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domenica 31 marzo 2019

bilancio di marzo

alla fine nonostante gli 11 giorni di inattività totale a marzo ho corso per circa 135 km e mezzo, che è più di quanto avevo fatto l'anno scorso che teoricamente c'era una maratona in cantiere. non solo, con infinita fatica questa settimana ho superato di 170 mt i 40 km, cosa che non mi succedeva da diverse settimane. insomma, di riffa e raffa e con tantissima testa qualcosa ho combinato. per la precisione ieri mattina ho fatto i miei 10 km sulla martesana - che ormai è distanza classica del periodo - a 5'33" al km. questa mattina avevo mezza idea di andare a san donato a fare una 10 km fino all'anno scorso competitiva, ma non ho potuto farlo perchè questo fine settimana c'è mia figlia da me e in tarda mattinata l'ho accompagnata in zona sarpi da alcune sue amiche milanesi. meglio così, che mi pare di capire che tolto il vestito della competitività questa gara abbia poco da dire. allora sono di nuovo sceso sulla martesana anche se - un pò per l'uscita di ieri un pò per la cena di ieri sera - per fare poco più di 9 km e mezzo mi sono dovuto mettere proprio dì impegno. alla fine passo modestissimo, 5'48" al km, quando sulla pista c'erano fenomeni assoluti, alcuni di mia conoscenza. c'è poi ancora il problema della caviglia destra. il dolore non passa, e non riesco a capirne i motivi. soprattutto è un problema dell'inizio corsa, che poi tende a venire meno col passare del tempo. ho anche incontrato il mio amico direttore del personale maratoneta, ma ci siamo solo salutati e basta, così come è successo ieri mattina con una amica di una mia amica. ormai sta diventando cosa abituale correre sulla martesana incontrando qualcuno che si conosce. detto ciò buon proseguimento di domenica a tutte e tutti.

giovedì 28 marzo 2019

secondi 10k "veloci" in settimana

diciamola tutta. scrivo questo post per "superare" quello precedente. troppo severo (anche se più che veritiero) e troppo lontano dall'oggetto sociale di questo blog. e allora raccontiamo che la mia giornata lavorativa - oltre che stranissima - è durata molto poco. è stata anche piacevole comunque, visto che mi ha permesso di incontrare un ex collega con cui abbiamo fatto tante battaglie assieme. insomma, alla fine della fiera passate da poco le sei sono uscito - in cosciali e maniche corte (per l'esattezza con la maglietta della mezza di treviglio di quest'anno che è semplicemente bellissima) per il mio allenamento. l'obiettivo era fare almeno 10 km, ma soprattutto capire come va la caviglia destra. eh no, non va bene, lo dico in questo esatto momento che sto scrivendo questo post. solo che stasera avevo troppa voglia di correre e il clima, abbinato alla mia martesana, era ideale. non ho fatto alcuna circumnavigazione attorno all'isolato. attraversata la strada di fronte casa mia mi sono immesso direttamente sul naviglio. vuol dire, col percorso che faccio, fare 5 km se si vuole arrivare al lambro e altrettanti per tornare indietro. sono partito subito veloce, che non si fa. ma in questa uscita sono stato costante. l'unico km "sbagliato" è stato il quarto, fatto a 5'35". ma c'era un motivo, ovvero l'attraversamento difficoltoso di via costantino. per il resto tutto molto lineare. anche questa volta però i secondi 5k li ho fatti più velocemente. sono riuscito a fare anche una specie di progressione. nono km a 5'18", decimo ed ultimo km a 5'17". quando ho fermato il gps stavo sputando un polmone. 10,01 km fatti in 54'05", a 5'24 al km, 2 secondi al km in meno rispetto a martedi mattina. mi sono reso conto però che la caviglia faceva male. non capisco però quale sia il punto esatto del dolore. ho messo della pomata dopo la doccia, ho preso del magnesio, ma il dolore c'è. finchè corro 10 km non ci sono problemi. la prossima gara a cui sono iscritto è tra un mese, anche se non mancano le intenzioni di farne altre tre in aprile. di certo c'è che me ne fotto. io corro, senza se e senza ma. buon proseguimento di serata a tutte e tutti, io mi butto sul divano.

mercoledì 27 marzo 2019

equazioni del cuore (stories? pheraps.....)


  • pensa di essere ancora giovane e magari bella. no, non lo pensa ma pensa che ci possa essere ancora progettualità. ne ha patite tante in passato e trova questo. esteticamente meglio di altri, ed anche bravo cristo. solo che non lo è a caso. come dice quell'altra, è prossimo ad essere un "reddito zero". fa fatica a sbarcare il lunario. e quindi non solo una vacanza, ma anche una cena di pesce può essere un problema. e lei di foraggiare non ha tanta voglia, ecchecazzo è l'uomo che deve pagare la cena. e io pensavo che arrivata ai 50 anni sarei stata tranquilla, avrei presa una casa in liguria per fare i weekend da maggio a settembre, magari si cambia un divano, un armadio ed invece niente. per carità, è un bravo ragazzo, ma magari se avesse un pò di grano cercherebbe la ragazzina.....
  • ci sono mattine che faccio fatica ad alzarmi e tirare su la serranda. vorrei stare al buio e non pensare a niente. innamorarsi di chi voleva solo scoparti è un grosso problema. e non serve a nulla che le amiche e gli amici ti dicano che poi lui non è neanche 'sta gran bellezza. continui a fare sport, ma non faccio più gare, che dietro ogni runner rischio di vedere lui.....
  • "francy, ma si può perdonare un tradimento?". si, ma di chi stai parlando, se del piccolino ecco mi sembra di poter dire che non è esattamente una relazione la vostra. ti vergogni persino di portarlo in gruppo. ecco, poi però vengo a sapere che le cose sono diverse. che ognuno si fa i cazzi propri (volente o nolente), che si passa giorni o interi weekend (anche quelli dove potresti stare assieme) senza neanche sentirsi. che lui vede altre. insomma, tu pensi di stare con lui, ma per lui non è così. dice pure che la scopa bene. a questo punto potrei anche pensare che non sia così. io lo chiamo disperato bisogno di affetto. quando una trombamicizia diventa una quasi relazione, ma solo per uno dei due. mi racconta e si racconta potentissime balle. che fastidio.....
  • ecco, sarebbe stato meglio rimanere sposata. che avevi la casa nelle baleari, l'attico in un bel quartiere di milano e tanti problemi in meno. solo che quando sei giovane pensi di poter fare, di poter cambiare, di avere ancora di meglio ed invece......
  • potevo fare come lei, vedova ma ancora una bella donna. si è trovato l'imprenditore svizzero. più vecchio per carità, ma vacanze della madonna......
  • che con quell'altro le cose le facevamo. vacanze in francia, affittata la barca nel mediterraneo per fare 15 giorni con i nostri figli. "ma scusa, i suoi figli non erano quelli che ti odiavano e ti facevano venire il fegato come un pallone da rugby? guarda che io delle mie relazioni precedenti ricordo le cose belle, ma anche quelle brutte. non dimentico niente, niente!"
  • le equazioni del cuore non riescono mai. la matematica non si addice ai sentimenti. men che meno la filosofia, a meno che non si tratti di filosofia spicciola. le relazioni affettive sono relazioni sociali. e le relazioni sociali si basano sui rapporti di forza. lo dicevo a 30 anni, figuriamoci a 50 anni. un bello sta con una bella, un brutto sta con un brutta, un medio sta con una media. nel mezzo ci stanno i soldi, la posizione sociale, il potere, l'intelligenza, che spostano, ora un pò di più ora un pò di meno, l'assortimento di coppia. nel mio naviglio di salmoni non ne peschi mica, si sa. il copione è sempre lo stesso. stai bene con uno/a? stacci, stai fermo/a, per carità! ti senti inutile da solo/a? stai con chi riesci a stare, in subordine ti prendi il gatto o il cane. se poi arrivi a 50 anni e ti penti delle cazzate fatte nella vita ebbene te lo dico. è troppo tardi, inculati.

martedì 26 marzo 2019

io e il giapponese (cronaca di una corsa che ha dato soddisfazione)

non aggiorno il blog da una decina di giorni. il motivo è semplice: non sto un attimo fermo. non solo giro in lungo ed in largo dal lunedi al venerdi, ma anche il fine settimana non scherza. quest'ultimo poi non ha scherzato per nulla, ma non ha senso lamentarsi quando non vi è obbligo ma solo l'appartenenza ad una realtà associativa di cui faccio parte dal lontano 1985 (quanti anni sono? saranno 34 alla data del 31 marzo, tanto per dire.....). Secondo me ho fatto dei gran miracoli a correre in questi giorni. ecco, a dire il vero ho fatto anche una gran fatica. ma nel mix correre/fatica qualcosa di decoroso forse l'ho fatto pure. non tanto la settimana scorsa, con sì 4 uscite ma per fare poco più di 37 km, con una uscita di 13 km sabato mattina in zona dai miei un pò ridicola, visto che aveva sì qualche dislivello ma niente di impegnativo. domenica e lunedi ho saltato e quindi sono uscito questa mattina, tornando a gustarmi la mia martesana. devo dire che non avevo particolarmente voglia, ma come ho detto tante volte un runner amatoriale la voglia deve farsela venire. sono uscito leggerissimo, forse fin troppo leggero, facendo un pò di fatica al primo km. e sentendo quella fitta al tendine/caviglia che ormai ho da quando ho ripreso a correre dopo l'influenza (o forse ce lo avevo prima....boh, non ricordo, però è un pò che ce l'ho). oggi ho un rapporto diverso con il dolore nella corsa. agli inizi ero preoccupato, oggi me ne fotto, al massimo rallento o utilizzo la testa per supplire al problema. alla fine le cose sono abbastanza chiare: correndo la parte dolorante si scalda, puoi peggiorare la situazione se forzi. detto ciò ad un certo punto però le gambe hanno iniziato a macinare, che per me significa andare sotto i 5'30" al km. quando arrivo in piazza costantino vedo arrivare un giapponese vestito come se corresse al 31 dicembre: leggins, guanti, cappello, antivento (e non oso pensare cosa ci fosse sotto). un contrasto pazzesco se si pensa che io ero in pantaloncini e maglietta da running manica lunga (ma non termica). lui è in vantaggio rispetto a me di circa 20, 25 metri al massimo. accelero il passo perchè voglio prenderlo e più o meno al quinto km della mia uscita ci riesco. a quel punto il giapponese (almeno 20 anni e 10 kg meno di me) allunga il passo. io provo a riprenderlo ma mi accorgo che mi si è slacciata una scarpa, cosa che mi obbliga a fermarmi. riparto, a quel punto avrà un vantaggio di 50 metri. ma ripartendo vedo che mi sembra di avvicinarlo. faccio il settimo km a 5'11. praticamente all'altezza del primo tunnel ferroviario lo raggiungo di nuovo e che fa lui? torna ad accelerare e a distaccarmi! arrivato all'altezza di casa mia riesco di nuovo quasi a riagguantarlo ma in melchiorre gioia le nostre strade si dividono. lui va oltre, io devo fare i 2 km per chiudere l'allenamento. alla fine faccio i miei 10,01 km in 54'21", a 5'26" al km, ma con gli ultimi 5 km fatti sotto i 27'. insomma, una uscita più che soddisfacente. certo, adesso sento l'infiammazione tendinea assolutamente evidente. e pazienza, per intanto è andata così, poi si vedrà.....

domenica 17 marzo 2019

una bella mezza di gruppo a savona

avevo 10 km alle spalle nell'ultima settimana, poco più di 15 km in due settimane. ma questa mattina la sveglia ha comunque suonato (e dio solo sa quanto abbia suonato) alle 4.30 perchè oggi era il giorno della "mezza sociale", ovvero la mezza maratona che come gruppo corriamo lontano da casa, al fine di passare tutta la giornata assieme. l'anno scorso fu piacenza a maggio (un caldo della madonna), quest'anno la scelta è ricaduta su savona, anche perchè c'era una 10 km non competitiva che ci ha permesso di aggregare tapascioni e walkers. ero iscritto ovviamente da tanto tempo e pazienza se le condizioni eran quelle che erano. caffè e due fette biscottate appena alzato, colazione seria in autogrill; arrivati abbastanza in tempo a savona, accolti da un cielo veramente plumbeo con un pò di vento. non faceva però freddo e alla fine ho optato per le maniche corte, scelta che si è rivelata azzeccata. avevo buone sensazioni, se devo dirla tutta, ma la scaramanzia era doppiamente d'obbligo. per come sono stato nei giorni passati e perchè conosco la liguria e so che anche un lungomare non è piano. foto di rito e partenza praticamente assieme ai top runner. spingo abbastanza fin da subito, anche negli strappi iniziali, dove avevo corso circa un mese e mezzo fa in trasferta lavorativa. so che il percorso è sostanzialmente un passaggio sull'aurelia fatto due volte. non il massimo della vita ma in liguria ci sono solo due strade, l'autostrada e l'aurelia, per cui non esistono alternative. l'organizzazione non è male, come non sarà male il pacco gara consegnatoci al ritiro pettorali. ma torniamo alla gara; dopo un paio di km mi si affianca un ragazzo del gruppo, uno che ha almeno una decina di anni meno di me. l'anno scorso andava bene, poi si è un pò fermato. gli dico che se vuole andare avanti faccia pure, ma lui dice che vuole correrla con me che sa che sono in forma. sì, forse fino a due settimane fa, gli rispondo. ma lui mi si piazza accanto correndo a sensazione. come sapete a me non piace correre con altri, ma questa volta sembra che abbiamo un passo tale da supportarci l'un l'altro. gli faccio presente che dobbiamo rallentare un tantino, soprattutto nei tratti in leggero aumento di quota. ai 5 giriamo in 27'20", ai dieci, praticamente al punto della partenza, in 54'53". è un passo simile a quello di treviglio di tre settimane fa, ma non so fino a che punto si possa reggerlo. salto ogni ristoro, soltanto al 15esimo prendo un paio di bicchieri d'acqua, che cerco di bere in corsa. fino ai 15 conserviamo un bel passo, ma dal 16esimo iniziamo a perdere qualcosa. vedo un vecchietto di un gruppo genovese avanti a me, pensiamo di prenderlo ma questo è un metronomo. ma so che sono gli ultimi tre km quelli difficili. ormai però siamo arrivati, bisogna stringere i denti e resistere alle folate di vento che per fortuna sono di traverso. di fare la progressione non riesco, anzi ci raggiunge un compagno di squadra che rientrava in gara a distanza di un intervento chirurgico avuto un anno fa. l'ultimo km è in leggerissima salita e sul pavè, ma in fondo c'è la curva che porta al traguardo. e quindi gli ultimi 300 metri li faccio questi sì in progressione, seppure tardiva. io ed il mio compagno di corsa tagliamo il traguardo assieme unendo le mani, qualche secondo indietro l'altro compagno di squadra. il tempo del mio gps dice 1h'58'04", quello della graduatoria ufficiale 1h58'01". linea più lunga di 90 metri, ovvero 21,19 km. 5'34" al km. terza mia migliore mezza di sempre, quarta mezza fatta quest'anno andando sotto le due ore. tantissima roba visti i fattori critici in essere. unica pecca organizzativa le docce a un km dal traguardo, con addirittura pagamento di 20 centesimi per potervi accedere. dopodichè tutti a pranzo, che onestamente non è stato niente di eccezionale visto anche il prezzo. giornata strapositiva insomma. aggiungiamoci che stasera l'inter ha vinto il derby ed il cerchio si chiude. buon inizio settimana a tutte e tutti.

venerdì 15 marzo 2019

ripresa

questa mattina sono tornato a correre sulla mia martesana, dopo ben 11 giorni di lontananza dalle scarpe da corsa e 13 giorni dalle scarpe da corsa che aderiscono all'asfalto. che è tantissimo, credetemi. non che mi senta guarito del tutto, perchè la tosse non mi ha ancora abbandonato completamente, ma è un paio di giorni che mi sento un pò fuori dal tunnel. ad ogni modo non ce la facevo più a non correre e soprattutto c'è il pensiero che dopodomani ho comunque una mezza maratona in trasferta col gruppo ed era obbligatorio capire lo stato di forma generale (si, voi direte che senso abbia fare 21 km in queste condizioni, a me basterà arrivare al traguardo e non credo ci siano particolari difficoltà in questo senso). sono andato a letto presto ieri ma questa mattina ho fatto un sogno assurdo, che poi racconterò, e da lì in poi non mi sono più addormentato. alle sette meno dieci ero già pronto a correre sul naviglio. faceva freschino ma la luce e i colori erano i soliti, ovvero belli come sempre. non sentivo particolari difficoltà come respirazione, lo stesso però non si poteva dire per le articolazioni. ma mi sono messo di buzzo buono e ho fatto quello che dovevo fare. pensavo di fare una uscita da 8/9 km, ma alla fine ne ho fatti 10 in 57' spaccati, a 5'42" al km. decisamente meglio del previsto. adesso mi sento solo un pò rotto, ma anche qui pensavo peggio. bene così insomma.
una brutta notizia. un mio caro amico ha un tumore. si era operato a gennaio ma francamente si pensava ad una forma benigna. ed invece pare non sia così dal referto istologico. sta iniziando la chemio e a maggio si dovrà di nuovo operare. non è niente di bello, perchè un vicino di casa dei miei ha avuto la stessa cosa ed è mancato nel giro di un anno. non sono neanche potuto andarlo a trovare perchè essendo influenzato avrei potuto compromettere le sue difese immunitarie e fargli rischiare una polmonite. ieri al telefono piangeva. queste sono le cose che contano, tutto il resto passa in subordine.
veniamo al sogno di stanotte. sono sul binario di una stazione ferroviaria e c'è un esagitato che dà fastidio a tutti. le persone si allontanano, perchè è forte la sensazione che questo sia uno squilibrato capace di essere violento. io mi sposto e chiamo il 113 o il 112. cambia la scena, sento urla nel sottopassaggio del binario. io scendo e sotto è l'ingresso della metropolitana, della gialla per l'esattezza. ci sono 4 feriti sotto e un lago di sangue. sono carabinieri, poliziotti, ferrovieri accoltellati da questo squilibrato. arrivano altri carabinieri o poliziotti che danno la caccia al tipo. dopodichè mi sveglio. beh, sapete cosa è successo in nuova zelanda più o meno nello stesso momento..... buon fine settimana a tutte e tutti.....

martedì 12 marzo 2019

mi chiamo francesco e non corro da 8 giorni

due domeniche fa mi sveglio con una punta di mal di gola ed infiacchimento generale. decido lo stesso di alzarmi e di andare a correre. una fatica bestiale, non ricordo quanto abbia fatto, probabilmente un 14 km. resto tutto il giorno a casa rintronato, prendo un antinfiammatorio che sento arrivare l'influenza. al mattino dopo mi alzo che ho da andare in trasferta. anzi ho tre giorni in trasferta. il lunedi faticosissimo ma almeno per la prima volta alla sera trovo un ristorante decoroso. il giorno dopo, constatato che ho dimenticato il gps a casa (e comunque per dove mi trovavo correre equivaleva ad un suicidio), vado nella palestra dell'albergo. 15 minuti di cyclette, 31 minuti di tapis roulant. prosegue il mio tour e sento sempre più montare l'influenza. al mercoledi inizia ad andarmi via la voce, tanto che alla sera praticamente scompare. decido di non andare in ufficio il giorno dopo, più che altro per non parlare. questo perchè venerdi e sabato ho una convention aziendale. in realtà anticipo il rientro, perchè venerdi reggo ma tutto il sabato non riesco a stare lì, fare il simaptico, parlare con tutti ec ecc..... sabato vado in farmacia e prendo l'antibiotico che il medico mi aveva prescritto, passando l'intero fine settimana a casa. ieri ed oggi ovviamente in giro. questo perchè tutto 'sto KO è arrivato senza avere febbre. sarà stato "merito" dei farmaci presi, sarà stato perchè così doveva succedere, fatto sta che erano 4 anni che non mi ammalavo. e tecnicamente non saprei dire se sono ammalato. vado a letto e mi addormento ma dopo un paio di ore mi sveglio e inizio a tossire per un'ora almeno, perdendo completamente sonno. una roba devastante. sono al quarto giorno di antibiotici, domani finisco la scatola ma tutto mi sento fuorchè guarito. come detto nel titolo, non faccio attività fisica da martedi scorso, se di attività fisica si può parlare nel caso. ho spesso fame e mi sembra di essere ingrassato di 10 kg. ho dolori articolari ovunque. domenica scorsa ho perso una gara a cui ero iscritto, ma almeno una amica mi ha recuperato il pacco gara. ma la prossima domenica ho una mezza al mare a cui partecipiamo come gruppo. e non posso perdermela. avrei preferito avere la febbre. stavo a casa 3 o 4 giorni ed in una settimana me la cavavo. adesso sono passati 10, 11 giorni e mi sembra di stare come all'inizio. odio non stare bene. lo odio. fanculo và.....

sabato 2 marzo 2019

Sabato mattina

Sto scrivendo questo post su una panchina della mia Martesana. Per una volta i runner li guardo correre, e sono bellissimi credetemi. Devo andare a fare la spesa ma l'esselunga può aspettare. Non avete idea di quanto sia bello il mio naviglio oggi, e di quanto sia bello il mio quartiere, che nonostante sia a ridosso della circonvallazione sembra un borgo calmo e placido. Ieri sera abbiamo festeggiato il compleanno di una mia amica. È stata una bella serata, anche se tanto forse troppo si è discusso di felicità e zone limitrofe. Però non potevo non pensare a tre o forse quattro messaggi di WhatsApp ascoltati poche ore prima, di una amica lontana eppure vicina. Messaggi che dicevano che forse la felicità non esiste ma che di sicuro le occasioni, quando capitano, vanno colte senza se e senza ma. Si può vivere benissimo in modo ordinario: amici, lavoro, salute, sport, famiglia. Ma l'emozione di un bacio, di un determinato bacio, di uno specchio, di un determinato specchio, non ha eguali. E io da questa panchina non so quando avrò voglia di alzarmi.