fa ed era fine settembre. pur avendo una lunga giornata alle spalle e avendo dormito un beato cazzo, i miei 10 km me li sono fatti. non ci ho capito niente. 3 km e mezzo di lungomare e mi sono trovato una scogliera davanti. quindi marcia indietro e passato davanti l'albergo vado in senso opposto, affiancando il porto. ma anche qui il lungomare finisce prima del previsto. insomma per arrivare a fare questi 10 km, a 5'46" al km, mi sono dovuto un pò ingegnare. domattina nuovamente sveglia molto presto, ma sarà una a/r in giornata. poi giovedi e venerdi conto di lavorare a scartamento ridotto ed anche un pò da fantasma. buona serata a tutte e tutti.

domenica 20 gennaio 2019

lungo semi fallito

lo avevo in testa da inizio settimana, anche se non sapevo dove l'avrei fatto. alla fine questo fine settimana sono stato dai miei per cui il previsto "lungo" l'ho fatto partendo da casa loro in direzione collegno. per evitare strade con auto si è svolto in gran parte dentro il parco della certosa. penso di aver fatto non meno di 13 km all'interno o poco fuori. una rottura di palle incredibile, e son curioso di vedere stasera la traccia lasciata dal GPS. al 17esimo circa mi sono mosso verso rivoli ed essendo in anticipo ho fatto il percorso più largo, quello che passa da bruere. ed ho "sbagliato", perché ci sono due cavalcavia che ammazzano. dopo il secondo, quasi al 21esimo km, mi sono fermato per rifiatare. sono ripartito ma dopo una ennesima salita mi sono nuovamente fermato. dopo un po' becco mio papà, che sconsolato guarda l'orologio scuotendo la testa e dicendomi che è due ore che corro. si sa, per i miei è tutta attività che fa male. io però non ne ho più. oggi contavo di arrivare a 28 km, mi fermo avendone fatti 22.75 in poco meno di 2h18', a 6'04" al km. del passo non me ne frega niente, della distanza si perché quei 5 km che mancano mi pesano. so bene che qui è più difficile che a milano ma questo non significa nulla quando si ha un obiettivo. ritenta, sarai più fortunato c'era scritto nei boeri di un tempo.....
Ps: post scritto con lo smartphone, lo aggiusto a casa.

sabato 19 gennaio 2019

il primato dell'adrenalina

questo non sarà un post di running, se non nella parte finale. questa settimana ho girato per lavoro come non succedeva da anni. dalle sorgenti del po al confine con la slovenia. mare, lago, montagna, non mi sono fatto mancare niente; una roba d'altri tempi insomma. per foruna ho guidato relativamente poco, visto che sono stato molto trasportato da colleghi, ed anche questa assomigliava ad una roba d'altri tempi. in questi ultimi due giorni sono stato assieme ad un ragazzotto che ha 20 anni meno di me e che ho contribuito in parte ad assumere a suo tempo. un pò perchè giovane, un pò perchè come detto fui coinvolto nel colloquio di selezione ho parlato tanto con lui, con il lavoro e l'azienda al centro delle nostre discussioni. pur in un contesto storico diverso ha voglia di fare e crescere. e mi ha fatto tanto venire in mente quando ero io ad essere avvolto dal sacro fuoco del carrierismo. mi ha fatto venire in mente quando a 30 anni lavoravo gomito a gomito con i consulenti esterni, a 33 anni tiravo su il telefono per fissare un appuntamento con l'ad della capogruppo per verificare se vedeva in me potenzialità di crescita tali da soddisfare le mie attese. ed ancora quando a 35 anni inculavo un poveretto semplicemente dimostrando di essere più bravo di lui (ma quel poveretto in quel modo avrebbe perso il lavoro); oppure a 37 anni andavo con la mia compagna di sabato a comprare il rullino di una macchina fotografica (all'epoca non c'erano ancora il digitale o gli smartphone), poi a comprare una copia del corriere per andare a mangiare nel pavese. solo che il motivo non era pranzare con tortelli e lambrusco, ma fare una serie di foto ad un punto vendita che lì non avrebbe dovuto esserci. e quelle foto avrebbero fatto parte di un dossieraggio finalizzato a far saltare la cordata che fino a quel momento aveva gestito l'azienda. ed ancora a 39 anni fare ad una convention del nostro più importante dealer nel nord italia quello che è stato e sempre sarà il più bell'intervento della mia vita professionale. infine, a 42 anni, il coinvolgimento massiccio (qualitativo e quantitativo) nel più importante esperimento commerciale del nostro settore in questo millennio. dove ho sputato sangue e lavorato 60 ore alla settimana per un anno. che ancora adesso se la mia azienda è in piedi è anche grazie a quella cosa lì. poi a 47 anni, dopo una vita fatta da vittorie, ho perso. un'unica battaglia, durissima, pazzesca, sfibrante. ma l'ho persa. si presti attenzione ai termini. una battaglia, non la guerra. se sono qui a scrivere è perchè si è aperto un altro capitolo dopo. ma da allora è cessata la produzione di adrenalina. oggi dicevo al mio collega che quando ero in mezzo alla battaglia alla sera mi veniva un cazzo durissimo. la donna che stava con me (convivente, fidanzata, compagna occasionale) se ne accorgeva. una domenica pomeriggio, dopo due giorni passati in convention, la mia donna mi disse "mi hai pensato in questi giorni vedo, meno male". beh, di scoparla avevo voglia, certo. ma la carica me l'aveva dato l'essere stato fino a poche ore prima al centro dell'attenzione. mi manca quella vita? se devo dare una risposta secca dico di no. eppure sono stati anni bellissimi. non solo perchè ero giovane ma perchè lo spirito della competizione rendeva vivi. dalla battaglia persa non ci sono state più battaglie. solo delle innocue scaramucce mascherate da singolar tenzone. ma è da qualche tempo che si percepisce l'odore del sangue. ripartono i fatturati, riparte la lotta per il potere. o per lo meno le rendite di posizione sono maggiormente a rischio, anche perchè si giustificano meno. mi ci vorrà poco per capire se la mia impressione ha fondamento. ma nel frattempo io sono soprattutto un runner. ed allora in una settimana poco propizia per gli allenamenti risaltano gli 11 km fatti questa mattina, in una città in cui ignoravo totalmente dove andare. allora ho fatto l'unica cosa possibile: uscire dall'albergo e girare a sinistra. fare 5 km e mezzo costeggiando la strada per poi tornarmene indietro. diciamocela tutta, questa produzione di adrenalina è molto più sana. buon fine settimana a tutte e tutti.

giovedì 17 gennaio 2019

a metà settimana

stasera serata molto bella, in un posto molto bello in quello che al giorno d'oggi si chiama NoLo (per i non milanesi north of loreto). e d'altro canto non so se lo sapete, ma milano è il posto più bello al mondo, tutto il resto vale molto ma molto meno. sono stato via per lavoro ieri, oggi e lo sarò domani e dopodomani. questo vuol dire che si è corso nulla o quasi finora, appena 9 km e rotti di scarico lunedi sera. io comunque le scarpette me le porto via. speriamo che l'albergo in mezzo al veneto in cui dormo domani sera abbia attorno a sè posti idonei per la corsa. meno male che non mi sono iscritto ad un cazzo, sennò finiva come l'anno scorso. chi ha orecchie per intendere intenda. buona notte o buon giorno per domani.

domenica 13 gennaio 2019

mezza di san gaudenzio, il mio stra personal best

le sensazioni sono importanti ma la scaramanzia è d'obbligo, nella corsa in particolare. domenica scorsa avevo mancato il pb per un'inezia ma oggi c'era la possibilità di riscattarmi. per il terzo anno consecutivo questa mattina sono andato, anzi è giusto dire "siamo" visto che è una corsa a cui come gruppo aderiamo più o meno massicciamente, alla mezza di san gaudenzio in quel di novara. una gara "facile", che però quest'anno ha cambiato percorso. è passata da essere una mezza quasi interamente in campagna ad essere una mezza cittadina. novara è una città che conosco abbastanza bene. salite poche ma se si passa dal centro tanto pavè. ma in ogni caso non certo paragonabile al percorso di domenica scorsa. cambio anche di punto di ritrovo, con gli altri del gruppo appuntamento al moderno pala igor, dove gioca la squadra femminile di pallavolo, che fa la serie a. foto di rito, poi si esce. un pò di riscaldamento e adattamento alla temperatura esterna (4 gradi ma con uno splendido sole, probabilmente stasera sono abbronzatissimo). partenza abbastanza sparata e per un pò di km seguo i palloncini dei pacer della 1h55'. viaggio bene, so di essere in forma, ma questo non vuol dire proprio nulla. passaggio dei 5 km a 26'48", direi molto buono. al settimo becco il primo cavalcavia, ma nonostante ciò quel km lo faccio a 5'35". al decimo passo in 54'22", ovvero sono sotto i 5'30" al km. inizia poi un percorso urbano un pò strano, con le bandierine che fanno fatica a contenere l'ira degli automobilisti. un pò la capisco la loro maleducazione, sia chiaro, è anche la prima volta che la mezza di novara si corre in città. il dodicesimo è un altro km con una leggera salita, e lo faccio a 5'29". lo stesso dicasi per il 15esimo, ma giro in 1h22'04". scopro che la mia linea (ma non sarò il solo) non è tarata per il percorso della mezza. ovvero i cartelli indicano più strada di quella che dica il mio gps. è una mezza uisp, non fidal e probabilmente la misurazione non è delle più fedeli (fu così anche nelle passate edizioni). faccio un 17esimo ancora bene e ad quel punto devo solo gestire la fatica che inizio a sentire. i tre km dal 18esimo al 20esimo li faccio a poco più di 5'40" al km. è fatta, inevitabilmente. mi accorgo che i metri risparmiati iniziano ad essere tanti, cosa che non è che mi dispiaccia a dire il vero. il palazzetto è in vista, sono stanco ma taglio il traguardo togliendomi i guanti ed esultando, chissà come sarò venuto in foto. 1h54'42", a 5'32" al km. rispetto al mio pb ufficiale miglioro di ben 4'36". ed anche se la linea, lo ripeto per l'ennesima volta, è stata più corta (340 metri) sarebbe stato comunque pb, anche se impiegavo 2 minuti per integrarla. che dire se non che sono contento. no, sono contentissimo, senza se e senza ma. nulla avviene per caso, si sa, nella vita come nello sport. costanza, impegno ed anche un pò l'amicizia e i consigli di runner più esperti e capaci di me, con cui abbiamo condiviso il pranzo ad enorme contenuto alcoolico post gara. resto un runner modesto, forse persino scarso direbbero i runner che se la tirano. ma oggi un pò meno di ieri. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.

domenica 6 gennaio 2019

mezza sul brembo, a 2" dal mio pb

l'ho già scritto, alle gare in provincia di bergamo capisci la differenza tra i runner modaioli e i runner con i controcoglioni. basta vederli negli spogliatoi, che abbiano 20 come 75 anni (e questi ultimi non sono affatto una pattuglia sparuta), trasudano energia da tutti i pori. un pò saranno le reminiscenze contadine e operaie, ma secondo me il motivo è semplice e banale nel contempo: se ti alleni in strade dominate da salite e discese e fai le tabelle i risultati arrivano. a proposito di tabelle, questa settimana meno km ma di qualità. giovedi ho fatto, evento assai raro, le ripetute, cosa che mi ha notevolmente spaccato. le ho fatte perchè questa mattina ho iniziato il mio 2019 agonistico proprio con una mezza maratona in provincia di bergamo, ovvero la mezza sul brembo, che parte e arriva a dalmine (non si offendano gli abitanti del luogo, ma un posto veramente brutto). mi ero già iscritto 3 anni fa, ma dovetti rinunciare causa influenza. questa mattina sono come al solito arrivato presto. ero senza gruppo, ma non ho mancato di incontrare qualcuno che conosco oppure qualcuno ha trovato me, nel senso che avendo addosso la maglia del mio gruppo mi si sono avvicinati runner di gruppi podistici amici. parlando con loro mi confermano ciò che già in parte sapevo. questa mezza è un susseguirsi di salite e discese continue. mi parlano in particolare di un cavalcavia al 18esimo km. vabbè, io però vorrei provare a fare il tempo. parto abbastanza deciso e le prime salite le affronto bene. anzi, guardando la mia corsa sul connect molto bene. giro bene ai 5 km, giro molto bene ai 10 km (54'49"). so però di andare molto forte per le mie possibilità. occorre capire se potrò reggerlo questo ritmo. ai 15 giro a poco oltre l'1h22, che insomma non è affatto male. entro a osio (non so se era osio sotto o sopra, di un osio si trattava....). in centro becco il pavè, e già quello è un problema. poi me lo vedo spuntare, il famoso cavalcavia. è come incontrare un ciclope. non mi fermo, lo supero correndo. ma quando arrivo giù ho una crisi e mi tocca addirittura fermarmi per rifiatare, per poi camminare qualche decina di metri. boh, non so quanto sarò stato fermo/corricchiante, ma so che il 19esimo lo faccio in 6'50", una roba terribile. eppure so di essere comunque ancora vicino al pb. e con la testa riparto. il 20esimo è fatto a 6'08", il traguardo è vicino. guardo il gps, è questioni di secondi lo so. calpesto il tappeto blu che porta al traguardo, lo supero, il 21esimo è sotto i 6', blocco il garmin. 1h59'21", 5'39" al km. non scatta alcun record, che manco me lo ricordo quanto sia il mio "record" (mettiamole queste virgolette, ricordiamo che sono sempre una pippa runner). non l'ho superato per 2 secondi. certo, questa mezza è sicuramente più difficile di quella di pavia in cui per l'appunto ho fatto il mio pb. ho anche segnato una linea più lunga rispetto a quella gara, ma quello che conta si sa è il tempo impiegato. peccato, veramente un gran peccato. eppure ho poco da rimproverarmi. la condotta di gara tenuta non è stata sbagliata. sarebbe bastato non fermarmi ma provare a camminare dopo quel cavalcavia. avrei perso quella manciata di secondi in meno che mi avrebbe permesso di fare il pb. ma va bene così. se ne parlerà alla prossima, che sarà veramente a breve, molto breve. e avendola fatta già due volte so che è meno impegnativa della mezza di oggi. a me piace correre, perchè correndo si va avanti.